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martedì 16 febbraio 2021

Frontiere Grenzen slitta al 2022

Primiero/Vanoi. Gli organizzatori rinviano di un anno l’undicesima edizione viste le troppe le incognite e le difficoltà legate alla pandemia.

Dieci edizioni, a partire dal 2001. Un appuntamento biennale - quello di Frontiere Grenzen, il Premio letterario internazionale delle Alpi - ormai costante del panorama culturale, non solo italiano, e che a malincuore resterà “fermo” per un anno. Gli organizzatori hanno infatti deciso di rinviare l’undicesima edizione, prevista appunto per il 2021. Troppe le incognite e le difficoltà organizzative legate alla pandemia tuttora in corso. E così l’Associazione culturale "La Bottega dell'Arte" di Fiera di Primiero, che organizza il Premio in collaborazione con le biblioteche trentine di Primiero e Canal San Bovo e con Saav, Unione Autrici Autori Sudtirolo ha indicato nel 2022 l’anno dell’undicesima edizione. Una scelta - quella di concedersi 365 giorni in più - che ha trovato il consenso della giuria: Carlo Martinelli (presidente), Pietro De Marchi, Lisa Ginzburg, Helena Janeczeck e Stefano Zangrando.

Una scelta non facile, sottolineano gli organizzatori, ritenuta necessaria per uno svolgimento il più possibile sereno di tutti gli adempimenti che si accompagnano ad una iniziativa culturale di questo spessore. Ricordiamo che nella decima edizione i racconti in lizza sono stati 102 per la sezione editi e ben 190 per quella degli inediti, che il Premio è riservato

ad autori residenti in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia, Valle D'Aosta, Piemonte e Liguria; Slovenia, Austria, Germania (Baviera), Liechtenstein, Svizzera, Francia (Alvernia e Provenza), Principato di Monaco e che è possibile la partecipazione con racconti in lingua italiana, tedesca, francese e slovena.

Arrivederci dunque al 2022 con l’undicesima edizione di Frontiere Grenzen.

sabato 3 ottobre 2020

Fondazione ONDA ha premiato 8 professioniste dell’Ulss Dolomiti

Premio Fondazione Onda 2020 donne ULSS Dolomiti

Belluno. Anche 8 professioniste dell’Ulss Dolomiti tra le 206 le donne premiate da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, per l’impegno in prima linea nella gestione dell’epidemia di Sars-Cov2 promosso negli ospedali con “Bollino rosa”.

A ricevere il riconoscimento “Donne e Covid-19” per gli ospedali dell’ulss Dolomiti sono state:

  • Luisa Borella, direttore del Pronto Soccorso di Belluno;
  • Paola Fullin, infermiera coordinatrice della Medicina di Agordo;
  • Marianna Lorenzoni, direttore medico dell’ospedale di Feltre;
  • Eliana Modolo, responsabile della Microbiologia aziendale;
  • Nicoletta Scalco, medico di Pronto Soccorso di Agordo;
  • Raffaella Scandellari, medico della Medicina di Agordo;
  • Valentina Susana, infermiera coordinatrice di Malattie Infettive e del dipartimento di area specialistica dell’Ospedale di Belluno;
  • Luisa Talamini, infermiera al Pronto Soccorso di Pieve di Cadore.

«Un’opportunità per ringraziare tutte le donne che hanno avuto un ruolo chiave nella gestione di questa emergenza sanitaria distinguendosi per il loro essenziale contributo», dice Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda. «I lunghi mesi dell’emergenza sanitaria hanno visto il personale degli ospedali con i Bollini Rosa in prima linea nella gestione della pandemia, molte lavoratrici hanno dovuto isolarsi dagli affetti più cari: anche la loro salute mentale è stata messa a dura prova».

Una rappresentanza  delle professioniste dell’Ulss Dolomiti premiate sono andate a ritirare il riconoscimento a Milano, durante una cerimonia organizzata da ONDA.

A consegnare il riconoscimento, Mattia Maestri, il paziente di Codogno che in prima persona testimonia l’impegno incessante e la dedizione riservata ai pazienti durante l’emergenza: «La prima cosa che mi viene in mente è semplice, forse scontata, ed è quella di dire ‘grazie’ e non basterebbero pagine e pagine per ringraziarvi tutti e nel modo giusto. Il mio è un messaggio di stima, di orgoglio verso tutti coloro che hanno lavorato e lavorano nel campo sanitario, che hanno combattuto e stanno ancora combattendo in prima linea contro il diffondersi del coronavirus. Sono stati chiamati a fare turni infiniti e strazianti e con determinazione e professionalità hanno dato il massimo, sono stati la colonna portante dell’intero Paese in una situazione di emergenza estrema. Non dimentichiamoci di loro ora che l’emergenza sembra passata, meritano il rispetto e il sostegno di tutti».

Le assegnazioni sono state decise da un Comitato composto da medici e da esperti di settore sulla base delle segnalazioni ricevute dagli ospedali Bollini Rosa. Storie di resistenza e tenacia si sono affiancate a storie di sensibilità e umanità, in un periodo dove soprattutto i piccoli gesti hanno fatto la differenza.

«Mi complimento con le professioniste ospedaliere premiate che in questi mesi hanno dedicato in modo instancabile le loro energie ai nostri assititi, integrando competenza e umanità», commenta il Direttore Generale Adriano Rasi Caldogno, «questo importante riconoscimento va esteso, da parte nostra, a tutte le professioniste dell’Ulss Dolomiti, anche del territorio, del Dipartimento di Prevenzione e dell’area amministrativa che in questi mesi hanno dimostrato grande dedizione».

mercoledì 17 giugno 2020

Intervista al consigliere provinciale di Trento Claudio Cia sul premio agli operatori sanitari per l'emergenza Covid-19

Claudio Cia
L'emergenza Covid-19  sembra essere, almeno di nuove ondate, alle spalle. Ciò ovviamente tenendo conto però che il virus è ancora da noi e dai nostri comportamenti e che potrebbe tornare in autunno con una nuova ondata.
Ora però è il momento di guardare anche al futuro e tenere fede alle promesse che la Provincia di Trento ha fatto agli operatori sanitari che hanno operato nell'emergenza covid-19 ai quali è stato promesso un premio. 
Di questo premio oggi voglio offrirvi l'intervista a Claudio Cia, consigliere provinciale della Provincia di Trento del consigliare di Agire nel Trentino, il quale nella newsletter proponeva un premio dato in buoni acquisto. Con lui vogliamo affrontare il perchè di tale scelta, ma non solo ciò. Con lui affronteremmo anche la questione che vede i sindacati chiedere che il premia venga dato a tutti i sanitari e non solo chi ha lavorato con pazienti Covid-19 o in area dedicate a tali pazienti.
 Lei propone di dare un buono per gli operatori sanitari come premio per l'attività durante dell'emergenza covid-19,  non è che il  buono svalorizzi il premio non potendo esser usato come si vuole? 
Nel caso si optasse per l’erogazione in busta paga, l’aumentare dell’importo della stessa porterebbe ad una parziale vanificazione del benefit che subirebbe una decurtazione dovuta alla tassazione: questa sarebbe una svalorizzazione. Il buono potrebbe essere utilizzato per il godimento di servizi e prestazioni (buoni per la spesa o per il carburante, fitness e relax, hobbistica, spese mediche, pacchetti vacanze, ecc...) lasciando in tasca alla persona l'equivalente in denaro, questo si da spendere come vuole.
La teoria economica mostra che l'utilizzo del contributo in somma anche se minore ha un'utilità maggiore della fornitura di servizi, etc diversi dal denaro; come mai voler andare verso la strada del buono? 
La proposta di andare verso un “buono” deriva dalla volontà di evitare la parziale decurtazione del premio qualora si optasse per l’erogazione in busta paga. Per questo motivo ho indicato alcune possibili soluzioni: da un lato si potrebbe convertire l'importo del riconoscimento in un carnet di buoni da utilizzare per il godimento di servizi e prestazioni effettuati da aziende con sede nella Provincia Autonoma di Trento. Questa soluzione porterebbe con sé il beneficio di far ripartire la nostra economia, garantendo che i soldi del premio vengano spesi sul territorio provinciale. Un'altra possibile risposta al problema potrebbe essere quella seguita da molte imprese nell’erogazione dell’importo del c.d. “welfare aziendale”.
La trattativa è ardua visto che i sindacati vorrebbero che tutti gli operatori sanitari ricevessero un premio, non sarebbe meglio darlo solo a chi ha veramente operato all'interno dei reparti covid e non a tutti? In tal modo il premio potrebbe esser più pesante?
L’art. 36 del disegno di legge n. 55/XVI specifica che il trattamento economico temporaneo è riconosciuto al personale operante presso l'APSS e APSP, impegnato direttamente nell'emergenza epidemiologica da COVID-19. La misura del trattamento economico e le relative modalità di attribuzione, anche differenziate in ragione del diverso grado di esposizione al rischio e all'effettivo disagio lavorativo, saranno stabilite con deliberazione della Giunta provinciale, sentite le organizzazioni sindacali. Così anche il periodo di corresponsione, la tipologia di personale e di altri soggetti cui attribuire il riconoscimento.
Visto che nella sua newsletter si è inserito nel tema premio agli operatori sanitari vorrei porle un'ultima domanda. I sindacati, su questo giustamente, dicono che il premio deve venire dalle risorse nuove. Lei vede in vista nuovi finanziamenti oppure come sembra si useranno le risorse del rinnovo contrattuale? E come fare col rinnovo contrattuale?
Il rinnovo contrattuale è un tema a parte, del quale si dibatte da anni, e che la Giunta provinciale dovrà affrontare con specifiche risorse, per riconoscere il grande lavoro dei professionisti della sanità trentina, la cui professionalità, dedizione e competenza rappresentano la base e il punto di forza del sistema sanitario provinciale. Il mio auspicio, da cittadino e da infermiere, è che nel documento si tenga conto delle necessità e della professionalità degli infermieri trentini, cercando di creare delle condizioni favorevoli che permettano di lavorare in sicurezza e in tranquillità.