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mercoledì 23 settembre 2015

L'uscita unilaterale di Tonadico lascia aperta tutta la partita sui rapporti dell'Unione Alto Primiero

Il referendum del 7 giugno 2015 che ha visto vincere il si alla creazione del Comune Primiero San Martino di Castrozza tra i comuni di Fiera di Primiero, Transacqua, Siror non poteva rimanere senza conseguenze dell'Unione Alto Primiero. Dopo 16 anni si va alla destrutturazione dell'Unione con l'uscita unilaterale di Tonadico avvenuta con la deliberazione del consiglio comunale in data 10 settembre 2015.

Tale posizione era stata annunciata dal sindaco di Tonadico, Aurelio Gadenz, che ha sottolineato la volontà di porre in essere gli adempimenti per la partenza in data 1 gennaio 2016 del nuovo comune.

Sul tema era stata sollevata una polemica col Presidente dell'Unione oltre che sindaco di Sagron Mis, Luca Gadenz, sull'uscita unilaterale e sulle conseguenze patrimoniali, finanziarie e sul personale.

Dopo la deliberazione del 19 novembre 2009 (Deliberazione dell'Unione 21/09), che prendeva atto del fallito referendum del 14 novembre 2004 tra i comuni di Siror, Tonadico, Sagron Mis aveva la finalità di gestire in modo associato i servizi oltre che una rappresentanza politica esterno come inserito nell'art. 2 dello Statuto dell'Unione Alto Primiero.

Lo Statuto dell'Unione Alto Primiero è stato cambiato oltre che nelle finalità anche nella durata che da dieci anni prorogabili è diventata illimitata come previsto dall'art. 6 dello stesso prevedendo si possa uscire unilateralmente con le modalità dell'art. 7 che prevedono la maggioranza assoluta del consiglio per deliberare l'uscita.

Nell'approvare il 10 settembre 2015 l'uscita unilaterale dall'Unione Alto Primiero ha con 9 voti favorevoli e 2 contrari (Benardin Fabio, Bettega Ugo) il consiglio comunale di Tonadico ha ritenuto che ci sia urgenza della decisione per dare possibilità di preparare i provvedimenti per la partenza del nuovo comune.

Nemmeno le preoccupazioni per la definizione dei rapporti finanziari, patrimoniali di personale poste da Luca Gadenz, il quale proponeva in data 24 agosto 2015 una modifica dell'art. 6 dello Statuto per mettere una clausola di salvaguardia dei rapporti sopra richiamati, vengono tenute in considerazioni dal consiglio comunale ritendo che ciò non compatibili coi tempi stretti. Le questioni dei rapporti patrimoniali, finanziari, del personale o di altro carattere amministrativo con la deliberazione di uscita unilaterale vengono rinviati nella loro definizioni a provvedimenti futuri.

Si deve rilevare comunque che era già da un anno che si sapeva che il referendum poteva aver luogo e almeno 6 mesi che si sapeva si sarebbe tenuto. Se il Presidente dell'Unione Alto Primiero e i comuni partecipamenti alla stessa volevano fare una clausola di salvaguardia avrebbero avuto tutto il tempo per il contrattarlo forse non c'era la volontà di farlo o si pensava l'Unione Alto Primiero rimaneva.

domenica 23 marzo 2014

Il Comune Unico risveglia anche la voglia di fusione del Soprapieve

E' interessante leggere il comunicato che sul sito del Comune di Tondico è apparso il 21.03.2014. E' interessante perché si inserisce nel dibattito del Comune Unico sollevato dalla petizione sul tale argomento dai promotori di questo progetto, in quanto è la risposta del capogruppo di maggioranza in consiglio comunale a Tonadico, Alessandro Brunet.

Si fa riferimento all'ordine del giorno approvato con Deliberazione n. 9/2013. Nell'ordine del giorno si fa riferimento allo stallo istituzionale che rende preoccupati. Si evince però che in passato in altri ambiti la comunità, ad esempio nell'ambito della cooperazione, ha saputo trovare unità fino alla fusione.

L'unione è riuscita ad integrare la gestione dei servizi comunali, ma non è riuscita a pervenire alla fusione dei tre comuni partecipanti (Siror, Tonadico e Sagron Mis), ma si ritiene di rilanciare la fusione coinvolgendo anche Fiera di Primiero e Transaqua.

Le motivazioni che si portano per la fusione sono:

  1. territori vicini con tre centri abitati, Fiera, Tonadico e Transacqua, praticamente fusi in unico agglomerato urbano e Siror collegato in contiguità con Tonadico;
  2. la vicinanza territoriale e sociale fra Tonadico e Siror è un dato oggettivo oltre alla condivisione, sul piano amministrativo, di due abitati: San Martino di Castrozza e Tressane, con il primo che rappresenta il motore turistico ed economico dell’intera vallata;
  3. l’abitato di Fiera è, di fatto, un’enclave circondata da Tonadico e Transacqua. La frazione di Pieve è più direttamente collegata con Fiera che con Transacqua. Molte sono poi le zone condivise a due o tre comuni: zona Clarofonte, zona Fol, passo Cereda, Viale Piave, Sangrillà ed altre ancora. Vi è poi una vicinanza che traspare, soprattutto in questi ultimi decenni, nei momenti sociali e di vita che le cinque comunità promuovono e in particolare attraverso quei consorzi che ancora reggono al tempo e che sono radicati presso il comune di Fiera in qualità di capofila;
  4. con un comune di maggiori dimensioni si possono dare servizi efficienti a corsi ridotti, ma anche nuovi servizi (pensiamo al potenziale offerto dalla rete informatica e del teleriscaldamento) rispetto ai comuni più piccoli (personale più specializzato, possibilità di gestire in proprio alcune competenze che altrimenti si dovrebbero delegare);
  5. un comune con più abitanti significa anche, sul piano politico e amministrativo, poter contare su una maggiore preparazione e qualità della sua classe dirigente, allargando le idee e il confronto;
  6. infine un comune unico non andrà a togliere le proprie identità e specificità, ma saprà far emergere, forse anche meglio, le singole peculiarità.

L'Amministrazione comunale intende perseguire quanto contenuto nel documento richiamato, risalente ad un anno fa, redatto dai tre gruppi consiliare che impegnavano l’Amministrazione comunale di Tonadico di fare tutto il possibile per arrivare alla fusione delle cinque Amministrazioni comunali di Tonadico, Fiera di Primiero, Sagron Mis, Siror e Transacqua. La stessa, per raggiungere quest'obiettivo, sosterrà iniziative o gruppi che hanno la stessa finalità e fanno emergere fra la gente la volontà di voltare pagina.

La Amministrazione comunale ritiene la fusione la stessa l'unica scelta possibile, anche ripensando le strategie, se si vuole mantenere in vita l’amministrazione che i cittadini si attendono.