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sabato 9 febbraio 2013

Idee chiare sul lavoro per Rivoluzione Civile

Di rivoluzione civile e di Ingroia tutto si può dire e anche il contrario di tutto, ma ciò che non si può dire che non abbia chiaro cosa vuol fare sul lavoro.

Il lavoro che non c'è essendo 3 milioni di disoccupati o il lavoro precario essendoci 4 milioni di persone precarie o partime è ben scolpito nella mente di Ingroia. Da ciò lui parte per la sua idea di lavoro che deve dare dignità all'art.1 della Costituzione spesso dimenticato. Non è Ingroia che dice solo che tale articolo è stato dimenticato ma perfino una lettera di un 61 enne che quest'anno si è tolto la vita dopo 3 anni di disoccupazione dicendo proprio nella lettera ciò che Ingroia fa trasparire.

Un'emergenza quella lavorativa che sembra non aver fine. Serve far ripartire l'economia e dare dignità alle persone e questa può esser data con la stabilità. Sebbene io non sia d'accordo sull'articolo 18 posso condividere il pensiero sulla stabilità, la quale solo da la possibilità di guardare con meno patemi d'animo il futuro. Si sente tanto parlare di idee, ma poco del lavoro concretamente ed è bello sentirne parlare.

mercoledì 16 gennaio 2013

La donna e Renzo Gubert

Leggendo la lettera di Renzo Gubert del 7 gennaio 2013 sull'Adige e non posso condividerla.

Sia l'uomo che la donna possono volersi realizzare fuori della famiglia. Lavorare non è solo una questione di soldi, ma sopratutto se si trova un lavoro attinente a ciò che si ha studiato o si sogna di fare diventa una questione di realizzazione. Fermarsi all'idea di lavoro solo per ottenere una busta paga (importante) è un idea fordista che con i nuovi lavori è sempre meno giustificabile. Contribuire al successo della propria impresa anche con un lavoro umile può esser gratificante.

Prevedere politiche sociali adeguate di redistribuzione dei redditi e di sostegno della famiglia è ottimo, ma la priorità è prevedere servizi pubblici adeguati ed efficienti per dare la possibilità a tutti di lavorare.

Esistono sia maschi sia donne preparati che devono potersi realizzare e non è bloccando il lavoro femminile che ciò succederà. Serve mettere in agenda la soluzione di emergenza meritocratica nella quale spesso la meritocrazia è messa in secondo piano. Con servizi adeguati non servirebbero incentivi all'assunzione.

Non si può dare la colpa alle donne della disoccupazione, ma bisogna passare da una politica passiva ad una attiva in materia di lavoro. Bisogna riqualificare le persone e creare un ambiente ove le aziende possano esser competitive creando opportunità per tutti.

La cura dei figli è sempre stata delegata alla donna e tale condizione ha origini antiche, ma i figli sono una questione di coppia. Entrambe le parti della coppia devono esser coinvolte nella responsabilità di cura e educazione dei figli e in parte ciò avviene, ma bisogna fare di più. Non si può giustificare guardando al passato posizioni anacronistiche che non rendono giustizia alle conquiste femmininili.

venerdì 13 luglio 2012

Declassamento dell'Italia da parte di Moody's

Ieri l'Italia ha affrontato un'asta di Bot a 12 mesi strappando un tasso del 2,69% contro il precedente 3,94%, ma questa è l'unica notizia positiva.

La Borsa, il cambio lo spread. La giornata ha visto la borsa chiudere in pesante ribasso per il FTSE MIB (2,00%) in calo anche le altre borse. Il cambio euro/dollaro ha oscillato tra 1,22 basso a 1,21 alto dimostrando assieme alle borse europee le difficoltà dell'economie europee, se ce n'era ancora bisogno visti i dati della disoccupazione e della crescita.

Alla difficoltà delle economie europee si somma una forte incertezza sui titoli di stato dei paesi più in difficoltà dell'Europa, Spagna e Italia, sebbene le maggiori difficoltà se guardiamo la crescita dello spread, con una crescita di quello italiano del 2,73% (quello spagnolo dello 0,74%) sebbene parta da un livello più basso di quello spagnolo.

La tegola Moody's. In data 13 luglio 2012 è uscito un comunicato Moody's che taglia a Baa2 da A3 il rating del bond governativo italiano con outlook negativo

Le motivazioni di Moody's. Le motivazioni di Moody's sono lineari in quanto mette in luce i problemi dell'Italia. Ecco le motivazioni:

  1. la difficoltà che si potrebbero avere nel rifinanziare il debito dello stato e i maggiori costi che si dovranno sostenere per rifinanziarsi. Il problema poi è concreto in quanto c'è il rischio contagio da parte di Grecia e Spagna;
  2. l'economia italiana è in difficoltà e non cresce e vede le file dei disoccupati aumentare. Ciò rende meno sostenibile il debito a causa delle minori entrate che lo stato può ricavare.

L'outlook è negativo in quanto permane incertezza sulla crescita e la sull'accessibilità a costi sostenibili ai finanziamenti dei mercati finanziari. Si guarda inoltre anche al fatto che potrebbe esser necessario accedere al fondo salva stati anche se c'è un limite alla sua estensione.

Il taglio del rating ha effetti anche sul massimo rating che è possibile dare emittente nazionale che passa a A2 da Aaa.

Le uniche notizie positive che sono riportate nel comunicato e possibili fattori di miglioramento del rating sono le riforme struttura e il consolidamento fiscale, il quale passa anche per l'innalzamento entro il giugno 2013 dell'IVA

Attesa per la Borsa. Dopo una notizia di tale entità ci posso essere forti ribassi dell'euro e delle borse e un rialzo degli spread, ma questo ovviamente dipende dalla credibilità che si dà al comunicato o dall'eventuale sconto già avvenuto di notizie di tale tipo.

Monti e il bene più raro. Monti ha portato un cambiamento nel modo di porsi del governo sia nei confini nazionali che internazionali e questo ha aumentato la credibilità del nostro paese. Le riforme strutturali avranno effetti col tempo, ma è certo che la situazione critica permarrà nei prossimi mesi.

Si sono notati passi avanti in Europa, ma ancora troppi pochi per poter far tornare la fiducia tra gli attori economici. La fiducia questo è un bene raro e il primo che si deve difendere e in questo momento è ad un livello basso.

I passi a mio avviso da prendere. Non si posso chiedere attualmente interventi ulteriori in Europa e gli Eurobond sono attualmente impraticabili. Solo due azioni a mio avviso si dovrebbero prendere per dare credibilità ai paesi europei e all'Europa stessa:

  1. l'unione fiscale. Non si possono condividere i debiti se non si condividono i controlli sugli stessi. I debiti e i relativi sforamenti con le relative manovre correttive o peggiorative devono passare presso un ministro delle finanze europeo. Non è più rinviabile ciò, perchè altrimenti ogni azioni parziale rischia di esser mai abbastanza.
  2. una BCE stile FED. Non si può più rifarsi all'esperienza del 1923, nella quale la Germania vide l'iperinflazione. L'inflazione in Europa è sotto-controllo e i veri problemi sono i debiti sovrani e la crescita. La Germania a paura che una BCE inoltre che compri titoli dei paesi in posizione critica non porti alle riforme e per questo a mio avviso sia l'unione fiscale che il cambio del ruolo della FED va fatto contemporaneamente.

Quando in Europa si farà strada tale modo di operare? Quando si daranno segnali concreti sulla solidità dell'Europa? Non ci resta che attendere e guardare