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sabato 25 febbraio 2023

Chirurgia vascolare: 10 mila prestazioni e 500 interventi in ULSS Dolomiti

Belluno. 10 mila prestazioni ambulatoriali, oltre 500 interventi in un anno. Il 2022 è stato l’anno del consolidamento della Chirurgia vascolare dell’Ulss Dolomiti, attivata nel marzo 2021.

Nel territorio dell'ULSS Dolomiti, come in tutto il mondo occidentale, si assiste ad un aumento delle malattie vascolari verosimilmente legato all’invecchiamento della popolazione e la conseguente presenza di multipatologie fra cui il diabete, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia. Tali condizioni agiscono in concomitanza con l’azione di altri fattori di rischio, come il fumo e la dieta non adeguata, potenziando la formazione di placche nelle arterie che producono l’occlusione o il cedimento della parete del vaso.

L’attività della chirurgia vascolare e della sezione angiologica oltre che alla terapia, è rivolta all’ approfondimento diagnostico e dalla presa in carico dei pazienti.

 Il 2021 è stato l’anno dedicato all’avvio del reparto di chirurgia vascolare con l’acquisizione delle apparecchiature e dei materiali e l’arrivo di parte del personale medico.

Nel 2022 l’attività ha iniziato ad entrare a regime. Sono state erogate oltre 10.000 prestazioni ambulatoriali fra visite di chirurgia vascolare e visite angiologiche, medicazioni, ecocolordoppler e i più sofisticati esami come il laserdoppler e la capillaroscopia.

Sono stati eseguiti 526 interventi di chirurgia vascolare di cui 58 di alta tecnologia sull’aorta addominale e toracica per aneurisma con tecnica endovascolare e chirurgia open, 148 interventi sulle carotidi per la prevenzione dell’ictus, 132 rivascolarizzazioni degli arti inferiori tramite bypass per il salvataggio d’arto o utilizzando tecniche mininvasive endovascolari come l’angioplastica. Nel grande anziano, spesso non operabile chirurgicamente, l’angioplastica permette di trattare le lesioni ischemiche e risolvere il dolore cronico consentendo una vita dignitosa anche nell’ultimo periodo della vita.

Importante anche la stretta collaborazione tra la chirurgia vascolare e la Radiologia di Belluno, diretta da Giovanni Balestriero, che consente di amplificare le specifiche competenze dei singoli professionisti ed offrire al paziente il più ampio spettro di opzioni e tecniche terapeutiche mininvasive possibili.

L’attività scientifica è stata intensa con relazioni a congressi e pubblicazioni. Basti pensare che il nome dell’ULSS Dolomiti è stato portato ai congressi in 8 regioni Italiane dalla Sicilia al Trentino e al congresso europeo di Stoccolma. I componenti dell’equipe sono membri del direttivo delle società scientifiche nazionali che si occupano di patologia vascolare e partecipano alla stesura delle nuove linee guida.

«Abbiamo cercato di mettere a frutto l’investimento fatto dall’Azienda e dalla Regione che avevano recepito le necessità del territorio e attivato la chirurgia vascolare.  La soddisfazione maggiore deriva dal fatto di poter garantire a chi abita in montagna un servizio che non ha nulla da invidiare a quello presente nelle altre province del Veneto,senza necessità di doversi spostare lontano in altri ospedali della regione o extraregionali. Nuove forze sono in arrivo dalla Scuola di Specialità di Chirurgia Vascolare dell’Università di Padova con cui il reparto è convenzionato.» commenta Sandro Irsara, direttore della UOC Chirurgia Vascolare.

Il 2023 ha visto, inoltre, partire a pieno ritmo il cantiere per la realizzazione della sala ibrida al San Martino dove potranno operare sia i chirurghi vascolari che i radiologi interventisti con un importante upgrade tecnologico e spazi a misura di paziente.

sabato 21 novembre 2020

Il punto del direttore di Medicina di Pieve di Cadore sull'attività in periodo Covid-19

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Belluno. Il direttore della Medicina di Pieve di Cadore, Cristiano Perbellini, fa il punto sull’attività dell’unità operativa in questo periodo.

«Nel periodo pandemico in un contesto geografico (aree del Comelico e Cadore) caratterizzato da elevata incidenza di positività sia livello di popolazione che degli ospiti di strutture socio-sanitarie, purtroppo anche la Medicina di Pieve è stata coinvolta dagli effetti nefasti della pandemia. Abbiamo sofferto per la positivizzazione di personale (OSS, infermieri e medici) e pazienti che ha portato alla sospensione temporanea dell’attività clinica per provvedere a sanificazione in toto dei locali (in precedenza eseguita per zone) e consentito di monitorare l'andamento dello screening sierologico sul personale fino a stabilizzazione delle positività. Di concerto con la DMO, le professioni sanitarie ed i colleghi infettivologi abbiamo cercato di agire efficacemente su diversi fronti al fine di contenere i disagi per il personale e la collettività e di ripartire in sicurezza.

Da alcuni giorni, con il rientro dall’isolamento di parte del personale, è stata ripresa l’attività clinica  mantenendo attenta sorveglianza sui pazienti provenienti dal pronto soccorso, particolarmente quelli considerati a maggior rischio per possibile positivizzazione Covid (per caratteristiche cliniche, epidemiologiche e strumentali) per cui è previsto un grado di isolamento maggiore.

 L’attività ambulatoriale specialistica (visite diabetologiche, endocrinologiche e geriatriche) è stata reimpostata con approccio orientato alla telemedicina per tutti i pazienti che siano candidabili a tale approccio; per quelli più complessi che richiedano invece una visita “in presenza” resta attiva anche questa opzione (in priorità B od U per le prime visite).

Prosegue l’attività ambulatoriale di supporto (emotrasfusioni, salassi, somministrazione di terapia iniettiva) per i pazienti con patologie croniche che non possono vedere rimandati questi approcci.

Grazie a costante confronto con i colleghi del Pronto Soccorso vi è fattiva collaborazione per la gestione di consulenze e ricoveri dal territorio (purché “Covid-free”).

 Con l’imminente apertura dell’Ospedale di comunità per pazienti covid negativi (Covid-free) in seno all’ospedale di Pieve, si apre poi la possibilità di dare continuità di cure al paziente post-acuto sul territorio ove ora predominano (per ovvi motivi) le strutture a prevalente valenza “Covid” necessarie a fronteggiare richiesta di contenitori per l’incremento dei soggetti infettati.

 In veste di geriatra al di là delle prospettive vaccinali per il contenimento delle infezioni Covid correlate, considerata la tempistica necessaria ad un’efficace immunizzazione della popolazione, mi sentirei di rinnovare l’invito al ricorso alla mascherina protettiva, sanificazione delle mani e mantenimento delle distanze di sicurezza capisaldi per il controllo infettivo del momento.

 Noi ci siamo e prosegue l’attività clinica a supporto della collettività, pur con le difficoltà del momento che richiedono costante adattamento all’evoluzione del quadro pandemico», racconta Cristiano Perbellini.

giovedì 19 novembre 2020

Nuova riorganizzazione delle attività e degli ospedali dell'ULSS DOlomiti

Belluno. Oggi si è proceduta ad una nuovo riorganizzazione dell'attività dell'ULSS Dolomiti, in particolare la rete ospedaliera.

Ospedale di Belluno.  Sono stati attivati ulteriori 9 posti letto di Ospedale di Comunità a Belluno per pazienti covid positivi.

Le degenze di Neurologia sono state trasferite al 4° piano lato est piano del blocco chirurgico del San Martino.

Ospedale di Agordo. Sono stati temporaneamente sospesi i ricoveri alla Medicina di Agordo.


martedì 27 ottobre 2020

Riattivazione dell'attività sospese in alcuni ospedali dell'ULSS DOlomiti

Belluno. Dopo un periodo di sospesione di alcuni attività negli ospedali di Belluno e di Feltre dell'ULSS Dolomiti a causa dell'emergenza Covid-19 si è proceduto ad una riorganizzazione e una riattivazione.

E’ in corso di graduale riattivazione l’attività della Chirurgia/Urologia dell’Ospedale San Martino di Belluno. 

Sono stati riattivati i ricoveri in Medicina al 5° Piano dell’Ospedale di Feltre. 


domenica 11 ottobre 2020

Il Sostegno Psicologico COVID ULSS Dolomiti ha visto 423 interventi in 220 giorni


Belluno. 423 interventi in 220 giorni. E’ quanto è stato fatto nell’ambito del progetto “Sostegno Psicologico COVID” promosso dalla’Ulss Dolomiti in collaborazione con l’AIL sezione di Belluno e il Fondo Welfare Dolomiti della Provincia a partire da marzo.

Incertezza, ansia e paura, impotenza e tensione emotiva, nervosismo e malesseri fisici. Sono alcune delle forme di disagio che inevitabilmente – in misura maggiore o minore e a seconda di età, salute, stile precedente di vita come anche situazione socio economica – ognuno ha vissuto in questo periodo di emergenza covid19 . Nella fase dell’emergenza in cui la preoccupazione era più forte, la UOSD di Psicologia Ospedaliera si è fatta promotrice dell’attività di sostegno psicologico secondo il modello della psicologia dell’emergenza, partendo dalle persone malate e da chi le cura (cittadini in isolamento fiduciario o in quarantena, pazienti e famigliari oltre che sanitari dei reparti covid). Il sostegno è stato poi via via allargato.

Ad oggi sono stati fatti:

  •  189 colloqui a favore di 46 persone Covid positive o in isolamento fiduciario;
  •  87 colloqui di supporto a 11 famiglie di persone ricoverate per Covid;
  •  46 colloqui di supporto nell’elaborazione del lutto a 8 familiari;
  •  8 reparti ospedalieri e 6 Case di Riposo formate nella tecnica del Defusing;
  •  28 incontri di gruppo di defusing/de briefing;
  •  39 colloqui a favore di 13 sanitari;
  •  20 colloqui di supervisione ai coordinatori di repartoInoltre, nell’ambito del progetto, è stato curato anche il sostegno ai Medici di medicina generale oltre che la produzione di diverso materiale informativo per la cittadinanza diffuso attraverso i vari canali aziendali e per le case di riposo.

Sono state fatte delle schede (disponibili nel sito www.aulss1.veneto.it) su:

  • SOS contagio emotivo;
  • Psicoeducazione adulti;
  • Psicoeducazione bambini;
  • Psicoeducazione anziani;
  • Psicoeducazione adolescenti;
  • Psicoeducazione operatori sanitari;
  • Defusing;
  • Comunicazione cattiva notizia telefonica;
  • Consigli per l’alimentazione;
  • Consigli per il sonno;
  • Video di mindfulness e stretching;
  • Indicazione per le Case di Riposo per operatori, ospiti e coordinatori.

Inoltre, sono stati fatti dei brevi video sugli stessi temi diffusi dalla televisione locale e nella pagina facebook dell’Azienda.

Il progetto è stato promosso e guidato dalla responsabile della UOSD di psicologia dott.ssa Francesca De Biasi. L'equipe della psicologia ospedaliera composto dalle dott.sse Chiara Forlin, Isabella Maccagnan ed Elena Sommacal - sostenuto dall AIL - è stata integrata con la dott.ssa Cristina Zaetta, del serD distretto 1.

 Un’attività complessa che ha cercato di rispettare ed integrarsi con i tempi delle istituzioni, degli operatori sanitari e dei malati, offrendo professionalità grazie alla sinergia dell’ULSS 1, promotore e ordinatore dell’iniziativa tramite la Psicologia Ospedaliera, l’AIL sezione di Belluno per il finanziamento di parte delle psicologhe coinvolte, e il fondo Welfare per la formazione e la supervisione al personale oltre che per gli interventi nei confronti dei cittadini. 

Con la ripresa della pandemia, dopo un periodo di alleggerimento dell’attività, il sostegno psicologico è tornato ad essere di fondamentale importanza. Il progetto proseguirà nei prossimi mesi con l'integrazione di alcuni interventi psicoeducativi  per  insegnanti e genitori, per i quali si prevedono incontri in modalità webinar 



ULSS Dolomiti: superati i 100 mila tamponi effettuati

Belluno. Superati i 100 mila tamponi molecolari eseguiti in Ulss Dolomiti da inizio emergenza Covid. Alle 8 di ieri  mattina sono stati refertati 100.169 tamponi molecolari.

Un numero importante che definisce una delle più alte proporzioni regionali tampone/popolazione.

 I test diagnostici per COVID-19 rappresentano uno strumento essenziale non solo per la gestione clinica dei pazienti ma anche e soprattutto per controllare la pandemia, insieme al contact tracing, mediante il riconoscimento e le successive misure di prevenzione e controllo dirette ad individui infetti, anche asintomatici, che possono diffondere la malattia.

 Attualmente sono disponibili per rilevare direttamente l’infezione da SARS-CoV-2 i test che evidenziano la presenza di materiale genetico (RNA) del virus (test  molecolari) e i test che evidenziano la presenza di componenti (antigeni) del virus (test antigenici – tampone rapido).  Entrambi, al momento, prevedono il prelievo del campione tramite tampone nasofaringeo.

 L’analisi dei test di biologia molecolare per rilevare la presenza di SARS-CoV-2 può essere effettuata solo in laboratorio attraverso una processazione che richiede circa 4 ore. I test antigenici invece pur se leggermente meno sensibili e meno specifici, consentono una refertazione immediata (20 minuti) che richiede tuttavia, in caso di positività la conferma con test molecolare

In Ulss Dolomiti, a ieri, sono stati eseguiti 1.411 test antigenici rapidi, di questi i positivi sono stati 30.

 Oltre 90%delle positività emerse è stato confermato dal test di biologia molecolare.

Questa tipologia di test, proprio per la rapidità di risposta, costituisce il test di regola eseguito nei 4 drive-in aziendali finalizzati in primis alla diagnostica delle forme sintomatiche in soggetti di qualsiasi età frequentanti la scuola.

giovedì 17 settembre 2020

Giornate intense ai drive-in di Belluno e Feltre: 105 tamponi effettuati

Belluno. E’ continuata anche oggi l’attività di tamponi nei due drive-in  di Belluno e Feltre  per i bambini, ragazzi e adulti sintomatici frequentanti la scuola: sono stati eseguiti 95 tamponi.

A questa attività si è aggiunta in parallelo la consueta esecuzione di tamponi a un totale di 20 soggetti rientrati dall’estero e dalla Sardegna


mercoledì 15 luglio 2020

L'attività di controllo dei soggetti positivi e in quarantena effettuata dall'ULSS Dolomiti aggiornamenti

Belluno. Tra le attività dell'ULSS Dolomiti particolare rilievo assume, nell’ambito dell’ordinaria attività di sorveglianza sui pochi casi Covid positivi presenti in provincia, e sui soggetti in quarantena per motivi vari, la confermata negatività del tampone dei due operatori di un’azienda del territorio con sospetto di positività evidenziato nell’ambito di ordinari controlli lavorativi. Per essi si è quindi concluso l’isolamento domiciliare. I 14 loro contatti monitorati fino ad oggi e sottoposti a tampone di controllo sono risultati negativi con conseguente disattivazione della quarantena.

mercoledì 29 aprile 2020

I numeri della sorveglianza attiva dell'ULSS Dolomiti

Belluno.Un lavoro immenso, spesso nascosto ma importantissimo. E’ quelle dei team del Dipartimento di Prevenzione che si sono occupati della sorveglianza attiva delle persone in isolamento, delle indagini epidemiologiche, delle risposte alle richieste di informazioni al numero aziendale dedicato e al numero per i rientranti dall’estero e della gestione del grande mole di dati epidemiologici. Qui sotto troverete l'attività svolta raccontata dai numeri.

Numero aziendale per informazioni sul COVID.E attivo il numero aziendale 0437/514343 per informazioni sul COVID0 con orario orario 8.00-20.00. Allo stesso sono dedicati 5 operatori, i quali hanno ricevuto tra il 29 febbraio 2020 al 26 aprile 2020: 3.270 chiamate.

Sorveglianza attiva. Al servizio di sorveglianza attiva sono dedicati 12 operatori, i quali lavorano con orario su due turni 8.00 - 20.00 con il supporto della Protezione Civile del Veneto (ANA e Alpini in ferma).

Ogni giorno contattano le persone in isolamento e registrano eventuale febbre/sintomi, chiedono se hanno bisogno di assistenza psicologica, chiedono se hanno necessità di spesa alimentare o di farmaci, e forniscono indicazioni circa le modalità di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Attualmente le persone in isolamento sono 1.266 che vengono quotidianamente contattate. Le chiamate da inizio emergenza sono oltre 50.800.

Team indagini epidemiologiche. Il team indagini epidemiologiche conta su 22 operatori dedicati (quasi tutti dipendenti + alcuni volontari) che operano su due turni orario 8-20. Sono state compiute circa 10 indagini epidemiologiche al giorno con ricerca contatti (3.994 persone coinvolte nelle indagini dal 28.2.2020 al 27.4.2020).

Unità di crisi tamponi e test sierologici. Al Dipartimento di prevenzione, inoltre, afferisce l’ unità di crisi tamponi e test sierologici con 16 operatori (dipendenti) orario su due turni 8.00 - 20.00.

domenica 12 aprile 2020

Prorogato fino al 30 aprile il contratto con Lifebrain per aumentare la capacità di analizzare tamponi

Belluno. E’ stato prorogato fino al 30 aprile il contratto con il laboratorio Lifebrain Veneto per aumentare la capacità di analisi dei tamponi per la ricerca del coronavirus (SARS-CoV 2)con un incremento del numero di tamponi assegnati che passa da 150 a 200 al giorno. Tale supporto si è reso necessario per far fronte all’elevata richiesta di analisi per un esame che necessita di una rapida risposta per predisporre tutte le misure necessarie al contenimento della diffusione del virus.

COME VENGONO ANALIZZATI I TAMPONI IN ULSS1 DOLOMITI. Il laboratorio di Microbiologia dell’Ospedale di Belluno ha attualmente una capacità analitica di circa 220 tamponi/giorno con una operatività di sette giorni su sette assicurando tempestività, continuità e precisione nell’analisi dei campioni biologici.

La potenzialità della strumentazione a disposizione consente l’analisi di 48 campioni ogni 4 ore e in tale attività si avvicendano a ciclo continuo 6 tecnici, 4 dirigenti ed il personale di segreteria per la registrazione dei campioni, con il resto del personale a supporto dei colleghi per consentire il regolare svolgersi delle altre attività, in particolare la gestione delle urgenze da Pronto Soccorso e reparti ospedalieri.

Come nel resto del Paese, la difficoltà maggiore che limita la potenzialità analitica sta nel reperire sul mercato quantità sufficienti di reagenti che consentano l’analisi dei tamponi a seguito dell’enorme domanda a livello mondiale.

Per far fronte alla mole di tamponi richiesti dal territorio e dagli ospedali (al 9 aprile 2020 alle 14.00 sono stati eseguiti in Ulss Dolomiti 11.588 tamponi), dal 21 marzo è iniziato l’acquisto di prestazioni di medicina di laboratorio da Lifebrain Veneto (unico erogatore privato accreditato). Da oggi, l’apporto di Lifebrain è stato aumentato a 200 tamponi al giorno ed è stato prorogato fino al 30 aprile. Il servizio aggiuntivo è attivo 7 giorni su 7 h24, fornirà la risposta in 48 ore dall’accesso.

Inoltre, presso il laboratorio di Feltre è stata installata una strumentazione Diasorin che consente una lettura rapida per un piccolo numero di test allo scopo di dare in tempo breve i risultati dei tamponi che provengono in prevalenza dal Pronto Soccorso di Feltre e poter così indirizzare il paziente nel più appropriato setting di cura. L’area per i pazienti sospetti COVID in attesa dell’esito di tampone, infatti, è allestita all’interno del vecchio Pronto Soccorso e gli spazi sono limitati. Si ricorda che da ieri l’area di degenza per pazienti con Covid è stata chiusa a Feltre e centralizzata sull’ospedale di Belluno per consentire, tra l’altro, una ottimizzazione della gestione delle risorse umane e dei dispositivi di protezione individuale. Inoltre, la strumentazione installata a Feltre consente di ridurre la necessità di spostamento di campioni urgenti tra i due laboratori. Ad oggi a Feltre vengono letti circa 30 campioni al giorno.

Quindi, complessivamente, in Ulss Dolomiti vengono letti ogni giorno circa 250 tamponi cui va aggiunto il supporto di circa 200 da parte di Lifebrain per complessivi circa 450 campioni esaminati quotidianamente, con un incremento del 20% rispetto al mese scorso.

PIANO SORVEGLIANZA. Oltre ai tamponi effettuati sui pazienti sospetti COVID, il Piano di sorveglianza sanitaria prevede lo screening a:

  • operatori ospedalieri;
  • operatori territoriali dipendenti dell'Azienda Sanitaria;
  • operatori delle strutture per persone non autosufficienti e con disabilità;
  • medici di medicina generale;
  • pediatri di libera scelta;
  • medici di continuità assistenziale e carcere;
  • operatori per U.S.C.A.;
  • operatori delle strutture sanitarie accreditate;
  • farmacisti territoriali;
  • operatori Centro Medico Legale INAIL;
  • Vigili del fuoco permanenti e forze dell'ordine;
  • addetti alle casse dei supermercati;

per un totale di oltre 6.050 persone.

TEST ANTICORPALI. La valutazione sierologica a livello di screening a maglie larghe per l’individuazione della attivazione della risposta anticorpale, attraverso test rapidi è iniziata l’8 aprile prevedendo l’esecuzione di centinaia di test al giorno. Ciò contribuirà all’analisi epidemiologica che consentirà di valutare la diffusione dell’infezione e di orientare in modo preciso l’effettuazione di tamponi. Ad oggi sono stati effettuati e in corso di analisi oltre 2.200 test.

sabato 11 aprile 2020

Ospedale San Martino di Belluno non solo covid ma anche altre attività

Belluno. Oltre il COVID. All’ospedale San Martino di Belluno sono garantite le prestazioni ambulatoriali prioritarizzate come U (urgenza) e B (10 giorni), sia come prime visite specialistiche che di controllo, l’attività in ambito materno-infantile ed oncologico oltre che l’attività chirurgica in urgenza e per gli interventi indifferibili in considerazione del quadro clinico dei pazienti, in particolare nell’ambito della chirurgia oncologica.

Inoltre, continuano le attività di emergenza proprie dell’HUB provinciale come l’attività di emodinamica e di stroke unit per il trattamento degli ictus.

Nel mese di marzo, ad esempio, sono state effettuate 62 prestazioni di emodinamica. Le persone ricoverate in stroke unit per ictus al San Martino a marzo sono state 17; a 4 di queste è stata effettuata la trombolisi.

SOLO UNA PARTE dell’ospedale di Belluno è stata dedicata alla cura delle persone con COVID, in virtù delle alte specializzazioni come le Malattie Infettive e l’ampliamento dei posto di in Terapia intensiva allestito in brevissimo tempo per far fronte all’emergenza. Ma il San Martino non si occupa solo di COVID. Continuano le attività possibili, come nel resto degli ospedali della provincia e dell’intero Veneto, secondo la rimodulazione attuata per poter concentrare gli sforzi sull’emergenza.

9 aprile, ad esempio, le persone ricoverate al San Martino erano 167 di cui 117 in degenze ordinarie (NO Covid).Nel mese di marzo, inoltre, sono nati ben 50 bambini.

Tante anche le iniziative in telemedicina messe in atto dai servizi per il monitoraggio a distanza dei pazienti, come quelle della Diabetologia o della terapia del dolore di Belluno ad esempio, e per il contatto con le persone in carico come le attività online della Ostetricia e Ginecologia a favore delle future e neo mamme.

mercoledì 8 aprile 2020

Sostegno Psicologico COVID: report delle prime settimane di attività dell'ULSS Dolomiti

Belluno. Incertezza, ansia e paura, impotenza e tensione emotiva, nervosismo e malesseri fisici. Sono alcune delle forme di disagio che inevitabilmente – in misura maggiore o minore e a seconda di età, salute, stile precedente di vita come anche situazione socio economica – ognuno di noi può vivere in questo periodo di emergenza covid19 . Nessuno è immune dalla preoccupazione ed è per questo che l’ULSS,in collaborazione con l’AIL sezione di Belluno e il Fondo Welfare Dolomiti della Provincia ha pensato ad un progetto per intercettare gradualmente ogni fascia della nostra popolazione in collaborazione con le diverse istituzioni coinvolte nella gestione dell’emergenza. In particolare la UOSD di Psicologia Ospedaliera si è fatta promotrice dell’attività di sostegno psicologico secondo il modello della psicologia dell’emergenza, partendo dalle persone malate e da chi le cura (cittadini in isolamento fiduciario o in quarantena, pazienti e famigliari oltre che sanitari dei reparti covid).

Dal 20 marzo ad oggi sono stati fatti 112 interventi di sostegno individuale verso le persone in isolamento da tutta la Provincia, 10 con i famigliari dei degenti nei reparti covid di Belluno, in buona parte congiunti di malati deceduti, e 8 verso operatori sanitari richiedenti supporto individuale, a cui si aggiungono le supervisioni e i colloqui plurisettimanali con le ordinatrici dei reparti dell'ospedale di Belluno, Agordo e Pieve, per un totale di 138 interventi individuali.

Altra cura fin dall’inizio è stato quello di informare e formare alla decompressione emotiva popolazione e operatori, non solo dell’ulss ma anche delle strutture per anziani: ad oggi sono stati prodotti 6 schede (SOS evitare il contagio emotivo, consigli per adulti, anziani, bambini e adolescenti, consigli per il sonno ai tempi del covid 19) e 6 mini video per la popolazione trasmessi 3 volte al giorno nella TV locale (i primi 4 trasmessi sono stati rivisti dai cittadini su YouTube e hanno 750/1000 visualizzazioni cadauno); 12 moduli, tra materiale audio - video e vademecum (6 schede con la spiegazione delle tecniche di decompressione per coordinatori e con note psico educative per soccorritori e operatori, compresi consigli per la dieta in emergenza; 6 video originali con indicazioni per l’attività fisica e al rilassamento), per operatori sanitari e socio sanitari di tutto il territorio; 9 momenti di formazione in video conferenza per la gestione dello stress dell’equipe ai vari team leader delle aree calde di cura presso i presidi ospedalieri (coordinatrici con video conferenze dei reparti covid dell’ospedale di Belluno, agordo e del suem di pieve); negli ultimi giorni sono iniziati gli incontri di formazione ai professionisti del territorio, al momento 2 con i coordinatori delle strutture per anziani e per i servizi dell’età evolutiva del distretto di Belluno richiedenti sostegno alle consulenze con la propria utenza in questa fase emergenziale. La formazione e la supervisione in questa emergenza, nuova per il nostro paese, è stata fondamentale non solo per le equipe sanitarie, ma anche per quella psicologica ed è per questo che il servizio ha avuto una preparazione specifica in psicologia dell’emergenza e settimanalmente è sottoposto a supervisione con il Centro Studi e Ricerche in psicotraumatologia di Milano, impegnato fin dall’inizio nel gestire l’attività in Lombardia, in particolare Milano, Bergamo e Cremona. Parallelamente nell’ultima settimana, stante le richieste da parte del diverso personale del’ulss e di alcuni sindaci e medici di base, si è impostato l’intervento di consulenza individuale alla popolazione fragile attraverso il canale di medici di medicina generale e degli sportelli d’ascolto attivati in ogni comune.

Dal 7 aprile sono in iniziati anche gli incontri di defusing presso l’ospedale di Feltre, due con cadenza settimanale e da questa settimana la possibilità di avere sostegno individuale per il personale.

Piace segnalare che nel convegno in video conferenza del centro studi e ricerche in psicotraumatologia rivolto a oltre 6000 psicologi esperti italiani ed europei tenutosi Sabato 5 aprile scorso in videoconferenza, il modello di Belluno è stato riportato tra i tre che in Italia, insieme a quello di Bergamo e Cremona , sono apparsi più completi ed efficaci nell’affrontare l’emergenza psicologica del covid 19.

Il progetto è stato promosso e guidato dalla responsabile della UOSD di psicologia dott.ssa Francesca De Biasi. L'equipe della psicologia ospedaliera composta dalle dott.sse Chiara Forlin, Isabella Maccagnan ed Elena Sommacal - sostenuta dall'AIL - è stata integrata con la dott.ssa Cristina Zaetta, del serD distretto 1, e dal dott. Turco per il personale e le attività presso l'ospedale di Feltre.

Un’attività complessa che ha cercato di rispettare ed integrarsi con i tempi delle istituzioni, degli operatori sanitari e dei malati, offrendo professionalità grazie alla sinergia dell’ULSS 1, promotore e ordinatore dell’iniziativa tramite la Psicologia Ospedaliera, l’AIL sezione di Belluno per il finanziamento di parte delle psicologhe coinvolte, e il fondo Welfare per la formazione e la supervisione al personale oltre che per gli interventi nei confronti dei cittadini. Perché l’unico modo di lavorare in emergenza è farlo in modo coordinato ed insieme.

mercoledì 25 marzo 2020

Le modifiche all'organizzazione dei servizi nell'ULSS Dolomiti per il Covid-19

L'emergenza Covid-19 (coronavirus) impegna costantemente le strutture sanitarie italiane a tra queste anche quelle dell'ULSS DOlomiti e della Provincia di Belluno. Anche oggi, per addattarsi all'evolversi dell'epidemia, sono avvenuti dei cambiamenti.

Attualmente in tutte le strutture dell'ULSS Dolomiti sono garantite l’attività chirurgica oncologica elettiva e le terapie chemioterapiche.

L'ospedale di Belluno, che è l'ospedale di riferimento Covid-19 della Provincia di Belluno. ha allargato il contenitore della Terapia Intensiva (9 posti letto) è stato anche al gruppo operatorio di Belluno dove al momento sono stati attivati ulteriori 4 posti letto di terapia intensiva dedicati a eventuali pazienti covid positivi. I pazienti in arrivo dal 118 che dovessero necessitare di ricoveri urgenti in terapia intensiva COVID negativi saranno centralizzati alla Rianimazione di Feltre.

martedì 24 marzo 2020

La COT di Belluno garantisce l’attività ordinaria e di supporto all'emergenza COVID-19.

L'emergenza coronavirus ha portato ha riorganizzare le attività sanitarie, tra quella anche quelle della COT di Belluno in modo da liberare risorse per combattere il coronavirus.

L’attività è organizzata secondo i seguenti orari:

  • dal lunedì al venerdì dalle ore 7.00 alle 19.00;
  • il sabato dalle ore 7.30 alle 15.00.

Nelle rimanenti ore del sabato e nella giornata di domenica l’attività di presa in carico delle segnalazioni relative all’emergenza COVID – 19 viene garantita in collegamento telematico da remoto.

Le dimissioni protette ospedaliere dalle aree COVID sono supportate dalla valutazione di due case manager per area medica e chirurgica secondo protocolli condivisi.

REPERIBILITA’ TELEFONICA:

domenica 8 marzo 2020

Le nuove modalità di fruzione dei servizi sanitari all'ULSS Dolomiti in vigore fino a lunedì

Belluno. In seguito alle indagini epidemiologiche per la ricostruzione dei contatti stretti di alcuni casi positivi e all’esito dei tamponi effettuati tra il personale dipendente, le attività dell’Ulss Dolomiti sono così state rimodulate fino a nuova rivalutazione delle Direzioni mediche in accordo con il Dipartimento di Prevenzione e la Direzione Aziendale, che avverrà lunedì 9 marzo.

OSPEDALE DI AGORDO:

  1. sospensione dei ricoveri dal territorio o da altre strutture sanitarie per la Medicina/Lungodegenza/Ospedale di Comunità;
  2. sospensione della attività ambulatoriale della Medicina;
  3. sospensione della attività chirurgica –chirurgia generale e ortopedia.

La sospensione temporanea sopra riportato prevede che i ricoveri e le prestazioni urgenti vengano garantiti dagli altri ospedali dell’Azienda.

Tutte le altre attività proseguono e vengono erogate applicando la normativa vigente, ad esempio con distanza droplet, con il divieto di sosta degli accompagnatori nelle sale di attesa, con le raccomandazioni esposte per evitare la diffusione da soggetti non sintomatici e sintomatici.

OSPEDALE DI FELTRE:

  1. sospensione temporanea dei ricoveri in GERIATRIA;
  2. sospensione temporanea degli interventi in elezione del Dipartimenti Chirurgico. Sono garantite le urgenze;
  3. tutte le altre attività dell’ospedale di Feltre proseguono, con gli accorgimenti preventivi disciplinati dalla normativa.

Eventuali ricoveri in ambito geriatrico sono garantiti all’interno del Dipartimento di area medica di Feltre presso gli altri reparti.

Sono state rafforzate le misure di limitazione dell’accesso all’ospedale da parte degli accompagnatori e dei visitatori per tutte le unità operative, salvo situazioni specifiche valutate dal personale sanitario preposto. Fino a lunedì 9 marzo l’accesso nord dell’ospedale sarà chiuso.

UNITA’ di OFFERTA SEMIRESIDENZIALI SOCIO SANITARIE e SOCIALI (centri diurni, etc).In linea con le misure adottate a livello nazionale per il contenimento della diffusione del SARS-CoV-2 (Coronavirus), la Regione del Veneto ha disposto la chiusura dal 9 al 15 marzo delle unità di offerta semiresidenziale sociosanitarie e sociali, comprese quelle per anziani, persone con disabilità, minori, persone con dipendenza e con problemi di salute mentale.

ULSS DOLOMITI – altri servizi.Tutte le attività degli altri ospedali e servizi dell’Ulss Dolomiti proseguono e vengono erogate applicando la normativa vigente come ad esempio la distanza droplet e il divieto per gli accompagnatori di accedere alle sale di attesa agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione dei Pronto Soccorso, salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto.

Nei Centri Prelievi personale dedicato regola l’afflusso nelle sale di attesa per evitare sovraffollamenti.

Inoltre, le Direzioni Mediche di Belluno e Feltre hanno predisposto e stanno predisponendo percorsi dedicati di triage nei pronto soccorsi per sospetti Covid-19 e organizzando posti letto aggiuntivi in via precauzionale.

Si ricorda il numero aziendale dedicato per le informazioni sul Covid-19 : 0437/514343 attivo tutti i giorni dalle 9 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00.

LE BUONE NOTIZIE.Anche il secondo tampone effettuato sui 27 operatori sanitari del Dipartimento chirurgico di Feltre sono risultati negativi. Si attende, nella giornata di domani, la pubblicazione del Decreto legge che consentirà la riammissione in servizio dei sanitari risultati negativi al tampone. Verrà adottato un modello di sorveglianza, che garantisca da un lato il massimo della sicurezza per gli operatori sanitari e dall’altro consenta la continuità delle prestazioni sanitarie.

venerdì 6 marzo 2020

Lo stato della riorganizzazione dei servizi ULSS Dolomiti alle ore 18

Belluno.Questa è la situazione in Ulss Dolomiti:

OSPEDALE DI FELTRE. In seguito alla positività di un paziente al Covid-19 e alle conseguenti indagini epidemiologica per la ricostruzione dei contatti stretti, a scopo preventivo, l’attività dell’ospedale di Feltre è così rimodulata:

  1. sospensione temporanea dei ricoveri in GERIATRIA;
  2. sospensione temporanea degli interventi in elezione del Dipartimenti Chirurgico. Sono garantite le urgenze.(Sospensione già disposta dal 4 marzo 2020 per isolamento precauzionale di 27 sanitari, già risultati negativi al primo tampone, in attesa di rivalutazione).

Tutte le altre attività dell’ospedale di Feltre proseguono, con gli accorgimenti preventivi disciplinati dalla normativa.

Eventuali ricoveri in ambito geriatrico sono garantiti all’interno del Dipartimento di area medica di Feltre presso gli altri reparti.

Sono state rafforzate le misure di limitazione dell’accesso all’ospedale da parte degli accompagnatori e dei visitatori per tutte le unità operative, salvo situazioni specifiche valutate dal personale sanitario preposto.

Detta riorganizzazione è stata posta in essere fino a diversa rivalutazione della Direzione medica di ospedale in relazione all’esito degli accertamenti in corso.

Per il Distretto 1, in cui è presente l'Ospedale di Agordo tutto è rimasto invariato come in precedenza qui segnalato.

CORONAVIRUS: aggiornamenti organizzativi Ulss Dolomiti

Belluno. La situazione del coronavirus e in evoluzioni e ciò impatta sui sanitari che si riorganizzano in tutta Italia. Al momento, dal punto di vista organizzativo dei servizi, questa è la situazione in UlssDolomiti.

AGORDO. In relazione alla positività di un tampone per infezione Covid-19, in data 05/03/2020, la Direzione Medica ha provveduto ad attivare il percorso previsto dalle norme nazionali e regionali, in concorso con la UOC di Malattie Infettive e con il SISP del Dipartimento di Prevenzione.

La riorganizzazione della attività dell’ospedale, in attesa dell’esito degli accertamenti (tamponi) effettuati sui dipendenti e sui pazienti, contatti stretti della persona positiva dipendente, ha previsto :

  1. la sospensione dei ricoveri dal territorio o da altre strutture sanitarie per la Medicina/Lungodegenza/Ospedale di Comunità;
  2. la sospensione della attività ambulatoriale della Medicina;
  3. la sospensione della attività chirurgica –chirurgia generale e ortopedia;

La motivazione di quanto sopra è dovuta , per il punto 1 e 2 , alla possibilità di garantire l’assistenza alle sole persone già ricoverate e alla impossibilità di utilizzare i medici della Medicina per l’attività ambulatoriale.

La motivazione per il punto 3 è dovuta, oltre al criterio generale di precauzione nel limitare il numero di persone che accedono all’ospedale, alle potenziali necessità di consulenze internistiche che potrebbero emergere in pazienti chirurgici e che, in questo momento, non è possibile effettuare in sede.

La sospensione temporanea sopra riportato prevede che i ricoveri e le prestazioni urgenti vengano garantiti dalla rete aziendale.

Tutte le altre attività proseguono e vengono erogate applicando la normativa vigente, ad esempio con distanza droplet, con il divieto di sosta degli accompagnatori nelle sale di attesa, con le raccomandazioni esposte per evitare la diffusione la diffusione da soggetti non sintomatici e sintomatici.

Detta riorganizzazione è stata posta in essere fino alle ore 8.00 di lunedì 09 marzo p.v.. con rivalutazione della situazione da parte della Direzione medica ospedaliera in accordo con la Direzione Aziendale.

FELTRE. Il Dipartimento chirurgico dell’ospedale di Feltre ha temporaneamente sospeso gli interventi in elezione, a scopo preventivo. Sono garantite tutte le urgenze.

A scopo precauzionale, alcuni operatori sanitari sono stati avviati all’isolamento domiciliare, in seguito alla ricostruzione dei contatti stretti di un positivo Covid-19, pertanto si è resa necessaria la rimodulazione dell’attività. I primi tamponi effettuati sui 27 sanitari sono risultati tutti negativi.

Decisioni in merito alle modalità di ripresa dell’attività saranno prese dalla Direzione, in applicazione delle procedure vigenti, lunedì 09 marzo.

Tutte le altre attività dell’ospedale di Feltre proseguono, con gli accorgimenti preventivi disciplinati dalla normativa.

ULSS DOLOMITI- altri ospedali e servizi. Tutte le attività degli altri ospedali e servizi dell’Ulss Dolomiti proseguono e vengono erogate applicando la normativa vigente come ad esempio la distanza droplet e il divieto per gli accompagnatori di accedere alle agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione dei Pronto Soccorso, salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto.

Nei Centri Prelievi personale dedicato regola l’afflusso nelle sale di attesa per evitare sovraffollamenti.

Inoltre, le Direzioni Mediche di Belluno e Feltre stanno predisponendo percorsi dedicati di triage nei pronto soccorsi per sospetti Covid-19 e organizzando posti letto aggiuntivi in via precauzionale.

Infine, si è dato avvio all’attività in telelavoro per un dipendente, come previsto dal DPCM del 4 marzo 2020.

Rimanete collegati per maggiori informazioni che verranno date anche col consuento bollettino pomeridiano.

martedì 24 novembre 2015

La casa di Babbo Natale torna a Riva del Garda

Il Natale si avvicina e anche a Riva del Garda lo spirito natalizio entra nelle case. Una casa è particolare ed è quella di Babbo Natale che resterà aperta dal 4 - 30 dicembre all'insegna delle numerose attività: scrivere la letterina, mettersi all'opera nell'Officina con carta, colla e forbici,​ colorare,​ farsi truccare nello spazio del TruccaElfo o anche solo curiosare nel mio Ufficio Postale, dove si sono già accumulate centinaia di letterine…

Ma per qualche ora al giorno si potrò incontrare Babbo Natale che saluterà tutti i bambini presenti, distribuisco caramelle, raccolgo le letterine e faccio un sacco di foto assieme ai miei piccoli visitatori. Prima però di andare via e salutare i bambini ci sarà la possibilità di ascoltare una storia letta dallo stesso vicino al suo lettone.

Guarda il programma delle attività presso il sito della Casa di Babbonatale di Riva del Garda si trova presso la Rocca di Riva del Garda.

Sebbene l'entrata è a pagamento, ma non è richiesta la prenotazione e il tempo che ci si vuole rimanere non è vincolato all'attività potendo decidere liberamente quando lasciare. Non è prevista la visita guidata.

Solo il Laboratorio dell'Elfo Creativo è a numero chiuso, acquistando il biglietto d'entrata non è garantita la partecipazione a questa attività.

Il biglietto di entrata costa € 4 per i grandi, € 2 per i piccoli (3-14 anni), ma abbiamo dei pacchetti famiglia da € 10 per due adulti e due bambini. E se cerchi un posto dove dormire, dai un'occhiata ai pacchetti vacanza che propone Ingarda Trentino.

mercoledì 27 agosto 2014

La posizione della Proloco Castello Tesino dopo la polemica col comune sull'area della Cascatella

Dopo la polemica sul non utilizzo dell'area della Cascatella da parte della Proloco di Castello Tesino con affermazioni del sindaco di quel comune che si chiedeva cosa serviva la Proloco andiamo a sentire la posizione della stessa.

Il sindaco di Castello Tesino si è chiesto se serve la Proloco di Castello dopo la polemica sull'area della Cascatella, come rispondete? Penso sia una domanda che non meriterebbe nemmeno una risposta, chiudere la Pro Loco sarebbe l'ennesimo colpo a un tessuto sociale che ha il suo fondamento sul volontariato, che è stato già notevolmente impoverito negli ultimi anni a causa di fattori ineludibili e non.

Quali motivazioni che hanno portato a non utilizzare anche l'area della Cascatella data per disponibile? In realtà nessun area del Parco era utilizzabile in condizioni di sicurezza, i lavori non sono ancora terminati e l'ampio scavo realizzato andava delimitato con apposite staccionate per evitare situazioni di pericolo dato che l'area è frequentata soprattutto da famiglie con bambini piccoli. Ci sono dei lavori di manutenzione straordinaria che vengono procrastinati da anni senza mai essere portati a termine, che sono indispensabili sempre se si intende ancora mantenere la destinazione d'uso attuale per quanto riguarda il periodo estivo. Come abbiamo cercato invano di spiegare al sindaco la soluzione migliore per quest'anno sarebbe stata quella di chiudere completamente l'area presentando all'ingresso del parco un rendering dei lavori ultimati, in modo da stimolare i turisti a tornare l'anno seguente. Aprire il parco in queste condizioni indecorose sarebbe stato controproducente, tra l' ltro sarebbe stato unicamente fonte di spese senza alcun introito dato che non sarebbe stato onesto chiedere un biglietto di ingresso per un parco ridotto così. Uscite che al momento la Pro Loco non può permettersi.

Si parla della chiusura della proloco di Bieno, quale la vostra situazione? Quest'anno abbiamo subito un taglio del 40% del contributo provinciale, e al momento non sappiamo ancora se sarà confermata la cifra messa a bilancio dal Comune questa primavera...contando che siamo in agosto e tante manifestazioni sono state già eseguite ( e vanno pagate le prestazioni ), possiamo affermare che è difficile andare avanti in queste condizioni ma proseguiamo lo stesso nonostante le difficoltà.

Quali le vostre prossime attività? L'appuntamento più importante è senz' altro il Trofeo de la Mescola, competizione gastronomica tra le contrade di Castello Tesino che si terrà domenica 14 settembre per il quale saranno disponibili le tessere in prevendita a partire da questa settimana. Inoltre abbiamo intenzione di puntare molto sulla stagione invernale, sia per ragioni strategiche dato che pensiamo l'inverno abbia maggiori potenzialità sia per il fatto che l'estate purtroppo è stata falcidiata dal maltempo per cui molti appuntamenti sono saltati.

Quali sono le vostre richieste all'amministrazione? Vorremmo ritrovare un rapporto sereno con l'amministrazione dato che è indispensabile una mutua collaborazione al fine di perseguire l'obiettivo comune di rilanciare il turismo in Tesino e mantenere l'esistente. Dal nostro punto di vista, che coincide con quello del Presidente della Federazione Pro Loco del Trentino incontrato in una recente riunione, avere una Pro Loco che in certi casi esprime opinioni differenti da quelle dell' amministrazione comunale può fungere da stimolo e pungolo per migliorare certe situazioni, e rappresenta quindi una risorsa.

venerdì 20 dicembre 2013

Serata Porte Aperte all'Ecomuseo del Vanoi 2013: i numeri delle attività

Daniele Gubert ha presentato i numeri delle attività in termini di passaggi che i visitatori fanno nelle varie case e la partecipazione che si riscontra nella'attività. Ecco i numeri:

  • Casa del sentiero entografico 2000;
  • Pradi di Tognola che hanno avuto un apertura ridotta 600;
  • Pra de Madego 500;
  • Siega di Valzanca 1000;
  • Casa dell'Ecomuseo 2500;
  • Museo grande Guerra 1500;
  • Mulini di Ronco Cainari 500;
  • Arti e mestieri non è stata aperta;
  • Stana del Sacro 100.

Per quanto riguarda le case che dipendono dal raggiungimento di Ponte Stel è stata segnalata una non accessibilità degli stessi. E' auspicabile che venga aperta la strada al traffico veicolare fino al Ponte Stel in considerazione al fatto che dal prossimo anno non ci sarà con ogni probabilità la navetta che porta in zona. Una navetta che nel 2013 ha compiuto 2110 Km, meno de 2012. L'amministrazione comunale si è impegnata a risolvere il problema e anche i Parco ha accolto le osservazioni in Commissione per andare verso l'apertura della strada.

A novembre è stata fatta una verifica su unti passaggi la Casa dell'Ecomuseo a fuori stagione e precisamente a novembre. I passaggi comprendono anche l'uso che le varie associazioni e gruppi fanno della struttura. I passaggi stati 191 e in 31 casi si sono rivolti al punto info.

Ai vari corsi molti sui saperi di una volta hanno partecipato 427 persone.