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domenica 28 aprile 2013

Il governo di Enrico Letta: politico

Dopo l'accettazione e la lista di ministri fornita da Enrico Letta il Presidente della Repubblica ha voluto chiarire la natura politica del governo. Tanto forse troppo si è detto sulle formule sulle quali nasceva il governo: governo del presidente, di scopo, tecnico, etc.. Sul La Stampa addirittura si parlava della formula del governo amico con appoggio esterno, ma dal quale si potrebbe sfilare. Formule quelle diverse dal governo politico che forse aiutavano molto il PD visto che governare col PDL era tutto tranne ciò che in campagna elettorale si aveva detto: mai con il PDL.

Per il risultato raggiunto all'interno delle prescrizioni costituzionale allontanando l'idea che da un democrazia parlamentare si sia passati ad una democrazia presidenziale di fatto. Era l'unico governo possibile viste le condizioni che si erano venute creare e che poteva quindi avere sostegno in ambo del Camere. Un governo nato dalla responsabilità dei partiti e che non poteva tardare ulteriormente nell'interesse del paese e dell'Europa.

L'auspico del Presidente della Repubblica è che il governo possa lavorare nella cosa è che possa lavorare nella fervida coesione senza pregiudiziali veti nella ricerca delle soluzione ai problemi del paese con tutti.

Una grossa prova per il PD. Le parole di Pier Luigi Bersani sono positive: "Questo governo ha freschezza e solidità. Saprà affrontare le difficoltà e le sfide che il Paese ha di fronte."

Pure Roberto Speranza capogruppo alla Camera fa ben sperare: "Per l'interesse dell'Italia, il PD deve sostenere convintamente il tentativo di Letta facendo fino in fondo la sua parte"

Se però ci spostiamo a Renzi con sia affermazione:" “Ecco come voglio rifondare il Pd, un anno di governo e poi al voto” si da già una scadenza abbastanza breve al governo.

Esistono all'interno PD anche posizioni più critiche a dai giornali si faceva balenare 50 dissidenti oltre che eventuali espulsioni. Un dissidente Giuseppe Civati però mette in luce come non sarebbe lui il dissidente ma chi ha accettato di fare un governo col PDL. Ecco la posizione condivisa del PD del 26 aprile 2013 Certo è che la base è calda e se si leggono i commenti sul facebook del partito democratico sono molto colorito. La base non vuole l'accordo PD-PDL e in parte sta abbandonando il PD e in parte protestando. Terrà il PD fede all'impegno di formare un governo o si frantumerà? Sembra esserci ottimismo, ma tutto può succedere se si sono sfaldati su Prodi per colpa della rete. Di tutti i partiti che sostengono il governo è sul PD che ancora oggi è giusto tenere l'attenzione.

giovedì 18 aprile 2013

Franco Marini elezione in salita

Il fatto che Pier Luigi Bersani abbia indicato Franco Marini come il candidato alla Presidenza della Repubblica, mai come oggi non da certezza di elezione sebbene ci sia stato accordo con PDL.

Già ieri Niki Vendola aveva messo in luce come non avrebbe tollerate prove di governissimo o comunque di farsi imporre dalla destra un nome. Lo stesso ha ribadito oggi che si vuole svoltare e ascoltare la voglia di cambiamento del paese e di aprire al Movimento 5 stelle. E' per questo che oggi Sinistra Ecologia e Libertà voterà Stefano Rodotà.

I problemi di Bersani non finisco però qui. Il partito democratico oltre che ha SEL deve guardare al suo interno ed ad un frattura nel suo partito che non si può fare a finta di non vedere quanto è profonda.

E' tanto profonda la frattura nel PD che sembra quasi una resa dei conti, non tra Renzi e Bersani, ma tra l'area cattolica e progressista. Alle invasioni Barbariche poi lo stesso Matteo Renzi invita chi non a palesarlo con le dichiarazioni di voto prima del voto segreto e non fare giochini. E' un atto di forza quello chiesto da Renzi perchè richiede che i parlamentari si assumano pienamente la scelta che compiono non solo davanti agli italiani e al partito. Altra affermazione di Renzi che fa propendere per uno scontro tra anime è il fatto che serva un Presidente della Repubblica che tenga fede alla Costituzione e non al Vangelo.

La Lega Nord nord si è riunità alle 20 ieri sera ed è diffcile capire ciò che voterà perchè ad esempio Calderoli mette sul piatto Dal Lago.

Franco Marini no alla prima votazione. Sembra difficile in tal clima anche con i voti del PDL pensare che si possa arrivare alla votazione di Franco Marini anche con i voti di Scelta civica per Monti e altri partiti minori. Tutto si può pensare tranne che il Movimento 5 stelle voti per lui.

Tranne colpi di scena o passi indietro dello stesso potrebbe anche succedere di arrivare alla quarta votazione e quindi lì possa capitare di tutto.

Il futuro governo. La votazione se andrà in tal senso potrebbe avere ripercussioni per un possibile governo futuro. E' innegabile che dopo uno schiaffo di tale entità SEL non potrà dare fiducia al partito democratico e neppure il Movimento 5 stelle alla faccia dei suoi elettori aprire al PD.

Le strade che evitano le elezioni sono strettissime o governissimo, ciò che Bersani ha sempre escluso, o governo di minoranza con non belligeranza del PDL. Certo è oramai agli occhi anche di chi non vuol vedere che la legislatura è partita malissimo e potrebbe durare pochissimo. Troppe insidie un futuro per governo, per come si stanno svolgendo le cose, sono sul percorso per la sua formazione.

giovedì 4 aprile 2013

Non perdiamo tempo il paese è sempre più vicino al voto

Il Presidente della Repubblica ha preso atto il Venerdì Santo dell'infruttuosità del giro di consultazioni lampo dalla stesso compiuto. Le dimissioni di Napolitano sarebbero state un segnale forte che avrebbero indicato una strada, ma si è scelto altro.

La scelta irrituale. La scelta di Giorgio Napolitano è stata quella di indicare due gruppi di personalità che dovrebbero segnalare le priorità del paese. Un comportamento questo che hanno portato a critiche da parte di tutti con Beppe Grillo che parla di "badanti della democrazia".

Un effetto c'è stato in verità una apertura di Bersani che potrebbe esser troppo timida e tardiva verso il PDL dopo il fallimento della ricerca di un accordo con i gillini. Difficile trovare un alleanza PD-PDL visto che si parla in casa centrodestra di una richiesta di non occupare tutte le cariche in un ottima di nomina anche del futuro Presidente della Repubblica.

Stiamo perdendo tempo. Matteo Renzi parla apertamente di una perdita di tempo, anche rivolgendosi al suo segretario Bersani, interpretando il malessere di una paese che guarda ad una politica che dovrebbe prendere di petto i problemi. Problemi che sembrano l'ultimo pensiero di una classe politica che è scollegata dal paese.

Un Renzi che guarda ad un accordo col PDL come unica chance per evitare il voto.

L'impraticabilità di un accordo alternativo. Un accordo alternativo al PDL è impossibile vista la chiusura non da oggi del Movimento 5 stelle ad accordi di governo con chicchessia tranne per un governo a guida M5S. Ci potrebbero essere voti di dissenso all'interno dei partiti o con altri partiti presenti del parlamento che sostengono un governo ma ciò non darebbe che un governo debole ciò che non serve al paese.

M5S e ruolo di Grillo. Beppe Grillo non fa le considerazioni che propone a caso ma forte della sua leadership indiscussa e dell' art. 3 del Non Statuto del Movimento 5 stelle che sembrava di scarsa importanza, ma che alla luce del suo comportamento è importante. Beppe Grillo è il proprietario del contrassegno del partito e quindi l'unico che detta la linea.

Il voto. Giorgio Napolitano si affrettò a dire nella comunicazione della sua decisione che un governo esiste e sebbene dimissionario può operare. Certo ciò è vero ed è il governo di Mario Monti ma è sicuramente debole anche dopo la sfiducia allo stesso che da parte del segretario Angelino Alfano che ha portato alle elezioni anticipate.

I gruppi di "saggi" non posso essere un futuro governo e sul fatto di non voler interferire nelle dinamiche di scelta di un governo è stato rimarcato d Napolitano altrimenti avrebbe avvallato la teoria di golpe imputato allo stesso da Il Giornale ponendo dubbi sul fatto se tale atto non abbia trasformato la forma di governo da parlamentare a presidenziale.

Il tempo concesso dal Presidente della Repubblica sta scadendo e il 18 aprile si inizierà ad entrare nel vivo con convocazione della seduta comune di Camera e Senato a cercare il successore. A quel punto si capirà se un accordo PD-PDL sarà possibile e se alcune parole anche da parte di Bersani potranno essere rimangiate. Questo anche alla luce di altre parole che in passato lo stesso pronunciato che anche col 51% si sarebbe comportato come se avesse il 49% parlando con tutti. Un voto non condiviso, sul Presidente dell Repubblica, dal PDL potrebbe segnare la chiusura definitiva di qualsiasi accordo. Con un Movimento 5 stelle che chiude ogni porta solo raccogliendo qualche dissenso dai vari partiti che porti ad un governo debole; ciò di cui l'Italia non ha bisogno. Serve un governo forte che affronti i problemi del paese e che se non c'è accordo PD-PDL solo le elezioni può dare.

Le elezioni sarebbero quindi l'unico modo di uscire impasse se le forze politiche fossero responsabili. Su questo punto qualche dubbio permane. Certo è che di tempo anche per la mossa di Napolitano potrebbe in caso di fallimento di una ricerca di accordo perso molto tempo e forse le dimissioni di Giorgio Napolitano sarebbero state più dignitose.

mercoledì 6 marzo 2013

Il mancato coraggio del PD

Oggi si terrà la direzione del PD al quale parteciperà Matteo Renzi. La letterà di Elisa Filippi sull'Adige del 3 marzo 2013 coglie nel segno il tema della vittoria di Pirro del PD: la mancanza di coraggio. Riprende un'affermazione di Renzi: "Grillo si sfida, non si rincorre".

La campagna elettorale ha visto una mancanza di coraggio del PD che ha permesso l'affermazione di Beppe Grillo e il recupero di Silvio Berlusconi. Non si può pensare di vincere le elezioni coltivando recinti elettorali; ma serve trovare soluzioni nuove, che senza tradire i principi del partito e della coalizione, siano innovative nell'affrontare i problemi convincendo anche chi è su altre idee a votare per la coalizione e il partito. Non far ciò ha portato il PD a perdere consensi che erano arrivati qualche mese prima a livelli che lo davano sicuramente vincente.

Non si è poi parlato a tutto il paese e a tutte le categorie, ma si è invece parlato ad un mondo che non c'è più facendo proposte per lo stesso. Il mondo attuale e futuro deve essere al centro delle proposte con tutele e risposte che devono guardare ad un mondo flessibile e che vuole progredire. La difesa del lavoro si deve ad esempio fare in mondo diverso tutelando il lavoro con sussidi di disoccupazione, servizi outplacment, riqualificazione, collocamento pubblico più efficace ed efficiente. L'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori tutela un posto divenendo un fattore di rigidità aziendale e che può aggravare le situazione delle aziende.

Si deve guardare al futuro e capire il paese con le sofferenze, i problemi, le opportunità. Il non capire le sofferenze e i problemi della gente da parte del PD ha portato all'affermazione del Movimento 5 Stelle e del PDL che hanno saputo leggere meglio il paese e i suoi umori a volte proponendo anche proposte irrealizzabili.

Il PD è in una scomoda, a dir poco, posizione di chi ha la vittoria di Pirro e di dover proporre come risolvere l'impasse istituzionale. Non facile visto che il PD chiude al PDL e apre al Movimento 5 stelle che chiude ad ogni governo non guidatato dal Movimento. Un rebus di comportamenti che portano ad un impasse senza precedenti che va sciolto dal PD con la sua direzione.

E'curioso in tal senso l'apertura del PDL a PD per bocca di Berlusconi forse per togliersi l'etichetta di irresponsabili e di guardare a interessi particolari. Angelino Alfano è stato chiaro il PD decida il tempo sta per scadere se sceglie di allearsi con Movimento 5 stelle noi saremmo all'opposizione e chiederemo sempre il numero legale. Decisioni difficili da prendere da Bersani che rischia di rimanere col cerino in mano, in quanto se non riescono a risolvere la situazione potrebbero esser etichettati come incapaci.

Tutti da un fallimento nel formare un governo ne uscirebbero male. Del PD si è detto, ma pure il Movimento 5 stelle non ne uscirebbe bene. Questo a maggior ragione se PD stanasse il Movimento 5 stelle proponendo temi cari all'elettorato del Movimento. Come potrebbe presentarsi agli elettori il Movimento se un governo, anche del PD, presentasse proposte qualificante anche del programma dello stesso?

Il PDL e Berlusconi potrebbero uscirne meglio avendo offerto collaborazione al PD quasi nel voler chiudere con il berlusconismo e anti-berlusconismo. Un approccio al dialogo e all'offerta all'avversario di aiuto che potrebbe aver presa sui cittadini.

Tra i perdenti l'Italia e le suo istituzioni che al di la del voto dimostrano di non riuscire a dare un buon biglietto di se nel mondo. Pronto a smentirmi se il PD con la sua direzione dimostrano pragmatismo e riescono a risolvere la situazione.

lunedì 3 dicembre 2012

Primarie un bella pagina politica

Si sono concluse e il clima caldo di alcuni giorni fa si è stemperato facendo vedere una faccia edificante di una politica che spesso non lo è. Anche il comportamento tenuto dai candidati è stato esemplare.

Pierluigi Bersani ha dato fiducia alla sua gente con quest'affermazione: "Dobbiamo avere fiducia nella nostra gente". Perfino Matteo Renzi ha detto:" Hai vinto, congratulazioni" e ammette: "Lui ha vinto, io ho perso e nessuna regola avrebbe potuto cambiare il risultato". " Sconfitta netta, saremo leali". Un tale comportamento non si è mai visto in un elezione politica e il segnale dato dalle primarie ha dato una lezione anche per le prossime elezioni su come si possa perdere con dignità.

Il segretario ha vinto col 60,8% contro il 39,1 dello sifdante Matteo Renzi e ha vinto un rapporto più stretto con la sinistra di Vendola nei confronti di una posizione più centrale. E' pur vero che i voti dei vendoliani non sarebbero bastati e probabilmente a strappato i voti anche di qualche renziano.

Motivazioni per la vittoria. Il fatto di non aver potuto aprire a nuovo elettorato ha pesato su Renzi ma nemmeno ciò sarebbe bastato per togliere il divario col segretario e come ho già detto ha pescato anche nel campo renziano.

Vendola può aver ceduto il voti a Bersani ma anche gli altri candidati possono aver lavorato per lui perchè ha dimostrato di rispettare ciò che dice e non voler regole a personam e ciò qualcosa nella sinistra pesa.

Poi la gente ha ricordato che lui lenzuolate di liberalizzazioni ne ha fatto e qualcosa ha fatto per cambiare il paese non è riuscito compiutamente nelle sue intenzioni per mancanza di forza.

Poi gli attacchi a renzi di non parlare di sinistra può averlo fatto associare alla destra forse anche per un comportamento forse un po' sbruffone che lo facevano associare al miglior Berlusconi.

Scenari. Ora inizia la vita dura per Bersani di dimostrare quello che diceva che è riformatore come o forse più di Renzi. Ora Bersani non ha alibi perfino Prodi dice:"Il segretario ora è fortissimo". La forza ora c'è ora si vorrà vedere se riesce a fare sintesi senza inchinarsi a nessuno ne renziani ne vendoliani. E' l'ultima chance per Bersani per dimostrare il suo valore. Un buon segnale è già arrivato non ricandida. Altri in quel partito devo fare questo passo. Ora il segretario ha la forza per portare a analighi passi altre persone.

Le idee di Renzi hanno perso come quelle di Vendola e gli altri candidati, ma se vogliamo sono quelle che dopo quelle del segretario hanno trovato più sostegno. Questo non lo si può nascondere.

La cosa peggiore che può capitare è uno scontro Bersani-Berlusconi che porti indietro le lancette al passato. Credo che stavolta Bersani forte della legittimazione ottenuta non voglia tornare a parlare di temi che non appassionano la gente.

Ha vinto il centrosinistra. Il centrosinistra ha vinto la sua battaglia e ha portato quasi 3 milioni di persone facendo della vittoria del centrosinistra una festa della democrazia.

Su questo il PDL che è il partito più grande nel panorama italiano assieme al PD deve fare tesoro. Gli elettorati sono diversi è vero, ma entrambi sono stanchi di vedersi tagliati fuori dalle decisioni. Il centrosinistra ha rivitalizzato l'elettoralo ora tocca al PDL fare la stessa cosa.

sabato 1 dicembre 2012

I liberali con Renzi per un doppio turno aperto

"L'atteggiamento dei vertici del PD in occasione del secondo turno di queste primarie colpisce molto" - affermano in una nota i Liberali italiani. "Colpiscono tutte queste resistenze ad allargare la platea degli elettori come sta cercando di fare Renzi. Forse andrebbe ricordato ai piani alti del PD - che queste primarie sono primarie di tutti e che si sta votando per il candidato Premier che dovrà avere la più ampia maggioranza possibile per governare. Il centro sinistra che vuole Renzi è un centro sinistra ampio, rappresentativo, aperto ai cittadini. E tra cittadini non esistono infiltrati. Proprio per questo i liberali sostengono Renzi al secondo turno e la sua battaglia contro le regole chiuse della nomenklatura PD."

giovedì 29 novembre 2012

Le primarie si surriscaldano ecco due email arrivate dal Comitato Renzi di Trento

Il clima si surriscalda e si preparano le armi pesanti a volte non a norma di regolamento e che portano gli altri candidati a chiedere la deferimento alla commissione di garanti per violazione del regolamento da parte di Renzi. Ecco la prima email a voi valutare.

Le primarie di domenica scorsa hanno visto vincitori i cittadini: in un momento di grave (e meritata) crisi di credibilità della politica, hanno scelto di non rassegnarsi e di rivendicare il loro diritto a determinare il proprio destino. In queste settimane ho incontrato moltissime persone consapevoli che il futuro dipende dalle scelte che la politica dovrà fare nei prossimi mesi e anni, e la partecipazione è ciò che determina la direzione. Ho incontrato anche persone sfiduciate, e con mille ragioni: è a loro che vorrei rivolgere l’invito a non mollare, a non rinunciare, perché il miglior alleato della cattiva politica è l’astensione.

Alla fine colui che vincerà, sia Renzi sia Bersani, avrà una forte legittimazione dei cittadini, e avrà la forza per cambiare il Paese. Il segnale chiaro arrivato infatti è una forte voglia di una politica senza alchimie e inciuci, ma libera, trasparente, aperta ai cittadini, e il Pd oggi riesce a essere il riferimento per la gran parte dei cittadini italiani, unendo la serietà di Bersani e la spinta innovativa di Renzi, che dovranno amalgamarsi a prescindere dal risultato finale e a prescindere dai destini personali dei candidati.

Ma ora arriva il bello, si riparte da zero, e tutto può succedere!

Per questo l’invito è di proseguire con l’impegno, perché domenica 2 dicembre si potranno davvero decidere le sorti del Paese!

E lo potranno fare tutti i cittadini, sia chi ha votato domenica, sia chi non ha votato (previa registrazione giovedì o venerdì dalle 08.00 alle 18.00 presso la Sede Provinciale del PD del Trentino, in via Torre Verde 27 a Trento).

Certo, la scelta di accentrare la fase di registrazione solo a Trento porta a prevedere una netta e scontata vittoria di Bersani, e rende molto più difficile una più larga partecipazione, ma è solo uno dei tanti ostacoli da superare. Ulteriori informazioni al link www.partitodemocraticotrentino.it/news.php?id=2717

Se volete partecipare e se volete estendere l’invito, e se avete dei dubbi, non esitate a contattarmi direttamente!

Ecco la seconda email.

Nella comunicazione di ieri indicavo che coloro che non sono andati a votare al primo turno devono fisicamente recarsi in via Torre Verde 27 a Trento a registrarsi.

In realtà il Pd ha confermato di essere un partito aperto ai cittadini, per cui sarà sufficiente inviare una mail a trento@primarieitaliabenecomune.it o oggi giovedì 29 o venerdi 30 novembre!

In alternativa si può andare sul sito www.domenicavoto.it e inviare.

Nella mail va motivata l'impossibilità di registrarsi per il ad esempio: motivi familiari, motivi di salute, motivi di lavoro, viaggi all'estero.. Per sicurezza stampate il tutto e portatelo domenica 2 dicembre al seggio.

Per chi invece si era già registrato per il primo turno o è andato a votare, non serve nulla di tutto questo, basta andare a votare (e NON si ripagano i 2 euro!)!

Una mail per cambiare l'Italia!

Al ballottaggio i liberali sostengono Renzi

"Al ballottaggio delle primarie della sinistra i liberali italiani, in base ai propri documenti, sosterranno Matteo Renzi con ancora maggior convinzione. La candidatura di Renzi a Presidente del Consiglio consentirebbe un proficuo rapporto tra la sinistra e i liberali e quasi certamente, nelle urne, darebbe all'Italia un premierato davvero innovativo perché più aperto ai cittadini in una logica liberale".

Lo hanno dichiarato molti esponenti nazionali di Liberalitaliani tra cui Riccardo Barni, Gianmarco Brenelli, Antonio Colantuoni, Gianluigi D'Agostino, Ernesto D'Ippolito, Ezio Dalsass, Roberto Del Buffa, Marcello Ferraris, Stefano Gaggiotti, Giovanni Iannello Leone, Luigi Ibello, Enrico Lecis Coccu Ortu, Paolo Minchillo, Raffaello Morelli, Gadiele Polacco, Fabrizio Prosperi, Giovanni Sallicano, Gerolamo Sibilio, Carlo Staccioli, Augusto Tagliati.