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sabato 20 aprile 2013

Vendola parla alla sinistra

"Ringrazio tutti e sono contento che il mio nome parli alla sinistra italiana. Sono convinto che le decisioni parlamentari possano e debbano essere anche duramente criticate, ma partendo dalla premessa che esse si muovono nell'ambito della legalità democratica", queste le parole pronunciate da Stefano Rodotà e fatte proprie da Nicki Vendola di Sinistra Ecologia e Libertà.

Dopo aver ripreso queste parole che mettono fine a polemiche a sinistra sul Presidente Napolitano Vendola pensa già al futuro. Un futuro quello della sinistra che partirà da un PD dilaniato che è dovuto arrivare a Giorgio Napolitano per trovare unità. L'8 maggio a Roma Sinistra Ecologia e Liberta convocherà la prima assemblea di popolo per lanciare questo nuovo percorso, questo cantiere per una sinistra di governo, larga e popolare. Un modo questo non di tornare indietro, di resuscitare la Sinistra Arcobaleno o di relegarci in un minoritarismo testimoniale. Da ora siamo impegnati a ricostruire, ricostruire ricostruire.

Nelle parole di Vendola si apre a Barca e tutti coloro che dopo lo schianto del Pd sono interessati a cui si da il benvenuto. Sel intende andare avanti per l'adesione al gruppo del Partito socialista europeo all'Europarlamento.

L'apertura per una sinistra nuova. Non si può non vedere in tale parole, non una vendetta, ma un voler riscostruire la sinistra che si è rotta nel voto al Presidente della Repubblica. Un tentativo di ricostruire che però guarda anche al PD ai cui esponenti delusi e al cui popolo deluso SEL apre. Il PD in questo scenario dovrà lavorare in fretta e bene per non venir fagocitato dal PD.

L'agonia di Bersani e la proposta di SEL

Pier Luigi Bersani ha rassegnato le dimissioni da segretario operative dopo l'elezione del Presidente della Repubblica, perchè tante cose poteva sopportare tranne che essere preso per i fondelli dai parlamentari del suo gruppo. E' questo che si è verificato su Prodi. Un congresso del PD.

L'affermazione che i capigruppo del PD al Senato e Camera non è accettabile. Come si fa a dire ciò "La decisione dei parlamentari del Pdl e della Lega di uscire dall’Aula al momento del voto per il presidente della Repubblica è un atto grave che ferisce le istituzioni democratiche. E questo accade nel momento di massima espressione della vita democratica del Paese” dopo che c'era stata convergenza su un nome che invece è stato bruciato e si è messo un candidato visto come fumo negli occhi dalla destra. Il PD ha tradito la parola data ha tradito le istituzioni mettendo in scena uno spettacolo raccapricciante.

Un sussulto di dignità. Occorrerebbe un sussulto di dignità e non si può che riconoscere ciò ha Pier Luigi Bersani che ha rassegnato le dimissioni dimostrando che ha volte un uomo deve dire basta e che la misura è colma.

Non è dato modo di vedere come si possano riallacciare le fila col centrodestra e con buona parte del parlamento, ma una proposta la fa Nicki Vendola. Un uomo Niki Vendola che potrebbe dimostrarsi molto più pragmatico di tutti e chiama al voto su Stefano Rodotà. Un candidato sicuramente autorevole e che apre a Movimento 5 Stelle e salva il centrosinistra in corner. Un modo questo per una speranza che si deve riaccendere e dare al popolo.

Non ci si deve nascondere che lo scontro ora tra destra e sinistra si è alzato e che probabilmente ciò porterà tensioni e magari richieste di elezioni da una parte. Sarà nel caso di un voto a Rodotà onere del PD e del centrosinistra vedere se col Movimento 5 Stelle ci potrà essere un governo, ma questi sono scenari che se si apriranno un minuto dopo l'elezione del Presidente della Repubblica e sono ancora incerti. Nel caso un governo sia possibile lo si faccia, il popolo italiano non si merita spettacoli come quelli andati in scena il 19 aprile 2013, andiamo direttamente ad elezioni anche se non sono auspicabili. E ora parola alla quinta votazione.

domenica 23 dicembre 2012

I quattro moschettieri anti PD

Nella Francia dei moschettieri essi erano quattro come quattro e quattro sono quelli che combattono contro il PD.

Il primo moschettiere. Il primo moschettiere anti PD è all'interno del panorama della coalizione di centro sinistra: SEL e PD. Il PD risulta avere una posizione più moderata di SEL. Questo però porta ad una difficoltà a sinistra in quanto se non vogliono perdere quell'elettorato dovranno fare concessioni che però penseranno sulla sua direzione e quindi porterà a perdere l'elettorato di centro.

Il secondo moschettiere. Il secondo moschettiere è il Movimento Alba che spara sul PD e la sua coalizione dicendo che tale proposta non è di sinistra e su questo piano la sinistra non può spostarsi altrimenti perde credibilità e identità sul suo elettorato. Questo toglie elettorato a sinistra.

Il terzo moschettiere. E' Monti che metterà sul piatto la sua Agenda Monti però un moschettiere ancora più temibile. Il PD ha sostenuto Mario Monti e ora lui va avanti e propone la sua Agenda Monti ed è pronto di esser il leader di una coalizione o una lista che la sostenga.

La candidatura di Monti non può esser facilmente arginata in quanto se si sconfessa l'Agenda Monti si sconfessa il sostegno e l'investimento che nel 2011 e 2012 si è fatto sostenendo il governo di Monti stesso. Sostenere l'Agenda Monti non è possibile o si può ma senza sostenere Monti perchè altrimenti si sconfessa il patrimonio del PD che sono state le primarie e i dibattiti sul programma fatti internamente. Certo sostenere Monti inoltre farebbe perdere il sostegno di SEL e a quel punto questo la sinistra da Vendola in poi è persa.

Il quarto moschettiere. Il quarto moschettiere è il PD stesso che pure esso rema contro se stesso.

Le primarie per decidere il candidato premier è stato un bagno straordinario di democraticità e di dibattito sui temi della gente, ma le primarie per la scelta delle primarie dei parlamentari ha fatto però ricredere a mio avviso l'elettorato. Come si fa sostenere le primarie e poi dare deroghe? Questo porta a distruggere il patrimonio che le primarie per il leader avevano rappresentato.

Conclusioni. Il PD sembra assediato e spero di vedere nel programma qualcosa che sorprenda. Certo le deroghe bruciano e fanno gridare vendetta.

Monti poi non solo toglie voti al centro al PD ma sopratutto ruba la scena al leader. Prima della discesa di Monti si parlava di scontro Bersani-Berlusconi. La discesa di Monti però non trasformato la corsa alla vittoria alle elezioni 2013 in una lotta Bersani-Berlusconi-Monti, ma a tolto dalla corsa Bersani. Si sente parlare di Berlusconi e Monti e il segretario è stato relegato a comprimario per non dire comparsa. Riuscirà Bersani ad uscire da questo assiedo dei suoi quattro moschettieri? Come farà?