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sabato 14 giugno 2014

La Variante PRG a Canal San Bovo: presentazione iter, e principi

Il 10 giugno si è tenuta una riunione organizzata dall'amministrazione comunale di Canal San Bovo aperta a tutta la popolazione che presentava l'iter per la variante al PRG che si intende portare avanti. Sebbene ci sia stato l'avviso e il tema sia importante, la popolazione è stata assente come anche l'incaricato per redazione la variante Vittorio Cerqueni. Se nel caso dell'incaricato alla redazione c'era una giustificazione per sopravvenuti impegni (perchè anche consigliere del comune Transacqua c'era consiglio comunale) l'assenza della popolazione è difficile capire la motivazione quasi che ci sia stato disinteresse.

La legge della Provincia Trento 3/2014 approvata il 22 maggio 2014 ha modificato la precedente è ha previsto una maggiore partecipazione della popolazione in ambito di programmazione urbanistico/edilizio per evitare contenzioso ex post, in quanto sebbene lamentele ci saranno sicuramente una volta approvata è da constatare se non si partecipa quando si può si è colpevoli.

Perchè della variante. La sindaca Mariuccia Cemin esprime la volontà di portare avanti tale variante col fatto che molte problematiche dal 2008 si sono accumulate e oltre al fatto che il piano a 9 anni e scadrebbe il prossimo anno. La scadenza del PRG farebbe tornare diverse aree edificabili dei piani attuativi ad un coefficiente da area agricola. Tale variante si voleva già fare 2 anni fa ma solo ora si è riusciti mettere in bilancio le risorse (48000 euro) che poi con trattative con l'incaricato verranno usate per 36000 euro.

L'iter. Prima di descrivere l'iter è subito da dire che tale variante non sarà portata a termine dall'amministrazione Cemin, ma solo impostata dalla stessa, infatti nei sei mesi dalla chiusura del mandato la normativa vieta approvazioni delle varianti.

L'11 luglio dopo 30 giorni dall'avviso si chiuderà il termine di presentazione delle "proposte collaborative" della popolazione e dal 12 luglio il progettista inizierà ad esaminarle e ha verificare quelle possibili intrecciando la normativa e gli altri piani non ultimo il Piano Territoriale della comunità. Terminato il lavoro del tecnico si avrà la prima adozione che vedrà correre in parallelo due percorsi: quello della popolazione e della provincia. Nel primo si potrà da parte della popolazione visionare il piano per 60 giorni proponendo osservazioni che verranno pubblicate per 20 giorni a cui seguiranno 20 giorni per osservazioni sulle osservazioni. Nel secondo percorso invece la provincia avrà 90 giorni per convocare la conferenza dei servizi per ottenere i pareri necessari. Entro 120 giorni dal termine di tale fase si avrà l'adozione definitiva costruita tenendo conto ciò che emergo. Dalla adozione definitiva ci sono 60 giorni per la provincia di chiudere l'iter.

Cosa si intende fare. Assistita, come sull'iter, dal tecnico Leonardo Del Vasto (dipendente comunale) la sindaca presenta cosa si intende fare. Per prima cosa si vuole portare nel PRG ciò che emerge da altre piani che interferiscono sulla materia tra cui anche la carta di sintesi del rischio idrogeologico e rendere il PRG coerente agli stessi. Questo è dovuto al cambio della normativa che nell'ultima versione chiede anche di tenere in considerazione dello stralcio del piano Terittoriale della Comunità di Valle anche se non approvato definitivamente. In tal senso si vuole far propri i principi contenuti dello stesso evitando di creare zone scollegate (ad esempio residenziali ove non ci sono servizi) come successo a Canal di Sotto e che per molti aspetti crea problemi.

Si potrà inoltre la possibilità di chiedere la schedatura delle baite non schedate gratuitamente col piano baite della comunità di valle (per mancanza fondi) prevedendo che si possa a proprie spese proporre una schedatura. Chi ha già la baita schedata col piano baite 2011 potrà proporre la modifica della scheda sempre a proprie spese.

Si prevede di rivedere la schedatura in centro storico per poter far fronte a problematiche emerse come nel caso della richiesta di poter costruire degli abbaini.

Da sottolineare tra chi ha proposto domande Corona Antonia che ha chiesto se esistono varianti pubbliche magari prevedendo i parcheggi anche al limite del paese per Canal San Bovo. Alla stessa la sindaca risponde che effettivamente il problema parcheggi, dopo il fallimento di varie ipotesi, sono di difficile collocazione. Essendoci le variante puntuali, strumento già usato, non esiste la necessità di varianti pubbliche ma che molto sarà costruito sulle proposte della popolazione. Si intende mantenere la previsione della strada di circonvallazione di Prade tra Villanova/Poli che potrò venir fatta se arriveranno risorse. Più difficile la realizzazione circonvallazione Canal San Bovo che comunque si mantiene in piano. L'area artigianale è stata messa in zona ove non era presente urbanizzazione. In previsione di una sua espansione che pare esserci va prevista nel PRG la strada di accesso che attualmente avviene in modo non adeguato dal ponte di Ronco. Sebbene altri interventi sono stati fatti questo era per me il più rilevante.

lunedì 9 settembre 2013

Movimento 5 Stelle costruisce il consenso anche richiedendo la critica al suo programma

La campagna elettorale per le provinciali della Provincia di Trento è entrata nel vivo ma sebbene spesso sui giornali se ne parli non ha preso ancora il cerino che la riscaldi. Il Movimento 5 Stelle risulta essere a livello provinciale raccontato, ma non nel lavoro che si sta facendo.

Al di la dei Candidati che sono stati scelti e di cui si possono leggere i curriculum qui in modo che chiunque possa leggere la statura del curriculum degli stessi dal candidato Presidente della Provincia ad ogni singolo consigliere e farsi idea sulle persone è in progress il programma che si può leggere qui. Un programma commentabile da chiunque anche in modo anonimo anche se un commento non anonimo fa capire che chi l'ha messo in campo si vuole esporre. Per fare ciò ci si basa sull'applicazione Google Documenti. Dopo i vari commenti vengono valutati è c'è chi aggrega l'aggregabile al Programma. Un modo questo di fare il programma con la gente.

I principi. I principi del Movimento 5 Stelle sono contenuti nelle linee guida che fanno riferimento a Beni Comuni, Trasparenza, Gestione del Patrimonio Pubblico, Politiche Sociali.

I Beni Comuni nel Movimento 5 Stelle sono intesi come ogni servizio di valore sociale e questa definizione è dinamica e lascia troppo a mio avviso all'interpretazione. Tali bene devono avere un parlamentino di cittadini, amministratori dipendenti che vengono estratti a sorte ogni 6 mesi con compiti di controllo e trasparenza nei confronti dell'operato dei fornitori dei servizi. Questo senza compenso ne rimborsi.

La Trasparenza dei Palazzi sia provinciale che regionale e aperto ai cittadini e trasparenti agli stessi. Essi devono essere accessibili a tutti.

La gestione del patrimonio pubblico è molto importante in quanto in tale linea guida viene indicato il ruolo della Provincia. In tal senso si vuole una restrizione del ruolo della Provincia che spesso è diventato preminente anche nell'economia con una gestione spesso non trasparente al limite del personalismo e del clientelare. In tal modo si vuole evitare che aziende corrette e sane siano sottoposte ad una concorrenza sleale tornando al ruolo del settore pubblico i servizi al cittadino

Le Politiche Sociali sono il settore sui cui si deve lavorare per proteggere il lavoratore che perde lavoro. Su questo punto si vuole andare ad un Reddito di Cittadinanza che garantisca risorse a chi perde lavoro con una prospettiva di riqualificazione in prospettiva di creazione di nuovi lavori sani e produttivi. Una misura questa sicuramente meritevole basta che non sia la riproposizione di corsi che poco hanno a che fare con un ritorno al lavoro come spesso fin'ora è stato

Il tema del sostegno del lavoro e di un fisco meno oppressivo sono i pilastri di un agenda dalla quale devono uscire i finanziamenti degli amici.

Su queste basi è costruito il Programma del Movimento 5 Stelle del Trentino.

giovedì 20 dicembre 2012

Manifesto Movimento Arancione

Ascoltato De Magistris mi sembrava che il Movimento Arancione fosse ancora agli inizi e il Manifesto del Movimento ha ancora di più avvalorato l'idea.

Cos'è il Movimento Arancione? E' essenzialmente una fabbrica di pensiero e per il momento non si vedono grosse idee ,ma slogan molti che vogliono portare la gente a formare un programma.

Quali principi? I principi sono quelli del bene pubblico e della lotta alla povertà.Un tema molto sentito. La gestione però dei beni pubblici e della cosa pubblica però è innovativo.

Chi è vissuto in tempo austroungarico avrà sentito parlare di usi comuni o comunque di proprietà collettiva. Non il comunismo la proprietà collettiva che facevano i pastori per usare bene i pascoli? Perchè vi parlo di ciò vi chiederete perchè un punto sembra andare in tale prospettiva. Ha un problema però che o è tutto pacifico oppure può capitare che il bene sotto o sovra-utilizzato e che nessuno se ne faccia carico delle manutenzione.

Si parla poi di diritto di diritto alla felicità ma è difficilmente realizzabile perchè ciò che fa felice può non far felice un'altro.

Recidere il collegamento economia e speculazione finanziaria e un ritorno all'economia reale difendendo il lavoro e i suoi diritti.

La pace e la cancellazione della guerra che porta solo via risorse e crea molti problemi. Una guerra però che però si vuole fare alle discriminazioni razziali e di genere. Una guerra che si vuole fare alla mafia grande piaga del nostro paese sopratutto in alcune zone d'italia.

La ricerca e l'industria sono centrali per creare occupazione e combattere le povertà.

Tasse sui patrimoni e le transazioni finanziarie, ma non si dovrebbe invece cambattere l'evasione? Abbiamo già tante tasse vogliamo veramente far scappare i capitali. Gérard Depardieu e il casino che sta succedendo in Francia insegnano.

Anche loro come il Movimento 5 stelle parlando i demcrazia diretta, ma quali strumenti si possono usare per applicarla? Non saprei spero di avere delucidazioni perchè se è il metodo Grillo non mi pare funzioni molto.

Considerazioni. Siamo ancora alle idee generali e si vorrebbe più concretezza e personalmente vorrei che mi spiegassero la democrazia diretta.

Il leader chi sarà poi non so proprio: De Magistris o Antonio Ingroia? Personalmente ritengo che una persona coerente porti a termine il suo lavoro e quindi credo De Magistris non possa candidarmi, per Antonio Ingroia aspettiamo torni dal Guatemala.

Poche idee di principio e poco altro non mi danno la sensazione di poter governare. Il movimento sembra ancora in embrione e il 24 febbraio si vota.