
Sebastiano Matilde Ginevra
Belluno/Feltre. Alle
6.29 di questa mattina, all’ospedale di Belluno, è venuta alla luce Matilde,
la prima bambina nata nel 2021 in Ulss Dolomiti. I genitori abitano a Longarone.
All’ospedale
di Feltre la prima nata è stata Ginevra (di Valdobbiadene) alle 7.28.
Il
2020 si è chiuso con la nascita di Sebastiano (di Caerano San Marco) alle 12.30
del 31 dicembre 2020 all’ospedale di Feltre. All’ospedale di Belluno l’ultima
nata è stata Aurora (di Longarone), alle 13.24 del 30 dicembre.
Il
2020 si chiude con un trend di numero di nuovi nati in crescita (609 nuovi nati
a Belluno, circa 760 a Feltre).
Il contesto. "Nonostante il calo
delle nascite a livello nazionale, il dato registrato a livello locale è
decisamente in controtendenza (a Belluno +2,8%). I nuovi nati nel 2020
sono stati 609 rispetto ai 590 del 2019", spiega il Direttore della Ostetricia
e Ginecologia di Belluno Fabio Tandurella.
"Un risultato che porta
un messaggio positivo in un periodo così complesso a causa della pandemia
e che fa ben sperare per la nostra provincia, già di suo appesantita da
problemi di spopolamento e invecchiamento.
Hanno contribuito gli elevati
livelli di assistenza ai parti garantiti dall’ efficiente lavoro di equipe
multidisciplinare che coinvolge professionalità diverse quali ginecologi,
pediatri, ostetriche, infermiere, anestesisti, puericultrici e operatori
sanitari di vario genere.
Il punto di forza per entrambi
i punti nascita è la strutturazione di un percorso comune che parte dalla presa
in carico e continua con il supporto alle neo mamme che vivono un momento
delicato e di fragilità.
Alle mamme è stata
garantita una nascita il più possibile naturale, la presenza del papà in sala
parto e il bimbo in camera con la mamma in regime di rooming-ing per favorire l
allattamento al seno.
I punti nascita non hanno mai cessato di
essere vicini alle neo-mamme durante il lockdown, organizzando corsi a
distanza di accompagnamento al parto, in risposta anche ai tanti dubbi e
domande generate dall'ansia dettata dalla pandemia.
Un Grazie alla
dedizione del gruppo delle ostetriche che oltre all’aspetto professionale
curano il rapporto umano, ricordando che Il parto non è un atto medico ma il
momento più intenso della vita di coppia .
Grazie anche ad
Anestesisti , pediatri e ginecologi che collaborano attivamente a questo
percorso molto apprezzato dalle coppie», conclude Tandurella.
Parlare male dell'anno che
si sta concludendo è fin troppo facile!
Per questo abbiamo
cercato, in questo momento in cui inevitabilmente si devono fare bilanci, di
concentrarci su ciò che di positivo è avvenuto in questo periodo critico.
Siamo orgogliosi di essere
riusciti a mantenere stabile, rispetto allo scorso anno, il numero dei bambini nati nel nostro punto
nascita, considerato il trend in continuo calo che si registra su tutto il
territorio nazionale.
La necessità di limitare
il più possibile gli accessi alla nostra U.O., ci ha permesso di
sperimentare modalità alternative di
vicinanza con le donne. Con questi nuovi mezzi di comunicazione abbiamo nel
tempo preso una certa dimestichezza e ne abbiamo tratto soddisfazione in termini
di adesione e apprezzamento da parte delle pazienti, soprattutto gravide.
Già da marzo di quest'anno
abbiamo organizzato incontri a cadenza settimanale attraverso la piattaforma
Meet, rivolto a tutte le gravide seguite nei nostri ambulatori, allo scopo di
aggiornarle sulle modalità organizzative che si stavano mettendo in atto in
risposta alla diffusione del Corona Virus. Il nostro intento era quello di far
sì che le donne ricevessero informazioni chiare, precise e coerenti con il
nostro modello organizzativo, al fine di consentir loro scelte consapevoli. Si
voleva evitare che il panico che si stava facendo strada nella popolazione,
poco vantaggioso, lasciasse il posto ad una più ragionevole preoccupazione,
inevitabile per il momento storico che si stava vivendo.
Nel periodo estivo, con i
favori della bella stagione e di un periodo di tregua della pandemia, abbiamo organizzato i corsi di preparazione
al parto in piccoli gruppi, all'aperto. E' stata una bella esperienza, molto
apprezzata dalle donne, che sentivano la necessità di incontri tra pari, vis a
vis, per condividere emozioni, dubbi, preoccupazioni.
Fin dall'inizio della
pandemia ci siamo spesi per mantenere il più possibile l'integrità del percorso
nascita, senza naturalmente perdere di vista l'attenzione alla massima
sicurezza di mamma e bambino. Partendo dalla consapevolezza che la gravidanza e
il parto non sono semplicemente un
evento biologico, ma rappresentano
un'esperienza unica ed irripetibile per la coppia, il mantenimento per quanto
possibile dell'integrità della triade madre-padre-neonato, ha rappresentato da
subito un nostro obiettivo prioritario. Siamo riusciti a garantire
costantemente la presenza dei papà durante il travaglio ed il parto, anche a
fronte di positività per Covid della mamma.
In presenza di tampone
Covid negativo, poi, abbiamo mantenuto il libero accesso diurno per i papà
durante tutta la degenza della propria compagna. Questo approccio ci ha
permesso di mantenere i nostri standard
per quanto riguarda i tassi
dell'allattamento materno, la cui promozione e sostegno rappresentano da
anni uno dei nostri principali cavalli di battaglia, e forti delle indicazioni
fornite dalle più autorevoli società scientifiche, abbiamo incoraggiato
l'allattamento materno anche nelle donne Covid positive, con grande soddisfazione
nostra e ancor più delle mamme.
Anche le indicazioni
aziendali di impedire l'accesso al reparto di degenza di visitatori diversi dal
marito/partner, che inizialmente erano
state viste come un vincolo pesante, successivamente si sono trasformate in opportunità:
l'assenza di confusione e dell'abituale ressa negli orari di visita, ha
permesso alla coppia di godere appieno
dell'intimità del momento, lontani da intrusioni e di vivere, almeno per i pochi giorni di
degenza, l'esperienza della nascita del proprio bambino come nucleo familiare
in senso stretto.
Quello che noi abbiamo fatto è solo una goccia nell'oceano,
ma se non l'avessimo fatto l'oceano avrebbe una goccia in meno,
parafrasando Madre Teresa di Calcutta." raccontano
il direttore della Ginecologia e Ostetricia di Feltre Laura Favretti e la
caposala Elda Cengia.