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mercoledì 27 agosto 2014

La posizione della Proloco Castello Tesino dopo la polemica col comune sull'area della Cascatella

Dopo la polemica sul non utilizzo dell'area della Cascatella da parte della Proloco di Castello Tesino con affermazioni del sindaco di quel comune che si chiedeva cosa serviva la Proloco andiamo a sentire la posizione della stessa.

Il sindaco di Castello Tesino si è chiesto se serve la Proloco di Castello dopo la polemica sull'area della Cascatella, come rispondete? Penso sia una domanda che non meriterebbe nemmeno una risposta, chiudere la Pro Loco sarebbe l'ennesimo colpo a un tessuto sociale che ha il suo fondamento sul volontariato, che è stato già notevolmente impoverito negli ultimi anni a causa di fattori ineludibili e non.

Quali motivazioni che hanno portato a non utilizzare anche l'area della Cascatella data per disponibile? In realtà nessun area del Parco era utilizzabile in condizioni di sicurezza, i lavori non sono ancora terminati e l'ampio scavo realizzato andava delimitato con apposite staccionate per evitare situazioni di pericolo dato che l'area è frequentata soprattutto da famiglie con bambini piccoli. Ci sono dei lavori di manutenzione straordinaria che vengono procrastinati da anni senza mai essere portati a termine, che sono indispensabili sempre se si intende ancora mantenere la destinazione d'uso attuale per quanto riguarda il periodo estivo. Come abbiamo cercato invano di spiegare al sindaco la soluzione migliore per quest'anno sarebbe stata quella di chiudere completamente l'area presentando all'ingresso del parco un rendering dei lavori ultimati, in modo da stimolare i turisti a tornare l'anno seguente. Aprire il parco in queste condizioni indecorose sarebbe stato controproducente, tra l' ltro sarebbe stato unicamente fonte di spese senza alcun introito dato che non sarebbe stato onesto chiedere un biglietto di ingresso per un parco ridotto così. Uscite che al momento la Pro Loco non può permettersi.

Si parla della chiusura della proloco di Bieno, quale la vostra situazione? Quest'anno abbiamo subito un taglio del 40% del contributo provinciale, e al momento non sappiamo ancora se sarà confermata la cifra messa a bilancio dal Comune questa primavera...contando che siamo in agosto e tante manifestazioni sono state già eseguite ( e vanno pagate le prestazioni ), possiamo affermare che è difficile andare avanti in queste condizioni ma proseguiamo lo stesso nonostante le difficoltà.

Quali le vostre prossime attività? L'appuntamento più importante è senz' altro il Trofeo de la Mescola, competizione gastronomica tra le contrade di Castello Tesino che si terrà domenica 14 settembre per il quale saranno disponibili le tessere in prevendita a partire da questa settimana. Inoltre abbiamo intenzione di puntare molto sulla stagione invernale, sia per ragioni strategiche dato che pensiamo l'inverno abbia maggiori potenzialità sia per il fatto che l'estate purtroppo è stata falcidiata dal maltempo per cui molti appuntamenti sono saltati.

Quali sono le vostre richieste all'amministrazione? Vorremmo ritrovare un rapporto sereno con l'amministrazione dato che è indispensabile una mutua collaborazione al fine di perseguire l'obiettivo comune di rilanciare il turismo in Tesino e mantenere l'esistente. Dal nostro punto di vista, che coincide con quello del Presidente della Federazione Pro Loco del Trentino incontrato in una recente riunione, avere una Pro Loco che in certi casi esprime opinioni differenti da quelle dell' amministrazione comunale può fungere da stimolo e pungolo per migliorare certe situazioni, e rappresenta quindi una risorsa.

domenica 23 marzo 2014

Il Comune Unico risveglia anche la voglia di fusione del Soprapieve

E' interessante leggere il comunicato che sul sito del Comune di Tondico è apparso il 21.03.2014. E' interessante perché si inserisce nel dibattito del Comune Unico sollevato dalla petizione sul tale argomento dai promotori di questo progetto, in quanto è la risposta del capogruppo di maggioranza in consiglio comunale a Tonadico, Alessandro Brunet.

Si fa riferimento all'ordine del giorno approvato con Deliberazione n. 9/2013. Nell'ordine del giorno si fa riferimento allo stallo istituzionale che rende preoccupati. Si evince però che in passato in altri ambiti la comunità, ad esempio nell'ambito della cooperazione, ha saputo trovare unità fino alla fusione.

L'unione è riuscita ad integrare la gestione dei servizi comunali, ma non è riuscita a pervenire alla fusione dei tre comuni partecipanti (Siror, Tonadico e Sagron Mis), ma si ritiene di rilanciare la fusione coinvolgendo anche Fiera di Primiero e Transaqua.

Le motivazioni che si portano per la fusione sono:

  1. territori vicini con tre centri abitati, Fiera, Tonadico e Transacqua, praticamente fusi in unico agglomerato urbano e Siror collegato in contiguità con Tonadico;
  2. la vicinanza territoriale e sociale fra Tonadico e Siror è un dato oggettivo oltre alla condivisione, sul piano amministrativo, di due abitati: San Martino di Castrozza e Tressane, con il primo che rappresenta il motore turistico ed economico dell’intera vallata;
  3. l’abitato di Fiera è, di fatto, un’enclave circondata da Tonadico e Transacqua. La frazione di Pieve è più direttamente collegata con Fiera che con Transacqua. Molte sono poi le zone condivise a due o tre comuni: zona Clarofonte, zona Fol, passo Cereda, Viale Piave, Sangrillà ed altre ancora. Vi è poi una vicinanza che traspare, soprattutto in questi ultimi decenni, nei momenti sociali e di vita che le cinque comunità promuovono e in particolare attraverso quei consorzi che ancora reggono al tempo e che sono radicati presso il comune di Fiera in qualità di capofila;
  4. con un comune di maggiori dimensioni si possono dare servizi efficienti a corsi ridotti, ma anche nuovi servizi (pensiamo al potenziale offerto dalla rete informatica e del teleriscaldamento) rispetto ai comuni più piccoli (personale più specializzato, possibilità di gestire in proprio alcune competenze che altrimenti si dovrebbero delegare);
  5. un comune con più abitanti significa anche, sul piano politico e amministrativo, poter contare su una maggiore preparazione e qualità della sua classe dirigente, allargando le idee e il confronto;
  6. infine un comune unico non andrà a togliere le proprie identità e specificità, ma saprà far emergere, forse anche meglio, le singole peculiarità.

L'Amministrazione comunale intende perseguire quanto contenuto nel documento richiamato, risalente ad un anno fa, redatto dai tre gruppi consiliare che impegnavano l’Amministrazione comunale di Tonadico di fare tutto il possibile per arrivare alla fusione delle cinque Amministrazioni comunali di Tonadico, Fiera di Primiero, Sagron Mis, Siror e Transacqua. La stessa, per raggiungere quest'obiettivo, sosterrà iniziative o gruppi che hanno la stessa finalità e fanno emergere fra la gente la volontà di voltare pagina.

La Amministrazione comunale ritiene la fusione la stessa l'unica scelta possibile, anche ripensando le strategie, se si vuole mantenere in vita l’amministrazione che i cittadini si attendono.

martedì 23 aprile 2013

PD verso le consultazioni per il governo

La Direzione Nazionale è convocata per martedì 23 aprile, alle ore 16:00, presso la Sede nazionale del PD, Via Sant'Andrea delle Fratte, 16 a Roma.

All'ordine del giorno saranno le dimissioni del Segretario, Pier Luigi Bersani e la situazione politica.

In tal modo il Partito Democratico si avvicina alle consultazioni attraverso una ricerca di identità che dopo le divisioni. Più che tante parole per far capire il clima nel partito riporto l'intervista presente sul sito del Partito democratico rilasciata a Repubblica dal neo-governatore della Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani.

Dica la verità: se l`aspettava? «No. Sapevo dí aver fatto un`ottima campagna elettorale, ma quello che è successo a Roma negli ultimi giorni sembrava aver ribaltato la situazione. Ogni riferimento ai 101 franchi tiratori del Pd contro Prodi è ovviamente voluta».

Dunque lei dava per perse queste elezioni in Friuli-Venezia Giulia? «Insomma... Ho ancora nelle orecchie quello che mi dicevamo molti miei sostenitori, gente del Pd: ma che cosa stanno facendo i nostri, sono impazziti?».

La Serracchiani ha vinto nonostante il Pd? «Non posso non sottolineare che il mio partito l`ho avuto contro. Non certo quello locale, qui si sono tutti spesi in maniera splendida. Ma quello nazionale sì, ha complicato molto questa mia avventura».

In Friuli, per sostenerla, sono arrivati Bersani e Renzi... «Sì, il segretario è venuto da candidato premier, durante la campagna elettorale per le politiche. Poi è stata la volta di Renzi, il 10 aprile. Altra storia, con lui c`è grande sintonia, anche da queste parti ha dimostrato di saper parlare oltre i confini tradizionali del Pd. Anch`io ero stata a Firenze durante la sua campagna elettorale».

Serracchiani, lei non ha vinto solo la presidenza della Regione... «Guardi, due giorni fa ho pensato che solo un miracolo avrebbe potuto salvarmi. Mettiamola così: ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutata, non certo gli altri».

Gli altri chi? «Per esempio i 101 franchi tiratori che hanno impallinato Prodi. Mi piacerebbe conoscerli uno per uno».

Ha dei sospetti? Giovani e inesperti? «Ma per carità. Nel mio partito io vorrei ci fosse una certezza: che le cose si facessero a viso aperto. In questi ultimi due mesi la storia ha presentato il suo biglietto a un`intera classe dirigente, intimandole un passo indietro».

Non è che ce l`ha con D`Alema? «Quando si compiono scelte sbagliate, e penso alla Bicamerale, bisogna poi avere la responsabilità di farsi da parte».

Il flop di Grillo? «Immaginavo un risultato diverso, a sentire quello che dicevano. Il fatto è che fin quando si tratta di protestare contro tutto e tutti, com'è successo nella campagna per le politiche, è molto facile. Ma nel confronto sulle cose concrete da fare, i 5 Stelle fanno molta fatica, e queste elezioni sono lì a dimostrarlo».

Con la sua vittoria, cambia qualcosa nel Pd? «Intanto questa è la prova che i territori devono essere più rispettati dai dirigenti di Roma. Qui abbiamo faticato moltissimo, lo stiamo facendo da mesi, poi ci sono state 72 ore di impazzimento e nostro lavoro ha rischiato di diventare inutile».

Però è andata. «Per fortuna, sono contentissima. Ma non è che adesso ci dimentichiamo quel che è successo. Non si può convocare la direzione del Pd per escludere il governissimo e poi presentare come candidato al Quirinale uno come Marini. E senza neppure spiegarlo, poi...».