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mercoledì 21 maggio 2014

Progetto di riqualificazione impianti Seggiovie e Funivie San Martino

Il progetto di 15 milioni di euro per la riquilificazione dell'offerta turistica di Seggiovie e Funivie San Martino è stato illustrato il 16 maggio 2014 all'ingegnere Andrea Gobber.

Campo Scuola. Il campo scuola viene dotato di un tappeto trasportatore e viene spostato lateralmente all'attuale posizione. Tale soluzione separa maggiormente il campo scuola dalla pista rendendo maggiormente fruibili entrambi. Per fare ciò si prevede di sbancare una parte riutilizzando poi il materiale di risulta sulla pista come anche dell'altro materiale degli altri interventi.

Bacino innevamento. Tale intervento è previsto per permettere un miglior innevamento programmato a servizio di Ces e Tognola. L'intervento sul bacino di innevamento porta ad un ampliamento del bacino attuale con la creazione di nuovi locali tecnici e un potenziamento del sistema di pompaggio. Un progetto condiviso col parco come tutto il resto, ma che poi è stato modificato su indicazione provinciale e ciò a portato ad un valutazione negativa dal parco. Tale modifica va ad ampliare nella zona opposta a dove il parco aveva dato assenso perchè prevedeva una recinzione che è stata bocciata e in tal versione occupa una zona umida.

Riorganizzazione impianti. La riorganizzazione degli impianti prevede lo smantellamento della seggiovia che arriva a Malga Tognola con la riqualificazione ambientale dell'area.

Viene inoltre previsto un impianto automatico a servizio della pista Rododendro prevedendone l'ampliamento fino alla scogliera.

In collegamento con Malga Ces viene prevista una quadriposto manuale con portata i 2000 persone fino a Cigolera essendo fin là pista ampliabile bile ai 64 metri necessari. Per la restante pista i possono avere 1200 passaggi essendo non ampliabile per vari problemi.

Il progetto è realizzabile in 5-6 anni ed è all'attenzione della VIA. Si darà conto in altra sede del dibattito.

lunedì 19 maggio 2014

Impianti sciistici e futuro del Primiero: serve un privato per parlare di ciò con la popolazione?

Il 16 maggio 2014 si è tornati a parlare del futuro economico del Primiero e in particolare di impianti sciistici con la popolazione grazie all'invito dell'amministratore delegato di Funivie e Seggiovie San Martino, Valeria Ghezzi. Un incontro molto partecipato dalla popolazione come non se ne vedevano da tempo. Esso si è tenuto in Sala Negrelli presso la Comunità di Valle di Primiero e ha richiesto l'apertura di sicurezza per poter contenere la gente dimostrando quanto sia sentito il tema tanto più che la crisi si fa sentire.

E' da sottolineare che a parte Canal San Bovo col vicesindaco Beccalli Stefano, Transacqua con il delegato Sergio Scalet e la Comunità di Valle col Presidente Cristiano Trotter si è visto un totale disinteresse da parte dalle altre amministrazioni comunali. Chi invece ci ha messo la faccia è il Parco di Paneveggio e Pale di San Martino col Presidente Giacobbe Zortea e il direttore dello stesso Vittorio Ducoli e l'APT d'ambito con la presidente Paola Toffol. A questo incontro si arriva dopo che li amministratori locali a cui si era chiesto per lettera di poter affrontare alcuni temi non hanno dato riposta e dopo che il direttore del Parco in una riunione in Provincia ha detto che si era lì a "tutelare un interesse privato di Valeria Ghezzi su un demanio pubblico". Questo dopo che il Piano del Parco dava prescrizioni circa le opere che sono limitative di ciò che si può fare da parte degli impianti sciistici ritenute dalla società impiantistica che ha organizzato l'incontro anche alla luce delle proposte che l'APT d'ambito che propone anche lo freeride, il fuori pista, nonchè il downhhill che sono vietato dal piano. Si chiede chiarezza su quale proposte turistiche si vogliono tenendo conto che attualmente il Parco occupa 30 persone mentre gli impianti sciistici 150. Due offerte turistiche diverse su cui è bene chiarire.

La Funivie e Seggiovie San Martino prevede un investimento di 15 milioni di euro, tutti messi dal privato, per poter rinnovare gli impianti per poter rispondere adeguatamente alla clientela anche per quanto riguarda le mode. Verrà presentato in altri post del progetto e si darà conto dei punti più interessanti del dibatto, per non appesantire la lettura, che è stato acceso sebbene corretto.

Si può però subito dire che Valeria Ghezzi ha fatto delle richieste precise:

  1. ogni cittadino si faccia ambasciatore verso gli amministratori locali in modo che chiariscano quale offerta turistica si vuole e se o scii ha ancora un futuro in Primiero;
  2. garanzie sulle possibilità di crescita anche per quanto riguarda la soluzione dei problemi dovuti alle altre società in particolare agli annosi problemi della società in liquidazione SMPTF che ha raccolto la Siati;
  3. sospensione della seconda adozione del Nuovo Piano del Parco per le criticità e l'impossibilità in tempi ristretti di affrontare con coscienza per la complessità della materia.

L'ultima richiesta si potrà valutare se sarà accolta a breve visto che la seconda adozione è prevista per oggi certo è che si può già dire che i molti presenti alla riunione era con Valeria Ghezzi.

sabato 21 dicembre 2013

Fondazione Telecom Italia e il Progetto dell'Ecomuseo del Vanoi.

Il progetto dell'Ecomuseo del Vanoi è stato presentato in risposta al bando "Beni invisibili. Luoghi e maestria delle tradizioni artigianali".

Ho avuto in merito a tale progetto la possibilità di interloquire con Paolo Artuso dell'Ufficio Stampa Digitale del Gruppo Telecom Italia che ringrazio pubblicamente.

In merito a questo Bando sono stati presentati quasi 50 e sono al vaglio del Comitato Scientifico di Fondazione Telecom Italia. Appena ci sarà una conferma dei vincitori verranno c opportunamente sul sito della Fondazione e sugli spazi social a disposizione.

Se nel frattempo l'ente "Ecomuseo del Vanoi" volesse, attraverso un suo responsabile, contattare direttamente la Fondazione può scrivere a info@fondazionetelecomitalia.it .

Allo stato in data 5 dicembre 2013 sono stati pubblicati sul sito i vincitori della Open Call dedicata ai "Disagi della Comunicazione.

giovedì 12 settembre 2013

Blocco del progetto di costruzione del tratto trentino della TAV-TAC la proposta del Movimento 5 Stelle

Spostare la merce dal trasporto su gomma a quello su ferro è meno impattante e per far ciò il Movimento 5 Stelle Trentino propone di incentivare le ditte di trasporto all'utilizzo della ferrovia al fine di renderla competitiva economicamente più dell'A22. Sebbene il Movimento prende atto di ciò lo stesso è contrario al progetto di costruzione del tratto trentino della TAV-TAC, in quanto ritiene che se la linea storica fosse gestita secondo secondo gli standard gestionali di Austria e Svizzera potrebbe assorbire il 60% delle merci totali che oggi transitano attraverso il Brennero.

Questo connesso ad una riduzione del 30% del traffico merci, da attuarsi attraverso una politica di contenimento dei flussi (divieto di traffico pesante notturno, divieti settoriali, contingenti annuali non superabili, rispetto effettivo degli obblighi dell’autotrasporto come pesi, limiti di velocità, ore di guida), renderebbe inutile gli investimenti nella TAV.

La rinuncia al progetto TAV-TAC non può però far abbassare l'attenzione verso la la vivibilità dei luoghi oltrepassati della ferrovia. Va prima di tutto ridotto l’inquinamento acustico causato dai treni merci con barriere anti-rumore, materiale rotabile adeguato e minori velocità dei treni nei tratti urbani abitati.

Si prevede inoltre utilizzo degli investimenti provinciali ed europei per interrare le stazioni di Trento e Rovereto e per creare un parco cittadino unico che possa fungere da attrazione cicloturistica, al fine di attenuare ulteriormente il disagio della popolazione che vive nei pressi della ferrovia.

Il nuovo progetto NOTAV del Movimento 5 Stelle Trentino inserito in un complesso urbanistico nuovo, darebbe lavoro a maestranze e aziende locali, soprattutto in fase di creazione di arredo urbano di qualità e di progettazione artistico-urbanistica.

Una valutazione del progetto in questione non può esser fatta senza dati certi che non possiedo. Esso prevede di far un passo indietro nei progetti passati tra i quali il Tunnel di Base del Brennero che vedrebbe a Sud dei colli di bottiglia. Il Movimento No Tav di Marco trova in tale previsione sicuramente uno sbocco politico. Sono da valutare poi le eventuali penali che andrebbero pagate alla controparte che già lavora sul progetto TAV.

Le norme che portano ad una riduzione del traffico vanno poi valutate nella fattibilità a livello provinciale e gli effetti sull'economia locale che producono.

Un progetto di recupero per creare un parco cittadino unico attraverso l'interramento delle stazione di Trento e Rovereto nella sua praticabilità tecnica ed economica con risorse del bilancio provinciale calanti.

venerdì 1 marzo 2013

IDV prende atto del fallimento del Progetto Rivoluzione civile

Le elezioni politiche 2013 sono un bagno anche per il leader dell'IDV Antonio di Pietro che ha rassegnato le dimissioni da presidente del partito.

Una scelta la sua fallimentare che ha visto il Movimento Rivoluzione civile che per bocca di Luigi Li Gotti a perso via via smalto e capacità comunicativa. C'è stato poi un'allontanamento poi dai temi della forza politica di riferimento l'IDV.

La società civile presente in massa in Rivoluzione Civile ha offuscato la buona politica togliendo il retroterra he l'IDV invece aveva. Una buona politica che poteva mettere in primo piano i temi forti che invece sono stati proposti stancamente.

L'IDV in questo modo abbandona Rivoluzione civile per tornare e le dimissioni di Di Pietro sono non un abbandono del partito dallo stesso, contributo di cui si ha ancora bisogno, ovviamente facendo tesoro degli errori con orgoglio per la propria storia.

Considerazioni. E' presto per dire se le dimissioni di Antonio Di Pietro certo è che sono una notizia.

Il suo acerrimo avversario Silvio Berlusconi è ancora in sella, mentre lui ne è smontato. Non si potrà più in futuro oramai alle prossime elezioni proporre l'anti-berlusconismo, in quanto così si perde. Rivoluzione civile era uscita da tale contrapposizione e forse questo è un risultato.

Un plotone di magistrati ad un sostegno di un progetto è a mio avviso stato concepito dagli italiani come una minaccia, in quanto i magistrati dovrebbero avere un percorso di entrata in politica meno diretto.

Si deve parlare alla gente e sebbene Rivoluzione civile l'ha fatto e con buoni temi a volte la figura del leader Antonio Ingroia è apparsa pacata e ciò non ha pagato in visibilità.

L'IDV torna alle origine e chiude col progetto Rivoluzione Civile, ma il ritorno al passato non può esser fatto. Molte cose sono cambiate e gli elettori non sono più disposti a sorbirsi l'anti-berlusconismo serve un progetto chiaro.

Le elezioni politiche 2013 sono un bagno anche per il leader dell'IDV Antonio di Pietro che ha rassegnato le dimissioni da presidente del partito.

Una scelta la sua fallimentare che ha visto il Movimento Rivoluzione civile che per bocca di Luigi Li Gotti a perso via via smalto e capacità comunicativa. C'è stato poi un'allontanamento poi dai temi della forza politica di riferimento l'IDV.

La società civile presente in massa in Rivoluzione Civile ha offuscato la buona politica togliendo il retroterra he l'IDV invece aveva. Una buona politica che poteva mettere in primo piano i temi forti che invece sono stati proposti stancamente.

L'IDV in questo modo abbandona Rivoluzione civile per tornare e le dimissioni di Di Pietro sono non un abbandono del partito dallo stesso, contributo di cui si ha ancora bisogno, ovviamente facendo tesoro degli errori con orgoglio per la propria storia.

Considerazioni. E' presto per dire se le dimissioni di Antonio Di Pietro certo è che sono una notizia.

Il suo acerrimo avversario Silvio Berlusconi è ancora in sella, mentre lui ne è smontato. Non si potrà più in futuro oramai alle prossime elezioni proporre l'anti-berlusconismo, in quanto così si perde. Rivoluzione civile era uscita da tale contrapposizione e forse questo è un risultato.

Un plotone di magistrati ad un sostegno di un progetto è a mio avviso stato concepito dagli italiani come una minaccia, in quanto i magistrati dovrebbero avere un percorso di entrata in politica meno diretto.

Si deve parlare alla gente e sebbene Rivoluzione civile l'ha fatto e con buoni temi a volte la figura del leader Antonio Ingroia è apparsa pacata e ciò non ha pagato in visibilità.

L'IDV torna alle origine e chiude col progetto Rivoluzione Civile, ma il ritorno al passato non può esser fatto. Molte cose sono cambiate e gli elettori non sono più disposti a sorbirsi l'anti-berlusconismo serve un progetto chiaro.

giovedì 13 settembre 2012

Il treno dell'amministrazione comunale a Canal San Bovo torna a correre.

Dopo le dimmissioni di sei consiglieri il clima all'interno sembra rasserenarsi con nessuna nuova dimmissione attesa. Una serenità che è ancora più ampia se guardiamo alla normativa che nella situazione attuale non richiede le dimmissioni avendo ancora otto consiglieri. Tale situazione inoltre porta a considerare utile rimanere al proprio posto.

Quale utilità a rimanere in carica. Chiaccherando con Mariuccia Cemin si può inoltre capire che molte opere devono partire e con la crisi che c'è non è giusto verso gli operatori della zona abbandonare. Tra le opere in partenza la prima sulla rampa di lancio il teleriscaldamento a Canal San Bovo.

Altri progetti da far partire è la sede dei pompieri e della Croce Rossa e l'albergo diffuso.

Trovare le risorse. Per trovare le risorse si sta pensando finalmente a mettere mano al patrimonio immobiliare esuberante, sebbene non subito vista l'asta deserta per la scuola di Ronco. Già la precedente amministrazione ci aveva tentato con una commissione consigliare per la gestione degli immobili comunali, ma ora passato il periodo di crisi si pensa di fare sul serio. In tal modo si possono trovare risorse per le opere pubbliche, i servizi e lo sviluppo del Vanoi.

La gestione della Bibilioteca di Canal San Bovo. In ottobre va in pensione il bibiotecario e la situazione è fluida. Per un periodo ci potrebbe essere un'assunzione che viene effettuata dalla graduatoria del comune di Fiera di Primiero per tale posizione, in quanto cn il blocco delle assunzioni non si può procedere alla copertura del posto in modo definitivo. Per una migliore gestione e per avere un sostituto in caso di ferie o malattia, o comunnque in caso d'assenza del titolare, si sta valutando la possibilità di una gestione comune con la biblioteca di Fiera di Primiero.

Considerazioni finali. Una forte idea di sviluppo del Vanoi e saper dare risposte in merito di servizi e attività per i cittadini bisogna avere se si vuole esser di servizio al Comune di Canal San Bovo. Per fare ciò serve una maggioranza coesa e che deve parlarsi per avere un progetto comune tra tutti consiglieri, assessori sindaco. Se ciò è possibile auguro all'ammimnistrazione buon lavoro.