Vorrei proporre ai lettori la risposta data in merito all'interrogazione presentata in ottobre del 2012 sulle dimissioni dei consiglieri comunali e sulla questione di rappresentatività politica dell'organo consigliare del Comune di Canal San Bovo.
Erano passati mesi senza che non si sentisse nulla in merito a quest'interrogazione presentata dai consiglieri Alessandro Savoi, Claudio Civettini, Luca Paternoster, Franca Penasa.
L'8 aprile 2013 è stata però data risposta dicendo che la mancanza di rappresentatività si ha non quando chi ha maggior voti si dimette, ma quando l'organo non può funzionare. Infatti in tal caso si avrebbe lo scioglimento.
Si evince che in caso esistano le cause di scioglimento la Giunta Provinciale è competente in merito su istruttoria del Servizio autonomie, il quale può dare consulenze sulla materia alle Amministrazioni locali che lo richiedono.
E' un tema importante quello dell'Europa che apre e chiude il discorso del neo-premier. Su tale tema non ci sarà discontinuità con i precedenti governi mantenendo sotto controllo i conti che sono prima base per la crescita. Questo perchè il debito pubblico elevato fa alzare i tassi e le risorse drenate per interessi che non possono esser utilizzate per la crescita. Certo è che il rigore senza crescita non basta e per questo sempre nel solco rigore si deve portare nelle sede europee e internazionali l'idea di ravvivare la crescita ovviamente con l'autorevolezza di una paese che va verso il risanamento.
E in tal senso che si è voluto appena presa la fiducia iniziare un viaggio unico attraverso Bruxelles, Berlino e Parigi per dare subito il segno che il nostro è un governo europeo ed europeista.
L'Europa sta perdendo la sua legittimità e efficacia verso i cittadini e ciò può esser riacquistata solo con più europa perchè un fallimento non ci saranno vinti e vincitori. E' questo un punto forte perchè il premier si rende conto che l'Europa deve fare un passo ulteriore e che lo si deve fare convintamente altrimenti una Europa a metà non serve a nessuno se non al declino della stessa. Da un idea anche di Europa che vede basarsi sulle premesse macroeconomiche sono quelle dell’Euro e della Banca Centrale Europea guidata da Mario Draghi. Un modello quindi a tutto tondo e non bloccato nelle posizioni ma che guardi a cittadini e imprese che sono il motore del nostro paese. Ma non solo Draghi perché si guarda anche al contributo innovativo italiano daal governo Monti ai colleghi Baretta, Brunetta e Occhiuto. Da quelle premesse politiche in vista del Consiglio Europeo del Giugno scorso.
L'Europa ha vinto il premio Nobel sulle conquiste avute che hanno portato alla pacificazione di un continente e di una collaborazione che si è riusciti a sviluppare. L'Europa esiste solo al presente e al futuro e deve dare risposte ai suoi cittadini superando stereotipi. Un Europa che non è una limitazione della sovranità ma che essendo parte di noi senza la stessa siamo svalutati. Una storia quella europea che non si fa malgrado noi, ma che dobbiamo contribuire a scrivere. Si deve rompere i muri Nord e Sud sia in Europa che dentro il paese. I problemi devono essere risolti assieme perchè dobbiamo essere competitivi in Europa e rende l'Europa competitiva nel mondo.
Dobbiamo fare si che i nostri sogni si avverino e non guardare ai sogni altrui e rendere effettivi gli Stati Uniti d'Europa. Un cambio di pardigma questo perchè è una scommessa forte nell'Europa che deve cambiare le sue istituzioni per dare democrazia all'Europa. Un Europa che si deve proporsi forti all'esterno con una politica estera unica per poter influire sui processi globali e non venir schiacciati da dei player Cina, India e Brasile. Solo così si potranno governare i processi gobali influendo sugli stessi e non subirli. Si mette in luce come l'Italia abbia visto le sue forze armate in prima linea a livello globale e nella difesa comune dell'Europa e di come si debba trovare un soluzione equa che porti i Fucilieri di Marina in India a casa il primo possibile.
L'Italia è sempre vocata all'esportazione e al dialogo con diverse civiltà sopratutto e ciò può esser speso sopratutto nel Mediterraneo dove esistono delle questioni urgenti.
Un discorso quello di Enrico Letta su questo punto importante che è sicuramente si di continuità ma anche di rottura per far progredire un Europa nel solco più nobile dell'Europa che è stato un po' abbandonato.
La puntata di Ballarò andata in scena ieri è stata una puntata che ha visto diversi ospiti e l'intervista poi a Berlusconi. Tale puntata come le altre sono introdotte da Crozza che con il suo pezzo esilerante però tocca alcuni temi.
La memoria corta. Il popolo italiano viene descritto come un popolo dalla memoria corta ove tutto risulta esser vivo quando lo si è vissuto. Si fanno tanti esempi e di come sempre si è proiettati sulle promesse future senza verificare se quelle precedenti sono diventate realtà. Una particolare è stata interessante il federalismo che non si è ancora esplicato compiutamente e che pure Maroni dovrebbe sapere ciò.
Maroni è un leader presente in studio al quale si fa notare che pure lui ha la memoria corta quando parlava di una Lega Nord pronta a correre da sola se ci sarà Berlusconi. Ora si trova alleato anche contraddicendo la base che voleva tutt'altro nel segno del cambiamento fatto a suon di ramazza simboleggiando la chiusura a chi non è rimasto nella legalità e nella trasparenza. Molte persone sono state allontanata dalla Lega Nord e si pensava che ciò potesse continuare: l'alleanza con Berlusconi ci pota indietro nel tempo.
La visibilità per un partito. La visibilità per un partito è tutto anche se fa boutade tanto i grandi media ti portano in rilievo non se dici giusto, ma se spari la palla più grande dandogli un'aurea di credibilità.
Informazione ai cittadini. Il cittadino spesso non si informa e lascia il compito di informare alla tv. E' anche vero che ciò porta a formare un cittadino che preferisce giornali come chi che di informazione. Perfino i telegiornali spesso nelle ultime di notizie (chiamarle notizie è uno scandalo) ci parlano della nuova fiamma di Balotelli, del pancione della fico, della corona che fugge.
Un popolo che nella maggioranza non si informa e lascia al solo giornale il compito di informarlo. Non si cercano informazioni in rete, o meglio si è iniziato a cercarle, sopratutto da parte degli anziani e dei meno acculturati. Non si sa legge spesso giornali in inglese, tedesco in modo da uscire da un informazione italiana che ha volte fa ha desiderare. Eppure informarsi è il primo passo per poter contribuire alla democrazia.
Questo porta Crozza nel video perfino a dire a Oscar Giannino: "concorrenza, liberalismo, etc..)" ridendo. Si potrebbe dire che ride nella parte di Berlusconi, in quanto si sottolinea che può avere tante idee anche buone e non penso solo a Oscar Giannino, ma anche Antonio Ingroia; ma non riusciranno con facilità ad affermarsi. Il problema è che se dici cose sensate con difficoltà buchi lo schermo. E sebbene molti di più che in passato si informano la maggioranza non lo fa.
Democrazia. Visto che la gente non si informano e votano in maggioranza solo a seconda degli slogan visti in tv le promesse possono esser molteplici, ma promesse che non si valutano per la loro reale applicabilità. Infatti eloquente mettere in correlazione le cose che nel video da e l'appello che fa. La democrazia tenetevi il resto. Può esser visto ciò in due sfaccettature.
La prima è vi prometto questo votate me che vi darò quello che volete, ma lasciate fare a me senza fiatare. Oltre che di Berlusconi questo è un po' lo stile di Monti quando vi tiro fuori dai guai si fa così, ma solo così. Mi dite che si può fare diversamente non mi interessa.
Volete la democrazia e allora tenetevi il resto e non votate me.
Un video quello di Crozza si divertente, ma che descrivere l'Italia e le sue enormi contraddizioni e del perchè comportamenti come un politico si dimette per una tesi copiata in Italia non c'è.
Si sono concluse e il clima caldo di alcuni giorni fa si è stemperato facendo vedere una faccia edificante di una politica che spesso non lo è. Anche il comportamento tenuto dai candidati è stato esemplare.
Pierluigi Bersani ha dato fiducia alla sua gente con quest'affermazione: "Dobbiamo avere fiducia nella nostra gente". Perfino Matteo Renzi ha detto:" Hai vinto, congratulazioni" e ammette: "Lui ha vinto, io ho perso e nessuna regola avrebbe potuto cambiare il risultato". " Sconfitta netta, saremo leali". Un tale comportamento non si è mai visto in un elezione politica e il segnale dato dalle primarie ha dato una lezione anche per le prossime elezioni su come si possa perdere con dignità.
Il segretario ha vinto col 60,8% contro il 39,1 dello sifdante Matteo Renzi e ha vinto un rapporto più stretto con la sinistra di Vendola nei confronti di una posizione più centrale. E' pur vero che i voti dei vendoliani non sarebbero bastati e probabilmente a strappato i voti anche di qualche renziano.
Motivazioni per la vittoria. Il fatto di non aver potuto aprire a nuovo elettorato ha pesato su Renzi ma nemmeno ciò sarebbe bastato per togliere il divario col segretario e come ho già detto ha pescato anche nel campo renziano.
Vendola può aver ceduto il voti a Bersani ma anche gli altri candidati possono aver lavorato per lui perchè ha dimostrato di rispettare ciò che dice e non voler regole a personam e ciò qualcosa nella sinistra pesa.
Poi la gente ha ricordato che lui lenzuolate di liberalizzazioni ne ha fatto e qualcosa ha fatto per cambiare il paese non è riuscito compiutamente nelle sue intenzioni per mancanza di forza.
Poi gli attacchi a renzi di non parlare di sinistra può averlo fatto associare alla destra forse anche per un comportamento forse un po' sbruffone che lo facevano associare al miglior Berlusconi.
Scenari. Ora inizia la vita dura per Bersani di dimostrare quello che diceva che è riformatore come o forse più di Renzi. Ora Bersani non ha alibi perfino Prodi dice:"Il segretario ora è fortissimo". La forza ora c'è ora si vorrà vedere se riesce a fare sintesi senza inchinarsi a nessuno ne renziani ne vendoliani. E' l'ultima chance per Bersani per dimostrare il suo valore. Un buon segnale è già arrivato non ricandida. Altri in quel partito devo fare questo passo. Ora il segretario ha la forza per portare a analighi passi altre persone.
Le idee di Renzi hanno perso come quelle di Vendola e gli altri candidati, ma se vogliamo sono quelle che dopo quelle del segretario hanno trovato più sostegno. Questo non lo si può nascondere.
La cosa peggiore che può capitare è uno scontro Bersani-Berlusconi che porti indietro le lancette al passato. Credo che stavolta Bersani forte della legittimazione ottenuta non voglia tornare a parlare di temi che non appassionano la gente.
Ha vinto il centrosinistra. Il centrosinistra ha vinto la sua battaglia e ha portato quasi 3 milioni di persone facendo della vittoria del centrosinistra una festa della democrazia.
Su questo il PDL che è il partito più grande nel panorama italiano assieme al PD deve fare tesoro. Gli elettorati sono diversi è vero, ma entrambi sono stanchi di vedersi tagliati fuori dalle decisioni. Il centrosinistra ha rivitalizzato l'elettoralo ora tocca al PDL fare la stessa cosa.
Dopo che la situazione nel comune di Canal San Bovo sembrava volgere al bel tempo nuove tegole si abbattono sullo stesso. Dopo che si è potuto constatare la mancanza di discussione delle motivazioni della crisi in consiglio ma tutto è avvenuto con comunicati sembrava che la situazione potesse esser velocemente dimnenticata, ma non è così.
Le dimissioni della sindaca non erano dovute, a norma del testo unico enti locali del Trentino Alto Adige, e si è proceduto alla seconda convocazione e alla surrogazione dei consiglieri. Ora il consiglio è composto da 12 consiglieri. Non torno su tale punto.
La Voce del Nordest aveva detto che la questione era stata presa in mano da un consigliere provinciale e ora ne ho l'ufficialità. E' stata presentata in data 15.10.2012 l'interrogazione di Savoi Alessandro, la quale ha il pregio di entrare nel nocciolo del problema: il cavillo normativo che permette ad un sindaco di andare avanti anche se 8 persone si sono dimesse prima dei 20 gg.
L'interrogazione di Savoi. Attraverso tale interrogazione il consigliere vuole chiedere la risposta del presidente Dellai per valutare più che le regole altri aspetti non sviscerati in sede locale:
la rappresentività del consiglio comunale di Canal San Bovo;
quali azioni ha il Presidente della Provincia per tutelare il voto dei cittadini e la democrazia delle situazioni;
quali uffici sono competenti in materia e quali azioni si possono prendere in tali casi.
Messa così l'interrogazione e non come sembrava dal comunicato di qualche tempo fa si affrontano temi di attualità anche per altri comuni del Trentino e del Primiero: in primis Transaqua. Non può vedersi tirato in ballo dalla lettera del consigliere dimissionario il sindaco Marino Simoni, viste le vicende che lo hanno visto in passato coinvolto.
Lo scontro cresce di intensità e si spsota e con tale interrogazione può prendere strade inaspettate e tutto sta nelle mani di Dellai. Si potrebbe anche arrivare a rivedere le regole attuali visto che mai una situazione come l'attuale a Canal San Bovo si sono viste. Rimango a disposizione della sindaco e di chi è stato preso in causa dall'interrogazione per la loro visione sulla stessa.