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giovedì 16 marzo 2023

Neurologie dell'ULSS Dolomiti: l'Azienda impegnata a garantire i servizi coprendo le carenze di medici

Belluno. La carenza di medici e la difficoltà di reperirli sono problemi che affliggono anche  l'ULSS Dolomiti. In questi giorni sono apparsi articolo sui quotidiani localiche paventano la chiusura delle Neurologie in Provincia di Belluno.

L’ULSS Dolomiti conferma, ancora una volta, il massimo impegno nel percorrere tutte le strade possibili per mantenere attive le attività di ricovero e ambulatoriali di entrambe le Neurologie aziendali.

L'attuale situazione. Attualmente sono in servizio 5 medici Neurologi a Belluno e 4 medici Neurologi  e un libero professionista a Feltre. A partire da maggio cesserà una unità della Neurologia di Belluno e un’altra cessazione è in programma a giugno, sempre a Belluno. Non sono previste  cessazioni nella Neurologia di Feltre.

L’Azienda si è attivata da tempo con concorsi e avvisi per reperire personale medico. Dal 2019, per la neurologia di Belluno ci sono state 5 assunzioni a fronte di 6 cessazioni.   Purtroppo anche l'ultimo concorso attivato da Azienda zero è andato deserto ma è sempre aperto un bando di avviso a tempo determinato attivato dall'ULSS Dolomiti ed è stato chiesto un ulteriore concorso a tempo indeterminato.

Sono state attivate, inoltre, convenzioni con le aziende Ulss di Treviso, Padova, Verona, Trento e Udine per l’acquisto di turni in modo da poter supportare le attività di reparto e le attività ambulatoriali, in particolare della Neurologia di Belluno .
 
Incentivi ai medici. Per incentivare i medici a scegliere l’ULSS Dolomiti come sede di lavoro, e a rimanerci, sono state attivate diverse iniziative che rendono economicamente vantaggioso l’incarico in ULSS 1. 

Rispetto a quanto stabilito dal contratto nazionale l'Azienda, a seguito di accordo con le Organizzazioni Sindacali, è riuscita a più che raddoppiare il valore della indennità di pronta disponibilità (reperibilità), dimostrandosi attenta alla fatica quotidiana. La retribuzione di posizione, inoltre, che riconosce economicamente il valore dell'incarico assegnato, è tra le più elevate del Veneto.

L’Azienda, inoltre, ha a disposizione dei professionisti una rete per soluzioni abitative a prezzo calmierato.

Opportunità professionali. Sul piano professionale, si ricorda che in tutte le TAC dell’Azienda è installato il sistema di Intelligenza Artificiale “RAPID” per la diagnostica precoce degli ictus. Questa tecnologia, che pochissime altre aziende hanno, permette una diagnosi tempestiva per il paziente e una migliore qualità di lavoro per il Neurologo e l’acquisizione di nuove competenze tecnico professionali. 

La Neurologia di Belluno, inoltre, è centro stroke di secondo livello: è in corso l’avvio dell’esecuzione di procedure di interventistica, in collaborazione con i radiologi interventisti, aspetto sicuramente stimolante dal punto di vista clinico. 

La Direzione medica d’intesa col direttore di UOC, inoltre, è impegnata in una migliore organizzazione del lavoro.

«Senza medici non si curano le persone», commenta il direttore generale Maria Grazia Carraro, « Neurologia è una delle specialità in cui la carenza è più forte. Esprimere preoccupazioni, seppur condivisibili, non aiuta a trovare nuovi professionisti. Esorto quanti si sono mobilitati in questi giorni a collaborare fattivamente con l’Azienda per rendere attrattivo vivere e  lavorare nelle Dolomiti. Non è il momento di sterili polemiche ma di azioni concrete per il bene dell’intero territorio e della sua gente. Aiutateci a trovare medici, con senso etico e passione per la professione »

 


domenica 13 marzo 2022

L'ULSS Dolomiti potenzia la continuità assistenziale dottoresse dalla Sardegna


Presentazione Priscilla Baldussu Aminah Abushalha ULSS Dolomiti 04 marzo 2022
Belluno. Da poco più di una settimana sono accolte dal Direttore Generale, due nuovi medici di continuità assistenziale: le dottoresse Priscilla Baldussu e Aminah AbushalhaLe giovani professioniste provengono da Cagliari, dove si sono laureate, e, dopo alcune esperienze lavorative, hanno risposto all'appello dell'ULSS Dolomiti e si sono trasferite a Belluno.

«Abbiamo saputo, leggendo in internet, dell’opportunità di svolgere il servizio di continuità assistenziale in ULSS  Dolomiti. Ci siamo informate, abbiamo preso contatti con gli uffici ed eccoci qua. Siamo attratte dall'etica del lavoro di questo territorio e dalla qualità di vita che offre» Per noi è una opportunità di crescita professionale e umana», dicono con entusiasmo le dottoresse. 

«Siamo molto lieti che le due dottoresse abbiano scelto la nostra Azienda: qui troveranno un ambiente accogliente e potranno crescere professionalmente. Spero che anche altri professionisti scelgano la nostra azienda», commenta il Direttore generale Maria Grazia Carraro.

L’USSL  Dolomiti, infatti, con la collaborazione della Conferenza dei sindaci aveva lanciato un appello per trovare medici  disponibili a turni di continuità assistenziale. Per rendere attrattivo il territorio, e spingere i medici a scegliere le sedi provinciali per l’esperienza di guardia medica, era stato proposto un pacchetto completo di appartamento, incentivo economico e formazione.

Appartamento. Grazie alla disponibilità dei Sindaci, sono stati individuati degli alloggi che potranno essere dati in uso ai medici disponibili a coprire almeno 2 settimane di turni di continuità assistenziale. Gli appartamenti, arredati di tutto il necessario, sono già stati individuati nei comuni di San Nicolò Comelico, Cibiana e si sta rendendo disponibile anche un alloggio a Falcade. Si tratta di strutture situate in località a vocazione turistica, immerse nella natura e da dove è possibile praticare diversi sport. Ulteriori alloggi sono in fase di individuazione.

Incentivo economico Attualmente l’incentivo consiste nel riconoscimento per le ore straordinarie, quindi oltre le 104 ore al mese previste, l’importo orario di 40 euro. Sono in fase di definizione ulteriori riconoscimenti economici che tengano conto delle difficoltà di operare nelle zone disagiate.

Formazione. È stato organizzato un corso di formazione sull'emergenza e urgenza in modo da accompagnare i giovani professionisti nel percorso e dare loro quell'esperienza pratica utile, anche dal punto di vista umano. Il corso ha preso avvio oggi in modalità online con la prima lezione del primario del pronto soccorso di Feltre Edoardo Rossi. Il corso è anche l’occasione di fare rete e condividere esperienze e competenze: dagli incontri con i medici di continuità assistenziale, infatti, era emersa questa necessità di scambio.

martedì 6 aprile 2021

L’Ulss Dolomiti cerca medici di assistenza primaria

Belluno. E’ stato pubblicato oggi sul sito www.aulss1.veneto.it– sezione bandi- un avviso per il conferimento urgente dei seguenti incarichi provvisori di medico di assistenza primaria


- un incarico provvisorio di medico di assistenza primaria presso il Comune di Cortina D’ampezzo;

- un incarico provvisorio di medico di assistenza primaria presso il Comune di Borgo Valbelluna – loc. Mel;

- un incarico provvisorio di medico di assistenza primaria presso il Comune di Lamon

- un incarico provvisorio di medico di assistenza primaria presso i Comuni di Santa
Giustina/Cesiomaggiore.


Tutti gli incarichi hanno durata di 12 mesi, fatta salva la cessazione anticipata in caso di inserimento del medico titolare.

I medici interessati dovranno far pervenire la propria disponibilità entro le ore 12.00 di martedì 6 Aprile 2021, inviando una mail all’indirizzo convenzioni@aulss1.veneto.it, con allegata fotocopia di un valido documento di identità, indicando: cognome e nome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza, luogo di laurea, data e voto di laurea, data e luogo di abilitazione, codice fiscale, numero di telefono, indirizzo mail, indirizzo pec, provincia e data di iscrizione all’ordine dei medici e numero di iscrizione all’ordine.

Per ulteriori informazioni gli interessati potranno rivolgersi alla Direzione Amministrativa Territoriale di Belluno (tel. 0437/516968-6752).

sabato 2 gennaio 2021

In arrivo 13 medici ospedalieri e 3 medici per le USCA all'ULSS Dolomiti

 Belluno. Continua il rafforzamento dell’Ulss Dolomiti con l’assunzione di medici a tempo indeterminato in esito alle procedure concorsuali espletate da Azienda Zero.

Sono stati assunti:

  • 6 cardiologi (Pietro De Franceschi, Francesco De Crescenzo, Marco Antonutti, Debora Cian, Federico Biondi, Marco Gobbo);
  • 5 chirurghi generali (Daniele Angelieri, Laura Vedana, Arianna Pasquali, Caterina Livide, Adriano Enzo Dorna);
  • 1 oncologo (Silvia Montelatici);
  • 1 medico di Medicina d’Urgenza (Davide dalla Palma).

Inoltre, sono stati prorogati i contratti dei medici dell’unità operative speciali di continuità assistenziale di Feltre (Natalia Buceatchi, Lorenzo Colcergnan e Davide Dal Molin) e sono stati conferiti ulteriori due incarichi a medici per l’USCA di Feltre (Carlotta Simiele e Davide Cecchin) e uno (Arianna Tabacchi)  per l’USCA del Cadore.


venerdì 10 luglio 2020

Nuove assunzioni in Ulss Dolomiti

Belluno. L’Ulss Dolomiti si rafforza con l’assunzione di nuovi medici e di 6 tecnici della prevenzione a tempo indeterminato in esito ai concorsi effettuati da Azienda Zero. Ecco le assunzioni deliberate ieri:

  •  1 medico oftalmologo (dr. Domenico De Robertis);
  •  1 medico di medicina interna (dr. Romeo Costanzo Giovanni Martini);  
  •  1 medico di medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza (dr. Gianfranco De Rose).

 Inoltre, sono in arrivo altri 5 medici specializzandi :

  •  4 in medicina interna; 
  •  1 in medicina d’urgenza, già inseriti in graduatoria. 

 Infine, sono stati assunti a tempo indeterminato 6 tecnici delle prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro che andranno a rafforzare l’organico della prevenzione.
 Continua incessante l’impegno dell’Ulss Dolomiti nella ricerca di nuove forze, percorrendo tutte le strade lecite e possibili per assumere medici e, di conseguenza, garantire i servizi spesso in difficoltà proprio per la carenza di professionisti

sabato 4 luglio 2020

Ambulatorio Sagron Mis questione affrontata dall'Azienda Sanitaria, ma la soluzione da trovare

Era il 03 aprile 2020 quando il giornale del trentino aveva un articolo sull'ambulatorio di medicina generale dimezzato a Sagron Mis e la protesta del Comune portata in Provincia (vedi qui).
L'azienda sanitaria trentina ha affrontato con i medici presenti nell'ambito territoriale e con l'amministrazione comunale. Attualmente rimane la dott.sa Giovanna Capraro a coprire il 1° e 3° giovedì del mese, il pomeriggio, i due ambulatori. 
Tenuto conto della generale criticità nel garantire la copertura assistenziale del territorio provinciale, dovuta soprattutto ai numerosi pensionamenti di medici di medicina generale, sono allo studio modelli organizzativi e assistenziali innovativi che potranno essere sperimentati in particolare nelle zone di montagna.
La questione rimane quindi sul tappeto non essendoci stati cambiamenti se non il cambio del giorno, ma c'è la volontà di trovare una soluzione anche con modifiche organizzative. 

mercoledì 17 giugno 2020

Intervista al consigliere provinciale di Trento Claudio Cia sul premio agli operatori sanitari per l'emergenza Covid-19

Claudio Cia
L'emergenza Covid-19  sembra essere, almeno di nuove ondate, alle spalle. Ciò ovviamente tenendo conto però che il virus è ancora da noi e dai nostri comportamenti e che potrebbe tornare in autunno con una nuova ondata.
Ora però è il momento di guardare anche al futuro e tenere fede alle promesse che la Provincia di Trento ha fatto agli operatori sanitari che hanno operato nell'emergenza covid-19 ai quali è stato promesso un premio. 
Di questo premio oggi voglio offrirvi l'intervista a Claudio Cia, consigliere provinciale della Provincia di Trento del consigliare di Agire nel Trentino, il quale nella newsletter proponeva un premio dato in buoni acquisto. Con lui vogliamo affrontare il perchè di tale scelta, ma non solo ciò. Con lui affronteremmo anche la questione che vede i sindacati chiedere che il premia venga dato a tutti i sanitari e non solo chi ha lavorato con pazienti Covid-19 o in area dedicate a tali pazienti.
 Lei propone di dare un buono per gli operatori sanitari come premio per l'attività durante dell'emergenza covid-19,  non è che il  buono svalorizzi il premio non potendo esser usato come si vuole? 
Nel caso si optasse per l’erogazione in busta paga, l’aumentare dell’importo della stessa porterebbe ad una parziale vanificazione del benefit che subirebbe una decurtazione dovuta alla tassazione: questa sarebbe una svalorizzazione. Il buono potrebbe essere utilizzato per il godimento di servizi e prestazioni (buoni per la spesa o per il carburante, fitness e relax, hobbistica, spese mediche, pacchetti vacanze, ecc...) lasciando in tasca alla persona l'equivalente in denaro, questo si da spendere come vuole.
La teoria economica mostra che l'utilizzo del contributo in somma anche se minore ha un'utilità maggiore della fornitura di servizi, etc diversi dal denaro; come mai voler andare verso la strada del buono? 
La proposta di andare verso un “buono” deriva dalla volontà di evitare la parziale decurtazione del premio qualora si optasse per l’erogazione in busta paga. Per questo motivo ho indicato alcune possibili soluzioni: da un lato si potrebbe convertire l'importo del riconoscimento in un carnet di buoni da utilizzare per il godimento di servizi e prestazioni effettuati da aziende con sede nella Provincia Autonoma di Trento. Questa soluzione porterebbe con sé il beneficio di far ripartire la nostra economia, garantendo che i soldi del premio vengano spesi sul territorio provinciale. Un'altra possibile risposta al problema potrebbe essere quella seguita da molte imprese nell’erogazione dell’importo del c.d. “welfare aziendale”.
La trattativa è ardua visto che i sindacati vorrebbero che tutti gli operatori sanitari ricevessero un premio, non sarebbe meglio darlo solo a chi ha veramente operato all'interno dei reparti covid e non a tutti? In tal modo il premio potrebbe esser più pesante?
L’art. 36 del disegno di legge n. 55/XVI specifica che il trattamento economico temporaneo è riconosciuto al personale operante presso l'APSS e APSP, impegnato direttamente nell'emergenza epidemiologica da COVID-19. La misura del trattamento economico e le relative modalità di attribuzione, anche differenziate in ragione del diverso grado di esposizione al rischio e all'effettivo disagio lavorativo, saranno stabilite con deliberazione della Giunta provinciale, sentite le organizzazioni sindacali. Così anche il periodo di corresponsione, la tipologia di personale e di altri soggetti cui attribuire il riconoscimento.
Visto che nella sua newsletter si è inserito nel tema premio agli operatori sanitari vorrei porle un'ultima domanda. I sindacati, su questo giustamente, dicono che il premio deve venire dalle risorse nuove. Lei vede in vista nuovi finanziamenti oppure come sembra si useranno le risorse del rinnovo contrattuale? E come fare col rinnovo contrattuale?
Il rinnovo contrattuale è un tema a parte, del quale si dibatte da anni, e che la Giunta provinciale dovrà affrontare con specifiche risorse, per riconoscere il grande lavoro dei professionisti della sanità trentina, la cui professionalità, dedizione e competenza rappresentano la base e il punto di forza del sistema sanitario provinciale. Il mio auspicio, da cittadino e da infermiere, è che nel documento si tenga conto delle necessità e della professionalità degli infermieri trentini, cercando di creare delle condizioni favorevoli che permettano di lavorare in sicurezza e in tranquillità.

venerdì 27 marzo 2020

Altri rinforzi di medici per l'ULSS Dolomiti per l'emergenza Covid-19

Belluno. Dopo il dott. Ermenegildo Francavilla, altri due medici anestesisti rientrano in servizio a titolo gratuito per l’emergenza COVID. Si tratta di due medici anestesisti:

  • Pierluigi Trevisan, medico specialista in anestesia e rianimazione, ora in quiescenza, un incarico individuale per attività di collaborazione professionale presso l’Ospedale di Belluno;
  • Giuseppe Tormen, medico specialista in anestesia e rianimazione, ora in quiescenza, un incarico individuale per attività di collaborazione professionale presso l’Ospedale di Belluno.

Inoltre, sono stati affidati altri due incarici Libero professionali a medici per l’emergenza COVID:

  • Torino Leopoldo, medico specialista;
  • Malfa Francesco, medico specialista in quiescenza.

Infine, è stato trattenuto in servizio il dottor Stefano Capelli (fino al 31 luglio 2020), direttore del Dipartimento Immunologia e Trasfusionale.

Domani partono i tamponi per i Medici di Medicina Generale e ai Pediatri di Libera Scelta Della Provincia di Belluno

Belluno. Domani, sabato 28 marzo 2020, inizierà l’effettuazione dei tamponi per la ricerca del virus Covid 19 ai medici di assistenza primaria e ai pediatri di libera scelta, come anticipato ieri nel corso della videoconferenza della Direzione aziendale con i medici di famiglia del Distretto di Belluno - che segue di qualche giorno quella con i medici del Distretto di Feltre, nell’ambito delle misure intraprese per contenere il diffondersi dell’emergenza Covid-19.

I tamponi saranno effettuati in primis ai medici che svolgono la propria attività a favore degli ospiti non autosufficienti dei Centri di Servizi a cui seguiranno poi tutti gli altri medici.

La ULSS 1 Dolomiti comunica inoltre che sono in fase di consegna ai medici di famiglia nonché ai medici di continuità assistenziale (ex guardia medica) ulteriori dispositivi di sicurezza che fanno seguito ai 2 kit per medico già messi a disposizione nelle scorse settimane (maschere a 4 strati chirurgiche, copricapo, guanti in vinile/nitrile, grembiuli in polietilene e confezioni di gel antisettico.

mercoledì 18 marzo 2020

Nuovi rinforzi per l'emergenza coronavirus con nuovi incarichi all'ULSS Dolomiti

Belluno. L’Ulss Dolomiti ha conferito altri incarichi libero professionali a medici per le necessità connesse all’emergenza Covid-19 e per il supporto alle unità operative.

Proprio il Decreto Legge n. 14 del 9 marzo “Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all'emergenza COVID-19”, dispone che, al fine di far fronte alle esigenze straordinarie e urgenti derivanti dalla diffusione del COVID-19 e di garantire i livelli essenziali di assistenza, le regioni e le province autonome, verificata l'impossibilità di assumere personale, anche facendo ricorso agli idonei in graduatorie in vigore, possono conferire incarichi di lavoro autonomo entro il termine dello stato di emergenza a personale medico e a personale infermieristico, collocato in quiescenza, anche ove non iscritto al competente albo professionale in conseguenza del collocamento a riposo.

L’Ulss Dolomiti si è quindi subito attivata e, dopo un primo blocco di 4 incarichi, oggi ha conferito d’urgenza altri incarichi liberi professionali a medici resisi disponibili.

Si tratta di medici di nuova nomina:

  • dott.ssa Benedetta Kelemina , , prenderà servizio nell’area emergenza urgenza;

E tra i medici in quiescenza che rientrano in servizio:

  • dott. Mauro Soppelsa, specialista in igiene sanità pubblica ed epidemiologia, già direttore del SISP di Feltre;
  • dott. Francesco Rizzi, , specialista in anestesia e rianimazione
  • dott. Umberto Pastore, specialista in pneumologia

Inoltre, sono stati assunti dalle graduatorie vigenti a tempo indeterminato:

  • 12 OSS;
  • 2 tecnici di radiologia.

Sono stati conferiti anche due incarichi libero professionali a due medici neurologi per le neurologie di Belluno e Feltre:

  • dott.ssa Marianna Ridolfi;
  • dott.ssa Virginia Munerati.

Infine, due infermieri sono stati autorizzati a frequentare volontariamente in supporto all’Ulss: Massimo Vidori e Ludovica Russo.

mercoledì 11 marzo 2020

Conferiti 4 incarichi libero professionali a medici all'ULSS Dolomiti

Belluno. L’Ulss Dolomiti ha conferito 4 incarichi libero professionali a 4 medici per le necessità connesse all’emergenza Covid-19 e per il supporto alle unità operative.

Proprio il Decreto Legge n. 14 del 9 marzo “Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all'emergenza COVID-19”, dispone che, al fine di far fronte alle esigenze straordinarie e urgenti derivanti dalla diffusione del COVID-19 e di garantire i livelli essenziali di assistenza, le regioni e le province autonome, verificata l'impossibilità di assumere personale, anche facendo ricorso agli idonei in graduatorie in vigore, possono conferire incarichi di lavoro autonomo entro il termine dello stato di emergenza a personale medico e a personale infermieristico, collocato in quiescenza, anche ove non iscritto al competente albo professionale in conseguenza del collocamento a riposo.

L’Ulss Dolomiti si è quindi subito attivata e ha conferito d’urgenza incarichi liberi professionali a medici in quiescenza resisi disponibili.

Si tratta di:

  • dott. Giovanni Gouigoux, nato a Belluno il 24.7.1955 medico specialista in anestesia e rianimazione e in chirurgia d’urgenza e pronto soccorso, con prolungata esperienza professionale, anche come direttore di U.O.C. di accettazione e pronto soccorso di Belluno, ed ora in quiescenza, che rientra per prestazioni specialistiche nella disciplina di medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza;
  • dott. Federico Bellavere nato a Padova il 24.1.1949, medico specialista in diabetologia e malattie del ricambio, in endocrinologia e in cardiologia, con prolungata esperienza professionale, anche come direttore di U.O.C. di medicina interna, ed ora in quiescenza., per prestazioni specialistiche di area medica;

Inoltre, sono stati affidati incarichi libero professionali già autorizzati dalla Regione Veneto per due branche con grave carenza di medici: dermatologia e urologia. Rientrano in servizio quindi due medici di grande esperienza e professionalità che già avevano prestato servizio in Ulss Dolomiti prima della pensione:

  • dott.ssa Pier Anna Dal Mas, nata a Belluno il 15.1.1955, specialista in dermatologia e venereologia, con prolungata esperienza professionale nella disciplina e ora in quiescenza per raggiunti limiti di età;
  • dott. Stefano Guazzieri, nato a Venezia il 14.3.1949, medico specialista in urologia, con prolungata esperienza professionale nella disciplina ed ora in quiescenza.

martedì 11 febbraio 2020

Boccata d'ossigeno dei specializzandi per la carenza di medici all'ULSS Dolomiti

Belluno. Grazie all’impegno della Regione Veneto, e in primis del Presidente Luca Zaia, presto potranno arrivare medici specializzandi per dare ossigeno ai servizi dell’Ulss Dolomiti in difficoltà per la grave carenza di medici in tutti i presidi della provincia.

Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha recentemente siglato un’intesa con il rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto, e quello dell’Università di Verona, Pier Francesco Nocini, per l’adozione degli accordi che completano il quadro giuridico grazie al quale le Aziende Ulss e Ospedaliere del Veneto potranno avviare concretamente l’assunzione dei medici in formazione presso le scuole di specialità dei due atenei (iscritti all’ultimo anno del corso o al penultimo in caso di durata quinquennale). Un provvedimento che consente di intervenire con un valido supporto agli organici dei professionisti nei reparti dove maggiormente si registra la carenza di medici.

Secondo questo accordo gli specializzandi degli ultimi anni ora possono svolgere, nell’ambito del loro iter didattico e per un periodo ben definito, trentadue ore a settimana con un contratto regolare, direttamente negli ospedali del territorio. L’accordo con Padova e Verona riguarda già 197 medici studenti per il Veneto, specializzandi in varie discipline, che avranno unno stipendio di 2.300 euro mensili.

A questi si potranno aggiungere i medici laureati e abilitati ma non specializzati che hanno aderito al bando della Regione per l’assunzione nella branca di medicina e geriatria e per i Pronto Soccorso per un totale di 524 candidati a entrare nel sistema sanitario ospedaliero.

«Al 31 dicembre 2018 i medici in servizio in Ulss Dolomiti erano 463, oggi sono 429. Nel 2019 hanno cessato il servizio 74 medici e, nonostante siano state percorse tutte le strade possibili per acquisire nuovo personale, i medici che hanno preso servizio sono stati 41», spiega il Direttore Generale Adriano Rasi Caldogno, «mi auguro che, grazie a queste nuove importanti opportunità fortemente volute dalla Regione, si possano trovare a breve medici per i nostri servizi. Ogni giorno i nostri professionisti si impegnano con la dedizione e la determinazione della gente di montagna per dare il meglio per i nostri assistiti, ma l’errata programmazione nazionale sui numeri di specializzandi si è fatta sentire da noi prima che altrove e ora sta diventando sempre più pesante. Con queste nuove possibilità si apre uno spiraglio di ottimismo. Qui in montagna vi è un forte attaccamento agli ospedali e un rapporto molto stretto tra medico e paziente che farà sentire i medici ben accolti nelle nostre comunità».

mercoledì 14 maggio 2014

Sostegno alla formazione dei medici quali risultati?

Rodolfo Borga capogruppo in consiglio provinciale a Trento di Popolo della Libertà Trentino con la sua interrogazione a risposta immediata ha messo una lente sul sostegno alla formazione dei medici. Questo perchè la Provincia di Trento fissa i fabbisogno di medici specialisti e in base a questo concede a ciascuno 12 mila ero per la formazione post laurea. A fronte di ciò dopo la specializzazione gli stessi devono devono rimanere per 60 giorni in attesa di essere chiamati dall'Azienda provinciale servizi sanitari (Apss), pena la restituzione di 70.000 euro.

In particolare vuole capire Borgo vuole sapere:

  1. quante borse di studio la Pat ha pianificato nel triennio 2011/2014;
  2. quante sono state coperte mediante concorso;
  3. quanti medici specializzati trentini hanno iniziato a lavorare con l'Apss nel 2012/2013;
  4. quanti conseguiranno la specializzazione nel 2013/2014 e con quanti di loro l'Apss vuole instaurare un rapporto contrattuale.

L'assessore competente Donata Borgonovo Re fornedo una sintesi dei dati ha parlato di un piano triennale 2011-2014 nel quale la giunta a previsto un fabbisogno di 26 posizioni di specializzazione nel 2011-2012, 36 nel 2012-2013 e il successivo di 26 posizioni.

Le università coinvolte sono Padova, Verona, Pavia e S. Raffaele di Milano. I contratti di formazione specialistica sono stati 16 nel 2011-2012, 22 contratti nell'anno successivo e per il 2014 non sono stati ancora emessi i bandi di specializzazione (ciò avverrà probabilmente in settembre). Per le modalità di accesso alle scuole, la Provincia è in attesa che sia definita con il ministero la particolare posizione del Trentino.

Quanto ai contratti con l'azienda sanitaria, gli specializzati nel 2011 sono stati quattro e tutti hanno partecipato a selezioni e concorsi attraverso i quali è stato assunto un medico. Nel 2012, i medici specializzati sono stati sette, quattro dei quali assunti. Nel 2013, i medici specializzati sono stati 16 e ne sono stati assunti 11. Infine i medici che si specializzeranno nel 2013-2014 saranno 17 per i quali non sono state ancora definite le modalità di collaborazione con l'Apss.

Borgo rileva che si è di fronte all'individuazione di un fabbisogno di medici operato dalla stessa Provincia che investe sugli specializzandi ma poi non effettua le assunzioni previste. Allora o i soldi sono gettati via oppure c'è una grave lacuna dell'Apss. Il rischio è che vi siano carenze in organico e al tempo stresso di perdere risorse stanziate per i nostri medici.

venerdì 19 ottobre 2012

Il quarto appuntamento del sabato del Grillo (salute)

L’Italia si è distinta perché è uno dei pochi stati ad avere il servizio sanitario nazionale pubblico e dii accesso universale. Qualcosa è cambiato nel tempo col passaggio del settore della sanità dallo stato alle regione. Tale cambiamento ha cambiato la struttura del servizio che ora pone molta attenzione all’aziendalizzazione (costi) e alla qualità del servizio, non in tutte le regioni raggiunta. Ad oggi lo stato mantiene in tale settore la possibilità di fare un piano dei Lea e il finanziamento dello stesso oltre che il campo della ricerca sanitaria. I Lea sono i livelli minimi che qualsiasi regione deve garantire sul settore sanitario e per garantire ciò finanzia attraverso il servizio sanitario gli stessi. Per tutto il resto può scegliere la regione.

Gratuità delle cure e equità di accesso. Sull’accesso alle prestazione essenziali e loro gratuita nulla cambia, in quanto già oggi ciò avviene.

Più significativo il cambiamento sui ticket che si voglio abolire, mantenendoli solo per le prestazioni non essenziali. Si può esser anche favorevoli a ciò, ma non alla proporzionalità al reddito degli stessi. Quando uno è malato che sia povero o meno deve esser trattato in modo uguale. Il ticket quindi sulle prestazioni non essenziali deve esser uguale per tutto per la progressività ci sono altri strumenti come IRPEF e altre imposte generali. Prevedere poi la proporzionalità a seconda del reddito provocherebbe un iniquità maggiore che una misura proporzionale.

Si vorrebbe più monitorare gli effetti della devoluzione alle regioni della sanità e ciò andrebbe bene se si vuole finalmente arrivare ai costi standard non se all’omologazione. Se una regione vuole dare delle prestazioni più performanti con tasse locali deve poterlo fare e non deve vedere ingerenze statali che portano il livello ad abbassarsi. Una sana concorrenza sul settore sarebbe salutare in quanto ogni regione potrebbe mettere al servizio di altre regioni le sue eccellenze.

Farmaci. Già il governo Monti ha provato ad incentivare i farmaci generici e fuori brevetto, i quali sono meno costosi. Il governo attuale è voluto andare oltre prevedendo la prescrizione del principio attivo solo in parte raggiunta viste le resistenze che si sono trovate. E’ pur vero che i farmaci consolidati hanno effetti collaterali conosciuti. Bisogna colmare il gap portando anche i farmaci a brevetto al costo che hanno all’estero. Non si può sebbene però i prodotti di recente approvazione siano meno sicuri e più costosi rinunciare alla ricerca la quale solo può portare a risolvere la carenza di cure per malattie che ancora oggi non trovano cura oppure la cui cura è molto invalidante.

Informazioni. Spesso i farmaci oltre che costare molto vengono usati in modo scorretto o abusandone e ciò deve esser contrastato con l’informazione. Tale modo può portare ad evitare problemi che gli stessi farmaci possono creare avendo essi stessi effetti collaterali.

Stili di vita. La politica sanitaria oltre che a curare deve spostarsi sulla prevenzione promuovendo stili di vita salutari e di consumo consapevole portando il cittadino ad autogestire la sua salute e la medicazione possibile (automedicazione).

Tra gli stili di vita non poteva mancare un’attenzione alla salute e sull’attività fisica oltre all’astensione da comportamenti a rischio (f (fumo, alcool, etc…). Il taglio vuole essere posto sulla prevenzione mettendo in guardia che una volta che c’è il danno anche con prevenzione secondaria (screening, diagnosi precoce, medicina predittiva) la stessa può avere efficacia limitata

Deve esser inoltre possibile valutare gli ospedali con sistemi di misurazione qualità degli interventi degli ospedali (ma sarebbe meglio di tutti gli interventi sanitari) di pubblico dominio.

Medici. Si partirebbe subito con un cambiamento epocale la chiusura all’intramedia e l’esercizio anche in strutture privati dei medici che lavorano nel settore pubblico. Ciò verrebbe compiuto con una separazione delle carriere. Sarebbe una manovra intelligente, ma che troverà molte resistenze.

Non trovo però giusto che si voglia regolamentare le tariffe nel privato nemmeno per una motivazione meritevole come trattenerli nelle strutture private. Per trattenere i medici privati vanno trovati mezzi per rendere il lavoro nella struttura privata stimolante. Se uno bravo gli va riconosciuto anche in termini di stipendio. La mobilità non è negativa in quanto tale, in quanto esperienze in altre realtà può portare anche arricchimento anche in termini di competenze del medico che poi se torna al pubblico può portarle in tali strutture.

La trasparenza e il merito nella promozione dei primari sono caratteristiche che già ora ci dovrebbero essere e non sempre ci sono state. In tal modo si incentiverebbe poi i migliori a rimanere.

Gli informatori scientifici è una categoria che non conosco, ma sicuramente una proibizione di incentivi sulle vendite di farmaci può esser utile. Fino a che l’incentivo fino che rimane nel campo dell’informatore non da problemi il vero problema è se ci sono incentivi anche per medici nella prescrizione. E’ in tal campo illuminante un caso recente di un medico preso a prescrivere medicinali dovuto anche ad incentivi.

Organizzazione. In tale campo la si prevede di mettere online le liste di attea in modo che possa esser trasparente l’accesso alle cure. In tal modo si eviterebbe che i medici possano favorire le loro cliniche, che comunque con le norme per i medici non sono più possibili. In tal modo il medico di base potrebbe aiutare il paziente a scegliger la struttura più congegnale. Anche nella prenotazione bisogna utilizzare l’online in modo di avere una gestione meno costosa e più veloce delle liste di attesa.

La previsione della pubblicazione delle convenzione tra strutture private e pubbliche può dare un miglior controllo del cittadino sulla sanita.

Non posso esprimermi sulla volontà di investire su consultori familiari che comunque non metterei nel Lea in modo che sugli stessi possa venir presa una serena decisione da parte delle regioni.

La reintroduzione dei consigli di amministrazioni nelle ASL andrebbe attentamente valutata per capire se essa può esser utile. Credo che il direttore generale nelle ASL è importantissimo in modo da poter trovare in modo più nitido le responsabilità di gestioni non consone.

Lotta al dolore. In tal settore credo che l’Italia si deve allineare alle migliori pratiche internazionali sia europee che dell’Organizzazione Mondiale Sanità. Il dolore deve esser visto come qualcosa di naturale, ma che deve esser alleviato con gli strumenti consoni. In tal modo benissimo la previsione dell’uso di oppiacei nel lotta allo stesso.

Ricerca. La ricerca va finanziata e in tal senso è ottima la previsone dell’otto per mille per la ricerca medico-scientifica. Sarei però più favorevole a prevedere a detrazioni e deduzioni per donazioni fatte ad enti riconosciuti nel campo della ricerca.

Ottimo anche il promuovere e finanziare ricerche sull’effetti della disuguaglianza sociale, inquinamento ambientatale sulla sulla salute.

Ottma anche il finanziamento della ricerca sulle malattie rare anche attraverso collaborazioni all’estero. Stranio che non si sia prevista una rivisitazione della normativa per permettere le ricerche in loco.

E’ innegabile che si potrebbero esser usati fondi destinati alla ricerca militare e sicuramente in modo più utile. Ovviamente anche la ricerca militare serve.

Ottima anche la previsione di una valutazione sanitaria delle politiche pubbliche nei campi dei trasporti, urbanistica, ambiente, lavoro, educazione. Unico punto che mi sento di sottolineare basta che tale apertura non venga usata in modo di bloccare ogni opera per partito preso. Bene quindi alle raccomandazioni OMS.

Amministratori pubblici. Eliminare gli inceneritori non è possibile per alcuni tipi di rifiuto, mi si dimostri che tutto è smaltibile senza inceneritore e sono disponibile a cambiare idea.

L’introduzione del reato di strage ne confronti dei per danni sensibili causati alla salute da politiche locali e nazionali con malattie e decessi dei cittadini. E’ sicuramente una previsione doverosa, ma va tenuto che la tecniche nel tempo cambiano non si può ritenere un amministratore di strage se non esisteva durante il suo mandato prove certe o con probabilità alta di rischio danni circa la determinata opera. Se per esempio negli anni’50 non si sapeva che l’amianto provocava il cancro non si può ritenere un amministratore di tale tempo imputato per strage. L’ho presa così alla larga per non arrivare a toccare la realtà attuale e creare polemiche.

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