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martedì 3 novembre 2020

La proposta di Luca Zeni per preparare il Trentino al dopo Covid-19: gli Stati generali

L'Italia come altri paesi Europei e del mondo è ancora all'interno dell'epidemia da Covid-19  e ancora oggi non si vede la luce in fine al tunnel. Proprio oggi è allo studio un nuovo DPCM ed è anche il giorno in cui la giunta provincia di Trento fa retromarcia sull'ordinanza precedente che voleva esser meno restrittiva del precedente DPCM.
Al futuro dopo il Covid-19 sembra ancora nessuno ci pensi anche se da qualche mese un consigliere provinciale del PD,  Luca Zeni,  aveva proposto gli Stati Generali per scegliere la rotta e per condividere la scelta delle azioni per affrontare e ripartire dopo il Covid-19. Su questa sua proposta gli abbiamo proposto alcune domande.
Stati generali del Trentino questo Lei propone a Fugatti, non sarebbe  però ciò il fallimento della politica? Non comprendo la domanda. Soltanto una concezione distorta ed autoritaria della politica può vedere una contrapposizione tra dialogo e decisioni. Soprattutto nei momenti di profondo cambiamento, nei momenti nei quali una comunità deve scegliere una strada da percorrere, la politica ha il dovere di muoversi con trasparenza, apertura, confronto. La politica dovrebbe unire la capacità di proposta, con una funzione di guida, alla capacità di confronto, in modo da condividere in maniera ampia le scelte che dovranno essere compiute. 
Interventi tempestivi chiedono gli operatori, le famiglie, i cittadini; non sarebbe la convocazione degli Stati  generali foriero di ritardi di intervento? Al contrario. Più le scelte sono approfondire e consapevoli, più sono solide e capaci di produrre risultati. Vi sono stati alcuni interventi - sia a livello nazionale che provinciale - basati sul sostegno emergenziale, di supporto immediato di fronte alla crisi dovuta al lockdown, con supporto al reddito e al lavoro, e questi dovevano essere più tempestivi possibile. Ma ora si tratta di decidere, di fronte ad una crisi epocale, come investire centinaia di milioni provenienti dallo Stato e dall'Europa. Risorse che non dimentichiamo andranno in gran parte restituite, quindi sono a debito. Per questo devono assolutamente essere utilizzate per creare sviluppo, non distribuite a pioggia in maniera generica: anche se a tassi quasi nulli, quelle risorse andranno restituite dai nostri figli, per cui vanno utilizzate in maniera lungimirante. 
Personalmente ritengo che si sia sprecato parecchio tempo, perché sono diverse settimane che sappiamo esserci queste risorse, ma non si è discusso di come investirle. Sono le idee a fare la differenza, si dovrebbe partire da lì, invece si è spesso in attesa di sapere quanti soldi arriveranno, senza approfondire su come utilizzarli. 
Come si giustificherebbero la politica e le istituzioni verso i cittadini dopo  la richiesta della supplenza degli stessi alla stesse? Non capisco la domanda, che mi pare mal posta. Il termine politica deriva da polis; la politica è città, comunità. Immaginare istituzioni che si muovono senza trasparenza e confronto significa avere una concezione autoritaria della società. .
Se i cittadini suppliscono alle carenze della  politica e delle istituzioni, a che serve il contraddittorio maggioranza e opposizione? Non si giustifica in tal modo la democrazia diretta?Democrazia non significa "in base al principio di maggioranza, una parte è delegata a comandare decidendo in segreto". Il nostro ordinamento si basa su un delicato equilibrio e bilanciamento di poteri e funzioni. L'opposizione politica ha un ruolo di controllo e proposta, la maggioranza politica ha la responsabilità di decidere nel rispetto delle regole e con trasparenza. 
Chiedere, per le grandi scelte di impostazione, che ci sia un percorso dialogico, di confronto, non c'entra nulla con la democrazia diretta, ma riguarda il rapporto tra istituzioni e comunità, e richiama la responsabilità di compiere scelte consapevoli, che devono poi essere adottate dagli organi competenti: il bilancio dal parlamento (il consiglio provinciale: per questo siamo stati tanto duri quando nella recente legge di assestamento sono stati inseriti 353 milioni in un fondo di riserva, quindi alla discrezione della giunta provinciale, invece che nei diversi capitoli di bilancio), i documenti di proposta di bilancio e gli atti esecutivi dalla giunta provinciale. 
Quali idee per ripartire dopo il Covid-19 anche in Trentino? Rimando al sito www.lucazeni.it e agli interventi nel corso delle sedute del consiglio provinciale, che si possono scaricare sul sito del consiglio stesso, dove si possono trovare riflessioni e proposte, sia sulla gestione del covid in sanità, sia sull'economia. 
 
 

giovedì 15 maggio 2014

Movimento franoso su piazza Still a Siror: la gente è stufa

Oggi alle 9.30 si è tenuto in piazza Still un sit-in di cittadini al quale c'era la famiglia Origano che per prima ha sollevato il problema del movimento franoso. Il problema in questione va avanti da anni ed è stato segnalato almeno dal 2009, anche ai servizi provinciali, senza però aver trovato soluzione.

Nel 2009 tramite ricorso alla Giunta Bagetto Luigi Franco ottenne di poter costruire una strada anche se si sottolineava nella delibera della Giunta Provinciale di Trento nr. 433 del 2009 che decideva il ricorso la pericolosità idrogeologica della zona. Certamente tale opera non ha portato sollievo alla zona tanto che il 14 ottobre di quell'anno Lucian Donato faceva riferimento a chi ha preso la decisione in merito doveva esser ritenuto responsabile in solido col proprietario della strada di eventuali disastri facendo riferimento alla vicenda di Sarno.

Nel dicembre 2012 lo stesso Lucian Donto è disposto a fare lavori per cercadre i risolvere con dei lavori a proprio spese la situazione onde evitare di avere un aumento dei danni cosa che la Famiglia Origano e Meneghel hano avuto.

I cittadini in questione dopo che gli è stato confermato che non possono fare interventi come sottolineato da Lucian Donato chiedono di avere una soluzione al problema che potenzialmente mette a rischio la sicurezza delle persone di tutta l'area visto che la situazione va via peggiorando.

A questa richiesta non è seguita uguale attenzione con qualche sopralluogo dei tecnici, ma senza poi aver soluzione. In data 08 gennaio 2014 il sindaco di Siror, Walter Taufer, faceva riferimento ad un incarico all'ing. Daniel Zanona che ha che ha già verificato esternamente la situazione, ma che è disposto a far verifiche interne. Si è parlato di un incontro tra l'ing. Riccardo Nami e i Servizi provinciali competenti per arrivare una soluzione per tutti gli edifici che sono coinvolti alla problematica. Allo stato anche dopo un incontro poco cordiale col segretario comunale Mauro Amadori che non riteneva di dover dare risposte nulla si è mosso.

Al sit-in era presente Luca Zeni del PD, invitato da Enrico Turra, che ha assicurato che contatterà l'assessore Mauro Gilmozzi e si impegnerà anche con un interrogazione per capire lo stato delle cose e che tipo di interventi e che tempistica per una soluzione. Si spera che non sia una boutade elettorale.

Un disagio questo che va avanti da tempo con le persone sempre in attesa di un intervento che allo stato ancora non c'è con una politica anche a livello comunale lontana dai cittadini.

venerdì 14 marzo 2014

La prima commisione permanente della Provincia Trento inzia oggi l'esame della legge finanziaria di assestamento 2014

Oggi alle 11.00 nella sala Lenzi di Palazzo Trentini inizierà il cammino della legge finanziaria di assestamento 2014 della Provincia di Trento. Il governatore Ugo rossi illustrerà la proposta della Giunta provinciale davanti alla prima commissione permanente presieduta da Luca Zeni (PD). La stessa sarà corredata dal relativo di legge relativo al bilancio.

Nel pomeriggio di oggi e lunedì si avranno le audizioni degli assessori a cui faranno seguito le consultazioni de Consiglio delle autonomie locali - Consorzio dei comuni e delle organizzazioni sindacali Cgil, Cils, Uil, Fenalt, Dirpat e Unione trentina dei segretari comunali e comprensoriali.

Martedì mattina la prima commissione permanente ascolterà le valutazione portate dalla Camera di commercio, dal Comitato interprofessionale ordini e collegi professionali della Provincia e dal Coordinamento provinciale imprenditori.

Lunedì 24 dopo aver acquisito il parere delle altre commissioni permanenti sulle parti della finanziaria di competenza di questi organismi attraverso un incontro con i rispettivi presidenti, la prima commissione inizierà l'esame degli articoli e degli emendamenti che dovrà concludersi entro martedì 25 marzo.

I disegni di legge della manovra, finanziaria di assestamento e bilancio, una volta licenziati dalla prima commissione passeranno all'esame dell'aula da lunedì 7 a venerdì 11 in una seduta fiume.

sabato 1 giugno 2013

Luca Zeni si infrange su Olivi

Il partito democratico non ha concesso le primarie aperte e proporrà il candidato Olivi scelto dall'assemblea provinciale composta da 68 persone. In tal modo si sono cambiate in corsa le regole del gioco sconfessando le primarie. Il candidato Luca Zeni ecco come come valuta tale scelta.

Il tradimento dello strumento delle primarie motivazioni. n Trentino le primarie per la Presidenza della Provincia - quelle vere, dove i cittadini possono scegliere liberamente, tra proposte diverse, quale direzione sia meglio per il Trentino - non ci saranno.

Troppo rischiose, perché l’esito non è controllabile. I trentini avrebbero potuto scegliere una proposta diversa da quella precostituita, come insegnano le esperienze di Milano con Pisapia, di Firenze con Renzi, o di Genova con Doria.

Da quando faccio politica mi sono sempre battuto perché ci fosse un partito aperto, inclusivo, innovativo, dove le persone possano riconoscersi al di là della loro provenienza. Un partito di centrosinistra, che sia davvero al servizio del Trentino (e del Paese), non è quello chiuso che rappresenta gli interessi di categoria, ma quello che punti a rappresentare tutta la società, possegga una visione d’insieme, sappia far crescere impresa e lavoro, giovani e anziani, uomini e donne.

Per questo primarie aperte - capaci di coinvolgere i cittadini sulle scelte che riguarderanno il loro futuro, la politica economica, il turismo, il ruolo dell’ente pubblico nella società, l’istruzione, l’autonomia del Trentino – sarebbero state necessarie: non solo per far crescere il Pd, ma soprattutto per far crescere il Trentino.

La candidatura di Olivi. Non è andata così, ed alla fine il candidato del Partito Democratico sarà nominato dall’assemblea provinciale, un organismo di 68 persone. La scelta non sarà presa dai cittadini, come previsto dalle regole e dallo spirito del PD: non possiamo che prendere atto che è stato cambiato in corsa il campo di gioco.

L'impegno politico. Per questo con centinaia di persone di ogni zona del Trentino abbiamo dato vita a una esperienza come “START! Metti in moto il Trentino”: oggi dobbiamo prendere atto della delusione nei confronti della politica, e della difficoltà di coinvolgere i cittadini dentro la militanza partitica, e luoghi di discussione aperti possono rendere più facile una partecipazione ampia, che porti con più facilità idee e proposte innovative e approfondite. Anche in questo caso il risultato non è solo far crescere il Pd, ma soprattutto far crescere il Trentino.

Ho deciso di rimanere coerente con quelle regole e quello spirito, e quindi oggi ho annunciato di non presentare la mia candidatura, per non prestarmi a un gioco diverso rispetto a quello in cui credo.

Non posso che prenderne atto.

Sul futuro voglio essere chiaro.

Continuerò a lavorare perché anche dentro gli organi del PD del Trentino divenga maggioranza – come già lo è già tra i suoi elettori e nella gran parte dei cittadini – la linea di coloro che desiderano un Trentino capace di guardare in avanti, partendo dai tanti punti di forza che ci sono, ma che sappia farlo senza nascondersi le criticità che divengono ogni giorno più evidenti. In un mondo in continua evoluzione una politica responsabile deve avere il coraggio di innovarsi e saper proporre sempre nuove soluzioni, perché limitarsi a guardare indietro, rivendicando le cose buone fatte sinora, oggi, purtroppo, non è più sufficiente.

Pur ritenendolo un grave errore, non potrò che rimettermi alle decisioni che prenderà la dirigenza del partito in ordine al percorso di avvicinamento alle prossime elezioni provinciali, ed a possibili primarie chiuse di coalizione, con la forte speranza e l’auspicio che gli elettori sappiano essere pazienti e migliori dei loro dirigenti.

Ringraziamenti. Ringrazio le tantissime persone che condividono una visione di Trentino aperto e dinamico e che anche in questi giorni mi hanno fatto arrivare considerazioni e sostegno con telefonate, messaggi, e-mail. Grazie perché sentire sostegno e calore è quello che fornisce l’energia necessaria anche quando le vecchie logiche rischiano di far prevalere la voglia di “allinearsi”. Chiedo scusa a chi non ho ancora risposto, lo farò al più presto, ma siete stati davvero tanti.

domenica 19 maggio 2013

Fuori i programmi per le provinciali non i Pinocchio di turno

E' desolante leggere l'appello di Franco Panizza e Ugo Rossi che lanciano un appello forte e preccupato, riportato sul sito del Patt e che chiedendo di scegliere le modalità di selezione del candidato a Presidente della provincia della di Terento del 2013. E per giunta si dice che si deve fare presto perchè mentre le forze della coalizione le «imprese chiudono» e l’economia «è in una situazione di emergenza». Si rilanciano poi le primarie in modo tale che «siano poi i cittadini nelle primarie a stabilire chi sarà il coordinatore della coalizione».

Uno strumento le primarie che al leader Patt Ugo Rossi che le vede anche nel caso Alberto Pacher ritiri la suo no a candidadare. Ma non è il solo che è convertito alle primarie tanto che Franco Panizza lancia questo segnale «Su Pergine alla segretaria Flavia Fontana dico che se non si è arrivati a un candidato unitario del centrosinistra autonomista è per il fatto che l’Upt si è tirato indietro sulle primarie…».

Il tempo come lo stesso Ugo Rossi sta per scadere e si dovrebbero tenere tra il 16 e il 23 giugno, in quanto a luglio è impensabile. Togliendo poi agosto che in impossibile perchè francamente la gente non seguirebbe le stesse poi si arriverebbe troppo a ridosso delle elezioni.

La lezione presa da Bersani sembra non aver insegnato nulla e cioè che va bene il leader ma la gente vuole sentir parlare di altro. La gente vuole sentire a parlare dei problemi suoi, dell'economia, di come rende più rispondente la pubblica amministrazione e vuole concretezza.

Sui programmi. Sebbene la destra in questo momento sembra latitare sopratutto sul tema delle provinciale e i programmi la sinistra non ne esce con una bella figura. Si sente parlare a sinistra di molti nomi di laboratori che si stanno costruendo di leader che sembrano caduti da Marte, ma nulla di concreto.

Il Patt fa questa proposta ad un PD che è lacerato da divisioni interne. Luca Zeni ha creato un laboratorio suo esistono poi tante candidature Alessandro Olivi, Borgonovo Re e tanti nomi anche della cosiddetta "società civile".

L'UPT poi vede la perdita di persone e contendersi l'elettorato con Progetto Trentino di Silvano Grisenti che è fuoriuscito proprio da quel mondo.

Il gran rifiuto di Pacher. In questo contesto fa eco il gran rifiuto alla ricandidatura di Alberto Pacher che da reggente della Presidenza della Provincia di Trento poteva candidarsi per il ruolo di Presidente della Provincia. Un rifiuto il suo fatto per tempo, almeno un anno fa, constatando che non c'erano le condizioni per la sua candidatura. Condizioni non personali ma politiche che non sono state risolte e che sembra non si vogliano risolvere.

Vorrei ricordare ai politici che parlano sempre di nomi ed alleanze che il cittadino non vota per mandare questo o quello a governare come se fosse un gioco di società delle figurine panini. Il cittadino vuole un progetto, conoscere le cose che si ritiene portare avanti e come si ritiene di risolvere i problemi che ci sono e che futuro si vuole dare al territorio.

Se interessasse solo la figura che è si importante che sia autorevole allora basterebbe prendere il Pinocchio dei Collodi e votarlo. L'elettorato è più maturo e ha più possibilità di informazione e si vede ciò che è possibile fare e ciò che non lo è. Speriamo che le questioni politiche prima fra tutte il programma e poi il resto vengano toccate e non si parli solo di persone. E' finito quel tempo e se il PD, PATT, UPT non lo capiscono in fretta potrebbero risvegliarsi dal sogno per trovarsi nel loro peggiore incubo: la vittoria di una destra. L'unica fortuna è che forse la destra è per il momento immobile.

giovedì 11 aprile 2013

Start! secondo appuntamento il 13 aprile 2013

Secondo appuntamento per Start! il 13 aprile 2013 alle ore 17.00 in via Brennero 113 Trento. E' questo il nuovo appuntamento del laboratorio voluto da Luca Zeni per disegnare il cambiamento che si vuole portare alla guida della Provincia di Trento come possibile candidato alle provinciali.

Il tema che si affronterà Trentino: la pubblica amministrazione come motore del territorio. Un tema attuale visto che le risorse continuano a diminuire anche in Trentino.

Un trentino con oltre 20.000 dipendenti, il ruolo della Pubblica Amministrazione é fondamentale. Com'é possibile valorizzarne tutte le energie e le competenze? Quali sono le funzioni che meglio si prestano ad un suo sviluppo? E questo il motto che nella locandina dell'appuntamento si porta avanti e al quale Sergio Mancuso, vice Direttore Generale, Responsabile area innovazione economica e sviluppo Comune di Milano, oltre che lo stesso Luca Zeni cercheranno di abbozzare qualche idea di lavoro.

Un tema quello dello motore dello sviluppo importante che qui si vuole vedere anche nella pubblica amministrazione trentina che ha tanti pregi, ma che ha anche i suoi difetti come ogni entità sociale.

La prolificazione degli enti. Un fattore da tenere sotto controllo è la prolificazione di molti enti in qualche caso in parte se non coincidenti nelle missioni in parte sovrapponibili. Sfoltire tale situazione non per far cadere gli investimenti, ma per una gestione più coerente degli enti. Questo in molti settori anche della ricerca.

E' in tale senso ricercata anche un gestione diversa delle società pubbliche che vanno mantenute solo se necessarie ad un interesse pubblico e non per fare concorrenza al privato e in tal senso vanno compiute delle scelte.

Va poi finalmente ripresa in mano la questione dei livelli di governo. Sono state create le Comunità di Valle per la gestione di funzioni in modo congiunto, ma le stesse non dimostrano spesso quel potere che ci si aspettava per una gestione comune del territorio superando la questione di frazionamento in piccoli comuni. E questo perchè non poteva essere affrontato nei termini affrontati visto che i comuni hanno riconoscimento costituzionale e le Comunità di Valle no. E' pur vero e si deve riconoscere che il regime dell'ordinamento dei comuni è in capo alla Regione della Trentino Alto Adige. La stessa da alle province il poter di dire quale funzioni devono essere gestite in modo associate.

Il problema non è se un gestione associata va fatta o meno ma favorire la riduzione dei comuni con un processo incentivato ma volontario. Molte cose si sono mosse e qualche fusione come i comuni della Valle di Ledro si sono fusi e altre fusioni sono state lanciate. Un'imposizione per la gestione associata porta a risultati a volte schizofrenici dove nell'Alto Primiero sono presenti sia la Comunità di Valle sia l'Unione Alto Primiero come enti sovra-comunali.

La trasparenza. La trasparenza deve essere il must di ogni livello di governo e di ogni settore che ha col pubblico rapporti. Una particolare attenzione va in questo senso messa sulle aziende a partecipazione pubblica visto lo scontro che si è avuto tra qualche esponente del Comune di Trento e A22 in merito alla gestione delle carte gratis fornite alla classe politica senza che ciò portasse a trasparenza sulle stesse.

Produttività. La produttività della pubblica amministrazione deve esser il must e in tale settore sicuramente in Trentino molto si è fatto, ma va fatto di più. Non per punire i dipendenti ma per metterli in grado di lavorare in modo più proficuo per dare risposte alla cittadinanza in modo efficace. Questo si può fare evitando conflitti di competenze o adempimenti che nulla aggiungono in termini di tutela interesse pubblico. In tal modo si potrebbe recuperare un immagine estremamente positiva alla pubblica amministrazione che spesso sebbene non trova ad un grande impegno un uguale riconoscimento, sebbene in Trentino la situazione sia migliore che in altre parti del paese. Aspettiamo ora di vedere le proposte di Start!

mercoledì 10 aprile 2013

Abrogazione del quorum referendario: modificazioni della legge sui referendum provinciali una bella illusione.

In data 22 giugno 2011 la consigliera Margherita Cogo come prima firmataria presenta il DDL 222 della XIV legislatura. A lei come firmatario si aggrega Bruno Firmiani.

Il disegno di legge 222 ha un testo semplice composto di solo 2 articoli e doveva innovare in materia referendaria la validità dei referendum togliendo il quorum con il primo ariticolo e portando col secondo a 9000 le firme che gli elettori dovevano elettori del Consiglio Provinciale o 20 consigli comunali. Il testo è visibile qui.

Una boccata di democrazia diretta. Sembrava che tale apertura avesse portato una ventata di novità anche nei referendum comunali con Trento e Rovereto che si erano mossi per poter modificare le norme in tal senso e dare spazio con più facilità ai cittadini poi tutto si è arenato. E' questo che ha portato molti a votare Grillo.

La lezione però non è bastata. Sembra proprio che la lezione non sia bastata e che spesso alcuni DDL vengano presentati e poi abbandonati nel limbo delle commissioni e questo è uno di questi. Allo stato per i prossimi tre mesi risulta non esser stato calendarizzato in consiglio e allora ci si chiede se non sarebbe stato meglio usare le commissioni meglio visto che i temi sul tappeto sono molti tra i quali una profonda crisi economica. Vista l'estate vicina e a novembre 2013 ci sono le elezioni non si capisce come tale DDL possa arrivare in aula visto quanto tempo è passato dal 05 luglio 2011, data in cui è entrato in commissione competente.

Sarebbe utile che il PD che vede tra le sue file la prima firmataria Margherita Cogo, consigliere PD, chiarisse i motivi che non anno visto lo stesso arrivare almeno alla discussione di un tema forse non il più sentito, ma sentito dalla gente. Infatti il sistema referendario come è attualmente disegnato anche per le materie provinciali non funziona. Dalla data di approvazione della legge provinciale n. 3 del 2003 ad oggi nessun referendum provinciale ha ottenuto il quorum di validità. Eppure le prospettive che la legge in questione dava erano interessanti anche nel rispetto della volontà popolare erano ottime.

Il rispetto dei risultati. Il rispetto dei risultati del referendum è sentito nella legge provinciale n. 3 del 2003, che disciplina i referendum provinciali, prevedendo (art. 16), con riferimento al referendum propositivo, che "Qualora il referendum abbia esito positivo la Giunta provinciale o il Consiglio provinciale, secondo la rispettiva competenza, adottano, entro tre mesi, le iniziative e i provvedimenti per l'attuazione dei risultati del referendum."

Nel referendum abrogativo, gli effetti sono ancora più immediati, in quanto in caso di esito favorevole all'abrogazione, il Presidente della Provincia dichiara, con proprio decreto, l'abrogazione della legge provinciale o delle singole disposizioni di legge sottoposte a referendum. Il decreto è pubblicato immediatamente nel Bollettino ufficiale della Regione e l'abrogazione ha effetto dal giorno successivo a quello di pubblicazione.

Lo strumento per eccellenza della democrazia diretta. Lo strumento per eccellenza il referendum sembra non funzionare nel sistema italiano e pure trentino non portando a nessun risultato. Nessun risultato in quanto il risultato del no viene ottenuto spesso non spiegando le ragioni del no, ma semplicemente facendo leva sull'astensionismo e quindi il non voto.

L'eliminare la quota referendaria anche aumentando le firme avrebbe portato benefici alla Comunità in quanto le persone erano costrette ad informarsi ed ad esprimersi. In un mondo sempre più stanco del voto e che ha scarsa considerazione politica o si rivitalizzava lo strumento o lo si cancella. Non è più tempo di mezze misure.

Non è che tutte le idee di tutti i consiglieri sono per forza buone leggi ma si deve avere il coraggio di dire non che si deve legiferare di più ma meglio. E' inutile usare risorse per DDL che non si sosteranno, ma non si può lasciare il cittadino che essi potranno avere seguito. Anche in queste piccolezze si vede la maturità politica. E quindi doverosa una risposta dal PD e dal suo capogruppo sullo stallo visto nella trattazione di questo disegno di legge che porta la firma di un proprio consigliere. Perchè si è abbandonato questo DDL sull'abrogazione del quorum referendario? Non si crede in tal modo di dare ancora più spazio a Movimento 5 stelle? Il PD ha un movimento corale sui temi?

giovedì 4 aprile 2013

La campagna elettorale per le provinciali sono iniziate in casa PD

Dopo che Progetto Trentino ha scoperto le carte anche in carta PD qualcuno scopre le parte Luca Zeni. Una generazione nuova del PD Trentino che apre con questa iniziativa del 06 aprile 2013 la stagione delle provinciali nel PD.

Sabato 6 aprile 2013 in via brennero, 113 a Trento alle ore 17.30 è questo l'appuntamento col cambiamento che Luca Zeni da a tutti per costruirlo assieme per mettere il trentino in moto. Tutto questo non nella continuità ma nell'ambizione di cambiare il Trentino scrivendo il miglior programma per la provincia con le energie migliori in campo Serve una visione comune: la consapevolezza che cambiare le cose è possibile.

Ecco quindi il significato di Start! partenza per il futuro. Un futuro che parte da "Start" un luogo di approfondimento e di elaborazione di proposte concrete con l'aiuto di tutti coloro che credono in un Trentino capace di rinnovarsi, di fungere da esempio per tutte le altre regioni, un Trentino innovativo, che valorizzi tutte le nostre potenzialità. Questo per creare una corrente di pensiero moderna, umile e realista. Ma per farlo abbiamo bisogno del contributo di tutti voi.

Il PD ha visto in parte come un'iniziativa che porta divisione, ma è pur vero che se il PD non vuole perdere alle provinciali deve inventarsi qualcosa. I problemi però sono anche di caolizione visto che l'UPT ha visto un ritorno di Silvano Grisenti che sembra coalizzare sia forze di quel mondo che di esperienze diverse, prendendo da destra a sinistra.

Non vorrei che nel PD prevalesse l'immobilismo in attesa di cosa succederà a livello nazionali con elezioni sempre più vicine magari a giugno. Vedremo se verrà tale esperienza valorizzata.

martedì 15 gennaio 2013

Quale governo?

La destra sta recuperando dopo il round Santoro-Berlusconi su LA7. Su tale punto si può dare ragione all'editoriale di Pierangelo Giovanetti del 13 gennaio 2013 sull'Adige. Questo anche perchè la sinistra si perde in molti rivoli come anche Luca Zeni ha messo in luce sopratutto con i rischi che si corrono al Senato. Rivoluzione civile è solo uno dei rivoli in cui peraltro per molte idee lo stesso Zeni si riconosce.

La destra potrà anche non vincere, ma può sicuramente rende dura la vita alla sinistra. Questo è una sola delle tante proposte di governo tra le quale non si può che annoverare i movimenti maggiori tra cui il Movimento Arancione, Movimento Alba (Rivoluzione Civile) e tra i quali valuto anche Giannino. Basta che la gente lo voglia. Dissento quindi da Pierangelo Giovanetti che mette come unico governo possibile Monti e il PD. Certo 200 partiti e liste con i relativi simboli sono troppi anche per uno stato come l'Italia, ma siamo sicuri che tutti propongono idee?

Monti e PD unico governo. Facciamo il gioco dell'editorialista dell'Adige ripreso ieri a Piazzapulita da LA7 e non si può che vedere come le conclusioni tratte facciano sembrare un tale governo una rivisitazione del Prodi 2006 morto dopo 2 anni. I montiani, rappresentati in trasmissione da Secchi, hanno veti su SEL. Sebbene qualche punto SEL ha idee montiane, come taglio dei costi della politica, lì il contatto finisce come lo stesso Vendola ha ammesso. Lo stesso UDC ha preclusioni su SEL. Vogliamo veramente un anno alla Prodi del 2006?

Ci sono poi domande che un'affermazione di Bersani e del PD-SEL come primo leader e coalizione pone: Monti sosterrà in tale situazione Bersani? Un eventuale sostegno a Monti o viceversa non è che senza SEL in coalizione si fa un ennesimo tradimento alle primarie? Che valore avrebbe a quel punto le primarie e il leader scelto con le stesse?