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sabato 20 aprile 2013

L'agonia di Bersani e la proposta di SEL

Pier Luigi Bersani ha rassegnato le dimissioni da segretario operative dopo l'elezione del Presidente della Repubblica, perchè tante cose poteva sopportare tranne che essere preso per i fondelli dai parlamentari del suo gruppo. E' questo che si è verificato su Prodi. Un congresso del PD.

L'affermazione che i capigruppo del PD al Senato e Camera non è accettabile. Come si fa a dire ciò "La decisione dei parlamentari del Pdl e della Lega di uscire dall’Aula al momento del voto per il presidente della Repubblica è un atto grave che ferisce le istituzioni democratiche. E questo accade nel momento di massima espressione della vita democratica del Paese” dopo che c'era stata convergenza su un nome che invece è stato bruciato e si è messo un candidato visto come fumo negli occhi dalla destra. Il PD ha tradito la parola data ha tradito le istituzioni mettendo in scena uno spettacolo raccapricciante.

Un sussulto di dignità. Occorrerebbe un sussulto di dignità e non si può che riconoscere ciò ha Pier Luigi Bersani che ha rassegnato le dimissioni dimostrando che ha volte un uomo deve dire basta e che la misura è colma.

Non è dato modo di vedere come si possano riallacciare le fila col centrodestra e con buona parte del parlamento, ma una proposta la fa Nicki Vendola. Un uomo Niki Vendola che potrebbe dimostrarsi molto più pragmatico di tutti e chiama al voto su Stefano Rodotà. Un candidato sicuramente autorevole e che apre a Movimento 5 Stelle e salva il centrosinistra in corner. Un modo questo per una speranza che si deve riaccendere e dare al popolo.

Non ci si deve nascondere che lo scontro ora tra destra e sinistra si è alzato e che probabilmente ciò porterà tensioni e magari richieste di elezioni da una parte. Sarà nel caso di un voto a Rodotà onere del PD e del centrosinistra vedere se col Movimento 5 Stelle ci potrà essere un governo, ma questi sono scenari che se si apriranno un minuto dopo l'elezione del Presidente della Repubblica e sono ancora incerti. Nel caso un governo sia possibile lo si faccia, il popolo italiano non si merita spettacoli come quelli andati in scena il 19 aprile 2013, andiamo direttamente ad elezioni anche se non sono auspicabili. E ora parola alla quinta votazione.

venerdì 19 aprile 2013

Romano Prodi proposta PD per il Presidente della Repubblica

Non è facile far passare Prodi e forse a questo punto si arriva alla quarta votazione e la candidatura presentata potrebbe compattare il PD e Sinistra Ecologia e Libertà.

Il PDL ha ieri parlato di elezioni e oramai con questa proposta esse sono molto vicine e dire che per giugno si potrebbe votare non è peregrino. Il centrodestra non può accettarla pena non perdere il suo elettorato. La terza votazione oramai sarà ancora una votazione non conclusiva e oramai il Presidente della Repubblica sarà solo espressione di parte del Parlamento e non unisce sicuramente il paese.

Il governo. Il governo se non viene trovato con il Movimento 5 Stelle non è possibile nessun governo anche perchè oramai con centrodestra la questione è sepolta.

Sono più di 50 giorni senza governo e credo che come si espresso il popolo del centrodestra nessuna più trattativa sia possibile col centrosinistra. Forse il scaldare i motori ieri da Udine per una campagna elettorale era una mossa per far capire che si stava andando verso una tale proposta del PD. Una proposta irricevibile.

Il centrodestra a sto punto se vuole salvare la faccia deve andare in piazza e far vedere tutta la sua forza altrimenti sarà messo all'angolo.

Spero che il Movimento 5 Stelle non voti Prodi visto la persona che hanno proposto e che pieghi il PD a votare Rodotà anche se ciò oramai sembra non capiterà. Vedremo le prossime mosse.

Il se non ora quando di quando di Riccardo Fraccaro

Il deputato Riccardo Fraccaro fa un appello a tutti cittadini per un sostegno alla causa del Movimento 5 stelle per poter sbloccare la questione dell'elezione di Stefano Rodotà a Presidente della Repubblica.

Oggi venite a Roma a circondare Montecitorio, o organizzate sit-in nelle vostre città, e gridate Rodotà fino a perdere la voce. Il momento è adesso.

Si è capito a questo punto che il PD sembra esser in confusione e parte dello stesso è pronto a votare Rodotà, infatti votando lo stesso ha fatto fallire la candidatura di Franco Marini.

Lo stesso chiede uno sforzo della gente per far pressione e poter portare la partita in porto. Tutto però dipenderà dalla riunione che si terrà alle 8 oggi in cui il PD dovrebbe almeno chiarire la linea del partito dopo le numerose defezioni.

Si intuisce che è l'ultima votazione, la terza, in cui il Movimento 5 stelle può esser determinante e che il PD potrebbe fare da solo alla quarta sebbene con un candidato che nasce debole.

Certo è che pure l'elettorato di sinistra a dimostrato di gradire il candidato Rodotà quindi è possibile che sullo stesso converga il PD anche se farebbe la figura che prima capitolava a Berlusconi e ora al Movimento 5 Stelle. Potrebbe esser tentato di proporre Romano Prodi che pure al Movimento 5 stello non spiace, magari nella quarta votazione.

La carte sono sul tavolo la proposta di pressione vediamo se si concretizzerà oggi, ma certo è che ora il PD è messo con le spalle al muro e deve dimostrare di aver capito la lezione. Unica possibilità di sparigliare le carte sarebbe avere un asso nella manica, ma non come la figura di Franco Marini. Certo è che su Rodotà si tornerebbe a riavvicinare SEL che si è allontanata dal PD. Staremo a vedere le prossimo mosse.

giovedì 18 aprile 2013

Seconda votazione imminente e già a rischio non risultato, PD nel buio

Il PD vota scheda bianca sperando di arrivare alla sera per poi riunirsi e discutere di nuovo essendo oramai Franco Marini è oramai bruciato al di là dei vari accordi con PDL e montiani. I problemi sono dentro il PD con le defezioni. Vediamo se i dissidenti voteranno e se si arriverà alla quarta votazione. E innegabili che anche molti del PD abbiano votato per Stefano Rodotà: 240 voti. «Si commenta da sè», risponde Nichi Vendola ai giornalisti in Transatlantico dopo che l’Aula non ha assegnato la maggioranza dei due terzi al candidato del Pd per diventare il nuovo inquilino del Colle. «Credo sia indispensabile fermare la giostra e riprendere il filo della discussione», aggiunge il leader Sel.

La votazione a scheda bianca potrebbe esser un modo PD di prendere tempo e vanno valutati i risultati che raggiungeranno i candidati che verranno votato. Tutto può succedere e la seconda votazioni potrà dare più indicazioni ancora su che strada prendere per i futuri passi. Alla quarta tutto può succedere pure Prodi come Presidente della Repubblica.

Le elezioni sempre più vicine. Oramai tutti gli equilibri stanno saltando e bisogna vedere dove ciò porterà certo che i solchi per un governo. Certo è che le chance per un governo sono sempre minori e i risultati sul Presidente della Repubblica potrebbero segnalare che è maturo il tempo per andare alle elezioni. L'uscita di SEL potrebbe dire che anche un governo anche col Movimento 5 stelle è impossibile. E' vero che tutto può capitare in politica ma le elezioni sono sempre dietro all'angolo.

Franco Marini elezione in salita

Il fatto che Pier Luigi Bersani abbia indicato Franco Marini come il candidato alla Presidenza della Repubblica, mai come oggi non da certezza di elezione sebbene ci sia stato accordo con PDL.

Già ieri Niki Vendola aveva messo in luce come non avrebbe tollerate prove di governissimo o comunque di farsi imporre dalla destra un nome. Lo stesso ha ribadito oggi che si vuole svoltare e ascoltare la voglia di cambiamento del paese e di aprire al Movimento 5 stelle. E' per questo che oggi Sinistra Ecologia e Libertà voterà Stefano Rodotà.

I problemi di Bersani non finisco però qui. Il partito democratico oltre che ha SEL deve guardare al suo interno ed ad un frattura nel suo partito che non si può fare a finta di non vedere quanto è profonda.

E' tanto profonda la frattura nel PD che sembra quasi una resa dei conti, non tra Renzi e Bersani, ma tra l'area cattolica e progressista. Alle invasioni Barbariche poi lo stesso Matteo Renzi invita chi non a palesarlo con le dichiarazioni di voto prima del voto segreto e non fare giochini. E' un atto di forza quello chiesto da Renzi perchè richiede che i parlamentari si assumano pienamente la scelta che compiono non solo davanti agli italiani e al partito. Altra affermazione di Renzi che fa propendere per uno scontro tra anime è il fatto che serva un Presidente della Repubblica che tenga fede alla Costituzione e non al Vangelo.

La Lega Nord nord si è riunità alle 20 ieri sera ed è diffcile capire ciò che voterà perchè ad esempio Calderoli mette sul piatto Dal Lago.

Franco Marini no alla prima votazione. Sembra difficile in tal clima anche con i voti del PDL pensare che si possa arrivare alla votazione di Franco Marini anche con i voti di Scelta civica per Monti e altri partiti minori. Tutto si può pensare tranne che il Movimento 5 stelle voti per lui.

Tranne colpi di scena o passi indietro dello stesso potrebbe anche succedere di arrivare alla quarta votazione e quindi lì possa capitare di tutto.

Il futuro governo. La votazione se andrà in tal senso potrebbe avere ripercussioni per un possibile governo futuro. E' innegabile che dopo uno schiaffo di tale entità SEL non potrà dare fiducia al partito democratico e neppure il Movimento 5 stelle alla faccia dei suoi elettori aprire al PD.

Le strade che evitano le elezioni sono strettissime o governissimo, ciò che Bersani ha sempre escluso, o governo di minoranza con non belligeranza del PDL. Certo è oramai agli occhi anche di chi non vuol vedere che la legislatura è partita malissimo e potrebbe durare pochissimo. Troppe insidie un futuro per governo, per come si stanno svolgendo le cose, sono sul percorso per la sua formazione.

mercoledì 17 aprile 2013

La sinistra potrebbe andare in frantumi

Se l'ipotesi Franco Marini di accordo fosse vera come riportata dal Il giornale il vero vincitore sarebbe Silvio Berlusconi e il PDL che sebbene convergente su un candidato PD toglierebbe i candidati più scomodi da spiegare agli alleati e al proprio elettorato. Si potrebbe vedere in ciò proprio una spaccatura a sinistra con l'alleato Sinistra Ecologia e Libertà che aveva messo due punti in chiaro su tale partita attraverso il suo esponente Nicki Vendola.

No prove di governissimo. La partita per l'inquilino del Quinale deve escludere governissimo che sono quanto più lontano di dalla domanda di cambiamento venuta dalle elezioni. Ciò porterebbe ad una forte contrarietà di SEL.

Apertura al Movimento 5 stelle. SEL chiede di aprire al Movimento 5 stelle; in quanto la composizione della rosa dei nomi offerti dal Movimento Cinque Stelle è una positiva, importante base di dialogo. Il dialogo è necessario.

Vendola poi però si spinge oltre: " dicendosi felice e pronto a brindare se eleggessimo un Presidente della Repubblica custode della Costituzione che fosse capace di prendere il voto più largo, ci vuole una larga maggioranza. Soprattutto penso che bisogna che il Presidente della Repubblica goda di una lunga maggioranza, capace cioè di proiettarsi dal Quirinale in lungo ed in largo per la penisola italiana."

Toglierebbe le castagne dal fuoco a Berlusconi. Un tale scelta consegnerebbe la coalizione di centro sinistra nelle braccia del Movimento 5 stelle che ancor oggi non garantisce poi sostegno ad un governo. Lascerebbe di pari passo Berlusconi libero di poter condurre una forte accusa al PD per aver gestito tutto in casa.

Sarebbe la fortuna di Berlusconi in quanto si potrebbe astenere dal voto e a quel punto ricompattarsi con un elettorato che non vedrebbe bene le figure presentate come papabili se non qualche donna. Potrebbe anche gridare al fatto che il PD non ha cercato l'intesa e che si deve andare a votare legittimandosi a agli occhi di un elettore di destra ai cui non appassiona la corsa per il quirinale. E' significativo poi che vogliono un presidente che segua i dettami della Costituzione come non sempre è stato se non in senso molto lato chiedendosi a volte se la stessa previsione della figura del Presidente della repubblica. C'è malessere sulle candidature e sul fatto che non si faccia un nome di destra, perchè ci si chiede ma allora non c'è nessuno di presentabile a destra? Un terzo del paese non è presentabile?

Altra questione del governo che viene ritenuta più importante e che però anche perchè si vuole via il prima possibile il governo Monti che viene ritenuto quello che continua a fare danni.

Ce ne sono per molti candidati al Colle anche per Rodotà che viene visto come quello si della legge sulla privacy, ma anche dei tanti adempimenti in materia.

UNA SUPPLICA
“SE ESISTE ANCORA UNA COSTITUZIONE CHE IL PROSSIMO PRESIDENTE NE SEGUA I DETTAMI ALTRIMENTI CAMBIATELA E NON PRENDETECI PIÙ PER IL C....!!! ”
17 aprile 2013
quirinale
“l'unico e' draghi ”
17 aprile 2013
francy
“Al Colle invece dei soliti politici,vedrei bene SARTORI,SCARONI o RICOLFI. ”
17 aprile 2013
NO AMATO
“Se votate lui o Prodi, allora vuol dire che disprezzate i vostri elettori. Ma è mai possibile che non ve ne freghi mai un tubo di ciò che pensa chi vi vota? Incredibil”
17 aprile 2013
Romano
“La Bonino- La Cancelieri o la Severino, Silvio sono donne serie garantiste e preparate,Amato,Dalema,Marini,ma mi faccia il piacere come disse Totò,nò-nò e nò!!!!!!!!!!”
17 aprile 2013
Zorro
“volevano il cambiamento.COME? al posto dei ladri politici,andranno loro che sono più affamati,e ruberanno anche le posate. ”
17 aprile 2013
Francesco L.M.
“Ma possibile che non ci siano galantuomini di centrodestra che possano essere eletti al Quirinale? Solo gli avanzi della sinistra,quelli che Renzi vuole rottamare? b”
17 aprile 2013
povera Italia !
“bisogna fare come ha fatto l'Islanda che ha eliminato i banchieri parassiti del popolo! bisogna uscire subito dall'europa! viene prima il popolo e poi le banche!”
17 aprile 2013
Mariagabriella 17
“SOLO DI QUIRINALE SI PARLA???!!!!E IL GOVERNO? ASPETTATE CHE MONTI FACCIA ALTRI DANNI????????UN po' di ORGOGLIO per il BENE del PAESE non ci starebbe male!”
17 aprile 2013
LE TAROCCARIE
“Un numero imprecisato di grillini(solo quelli iscritti entro12/12/2012,chissà xkè)avrebbe votatox il PdR da eleggere,gli altri italiani non contano + un c..?BUFFONI”
17 aprile 2013
Arturo Beccanti
“Purtroppo certi nipotini resteranno delusi. Baffino che vorrebbe toccare il cielo sfruttando la povera gente, se la prendera' in quel posto.”
17 aprile 2013
Theskyisthelimit_1
“Rodotà è il padre della legge sulla privacy, quella legge che ha obbligato ciascuno di noi a firmare decine e decine di moduli (la lobby della “carta” ringrazia,l’ ”
17 aprile 2013

Una partita ingarbugliata. Una partita ancora ingarbugliata ma che potrebbe aprire ad un governissimo col PDL dando, ma che non è detto se il PDL volesse aiutare Bersani. In tal senso potrebbe pensare ad un governo Bersani con un appoggio esterno che potrebbe portare a ricucire con SEL. Certo è che la sinistra ne esce perdente e sebbene nemmeno il centro-destra completamene vincitore almeno non vinto.

Staremo a vedere se il PD smentirà tutto o sarà ciò confermato perchè in tal caso alla prima votazione potrebbe esserci un Presidente dell Repubblica. Gli scenari per un governo a quel punto potrebbero essere più che aperti. Alla prossima mossa.

martedì 15 gennaio 2013

Quale governo?

La destra sta recuperando dopo il round Santoro-Berlusconi su LA7. Su tale punto si può dare ragione all'editoriale di Pierangelo Giovanetti del 13 gennaio 2013 sull'Adige. Questo anche perchè la sinistra si perde in molti rivoli come anche Luca Zeni ha messo in luce sopratutto con i rischi che si corrono al Senato. Rivoluzione civile è solo uno dei rivoli in cui peraltro per molte idee lo stesso Zeni si riconosce.

La destra potrà anche non vincere, ma può sicuramente rende dura la vita alla sinistra. Questo è una sola delle tante proposte di governo tra le quale non si può che annoverare i movimenti maggiori tra cui il Movimento Arancione, Movimento Alba (Rivoluzione Civile) e tra i quali valuto anche Giannino. Basta che la gente lo voglia. Dissento quindi da Pierangelo Giovanetti che mette come unico governo possibile Monti e il PD. Certo 200 partiti e liste con i relativi simboli sono troppi anche per uno stato come l'Italia, ma siamo sicuri che tutti propongono idee?

Monti e PD unico governo. Facciamo il gioco dell'editorialista dell'Adige ripreso ieri a Piazzapulita da LA7 e non si può che vedere come le conclusioni tratte facciano sembrare un tale governo una rivisitazione del Prodi 2006 morto dopo 2 anni. I montiani, rappresentati in trasmissione da Secchi, hanno veti su SEL. Sebbene qualche punto SEL ha idee montiane, come taglio dei costi della politica, lì il contatto finisce come lo stesso Vendola ha ammesso. Lo stesso UDC ha preclusioni su SEL. Vogliamo veramente un anno alla Prodi del 2006?

Ci sono poi domande che un'affermazione di Bersani e del PD-SEL come primo leader e coalizione pone: Monti sosterrà in tale situazione Bersani? Un eventuale sostegno a Monti o viceversa non è che senza SEL in coalizione si fa un ennesimo tradimento alle primarie? Che valore avrebbe a quel punto le primarie e il leader scelto con le stesse?

domenica 23 dicembre 2012

I quattro moschettieri anti PD

Nella Francia dei moschettieri essi erano quattro come quattro e quattro sono quelli che combattono contro il PD.

Il primo moschettiere. Il primo moschettiere anti PD è all'interno del panorama della coalizione di centro sinistra: SEL e PD. Il PD risulta avere una posizione più moderata di SEL. Questo però porta ad una difficoltà a sinistra in quanto se non vogliono perdere quell'elettorato dovranno fare concessioni che però penseranno sulla sua direzione e quindi porterà a perdere l'elettorato di centro.

Il secondo moschettiere. Il secondo moschettiere è il Movimento Alba che spara sul PD e la sua coalizione dicendo che tale proposta non è di sinistra e su questo piano la sinistra non può spostarsi altrimenti perde credibilità e identità sul suo elettorato. Questo toglie elettorato a sinistra.

Il terzo moschettiere. E' Monti che metterà sul piatto la sua Agenda Monti però un moschettiere ancora più temibile. Il PD ha sostenuto Mario Monti e ora lui va avanti e propone la sua Agenda Monti ed è pronto di esser il leader di una coalizione o una lista che la sostenga.

La candidatura di Monti non può esser facilmente arginata in quanto se si sconfessa l'Agenda Monti si sconfessa il sostegno e l'investimento che nel 2011 e 2012 si è fatto sostenendo il governo di Monti stesso. Sostenere l'Agenda Monti non è possibile o si può ma senza sostenere Monti perchè altrimenti si sconfessa il patrimonio del PD che sono state le primarie e i dibattiti sul programma fatti internamente. Certo sostenere Monti inoltre farebbe perdere il sostegno di SEL e a quel punto questo la sinistra da Vendola in poi è persa.

Il quarto moschettiere. Il quarto moschettiere è il PD stesso che pure esso rema contro se stesso.

Le primarie per decidere il candidato premier è stato un bagno straordinario di democraticità e di dibattito sui temi della gente, ma le primarie per la scelta delle primarie dei parlamentari ha fatto però ricredere a mio avviso l'elettorato. Come si fa sostenere le primarie e poi dare deroghe? Questo porta a distruggere il patrimonio che le primarie per il leader avevano rappresentato.

Conclusioni. Il PD sembra assediato e spero di vedere nel programma qualcosa che sorprenda. Certo le deroghe bruciano e fanno gridare vendetta.

Monti poi non solo toglie voti al centro al PD ma sopratutto ruba la scena al leader. Prima della discesa di Monti si parlava di scontro Bersani-Berlusconi. La discesa di Monti però non trasformato la corsa alla vittoria alle elezioni 2013 in una lotta Bersani-Berlusconi-Monti, ma a tolto dalla corsa Bersani. Si sente parlare di Berlusconi e Monti e il segretario è stato relegato a comprimario per non dire comparsa. Riuscirà Bersani ad uscire da questo assiedo dei suoi quattro moschettieri? Come farà?

domenica 27 maggio 2012

Tornado Beppe Grillo

Le ultime elezioni amministrative tenutesi in maggio hanno visto l'affermarsi del Movimento 5 Stelle trainato da Beppe Grillo. Ora per bocca dello stesso si tenterà nel 2013 la scalata alle elezioni politiche forte dei buoni risultati ottenuti in molti comuni tra cui Parma e Mira. Ecco però che già da Parma c'è una dissociazione da Beppe Grillo ove il sindaco Pizzarotti nomina una persona a direttore generale epurata dal movimento di Beppe Grillo, ma si fa anche di più. Infatti questo non è il solo atto che tale sindaco compie come allontamento da Grillo, ma anzi parlando dello stesso si dice che le scelte sono state fatte a livello locale e che lo stesso è un megafono. Questo fa presagire a dei contrasti nel movimento.

Il merito del movimento cinque stelle. L'affluenza complessiva media è stata di 51,38% in forte calo dal 65,36% delle precedenti elezioni, ma se andiamo a vedere in profondità i dati e guardiamo a chi a vinto nei vari comuni otteniamo informazioni interessati. Al di la del risultato di ogni singolo sindaco la frequenza è stata maggiore ove hanno vinto i candidati grillini rispetto agli altri ottenendo sempre affluenze sopra il 50% e ciò dà ai sindaci grillini una legittimità più forte rispetto agli altri.

Pronti quindi per l'arena politica nazionale? Difficile dare una risposta a tale domanda non avendo seguito le campagne elettorali locali dei sindaci in questione e quindi non ne conosco i programmi, ma da libri e interventi pubblici qualche idea la ce la si può fare. Un minimo comune denominatore di tale movimento è:
1. la fiducia nella rete;
2. la ripresa delle battaglie referendarie per i beni comune;
3. l'ampia accessibilità sulle informazioni circa la vita e l'attività dei candidati;
4. il finanziamento privato delle campagne elettorali;
5. la mancanza di strutture politiche;
6. l'abbraccio delle istanze ambientaliste;
7. la democrazia diretta.

Mi riservo di andare a trovare maggiori informazioni su altri parti del programma, ma questo secondo me è il denominatore di questo movimento. Il vero problema però non è solo il programma, anche condivisibile in molte parti, ma le alleanze che posso portare a far in modo che esso possa tradursi in realtà. Attualmente al movimento cinque stelle è stata offerta la possibilità di alleanze con IDV e SEL, ma l'offerta non ha trovato accettazione da parte dei grillini. Con chi farà alleanze? O i grillini hanno la forza di vincere da soli? E' facile che entrino nel parlamento ma non per governare, ma anzi creare frammentazione del parlamento.

Italiafutura. Non si sanno programmi, possibili alleanze di Italiafutura, ma sembra che essa scenda in campo con Montezemolo. Esso andrà con la sinistra o la destra?

Lega Nord. La Lega Nord tra indagini e qualche fallimento politico è stata rasa al suolo. Vedremo cosa ne uscirà dai congressi e cosa riuscirà a fare Roberto Maroni se eletto. Ovvio che serve un enorme pulizia interna con l'espulsione di chi ha usato i soldi del partito in modo fraudolento o che doveva controllare e non ha controllato. Maroni era un po' che diceva che qualcosa non andava: avrà la capacità di espellere chi non ha fatto il suo dovere? La Lega Nord ha le sue speranze a Maroni e a Tosi che col suo nome ha portato la vittoria la sua lista civica e la Lega Nord a Verona.

Terzo Polo. C'è stata la debaclé del Terzo Polo che ha portato Pierferdinando Casini a dire che tale progetto è morto portando irritazione in Gianfranco Fini e Francesco Rutelli. Certo che i risultati per il Terzo Polo non sono entusiasmanti.

Il PDL. Tale partito è uscito dalle amministrative nel caos con alcuni colonnelli che vorrebbero lasciare il partito. Le dimissioni di Sandro Bondi non sono accettate, ma solo la chiara della crisi di quel partito. Angelino Alfano sembra indebolito e anche lì si fa strada l'idea dei congressi e delle primarie con un Silvio Berlusconi che torna sulla scena. Sua è la proposta del semi-presidenzialismo alla francese che però dagli altri partiti viene bocciato per mancanza di tempo. Ma le riforme costituzionali e elettorali non potrebbero comprendere tale tema? Forse ci sono le basi di uno scontro.

PD, IDV, SEL. Tale coalizione sembra voler riproporre la foto di Vasto, ma ciò crea problemi nel PD che si troverebbe a fare coalizione con partiti che non sostengono Monti. Voleva corteggiare il Terzo Polo, ma non possono fare una coalizione allargata al Terzo Polo con IDV e SEL. Sul stesso segretario Pierluigi Bersani piovono critiche ed è stretto tra una ala riformista e un'altra più vicina alla Cgil. Ciò porta a volta ad avere anche un comportamento ambiguo col governo: di sostegno, ma anche di distinguo come sugli esodati.

Conclusioni. Non si sa se ad autunno o in primavera si voterà. Se gli scossoni non diventeranno insostenibili oppure nascono contrasti insanabili col governo (esodati primo assaggio) si voterà a primavera. Il voto in primavera è il caso più probabile, ma molte carte prima dell'estate si potranno rimescolare. L'estate 2012 e fino alle elezioni sia che siano in autunno o nella primavera 2013 si preannuncia calda e tutta da seguire. Qualcuno sicuramente vincerà, ma ci sono tutti i presupposti per avere un parlamento estremamente frammentato. Basterà la riforma elettorale se vedrà la luce per dare un parlamento governabile? Oppure si avrà una situazione politica greca? Tutto da vedere, ma i presupposti non sono buoni. ALLA PROSSIMA PUNTATA.


Documenti collegati:

Risultati dettagliati delle elezioni amministrative del 2012 divise per provincia e comune.