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domenica 22 gennaio 2023

Screening cervice uterina: adesione al 76 nel 2002 in ULSS Dolomiti

 Belluno. Gennaio è il mese dedicato alla prevenzione del tumore del collo dell’utero.

 La prevenzione dei tumori del collo dell’utero sta cambiando grazie alla diffusione del vaccino contro il virus dell’HPV (Virus del Papilloma Umano) che ha modificato anche lo modalità di screening.

 Lo screening . Lo screening della cervice uterina è un programma di prevenzione che ha l’obiettivo di ridurre la mortalità per tumore della cervice uterina, permettendo una diagnosi precoce e l’identificazione di particolari lesioni che hanno elevata probabilità di evolvere in tumore (lesioni precancerose).

 Alcuni dati. Nel 2022 è stata registrata in ULSS Dolomiti una copertura del 76%, con 12593 aderenti tra donne che eseguono HPV test e quelle che eseguono PAP test, su una popolazione ISTAT interessata di 16493 donne.

Al test di II°livello (colposcopia) sono state inviate 528 donne, di queste, solo 95 sono passate al III° livello (terapeutico, quindi sono andate ad intervento) . 

 Rispetto al 2021, è stata registrata una flessione sull'adesione a questo screening, passata dal 79% al 76%. 

 Aderire allo screening, misura di sanità pubblica fortemente equa, è un modo per prendersi cura di sè. Un appuntamento da non rimandare per individuare precocemente eventuali lesioni, migliorando le prospettive di cura e qualità di vita.


Approfondimento sullo screening alla cervice uterina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


sabato 5 febbraio 2022

Vaccinazioni anti Covid-19 delle donne in gravidanza dopo il counseling in Provincia di Belluno

Belluno. Proseguono le vaccinazioni delle donne in gravidanza dopo il percorso di counseling attivate dalle unità operative di ostetricia e ginecologia dell’ulss Dolomiti.

I ginecologi e le ostetriche dell’ulss Dolomiti, infatti, sono a disposizione ai riferimenti sotto indicati per un counseling personalizzato, per rispondere ai dubbi di ciascuna donna in merito alla vaccinazione anti covid in gravidanza.

Sebbene il rischio assoluto di morbilità e mortalità gravi rimanga basso, diversi dati pubblicati hanno dimostrato che la gravidanza è associata in modo indipendente ad un aumento di 3 volte del rischio di ricovero in terapia intensiva rispetto alle donne non gravide sintomatiche.

Ecco gli orari e i contatti a cui rivolgersi:

Ospedale di Belluno

  • Counseling telefonico e prenotazioni:
  • vaccinazioni in reparto
    • Martedì dalle 14.00 alle 16.00 - ambulatorio 5


Ospedale di Pieve di Cadore

  • Counseling telefonico e prenotazioni:
    • Dal lunedì al venerdì dalle14 alle 15 allo 0435/341207

  • Vaccinazioni in reparto
    • Giovedì dalle 11.00 alle 13.00


Ospedale di Feltre

  • Consulenze telefoniche
    • Lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 10 allo 0439 883457
  • Vaccinazioni in reparto:
    • Giovedì dalle 15.30 alle 17.30

 


mercoledì 24 novembre 2021

Screening cervice uterina: cambia il calendario in ULSS Dolomiti

Belluno. La prevenzione dei tumori del collo dell’utero sta cambiando grazie alla diffusione del vaccino contro il virus dell’HPV (Virus del Papilloma Umano).

Fino ad oggi tutte le donne venivano invitate a fare il primo test di screeng all’età di 25 anni. Il cambiamento prevede che le donne vaccinate contro l’HPV prima di aver compiuto 15 anni siano invitate a fare il primo test di screening a 30 anni. Infatti la ricerca scientifica ha dimostrato che questo gruppo di donne, proprio grazie al vaccino contro l’HPV ha un bassissimo rischio di sviluppare prima dei 30 anni lesioni pretumorali del collo dell’utero. 

Fare il test di screening prima dei 30 anni non è utile perché può portare in rari casi all’identificazione di lesioni che in giovane età spesso regrediscono spontaneamente. Infatti, l’HPV è un virus che provoca un’infezione molto frequente, che la maggioranza delle persone prende almeno una volta nella vita e che nella maggior parte dei casi si risolve da sola, soprattutto nelle donne giovani.

Per avere un’elevata protezione dal tumore, è importante partecipare allo screening a partire dai 30 anni, rispondendo all’invito a fare il test HPV.

In Ulss Dolomiti, per ulteriori informazioni, è disponibile la Centrale  Screening al n. 0439.883851, dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12'.

Per richieste di spostamento di appuntamenti per lo screening è disponibile la mail screening.bl@aulss1.veneto.it. 

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne “Racconti in rete sulla violenza psicologica Incontro online il 25 novembre

 In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il Consultorio Familiare di Belluno vuole offrire uno spazio di riflessione e condivisione sul tema della violenza di genere, in particolare modo soffermandosi su quella psicologica, che rischia spesso di essere disconosciuta e sottovalutata, tramite un incontro online. 

All’interno del sistema di coppia, si possono creare scenari di malessere, sofferenza e disagio, legati ad uno stato non paritario e vessatorio. Il legame di coppia, invece di essere elemento di crescita e benessere, diventa sede di violenza agita e/o subita. La violenza psicologica rappresenta una vera forma di maltrattamento, le cui conseguenze possono essere devastanti per chi le subisce. Violenza psicologica che rimane frequentemente nascosta o sottovalutata e che si può manifestare in molteplici modi, come offese, accuse, minacce, insulti, controllo… Questo maltrattamento rischia di intaccare l’identità stessa di chi lo subisce, minando il suo senso di autostima ed autoefficacia, definendo scenari dai quali è difficile uscire.

Il Consultorio Familiare intende proporre un incontro online formativo, aperto al pubblico, dove gli stakeholders che si interfacciano con tali realtà, abbiano modo di raccontare alcune storie rappresentative, che descrivono l’insorgere e l’evolversi di possibili situazioni di maltrattamento, in modo da potere riflettere insieme sugli specifici indicatori al fine di riconoscerli in un’ottica di prevenzione.

L’incontro prevede la partecipazione di alcune realtà che operano nel bellunese quali Consultori Familiari, Comune di Belluno, Bellunodonna, Caritas, Una Casa per l’Uomo, Consultorio privato, con il coordinamento del Consultorio Familiare di Belluno.

L’incontro, aperto al pubblico, avverrà tramite piattaforma Meet ed intende offrire uno spazio di riflessione condivisa sul tema della violenza psicologica, promuovendo il rispetto dei diritti e del benessere dell’individuo.

La giornata del 25 novembre diventerà, inoltre, occasione per presentare l’attivazione di un gruppo di sostegno, aperto alle persone che soffrono o hanno sofferto all’interno della loro relazione, di questa forma di maltrattamento.

L’ Incontro online si svolgerà sulla  piattaforma Meet, dalle ore 18.00 alle 19:30 del 25 novembre 2021.

 Per accedere basta cliccare sul link: https://meet.google.com/fyc-tpoo-sea

sabato 3 ottobre 2020

Fondazione ONDA ha premiato 8 professioniste dell’Ulss Dolomiti

Premio Fondazione Onda 2020 donne ULSS Dolomiti

Belluno. Anche 8 professioniste dell’Ulss Dolomiti tra le 206 le donne premiate da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, per l’impegno in prima linea nella gestione dell’epidemia di Sars-Cov2 promosso negli ospedali con “Bollino rosa”.

A ricevere il riconoscimento “Donne e Covid-19” per gli ospedali dell’ulss Dolomiti sono state:

  • Luisa Borella, direttore del Pronto Soccorso di Belluno;
  • Paola Fullin, infermiera coordinatrice della Medicina di Agordo;
  • Marianna Lorenzoni, direttore medico dell’ospedale di Feltre;
  • Eliana Modolo, responsabile della Microbiologia aziendale;
  • Nicoletta Scalco, medico di Pronto Soccorso di Agordo;
  • Raffaella Scandellari, medico della Medicina di Agordo;
  • Valentina Susana, infermiera coordinatrice di Malattie Infettive e del dipartimento di area specialistica dell’Ospedale di Belluno;
  • Luisa Talamini, infermiera al Pronto Soccorso di Pieve di Cadore.

«Un’opportunità per ringraziare tutte le donne che hanno avuto un ruolo chiave nella gestione di questa emergenza sanitaria distinguendosi per il loro essenziale contributo», dice Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda. «I lunghi mesi dell’emergenza sanitaria hanno visto il personale degli ospedali con i Bollini Rosa in prima linea nella gestione della pandemia, molte lavoratrici hanno dovuto isolarsi dagli affetti più cari: anche la loro salute mentale è stata messa a dura prova».

Una rappresentanza  delle professioniste dell’Ulss Dolomiti premiate sono andate a ritirare il riconoscimento a Milano, durante una cerimonia organizzata da ONDA.

A consegnare il riconoscimento, Mattia Maestri, il paziente di Codogno che in prima persona testimonia l’impegno incessante e la dedizione riservata ai pazienti durante l’emergenza: «La prima cosa che mi viene in mente è semplice, forse scontata, ed è quella di dire ‘grazie’ e non basterebbero pagine e pagine per ringraziarvi tutti e nel modo giusto. Il mio è un messaggio di stima, di orgoglio verso tutti coloro che hanno lavorato e lavorano nel campo sanitario, che hanno combattuto e stanno ancora combattendo in prima linea contro il diffondersi del coronavirus. Sono stati chiamati a fare turni infiniti e strazianti e con determinazione e professionalità hanno dato il massimo, sono stati la colonna portante dell’intero Paese in una situazione di emergenza estrema. Non dimentichiamoci di loro ora che l’emergenza sembra passata, meritano il rispetto e il sostegno di tutti».

Le assegnazioni sono state decise da un Comitato composto da medici e da esperti di settore sulla base delle segnalazioni ricevute dagli ospedali Bollini Rosa. Storie di resistenza e tenacia si sono affiancate a storie di sensibilità e umanità, in un periodo dove soprattutto i piccoli gesti hanno fatto la differenza.

«Mi complimento con le professioniste ospedaliere premiate che in questi mesi hanno dedicato in modo instancabile le loro energie ai nostri assititi, integrando competenza e umanità», commenta il Direttore Generale Adriano Rasi Caldogno, «questo importante riconoscimento va esteso, da parte nostra, a tutte le professioniste dell’Ulss Dolomiti, anche del territorio, del Dipartimento di Prevenzione e dell’area amministrativa che in questi mesi hanno dimostrato grande dedizione».

sabato 21 dicembre 2019

Ospedale Santa Maria del Prato di Feltre arriva la conferma i 2 Bollini Rosa

L'11 dicembre l'Ospedale Santa Maria del Prato di Feltre ha ottenuto dalla Fondazione Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna, due Bollini Rosa su un massimo di tre per il biennio 2020-2021 confermando la valutazione precedente. Un riconoscimento quello ricevuto, che la Fondazione Onda da dal 2007 agli ospedali che si sono impegnati sulla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne.

Rispetto alla precedente edizione del bando gli ospedali premiati passano da da 306 a 335. Oltre a una crescita in termini di numeri, assistiamo a un miglioramento della qualità: gli ospedali che hanno ottenuto il massimo riconoscimento, tre bollini, sono infatti passati da 71 a 96. Inoltre, 167 strutture hanno conquistato due bollini e 72 un bollino.

Una particolare attenzione è rivolta al tema della depressione che riguarda 3 milioni di persone in Italia, tra cui più di 2 milioni di donne. Per questo, Fondazione Onda assegna una “menzione speciale” a 10 ospedali con i Bollini Rosa che si distinguono per l’impegno sul tema della “depressione in un’ottica di genere”.

“La 9a edizione dei Bollini Rosa, che ha visto la partecipazione di 344 ospedali italiani e il patrocinio di 23 società scientifiche – afferma Francesca Merzagora, Presidente Onda - rinnova l’impegno di Onda nella promozione di un approccio gender-oriented all'interno delle strutture ospedaliere riconoscendo l’importanza della sua promozione attraverso servizi e percorsi a misura di donna, in tutte le aree specialistiche. Qualità e appropriatezza delle prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale, elementi indispensabili per assicurare uniformità di accesso alle prestazioni, sono evidenziate dagli ospedali con i Bollini Rosa che vengono valutati e premiati mettendo in luce le specialità di maggior impatto epidemiologico nell’ambito della salute femminile, i servizi e i percorsi dedicati nonché l’accoglienza e l’accompagnamento alle donne. I 335 ospedali premiati costituiscono una rete di scambio di esperienze e di prassi virtuose, un canale di divulgazione scientifica per promuovere l’aggiornamento dei medici e degli operatori sanitari e per la popolazione rappresentano l’opportunità di poter scegliere il luogo di cura più idoneo alle proprie necessità, nonché di fruire di servizi gratuiti in occasione di giornate dedicate a specifiche patologie, con l’obbiettivo di sensibilizzare e avvicinare a diagnosi e cure appropriate”.

Come funziona. La valutazione delle strutture ospedaliere e l’assegnazione dei Bollini Rosa è avvenuta tramite un questionario di candidatura composto da quasi 500 domande suddivise in 18 aree specialistiche, due in più rispetto alla precedente edizione per l’introduzione di dermatologia e urologia. Un’apposita commissione multidisciplinare, presieduta da Walter Ricciardi, Direttore del Dipartimento di Scienze della Salute della Donna, del Bambino e di Sanità Pubblica del Policlinico Gemelli di Roma, ha validato i bollini conseguiti dagli ospedali nella candidatura considerando gli elementi qualitativi di particolare rilevanza e il risultato ottenuto nelle diverse aree specialistiche presentate.

Tre i criteri di valutazione con cui sono stati valutati gli ospedali candidati: la presenza di specialità cliniche che trattano problematiche di salute specificatamente femminili e patologie trasversali ai due generi che necessitano di percorsi differenziati, di percorsi diagnostico-terapeutici e di servizi clinico-assistenziali in grado di assicurare un approccio efficace ed efficiente in relazione alle esigenze e alle caratteristiche psico-fisiche della paziente e di ulteriori servizi volti a garantire un’adeguata accoglienza e degenza della donna tra cui il supporto di volontari, la mediazione culturale e l’assistenza sociale.

A partire dal 7 gennaio 2020 sul sito www.bollinirosa.it sarà possibile consultare le schede degli ospedali premiati, suddivisi per Regione, con l’elenco dei servizi valutati.

giovedì 21 febbraio 2013

Mezzogiorno secondo PD

Il rilancio del Mezzogiorno è una questione complessa e non ancora avvenuta, sebbene sia state spese molte risorse. Molti si ricorderanno la fallimentare esperienza della Cassa del Mezzogiorno. E' entrata sulla scena la questione settentrionale ed ecco che la questione meridionale è andata scemando permanendo comunque nella sua realtà. Essa va affrontata a livello nazionale, euro-mediteraneo e meridionale.

Livello nazionale. Lo sviluppo del meridione deve essere trattata a livello nazionale come anche spinta propulsiva di tutto il paese. Non si può cedere di fare crescere il paese senza uno sviluppo del meridione, sebbene c'è una voglia di separazione tra Nord e Sud.

E' un buon proposito ma sono state spese tante risorse attraverso la Cassa del Mezzogiorno sarà disposto il Nord ancora ad aiutare lo sviluppo del sud? E con quali risorse?

Livello euro-mediterraneo. Bisogna far diventare il mezzogiorno la crocevia degli scambi tra l'Europa e il mondo in particolare per le zone del Mediterraneo. E' stata in passato crocevia di culture e commerci e lo può essere ancora. Dal sud sono passate negli ultimi 15 anni il 30% dell'export extra UE.

Livello locale. Bisogna fare autocritica a livello locali che non hanno brillato per gestione delle risorse che hanno alimentato sprechi e non servizi e infrastrutture di cui il sud a bisogno. Bisogna fare il federalismo nel quale le buone pratiche vengono condivise. Consci che nessun ente statale potrà mai sostituirsi agli enti locali. Si deve convergere su un minimo dei servizi, di infrastrutture, welfare per rendere un luogo vivibile e attrattivo per gli investimenti.

Piano Sud del governo. Il Piano del Sud è un piano che nasconde immobilismo dello stato centrale e del fatto che pure le aziende pubbliche abbandonano il Sud. Le risorse complessive movimentate dal Piano sono 75 miliardi e no 100 e in riduzione.

Bisogna reintegrare i Fas e rendere i fondi finalizzati ad interventi e non a zone e l'impresa va incentivata sopratutto al Sud. Bisogna incentivare molto investimento privato attraverso un sistema fiscale agevolato. Le aziende pubbliche devono poi investire nelle infrastrutture che spesso sono deficitarie al Sud.

Politica industriale per il paese. La politica industriale per il paese deve guardare ai settori di eccellenza anche al Sud. Si deve continuare nei settori dell'aeronautica, agricoltura di qualità, biotecnologie, microelettronica, microelettronica, logistica.

Va inoltre fatto un piano ambientale e infrastrutturale di salvaguardia dell'ambiente. Una salvaguardia anche come asset per il turismo che è un settore su cui puntare.

Le Zone Urbane Franche vanno ripristinate assieme ai crediti di imposta per l'occupazione e gli investimenti, in quanto sono i soli che fanno ripartire l'economia della zona.

Diritti di cittadinanza. Si deve creare un luogo dove vivere è dignitoso e dove si possa vedere futuro. Per far ciò si deve ripartire dai servizi in modo da rende più vivibile il luogo e più confacente agli investimenti.

Giovani e donne sono il tema del Mezzogiorno. I giovani devono potersi inserire dopo un percorso di studi a volte poderoso potersi inserire in carriere adeguate per evitare l'esodo al nord. Va reso poi sicuro andare a scuola con un piano di recupero edilizio delle scuole.

Serve pensare alle donne una forza lavoro sotto-rappresentata sopratutto al Sud. Vanno creati servizi asili nido e altri servi per rendere effettivo la possibilità di lavorare alle stesse. Qualcosa sta cambiando ad esempio nei lavori di insegnante, ma si deve fare di più. Si deve poi rompere il legame parentale per la trasmissione del lavoro.

Federalismo fiscale. Il federalismo fiscale è ottimo e va implementato correggendo la questione dei costi standard che non possono esser tali e anzi devono tener conto della condizione di svantaggio. Vanno inoltre creati livelli essenziali delle prestazioni per far progredire anche le zone meno sviluppato. Si deve chiudere col bizantinismo della pubblica amministrazione.

Questione democratica. Bisogna tornare ai partiti e sulle strutture intermedie facendo nascere una classe politica basata sulla passione per il bene comune e non per il clientelismo. Si deve trovare le migliori forze e dargli spazio e puntare sui giovani e la loro passione.

Conclusioni. Sono delle proposte da libro dei sogni sogni che sarebbero ottime anche per le altre parti del paese. Nulla eccepire su ciò tranne che non vengono previste le risorse per farci fronte. Questo è più colpevole visto che non si possono addossare ad altre aeree inefficienze e corruttele e il fallimento esempio della Cassa del Mezzogiorno ove si erano date molte risorse. Rischia di rimanere un libro dei sogni.

Per l'Italia per il Mezzogiorno

Mappa del programma

domenica 3 febbraio 2013

Welfare secondo PD

Le politiche sociali devono saper rispondere alle sfide che il mondo ci pone davanti. Questo attraverso un welfare universalistico, il quale non faccia affidamento sulla carità, ma che sia strutturato per rispondere a tutte le categorie anche agli immigrati. Un welfare centrato sulla persona che deve esser accompagnato dallo stesso in tutto lo svolgimento della sua vita. Questo ovviamente con interventi sia statali che del privato sia sociale sia imprenditoriale.

Giovani. Il welfare deve guardare al giovane fin dalla sua nascita con un fondo alimentato da INPS, famigliari, privati in modo che esista un capitale che il giovane possa usare assieme ad un finanziamento ad hoc per poter costruirsi.

Un futuro che non si può avere senza lavoro e perciò si pensa ad un piano per l'occupazione giovanile; prevedendo inoltre dei contributi figurativi per la disoccupazione involontaria per garantire anche attraverso la fiscalità generale per dare una pensione degna, anche a chi non è riuscito a costruirsela.

Inclusione anche dei giovani disabili per una integrazione sociale educativa e lavorativa come la legge già prevede.

Si deve inoltre rilanciare per promuovere la cittadinanza responsabile attraverso la collaborazione degli Enti locali per garantire almeno 40000 giovi all'anno un esperienza occupando i posti disponibili in ogni regione. Questo anche come fattore di integrazione anche degli stranieri.

Famiglie. Le famiglie vanno sostenute con abbassamento dal 23% al 20% l'aliquota per le famiglie di reddito più basse. Vanno previste detrazioni per i figli che assorbano l'assegno famigliare prevedendo l'imposta negativa che porti a trasferimenti.

Vanno messi in campo servizi di sostegno alle famiglie come gli asili nidi potenziano anche il Fondo Nazionale degli asili nido in modo da poter potenziare il servizio relativo. Vanno poi previste buoni di servizio per accedere a servizi forniti dal privato e dal privato sociale.

Entro i 3 anni di vita va incentivato il congedo parentale con il mantenimento al 100% la retribuzione.

Si deve avere uno sguardo sui minori che ne incentivi la partecipazione attraverso livelli essenziali della prestazione che garantisca servizi anche per i nati sul suo della repubblica anche se stranieri in tutto il Paese. Si deve guardare alla Convenzione ONU diritti del fanciullo del 1989 e darne implementazione.

Si deve creare una rete di sostegno alle famiglie con disabili che guardi all'inclusione sociale con servizi anche domiciliari e tesi all'indipendenza, attraverso anche il lavoro, rasserenando così anche le famiglie di origine.

Anziani e società. Si deve incentivare un invecchiamento attivo che passi gradualmente dal lavoro alla pensione in modo da valorizzare le competenze degli anziani e dando loro servizi dedicati.

Non sempre però si ha la fortuna di invecchiare in modo autosufficiente e la non autosufficienza è un problema da affrontare. Lo si affronta potenziano il Fondo per la non autosufficienza e utilizzando i fondi integrativi attivati dall'associazionismo cooperativo e dalla contrattazione. In questo modo si possono dare prestazioni e servizi adeguati.

Donne e lavoro. Vanno previste detrazioni fiscali proporzionale a figli oltre a crediti di imposta, nel caso l'occupazione femminile sia al sud, per aiutare l'occupazione femminile.

La maternità non deve esser un disvalore e va finanziata con la fiscalità generale. La stessa deve valere ai fini pensionistici attraverso contributi figurativi.

Deve esser possibile pensare che si possa esser madre e lavoratrice con servizi di sostegno alle stesse in modo che sia possibile lavorare. Va reso obbligatorio il congedo parentale in modo da favorire l'assunzione di responsabilità del padre nella cura dei figli. Va inoltre favorita la parità di genere nel mercato del lavoro.

Il Fondo per l'imprenditoria e la formazione professionale delle lavoratrici autonome va ridefinito riqualificato e rifinanziato.

Rete integrata dei servizi sociali. Va messo ordine nella rete integrata dei servizi sociali attraverso responsabilità certe per i vari livelli di governo e l'opera del Terzo settore. Lo stato deve avere, all'interno del federalismo fiscale, il compito di programmare gli interventi in modo da definire i livelli essenziali dei servizi forniti. Questo per non arrivare ad una sperequazione tra zone ma per poter alzare il livello nelle zone ove i servizi non sono adeguati. Serve un assunzione di responsabilità e affrontare le fragilità mettendo risorse che invece attualmente sono state ridotte. E' importante il Terzo Settore, ma lo Stato e gli Enti locali non posso lasciare solo ad esso il compito di farsi carico delle fragilità.

Contrasto alla povertà. La crisi ha portato ad acquisirsi anche in strati del ceto medio la povertà. Essa va contrastata attraverso il Redditto di Solidarietà Attiva che aiuti attraverso lo stesso erogato temporaneamente dall'INPS di fare fronte a momentanee difficoltà previa la partecipazione a programmi di reinserimento lavorativo e di ricerca attiva di lavoro degli enti locali. Sarebbe a mio avviso utile migliorare i servizi di riqualificazione e di ricerca di lavoro pubblici che spesso non sono all'altezza.

Le risorse. Le risorse vanno trovate con una riorganizzazione delle spese effettuate e evitare sprechi. Va inoltre fatta una redistribuzione della tassazione dal lavoro ad altre fonti.

La conclusioni. Le risorse vanno trovate e sono solo in parte trovate prevedendo in parte riorganizzazione di spese e di tassazione spostata ad altre fonti. Serve un governo forte per far ciò e viste le riforme che andrebbero fatte e che non sono state fatte. Sarebbe ottimale avere una maggiore contezza sulle risorse sulle quali si farebbe affidamento sopratutto perchè le risorse da trovare sono cospicue.

Politiche sociali

Mappa del programma

venerdì 1 febbraio 2013

Salute secondo PD

Il settore sanitario è un settore ove si concentra una percentuale non indifferente della spesa pubblica e anche in tale settore vanno prese delle misure.

La sanità deve rimanere pubblica. Il sistema sanitario deve garantire un sistema universalistico con prestazione appropriate per quantità e qualità su tutto il territorio. Per far ciò serve la fiscalità generale che deve garantire di un settore che non può solo subire tagli. In tale ambito può esserci una collaborazione col privato, in primis il Terzo settore, ma in una logica di sussidiarietà.

Questione mezzogiorno. Esiste una questione sanitaria legata al mezzogiorno in cui persistono comportamenti non virtuosi sebbene ci siano stati commissariamenti che dovevano portare al rientro dai deficit. Si deve tornare a guardare alla Livelli essenziali di assistenza puntando su tagli non indiscriminati che portino qualità. Per far ciò si deve andare sulla responsabilità e la trasparenza della sanità meridionale spezzando legami politici e con la criminalità e riqualificando il settore.

Il federalismo che vogliamo. Il federalismo è un opportunità, ma si deve avere un livello omogeneo della sanità attraverso i nuovi Lea e della prevenzione sanitaria.

Si deve inoltre integrare e razionalizzare gli interventi sanitari e sociali e un coordinamento maggiore di quelli assistenziali per usare meglio le risorse.

Il cittadino deve poter contare sua rete dei medici famiglia e dei servizi territoriali che riporti l’ospedale alla sua funzione di cura in situazione acute e di emergenza evitando un uso improprio dello stesso.

La sanità va valutata da un organismo indipendente che ne valuti l’equità, uguaglianza, l’efficacia e efficienza del diritto alla salute da Nord a Sud. In tale senso vanno modificati i costi standard sanitari per tener conto delle realtà più disagiate.

Fuori gli affari dalla sanità e via i partiti dalle nomine. La sanità deve tenere fuori gli affari attraverso trasparenza e legalità dei suoi operatori in modo che non si arrivi ad accordi sottobanco e commistione di interessi che nulla hanno a che fare con la salute.

Tutto questo deve esser coadiuvato da una dirigenza che viene scelta con criteri e procedure di selezione chiare e trasparenti verificate da un organo indipendente. La valutazione della dirigenza va fatta attraverso i risultati raggiunti in termini di obbiettivi di salute oltre che economico-finanziari.

Sanità non palla al piede. La sanità deve esser vista come parte del nostra MADE IN ITALY. Non quindi una palla al piede che è solo fonte di spesa bensì anche di sviluppo attraverso investimenti nelle strutture, nella tecnologia e nella ricerca. Un investimento nella ricerca che può evitare la fuga di cervelli.

Confronto con gli operatori della sanità. Gli operatori sanitari devono diventare ricchezza attraverso un confronto con gli stessi che devono esser anche coinvolti nel governo clinico delle aziende sanitarie. Questo affiancando anche programmi di sviluppo della professionalità, della formazione continua, ricerca, autonomia professionale. Un confronto pressante soprattutto in vista di una carenza di figure professionali del settore.

Liste d’attesa. Un fattore di insoddisfazione dei cittadini verso la sanità sono le liste d’attesa anche per non aver dato attuazione alla previsione del 2007 di un tempo massimo assistenziali (partendo dalle emergenze) e una diversa previsione dell’intramoenia. Va poi ascoltati i cittadini, essendo la sanità per gli stessi, che devono scegliere da chi e dove farsi curare grazie ad una migliore informazione. Nella valutazione della sanità deve esser determinate negli strumenti giudizio del cittadino.

Investire su salute delle donne. “La salute delle donne è il paradigma della salute della popolazione”, dichiarazione OMS. Partendo di ciò si vuole aprire ad una medicina di genere essendo le donne sottorappresentate nei trails clinici ed essendoci accorti che esse vivono di più e usano più farmaci degli uomini. Si deve poi partire dai consultori e una rete materno infantile per aiutare le donne ad una maternità consapevole.

Garantire una vecchiaia serena e dignitosa per tutti e combattere la le fragilità. Si deve pensare a garantire una vita dignitosa ai nostri anziani, spesso non autosufficienti. La non autosufficienza per ottenere tale risultati deve essere inserita nei Livelli essenziali assistenza per poter dare una risposta uniforme sul territorio. Bisogna recuperare poi un’approccio nuovo e teso alla presa in carico delle fragilità (malattie mentali, dipendenze, disabilità. Anche l’infanzia va tenuta con attenzione partendo dalla legge sui disturbi dell’apprendimento voluta da PD.

Per interventi importanti ma non essenziali si prevede di finanziarli con i fondi integrati.

Visto che spesso tali persone vedono la solitudine come un ulteriore male e spesso hanno come compagnia gli animali di affezione, essi vanno tutelati.

Attenzione e cura a chi offre. Bisogna non solo curare, ma avere attenzione alle persone affette da malattie croniche e le loro famiglie cercando di alleviare le sofferenze e non far sentire nessuno solo. E’ stata approvata su impulso PD una legge sulla terapia del dolore e in tale direzione si deve andare trovando le risorse.

Conclusioni. Buone proposte veramente anche se in parte di difficile attuazione essendo per gran parte le competenze in materia passate alle regione e lo Stato rimasto a decidere i Livelli essenziali di assistenza.

Per il finanziamento di ulteriori prestazioni importanti si parla dei Fondi integrativi e per il resto della fiscalità generale, ma con un sistema federale e con i cittadini di una regione non disposti a pagare per colpe altrui la vedo dure un’uniformità se non quella dei Lea. Serve una qualità migliore soprattutto in alcune zone e va previsto il merito con anche allontanamento di chi non fa il proprio lavoro. Vanno fatti pagare gli errori ha chi li ha compiuti e non hai cittadini. Si parla di responsabilità da dare, ma non di accertare sui dissesti. E’ un modello che va messo alla prova alla ricerca delle risorse che solo in parte vengono indicate.

La salute in tutte le politiche

Mappa del programma

mercoledì 16 gennaio 2013

La donna e Renzo Gubert

Leggendo la lettera di Renzo Gubert del 7 gennaio 2013 sull'Adige e non posso condividerla.

Sia l'uomo che la donna possono volersi realizzare fuori della famiglia. Lavorare non è solo una questione di soldi, ma sopratutto se si trova un lavoro attinente a ciò che si ha studiato o si sogna di fare diventa una questione di realizzazione. Fermarsi all'idea di lavoro solo per ottenere una busta paga (importante) è un idea fordista che con i nuovi lavori è sempre meno giustificabile. Contribuire al successo della propria impresa anche con un lavoro umile può esser gratificante.

Prevedere politiche sociali adeguate di redistribuzione dei redditi e di sostegno della famiglia è ottimo, ma la priorità è prevedere servizi pubblici adeguati ed efficienti per dare la possibilità a tutti di lavorare.

Esistono sia maschi sia donne preparati che devono potersi realizzare e non è bloccando il lavoro femminile che ciò succederà. Serve mettere in agenda la soluzione di emergenza meritocratica nella quale spesso la meritocrazia è messa in secondo piano. Con servizi adeguati non servirebbero incentivi all'assunzione.

Non si può dare la colpa alle donne della disoccupazione, ma bisogna passare da una politica passiva ad una attiva in materia di lavoro. Bisogna riqualificare le persone e creare un ambiente ove le aziende possano esser competitive creando opportunità per tutti.

La cura dei figli è sempre stata delegata alla donna e tale condizione ha origini antiche, ma i figli sono una questione di coppia. Entrambe le parti della coppia devono esser coinvolte nella responsabilità di cura e educazione dei figli e in parte ciò avviene, ma bisogna fare di più. Non si può giustificare guardando al passato posizioni anacronistiche che non rendono giustizia alle conquiste femmininili.