Visualizzazione post con etichetta Presidente Repubblica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Presidente Repubblica. Mostra tutti i post

domenica 28 aprile 2013

Il Presidente della Repubblica messaggio alle vittime

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a seguito dei tragici fatti avvenuti questa mattina dinanzi a Palazzo Chigi, ha sentito il Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, al quale ha chiesto notizie sulle condizioni dei feriti e ha espresso solidale vicinanza all'Arma, pregandolo di rendersi interprete di tali sentimenti nei confronti del brigadiere Giuseppe Giangrande.

Il Capo dello Stato ha poi parlato direttamente con il carabiniere scelto Francesco Negri al quale ha manifestato espressioni di incoraggiamento e i più fervidi auguri di pronta guarigione.

Il Presidente Napolitano esprime altresì i sensi della propria vicinanza alla famiglia rimasta fortuitamente coinvolta nella medesima circostanza.

mercoledì 24 aprile 2013

Enrico Letta prossimo premier

Alle ore 12.30 il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha convocato per le ore 12.30 di oggi, al Palazzo del Quirinale, l'onorevole Enrico Letta. E' quindi a lui ha conferito l'incarico. Esso ha accettato con riserva l'incarico. Superando così chi voleva Giuliano Amato che era inviso alla Lega Nord.

Non è un premier anziano quello che Enrico Letta incarna e ne se può direttamente leggere direttamente dal suo sito. L'esperienza di letta i politica è numerosa e ha sostenuto l'ascesa di Pier Luigi Bersani ed è vicesegretario unico del PD.

Fatto finalmente il nome del premier è ora di vedere la lista dei ministri che dovranno comunque accontentare una ampia compagine parlamentare. Pure la Lega Nord a questo punto potrebbe sostenere il governo. L'incognita maggiore, oltre che su cosa si porterà avanti, è sul sostegno che otterrà. In tal senso è da vedere cosa farà il PD.

Incognita PD. Il PD è la vera incognita politica per il governo visto anche cosa successo in passato. Sul presidente della Repubblica si è consumata la divisione del PD che dopo le dimissioni di Bersani si è ricompattato su Matteo Renzi. Tale aspirante leader mette in luce che il governo deve essere di un anno e fare alcune determinate cose, mentre Berlusconi pensa ad un esecutivo di almeno 2 anni.

Stante le dichiarazioni sulla linea da tenere ieri, espressa ieri da Enrico Letta a nome del Partito democratico, passata a larga maggioranza. Questa volta è da vedere se il PD sarà compatto e se magari su qualcosa che non ritengono andare si sfileranno. E' da sottolineare che ad aumentare l'incertezza c'è

venerdì 19 aprile 2013

Verso una quinta drammatica votazione

Oggi Prodi ha dovuto rinunciare alla sua candidatura dopo i dati deludenti del quarto scrutinio. Come avevo già scritto in precedenza Prodi poteva non avere i numeri. Andare sotto i 400 voti, 395 voti, ha messo fine alla carriera di Prodi come candidato alla Presidenza della Repubblica. Ha però messo anche in luce gli errori del segretario.

Le dimissioni di Bersani. Dopo le dimissioni di Rosi dalla presidenza dell'Assemblea nazionale del Pd ha rassegnato le dimissioni anche Pier Luigi Bersani e ciò è il segnale ultimo del fatto che il segretario non aveva più il suo partito. I forti voti a Stefano Rodotà hanno una discreto numero di voti 213 e pure la Anna Maria Cancellieri ha avuto 78 voti.

Tale risultato potrebbe avere il segnale che si può aprire al Movimento 5 Stelle attraverso la votazione di Stefano Rodotà, ma è ancora presto per capire la direzione che prenderà il partito. Se esso in tal modo andrà nelle braccia di Beppe Grillo ho se ha qualche idea da proporre. Non prodi in quanto oramai è una candidatura bruciata.

Sono ore drammatiche queste per il PD e si deve vedere se nello stesso esiste una linea comune e quale sia il livello dello sfascio. Agli altri tocca attendere anche se ora con il quorum a 504 anche altre convergenze possono essere trovate.

Il PD se vuole sopravvivere a tale terremoto dovrà esser propositivo e nel caso volesse convergere su Rodotà spiegare bene perchè prima non l'ha fatto e nel caso spiegare questa mancata progettualità.

E' oramai evidente che si è celebrato un congresso del PD con Bersani che ne è uscito perdente, ma ora bisogna capire che progettualità c'è e quali sono gli interlocutori.L'intesa col PD la vedo dura e per voltarsi al Movimento 5 stelle potrebbe essere un'alternativa, ma con il rischio di spiegare bene all'elettorato.

Berlusconi ha già acceso i motori per una campagna elettorale non vedo come un PD così diviso possa scegliere tra Movimento 5 Stelle e PDL. Tocca al PD dire la strada, ma è sempre più sembra che verrà dettata da altri. Il PDL oramai visti gli strappi e come stato trattato dal centrosinistra potrebbe arrivare al prossimo Presidente della Repubblica di chiedere le elezioni. Staremo vedere le prossime mosse del PD ma diventa la strada sempre più stretta.

mercoledì 17 aprile 2013

L'accordo non c'è per il Presidente della Repubblica

L'accordo non c'è o almeno non c'è con Berlusconi vista la comunicato del Partito democratico attraverso la quale nessuna rosa è stata presentata a Berlusconi sebbene si ragioni da giorni su diverse possibilità con tutte le forze parlamentari per arrivare ad un nome largamente condiviso.

La fiera delle vacche. Milena Gabanelli ha tolto la sua candidatura volendo rimanere giornalista e ha mio avviso ha fatto una scelta saggia. E' meglio avere un buon giornalista che un mediocre presidente. Non perchè professionalmente la Gabanelli non sia valida ma non so se ha le competenze richieste per tale ruolo.

Tolta però la Gabanelli vengono fatti 14 nomi che spaziano in variegati settori dimostrando se ce n'era bisogno che non è pensabile che i criteri di scelta siano per tutti simili. Tanto meno per il Movimento 5 stelle.

Le due scarpe del PD. Il PD sta conducendo la trattativa di avvicinamento al voto con in due scarpe una che guarda al PDL e una che guarda al Movimento 5 stelle. Un comportamento questo che seppure comprensibile, visto che anche gli altri possono farlo, potrebbe portare ad instaurare trattative multiple: Tali trattative potrebbero essere inconciliabili e non essere indolori per un futuro governo.

E' brutto dirlo ma sul Presidente della Repubblica il PD si gioca tutto perchè da come si comporterà potrebbe vedersi precluse alcune strade per la formazione di un governo. Certo è che c'è necessità di un presidente forte vista la crisi politica e economico sociale che il nostro paese sta vivendo.

Un paese, l'Italia, diviso che chiede che la politica si occupi dello stesso; ma che a 50 giorni non vede ancora un governo. Una votazione quella del Presidente dell Repubblica che è una votazione interessante anche per capire se esistono possibilità di governo o quali o se ci si accinge ad andare a nuove elezioni. Delle elezioni che in caso la votazione arrivasse alla quarta votazione con voto solo di una parte sarebbero inevitabili. Una votazione la quarta che però se non condiviso il nome come invece per forza di cose è nelle prime tre che non solo sarebbero un segnale per il governo, ma sancirebbero un Presidente della Repubblica che rappresenta la nazione non potendola rappresentare.

Domani sarà una giornata importante perchè si capirà senza speculazioni di nomi che aria tira e se realmente un accordo ci sia.

giovedì 4 aprile 2013

Non perdiamo tempo il paese è sempre più vicino al voto

Il Presidente della Repubblica ha preso atto il Venerdì Santo dell'infruttuosità del giro di consultazioni lampo dalla stesso compiuto. Le dimissioni di Napolitano sarebbero state un segnale forte che avrebbero indicato una strada, ma si è scelto altro.

La scelta irrituale. La scelta di Giorgio Napolitano è stata quella di indicare due gruppi di personalità che dovrebbero segnalare le priorità del paese. Un comportamento questo che hanno portato a critiche da parte di tutti con Beppe Grillo che parla di "badanti della democrazia".

Un effetto c'è stato in verità una apertura di Bersani che potrebbe esser troppo timida e tardiva verso il PDL dopo il fallimento della ricerca di un accordo con i gillini. Difficile trovare un alleanza PD-PDL visto che si parla in casa centrodestra di una richiesta di non occupare tutte le cariche in un ottima di nomina anche del futuro Presidente della Repubblica.

Stiamo perdendo tempo. Matteo Renzi parla apertamente di una perdita di tempo, anche rivolgendosi al suo segretario Bersani, interpretando il malessere di una paese che guarda ad una politica che dovrebbe prendere di petto i problemi. Problemi che sembrano l'ultimo pensiero di una classe politica che è scollegata dal paese.

Un Renzi che guarda ad un accordo col PDL come unica chance per evitare il voto.

L'impraticabilità di un accordo alternativo. Un accordo alternativo al PDL è impossibile vista la chiusura non da oggi del Movimento 5 stelle ad accordi di governo con chicchessia tranne per un governo a guida M5S. Ci potrebbero essere voti di dissenso all'interno dei partiti o con altri partiti presenti del parlamento che sostengono un governo ma ciò non darebbe che un governo debole ciò che non serve al paese.

M5S e ruolo di Grillo. Beppe Grillo non fa le considerazioni che propone a caso ma forte della sua leadership indiscussa e dell' art. 3 del Non Statuto del Movimento 5 stelle che sembrava di scarsa importanza, ma che alla luce del suo comportamento è importante. Beppe Grillo è il proprietario del contrassegno del partito e quindi l'unico che detta la linea.

Il voto. Giorgio Napolitano si affrettò a dire nella comunicazione della sua decisione che un governo esiste e sebbene dimissionario può operare. Certo ciò è vero ed è il governo di Mario Monti ma è sicuramente debole anche dopo la sfiducia allo stesso che da parte del segretario Angelino Alfano che ha portato alle elezioni anticipate.

I gruppi di "saggi" non posso essere un futuro governo e sul fatto di non voler interferire nelle dinamiche di scelta di un governo è stato rimarcato d Napolitano altrimenti avrebbe avvallato la teoria di golpe imputato allo stesso da Il Giornale ponendo dubbi sul fatto se tale atto non abbia trasformato la forma di governo da parlamentare a presidenziale.

Il tempo concesso dal Presidente della Repubblica sta scadendo e il 18 aprile si inizierà ad entrare nel vivo con convocazione della seduta comune di Camera e Senato a cercare il successore. A quel punto si capirà se un accordo PD-PDL sarà possibile e se alcune parole anche da parte di Bersani potranno essere rimangiate. Questo anche alla luce di altre parole che in passato lo stesso pronunciato che anche col 51% si sarebbe comportato come se avesse il 49% parlando con tutti. Un voto non condiviso, sul Presidente dell Repubblica, dal PDL potrebbe segnare la chiusura definitiva di qualsiasi accordo. Con un Movimento 5 stelle che chiude ogni porta solo raccogliendo qualche dissenso dai vari partiti che porti ad un governo debole; ciò di cui l'Italia non ha bisogno. Serve un governo forte che affronti i problemi del paese e che se non c'è accordo PD-PDL solo le elezioni può dare.

Le elezioni sarebbero quindi l'unico modo di uscire impasse se le forze politiche fossero responsabili. Su questo punto qualche dubbio permane. Certo è che di tempo anche per la mossa di Napolitano potrebbe in caso di fallimento di una ricerca di accordo perso molto tempo e forse le dimissioni di Giorgio Napolitano sarebbero state più dignitose.

mercoledì 3 aprile 2013

Chi è Enzo Moavero Milanesi?

La biografia è tratta dal sito governo.it

E' ministro per gli Affari europei dalla nomina avvenuta in data 16 novembre 2011

Laurea in giurisprudenza, con lode, presso l'Università La Sapienza, Roma; tesi in diritto commerciale. Procuratore legale. Si è specializzato in diritto comunitario ed europeo (Collège d'Europe, Bruges).

Prima di assumere l’incarico di Ministro, era dal 2006, giudice e poi Presidente di Sezione presso il Tribunale dell'Unione Europea (Corte di Giustizia dell’Unione Europea), a Lussemburgo.

Ha lavorato, per oltre venti anni, alla Commissione europea, a Bruxelles, dove è entrato come funzionario, a seguito di un concorso pubblico. Nel corso della carriera, è stato fra l’altro: Capo di Gabinetto del Vice Presidente; Capo di Gabinetto del Commissario per il Mercato Interno, per la Fiscalità e per la Concorrenza; Direttore della Direzione Antitrust ‘Servizi’; Segretario Generale aggiunto della Commissione; Direttore Generale dei Policy Advisors del Presidente della Commissione (BEPA).

In Italia, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (1993-1994), ha guidato la Segreteria per gli Affari Comunitari del Presidente del Consiglio ed è stato membro del Comitato degli esperti per il Programma di Governo e del Comitato tecnico del CIPE per il coordinamento della politica economica nazionale con quella comunitaria.

Chi è Filippo Bubbico?

Biografia tratta da it.wikipedia.org

Laureato in architettura a Roma nel 1979, l'anno seguente venne eletto sindaco del suo paese e dal 1985 entrò per la prima volta nel Consiglio Regionale della Basilicata; nel 1987 si dimise tuttavia da quest'incarico per diventare segretario provinciale del Partito Comunista Italiano a Matera.

Dal 1991 aderisce dapprima al Partito Democratico della Sinistra e poi ai Democratici di Sinistra. Nel 1995 diventa per la seconda volta consigliere regionale e Vice Presidente della Giunta Regionale ricoprendo, inoltre, l'incarico di assessore alla Sanità e all'Ambiente ed in seguito quello di presidente della regione Basilicata dal 2000 al 2005, alla guida di una coalizione di centrosinistra ottenendo il 63,1% dei consensi contro il 35,1% di Nicola Pagliuca candidato del centrodestra e lo 0,8% di Maurizio Bolognetti candidato della Lista Bonino Pannella.

Eletto in Basilicata al Senato dopo le elezioni politiche del 2006 in rappresentanza dell'Ulivo, il 18 maggio del 2006 è stato nominato Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico nel secondo governo Prodi.

Il 25 ottobre 2006 si dimette da senatore e viene sostituito da Salvatore Adduce. L'anno seguente si candida alle primarie del Partito Democratico nel collegio di Pisticci con una lista a sostegno di Walter Veltroni.

Nelle elezioni del 2008 viene eletto senatore nel Partito Democratico. Al Senato, è presidente della commissione permanente per l'industria, il commercio e il turismo.

Nel dicembre 2012, alle primarie del PD della provincia di Matera, indette per eleggere i candidati del partito al Parlamento italiano in vista delle elezioni politiche italiane del 2013, ha ottenuto il primo posto tra i vari candidati con 5.144 preferenze, è quindi candidato del PD al parlamento italiano alle elezioni 2013. Il 25 febbraio 2013 viene rieletto senatore.

Il 30 marzo 2013, in quanto presidente della commissione senatoriale permanente, viene invitato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a far parte della "gruppo ristretto" che si occuperà di preparare iniziative di leggi nel campo economico e sociale.

martedì 2 aprile 2013

Chi è Giancarlo Giorgietti?

La biografia è tratta dal sito it.wikipedia.org

Laureato in economia all'Università Bocconi di Milano, commercialista professionista e revisore contabile, è parlamentare alla Camera dei deputati fin dal 1996, sempre con la Lega Nord Padania (nel 2001 viene rieletto nel collegio maggioritario di Sesto Calende). Sino al 2004 ha ricoperto la carica di sindaco di Cazzago Brabbia alla guida della lista "Lista per Cazzago - Lega Nord Padania".

Nel 2001 è il principale autore della discussa Legge 40/2004.

Dal 2001 al 2006 ha ricoperto il ruolo di presidente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione. Inoltre durante il Governo Berlusconi II è stato, dal 12 giugno al 21 giugno 2001, Sottosegretario alle infrastrutture e ai trasporti.

Alle elezioni politiche del 2006 viene rieletto deputato come secondo candidato della lista "Lega Nord Padania - Movimento per l'autonomia" nella circoscrizione Lombardia-1.

Nella scorsa legislatura ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della commissione affari esteri della Camera dei deputati ed è stato membro della delegazione parlamentare italiana alla NATO.

Al 7º Congresso Nazionale della Lega Lombarda, tenutosi a Milano il 14 gennaio 2007, viene riconfermato per acclamazione Segretario Nazionale. In quell'occasione pronuncia un discorso legato al rilancio della madre di tutte le Leghe del Nord e all'operosità del cosiddetto "Militante ignoto" che lavora sempre e molto per il movimento senza chiedere nulla e senza curarsi delle chiacchiere della stampa di regime.

Il 5 gennaio 2008 partecipa al summit fra Lega Nord e Lega dei Ticinesi, tenutosi al Grott dal Prévat di Bosco Luganese, al quale sono presenti il Segretario federale del Carroccio Umberto Bossi, il Presidente dei leghisti svizzeri Giuliano Bignasca, il Consigliere di Stato elvetico Marco Borradori, il deputato Norman Gobbi e il Presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni. Si parla di problemi dell'area insubre, fra i quali i trasporti e del futuro dell'aeroporto milanese di Malpensa. Giorgetti definisce l'incontro fra i due movimenti politici un "piccola Yalta leghista".

Nella campagna elettorale per le politiche 2008 insiste nel "discorso della finestra", confidando che per la storia della Lega Nord e della Padania si stia aprendo una finestra su un futuro fatto di federalismo, indipendenza e libertà.

Alle Elezioni Politiche del 2008 viene rieletto a Montecitorio per la lista Lega Nord. È quindi tornato a presiedere la Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei deputati.

Giorgetti è relatore della Manovra economica correttiva del 2011 approvata definitivamente alla Camera il 15/7/11 con 316 si, 284 no e 3 astenuti dopo che il Governo ha posto la questione di fiducia.

Nel 2012 con l'avvicinarsi nel nuovo Congresso per l'elezione del nuovo segretario della Lega Lombarda, Giorgetti annuncia di non volersi ricandidare.

Nel 2013 ritorna deputato alla Camera della Lega Nord di cui è capogruppo nella XVII legislatura. Il 30 marzo 2013, in quanto presidente della commissione parlamentare permanente, viene invitato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a far parte del "gruppo ristretto" che si occuperà di preparare iniziative di leggi nel campo economico e sociale.

Chi è Salvatore Rossi?

La biografia qui riproposta è presa dal sito http://www.bancaditalia.it

Nasce a Bari il 6 gennaio 1949.

Membro del Direttorio e Vice Direttore Generale della Banca d'Italia dal 17 gennaio 2012.

Membro del Direttorio integrato dell'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS) dal 1° gennaio 2013.

Nel 2011 è stato Segretario Generale della Banca d'Italia e Consigliere del Direttorio per i problemi della politica economica.

Dal 2007 al 2011 è stato Direttore Centrale per la Ricerca economica e le Relazioni internazionali.

Tra il 1997 e il 2007 è stato prima Vice Capo e poi (dal 2000) Capo del Servizio Studi della Banca d'Italia. In quella veste ha rappresentato la Banca in numerosi comitati e gruppi di lavoro presso istituzioni pubbliche e private e i principali organismi internazionali.

Ha tenuto corsi e seminari in varie sedi universitarie, in particolare presso l'Università di Roma "Tor Vergata" e l'Università di Bari "Aldo Moro".

È membro del Comitato Strategico del Fondo Strategico Italiano (FSI), del Consiglio di amministrazione della Fondazione del Centro Internazionale di Studi Monetari e Bancari (ICMB) di Ginevra, del Consiglio di Presidenza della Società Italiana degli Economisti (SIE), del Consiglio direttivo dell'Einaudi Institute for Economics and Finance (EIEF), dell'Istituto Affari Internazionali (IAI), del Consiglio di amministrazione dell'Istituto Adriano Olivetti (Istao), del Comitato Scientifico della rivista L'industria, dello Eurosystem IT Steering Committee.

Laureato in matematica all'Università di Bari con una tesi in Fisica Matematica, vince una borsa di studio del CNR per ricerche nel campo della matematica applicata.

Bibliografia

È autore di numerosi saggi su temi di economia internazionale, politica e storia economica, economia industriale.

Ha pubblicato libri sull'integrazione dei mercati europei, sulla bilancia dei pagamenti, sulla politica economica italiana, sulla rivoluzione delle ICT, sulla crisi di crescita della nostra economia e i modi per uscirne, sull'economia italiana nella crisi globale:

  • "Competere in Europa" (a cura di), Il Mulino, Bologna, 1993
  • "La bilancia dei pagamenti: i conti con l'estero dell'Italia, la lira, i problemi dell'unione monetaria europea", con R.S. Masera, CEDAM, Padova, 1993
  • "La politica economica italiana 1968-1998", Laterza, Roma - Bari, 1998, di cui sono state realizzate nuove edizioni aggiornate nel 2000, 2003, 2007
  • "La nuova economia: i fatti dietro il mito" (a cura di), Il Mulino, Bologna, 2003
  • "La regina e il cavallo. Quattro mosse contro il declino", Laterza, Roma - Bari, 2006
  • "Controtempo. L'Italia nella crisi mondiale", Laterza, Roma - Bari, 2009

lunedì 1 aprile 2013

Chi è Giovanni Pitruzzella?

Dal 29 novembre 2011 è Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Giovanni Pitruzzella (1959) e' professore ordinario di Diritto costituzionale, dal 1994, prima nell'Universita di Cagliari e poi nell'Universita' di Palermo. Precedentemente era stato, dal 1986 al 1993, professore associato di Istituzioni di diritto pubblico. Per circa vent'anni ha esercitato la professione di avvocato amministrativista.

Nel 2006 e' stato nominato componente della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, di cui e' stato presidente dal 2009 al 2011.

E' stato Presidente della commissione paritetica per l'attuazione dello statuto speciale siciliano. E' stato consulente giuridico di organi parlamentari, di ministri e presidenti di regione.

E' coautore, con Roberto Bin, di un manuale di Diritto costituzionale (Giappichelli) giunto alla tredicesima edizione e utilizzato nelle principali Università italiane. E' autore di numerosi articoli pubblicati in riviste giuridiche e ha curato numerosi volumi collettanei. Ha pubblicato sei monografie, tra cui "Forme di governo e trasformazioni della politica", Laterza, 1996 e, insieme a Vincenzo Lippolis, "Il bipolarismo conflittuale", Rubbettino 2007.

Chi è Enrico Giovannini?

La biografia è stata ripresa dal sito http://www.istat.it

È Presidente dell'Istat dal 4 agosto 2009.

Dal gennaio 2001 al luglio 2009 è stato Chief Statistician e Director of the Statistics Directorate dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) di Parigi, dove ha disegnato e realizzato una profonda riforma del sistema statistico dell'Organizzazione, istituito il Forum Mondiale sulla "Statistica, Conoscenza e Politica" e lanciato il Progetto Globale sulla "Misurazione del progresso delle società", da cui sono scaturite numerose iniziative in tutto il mondo sul tema "Oltre il PIL".

Dal 2002 è professore di Statistica economica presso la Facoltà di Economia dell'Università di Roma "Tor Vergata".

Da giugno 2011 è Presidente della Conferenza degli Statistici Europei, organismo della Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite. È membro del Consiglio dell'Istituto Statistico Internazionale (ISI), dell'Advisory Board per il rapporto sullo Sviluppo Umano delle Nazioni Unite, del Partnership Group del Comitato Statistico Europeo ed è Presidente del Board del Progetto internazionale della Banca Mondiale per la misura delle parità dei poteri d'acquisto.

Per il suo lavoro sul tema della misurazione del benessere delle società, nel 2010 ha ricevuto dal Centro Internazionale Pio Manzù la Medaglia d'oro del Presidente della Repubblica ed è divenuto membro del "Club of Rome".

È inoltre autore di numerose pubblicazioni e membro d'importanti Comitati nazionali ed internazionali. È advisor del Commissario europeo all'Ambiente ed è membro del Board del Canadian Index of Well-being e del Board dell'iniziativa sul benessere del Regno Unito. È stato membro della "Commissione Stiglitz" istituita dal Presidente francese N. Sarkozy e presidente del Global Council sulla "Valutazione del progresso delle società" creato dal World Economic Forum. È membro della Società Italiana di Statistica, nonché membro onorario dell'Associazione Italiana degli Studi sulla Qualità della Vita.

È autore di numerosi articoli in campo statistico ed economico, e di tre libri: "Understanding economic statistics", edito nel 2008 dall'OCSE (pubblicato anche in giapponese e ceco), "Le statistiche economiche", edito nel 2006 da Il Mulino, e "Fabbisogno pubblico, politica monetaria e mercati finanziari", pubblicato nel 1992 da Franco Angeli. Ha curato, inoltre, alcuni volumi della collana Annali di Statistica dell'Istat e volumi editi da Il Mulino, dal Sole-24 Ore e da Liguori.

Nel 1981 consegue, con il massimo dei voti, la laurea in Economia e Commercio all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", discutendo la tesi "Tecnologie e combinazioni dei fattori nei paesi in via di sviluppo". Prosegue la formazione post-laurea presso l'Istituto di Politica Economica dell'Università di Roma "La Sapienza" nel campo dell'analisi economica applicata, con particolare riferimento all'analisi statistico/econometrica dell'evoluzione ciclica dei sistemi economici.

Nel 1982 entra come ricercatore all'Istituto Nazionale di Statistica, occupandosi di contabilità nazionale ed analisi economica. Dal 1989 al 1991 è dirigente di ricerca presso l'Istituto Nazionale per lo Studio della Congiuntura (ISCO), dove si occupa, in particolare, di analisi statistiche ed economiche di carattere monetario e finanziario. Nel 1992 torna all'Istat e nel 1993 è nominato direttore del Dipartimento di Contabilità Nazionale e Analisi Economica. Nel 1997 assume l'incarico di Capo Dipartimento delle Statistiche Economiche dell'Istituto, ricoprendo tale funzione fino al dicembre 2000, prima di diventare Chief Statistician dell'OCSE.

Luciano violante chi è?

La biografia è stata ripresa dal sito http://www.lucianoviolante.it

E' professore ordinario di istituzioni di diritto e procedura penale presso l’Università di Camerino.

E' nato il 25 settembre 1941 a Dire Daua in Etiopia dove il padre, giornalista e comunista, dovette emigrare. La famiglia fu poi internata dagli inglesi in un campo di concentramento, dove Luciano Violante nacque e rimase sino a tutto il 1943.

Laureato in giurisprudenza a Bari nel 1963, entra in magistratura nel 1966.

Nel 1970 diviene libero docente di diritto penale presso l’università di Torino dove dal 1974 al 1981 è professore incaricato di istituzioni di diritto pubblico.

E' giudice istruttore a Torino sino al 1977. Dal 1977 al 1979 lavora presso l'ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, occupandosi prevalentemente della lotta contro il terrorismo.

E' stato deputato dal 1979 al 2008, prima nelle liste del PCI, partito al quale si iscrive nello stesso anno, poi in quelle del PDS , dei Ds-l'Ulivo e dell'Ulivo.

Dal 1980 al 1987 è responsabile per le politiche della giustizia del PCI, di cui diviene poi vicepresidente del gruppo parlamentare.

Ha fatto parte della Commissione d'inchiesta sul caso Moro, della Commissione Antimafia, del Comitato parlamentare per i servizi di sicurezza, della Commissione per la riforma del codice di procedura penale, della Commissione Giustizia e della Giunta per il Regolamento della Camera dei Deputati.

E' Presidente della Commissione Antimafia dal settembre 1992 al marzo 1994.

Dal 1994 al 1996 è Vice Presidente della Camera dei Deputati.

Il 10 maggio 1996 viene eletto Presidente della Camera dei Deputati per la XIII Legislatura (il discorso di insediamento).

Nella XIII Legislatura la Presidenza della Camera dei Deputati è impegnata nella trasparenza, nella modernizzazione, nell'apertura alla società e nella proiezione internazionale di Montecitorio.

E' stato aperto un sito Internet multimediale www.camera.it , che ha superato i sette milioni e mezzo di accessi mensili, e attraverso il quale si possono seguire in diretta i lavori dell’Assemblea, via satellite.

Ciascun deputato è stato dotato di un computer portatile e di una casella di posta elettronica.

Le innovazioni tecnologiche sono state introdotte parallelamente a un processo di modifica del procedimento legislativo.

La riforma del Regolamento della Camera dei Deputati, adottata nel settembre 1997 ed entrata in vigore il 1° gennaio 1998, ha definito criteri di qualità ed efficienza per l’organizzazione dei lavori e per il procedimento legislativo e ha dato maggiore spazio di iniziativa ai gruppi di opposizione. Il Presidente della Camera dei Deputati, sulla base del nuovo Regolamento, ha proposto indirizzi sulla qualità della legislazione che sono stati adottati da due successive Conferenze dei Presidenti dei Parlamenti dell'Unione Europea tenutesi a Lisbona, nel maggio 1999 e a Roma, nel settembre 2000. Queste indicazioni potranno essere raccolte dai Parlamenti interessati sia al loro interno, sia nel contesto dell'Unione Europea per migliorare la qualità della legislazione.

Ogni settimana sono stati offerti alle scuole medie superiori stage di una giornata per seguire i lavori della Camera, mentre ai rappresentanti delle Associazioni degli industriali e dei sindacati e delle Forze Armate e di Polizia sono stati proposti incontri mirati su temi di reciproco interesse. L’iniziativa Ragazzi in Aula, avviata nel 1997 e che si svolge in molti altri Parlamenti d’Europa, è riuscita a far diventare legge dello Stato alcuni dei provvedimenti presentati e approvati dai ragazzi.

Per rispondere alla sfida della globalizzazione e compensarne il “deficit rappresentativo” si è dedicato particolare impegno allo sviluppo dei rapporti internazionali tra Parlamenti.

I due indirizzi fondamentali sono stati: la costruzione di una dimensione parlamentare del partenariato euromediterraneo, che collega i Paesi dell’Unione Europea e i Paesi mediterranei non europei, e dell’Iniziativa centro-europea, forma di cooperazione parlamentare rivolta in particolare ai Paesi dell’Europa centro-orientale.

Il "Dialogo parlamentare sulle antiche civiltà mediterranee" cui hanno partecipato i Presidenti dell'Assemblea del Popolo della Repubblica Araba d'Egitto, del Parlamento Ellenico e dell'Assemblea Consultiva Islamica dell'Iran, è stato promosso nel quadro della proclamazione del 2001 quale Anno del Dialogo tra le Civiltà da parte dell'Assemblea generale dell'Onu.

Il Presidente della Camera ha svolto relazioni sulla qualità della legislazione, nell'ambito della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti dell'Unione Europea, a Helsinki e Lisbona e, nell'ambito di un Seminario sulla Diplomazia Parlamentare, a Montevideo. Sul contrasto alla criminalità internazionale ha presentato relazioni alle Conferenze dei Presidenti dei Parlamenti dei Paesi membri dell'Ince, all'University College di Oxford, alla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Parlamentari Europee a Strasburgo. "Il Patto di stabilità per l'Europa Sud-Orientale", è stato al centro dell'intervento svolto alla riunione dei Presidenti dei Parlamenti dei Paesi membri dell'Ince a Varsavia, "Il ruolo delle leggi di bilancio nelle democrazie parlamentari" è stato il titolo della relazione di apertura presentata all'incontro tra le Commissioni Bilancio dei Paesi Ocse a Parigi.

E' stata infine realizzata la trasformazione della Piazza di Montecitorio per riportarla al suo profilo originario.

Alle elezioni del 2001 è eletto deputato della circoscrizione Sicilia Occidentale, come capolista DS nella parte proporzionale, e nel collegio Torino 2, come candidato de l'Ulivo, ha optato per il collegio uninominale. Il 31 maggio 2001 viene eletto Presidente del Gruppo Ds-l'Ulivo della Camera dei Deputati.

Nel 2006 è eletto nella circoscrizione XXV (SICILIA 2) nella lista de l'Ulivo. E' iscritto al gruppo parlamentare: L' ULIVO dal 3 maggio 2006.

Il 6 giugno 2006 è eletto presidente della I COMMISSIONE (AFFARI COSTITUZIONALI, DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E INTERNI)

Bibliografia.

Ha pubblicato, nel 1994 con Einaudi "Non è la Piovra". Nel 1995 con Bollati e Borighieri la "Cantata per i bambini morti di Mafia".

Ha curato i volumi Dizionario delle istituzioni e dei diritti del cittadino, Editori Riuniti, 1996.

Mafie e antimafia - Rapporto 1996, Mafia e società italiana – Rapporto 1997, I soldi della mafia – Rapporto 1998, Laterza.

Per Einaudi ha curato inoltre il volume degli Annali della Storia d’Italia La criminalità, 1997, e il volume Legge Diritto Giustizia, 1998, della stessa collana.

Per Mondadori ha pubblicato il libro L’Italia dopo il 1999, la sfida per la stabilità, 1998.

Nei Saggi di Laterza il volume Le due libertà. Contributo per l’identità della sinistra, 1999.

E' autore del saggio L'evoluzione delle Istituzioni Parlamentari, pubblicato ne "Il Caso Italiano 2" - 2001, Garzanti (traduzione dei volumi "Italy: resilient and vulnerable" della Rivista - Daedalus- dell'American Academy of Arts and Sciences).

Ha curato per Einaudi il volume degli Annali della Storia d'Italia "Il Parlamento", pubblicato nell'ottobre 2001.

Per Laterza ha pubblicato, nel maggio 2002, "Il ciclo mafioso".

Per Garzanti, nel giugno 2002, ha pubblicato, in collaborazione con i professori Carlo Federico Grosso e Guido Neppi Modona, il manuale di diritto e procedura penale "Giustizia penale e poteri dello Stato".

Nel 2003 ha pubblicato per Einaudi "Un mondo asimmetrico"

Nel 2004 - Il Prato dei Quarzi con le edizioni Le Chateau

Con le edizioni Piemme ha pubblicato nel:

  • 2005 - Secondo Qoèlet Dialogo fra gli uomini e Dio,
  • 2006 - Lettera ai giovani sulla Costituzione,
  • 2007 - UNCORRECT 10 passi per evitare il fallimento del Partito Democratico.

Un video che gira in rete. Oltre alla biografia presa dal sito citato è da segnalare un video modificato ma che prende un discorso dello stesso che non ha bisogno di commenti e che vi lascio ad ascoltare.

domenica 31 marzo 2013

Gaetano Quagliariello chi è?

La biografia presentata sotto è stata presa da http://www.gaetanoquagliariello.it

Sono nato a Napoli il 23 aprile del ’60 e a 33 anni mi sono sposato con Stefania. Ho due bambine di 12 e 10 anni, Anna Elisa e Cecilia. Ho una sorella e un fratello, Rosanna e Matteo.

In casa ho respirato da sempre la passione per l’impegno civile. Provengo da una famiglia di tradizioni liberali e cattoliche. Tra i miei avi vi sono sindaci e vice-sindaci liberali della città di Salerno mentre il mio nonno putativo, del quale porto il nome (mio padre rimase orfano assai presto e crebbe con lo zio), è stato senatore democristiano nella I legislatura repubblicana.

A 3 anni mi sono trasferito a Bari, dove mio padre Ernesto aveva vinto la cattedra di Chimica Biologica e mia madre, Cecilia Saccone, ha iniziato la sua carriera di biologa molecolare. Lì ho frequentato la scuola e mi sono laureato in Scienze politiche. Ho mosso i primi passi in politica nel Partito Radicale, del quale agli inizi degli anni Ottanta sono stato vice segretario nazionale. Ne sono uscito nel 1982, a ventidue anni.

Terminata l’università, ho vinto una borsa di perfezionamento presso la Luiss di Roma, sotto la guida del professor Paolo Ungari. Sono stato, quindi, ricercatore all'università de L’Aquila per otto anni, professore associato all'università di Bologna per due, visiting professor a Parigi e a Stanford (solo per un trimestre) e, infine, sono tornato come professore ordinario di Storia Contemporanea alla Luiss dove per due anni, dal 2004 al 2006, ho diretto il Dipartimento di Scienze storiche e socio-politiche.

Negli anni dell’impegno scientifico “integrale” ho scritto diversi libri: sui movimenti studenteschi, sui partiti politici, sul comunismo in Italia e in Francia ma, soprattutto, ho scritto una biografia politica di Charles De Gaulle che mi è costata dieci anni di ricerca (oggi è tradotta anche in francese). Anche dopo aver iniziato a fare politica con assiduità, non ho abbandonato “il vizio” della ricerca. Da allora, ho scritto un libro sulla legge elettorale del 1953, uno sul rapporto tra la Chiesa cattolica e la politica, uno sulla Francia da Chirac a Sarkozy e, infine, una biografia intellettuale di Gaetano Salvemini. Per la casa editrice Cantagalli dirigo la collana A Cesare e a Dio; per la casa editrice Rubettino dirigo la rivista Ventunesimo Secolo e con Piero Craveri la collana Le ragioni degli storici. In questi anni ho sempre scritto per giornali e riviste: ho collaborato con L’Indipendente, Il Foglio, Il Giornale, Il Messaggero, Il Riformista, Libero e con Radio24. Attualmente sul giornale on-line L’Occidentale curo la rubrica Odio il lunedì.

Dal 2003 presiedo la Fondazione Magna Carta, che ho contribuito a fondare. E’ una delle cose che meglio mi sono riuscite nella vita: un luogo di formazione e ricerca di ispirazione liberale schierato senza soggezioni culturali e prudenze con il centro-destra.

Veniamo alla politica. Dei miei trascorsi radicali vi ho parlato. In quegli anni per un giovane della mia generazione il Partito radicale rappresentava una delle poche possibilità d’essere liberale in politica. E’ stata per me un’esperienza di formazione importante, per la quale porto ancora oggi riconoscenza a chi me l’ha concessa. Con la maturità, è rimasta un punto di riferimento che spesso mi ha portato ad assumere posizioni radicalmente differenti da quelle del PR, soprattutto per quel che concerne il rapporto tra libertà personale e responsabilità.

Ho aderito a Forza Italia fin dai suoi esordi. Per anni sono stato tra gli animatori di Ideazione, la prima rivista teorica del partito. Nel biennio 1995/1996 ho partecipato alla “Convenzione liberale per la riforma dello Stato”. Dal 2001 al 2006 ho collaborato, in qualità di consigliere per gli Affari culturali, con il Presidente del Senato della Repubblica Marcello Pera e nel 2006, grazie ai suoi auspici, sono stato eletto senatore nella lista di Forza Italia in Toscana. Nella XV legislatura sono stato membro della I° Commissione permanente (Affari Costituzionali), componente del direttivo del gruppo parlamentare, e nel 2007 sono stato nominato responsabile del dipartimento cultura di Forza Italia. Nella XVI legislatura sono stato rieletto senatore in Toscana con il Popolo della Libertà, e sono stato Vicepresidente vicario del PDL, membro del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, membro della Giunta per il Regolamento e membro della 2° Commissione permanente (Giustizia). Nella XVII legislatura, infine, sono stato rieletto senatore in Abruzzo con il Popolo della Libertà.

Dimenticavo una cosa importante...tifo da sempre per il Napoli!

Mario Mauro chi è costui?

La biografia qui riportata è ripresa dal sito http://mariomauro.eu/

Data di nascita: 24 Luglio 1961 a San Giovanni Rotondo (Fg).

Sposato con Giovanna, ha due figli Francesca Romana e Angelo.

Nel 1985, si laurea in Lettere e Filosofia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore .

Dal 2008 al 2010 insegna, come professore a contratto, presso l'Università Europea di Roma, "Diritti fondamentali dell'uomo nel diritto naturale e nelle convenzioni internazionali" e "Storia delle istituzioni europee".

Mario Mauro al Parlamento europeo

1999: eletto al Parlamento europeo con il gruppo PPE-DE.

1999-2004: Vice presidente della Commissione Cultura ed Educazione del Parlamento europeo, nel quale è stato promotore e relatore del programma E-Learning e del programma Erasmus Mundus.

Vice presidente dell’Assemblea UE/ACP, conduce la battaglia per la difesa dei diritti umani nel mondo compiendo decine di missioni al di fuori del continente europeo e promuovendo 13 proposte di risoluzione in difesa della vita e della libertà religiosa.

2004-2009: grazie agli importanti risultati raggiunti nei primi cinque anni trascorsi a Bruxelles, viene eletto per la seconda volta al Parlamento europeo, ricoprendo il ruolo di vice Presidente; grazie alla nuova prestigiosa carica amplia il suo raggio d’azione rinforzando la strategia di comunicazione del Parlamento, riducendo il carico della burocrazia e promuovendo una dimensione europea della ricerca nella veste di Vice presidente con delega per lo STOA e per i programmi di ricerca.

Continua a sensibilizzare le istituzioni europee attraverso iniziative su temi delicati quali le adozioni internazionali, la libertà religiosa, la libertà di stampa, il genocidio del Darfur e promuovendo il dialogo interreligioso all'interno dell’Assemblea Parlamentare Euromediterranea.

La nuova legislatura vede l’ingresso di Mario Mauro nella Commissione Bilancio del Parlamento dove, riprendendo la sua esperienza imprenditoriale, difende con successo le piccole e medie imprese italiane nell'elaborazione dei fondi strutturali 2007/2013, la dichiarazione scritta "Sull'uso degli Eurobond come nuova strategia per sostenere la crescita" e, in qualità di relatore, aumenta il budget per le Reti Trans Europee di Trasporto (TENs).

L’attività d’europarlamentare gli permette di impegnarsi attivamente per la promozione del terzo settore e l’applicazione del principio di sussidiarietà. Co-presidente dell'intergruppo economia sociale, promuove il sistema europeo dei Banchi Alimentari presentando la dichiarazione scritta sull'approvvigionamento delle associazioni caritative riconosciute per l'attuazione del Programma europeo di aiuto alimentare ai più bisognosi.

2007: rieletto, per la seconda parte del mandato parlamentare, Vice presidente del Parlamento europeo, riceve dal nuovo Presidente, Hans Gert Pöttering, la delega per le “Relazioni con le Chiese e le comunità religiose”. Sullo slancio del nuovo incarico ricevuto, presenta e fa approvare con una larga maggioranza del Parlamento europeo, la risoluzione "Su gravi episodi che mettono a repentaglio l'esistenza delle comunità cristiane e di altre comunità religiose", a tutela della dignità umana e dei diritti dell’uomo.

2009: riceve la nomina (per quasi due anni) a Rappresentante personale della Presidenza dell'OSCE contro razzismo, xenofobia e discriminazione, con particolare riferimento alla discriminazione dei cristiani.

2009: è indicato tra i candidati del Ppe alla presidenza del Parlamento europeo.

giugno 2009: rieletto al Parlamento europeo con 158.730 preferenze, viene designato Capo della delegazione del deputati del PDL nel gruppo Ppe, di cui e´anche membro del Bureau.

giugno 2009-febbraio 2012: nella nuova legislatura è membro della commissione Affari Esteri, per la quale viene nominato relatore della proposta di partenariato per la cooperazione con i paesi terzi e la proposta di partenariato con l´Iraq. In questo periodo viene altresì nominato membro della commissione speciale sulla Crisi Finanziaria, Economica e Sociale della commissione speciale sulle Sfide Politiche e le Prospettive Finanziarie e delle Delegazioni rapporti con gli USA e rapporti con il Sud Africa.

marzo 2012: viene nominato membro della Commissione Problemi Economici e Monetari ed è relatore del Rapporto di attività 2011 della Banca Europea degli Investimenti.

febbraio 2013: eletto al Senato della Repubblica italiana nella lista “Con Monti per l’Italia”.

marzo 2013: nominato Presidente del gruppo "Scelta Civica per l'Italia" al Senato della Repubblica.

Pubblicazioni

Difendiamo il futuro: Interventi per la libertà della scuola, Biblioteca Universale Rizzoli, Collana "I Libri dello Spirito Cristiano" diretta da don Luigi Giussani, 1999

L’Europa sarà cristiana o non sarà, Edizioni Spirali, 2004

¿Que cultura? - V Congresso de cristianos y vida publica - 2004

Compagni di Scuola: genitori, insegnanti, studenti e sindacati per le generazioni del futuro, Edizioni Ares, 2004

Llamados a la libertad - VII Congresso de cristianos y vida publica, 2006

L'Europa al centro del problema - "Atlantide: migrazioni e società multiculturale", 2007

Il Dio dell'Europa, Edizioni Ares, 2007

Piccolo dizionario delle radici cristiane d’Europa (coautore con Elisabetta Chiappa), Edizioni Ares, 2007

Guerra ai cristiani (coautore con Vittoria Venezia e Matteo Forte), Lindau, 20100 Agenda

sabato 30 marzo 2013

Chi è il professor Onida

La Biografia che riportiamo qui sotto è preso dal sito http://www.milanonida.it

Valerio Onida nasce nel 1936, da padre sardo e madre siciliana, in una Milano che ha già vocazione metropolitana e cosmopolita, abituata ai flussi e alle culture di tutta l’Italia e del mondo. E in questa città ha sempre vissuto, ha studiato, ha lavorato. Ha frequentato il liceo Carducci e l’Università Statale, dove si è laureato in giurisprudenza con una tesi in diritto costituzionale. Questa città la conosce come le sue tasche, l’ha girata senza interruzioni muovendosi a piedi e con i mezzi pubblici. Ancora adesso è abbonato all’ATM (tessera abbonamento senior per la rete urbana n. 190 316456439) e lo si incrocia su e giù per le scale della metropolitana. Una scelta chiara, decisa, senza clamori, per uno stile di vita che lo ha tenuto realmente e concretamente con i piedi per terra, letteralmente, a contatto con la città e i suoi concittadini con i quali condivide così spazi e momenti della giornata. E quando è nata l’iniziativa di bike sharing BikeMI è stato tra i primi entusiasti utenti (tessera Bikemi n. 2036020812).

Questo modo di stare in mezzo alla vita, in mezzo agli altri, lo ha spinto verso l’impegno sociale da sempre. All'Università questo impegno si struttura tra gli studenti cattolici della Fuci, di cui è stato presidente di circolo e incaricato di zona. Completato il servizio militare comincia a lavorare nell'Università, prima come assistente poi come professore di diritto costituzionale, e si avvia alla professione di avvocato, specializzato in questioni di diritto costituzionale e amministrativo. Si è sposato a 26 anni. Ha cinque figli e altrettanti nipoti.

Già impegnato professionalmente, quando arriva il Sessantotto lo vive come un’epoca di grandi speranze, magari anche di confusione ma sempre con la fiducia in una Università e una società migliori. Negli anni Settanta l’istituzione delle Regioni è un’innovazione che lo coinvolge come esperto, e in questo ruolo lavora per diverse Regioni ma principalmente per la Regione Lombardia, nella commissione per lo statuto, presieduta da Carlo Ripa di Meana, e poi nel comitato legislativo della Giunta, cumulando una lunga esperienza al fianco dei presidenti Bassetti, Golfari, Guzzetti, Tabacci, Giovenzana, Ghilardotti, Arrigoni. Intanto mette mano al progetto di legge sull'ordinamento dei Comuni e delle Province con Umberto Pototschnig. In virtù della sua ormai profonda competenza in materia di Enti Locali, nei primi anni Novanta viene chiamato a lavorare allo statuto del Comune di Milano, la sua città.

Con il lungo corso di attività al servizio di Comuni, Province e Regioni, Valerio Onida si specializza in questioni di diritto costituzionale e amministrativo e assume la difesa della Regione Lombardia e altre Regioni in controversie con lo Stato davanti alla Corte costituzionale. La competenza in materia di diritto costituzionale lo porta anche a lavorare su conflitti come quelli nati fra il Consiglio superiore della Magistratura e il Ministero di giustizia, o fra la Procura di Milano e le Camere.

Nel 1996 il Parlamento ne consacra le competenze in materia costituzionale e quale professore di diritto ordinario lo elegge, in seduta comune e a maggioranza dei tre quinti dei componenti, alla Corte costituzionale. Degli anni del suo mandato si ricordano alcune decisioni adottate dalla Corte con spirito di totale indipendenza dal potere politico e assoluta autonomia rispetto agli opposti schieramenti (per esempio sull'abuso dei decreti legge o sulle prerogative parlamentari). Il 22 settembre 2004 viene eletto Presidente della Corte Costituzionale. Al termine del suo mandato presso la Corte costituzionale è tornato all'insegnamento presso l’Università Statale di Milano e ad esercitare l’avvocatura.

Non è mai stato iscritto ad alcun partito, ma ha condotto battaglie civili e politiche, da cittadino e da avvocato. Per esempio la battaglia per il “no” nel referendum sul divorzio del 1974, e la difesa, come avvocato, di referendum di iniziativa radicale negli anni Ottanta. L’iniziativa politica in senso stretto alla quale è stato più vicino è la nascita dell’Ulivo nel 1994-95: referente milanese dei comitati per l’Ulivo, poi componente del gruppo di esperti per il programma formato da Prodi. Lasciata la Corte dopo i nove anni del mandato, ha preso parte alla campagna per il “no” nel referendum del 2006 sul progetto di riforma costituzionale (la c.d. devolution) e si è speso in tante iniziative nelle scuole, in incontri pubblici, in sedi culturali, sindacali, politiche, in difesa della Costituzione e per diffondere la cultura costituzionale.

Continua a vivere Milano dall'interno, conoscendone profondamente l’ambiente urbano, anche grazie alla scelta di non usufruire dell’auto di servizio (che pure gli compete e che ha lasciato a Roma) e continuare a utilizzare i mezzi pubblici. Altrettanto bene conosce le dinamiche sociali e i circuiti capaci di attivarsi e impegnarsi civilmente con generosità: personalmente si impegna come volontario allo “sportello giuridico” per i detenuti nel carcere di Bollate.

Incarichi e collaborazioni recenti. Presidente della Corte costituzionale dal 22 settembre 2004 al 30 gennaio 2005. Sul sito ufficiale (www.cortecostituzionale.it) si può leggere la sua relazione alla conferenza stampa annuale del 2005. Presidente, dal 2009, dell’Associazione italiana dei costituzionalisti.

Membro del Consiglio di amministrazione di RCS Quotidiani (l’editore del Corriere) nel triennio 2007-2009.

Membro del Comitato di consultazione del Consorzio di banche “Pattichiari”, promosso dall’Associazione Bancaria Italiana, dal 2009.

Editorialista del “Sole 24 Ore” su temi costituzionali.

Presidente della Fondazione per le scienze religiose “Giovanni XXIII” di Bologna.

Membro dell’associazione di cultura politica “Il Mulino” di Bologna.

Bibliografia.

Ha pubblicato lavori su diversi argomenti di diritto costituzionale. Ma il libretto cui è più affezionato è quello pubblicato dal “Mulino” che si intitola “La Costituzione”, dove ha cercato di illustrare la storia, i fondamenti e i principi della carta costituzionale in modo accessibile anche ai non addetti ai lavori. Il volumetto è stato distribuito in omaggio alla inaugurazione di un magazzino Coop in Emilia-Romagna, e in seguito distribuito in omaggio con il quotidiano “Il Sole 24 Ore” in occasione del sessantesimo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione.