Visualizzazione post con etichetta Presidente della Repubblica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Presidente della Repubblica. Mostra tutti i post

domenica 28 aprile 2013

Il governo di Enrico Letta: politico

Dopo l'accettazione e la lista di ministri fornita da Enrico Letta il Presidente della Repubblica ha voluto chiarire la natura politica del governo. Tanto forse troppo si è detto sulle formule sulle quali nasceva il governo: governo del presidente, di scopo, tecnico, etc.. Sul La Stampa addirittura si parlava della formula del governo amico con appoggio esterno, ma dal quale si potrebbe sfilare. Formule quelle diverse dal governo politico che forse aiutavano molto il PD visto che governare col PDL era tutto tranne ciò che in campagna elettorale si aveva detto: mai con il PDL.

Per il risultato raggiunto all'interno delle prescrizioni costituzionale allontanando l'idea che da un democrazia parlamentare si sia passati ad una democrazia presidenziale di fatto. Era l'unico governo possibile viste le condizioni che si erano venute creare e che poteva quindi avere sostegno in ambo del Camere. Un governo nato dalla responsabilità dei partiti e che non poteva tardare ulteriormente nell'interesse del paese e dell'Europa.

L'auspico del Presidente della Repubblica è che il governo possa lavorare nella cosa è che possa lavorare nella fervida coesione senza pregiudiziali veti nella ricerca delle soluzione ai problemi del paese con tutti.

Una grossa prova per il PD. Le parole di Pier Luigi Bersani sono positive: "Questo governo ha freschezza e solidità. Saprà affrontare le difficoltà e le sfide che il Paese ha di fronte."

Pure Roberto Speranza capogruppo alla Camera fa ben sperare: "Per l'interesse dell'Italia, il PD deve sostenere convintamente il tentativo di Letta facendo fino in fondo la sua parte"

Se però ci spostiamo a Renzi con sia affermazione:" “Ecco come voglio rifondare il Pd, un anno di governo e poi al voto” si da già una scadenza abbastanza breve al governo.

Esistono all'interno PD anche posizioni più critiche a dai giornali si faceva balenare 50 dissidenti oltre che eventuali espulsioni. Un dissidente Giuseppe Civati però mette in luce come non sarebbe lui il dissidente ma chi ha accettato di fare un governo col PDL. Ecco la posizione condivisa del PD del 26 aprile 2013 Certo è che la base è calda e se si leggono i commenti sul facebook del partito democratico sono molto colorito. La base non vuole l'accordo PD-PDL e in parte sta abbandonando il PD e in parte protestando. Terrà il PD fede all'impegno di formare un governo o si frantumerà? Sembra esserci ottimismo, ma tutto può succedere se si sono sfaldati su Prodi per colpa della rete. Di tutti i partiti che sostengono il governo è sul PD che ancora oggi è giusto tenere l'attenzione.

lunedì 22 aprile 2013

Giorgio Napolitano un discorso da statista

Oggi si è aperto con il giuramento e il discorso di Giorgio Napolitano per il secondo settennato fatto unico per la storia repubblicana. Un discorso quello che si apre di spessore e che descrive la situazione che l'ha portato ad accettare l'incarico e le prospettive per quale pensa di svolgere lo stesso.

Saluto e motivazioni di accettazione rielezione. Nel salutare i grandi elettori ha messo in luce la gratitudine per un elezione che dimostra la stima che hanno dimostrato con l'elezione a grande suffragi in modo particolare che mi sia venuto da tante e tanti nuovi eletti in Parlamento, che appartengono a una generazione così distante, e non solo anagraficamente, dalla sua.

Un sentimento di stima che ha potuto toccare sia verso se che l'istituzione nei cittadini in diversi ambiti per rivivere insieme il farsi della nostra unità nazionale.

Mette in luce da subito che lui aveva messo in luce come una non rielezione in tempi non sospetti era più conforme al modello costituzionale per il ruolo per il quale si accinge a giurare e fare il discorso e di come si doveva normalizzare i rapporti politici e dare una successione ordinata nella carica che si ri-accinge ad assumere.

Molte forze parlamentari e la quasi totalità dei Presidenti delle regioni hanno messo in luce la drammatica situazione del paese che per giunta stava avvitando, per il clima politico teso, sulla nomina del Presidente della Repubblica. Una rielezione che ha accettato sebbene costasse molto per sento istituzionale che non è vietato dalla costituzione che lascia una finestra per i casi eccezionali come quelli che stiamo vivendo. Questo è un passo che ci fa capire come non abuserà mai del suo potere.

Dare risposte al paese e bacchettata alle forze politiche. Si prendere consapevolezza. guardare alla coesione nazionale e ad una rinnovata fiducia internazionale per dare risposte al paese. Risposte che non sono state data da omissioni, guasti, chiusure irresponsabilità e ne ripercorre la storia degli ultimi due anni. Un richiamo al fatto che l'insoddisfazione popolare verso la politica e i suoi costi è stata cavalcata anche con campagne dilatorie, ma ciò non può essere un assoluzione verso chi ha compiuto delitti verso la pubblica amministrazione e la usata a fini personali e nemmeno chi non ha voluto fare le riforme necessarie. In tal senso ripercorre gli errori compiuti e le occasioni perse per riformare dando idea del programma.

Programma e suo impegno. Si mette in luce come tra le cose da fare c'è la legge elettorale che non è stata cambiata e che porta ad una sovra-rappresentazione in una camera senza con ciò poter governare. A peggiorare ciò c'è il bicameralismo perfetto che va superato. Si ferma qui anche se molto c'è da fare e parte col fatto che tali richiami li aveva già fatti in passato. In caso troverà sordità dalle forze che ora gli chiedono un nuovo impegno lui ne trarrà le conseguenze davanti al paese.

Non si può più rimandare riforme che possano dare vitalità alla democrazia e alla società italiana e per in tale settore riprendere un discorso da lui tenuto per i 150° ai giovani a Rimini. I temi trattati e le riforme da prendere sono nei documenti delle due gruppi che detto dei saggi da lui nominati ai cui rimanda.

La riforma delle istituzioni devono esser fatte ad ogni livello della vita democratica e dei modi di partecipazione anche dei partiti politici. Un rinnovamento che va fatto anche all'interno degli organi dello stato. A tutti il Presidente della Repubblica esprime la sua vicinanza. Occorre grande attenzione di fronte a esigenze di tutela della libertà e della sicurezza da nuove articolazioni criminali e da nuove pulsioni eversive, e anche di fronte a fenomeni di tensione e disordine nei rapporti tra diversi poteri dello Stato e diverse istituzioni costituzionalmente rilevanti.

Lo strumento militare è avviato verso riforma ma si deve reagire a disinformazione e polemiche a presidio della partecipazione italiana - anche col generoso sacrificio di non pochi nostri ragazzi - alle missioni di stabilizzazione e di pace della comunità internazionale.

Va combattuta la recessione anche cogliendo le opportunità di influire nell'Unione Europea per creare lavoro, per potenziare l'istruzione e il capitale umano, per favorire la ricerca, l'innovazione e la crescita delle imprese.

E' irrinunciabile inoltre l'impegno a far progredire l'Europa unita, contribuendo a definirne e rispettarne i vincoli di sostenibilità finanziaria e stabilità monetaria, e insieme a rilanciarne il dinamismo e lo spirito di solidarietà, a coglierne al meglio gli insostituibili stimoli e benefici.

La disoccupazione e il lavoro devono essere una problematica bene presente da risolvere essendo la questione portante del futuro di un'intera generazione oltre che una questione di valorizzazione delle energie femminili.Non possiamo restare indifferenti dinanzi a costruttori di impresa e lavoratori che giungono a gesti disperati, a giovani che si perdono, a donne che vivono come inaccettabile la loro emarginazione o subalternità.

Interpretare il cambiamento interpretando a proprio modi consensi aggredendo i problemi appena messi in luce dando fiducia al mondo del lavoro e dell'impresa non porta lontano. Va inoltre affrontata la drammatica questione meridionale che vede ulteriore impoverimento.

I provvedimenti presi da Monti. C'è un apprezzamento per ciò che si è riuscito a fare sotto Monti in campo finanziario e di come si sia ripreso un ruolo nel corso del 2012 per l'Italia nell'Europa.

Movimento 5 Stelle. C'è apprezzamento per il Movimento 5 Stelle premiato come nuovo attore politico-parlamentare che ha mostrato di volersi impegnare alla Camera e al Senato, guadagnandovi il peso e l'influenza che gli spetta : quella è la strada di una feconda, anche se aspra, dialettica democratica e non quella, avventurosa e deviante, della contrapposizione tra piazza e Parlamento.

Contrapposizione tra rete e forme di organizzazione politica. Si è andati poi a toccare la contrapposizione che c'è stata tra la rete e forme di organizzazione politica che da più di un secolo sono i partiti.

La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

A chi voleva dargli ruoli di governo attraverso mandati Giorgio Napolitano lui richiama il suo ruolo del Presidente, al quale non tocca dare mandati per la formazione del governo, che siano vincolati a qualsiasi prescrizione se non quella all'art. 94 della Costituzione : un governo che abbia la fiducia delle due Camere. Ad esso spetta darsi un programma, secondo le priorità e la prospettiva temporale che riterrà opportune.

Il governo. Chiede un bagno di realtà delle forze del parlamento chiedendo collaborazione tra gli stessi visto che nessuna forza può da sola fare un governo guardando al bene del paese e alla responsabilità prima che i patti con i propri elettori. Porta a tale esempio il caso del Regno Unito ove perfino li più partiti collaborano seppure distanti o aspramente concorrenti. In italia invece sembra che la parola intesa, alleanze, convergenze, mediazioni sono parole quasi viste con orrore mentre la complessità di governare la cosa pubblica implica anche condivisione. Si dovrebbe se non accettare l'ingovernabilità per la quale il rieletto Napolitano non avrebbe mai accettato di esser notaio. Non volendo con ciò dire comunque che lui vuole giocare un ruolo di governo, ma rimanendo nei dettami costituzionali al massimo con ruolo di coagulante.

Non vede nella sua rielezione pretese salvifiche ma con equilibrio e imparzialità nel dettame costituzionale lui continuerà a lavorare fino a quando riterrà che la situazione del paese lo richieda o fino a quando le sue forze lo sosterranno. Per lui questo non è un previsto ulteriore impegno pubblico in una fase di vita già molto avanzata ; inizia per i parlamentrari un lungo cammino da percorrere, con passione, con rigore, con umiltà. Non vi mancherà il mio incitamento e il mio augurio.

Chiude dicendo:"Viva il Parlamento! Viva la Repubblica! Viva l'Italia!"

Conclusioni. Questi sono i temi di un discorso di sicuramente di una persona anziana richiamata ad un ulteriore lavoro.

E' apprezzabile il tenore tenuto che ha spiegato i contorni in cui si è convinto a accettare la sua candidatura e i compiti che si assume. E' stato però non tenero con le forze con un irrituale richiamo al lavoro e alla coesione che non gli era stato ascoltato fino in fondo.

Giorgio Napolitano marca la sua statura di statista che molti non perseguono presi dal loro tornaconto elettorale. Napolitano può piacere o meno però anche nel discorso tiene toni equilibrati rotti a volte dalla commozione.

Un discorso il suo che tocca al Moviemento 5 Stelle e senza dare indicazioni particolari chiede agli stessi di guardare al bene del paese e a non contrapporre la rete all'organizzazione democratica.

Ci sono persone capaci sia anziane che giovani e tale contrapposizione non deve esistere; mentre esiste differenza tra persone di caratura, intelligenti e gli altri.

sabato 20 aprile 2013

Vendola parla alla sinistra

"Ringrazio tutti e sono contento che il mio nome parli alla sinistra italiana. Sono convinto che le decisioni parlamentari possano e debbano essere anche duramente criticate, ma partendo dalla premessa che esse si muovono nell'ambito della legalità democratica", queste le parole pronunciate da Stefano Rodotà e fatte proprie da Nicki Vendola di Sinistra Ecologia e Libertà.

Dopo aver ripreso queste parole che mettono fine a polemiche a sinistra sul Presidente Napolitano Vendola pensa già al futuro. Un futuro quello della sinistra che partirà da un PD dilaniato che è dovuto arrivare a Giorgio Napolitano per trovare unità. L'8 maggio a Roma Sinistra Ecologia e Liberta convocherà la prima assemblea di popolo per lanciare questo nuovo percorso, questo cantiere per una sinistra di governo, larga e popolare. Un modo questo non di tornare indietro, di resuscitare la Sinistra Arcobaleno o di relegarci in un minoritarismo testimoniale. Da ora siamo impegnati a ricostruire, ricostruire ricostruire.

Nelle parole di Vendola si apre a Barca e tutti coloro che dopo lo schianto del Pd sono interessati a cui si da il benvenuto. Sel intende andare avanti per l'adesione al gruppo del Partito socialista europeo all'Europarlamento.

L'apertura per una sinistra nuova. Non si può non vedere in tale parole, non una vendetta, ma un voler riscostruire la sinistra che si è rotta nel voto al Presidente della Repubblica. Un tentativo di ricostruire che però guarda anche al PD ai cui esponenti delusi e al cui popolo deluso SEL apre. Il PD in questo scenario dovrà lavorare in fretta e bene per non venir fagocitato dal PD.

Giogio Napolitano è il presidente di tutti gli italiani.

Oggi diversi schieramenti hanno chiesto a Napolitano di ridiscendere in campo e di togliere il veto alla sua candidatura dovuta in parte al fatto anagrafico, 88 anni, e per la voglia di poter lasciare libere le forze politiche di trovare un nuovo candidato. Le forze politiche con la richiesta a Napolitano hanno messo in luce la loro pochezza. Il Movimento 5 Stelle e pure SEL hanno tenuto la barra su Stefano Rodotà.

Una vittoria del centrodestra. Le dimissioni di Bersani e la salita insieme ad altre forze oltre dei delegati regionali al quirinale a fatto sciogliere il veto a Giorgio Napolitano.

Il dati del voto mostrano inequivocabilmente che Giorgio Napolitano è arrivato quasi al quorum di 2/3 delle prime votazioni dimostrando come sia forte la sua candidatura. Questo ha dimostrato come la sinistra si sia divisa con SEL non ci possa essere nessun dialogo e nemmeno con il Movimento 5 Stelle.

E' importante dopo l'appello di Beppe Grillo sentire Giorgio Napolitano che con equilibrio sappia raffreddare una piazza che oggi il Movimento 5 Stelle scalderà.

Una vittoria di del centrodestra che ha portato a più miti consigli il PD che ha dato invece segnali di squilibrio. Una vittoria di Berlusconi che ha smacciato Bersani per dirla col linguaggio del stesso leader di centrosinistra.

Un governo. Serve un governo ora riformatore e non solo di austerità che dia speranze ad un paese in ginocchio e sui problemi ci si deve confrontare già da domani.

Il centrosinistra dovrà sedersi col centrodestra per un governo senza pregiudizi, ma con senso di responsabilità. Un inciucio sarebbe inspiegabile, mentre una collaborazione seria sarebbe ciò che a sto punto si auspica buona parte del paese.

I temi del Movimento 5 Stelle vanno tenuti in seria considerazione per un ritorno alla seria politica e per chiudere lo strappo col paese che oggi con l'appello di Grillo vedremo quanto profondo. Deve essere questa per riformare le istituzioni e il paese è l'ultima chiamata che il paese da alla politica non si sprechi tale occasione.

Non si possono ancora escludere le elezioni ma ora sono più distanti e forse per questo Napolitano ha accettato. Gli auguro buon lavoro e che sappia far ragionare le forze politiche che sopratutto nel centrosinistra non hanno dimostrato lungimiranza e hanno fatto arrivare a questo. Buon lavoro Giorgio Napolitano per un lavoro non semplice.

Napolitano prossimo presidente della repubblica salvo soprese

"Nella consapevolezza delle ragioni che mi sono state rappresentate, e nel rispetto delle personalità finora sottopostesi al voto per l'elezione del nuovo Capo dello Stato, ritengo di dover offrire la disponibilità che mi è stata richiesta. Naturalmente, nei colloqui di questa mattina, non si è discusso di argomenti estranei al tema dell'elezione del Presidente della Repubblica. Mi muove in questo momento il sentimento di non potermi sottrarre a un'assunzione di responsabilità verso la nazione, confidando che vi corrisponda una analoga collettiva assunzione di responsabilità".

Dopo questa dichiarazione di Giorgio Napolitano si potrà avere un secondo settennato dello stesso che potrebbe trovare larga maggioranza per tra centrosinistra, destra e il centro rappresentato da Monti. L'incapacità è tale che si è dovuti rincorrere re Giorgio. E' ancora presto per capire gli scenari futuri.

Il governo. Governissimo, larghe intese e altre formule sul tappeto sono ora possibili con un centrosinistra che ha sto punto perde SEL. Potrebbe in tal senso aprirsi uno scenario che sempre Bersani aveva chiuso in passata.

Rimanendo alla nota del quirinale si mette in luce che non si è parlato di governo e che quindi la candidatura dello stesso è stata accettata per senso di responsabilità per dare un Presidente della Repubblica e sbrigata questa incombenza andare a parlare di governo e cose da fare.

Sembra che lo scenario attuale possa far vedere un centrodestra e un centrosinistra assieme sebbene Bersani non sia più un interlocutore credibile. Vedremo se almeno sul nome di Napolitano ci sarà convergenza. Detto ciò è difficile ora dire se sono prove di governissimo o elezioni a giugno. Ritengo a questo punto che o in pochissimo tempo ci sarà un governo o meglio le elezioni. Vista l'incapacità dei nostri politici sarebbe meglio le elezioni.

L'agonia di Bersani e la proposta di SEL

Pier Luigi Bersani ha rassegnato le dimissioni da segretario operative dopo l'elezione del Presidente della Repubblica, perchè tante cose poteva sopportare tranne che essere preso per i fondelli dai parlamentari del suo gruppo. E' questo che si è verificato su Prodi. Un congresso del PD.

L'affermazione che i capigruppo del PD al Senato e Camera non è accettabile. Come si fa a dire ciò "La decisione dei parlamentari del Pdl e della Lega di uscire dall’Aula al momento del voto per il presidente della Repubblica è un atto grave che ferisce le istituzioni democratiche. E questo accade nel momento di massima espressione della vita democratica del Paese” dopo che c'era stata convergenza su un nome che invece è stato bruciato e si è messo un candidato visto come fumo negli occhi dalla destra. Il PD ha tradito la parola data ha tradito le istituzioni mettendo in scena uno spettacolo raccapricciante.

Un sussulto di dignità. Occorrerebbe un sussulto di dignità e non si può che riconoscere ciò ha Pier Luigi Bersani che ha rassegnato le dimissioni dimostrando che ha volte un uomo deve dire basta e che la misura è colma.

Non è dato modo di vedere come si possano riallacciare le fila col centrodestra e con buona parte del parlamento, ma una proposta la fa Nicki Vendola. Un uomo Niki Vendola che potrebbe dimostrarsi molto più pragmatico di tutti e chiama al voto su Stefano Rodotà. Un candidato sicuramente autorevole e che apre a Movimento 5 Stelle e salva il centrosinistra in corner. Un modo questo per una speranza che si deve riaccendere e dare al popolo.

Non ci si deve nascondere che lo scontro ora tra destra e sinistra si è alzato e che probabilmente ciò porterà tensioni e magari richieste di elezioni da una parte. Sarà nel caso di un voto a Rodotà onere del PD e del centrosinistra vedere se col Movimento 5 Stelle ci potrà essere un governo, ma questi sono scenari che se si apriranno un minuto dopo l'elezione del Presidente della Repubblica e sono ancora incerti. Nel caso un governo sia possibile lo si faccia, il popolo italiano non si merita spettacoli come quelli andati in scena il 19 aprile 2013, andiamo direttamente ad elezioni anche se non sono auspicabili. E ora parola alla quinta votazione.

venerdì 19 aprile 2013

Dopo la terza votazione ce la farà realmente alla quarta Prodi?

La quarta votazione potrebbe dare il via libera a Prodi anche se è difficile vedere dai dati come Prodi potrebbe avere i voti per arrivare ad eleggere Prodi. Tra chi ha votato bianco ci potrebbero essere molti del PDL in attesa di vedere che mosse prendere. E' oramai noto che si arriverà alla votazione con quorum ribassato a 504 e che quindi la rappresentatività del Presidente della Repubblica sarà più bassa.

Rodotà è un ottimo candidato che però non trova sostegno unanime nel PD e ancor oggi viene sostenuto dal Movimento 5 Stelle. I voti presi però dallo stesso sono aumentati. Sembra un segno con i voti dati a vari candidati come Dalema e Bonino voler segnalare che l'unanimità palesata non c'è. Alle 15.30 nuova votazione e ora tutte le forze riuniranno.

Beppe Grillo e Movimento 5 stelle. Beppe Grillo ha detto chiaro e tondo che non voteranno mai Prodi e se tiene fede sembra proprio difficile vedere come possano esser trovati i voti. A maggior ragione del fatto che le divisioni interne al PD non sembrano essere superate. Staremmo a vedere le prossime mosse ma oramai il solco per fare un governo dopo il presidente è tanto profondo quasi a dire che se non impossibile è molto difficile.

Romano Prodi proposta PD per il Presidente della Repubblica

Non è facile far passare Prodi e forse a questo punto si arriva alla quarta votazione e la candidatura presentata potrebbe compattare il PD e Sinistra Ecologia e Libertà.

Il PDL ha ieri parlato di elezioni e oramai con questa proposta esse sono molto vicine e dire che per giugno si potrebbe votare non è peregrino. Il centrodestra non può accettarla pena non perdere il suo elettorato. La terza votazione oramai sarà ancora una votazione non conclusiva e oramai il Presidente della Repubblica sarà solo espressione di parte del Parlamento e non unisce sicuramente il paese.

Il governo. Il governo se non viene trovato con il Movimento 5 Stelle non è possibile nessun governo anche perchè oramai con centrodestra la questione è sepolta.

Sono più di 50 giorni senza governo e credo che come si espresso il popolo del centrodestra nessuna più trattativa sia possibile col centrosinistra. Forse il scaldare i motori ieri da Udine per una campagna elettorale era una mossa per far capire che si stava andando verso una tale proposta del PD. Una proposta irricevibile.

Il centrodestra a sto punto se vuole salvare la faccia deve andare in piazza e far vedere tutta la sua forza altrimenti sarà messo all'angolo.

Spero che il Movimento 5 Stelle non voti Prodi visto la persona che hanno proposto e che pieghi il PD a votare Rodotà anche se ciò oramai sembra non capiterà. Vedremo le prossime mosse.

sabato 30 marzo 2013

I gruppi di lavoro definiti dal presidente

A tempo di record sono stati definiti dal Presidente della repubblica i gruppo che dalla prossima settimana si riuniranno cercheranno di trovare, attraverso i contatti con i gruppi parlamentare le proposte programmatiche essenziali nelle diverse materie:

  1. materia istituzionale. Ecco i nomi: il prof. Valerio Onida, il sen. Mario Mauro, il sen. Gaetano Quagliariello e il prof. Luciano Violante;
  2. materia economico-sociale ed europea. Ecco i nomi: il prof. Enrico Giovannini, presidente dell'Istat, il prof. Giovanni Pitruzzella, presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato; il dottor Salvatore Rossi, membro del Direttorio della Banca d'Italia, l'on. Giancarlo Giorgietti e il sen. Filippo Bubbico, presidenti delle Commissioni speciali operanti alla Camera e al Senato, e il ministro Enzo Moavero Milanesi.

Queste alte personalità di cui non conosco per loro appartenenza politica, tranne forse Luciano Violante espressione PD. Certo è che tali persone di altro profilo che però avranno un compito tutt'altro che facile. Un compito che vedremo se porterà a qualche risultato. In tali persone ci si può riconoscere per la statura che portano sperando che non facciano come Mario Monti.

Il Presidente della Repubblica non si dimette

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha alle 13 comunicato le sue decisioni. Smentisce con le sue parole la possibilità di dimissioni e che lui manterrà il suo incarico fino alla scadenza naturale. Questo probabilmente perchè capisce che un governo dimissionario ha scarsa forza, sebbene guidato da Monti, e vuol far sentire con la sua presenza che il paese c'è.

La sua proposta. Sebbene a messo in luce che alle consultazioni svolte da lui personalmente non hanno portato a cambiamenti nelle posizioni ha messo che lui tenterà fino all'ultimo giorno il suo ruolo per trovare degli accordi. E' difficile trovare la quadra però stavolta.

Nelle parole di Giorgio Napolitano c'è amarezza per un quadro politico incapace di assumersi le proprie responsabilita. Si affida a delle personalità in modo che possano esserci dei punti di contatto tra le forze politiche per fare un governo. Certo il tempo scorre e i mercati martedì riaprono.

Ora è certificata la ingovernabilità e del fatto che servono dei saggi di cui verranno dati i nomi appena lo stesso riceverà da loro la disponibilità. Il cuneo per uscire dalla crisi diventa sempre più stretta.

Del discorso di Giorgio Napolitano si evince, un presidente chiamato Re Giorgio dalla stampa, un senso di impotenza accompagnato da determinazione a cercare di creare le condizioni perchè tutto si sbrogli. L'impotenza la si evince quando lo stesso dice che la sua opera attuale rimarrà come materiale per il prossimo Presidente della Repubblica. Il suo impegno c'è, ma nel caso fallisse ci sarà qualcuno che se ne occuperà con poteri maggiori. Non credo che possa essere lasciata ad altre interpretazione questa frase di Napolitano: " Ciò potrà costituire comunque materiale utile : voglio dire anche per i compiti che spetteranno al nuovo Presidente della Repubblica nella pienezza dei suoi poteri."

Il ruolo dei saggi Il ruolo dei saggi o meglio nelle parole di Napolitano i due gruppi di personalità dovranno evidenziare i temi essenziali di carattere istituzionale e di carattere economico-sociale ed europeo - precise proposte programmatiche che possano divenire in varie forme oggetto di condivisione da parte delle forze politiche.

Un governo quindi a breve termine che magari aiuti a rasserenare pure il clima politico. Nel more di un della ricerca di un tale governo, un governo di scopo, continuerà per gli affari urgenti a operare il governo Monti. Un governo. Esso sta per adottare provvedimenti urgenti per l'economia, d'intesa con le istituzioni europee e con l'essenziale contributo del nuovo Parlamento attraverso i lavori della Commissione speciale presieduta dall'on. Giorgetti.

I mercati non aspettano. I mercati non aspettano e nemmeno i cittadini sono felici di un tale stallo. Martedì riapriranno i mercati e come prezzeranno la scelta di Giorgio Napolitano. Tutto dipenderà da come valuteranno anche le agenzie di rating questa incertezza che permane, in primis Moodys. Moodys aveva messo in luce le valutazioni sul mantenimento o declassamento del rating dell'Italia si facevano dopo le consultazioni. L'incertezza permane.

Un gran signore. A parte non essersi trattenuto coi giornalisti e aver parlato con alcuni senza microfono probabilmente è giustificabile. La giustificazione sta in una domanda su scenari di elezioni ad ottobre aperti da un giornalista non meglio precisato. A tale giornalista ha detto, prima di abbandonare la scena, che lui su scelte che lui non può prendere non parla. Lascia in tal senso aperte tutte le opportunità ad un nuovo Presidente nel caso fallisse ogni suo tentativo.

sabato 23 marzo 2013

Il conferimento dell'incarico a Pierluigi Bersani

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questo pomeriggio, al Palazzo del Quirinale, l'onorevole dottor Pier Luigi Bersani, al quale ha conferito l'incarico di verificare l'esistenza di un sostegno parlamentare certo, che consenta la formazione del Governo.

Il Capo dello Stato ha invitato l'onorevole Bersani a riferire appena possibile.

L'esigenza di un governo. Se ascoltiamo il discorso in cui annuncia il conferimento dell'incarico a Pierluigi Bersani si nota l'esigenza di avere presto un governo, sebbene ancora possibile che il governo attuale dimissionaria prenda le decisioni urgenti.

L'esigenza di un governo nella pienezza dei poteri è molto sentita dal Presidente Giorgio Napolitano che tuttavia esce allo scoperto dicendo che non è ciò è facile. Esistono poi dei tempi istuzionali e sebbene capisce la situazione fa presente che l'Olanda ha impiegato 54 gg ed Israele 55. Questa sottolineatura non è casuale, ma denota come per fare le cose nel migliore dei modi a volte serva anche prendersi del tempo.

Le esigenze non sono solo italiane ma dell'Europa e del mondo che guarda all'Italia come partner affidabile, ma che deve dare un governo stabile. Un impegno forte che può contribuire anche al consolidamento dell'Europa.

Le consultazioni. Sembra con stralci sulle consultazioni che tocca nel suo discorso mettere in luce come le forze politiche siano esse partiti, liste, movimenti abbiano convenuto sulla necessità di un governo.

Ha messo però chiaro che il compito che compete a Bersani non è per nulla facile anzi quasi titanico. Le divisioni ci sono e non solo per le nuove forze che sono entrate sull'onda del malessere che serpeggia nel paese.

Si è dato atto all'on. Berlusconi di volere come altri di un governo di vasta unione, ma difficile che ciò sia possibile dopo il riacutizzarsi delle tensioni tra i partiti a fine 2012 e la campagna elettorale aspra.

Auspicio. Il Presidente della Repubblica auspica le larghe intese come anche in passato su molti temi aveva anche in passato suggerito. La coesione sociale va recuperata anche per esser più forti sul piano internazionale e per rispondere anche ai cittadini che più soffrono la crisi a cui va data risposta. Non si può con giochetti andare alla paralisi.

Rinvendica il suo ruolo. Rivendica il suo ruolo nella decisione e della discrezionalità che lui gode e di come ciò sia subordinato solo alla fiducia delle camere. Nel fare ciò si rifà ad un costituzionalista Enzo Cheli.

Tipo di incarico. L'incarico dato a Bersani è di tipo esplorativo di verifica delle condizioni per la formazione di un governo. Questo a norma del comma 1 dell'art. 94 della Costituzione e dell'esito riferità al Capo dello Stato che deciderà in merito.

Le motivazioni. La coalizione di centrosinista ha battuto il centrosinista avendo la maggioranza assulta alla camera e una posizione di maggioranza relativa al Senato. E' quindi nelle condizioni più favorevoli per risolvere il problema di formazione del governo attraverso i contatti con le forze politiche in parlamento e non solo.