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mercoledì 21 dicembre 2022

Presentazione dei comitati del Trentino e Alto Adige a sostegno di Stefano Bonaccini a segretario PD

Presentazione Comitati del Trentino e Alto Adige a sosegno  di  Stefano Bonaccini segretario PD 17 dicembre

Trento. In vista del congresso nazionale e provinciale di Trento, del PD, del 19 febbraio prossimo sono stati presentati il 17 dicembre a Trento i Comitati del Trentino e dell'Alto Adige a sostegno di Stefano Bonaccini per la segreteria del Partito Democratico.

Attraverso dei comunicati stampa i comitati a sostegno di Bonaccini affermamo: " Le sfide della società contemporanea necessitano di una politica continuamente capace di nuovi schemi e di nuove soluzioni. Anche nella nostra regione, come nel resto d’Italia, è necessario un forte rilancio del Partito Democratico, capace di essere riferimento per tutti coloro che credono in una società inclusiva e nei valori della solidarietà, dello sviluppo sostenibile e della riduzione delle diseguaglianze.

Stefano Bonaccini coniuga principi solidi con una storia di cose concrete. Il presidente dell’Emilia Romagna possiede la capacità di governo che serve per proiettare il Partito Democratico verso un profondo rinnovamento e per realizzare il disegno aggregante di un centrosinistra rifondato. Con coraggio e rinnovato orgoglio.

Bonaccini incarna lo spirito riformista del Pd di domani, un Pd che rimette al centro del discorso politico le persone ed i loro bisogni, più che il richiamo a schemi rigidi e nostalgici.

La sfida di Stefano Bonaccini è la nostra sfida per un partito aperto ed inclusivo anche in Trentino ed in Alto Adige / SudTirol. Un partito democratico che vuole riconquistare la fiducia di chi vive nelle valli, attraverso il rilancio di un’autonomia intesa come relazione, come strumento generatore di nuovi servizi, di nuove opportunità di sviluppo, di nuovo e diffuso benessere.

Un Partito democratico che torni ad essere forza di governo nella nostra Provincia per farla tornare ad essere territorio di innovazione ed attrattività, perché è bello viverci e lavorarci. Un Pd che torni al governo del Trentino nel 2023 e, tra cinque anni, del Paese.

Per questi motivi, anche in Trentino ed in Alto Adige, come nel resto del Paese, sono tante le persone che stanno manifestando il loro sostegno alla candidatura a segretario di Bonaccini. Lo si può fare in molti modi, che si possono visionare, insieme a molte sue proposte, sul sito www.stefanobonaccini.it e sulle sue pagine social."

Molta carne al fuoco che da la linea che i sostenitori di Bonaccini in regione pongo a rifondazione di un partito il PD che ha visto il consenso assottigliarsi sia a livello nazionale che locale. A livello locale poi emblematico lo scontro sul congresso provinciale del PD che la segretaria Lucia Maestri voleva evitare, ma che poi ha visto le sue dimissioni sebbene la sua linea era passata.

Tra i temi toccati  l'inclusività e la riduzione delle disuguaglianze e la sostenibilità dello sviluppo.
In chiave locale tra i temi il richiamo ad aprirsi alle valli per un partito il PD visto sempre come partito cittadino. Si guarda inoltre alla diffusione del benessere e la ricerca di nuove opportunità di svilppo anche per le valli.

La partecipazione delle persone è un'altro tratto che esce dal comunicato dei gruppi a sostegno di Boanccini a segretario del PD. Si invitano le persone a promuovere un comitato di sostegno - bastano 5 persone - scrivendo una mail a comitatibonaccini@gmail.com, indicando nome e cognome della o del referente, il numero di telefono, la sua email, il comune e quanti dei componenti sono iscritti al PD.

Al fine di promuovere al meglio la candidatura di Bonaccini, anche in Trentino ed in Alto Adige sono nati due comitati, coordinati per la parte organizzativa rispettivamente da Luca Zeni, consigliere provinciale trentino, e da Juri Andriollo, assessore al comune di Bolzano.

Al Comitato Alto Adige per Stefano Bonaccini hanno aderito tra gli altri Carlo Costa, Antonella Costanzo, Sandro Repetto, Alessandro Huber, Monica Bonomini, Renate Prader, Monica Franch, Christian Tommasini, Gianclaudio Bressa.

In Trentino sono già molte le persone che hanno espresso il loro sostegno e hanno aderito al comitato. Tra loro tanti amministratori: i consiglieri provinciali Alessandro Olivi, Lucia Maestri, Giorgio Tonini, Luca Zeni; il sindaco di Arco Alessandro Betta; le assessore in comune di Trento Elisabetta Bozzarelli e Mariachiara Franzoia e gli assessori di Arco Gabriele Andreasi e Dario Ioppi; il vicesindaco di Lavis Luca Paolazzi; l’assessora del comune di Cavedago Lucia Zeni e la vicesindaco di Altavalle Vera Rossi. Anche il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha espresso il suo sostegno a Stefano Bonaccini; ricordiamo che alle primarie possono votare tutti gli elettori, non soltanto gli iscritti al Pd.

Proseguiamo con molti consiglieri comunali che hanno già aderito, come Italo Gilmozzi, capogruppo in consiglio comunale a Trento ed il consigliere Alessandro Dalrì; numeroso il sostegno in Alto garda, sia da Arco, con i consiglieri Stefano Mazzoldi, Tiziana Betta, Angiolino Pincelli, Flavio Tamburini, che da Riva del Garda, con i consiglieri Lucia Gatti, Alessio Zanoni, Gabriele Bertoldi, oltre all’ex sindaco di Tenno Carlo Remia; poi il Presidente del consiglio di Levico Enzo Latino, quello di Caldonazzo Matteo Carlin e la consigliera di Pergine Marina Taffara; il consigliere di Nomi Giuliano Muzio; Carmen Noldin e Luciano Bresadola consiglieri a Cles; Stefano Brugnara di Giovo e Domenico Spinella di Isera.

Chiunque volesse aderire al Comitato per Bonaccini del Trentino, può comunicarlo all'indirizzo email comitatobonaccinitrentino@gmail.com


 

 

martedì 29 giugno 2021

Moria di topi: nessuna conferma di presenza di Hantavirus

 Da alcune settimane viene riportato in vari contesti del Nord Est italiano un eccesso di mortalità di topi di diverse specie.

Ad oggi le indagini condotte dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie non hanno messo in evidenza specifiche cause infettive che possano spiegare questa mortalità eccedente, verosimilmente associata ad un fenomeno “naturale” di regolazione della popolazione di questi micromammiferi forse attribuibile ad una precedente esplosione demografica.

Qualche giorno fa questa evidenza di eccesso di mortalità dei topi è stata indagata in modo particolare per una ipotesi di infezione da Hantavirus, infezione che può interessare l’uomo a seguito di contatto con feci, saliva, urine di roditori infetti. Questa ipotesi, ad oggi, non ha alcuna conferma.

Come comportarsi. Si riportano di seguito alcune misure di comportamento in relazione ai possibili contatti con i topi:

  • sono utili periodiche azioni di disinfestazione e derattizzazione;
  • l'acqua e tutti gli alimenti, compresi quelli destinati agli animali domestici, debbono essere protetti dal contatto con i roditori mediante reticelle metalliche o contenitori "a prova di topo" (resistenti al rosicchiamento, impermeabili, infrangibili);;
  • i  rifiuti domestici devono essere ugualmente tenuti al riparo dagli animali, e prontamente allontanati dalle abitazioni e smaltiti in modo idoneo;
  • nel corso di tutte le operazioni che comportano la manipolazione di roditori infetti o la decontaminazione di abitazioni infestate da roditori, debbono essere utilizzati indumenti protettivi, stivali di gomma, mascherine, occhiali e guanti di gomma.
  • la decontaminazione di ambienti potenzialmente contaminati da escreti di roditori infetti può essere effettuata mediante l'impiego di soluzioni di ipoclorito di sodio o altri disinfettanti attivi sui virus. La comune varechina per uso domestico si presta ottimamente allo scopo;
  • evitare l’esposizione ai roditori e alle loro escrezioni.

martedì 16 febbraio 2021

Frontiere Grenzen slitta al 2022

Primiero/Vanoi. Gli organizzatori rinviano di un anno l’undicesima edizione viste le troppe le incognite e le difficoltà legate alla pandemia.

Dieci edizioni, a partire dal 2001. Un appuntamento biennale - quello di Frontiere Grenzen, il Premio letterario internazionale delle Alpi - ormai costante del panorama culturale, non solo italiano, e che a malincuore resterà “fermo” per un anno. Gli organizzatori hanno infatti deciso di rinviare l’undicesima edizione, prevista appunto per il 2021. Troppe le incognite e le difficoltà organizzative legate alla pandemia tuttora in corso. E così l’Associazione culturale "La Bottega dell'Arte" di Fiera di Primiero, che organizza il Premio in collaborazione con le biblioteche trentine di Primiero e Canal San Bovo e con Saav, Unione Autrici Autori Sudtirolo ha indicato nel 2022 l’anno dell’undicesima edizione. Una scelta - quella di concedersi 365 giorni in più - che ha trovato il consenso della giuria: Carlo Martinelli (presidente), Pietro De Marchi, Lisa Ginzburg, Helena Janeczeck e Stefano Zangrando.

Una scelta non facile, sottolineano gli organizzatori, ritenuta necessaria per uno svolgimento il più possibile sereno di tutti gli adempimenti che si accompagnano ad una iniziativa culturale di questo spessore. Ricordiamo che nella decima edizione i racconti in lizza sono stati 102 per la sezione editi e ben 190 per quella degli inediti, che il Premio è riservato

ad autori residenti in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia, Valle D'Aosta, Piemonte e Liguria; Slovenia, Austria, Germania (Baviera), Liechtenstein, Svizzera, Francia (Alvernia e Provenza), Principato di Monaco e che è possibile la partecipazione con racconti in lingua italiana, tedesca, francese e slovena.

Arrivederci dunque al 2022 con l’undicesima edizione di Frontiere Grenzen.

martedì 3 novembre 2020

La proposta di Luca Zeni per preparare il Trentino al dopo Covid-19: gli Stati generali

L'Italia come altri paesi Europei e del mondo è ancora all'interno dell'epidemia da Covid-19  e ancora oggi non si vede la luce in fine al tunnel. Proprio oggi è allo studio un nuovo DPCM ed è anche il giorno in cui la giunta provincia di Trento fa retromarcia sull'ordinanza precedente che voleva esser meno restrittiva del precedente DPCM.
Al futuro dopo il Covid-19 sembra ancora nessuno ci pensi anche se da qualche mese un consigliere provinciale del PD,  Luca Zeni,  aveva proposto gli Stati Generali per scegliere la rotta e per condividere la scelta delle azioni per affrontare e ripartire dopo il Covid-19. Su questa sua proposta gli abbiamo proposto alcune domande.
Stati generali del Trentino questo Lei propone a Fugatti, non sarebbe  però ciò il fallimento della politica? Non comprendo la domanda. Soltanto una concezione distorta ed autoritaria della politica può vedere una contrapposizione tra dialogo e decisioni. Soprattutto nei momenti di profondo cambiamento, nei momenti nei quali una comunità deve scegliere una strada da percorrere, la politica ha il dovere di muoversi con trasparenza, apertura, confronto. La politica dovrebbe unire la capacità di proposta, con una funzione di guida, alla capacità di confronto, in modo da condividere in maniera ampia le scelte che dovranno essere compiute. 
Interventi tempestivi chiedono gli operatori, le famiglie, i cittadini; non sarebbe la convocazione degli Stati  generali foriero di ritardi di intervento? Al contrario. Più le scelte sono approfondire e consapevoli, più sono solide e capaci di produrre risultati. Vi sono stati alcuni interventi - sia a livello nazionale che provinciale - basati sul sostegno emergenziale, di supporto immediato di fronte alla crisi dovuta al lockdown, con supporto al reddito e al lavoro, e questi dovevano essere più tempestivi possibile. Ma ora si tratta di decidere, di fronte ad una crisi epocale, come investire centinaia di milioni provenienti dallo Stato e dall'Europa. Risorse che non dimentichiamo andranno in gran parte restituite, quindi sono a debito. Per questo devono assolutamente essere utilizzate per creare sviluppo, non distribuite a pioggia in maniera generica: anche se a tassi quasi nulli, quelle risorse andranno restituite dai nostri figli, per cui vanno utilizzate in maniera lungimirante. 
Personalmente ritengo che si sia sprecato parecchio tempo, perché sono diverse settimane che sappiamo esserci queste risorse, ma non si è discusso di come investirle. Sono le idee a fare la differenza, si dovrebbe partire da lì, invece si è spesso in attesa di sapere quanti soldi arriveranno, senza approfondire su come utilizzarli. 
Come si giustificherebbero la politica e le istituzioni verso i cittadini dopo  la richiesta della supplenza degli stessi alla stesse? Non capisco la domanda, che mi pare mal posta. Il termine politica deriva da polis; la politica è città, comunità. Immaginare istituzioni che si muovono senza trasparenza e confronto significa avere una concezione autoritaria della società. .
Se i cittadini suppliscono alle carenze della  politica e delle istituzioni, a che serve il contraddittorio maggioranza e opposizione? Non si giustifica in tal modo la democrazia diretta?Democrazia non significa "in base al principio di maggioranza, una parte è delegata a comandare decidendo in segreto". Il nostro ordinamento si basa su un delicato equilibrio e bilanciamento di poteri e funzioni. L'opposizione politica ha un ruolo di controllo e proposta, la maggioranza politica ha la responsabilità di decidere nel rispetto delle regole e con trasparenza. 
Chiedere, per le grandi scelte di impostazione, che ci sia un percorso dialogico, di confronto, non c'entra nulla con la democrazia diretta, ma riguarda il rapporto tra istituzioni e comunità, e richiama la responsabilità di compiere scelte consapevoli, che devono poi essere adottate dagli organi competenti: il bilancio dal parlamento (il consiglio provinciale: per questo siamo stati tanto duri quando nella recente legge di assestamento sono stati inseriti 353 milioni in un fondo di riserva, quindi alla discrezione della giunta provinciale, invece che nei diversi capitoli di bilancio), i documenti di proposta di bilancio e gli atti esecutivi dalla giunta provinciale. 
Quali idee per ripartire dopo il Covid-19 anche in Trentino? Rimando al sito www.lucazeni.it e agli interventi nel corso delle sedute del consiglio provinciale, che si possono scaricare sul sito del consiglio stesso, dove si possono trovare riflessioni e proposte, sia sulla gestione del covid in sanità, sia sull'economia. 
 
 

sabato 30 marzo 2019

Stati generali della montagna in Primiero: partenza come tante aspettative deluse.

Stati generali della Montagna Primiero 2019

Venerdì ore 20 si è tenuta presso la Sala Negrelli della Comunità di Primiero la prima serata degli Stati Generali della Montagna per poter discutere delle proposte della Provincia su alcuni temi locali che coinvolgono la vita delle persone, in particolare quelle di montagna come le nostre.

Gli organizzatori si aspettavano una maggior partecipazione della cittadinanza visto che lo scopo delle serate è ascoltare le proposte delle persone per capire come orientare il futuro delle nostre comunità, che nelle zone periferiche soffrono lo spopolamento. La giunta provinciale di Maurizio Fugatti, con la conferenza di presentazione di tale percorso della Provincia di Trento teso all'ascolto, era conscia delle difficoltà che vivere in montagna comporta e che serve un rilancio dei territori. Questo percorso troverà sintesi il 14 e 15 giugno a Comano Terme alla convention pleanaria ove le public policy verranno condivise e saranno materiale utile per programmare il futuro anche a livello di Provincia di Trento.

Stati generali della Montagna Primiero 2019

Il percorso come si è detto è iniziato anche in Primiero con la partecipazione esigua di 13 persone più 5 amministratori alla serata sul tema della governance che vedrà anche in Primiero diversi cambiamenti. Infatti ci sarà da parte della Provincia una rivisitazione delle Comunità di Valle e la fine delle gestione associate. Questo va detto avviene in un contesto di risorse calanti, anche se non poche, e bisogni sempre maggiori sopratutto nel settore del sociale. Il tema può non esser stato attraente e forse anche la modalità che è stata perseguita può aver spaventato. Si nota però, tranne qualche rara volta, scarsa partecipazione a incontri simili e in genere agli incontri pubblici forse dovuta dovuta, come si sente spesso dire, a una disillusione che qualcosa possa cambiare e pochi spendono tempo da togliere al poco tempo che si ha per discutere; sopratutto se altre esperienze simili hanno portato a scarsi risultati concreti spesso disattesi dalla politica.

La modalità che viene usata è simile a Agenda 21 in cui si chiedeva di produrre qualcosa con la difficoltà ulteriore del poco tempo con la coordinatrice che da spesso per scontato, in una vita che chiede sempre maggior impegno, che la gente possa guardarsi il materiale sul sito degli stati generali e arrivare con proposte. Questo può effettivamente spaventare, come quando ti chiedono il compitino a casa a scuola, sopratutto su temi complessi. Qualche proposta sul tavolo della governance è stata messa li certo che le linee emerse, essendo le visioni spesso diverse, non hanno portato ad una proposta concreta. Spesso si guarda ai problemi attuali ma non percepiti tali come: Sagron Mis che farà terminate le gestioni associate? Quale il numero dei comuni giusto? Quale rapporto tra comuni e Comunità? Da qualcuno è stato messo in luce che non si può prescindere da cosa si decide su altri temi importanti per scegliere la governance, proponendo un ribaltamento della trattazione dei temi che visto i temi ristretti risulta impossibile. E' emerso il tema dell'efficacia e dell'efficienza sia nei livelli locali che a livello di Provincia. Spesso è difficile districarsi tra i vari livelli istutuzionali soprattutto nel sociale e nelle attività economiche. E' emerso comunque la difficoltà di coinvolgere i giovani primierotti che studiano e lavorano sia in zona che via a tali serate.

Senza partecipazione l'operazione ascolto degli stati generali non ha senso facendo dire al sindaco di Mezzano, Ferdinando Orler, se è la pazzia degli amministratori che propongono i tavoli anche a livello locale a credere di poter condividere un percorso aperto alla cittadinanza sulle modalità e temi importanti per costruire il futuro.

Il prossimi incontri, sempre presso la Sala Negrelli della Comunità di valle dalle ore ore 20 alle 22.30, saranno i seguenti:



2 aprile ACCESSIBILITA’ AI SERVIZI

9 aprile SVILUPPO ECONOMICO E COESIONE SOCIALE

17 aprile PAESAGGIO AMBIENTE E TERRITORIO



I materiali per la discussione oltre altre informazioni sui stati generali della montagna possono esser trovati qui.

mercoledì 13 luglio 2016

Imposta di soggiorno stimati più di 2 milioni di finanziamento all'APT Val di Fassa

L'imposta di soggiorno è un imposta che è stata contestata dagli operatori che la vedono come un aggravio per l'ospite e per la diversa applicazione nei vari territori del Trentino. La Val di Fassa applica i valori standard fissati dalla provincia per singolo pernottamento

  • 0,70 euro per gli esercizi extralberghieri, camping, agritur, rifugi escursionistici, alberghi 1 o 2 stelle;
  • 1 euro per gli hotel 3 stelle o 3 stelle superior;
  • 1,30 euro a pernottamento per gli hotel 4 stelle e 4 stelle superior.

Si apprende dal direttore dell'APT della Valle di Fassa, Andrea Weiss, che stime provinciali stimano per l'anno 2.556.167 euro, somma che verrà girata come finanziamento pubblico dalla Provincia di Trento al netto delle spese di riscossione sostenute da Trentino Riscossioni.

Il finanziamento erogato verrà utilizzato per le attività dell'APT (in particolare servizio agli ospiti, informaizione attraverso il personale degli uffici, l'attività editoriale), mentre una quota che verrà utilizzata per l'attività di sviluppo (la promozione e comunicazione del prodotto turistico Val di Fassa, l'organizzazione di servizi di mobilità turistica, eventi sportivi e culturale oltre ad attività legate all'ospitalità media e ufficio stampa).

lunedì 16 novembre 2015

Pedemonte in Trentino riflessioni sul futuro.

E' passato per il ritorno di Pedemonte in Trentino sostenuto sempre dal Comitato Torniamo in Trentino di Pedemonte, ma ad oggi non è stato ancora calendarizzato il D.L. per il ritorno di Pedemonte in Provincia di Trento il cui primo firmatario è stato l'On. Mauro Ottobre.

Visto la calanderizzazione sono per i Comuni di Magasa e Valvastino di un D.L. (il percorso era sempre stato parallelo a quello di Pedemonte) e le condizioni politiche e istituzionali mutate il Comitato Torniamo in Trentino di Pedomonte invita la popolazione per venerdì 27 novembre ore 20 presso la Biblioteca Comunale in via Brancafore a Pedemenonte per discurtere di come procedere in futuro. Sarà presente all'incontro l'On. Mauro Ottobre del Patt.

lunedì 18 maggio 2015

Pedemonte in Trentino un processo rallentato

Si sono avuti diversi casi, in un passato recente, di referendum da parte dei comuni di confine per un passaggio al Trentino Alto Adige tra cui Sovramonte, Lamon, Pedemonte, Casotto. In merito al passaggio al Trentino di Pedemonte e Casotto è apparso sull'Adige del 10 maggio 2015 un articolo che faceva pensare ad un abbandono di quei territori da parte del trentino, infatti a pagina 33 dell'Adige l'articolo titolava "Il Trentino ignora Pedemonte e Casotto".

Contattato il coordinatore del Comitato Torniamo in Trentino di Pedomente, Alberto Baldassari, che forse il giornalista che sceglie il titolo voleva provocare. E' innegabile comunque che il Trentino è in difficoltà per motivi che stanno a Roma.

Il cambio del confine provinciale e regionale per comprendere Pedemonte e Casotto, sempre secondo coordinatore del comitato, sarebbe un "ripristino"e come ogni mossa in tal senso sarebbe un punto di forza per l'autonomia.

Il comitato non può fare di più perchè si dovrebbe influenzare Roma e Venezia fuori dalla portata dello stesso, in particolare si è stati snobbati da Venezia.

giovedì 15 maggio 2014

Razionalizzazione ed efficienza delle aziende del settore pubblico in Trentino: cosa si è fatto e si farà?

Nel 2010 e 2012 sono stato approvate due leggi provinciali nello che prevedevano la creazione del consorzio "Centro servizi condivisi" per conseguire obiettivi di semplificazione, razionalizzazione ed efficienza del sistema pubblico provinciale.

Sebbene ciò sia condiviso da Silvano Grisenti, consigliere provinciale di Progetto Trento, si chiede se per questo "Centro" siano stati predisposti uno studio di fattibilità e un piano economico-finanziario, se siano stati strutturati i primi servizi condivisi, come abbiano operato, se siano stati deliberati compensi (per organo amministrativo, direttore, personale) e se siano state analizzate le attività svolte.

Il presidente Ugo Rossi spiega che il Consorzio costituito tra le 27 società di sistema della provincia. E' stato attivato nel settembre 2013 e sta lavorando nella direzione prevista dalla legge. L'indicazione della Giunta è stata quella di lavorare in prima analisi su una categoria di servizi esercitabili in maniera condivisa. L'organo amministrativo è composto da un numero variabile da 3 a 5 membri, con incarichi esercitati a titolo gratuito. Il compenso del direttore, le risorse sono messe a disposizione da Casse del Trentino, equivale a quello ricevuto nell'ente di provenienza

Da fine 2014 si procederà con riferimento al tema approvvigionamento ed acquisti, raccolta dei fabbisogni ed analisi degli stessi. Si ravviserà quindi a quel punto anche la necessità di riformulare gli assetti derivanti dalla riorganizzazione della Provincia, che comporteranno una ridefinizione dei compiti dello stesso consorzio.

venerdì 9 maggio 2014

Il M5S è arrivato anche in Primiero per le Europee

Ieri sera alle ore 20.30 presso la Sala Negrelli è stata organizzata da Davide Bernardin una serata con il candidato alle Europee del M5S Cristiano Zanella. Erano presenti anche i consiglieri provinciali del Movimento Manuela Bottamedi e Filippo Degasperi.

E' stata una serata che è stata introdotto da Manuela Bottamedi che ha ringraziato i presenti, 20 persone, per la partecipazione e ha voluto descrivere la situazione del Movimento che si sta radicando un po' in tutto il Trentino e che potrebbe vedere anche in Primiero la Formazione di un Gruppo.

E' stata poi la volta di Cristiano Zanella che ha voluto ripercorre illustrare il Movimento il Meetup che è uno degli strumenti in mano al movimento e di come i parlamentari M5S abbiano difeso il Trentino come invece altri parlamentari trentini non hanno fatto come ad esempio Giorgio Tonini PD che vota per scuderia una cosa per poi arrivare in Provincia ove si fanno ricorsi su cose votate dagli stessi. Un discorso a parte merita Mauro Ottobre quasi mai presenti a tali votazioni e che ora come Presidente del comunale di Arco.

Si è poi ripercorsa la storia dei vitalizi che è stata sviscerata in molte sfaccettature per dire come il M5S sia arrivato prima degli altri e come abbia anche proposto come fare. Si tornerà sul tema in un'altra occasione volendo in tale sede concentrarsi sull'Europa.

In tal senso ci si è chiesti cosa abbi fatto l'europarlamentare Dorfmann per l'Italia, il Trentino, l'Europa e come ora lo stesso goda del favore della stampa locale mentre il M5S vede scarsa attenzione dalla stessa.

L'Europa è e rimane importante e a volte non ci accorge di ciò, sebbene molta normativa applicata da noi proviene da lì, ma che ha scarsa democrazia. Un parlamento che ha potere consultivo e di veto in qualche caso, ma che non legifera essendo la Commissione Europea deputata. a ciò. Un Europa più portata all'economia e del fiscal compact che va eliminato perchè mette in ginocchio li stati e che costerò 50 miliardi euro all'anno di tagli al nostro paese. Si vuole puntare ad un Europa più vicina e trasparente.

Un Europa della condivisione del debito attraverso gli Eurobond e che non debba pià vedere, come dice Filippo Degasperi, un paese in ginocchio come lo è la Grecia dopo la cura subito per i 300 miliardi di euro di debiti che aveva.

Si deve arrivare a ri-contrattare anche i trattati secondo Zanella sfruttando cosa permette una convenzione di Ginevra permette in caso di eccessiva onerosità del trattato oltre ovviamente al fatto che siamo "to big to fail", troppo grandi per fallire. Va inoltre ripensata l'Europa perchè si è ingrandita senza adeguata omogeneità dei paesi e che si deve capire dove si vuole arrivare. Forse già ora è troppo grande e sin deve pensare bene prima di aprirsi ancora come in Ucraina e altri paesi.

Si intende portare avanti ciò attraverso la costituzione di un gruppo consigliare europeo cercando di aggregare oltre agli eurodeputati del Movimento almeno 6 europarlamentari di 6 paesi diversi.

Si è poi parlato di altre questioni locali che il pubblico ha messo in luce e magari ne parlo un'altra volta.

domenica 6 ottobre 2013

I giovani

I giovani sono la risorsa del futuro e ciò richiede di investire in diritto allo studio, ricerca, cultura.

Si deve creare un Trentino competitivo che sia ponte tra il Nord e Sud Europa e per far ciò si deve investire sulle lingue in modo che almeno due lingue straniere siano patrimonio della comunità con lo studio fino da primo ciclo scolastico. In questo modo in breve tempo si potrebbe avere un Trentino triligue.

venerdì 4 ottobre 2013

Non voglio un Trentino dove le case ITEA vadano solo ai Trentini. Voglio un Trentino in cui nessun Trentino debba aver bisogno di case ITEA!

"Non voglio un Trentino dove le case ITEA vadano solo ai Trentini. Voglio un Trentino in cui nessun Trentino debba aver bisogno di case ITEA!" quest'affermazione è di Daiana Boller e merita di esser analizzata.

Vorrei partire l'analisi di questa frase dal fondo: "Voglio un Trentino in cui nessun Trentino debba aver bisogno di case ITEA!" Questa frase è un mondo ideale di prosperità che ci si augura ma non sempre è possibile essendoci anche tra i trentini situazioni di disagio. A volte poi esistono persone che sebbene una casa piccola ce l'hanno e vanno in casa ITEA perchè più bella, funzionale e con tutte le comodità.

Visto che Daiana Boller è del PATT e da tempo lo stesso è nel centrosinistra ci si chiede come mai la Provincia attraverso ITEA abbia un programma di espansione delle costruzioni che va contro quest'affermazione. Le operazioni di Itea se da una parte tengo a galla il settore edile e immobiliare rendo difficile acquistare una casa. La domanda di ITEA potrebbe essere anche una causa della difficoltà di avere casa tenendo stabili o crescenti i prezzi che si vorrebbero calmierare.

Si poi dopo aver affrontato la seconda parte dell'affermazione andare alla prima "Non voglio un Trentino dove le case ITEA vadano solo ai Trentini." Il cittadino trentino avrebbe maggiori diritti di accedere alle case ITEA avendo contribuito maggiormente al finanziamento delle azioni dell'ente. Ovvio gli alloggi Itea dovrebbero andare a persone in difficoltà motivata e l'ICEF è una discriminante, ma spesso tale politica porta a prediligere extracomunitari.

Va bene aiutare gli extracomunitari ma se il fatto di non volere che le case ITEA vadano solo ai Trentini diventa un privilegio degli extracomunitari. Se ciò succede si arriverebbe a dire che il trentino è straniero a casa propria. Va rivesta la politica della casa e vedere di scremare meglio i bisogni e partire dagli stessi a costruire. Va poi favorita l'iniziativa dell'individuo e non sostituirsi allo stesso. Sostituirsi all'individuo porta a comportamenti scorretti e a favorire chi se ne approfitta. Vanno intensificati i controlli per evitare utilizzi scorretti e fare il gioco di chi si approfitta.

Va preferito il disagio del cittadino Trentino cercando non di discriminare ma di rivedere il calcolo del disagio basandolo su migliori indici. Perchè se il cittadino trentino paga e gli alloggi ITEA vanno agli extracomunitari che senso ha pagare? Che senso ha l'ITEA?

giovedì 12 settembre 2013

Blocco del progetto di costruzione del tratto trentino della TAV-TAC la proposta del Movimento 5 Stelle

Spostare la merce dal trasporto su gomma a quello su ferro è meno impattante e per far ciò il Movimento 5 Stelle Trentino propone di incentivare le ditte di trasporto all'utilizzo della ferrovia al fine di renderla competitiva economicamente più dell'A22. Sebbene il Movimento prende atto di ciò lo stesso è contrario al progetto di costruzione del tratto trentino della TAV-TAC, in quanto ritiene che se la linea storica fosse gestita secondo secondo gli standard gestionali di Austria e Svizzera potrebbe assorbire il 60% delle merci totali che oggi transitano attraverso il Brennero.

Questo connesso ad una riduzione del 30% del traffico merci, da attuarsi attraverso una politica di contenimento dei flussi (divieto di traffico pesante notturno, divieti settoriali, contingenti annuali non superabili, rispetto effettivo degli obblighi dell’autotrasporto come pesi, limiti di velocità, ore di guida), renderebbe inutile gli investimenti nella TAV.

La rinuncia al progetto TAV-TAC non può però far abbassare l'attenzione verso la la vivibilità dei luoghi oltrepassati della ferrovia. Va prima di tutto ridotto l’inquinamento acustico causato dai treni merci con barriere anti-rumore, materiale rotabile adeguato e minori velocità dei treni nei tratti urbani abitati.

Si prevede inoltre utilizzo degli investimenti provinciali ed europei per interrare le stazioni di Trento e Rovereto e per creare un parco cittadino unico che possa fungere da attrazione cicloturistica, al fine di attenuare ulteriormente il disagio della popolazione che vive nei pressi della ferrovia.

Il nuovo progetto NOTAV del Movimento 5 Stelle Trentino inserito in un complesso urbanistico nuovo, darebbe lavoro a maestranze e aziende locali, soprattutto in fase di creazione di arredo urbano di qualità e di progettazione artistico-urbanistica.

Una valutazione del progetto in questione non può esser fatta senza dati certi che non possiedo. Esso prevede di far un passo indietro nei progetti passati tra i quali il Tunnel di Base del Brennero che vedrebbe a Sud dei colli di bottiglia. Il Movimento No Tav di Marco trova in tale previsione sicuramente uno sbocco politico. Sono da valutare poi le eventuali penali che andrebbero pagate alla controparte che già lavora sul progetto TAV.

Le norme che portano ad una riduzione del traffico vanno poi valutate nella fattibilità a livello provinciale e gli effetti sull'economia locale che producono.

Un progetto di recupero per creare un parco cittadino unico attraverso l'interramento delle stazione di Trento e Rovereto nella sua praticabilità tecnica ed economica con risorse del bilancio provinciale calanti.

mercoledì 11 settembre 2013

Un modo di progettare diverso le città del Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle del Trentino vede delle città più a misura d'uomo e dove il commercio e i servizi locali trovino un potenziamento delle aree in collaborazione con esercenti e cittadini. In tale disegno si prevedono aree verdi e pedonali servite dal traspotto pubblico che porteranno ad un aumento del valore edilizio e commerciale.

Anche il terreno del trasporto attraveso le biciclette è tenuto molto in considerazione, infatti si vuole aumentare le piste ciclabili sicure e contemporaneamente le aree limitate a 30 km/h.

Il progetto di cambiare il modo di vivere è interessante ma sembra confinato alle città e non si mette in luce come riuscire a rendere più sicuro delle biciclette e della vivibilità dei piccoli centri. E' però una buona idea per le città anche se devono esser valutati i costi di una tale operazione e i benefici che comporta.

In qualsiasi zona si volesse applicarle poi vanno messe in un piano di viabilità complessivo per evitare che una zona che si riqualifica diventi un problema per le altre.

Il Trasporto pubblico alla base della mobilità 5 Stelle

La riduzione del trasporto privato è la politica ambientale del Movimento 5 Stelle del Trentino che vuole arrivare ad una percentuale dello stesso al 60% dal 90% attuale. Per far ciò il trasporto pubblico è essenziale. Un progetto questo ambizioso che si vuole attuare su due direttrici:

  1. potenziare il servizio;
  2. attuare il programma europeo di Zero Fare Public Transport (Trasporto Pubblico senza Tariffa) al fine di incrementarne esponenzialmente l’utilizzo.

Due direttrici queste che vogliono far diventare più attraente il trasporto pubblica sia in un potenziamento che eliminando il costo del servizio per gli utenti. E' un progetto ambizioso che dovrà scontrarsi con risorse provinciali calanti.

Si vuole inoltre evitare l'utilizzo del mezzo privato per andare a scuola prevedendo scuolabus obbligatori per ogni istituto al quale affiancare il servizio di pedibus.

Il servizio pubblico deve guardare però non solo alla città, ma anche il trasporto urbano. Solo in tal modo si può mantenere viva la periferia e evitare che ciò porti ad un esplosione di traffico privato. i deve inoltre cambiare paradigma e passare alla ‘Corrispondenza’ in luogo di ‘Coincidenza’, e formazione di tutto il personale al rispetto degli orari e alla loro eventuale modifica. Il disincentivo maggiore per l’utilizzo del trasporto pubblico è la inesattezza delle informazioni.

Il turista deve essere incentivato a non utilizzare il trasporto privato, ma ad utilizzare il binomio treno-autobus per raggiungere le varie località.

Questo nuovo modo di fare trasporto ecocompatibile e creatore di reali e stabili posti i lavoro deve vedere il Trentino tra i promotori mondiali di un nuovo modo di trasporto, ecocompatibile e creatore di reali e stabili posti i lavoro.

Si prevede poi un Parlamentino dei cittadini per poter partecipare al miglioramento del servizio come già si prevede in campo sanitario.

Non c'è dubbio che ciò che qui esposto sia da tenere in considerazione e molte idee contenute siano buone. La qualità dell'informazione sul servizio e sopratutto la qualità del servizio deve migliorare e le azioni qui portate sono buon senso.

Il fatto del Trasporto Pubblico Senza Tariffa mi lascia più perplesso in quanto se è giusto incentivare e prevedere ogni incentivo non è il servizio omogeneo sul territorio. Questo stato di cose porta nelle zone periferiche a dover utilizzare il trasporto privato e col Trasporto Pubblico Senza Tariffa andrebbe lo stesso coperto con un aumento delle imposte senza i benefici che un abitante della città può godere.

No al Not dal Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle Trentino vuole bloccare il NOT che si prevede di costruire in Project Financing controllando prima l'eventuale dismissione dell'area del Santa Chiara. Questo è all'interno di un disegno del settore ospedaliero che non porti a concentrate tutto su Trento e Rovereto.

Le strutture ospedaliere territoriali vanno non solo salvate e potenziate e va evitata la chiusura del punto nascite di Tione e Cavalese. Per i punti nascite di Borgo Valsugana, Cles e Arco. E' evidente la volontà di mantenere servizi sul territorio anche valorizzando anche come centri specialistici le strutture periferiche.

Non si vuole comunque rinunciare al meglio in termini di cure per far diventare il Trentino zona di eccellenza post intervento europeo da raggiungere attraverso accordi nazionali e internazionali.

Ma il vero problema della sanità sono i tempi di attesa sia in campo diagnostico sia per l'accesso al servizio di pronto soccorso.

Nel caso delle visite specialistiche si pensa di aumentare del monte ore di attività medica pubblica ambulatoriale e diagnostica per diminuire i tempo di attesa.

Il pronto soccorso deve subire una ristrutturazione completa del servizio che passa anche da una forte spinta all'investimento di nuovi fondi e di nuove assunzioni per la medicina d'urgenza. Anche gli ospedali periferici devono essere dotati di strutture d’urgenza dedicate sia alla popolazione sia ai turisti. In tale modo si vuole eliminate i tempi di attesa per l'accesso al servizio.

Per le prestazioni mediche si mette una gerarchia con assoluta priorità per le prestazione pubbliche fornite dal servizio sanitario provinciale, attraverso la riduzione drastica del servizio di intramoenia (secondo il quale un medico può lavorare privatamente al pomeriggio all'interno della stessa struttura ospedaliera pubblica di cui è dipendente).

La politica deve inoltre fare un passo indietro eliminando la sua ingerenza nell'assegnazione degli incarichi di vertice dell'azienda sanitaria provinciale.

I cittadini devono prendere protagonismo per il miglioramento dei servizi e in tal senso va istituito il “Parlamentino dei Cittadini” in seno all’APSS, con funzioni di controllo e trasparenza e proposte da prendere in considerazione entro 30 giorni.

Anche i costi devono essere tenuti sotto controllo con applicazione rigorosa del criterio dei “costi standard” nelle prestazioni in convenzione e pubblicizzazione trasparente degli eventuali scostamenti rilevati.

La proposta del Movimento 5 Stelle Trentino ma a parte eventuali resistenze interne richiedono delle somme ingenti che vedo difficile poter mettere in campo quando anche partiti come Progetto Trentino parla di tagli cospicui. Dove si prendono le risorse?

Il voler limitare l'elisoccorso e procedere ad una dislocazione dei servizi potrebbe esser pure valida, ma si deve vedere se il bacino sta all'interno dei costi standard e se viene giustificato dagli interventi.

L'accesso al pronto soccorso a mio avviso va limitato e non si può vedere che pure gente che non ha reali emergenze si rivolge a ciò e va educata la stessa ad utilizzare i medici di base.

Il problema è se far aumentare poi la spesa corrente sia congruo per far migliorare il servizio in un momento che si deve diminuire.

Il far uscire la politica dalla APSS è un ottima previsione e che si possa portare i cittadini ad esser maggior partecipi gli stessi dell'APSS.

Nel caso del NOT si ferma come si prevede di far fronte del problema del Santa Chiara?

martedì 10 settembre 2013

Medicina del territorio pilastro della sanità per il Movimento 5 Stelle

Nell'importante settore della medicina del territorio il Movimento 5 Stelle del Trentino vuole apportare una vera rivoluzione. La rivoluzione inizia trasformando i medici di base e i pediatri di libera scelta in dipendenti dell'azienda sanitaria. Questo però potrebbe anche dei problemi in quanto l'accesso a tale ambito dovrebbe venire per concorso e richiederebbe un maggior impegno dell'azienda sanitaria nella gestione di tutto il sistema.

Viene inoltre prevista un incentivazione per l'associazionismo in modo che ci si possa specializzare e fornire un servizio che attraverso la collaborazione porti a poter usufruire di competenze anche specialistiche in ambulatorio e una presenza più estesa. Se guardiamo questa previsione e quella sopra sembra che vadano in direzioni diverse e non sono conciliabili. Se diventano dipendenti che serve l'incentivazione per l'associazionismo? Non dovrebbe l'azienda sanitaria gestire direttamente l'organizzazione?

I servizi di base devono esser capillari e questo è alla base del potenziamento che il Movimento 5 Stelle Trentino vuole portare avanti rendendo le prestazioni ambulatoriali obbligatorie sia in regime mutualistico che privatistico. Il fatto che si preveda il sistema privatistico apre una breccia sul fatto dell'imposta come unica forma di finanziamento.

Si vuole inoltre aumentare la conoscenza dei tumori aggiornando il registro provinciali fermo al 2006.

Aldilà di idee anche pregievoli si deve constatare che va beh valutata la coerenza con le risorse e l'impatto che un aumento di risorse al settore può avere. La riorganizzazione che si prevede è importante e come già sottolineato presenta qualche contraddizione. Si chiude inoltre con tale previsioni l'esperienza delle Comunità di Valle in tale settore attraverso la riduzione del grado di libertà delle stesse.

Il Movimento 5 Stelle Trentino e il diritto alla salute per tutti

Il diritto alla salute deve esser garantito a tutti e deve rimane pubblico e gratuito. Per declinare ciò il finanziamento del settore sanitario deve esser garantito in modo esclusivo tramite imposte e nessun cittadino deve aver bisogno di integrare il servizio attraverso sistemi assicurativi privati e sistemi di previdenza privati.

Il principio qui enunciato è sicuramente ottimo ma si deve fare i conti con risorse calanti che vanno incrementate in tale settore per dare concretezza a ciò. Si dovrà studiare un sistema di tassazione non oppressivo e equo in modo da garantire un equa distribuzione del costo relativo. Si deve inoltre garantire un'accesso egualitario alle cure a tutti certo è che va studiata meglio la situazione del turismo sanitario che in questo caso potrebbe arrivare da altre regioni e per alcuni casi di categorie che potrebbero non contribuire al costo del servizio in modo da far contribuire e eliminare i costi del free rider. Vanno inoltre eliminati gli sprechi.

lunedì 9 settembre 2013

Il codice di comportamento dei candidati del Movimento 5 Stelle alle Provinciali di Trento del 2013

Le provinciali di Trento su tale punto vedono il Movimento 5 Stelle Trentino fare un passo avanti nei confronti delle provinciali inserendo lo stesso nel programma.

La trasparenza. La trasparenza è un fatto che ricorre molto nel Movimento e si declina nel dare conoscenza dei lavori parlamentari attraverso il canale yotube del M5S Trentino. In tal modo si vuole far conoscere ciò che succede prendendo ogni settimana le decisioni prese spiegandole. Un bel senso di vicinanza sicuramente questo ai cittadini. Nel settore si mette in luce anche il sistema di decisione del gruppo che è a maggioranza e quindi che alle decisione prese ogni consigliere si attenga a questo. Non so però previste le sanzioni e ciò potrebbe risultare labile nell'applicazione anche se certo espone il consigliere ad una violazione del codice di comportamento.

Quando una persona viene anche condannata in primo grado in Italia non sente in dovere di dimettersi e per evitare che ciò succeda anche nel Movimento 5 Stelle Trentino viene previsto nel codice di comportamento come atto obbligatorio.

La rendicontazione delle, come già per parlamentari e consiglieri di altre regioni, va fatta trimestralmente e inserita sul sito www.trentino5stelle.it

La relazione con i cittadini. La relazione con i cittadini viene prevista in modo strutturato attraverso la rubrica la parola ai cittadini, ove il cittadino può fare proposte. Le proposte fatte in tal modo verranno poi discusse nel Meetup che è un luogo di incontro virtuale con incontri fissati ad un determinato orario ove si discutono dei vari temi e al quale i cittadini si possono collegare e dire la propria. Non serve registrati al sito basta anche avere un profilo facebook per partecipare al meetup.

Trattamento Economico. Il trattamento economico viene fissato a 5 mila euro lordi e l'eccedente verrà versato ad un fondo che si propone di istituire per legge a favore delle piccole imprese trentine in difficoltà. La legge deve prevedere che la Provincia direttamente gestisca le risorse senza coinvolgimento delle società esterne e del Movimento 5 Stelle.

Il codice di comportamento qui descritto è ambizioso ma non sono previste sanzioni. Si potrebbe pensare che verrà votata l'espulsione del consigliere dal gruppo, ma tecnicamente va approfondita meglio la questione. Il codice di comportamento altrimenti si può definire buono.

Su un punto però va inoltre fatta una critica sul fondo per le piccole imprese trentine in difficoltà non sarebbe meglio prevedere una legge che non faccia uscire più di 5 mila euro di trattamento economico per ogni consigliere? Non sarebbe più utile che la somma rimanga nel bilancio provinciale?

Movimento 5 Stelle costruisce il consenso anche richiedendo la critica al suo programma

La campagna elettorale per le provinciali della Provincia di Trento è entrata nel vivo ma sebbene spesso sui giornali se ne parli non ha preso ancora il cerino che la riscaldi. Il Movimento 5 Stelle risulta essere a livello provinciale raccontato, ma non nel lavoro che si sta facendo.

Al di la dei Candidati che sono stati scelti e di cui si possono leggere i curriculum qui in modo che chiunque possa leggere la statura del curriculum degli stessi dal candidato Presidente della Provincia ad ogni singolo consigliere e farsi idea sulle persone è in progress il programma che si può leggere qui. Un programma commentabile da chiunque anche in modo anonimo anche se un commento non anonimo fa capire che chi l'ha messo in campo si vuole esporre. Per fare ciò ci si basa sull'applicazione Google Documenti. Dopo i vari commenti vengono valutati è c'è chi aggrega l'aggregabile al Programma. Un modo questo di fare il programma con la gente.

I principi. I principi del Movimento 5 Stelle sono contenuti nelle linee guida che fanno riferimento a Beni Comuni, Trasparenza, Gestione del Patrimonio Pubblico, Politiche Sociali.

I Beni Comuni nel Movimento 5 Stelle sono intesi come ogni servizio di valore sociale e questa definizione è dinamica e lascia troppo a mio avviso all'interpretazione. Tali bene devono avere un parlamentino di cittadini, amministratori dipendenti che vengono estratti a sorte ogni 6 mesi con compiti di controllo e trasparenza nei confronti dell'operato dei fornitori dei servizi. Questo senza compenso ne rimborsi.

La Trasparenza dei Palazzi sia provinciale che regionale e aperto ai cittadini e trasparenti agli stessi. Essi devono essere accessibili a tutti.

La gestione del patrimonio pubblico è molto importante in quanto in tale linea guida viene indicato il ruolo della Provincia. In tal senso si vuole una restrizione del ruolo della Provincia che spesso è diventato preminente anche nell'economia con una gestione spesso non trasparente al limite del personalismo e del clientelare. In tal modo si vuole evitare che aziende corrette e sane siano sottoposte ad una concorrenza sleale tornando al ruolo del settore pubblico i servizi al cittadino

Le Politiche Sociali sono il settore sui cui si deve lavorare per proteggere il lavoratore che perde lavoro. Su questo punto si vuole andare ad un Reddito di Cittadinanza che garantisca risorse a chi perde lavoro con una prospettiva di riqualificazione in prospettiva di creazione di nuovi lavori sani e produttivi. Una misura questa sicuramente meritevole basta che non sia la riproposizione di corsi che poco hanno a che fare con un ritorno al lavoro come spesso fin'ora è stato

Il tema del sostegno del lavoro e di un fisco meno oppressivo sono i pilastri di un agenda dalla quale devono uscire i finanziamenti degli amici.

Su queste basi è costruito il Programma del Movimento 5 Stelle del Trentino.