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giovedì 17 ottobre 2013

Organizzazione PAT per il Movimento 5 Stelle

La PAT deve concentrare risorse e impegno sui beni comuni e sui servizi pubblici abbandonando i settori in cui la sua presenza ha portato solo a sprechi e clientelismo. Merito, competenza e trasparenza guideranno le riforme del Movimento 5 Stelle Trentino.

La Provincia di Trento deve gestire direttamente tutte quelle attività già in capo all'ente pubblico assegnate a società con fini di lucro per eludere controlli e norme del diritto pubblico (Patrimonio S.p.A., Trentino Riscossioni S.p.A., Itea S.p.A.).

Il perimetro della Provincia deve diminuire dismettendo tutte le partecipazioni in società che operano in settori che non hanno nulla a che vedere con i beni comuni e con i servizi pubblici (Informatica Trentina, Mediocredito, Cassa Centrale, Banca di Trento e Bolzano, I.S.A., Diatec, Aeroporto Catullo…).

Al personale di tutte le società provinciali va applicato il contratto di lavoro dei dipendenti PAT e assunzioni solo per concorso pubblico.

Va fatta un ricognizione della situazione patrimoniale delle partecipazioni e delle proprietà immobiliari di Trentino Sviluppo.

Va cambiata l'organizzazione eliminando eliminando la figura del dirigente generale assegnando le competenze gestionali ai dirigenti dei servizi scelti esclusivamente per concorso pubblico mentre i compiti di coordinamento verranno assegnati all’assistente dell’assessore. Va inoltre la prassi della nomina di dirigenti e funzionari provinciali in enti, società ed altri organismi cancellando comunque gli eventuali compensi aggiuntivi fino alla scadenza per gli amministratori in carica. Sempre a livello dirgenziale va contenuto il numero dei Dirigenti di Servizio, introducendo un tetto massimo alle retribuzioni e criteri di valutazione obbligatoria che coinvolgano il personale.

Per i concorsi pubblici vanno introdotte nuove regole: formazione di commissioni d’esame per metà esterne all’ente, integrate da un cittadino estratto a sorte dagli elenchi delle Corti d’Assise d’Appello che funga da garante della trasparenza.

Si deve eliminare il potere della Giunta provinciale di scegliere volta per volta le modalità di svolgimento dei concorsi pubblici per eliminare la pratica dei concorsi tagliati su misura: per tutte le figure previste dall'organigramma della PAT regole, requisiti e modalità di svolgimento devono essere predefinite ed eventualmente aggiornate da una commissione composta come per i concorsi.

E' una riforma della Provincia di Trento auspicabile che troverà però molte resistenze. Vanno valutate le conseguenze delle dismissione che comunque vanno fatte. Non è possibile un potere economico così forte della provincia.

Anche sull'organizzazione del personale e sulla trasparenza dei concorsi la riforma è auspicabile e un ritorno dell'alveo pubblico o comunque con controlli più forti sulle aziende che forniscono attività connesse a servizi pubblici.

Visto che si parla di un contratto del settore pubblico anche per aziende di diritto privato partecipate e l'accesso per concorso vanno valutate le risorse che tale previsione prevede. Vanno inoltre controllati i requisiti delle persone già assunte senza concorso; magari con un concorso interno di scrematura. Sul punto dei già assunti non si prevede il controllo dei requisiti e non mi sembra una scelta condivisibile.

mercoledì 16 gennaio 2013

La donna e Renzo Gubert

Leggendo la lettera di Renzo Gubert del 7 gennaio 2013 sull'Adige e non posso condividerla.

Sia l'uomo che la donna possono volersi realizzare fuori della famiglia. Lavorare non è solo una questione di soldi, ma sopratutto se si trova un lavoro attinente a ciò che si ha studiato o si sogna di fare diventa una questione di realizzazione. Fermarsi all'idea di lavoro solo per ottenere una busta paga (importante) è un idea fordista che con i nuovi lavori è sempre meno giustificabile. Contribuire al successo della propria impresa anche con un lavoro umile può esser gratificante.

Prevedere politiche sociali adeguate di redistribuzione dei redditi e di sostegno della famiglia è ottimo, ma la priorità è prevedere servizi pubblici adeguati ed efficienti per dare la possibilità a tutti di lavorare.

Esistono sia maschi sia donne preparati che devono potersi realizzare e non è bloccando il lavoro femminile che ciò succederà. Serve mettere in agenda la soluzione di emergenza meritocratica nella quale spesso la meritocrazia è messa in secondo piano. Con servizi adeguati non servirebbero incentivi all'assunzione.

Non si può dare la colpa alle donne della disoccupazione, ma bisogna passare da una politica passiva ad una attiva in materia di lavoro. Bisogna riqualificare le persone e creare un ambiente ove le aziende possano esser competitive creando opportunità per tutti.

La cura dei figli è sempre stata delegata alla donna e tale condizione ha origini antiche, ma i figli sono una questione di coppia. Entrambe le parti della coppia devono esser coinvolte nella responsabilità di cura e educazione dei figli e in parte ciò avviene, ma bisogna fare di più. Non si può giustificare guardando al passato posizioni anacronistiche che non rendono giustizia alle conquiste femmininili.