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lunedì 26 aprile 2021

Ripartenza delle attività sospese nell'ULSS Dolomiti

Belluno. Da oggi il Veneto torna in fascia gialla e in concomitanza sarà riaperta progressivamente anche  l’attività ambulatoriale in tutte le specialità e in tutte le sedi, anche per le prestazioni con classe di priorità D e P (quelle con attesa rispettivamente a 30 e 60/90 giorni) che erano state temporaneamente sospese dal 29 marzo, quando la pandemia aveva iniziato a peggiorare. 

Ci sarà anche una ripartenza  dei ricoveri per tutte quelle prestazioni che erano state considerate differibili e quindi sospese sempre dal mese di marzo.

Una lenta ripresa che verrà intensificata con il progressivo regredire della pandemia grazie ai vaccini e comportamenti corretti.

 In Ulss Dolomiti le prestazioni da recuperare sono circa 2.700 

Sarà il CUP a ricontattare i cittadini per il nuovo appuntamento.

 


martedì 3 novembre 2020

La proposta di Luca Zeni per preparare il Trentino al dopo Covid-19: gli Stati generali

L'Italia come altri paesi Europei e del mondo è ancora all'interno dell'epidemia da Covid-19  e ancora oggi non si vede la luce in fine al tunnel. Proprio oggi è allo studio un nuovo DPCM ed è anche il giorno in cui la giunta provincia di Trento fa retromarcia sull'ordinanza precedente che voleva esser meno restrittiva del precedente DPCM.
Al futuro dopo il Covid-19 sembra ancora nessuno ci pensi anche se da qualche mese un consigliere provinciale del PD,  Luca Zeni,  aveva proposto gli Stati Generali per scegliere la rotta e per condividere la scelta delle azioni per affrontare e ripartire dopo il Covid-19. Su questa sua proposta gli abbiamo proposto alcune domande.
Stati generali del Trentino questo Lei propone a Fugatti, non sarebbe  però ciò il fallimento della politica? Non comprendo la domanda. Soltanto una concezione distorta ed autoritaria della politica può vedere una contrapposizione tra dialogo e decisioni. Soprattutto nei momenti di profondo cambiamento, nei momenti nei quali una comunità deve scegliere una strada da percorrere, la politica ha il dovere di muoversi con trasparenza, apertura, confronto. La politica dovrebbe unire la capacità di proposta, con una funzione di guida, alla capacità di confronto, in modo da condividere in maniera ampia le scelte che dovranno essere compiute. 
Interventi tempestivi chiedono gli operatori, le famiglie, i cittadini; non sarebbe la convocazione degli Stati  generali foriero di ritardi di intervento? Al contrario. Più le scelte sono approfondire e consapevoli, più sono solide e capaci di produrre risultati. Vi sono stati alcuni interventi - sia a livello nazionale che provinciale - basati sul sostegno emergenziale, di supporto immediato di fronte alla crisi dovuta al lockdown, con supporto al reddito e al lavoro, e questi dovevano essere più tempestivi possibile. Ma ora si tratta di decidere, di fronte ad una crisi epocale, come investire centinaia di milioni provenienti dallo Stato e dall'Europa. Risorse che non dimentichiamo andranno in gran parte restituite, quindi sono a debito. Per questo devono assolutamente essere utilizzate per creare sviluppo, non distribuite a pioggia in maniera generica: anche se a tassi quasi nulli, quelle risorse andranno restituite dai nostri figli, per cui vanno utilizzate in maniera lungimirante. 
Personalmente ritengo che si sia sprecato parecchio tempo, perché sono diverse settimane che sappiamo esserci queste risorse, ma non si è discusso di come investirle. Sono le idee a fare la differenza, si dovrebbe partire da lì, invece si è spesso in attesa di sapere quanti soldi arriveranno, senza approfondire su come utilizzarli. 
Come si giustificherebbero la politica e le istituzioni verso i cittadini dopo  la richiesta della supplenza degli stessi alla stesse? Non capisco la domanda, che mi pare mal posta. Il termine politica deriva da polis; la politica è città, comunità. Immaginare istituzioni che si muovono senza trasparenza e confronto significa avere una concezione autoritaria della società. .
Se i cittadini suppliscono alle carenze della  politica e delle istituzioni, a che serve il contraddittorio maggioranza e opposizione? Non si giustifica in tal modo la democrazia diretta?Democrazia non significa "in base al principio di maggioranza, una parte è delegata a comandare decidendo in segreto". Il nostro ordinamento si basa su un delicato equilibrio e bilanciamento di poteri e funzioni. L'opposizione politica ha un ruolo di controllo e proposta, la maggioranza politica ha la responsabilità di decidere nel rispetto delle regole e con trasparenza. 
Chiedere, per le grandi scelte di impostazione, che ci sia un percorso dialogico, di confronto, non c'entra nulla con la democrazia diretta, ma riguarda il rapporto tra istituzioni e comunità, e richiama la responsabilità di compiere scelte consapevoli, che devono poi essere adottate dagli organi competenti: il bilancio dal parlamento (il consiglio provinciale: per questo siamo stati tanto duri quando nella recente legge di assestamento sono stati inseriti 353 milioni in un fondo di riserva, quindi alla discrezione della giunta provinciale, invece che nei diversi capitoli di bilancio), i documenti di proposta di bilancio e gli atti esecutivi dalla giunta provinciale. 
Quali idee per ripartire dopo il Covid-19 anche in Trentino? Rimando al sito www.lucazeni.it e agli interventi nel corso delle sedute del consiglio provinciale, che si possono scaricare sul sito del consiglio stesso, dove si possono trovare riflessioni e proposte, sia sulla gestione del covid in sanità, sia sull'economia. 
 
 

lunedì 8 giugno 2020

Rette all'asilo di Spiazzo Rendena, tra voglia di ripartire se i nodi si sciolgono

Da domani possono riprendere gli asili  nella Provincia di Trento, e qualcuno abbozza di riaprire il 15, ma permane attorno alla riapertura degli asili dubbi sulle linee guida e i protocolli da applicare. In quest'ambito interessante. per capire meglio come si è gestita la partita Covid-19 per quanto riguarda le chiusure e in prospettiva le condizione per riaprire, è conoscere le posizione dei comuni attraverso le persone che di tale partita hanno la gestione più vicina al cittadino. Per fare ciò si è sentita telefonicamente l'assessore alla cultura politiche regionali di Spiazzo Rendena, Silvia Bonzani,  che ringrazio per la disponibilità.
La chiusura. La chiusura dell'asilo a Spiazzo Rendena è avvenuta a fine febbraio 2020, riaprendo alcuni giorni a marzo per poi chiudere definitamente con il decreto del Presidente del consiglio che chiudeva l'Italia. 
In questi mesi di chiusura si è alimentata la richiesta dei genitori, che avevano i figli all'asilo, di certezza di non vedersi recapitare le rette per il servizio non goduto dai loro figli. A stretto giro l'assessora  aveva verbalmente assicurato le famiglie che non ci sarebbero state rette da pagare per i mesi di chiusura. La preoccupazione sul tema permaneva però nei genitori, tanto che alcuni hanno ritirato il figlio dall'asilo.
Sulla questione rette che aveva visto anche articoli sul giornale visto le lettere inviate al comune e al gestore è arrivata a maggio l'assicurazione che le rette non verranno emesse. Di ciò sono stati già avvisati o in questi giorni si sta avvisando i genitori per iscritto, dopo l'approvazione dell'integrazione del protocollo finanza 2020 tra provincia e consiglio delle autonomia locali ove sono previste risorse su tale capitolo anche nel periodo di sospensione (sebbene con percentuali differenti).
Anche i genitori che hanno ritirato i figli dall'asilo possono tirare un sospiro di sollievo in quanto è stato assicurato che manterranno il posto in asilo anche da settembre.
La ripartenza. E' intenzione del Comune di Spiazzo Rendena, per bocca dell'assessore competente, garantire il servizio sia a giugno che luglio, sempre che siano chiari il protocolli, linee guida per lo svolgimento del servizio oltre che i contributi per la ripartenza.  Sulla ripartenza ci sarà un confronto col gestore, Cooperativa sociale  Città Futura, per capire il da farsi.