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sabato 19 ottobre 2013

Tutelare la sicurezza per il Movimento 5 Stelle

Il poter vivere e muoversi in un contesto urbano senza paura, senza rischio di aggressioni, in piena sicurezza, può considerarsi parte dei diritti fondamentali di ogni cittadino.

Partendo da questo assunto Il Movimento vuole c'è sul tema ci sia sinergia tra Comuni e Provincia questo per arrivare alla prevenzione dei reati.

Proprio perchè si ritiene prevenire i reati entra in gioco la Polizia Locale entra che va a rivestire un ruolo più ampio e con un diverso approccio quale mantenere l’ordine e la quiete, proteggere le libertà costituzionali, garantire la sicurezza degli spazi pubblici, assistere in tempo reale persone in pericolo, fornire soluzioni di problemi locali, ossia quello che in gergo viene chiamato “Community Police”.

IL settore delle forze dell'ordine deve esser potenziato, non vedere tagli di risorse, a garanzia di una maggiore sicurezza sia nei contesti urbani che stradali.

L'organizzazione della Polizia Locale va rivista con l'inserimento della stessa all’interno del Dipartimento della Protezione Civile trentina, per creare una rete di comunicazione unica territoriale e per un maggior monitoraggio del territorio aumentando la sinergia ed istituzione di un Ufficio provinciale che si occupi del tema della sicurezza provinciale integrata, che sia di supporto agli Enti Locali e che organizzi tavoli di confronto tra Enti.

Non di solo riorganizzazione del corpo Polizia Locale e riorganizzazione ma anche un aumento degli organici della Polizia Locale e potenziamento delle risorse a disposizione dello stesso– secondo i parametri e i valori previsti dal Progetto Sicurezza del 2002.

Il servizio di garantire la sicurezza deve però esser definito negli standard minimi del servizio che dovrà esser fornito ai cittadini per un costante ed uniforme presidio su tutta la provincia. Messa in opera di sistemi articolati di comunicazione e interdipendenza tra i vari Comandi. Necessità di regolamentare le funzioni attraverso un organizzazione provinciale con un Ufficio Studi.

Tutto questo però deve portare ad un monitoraggio delle zone di degrado(accampamenti abusivi, fabbricati abbandonati, ecc.) da inserire in un’unica banca dati per valutare il fenomeno, l’eventuale espansione e le dinamiche, anche nell'ottica di georeferenziare i reati e le situazioni di disordine per individuare la correlazione reato/luogo. ciò è possibile se vengono implementati degli impianti di videosorveglianza attraverso l’attivazione di un progetto provinciale che delinei le caratteristiche tecniche affinché i maggiori Comuni, anche attraverso dei contributi, attivino e/o implementino gli impianti di videosorveglianza presenti sul territorio. Manutenzione dello spazio pubblico come manutenzione della sicurezza urbana (migliore illuminazione, taglio siepi, ecc.); attivazione di sportelli/numeri verdi per assistenza alle vittime di reati.

Il cittadino deve trovare un unica rete per le emergendo con l'inserimento della Polizia Locale in questa rete con l’istituzione del Numero Unico per i cittadini.

Le azione per la sicurezza previste sono ottime e alcune possono esser compiute senza risorse in più. Vanno valutati bene i fabbisogni visto che si vuole dare maggiore risorse alla Polizia locale e alle forze dell'ordine per usare bene le risorse. Non dicendo dove si prendono le risorse è però un tallone d'Achille.

Il Welfare in Trentino per il Movimento 5 Stelle

Il welfare per il Movimento 5 Stelle Trentino non va diminuito viste i crescenti disagi sociali, ma sebbene non si vuole lasciare nulla indietro non si deve fare assistenzialismo e deve andare verso la sussidiarietà col terzo settore se questo rispetta dei livelli di qualità dei servizi. Ciò può creare anche lavoro.

Per i più piccoli va dato massimo sostegno alla rete pubblica di asili nido per l’infanzia, attraverso nuovi investimenti che vadano nella direzione del potenziamento dell’offerta portando con un più capillare servizio anche nelle zone periferiche. Non solo però un servizio più esteso ma anche abbassamento delle rette per incentivarne l'accesso al servizio. Per in servizi privati gli stessi vanno uniformati agli standard qualitativi e ai controlli stabiliti per i nidi pubblici. E' un ottima previsione anche per il mondo femminile, ne va però controllati i costi e quindi la sostenibilità economica.

Vanno sviluppate delle forme di aggregazione giovanile attraverso l’istituzione di Centri per i Giovani in ogni Comune. Va incentivato in particolare l'associazionismo artistico, musicale, culturale, sportivo, che avranno come sede i Centri giovanili. I Comuni sono l'ente più vicino ai cittadino e si deve migliorare l’interfaccia tra i Comuni e i giovani, attraverso l’istituzione di un Tavolo permanente nel quale venga promossa la partecipazione dei ragazzi alla fase progettuale delle iniziative attivate a loro favore. E' sicuramente un punto importante questo perchè cerca di coinvogliare in modo positivo la partecipazione dei cittadini anche se vanno controllati gli abusi per non sprecare risorse.

Per la categoria degli anziani vanno sostenute e promosse le attvità volte a prevenire l’isolamento e l’emarginazione delle persone anziane (Circoli ricreativi, Orti sociali, Feste, ecc..). Vanno inoltre incrementate le iniziative tese alla valorizzazione della persona anziana nel proprio contesto familiare e nel tessuto sociale, come soggetto rilevante per la società (progetti con le scuole, con le associazioni, ecc..).Vanno potenziati e resi capillari sul territorio i Centri diurni per Anziani autosufficienti e parzialmente autosufficienti. Va favorita l'autonomia dell'anziano a casa svillupando un Servizio di di Pronto Intervento per le piccole necessità a domicilio degli anziani soli (spesa, commissioni, pulizie, ecc..). Le RSA vanno potenate e rese il centro dei servii agli anziano: dell’assistenza domiciliare integrata a sostegno del nucleo familiare e a favore dell’anziano non autosuffiieente e parzialmente autosufficiente: Si vogliono aboliti tutti i tagli previsti per le RSA nel prossimo triennio. Sembra un libro dei sogni senza dire che risorse si vogliono utilizzare in risorse calanti potrebbe esser un sogno.

La Provincia di Trento va “sbarrierata tramite abbattimento e/o messa in regola delle barriere architettoniche, abbattimento e/o messa in regola a seguito della mappatura totale della PAT, definizione dei punti critici. Vanno rivisti inoltre ogni 12 a 60 mesi i contrassegni per la libera circolazione dei disabili al fine di ridurre l’utilizzo dei contrassegni contraffatti. Va istituito un un nuovo Sportello provinciale per la disabilità e va rivista l’attuale normativa ( art. 9 della legge provinciale 10 settembre 2003, n. 8 ) come la convenzione con l’attuale gestore della convenzione). Si deve applicazione maggiormente rigorosa della Legge 12 marzo 1999 n. 68 su Lavoro sul collocamento obbligatorio e occupazione. Si deve inotre introdurre la figura di un tutor selezionato all’interno dell’azienda che, previa partecipazione a un corso di formazione, si occupi di favorire l’inserimento nel contesto aziendale della persona con disabilità. Sembra anche questo difficilmente sostenibile il progetto ma sicuramente vanno trovate le risorse per fare qualcosa in merito.

Le risorse sono poche e risulta difficile che tutto ciò che ci si promette di fare. Se solo parte dello stesso venisse realizzato sarebbe ottimo. Va visionato cosa di questo libro dei sogni è realmente realizzabile.

giovedì 17 ottobre 2013

Democrazia diretta per il Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle Trentino vuole una democrazia diversa per risolvere risolvere i problemi del territorio e a soddisfare i bisogni dei cittadini. Per il buon governo non è più sufficiente la delega data in bianco ai partiti tradizionali ogni cinque anni; sono necessari altri strumenti per controllare l’operato degli amministratori e per dare la possibilità ai cittadini di fare sentire la propria voce.

Questo passa anche per la formazione del cittadino sui propri diritti e doveri, nonché informato puntualmente ed in modo trasparente sulle decisioni degli amministratori. Deve poi avere la possibilità tramite consultazioni popolari di esprime pareri su questioni ritenute importanti ed eventualmente, a certe condizioni, poter proporre e votare provvedimenti legislativi.

Ilhttp://www.consiglio.provincia.tn.it/documenti_pdf/IDAP_342843.pdf, già presentato su iniziativa polare dal comitato apartitico Più democrazia in Trentino (www.piudemocraziaintrentino.org), per introdurre nella nostra provincia strumenti di democrazia diretta già in uso nelle democrazie più evolute viene sostenuto dal Movimento.

La formazione del cittadino inizia da piccolo anche nella scuola e per questo si vuole introdurre l'insegnamento obbligatorio del diritto a partire dalla scuola primaria.

Ma anche un rafforzamento dell'istituto della petizione polare oltre che il dibattito pubblico obbligatorioper le grandi opere va nelle direzione della partecipazione.

L'istituto del referendum si prevede di rivitalizzare prevedendo tre tipi di forme senza quorum:

  1. referendum confermativo senza quorum per atti legislativi e amministrativi provinciali;
  2. referendum consultivo senza quorum;
  3. referendum propositivo senza quorum per atti legislativi e amministrativi provinciali;

Il limite dei mandati dei consiglieri provinciali è da introdurre per evitare che invece dell'interesse generale siano messi davanti interessi particolari. E' poi giusto dare possibilità di ricambio.

Tutte azione queste che vanno nel solco del DDL 328/XIV della provincia di Trento di cui sentiremo parlare ancora e che sono condivisibile perchè la formazione e la partecipazione del cittadino vanno incentivate in un momento di sempre più disinteresse. Anche la limitazione dei mandati è ottima perchè costringe i partiti ad investire nel rinnovamento.

Le risorse andrebbe maggiormente valutate ma vanno trovate sopratutto per la formazione dei nuovi cittadini.

Organizzazione PAT per il Movimento 5 Stelle

La PAT deve concentrare risorse e impegno sui beni comuni e sui servizi pubblici abbandonando i settori in cui la sua presenza ha portato solo a sprechi e clientelismo. Merito, competenza e trasparenza guideranno le riforme del Movimento 5 Stelle Trentino.

La Provincia di Trento deve gestire direttamente tutte quelle attività già in capo all'ente pubblico assegnate a società con fini di lucro per eludere controlli e norme del diritto pubblico (Patrimonio S.p.A., Trentino Riscossioni S.p.A., Itea S.p.A.).

Il perimetro della Provincia deve diminuire dismettendo tutte le partecipazioni in società che operano in settori che non hanno nulla a che vedere con i beni comuni e con i servizi pubblici (Informatica Trentina, Mediocredito, Cassa Centrale, Banca di Trento e Bolzano, I.S.A., Diatec, Aeroporto Catullo…).

Al personale di tutte le società provinciali va applicato il contratto di lavoro dei dipendenti PAT e assunzioni solo per concorso pubblico.

Va fatta un ricognizione della situazione patrimoniale delle partecipazioni e delle proprietà immobiliari di Trentino Sviluppo.

Va cambiata l'organizzazione eliminando eliminando la figura del dirigente generale assegnando le competenze gestionali ai dirigenti dei servizi scelti esclusivamente per concorso pubblico mentre i compiti di coordinamento verranno assegnati all’assistente dell’assessore. Va inoltre la prassi della nomina di dirigenti e funzionari provinciali in enti, società ed altri organismi cancellando comunque gli eventuali compensi aggiuntivi fino alla scadenza per gli amministratori in carica. Sempre a livello dirgenziale va contenuto il numero dei Dirigenti di Servizio, introducendo un tetto massimo alle retribuzioni e criteri di valutazione obbligatoria che coinvolgano il personale.

Per i concorsi pubblici vanno introdotte nuove regole: formazione di commissioni d’esame per metà esterne all’ente, integrate da un cittadino estratto a sorte dagli elenchi delle Corti d’Assise d’Appello che funga da garante della trasparenza.

Si deve eliminare il potere della Giunta provinciale di scegliere volta per volta le modalità di svolgimento dei concorsi pubblici per eliminare la pratica dei concorsi tagliati su misura: per tutte le figure previste dall'organigramma della PAT regole, requisiti e modalità di svolgimento devono essere predefinite ed eventualmente aggiornate da una commissione composta come per i concorsi.

E' una riforma della Provincia di Trento auspicabile che troverà però molte resistenze. Vanno valutate le conseguenze delle dismissione che comunque vanno fatte. Non è possibile un potere economico così forte della provincia.

Anche sull'organizzazione del personale e sulla trasparenza dei concorsi la riforma è auspicabile e un ritorno dell'alveo pubblico o comunque con controlli più forti sulle aziende che forniscono attività connesse a servizi pubblici.

Visto che si parla di un contratto del settore pubblico anche per aziende di diritto privato partecipate e l'accesso per concorso vanno valutate le risorse che tale previsione prevede. Vanno inoltre controllati i requisiti delle persone già assunte senza concorso; magari con un concorso interno di scrematura. Sul punto dei già assunti non si prevede il controllo dei requisiti e non mi sembra una scelta condivisibile.

venerdì 4 ottobre 2013

La gestione rifiuti del Movimento 5 Stelle

Il rifiuto deve esser visto sempre meno come rifiuto ma come risorse e in tal solco il Movimento 5 Stelle Trentino si muove. La strategia da addottare nella gestione è definita delle 4R: Riduco, Riuso, Riciclo, Recupero.

Oggi 65.000 tonnellate annue di rifiuto secco indifferenziato e si vuole ridurlo del 50% attraverso l'applicazione integrale della Normativa Comunitaria e Nazionale partendo da una minor produzione prima che dell'eventuale trattamento.

Per ridurre la produzione a monte (come imballaggi inutili o difficilmente riciclabili) e promuovere nuovi modelli di consumo (scoraggiare l’uso e getta) si deve sensibilizzare la collettività al fine di diffondere una presa di coscienza sul grave problema dei rifiuti.

Si deve inoltre evitare la logica dell'usa e getta promuovendo il riuso (vuoto a rendere per esempio) e la riparazione degli oggetti altrimenti destinati a diventare rifiuti.

Anche qual'ora il bene non sia più riutilizzabile si deve andare verso un rispettoso trattamento dei rifiuti programmando impianti di riciclo e compostaggio ed ottimizzare la differenziata porta a porta, sistema di raccolta da estendere a tutta la provincia introducendo contestualmente la tariffa puntuale entro il dicembre 2014.

In caso di non possibilità di riciclo prima di smaltire il rifiuto rimanente in piccole discariche di servizio, stabilizzare a freddo l’indifferenziato dopo aver recuperato da esso ulteriori materiali riciclabili da re immettere nel ciclo produttivo. Investire in ricerca e tecnologia per il recupero e il riciclo della frazione indifferenziata favorendo la creazione di nuova occupazione.

Qualsiasi trattamento dei rifiuti si scelga deve esser fatto un modo trasparente e legale. Per far ciò si deve coinvolgerecoinvolgere le associazioni e i cittadini nell’elaborazione dei piani di gestione e dei programmi di prevenzione dei rifiuti e garantire la separazione di governance tra chi raccoglie i rifiuti e chi gestisce impianti di trattamento e smaltimento per evitare conflitti di interessi che disincentivino la quantità e qualità di raccolta differenziata.

Nel trattamento va esclusa qualsiasi tecnologia che utilizzi la combustione e l’incenerimento per bruciare rifiuti e produrre energia, compresa la trasformazione dei due cementifici di Sarche e Varone di Riva in inceneritori di rifiuti solidi come previsto dal Decreto Clini del febbraio 2013, citato sia dal presidente Pacher che dall’assessore Gilmozzi come strumento interessante da inserire nel quarto aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti.

Il modo di gestire così i rifiuti è condivisibile, ma richiede un sforzo di tutti anche delle aziende che progettano per rendere i beni sempre meno uso a getta. Anche la sensibilizzazione nelle scuola è ottima, perchè crea una diversa cultura del non spreco. Ma come si pensa di finanziare il tutto?

Introdurre la tariffa puntuale dal 2014 è un altro punto qualificante, ma che sia realmente puntuale. Perchè sia puntuale si deve andare verso una gestione a peso o a volume senza un minimo, ma i comuni e le varie municipalizzate sono pronte a cambiare?

Ho qualche perplessità invece sul non concedere l'utilizzo dei rifiuti per recupero energia in inceneritore, in quanto se ben dimensionato e controllato è un modo di chiudere il ciclo dei rifiuti essendo le discariche sempre più difficili da aprire. Si prevedono picche discariche per stabilizzare a freddo l'indifferenziato e di investire in tecnologia, ma pensando ai rifiuti pericolosi anche di origine sanitaria allo stato credo che l'incenerimento sia la via migliore.

A parte questo dubbio il finanziamento di questo cambiamento di paradigma in un contesto di risorse calanti qualche perplessità sulla realizzabilità di tutto me la pone.

mercoledì 2 ottobre 2013

La rivoluzione Caccia del Movimento 5 Stelle

Il settore della caccia ha visto sempre più la gestione fatta dalle associazioni dei cacciatori e ciò va cambiato per far in modo i cittadini (residenti e turisti) possano beneficiare di un ambiente naturale, sicuro e ricco di occasioni di conoscenza, per non finire con il convincersi che la natura sia quella impagliata nelle sale del MUSE.

Per ottenere tare obbiettivo, per il Movimento 5 Stelle Trentino, si deve ritornare ad una gestione e sorveglianza pubblica dell'attività venatoria anche ripensando la funzione del Comuitato faunistico.

Non solo però gestione bensì un cambiamento di come la caccia viene svolta partendo dalle giornate di caccia che si vuole ridurre a tre settimanali fisse escludendo la domenica.

Altro cambiamento è eliminazione del permesso di transito sulle strade forestali ai cacciatori che vede quest'ultimi godere di permessi (in virtù di un interesse superiore) che gli altri cittadini non possono godere.

Si deve vietare la caccia delle specie a rischio o nei periodi di precipitazioni nevose oltre che nelle aree protette e nelle aree di riproduzione. In tal modo si vuole evitare maggiori effetti dannosi della caccia.

Non si deve inoltre tramandare la caccia nelle nuove generazioni ed è per questo che si vuole prevedere il divieto ai minori di accompagnare i cacciatori.

L'utilizzo del sistema delle fototrappole per la sorveglianza e la denuncia degli atti di bracconaggio va implementato in modo che le regole venga fatti anche a chi caccia di frodo.

Non si può che esser d'accordo con tali proposte anche se si deve valutare come finanziare tale cambiamento e le relative azioni. Certamente è un tema che va affrontato anche se esistono potenti lobby.

martedì 1 ottobre 2013

L'acqua secondo il Movimento 5 Stelle

L'acqua secondo il bene è un bene prezioso per tutti noi e sul tema anche il Movimento 5 Stelle Trentino a detto la sua.

La prima condizione che il Movimento 5 Stelle si pone è il rispetto del referendum sul tema che si è svolto a livello provinciale e che ha affermato la posizione delle italiani per la proprietà pubblica e della gestione della stessa attraverso enti o aziende speciali. Tale filosofia è incompatibile con le spa attuali sebbene muncipalizzati e in primis col traferimento a dolomiti energia. Si propone quindi l'abbandono del modello di gestione del servizio idrico attraverso società per azioni e la ripubblicizzazione dello stesso.

Anche nel campo dello sfruttamento idrico si ha un cambiamento di passo in quanto si vuole garantire un flusso minimo vitale ai fiumi e torrenti prosciugati dalle centraline elettriche e bloccare la costruzione di nuove centraline.

Il fiume deve esser curato anche per la prevenzione e tutela contro il dissesto idrogeologico prevedendone la rinatulazzazione.

Il tema dell'acqua è talmente sensibile che si prevede di creare un “Parlamentino dell’acqua” provinciale da estendere a tutti i gestori di acquedotti.

Le idee sarebbe anche buone ma si scontrano con la questione economica che non può essere valutata. Si parla di decine di milioni per indennizzare Dolomiti Energia solo per l'acquedotto di Trento. Come si può tornare ad un sistema che abolisca le spa e tornare indietro? Quali sono i costi? Esistono poi le competenze nei comuni per svolgere la gestione?

Il minimo vitale viene già garantito al DMV cosa si prevede di aumentarlo? Come si intende procedere per le concessioni già in essere?

Il sfruttamento idrico dei fiumi è una risorsa per i comuni per fare cassa come si pensa di muoversi per garantire risorse agli stessi?

La rinaturalizzazione poi bella idea ma con quali risorse? Si metteranno risorse sui bacini montani?

Il parlamentino dell'acqua esteso a tutti i gestori essendo la premessa che è stata fatta di ripubblicizzazione non è forse inutile essendoci altri canali di confronto?

La tutela ambientale del Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle Trentino alle Provinciali del 2013 mette la tutela ambientale come Bene Comune della comunità al quale ispirare la sua politica. Ciò parte della consapevolezza he a fronte dei cambiamenti climatici globali e dei conseguenti allarmi ambientali la tutela del territorio e delle sue risorse, della biodiversità e della qualità della vita sono diventati una necessità non procrastinabile. L'investimento nella salvaguardia e nella protezione dell’ambiente significa investire nel futuro delle prossime generazioni.

Ciò si esplica in molti fattori che verranno affrontati separatamente per la complessità delle varie problematiche.