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mercoledì 8 aprile 2020

Progetto sostegno psicologico dell'ULSS Dolomiti: i consigli per gli adolescenti

Belluno. Nell’ambito del “Progetto di sostegno psicologico” promosso dalla psicologia ospedaliera dell’Ulss Dolomiti e supportato da AIL e Fondo Welfare Dolomiti, per la prevenzione del “contagio emotivo” dell’emergenza Covid19, dopo i consigli su come gestire l’impatto emotivo per bambini, adulti e anziani, gli psicologi del team hanno predisposto una scheda dedicati agli adolescenti.

Essere un adolescente non è un compito facile, essere adolescente al tempo del corona virus è estremamente difficile. Molti dei tuoi contatti (di estrema importanza in questo periodo di vita) sono stati eliminati: la scuola, lo sport, i momenti di incontro e di aggregazione. I luoghi dove ti senti importante, capito e al sicuro sono in questo momento off-limits. Senza escludere il fatto che anche tu in questo momento, come la maggior parte dei tuoi amici e dei tuoi familiari potresti provare ansia e paura.

I consigli.Ansia e paura sono reazioni comuni in questo momento. L’ansia, purchè non troppo elevata, è quell’emozione che ti permette di mettere in atto alcuni comportamenti “salvavita” per te e per i tuoi cari: evitare i contatti con le persone, lavarti spesso le mani, non toccarti il viso con le mani.

Informati, è fondamentale, ma scegli fonti attendibili come il Ministero della Salute o l’Istituto Superiore della Sanità. Per mantenere l’ansia entro livelli accettabili scegli due momenti della giornata per informarti ed evita l’iperconnessione! Potresti entrare in un circolo vizioso in cui le notizie ricercate per curiosità diventano poi fonte di allarme.

Se qualcosa ti preoccupa o se sei preoccupato per alcuni tuoi sintomi parlane con un adulto di cui ti fidi, insieme troverete strategie utili per affrontare il problema.

Cerca di pianificare le tue giornate con alcuni impegni, per esempio quelli scolastici (seguire le lezioni, fare i compiti, studiare) e con attività piacevoli (leggere, guardare film, chiamare qualche amico, fare qualche gioco di società con la tua famiglia o con i tuoi fratelli) e praticando qualche esercizio fisico in casa.

Prova ad andare a letto e a svegliarti sempre alla stessa ora e alimentati in modo sano e adeguato. Il corpo e la mente hanno i loro ritmi per mantenere le energie, soprattutto in questo periodo.

Pratica tutte quelle attività che nella vita di tutti i giorni, spesso, per mancanza di tempo non riesci a praticare.

Per mantenere i contatti con amici e compagni i social e tutte quelle app che ti permettono di chattare-videochiamare i tuoi amici sono utilissime. Potreste anche darvi appuntamenti fissi quotidiani o settimanali perché no, anche per fare insieme qualche esercizio fisico! Attento però a mantenere dei limiti orari ed evitare di passare troppo tempo davanti agli schermi di PC, smartphone o TV: potrebbero aumentare l’ansia, portare a mal di testa e, se usati la sera, disturbare il sonno. ESTERNA LE TUE EMOZIONI In questo momento sono molte le emozioni che ti attraversano.. falle uscire!!!!! Potresti scrivere, disegnare, recitare…..

Consigli per i genitori. Ricorda che sei tu genitore il primo modello di tuo figlio, quindi se metti in moto comportamenti adeguati e funzionali maggiori saranno le probabilità che li metta in atto anche tuo figlio.

Ricrea una routine per te e per loro, pianifica nuovi orari per il sonno, per il cibo e dei tempi definiti per l’utilizzo di internet e dei social network. Spiega loro i motivi (sopportare meglio lo stress, mantenere il senso della finalità della giornata, contenere l’ansia da sovra esposizione alle informazioni e allo schermo tv/pc/smartphone/ tablet).

Parliamo con i nostri figli, condividiamo le nostre emozioni e i nostri stati d’animo, rispondiamo alle loro domande. Non fingiamo di non essere preoccupati, ma cerchiamo di dare loro rassicurazione e momenti di condivisione in cui diminuire lo stress.

Rispettiamo, in questo momento di protratta prossimità familiare, i bisogni, le necessità e gli spazi di ciascuno: la privacy per gli adolescenti è molto importante.

Se osservi comportamenti disfunzionali (eccesso/rifiuto del cibo, alterazione ciclo sonno veglia, ansia forte ecc) e hai la sensazione di essere impotente, parlane con il tuo medico per sapere dove trovare per cui un aiuto telefonico.

10 consigli per migliorare il sonno ai tempi del Coronavirus

Belluno.Nell’ambito del “Progetto di sostegno psicologico” promosso dalla psicologia ospedaliera dell’Ulss Dolomiti e supportato da AIL e Fondo Welfare Dolomiti, per la prevenzione del “contagio emotivo” dell’emergenza Covid19, dopo i consigli su come gestire l’impatto emotivo per bambini, adolescenti adulti e anziani, gli psicologi del team hanno predisposto una scheda con i 10 consigli per migliorare il sonno ai tempi del Coronavirus.

In questo momento di emergenza COVID19 la paura e l’ansia potrebbero causarci qualche difficoltà nel sonno. Ecco qualche consiglio utile per riposare meglio: dormire bene migliora il tono dell’umore e rende più resistenti allo stress.

Ecco i consigli:

Sostegno Psicologico COVID: report delle prime settimane di attività dell'ULSS Dolomiti

Belluno. Incertezza, ansia e paura, impotenza e tensione emotiva, nervosismo e malesseri fisici. Sono alcune delle forme di disagio che inevitabilmente – in misura maggiore o minore e a seconda di età, salute, stile precedente di vita come anche situazione socio economica – ognuno di noi può vivere in questo periodo di emergenza covid19 . Nessuno è immune dalla preoccupazione ed è per questo che l’ULSS,in collaborazione con l’AIL sezione di Belluno e il Fondo Welfare Dolomiti della Provincia ha pensato ad un progetto per intercettare gradualmente ogni fascia della nostra popolazione in collaborazione con le diverse istituzioni coinvolte nella gestione dell’emergenza. In particolare la UOSD di Psicologia Ospedaliera si è fatta promotrice dell’attività di sostegno psicologico secondo il modello della psicologia dell’emergenza, partendo dalle persone malate e da chi le cura (cittadini in isolamento fiduciario o in quarantena, pazienti e famigliari oltre che sanitari dei reparti covid).

Dal 20 marzo ad oggi sono stati fatti 112 interventi di sostegno individuale verso le persone in isolamento da tutta la Provincia, 10 con i famigliari dei degenti nei reparti covid di Belluno, in buona parte congiunti di malati deceduti, e 8 verso operatori sanitari richiedenti supporto individuale, a cui si aggiungono le supervisioni e i colloqui plurisettimanali con le ordinatrici dei reparti dell'ospedale di Belluno, Agordo e Pieve, per un totale di 138 interventi individuali.

Altra cura fin dall’inizio è stato quello di informare e formare alla decompressione emotiva popolazione e operatori, non solo dell’ulss ma anche delle strutture per anziani: ad oggi sono stati prodotti 6 schede (SOS evitare il contagio emotivo, consigli per adulti, anziani, bambini e adolescenti, consigli per il sonno ai tempi del covid 19) e 6 mini video per la popolazione trasmessi 3 volte al giorno nella TV locale (i primi 4 trasmessi sono stati rivisti dai cittadini su YouTube e hanno 750/1000 visualizzazioni cadauno); 12 moduli, tra materiale audio - video e vademecum (6 schede con la spiegazione delle tecniche di decompressione per coordinatori e con note psico educative per soccorritori e operatori, compresi consigli per la dieta in emergenza; 6 video originali con indicazioni per l’attività fisica e al rilassamento), per operatori sanitari e socio sanitari di tutto il territorio; 9 momenti di formazione in video conferenza per la gestione dello stress dell’equipe ai vari team leader delle aree calde di cura presso i presidi ospedalieri (coordinatrici con video conferenze dei reparti covid dell’ospedale di Belluno, agordo e del suem di pieve); negli ultimi giorni sono iniziati gli incontri di formazione ai professionisti del territorio, al momento 2 con i coordinatori delle strutture per anziani e per i servizi dell’età evolutiva del distretto di Belluno richiedenti sostegno alle consulenze con la propria utenza in questa fase emergenziale. La formazione e la supervisione in questa emergenza, nuova per il nostro paese, è stata fondamentale non solo per le equipe sanitarie, ma anche per quella psicologica ed è per questo che il servizio ha avuto una preparazione specifica in psicologia dell’emergenza e settimanalmente è sottoposto a supervisione con il Centro Studi e Ricerche in psicotraumatologia di Milano, impegnato fin dall’inizio nel gestire l’attività in Lombardia, in particolare Milano, Bergamo e Cremona. Parallelamente nell’ultima settimana, stante le richieste da parte del diverso personale del’ulss e di alcuni sindaci e medici di base, si è impostato l’intervento di consulenza individuale alla popolazione fragile attraverso il canale di medici di medicina generale e degli sportelli d’ascolto attivati in ogni comune.

Dal 7 aprile sono in iniziati anche gli incontri di defusing presso l’ospedale di Feltre, due con cadenza settimanale e da questa settimana la possibilità di avere sostegno individuale per il personale.

Piace segnalare che nel convegno in video conferenza del centro studi e ricerche in psicotraumatologia rivolto a oltre 6000 psicologi esperti italiani ed europei tenutosi Sabato 5 aprile scorso in videoconferenza, il modello di Belluno è stato riportato tra i tre che in Italia, insieme a quello di Bergamo e Cremona , sono apparsi più completi ed efficaci nell’affrontare l’emergenza psicologica del covid 19.

Il progetto è stato promosso e guidato dalla responsabile della UOSD di psicologia dott.ssa Francesca De Biasi. L'equipe della psicologia ospedaliera composta dalle dott.sse Chiara Forlin, Isabella Maccagnan ed Elena Sommacal - sostenuta dall'AIL - è stata integrata con la dott.ssa Cristina Zaetta, del serD distretto 1, e dal dott. Turco per il personale e le attività presso l'ospedale di Feltre.

Un’attività complessa che ha cercato di rispettare ed integrarsi con i tempi delle istituzioni, degli operatori sanitari e dei malati, offrendo professionalità grazie alla sinergia dell’ULSS 1, promotore e ordinatore dell’iniziativa tramite la Psicologia Ospedaliera, l’AIL sezione di Belluno per il finanziamento di parte delle psicologhe coinvolte, e il fondo Welfare per la formazione e la supervisione al personale oltre che per gli interventi nei confronti dei cittadini. Perché l’unico modo di lavorare in emergenza è farlo in modo coordinato ed insieme.

giovedì 26 marzo 2020

Progetto sostegno psicologico anche per gli operatori delle case di riposo della Provincia di Belluno

Belluno. Nell’ambito del progetto di sostegno psicologico promosso dalla psicologia ospedaliera dell’Ulss Dolomiti e supportato da AIL e Fondo Welfare Dolomiti, sono stati diffusi dei materiali in supporto degli operatori delle case di riposo, anch’essi in prima linea nell’emergenza Covid19.

In particolare, è stata predisposta una scheda ad hoc per gli infermieri e per gli Operatori Socio Sanitari e una per i coordinatori e gli psicologi delle strutture.

In questa situazione di emergenza, si viene a creare una condizione di elevata emotività che nelle residenze per anziani riguarda non solo gli ospiti, ma anche il personale socio-sanitario.

In questi contesti, stante la necessità di mantenere elevata la motivazione e la tenuta degli operatori non sono indicati interventi troppo smobilitanti o orientati “al profondo”, ma ripetuti e continui interventi di decompressione/stabilizzazione emotiva da operare in piccoli gruppi ad ogni occasione particolarmente critica. La tecnica del defusing ha questo scopo e può essere condotta efficacemente o dallo psicologo o dal coordinatore del nucleo, se adeguatamente formato. Il defusing è un breve colloquio di gruppo, che si tiene dopo un intervento particolarmente critico o impegnativo condotto da membri di servizi di salvataggio, di soccorso o di cure.

L'obiettivo di questo incontro è di cercare di iniziare a rielaborare brevemente, collettivamente e in modo informale il significato dell'evento, ed a ridurre l'impatto emotivo con un intervento di decompressione.

Si tratta di un momento di autoprotezione individuale fondamentale per la tenuta psicologica ed emotiva del personale in questo periodo di emergenza continua.