domenica 10 marzo 2013

Rivoluzione civile smobilita

Antonio Ingroia appena dopo il risultato sottotono delle elezioni politiche 2013 diceva che non era importante il futuro dello stesso ma del progetto. Al di là del fatto se lo stesso rimarrà in magistratura o meno è evidente che il progetto ha fallito.

Il progetto stesso dopo l'abbandono dell'Italia dei Valori non riesce a ripartire e anzi anche i Verdi abbandonano lo stesso come confermato da Marco Ianes. Molti di voi avranno notato che si è spento anche l'account relativo a Rivoluzione civile del Trentino e questo è forse il segno visibile in rete di ciò.

Sebbene un progetto ha poco risultato, essendo pure giovane, si pensava che i promotori e chi lo seguiva pensassero che valesse la pena portarlo avanti. Se ciò non è successo vuol dire che l'aggregazione di più parti e l'ingresso di altri magistrati non ha creato valore aggiunti. Forse anche la comunicazione ha influito, ma sopratutto che si deve declinare il programma con argomenti e proposte che raggiungo lo stesso risultato in modo moderno e flessibile.

La divisione nelle parti che hanno costituito Rivoluzione civile oltre ad ammettere che ciò non ha creato valore mette in discussione una fusione di varie anime che ha fallito. E' un modo per valutare che le singole parti non fuse valgono di più. Questo però non può essere una scusa per non rinnovare e innovare i vari partiti.

La convinzione, forse giusta, che le singole parti valgano di più dell'insieme e che la fusione porta esternalità negative non può essere un alibi per non portare ad una riflessione interna forte alle vari partiti che componevano Rivoluzione Civile. Non si è in parlamento quindi temi su cui riflettere se si vuole rappresentare parte della nostra Italia va fatta. Sarebbe un grave errore non rinnovare e innovare il partiti che componevano Rivoluzione Civile perchè come il Movimento 5 stelle dimostra si deve capire come declinare i propri valori sul mondo attuale. Un lavoro complesso che auguro di poter fare a tutti i partiti partecipanti a Rivoluzione civile o che comunque sono fuori dal parlamento.

sabato 9 marzo 2013

Declassamento Fitch: un paese che deve risvegliarsi per non rischiare

Per l'Italia l'8 marzo è stata una giornata amara avendo ottenuto un declassamento da parte di Fitch a BBB+ da A- scendendo di 3 gradini. Si permane nell'investment grade ma deve suonare l'allarme anche perchè l'outlook permane negativo. Serve un governo forte per venirne a capo e lunedì si potranno misurare i problemi che un downgrade può creare sulla borsa e sui titoli di stato italiani. L'effetto potrebbe esser minore, anche se non nullo, grazie al fatto che venerdì a mercati chiusi si è avuto il downgrade e ci sono due giorni per metabolizzare la notizia.

Il rischio politico. Le elezioni del 24-25 febbraio 2013 dovevano chiarire il quadro politico, ma non è stato così. Il fatto che non si possa formare un governo stabile in poche settimane ha aumentato l'instabilità politica e non favorisce ulteriori riforme strutturali costituendo fattori negativi per l'economia reale che vive già una profonda recessione.

Un governo debole inoltre potrebbe essere più lento e meno incisivo a rispondere agli schock economici interni ed esterni.

L'economia. L'ultimo trimestre ha confermato che la crisi in Italia è più profonda che in Europe. L' Italia partiva inoltre già da una posizione favorevole che gli sviluppi recenti come la caduta dell'occupazione ed indicatori di opinioni deboli aumentano i rischi che la recessione sia più lunga e profonda del previsto. Fitch si aspetta un calo dell'1,8% del PIL dovuto largamente agli effetti della contrazione del 2,4% del 2012.

Il debito pubblico. Il debito lordo delle amministrazione pubbliche toccherà il picco nel 2013 del 130% dal 125% di metà 2012 a causa della profonda depressione e i suoi effetti sul deficit di bilancio assuemendo alla base una invariata politica di bilancio.

Cosa riflettere il rating. Il rating BBB+ riflette da una relativa forza, alto valore aggiunto, diversa economia con moderati livelli di indebitamento del settore privato.

L'Italia ha fatto progressi in modo sostanziale, negli ultimi due anni, con il consolidiamento di bilancio. Il deficit del settore pubblico era al 3% del PIL nel 2012, un risulto di un consolidamento di bilancio strutturale secondo le recenti stime della Commissione Europea.

Le misure fiscali adottate dovrebbero essere sufficienti per consentire un ulteriore riduzione del deficit di bilancio nel 2013 nonostante la continua recessione. Fitch si aspetta il deficit di bilancio bel 2013 attorno al 2,5% del PIL. In termini strutturale questo sarebbe vicino all'obbligo costitunioonale di pareggio di bilancio.

I bassi potenziali rischi fiscali dal settore bancario, una ferma posizione di bilancio circa la necessità di stabilizzare il rapporto debito pubblico PIL, e un sostenibile sistema pensionistico sostengono la fiducia in una solvibilità nel lungo termine dello stato italiano.

Lo stato sovrano italiano ha dimostrato con la sua flessibilità finanziaria e elasticità durante la crisi una forte base di investitori domestici e una duration media di 4.74 anni.

Sensibilità Rating. L'Outlook negativo riflette i seguenti fattori di rischio che potrebbero individualmente o collettivamente risultare in un downgrade del rating:

  • Una più profonda e più lunga recessione recessione di quanto attualmente previsto da Fitch che determina una sott that mina gli sforzi di consolidamento di bilancio e incrementa i contingenti rischi fiscali p per il settore finanziario.
  • Consunitivi economici e fiscali che riducano fiducia che il debito lordo delle amministrazioni pubbliche sia collocato su un percorso di decrescità dal 2014 from 2013 dopo il picco del 2013.
  • Sostenibile deterioramento nel condizione di rifinanziamento di bilancio con implicazioni negative per le condizioni finanziarie in settore privato e per le dinamiche del debito pubblico.
  • Re-intensificazione della crisi dell'eurozona potrebbe condurre a un diretto incremento del debito pubblico delle amministrazione pubbliche through passivo contingente dovuto agli addizionali impegni EFSF/ESM e potrebbe ulteriormente indebolire l'economia attraverso la caduta nella domanda esterna, minore fiducia più strette condizioni del credito.
  • Prolungata incertezza sulle politiche economiche e fiscali, fallimento nel soddisfare l'obbligo costituzionale di pareggio di bilancio.

L'attuale Outlook è Negativo. Conseguentemente la sensibilità dell'analisi Fitch non prevede attualmente sviluppi con un rischio materiale individualmente o collettivamente di un eminente aggiornamento. Comunque futuri sviluppi che potrebbero individualmente o collettivamente condurre a una revisione ad Outlook stabile includono:

  • Sostenibile ripresa economica che supporta il consolidamento fiscale in corso.
  • Fiducia che il rapporto debito pubblico sul PIL è in un percorso di discesa.
  • Ulteriori riforme strutturali che potenziano la competitività e la crescita potenziale dell'economia italiana.

Le condizioni finanziarie hanno relativamente beneficiato negli ultimi mesi. Il potenziale ritorno del supporto esterno dall'ESM e BCE riduce i rischi di coda della crisi di liquidità della del debito del sovrano dell'Italia è di supporto per il rating. Mentre rimane incerto a che condizioni si applicherebbero l'Italia per un'assistenza ufficiale. La richiesta stessa sarebbe neutrale per il rating.

Assunti di base. Il rating incorpora l'assunzione Fitch che la traiettoria fiscale di medio termine e gli impegni assunti dall'Italia sotto il Patto di Stabilità e implica che l'emendamento costituzionale sul pareggio di bilancio sarà sostenuto dal qualsiasi nuovo governo.

Fitch assume che l'Italia that Italy inizierà a recuperare nel 2013 dalla sua profonda recessione come gli ampi shock che causano l'attuale recessione (consolidamento fiscale, stretta condizione finanziarie, debole domanda esterna) gradualmente si dissolvano.

Fitch assume che il contingente passivo del settore bancario per lo stato italiano è limitato. Ciononostante se la recessione è più profonda e lunga di ciò che attualmente previsto il rischio che al governo possa essere richiesto di fare ulteriori inezioni di capitali, al di là della ricapitalizzazione del Monte dei Paschi, non può esser trascurato.

Fitch mantiene il suo assunto che la crescita potenziale nel medio-lungo termine è dell'1% even in linea con le riforme strutturali addotate negli ultimi 2 anni.

L'attuale rating riflette il giudizii di Fitch che l'Italia that Italy conserverà l'accesso al mercato e, se necessario, l'interevento dell'UE sarebbe richiesto e fornito per evitare would be requested and provided per evitare non necessarie tensione sulla liquidità sovrana.

Inoltre Fitch assume ci saranno progressi nell'integrazione fiscale e finanziaria a livello di eurozona in linea con gli impegni dei decisori politici dell'area euro It anche assume that il rischio di frammentazione dell'eurozona rimanga basso.

venerdì 8 marzo 2013

Un conclave difficile

Un conclave quello che si apre martedì 12 marzo per la scelta del nuovo Pontefice dopo le dimissioni di benedetto XVI ufficialmente per l'età e motivi di salute che li hanno portato a ritenere di non poter svolgere in modo appropriato il suo compito.

I motivi però potrebbero non esser solo questi e lo si è visto quando sebbene volessero parlare coi giornalisti i cardinali statunitensi sono stati messi a tacere.

I temi pesanti su cui la chiesta deve fare chiarezza. Il primo tema che non si è affrontato nelle congregazioni di preparazione al Conclave è lo scandalo pedofilia. Uno scandalo che potrebbe esser in parte la motivazione delle dimissioni di Benedetto XVI. Un Benedetto XVI che prima di papa è stato esponente di spicco della Congregazione della Fede che doveva occuparsi anche di tale scandalo e spesso ha insabbiato. Un caso che portò nel 2006 la Congregazione da lui guidata a far rinunciare ad ogni mistero pubblico Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo. Una decisione approvata da Benedetto XVI in persona.

Un mondo che voleva probabilmente cambiare e che forse per un anziano Pontefice richiedeva una dura battaglia che lui non sarebbe riuscito a portare avanti.

Ci sono poi una gestione finanziaria che non si può definire trasparente con lo IOR che faticosamente sta facendo dei tentativi per rendersi più trasparente.

Ce poi un discorso più fine di una chiesa si coesa ma divisa in molte aggregazione alcune dette prelatura che possono fare riferimento al papa. Un modo di essere chiesa ha portato a poteri interni spesso difficili da controllare. Uno su tutti la potente prelatura dell'Opus Dei.

La Chiesa vede uno scollamento e ad un allontanamento nel mondo e anche in Italia dai dettami della Chiesa. Una chiesa che ha tanti valori, ma che spesso anche al suo interno li tradisce come il caos pedofilia ha messo in luce. Dove la società cambia e dove temi forti come eutanasia, fine vita, diversi sistemi famigliari (convivenze, riconoscimento diritti gay).

Una chiesa che viene vista ricca e non come nei dettami di San Francesco dedita alla povertà sebbene molto faccia per chi è in difficoltà.

Torniamo alle pedofilia e al Papato. Vorrei tornare per un attimo alla pedofilia e ad a Benedetto XVI e il suo ruolo sotto il papato di Giovanni Paolo II. Un papato che ha visto Benedetto XVI alla Congregazione della Fede e ha visto la pedofilia e altri scandali nascere. Ha visto negli anni 80 vedersi riconoscere la legittimità dell'OPUS Dei una prelatura oscura.

Per vedere avere contezza di una situazione che si è costruita nel tempo e che forse è stata una delle cause dell'abbandono di Benedetto XVI vi consiglio la lettura di:

Il prossimo papa. Mi risulta difficile entrare nel toto Papa e non mi esercito in tale stupida gara a chi lo indovina. Certo non deve essere: non molto anziano forte, deve avere saggezza, essere santo. Santo ecco perchè deve rinverdire un immagine di Chiesa che attualmente è vista più un potere e legata a poteri terreni. Deve esser forte per poter riuscire a portare cambiamento nella stessa, la quale spesso è attraversata da lobby. Deve esser saggio per poter portare la chiesa nel futuro. Un compito difficile quello che 115 porporati che devono votare il nuovo Papa e che probabilmente non affronteranno in questa tornata i problemi proposti che sarebbe le chiavi per un prossimo papato.

Dei temi che nemmeno in questo pre-conclave e nel conclave credo non verranno risolti ma che dovrebbero coinvolgere tutta la chiesa e tutti i cristiani.

Io faro nella nebbia

Il Presidente della Repubblica a risposta ai giornalisti sul suo ruolo e del fatto che lui è il faro ha fatto capire quanto difficile. Sebbene lui terrà fede alla sua carica e ai compiti ad essa assegnata ha parlato delle difficoltà che ci sono e che non si posso nascondere. Un faro il Presidente nella nebbia degli assetti usciti dalle urne.

Bersani dalla direzione del PD, la quale è stata seguita da 2.134.760 attraverso YodemTV, per una diretta di 8 ore di discussioni. Non ha nascosto che il suo compito è arduo ma rivendica per se l'onore e l'onere di fare la proposta. Una proposta la sua che necessariamente deve esser fatta a tutto il parlamento avendo si la maggioranza alla Camera senza però avere la maggioranza al Senato.

La chiusura al PDL. Dopo la campagna elettorale in cui si chiudeva alla collaborazione col PDL addirittura con toni come smacchiamo il giaguaro si tiene ora fede a quelle parole. Questo dopo aver lavorato per un anno sotto il governo Monti. Facendo ciò però si toglie la possibilità di collaborazione con la coalizione con più senatori dopo PD al Senato.

L'impraticabilità della collaborazione con Monti. La collaborazione è impraticabile perchè non darebbe governabilità per i risultati scarsi. Non basterebbe a garantire la maggioranza al Senato.

Una fiducia o collaborazione col Movimento 5 stelle. La fiducia ad un governo PD da parte del M5S è staa esclusa da Beppe Grillo leader del Movimento. In tal senso lo stesso a rilanciato proponendo un governo del Movimento 5 stelle. Proposta credo irricevibile da tutti gli altri.

La collaborazione ci potrebbe esser sul modello siciliano di Rosario Crocetta, ma il governo deve poter nascere e questo sta nelle valutazione del nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Un governo di minoranza. Bersani quando salirà al colle chiederà a Giorgio Napolitano per poter formare un governo di minoranza. Un governo questo che dovrebbe vedere al senato la non presenza di parte dei parlamentari in caso astensione in quanto sarebbe calcolato come negativo in tale camera. La vedo molto dura.

Verso Monti ha poco da sperare in quanto visto che oltre ai pochi voti che porterebbero hanno già detto che piuttosto di governo di minoranza meglio il voto.

Col Movimento 5 stelle sembra arduo e solo su leggi gradite allo stesso riceverebbero voto e mai la fiducia.

Il PDL credo che non possa dargli una mano e non perchè non voglia ma perchè Bersani almeno nei termini di una fiducia ad un governo che molti chiamano governissimo. Si è escluso di guardare a quest'area da parte di Bersani che ha rifiutato l'aiuto proveniente da Silvio Berlusconi.

Un governo tecnico non lo vedo possibile perchè in tal senso il Presidente della Repubblica condannerebbe ad una legislatura tecnica sconfessando gli elettori. Sarebbe un tradimento più forte che non un'accordo tra le forze in campo. Nessun governo tecnico o del presidente sarebbe agli occhi degli elettori non legittimato e verrebbe visto come tradire l'art.1 comma 2 della Costituzione: La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Certo è che forse Napolitano dovrebbe esser costretto dalle contingenze tenere conto del voto degli italiani in modo labile. Un compito quello del Presidente Napolitano, che forse pregustava la fine del settennato, mai così difficile e che qualsiasi decisione prenderà andrà bene. Monti parla di elezioni ma credo che Napolitano farà tutto per evitarle. Se almeno le forze politiche avessero almeno metà del suo senso di responsabilità.

Certo se prima o dopo l'estate presto si tornerà a votare e lì si misurerà la serietà delle forze e non solo se sono stati coerenti a non partecipare a governi altrui, ma se hanno almeno ne hanno la possibilità qualcosa che gli elettori hanno ritenuto importante. Alla gente non interessa se il governo è PD o di che colore ti vota se gli fai ottenere qualcosa dal programma. Ovvio se il governo è del tuo colore hai tanta forza in Parlamento e fai poco non va bene devi ottenere tutto o quasi.

Che punti propone Bersani per il suo governo di minoranza? Se si propone un governo di minoranza, ovvio che pure questo durerà poco, si deve aver in mente cosa si fare e per cosa si chiede la fiducia al governo.

Nel proporre un governo di minoranza ha mostrato umiltà Pierluigi Bersani e vorrei, prima di elencare i punti non sviscerarli per fare ciò c'è tempo e non posso fidarmi di tre slogan che li declinano, dedicare alle parole di Bersani un momento in modo che si possa capire direttamente da lui l'animo con cui si accinge ad andare al capo dello Stato e in Parlamento:

Cara elettrice, caro elettore,

il risultato elettorale ha fatto emergere con chiarezza quanto forti siano le ripercussioni della crisi più grave dal dopoguerra a oggi e quanto perentoria sia la richiesta di cambiamento.

Le primarie aperte per la premiership, con oltre tre milioni di votanti, e le primarie per la scelta dei parlamentari che hanno eletto moltissimi giovani e donne sono state il tentativo di dare una risposta nel segno della partecipazione, del civismo e del rinnovamento.

Il centrosinistra non ha ottenuto alle elezioni la possibilità di formare da solo il governo del Paese, ma è maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato.

Tocca dunque a noi la responsabilità di fare una proposta che sia all’altezza delle aspettative dei cittadini.

Per questa ragione proponiamo un programma di governo basato su otto punti che qualifichino e chiariscano il senso del cambiamento che vogliamo per l'Italia. Proposte di fronte alle quali ciascuno si assumerà la responsabilità di dire un sì o un no davanti al paese.

Sono progetti sui quali è bene che vi sia un pubblico dibattito, alla luce del sole ed è utile il contributo e la partecipazione di tutti. Allegato a questa lettera vi è la descrizione del primo provvedimento. Altri ne seguiranno. Vi chiedo di leggere le proposte, discuterle, commentarle, diffonderle, sostenerle e se lo ritenete opportuno contribuire a migliorarle con i vostri suggerimenti.

Vi chiedo di essere parte attiva del dibattito su queste proposte per un governo del cambiamento all'altezza della crisi sociale e politica che l'Italia sta attraversando. ll primo tema riguarda l’onestà, pubblica e privata. E’ il primo passo da fare: la ricostruzione dell’Italia onesta che tutti desideriamo, con norme più dure contro ogni forma di corruzione, il falso in bilancio e l’autoriciclaggio.

Ecco qui un Bersani che parla ai suoi elettori e spiega la situazione un senso di realismo e di responsabilità che si deve apprezzare. Un Bersani che alla luce del sole vuole trovare i sostegni ad un governo di minoranza aperto a tutti sui temi che lui ha presentato.

Ecco i punti che lui intende realizzare:

  1. fuori dalla gabbia dell'austerità;
  2. misure urgenti sul fronte sociale del lavoro;
  3. riforma della politica e della vita pubblica;
  4. voltare pagina sulla giustizia e l’equità;
  5. legge sui conflitti di interesse, sull’incandidabilità l’ineleggibilità e sui doppi incarichi;
  6. economia verde e sviluppo sostenibile;
  7. diritti;
  8. istruzione e ricerca;

mercoledì 6 marzo 2013

Nulla di nuove sotto il sole

Leggendo il comunicato qui, firmato dal Presidente dell'Unione Alto Primiero Gadenz Aurelio, si nota la coerenza che i comuni dell'Alto Primiero continuano a dimostrare sul punto.

La Comunità di Valle. Nei giorni scorsi la Giunta dell’Unione dell’Alto Primiero ha approfondito la situazione della Comunità di Primiero, in riferimento alle dimissioni di un Assessore e di un Consigliere e la mancata integrazione dei componenti e del dibattito politico che si è aperto.

Nei prossimi giorni i Sindaci dei tre Comuni, Tonadico, Siror e Sagron Mis che compongono l’Unione dell’Alto Primiero, sentiranno i rappresentanti dei tre Comuni in assemblea della Comunità per valutare la situazione e decidere le prospettive future.

Con queste parole si mette in luce come oltre ad un problema di rappresentanza ci sia un problema politico e di prospettiva politica degli enti che se vogliono sopravvivere devono darsi. E' poi una visione che vedono la Comunità come un sovrastruttura inutile avendo l'Unione Alto Primiero che funziona bene.

Un futuro quello delle comunità ancora da costruire che dal 2006 a oggi non sono riuscite a costruirsi un identità. Un identità debole che vede anche nel Vanoi qualche problema c'è visto che spesso ci si sente cittadini di serie B verso cittadini di serie A. Questo si denota anche nel bilancio che ha visto il Vanoi investimenti quasi nulli da parte delle Comunità nel Vanoi.

Gestione associate. Quanto al tema più volte dibattuto, anche sulla stampa locale, delle gestioni associate dei servizi comunali presso la Comunità di Valle, la Giunta dell’Unione chiarisce nuovamente che, secondo quanto emerso lo scorso dicembre, nella riunione di tutti i Sindaci presso il Consorzio dei Comuni, alla presenza dell’allora Presidente Dellai, saranno mantenute e valorizzate le esperienze positive di gestioni fra Comuni già in essere.

A questo proposito l’Unione, ormai da anni sperimenta gestioni associate fra i Comuni, con un soddisfacente risparmio economico ed un efficiente servizio ai cittadini.

Sulle gestione associate non c'è nessuna apertura in quanto si ritiene probabilmente che l'attuale assetto garantisca una gestione più efficiente. E' anche vero che delusione sull'Unione ci sono per non esser passata al Comune Unico, ma probabilmente ciò si è superato ciò e tale assetto va bene. Non si può chiedere a dei Comuni la gestione associata se a parità di risorse che ritengono di essere più efficienti.

Un problema esiste. E' inutile che esiste un problema assetto istituzionale che non può esser risolto in modo semplice, ma deve esser oramai risolto a livello di Statuto d'autonomia. Non si può voler accentrare sulla comunità anche competenze dei comuni e voler essere restringenti della loro libertà non avendo un profilo costituzionale.

Non è solo le gestioni associate o la situazione interna alla Comunità, il trenino sempre rimandato, la condizione della SMPDFT e dei relativi impianti che non è arrivata ad una decisione comune, le proteste sulla scelta del progetto di rifacimento Malga Fosse sono tante situazioni che dimostrano come o non si lavora assieme o c'è uno scollamento della realtà.

Prima di creare un ente come la Comunità di Valle si deve creare la Comunità. C'è poco da dire quando non si vuole l'ambito unico scolastico, quando si difendono i propri orticelli tutto si è tranne che Comunità. Vorrei far riflettere su ciò.

Il mancato coraggio del PD

Oggi si terrà la direzione del PD al quale parteciperà Matteo Renzi. La letterà di Elisa Filippi sull'Adige del 3 marzo 2013 coglie nel segno il tema della vittoria di Pirro del PD: la mancanza di coraggio. Riprende un'affermazione di Renzi: "Grillo si sfida, non si rincorre".

La campagna elettorale ha visto una mancanza di coraggio del PD che ha permesso l'affermazione di Beppe Grillo e il recupero di Silvio Berlusconi. Non si può pensare di vincere le elezioni coltivando recinti elettorali; ma serve trovare soluzioni nuove, che senza tradire i principi del partito e della coalizione, siano innovative nell'affrontare i problemi convincendo anche chi è su altre idee a votare per la coalizione e il partito. Non far ciò ha portato il PD a perdere consensi che erano arrivati qualche mese prima a livelli che lo davano sicuramente vincente.

Non si è poi parlato a tutto il paese e a tutte le categorie, ma si è invece parlato ad un mondo che non c'è più facendo proposte per lo stesso. Il mondo attuale e futuro deve essere al centro delle proposte con tutele e risposte che devono guardare ad un mondo flessibile e che vuole progredire. La difesa del lavoro si deve ad esempio fare in mondo diverso tutelando il lavoro con sussidi di disoccupazione, servizi outplacment, riqualificazione, collocamento pubblico più efficace ed efficiente. L'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori tutela un posto divenendo un fattore di rigidità aziendale e che può aggravare le situazione delle aziende.

Si deve guardare al futuro e capire il paese con le sofferenze, i problemi, le opportunità. Il non capire le sofferenze e i problemi della gente da parte del PD ha portato all'affermazione del Movimento 5 Stelle e del PDL che hanno saputo leggere meglio il paese e i suoi umori a volte proponendo anche proposte irrealizzabili.

Il PD è in una scomoda, a dir poco, posizione di chi ha la vittoria di Pirro e di dover proporre come risolvere l'impasse istituzionale. Non facile visto che il PD chiude al PDL e apre al Movimento 5 stelle che chiude ad ogni governo non guidatato dal Movimento. Un rebus di comportamenti che portano ad un impasse senza precedenti che va sciolto dal PD con la sua direzione.

E'curioso in tal senso l'apertura del PDL a PD per bocca di Berlusconi forse per togliersi l'etichetta di irresponsabili e di guardare a interessi particolari. Angelino Alfano è stato chiaro il PD decida il tempo sta per scadere se sceglie di allearsi con Movimento 5 stelle noi saremmo all'opposizione e chiederemo sempre il numero legale. Decisioni difficili da prendere da Bersani che rischia di rimanere col cerino in mano, in quanto se non riescono a risolvere la situazione potrebbero esser etichettati come incapaci.

Tutti da un fallimento nel formare un governo ne uscirebbero male. Del PD si è detto, ma pure il Movimento 5 stelle non ne uscirebbe bene. Questo a maggior ragione se PD stanasse il Movimento 5 stelle proponendo temi cari all'elettorato del Movimento. Come potrebbe presentarsi agli elettori il Movimento se un governo, anche del PD, presentasse proposte qualificante anche del programma dello stesso?

Il PDL e Berlusconi potrebbero uscirne meglio avendo offerto collaborazione al PD quasi nel voler chiudere con il berlusconismo e anti-berlusconismo. Un approccio al dialogo e all'offerta all'avversario di aiuto che potrebbe aver presa sui cittadini.

Tra i perdenti l'Italia e le suo istituzioni che al di la del voto dimostrano di non riuscire a dare un buon biglietto di se nel mondo. Pronto a smentirmi se il PD con la sua direzione dimostrano pragmatismo e riescono a risolvere la situazione.

martedì 5 marzo 2013

Qualche considerazione su Roma partendo dal resoconto di Riccardo Fraccaro

Ringrazio Riccardo Fraccaro, neo deputato Movimento 5 stelle, ha reso noto attraverso il suo resoconto della riunione del 04/03/2013 a Roma all'Hotel Universo che ci può portare a qualche considerazione.

Questo secondo giorno a Roma ha visto arrivare tutti gli eletti e sopratutto Grillo e Casaleggio.

Un meetup.L'impressione che fin da subito si è percepita è stata quella di partecipare ad un meetup di nuova formazione, nè più nè meno.

Abbiamo nominato un moderatore, fissato un tempo per parlare ad alzata di mano e deciso di votare tutto, ma proprio tutto a maggioranza: FANTASTICO, non potevo chiedere di meglio.

Un sistema di gestione che è ottimo che in aula col presidente e le regole che ci sono nella Camera e Senato ritroveranno anche se meno informale di un meetup.

Fiducia ad un governo. La prima discussione, introdotta da Beppe e Roberto, ha riguardato ovviamente l'eventuale fiducia ad un governo dei partiti ed è stata subito chiara la posizione del gruppo: nessuna fiducia, nessuna alleanza con chi per anni ha calpestato il bene comune per potere, poltrone e privilegi. Coerenza è la parola chiave.

Mi rendo conto che molti potranno trovare alcune difficoltà a comprenderci non essendo abituati in campo politico ad esempi di moralità, intransigenza e coerenza, ma la nostra è anche una rivoluzione culturale. Credo che alla fine tutti capiranno, tutti apprezzeranno.

La coerenza si può capire certo è che se il PD o altro governo propongono cavalli di battaglia del M5S è meno spiegabile perchè non lo si appoggia. E' vero che singole leggi si votano, ma se non nasce il governo ed esso avesse tra le sue priorità punti del M5S come si spiga che non è nato?

Nomine capogruppo. Si sono nominati Vito Crimi capogruppo al Senato e Roberta Lombardi alla Camera. Tutti i candidati volontari si sono presentati e sono stati votati ad alzata di mano. Credo che sia Vito che Roberta siano preparati, competenti e soprattutto persone con gli attributi. Staranno in carica 3 mesi.

Portale per la partecipazione dal basso. Il prima possibile sarà presentato il portale per integrare il programma dal basso che Casaleggio sta preparando e del cui ritardo si è scusato (l'anticipazione delle elezioni ha bloccato tutto concentrando personale e risorse solo sulla campagna elettorale).

Far votare online agli iscritti al MoVimento il nostro candidato alla Presidenza della Repubblica.

Il Movimento 5 stelle deve far partecipare la gente e ciò è previsto per le cose che non sono state già decise attraverso alla fondazione dello stesso. Questo quindi anche per la votazione del candidato alla Presidenza della Repubblica espresso da Movimento stesso.

Presentazione eletti. Sono seguite le presentazioni di tutti gli eletti in streaming mondiale ed una fase finale di comunicazioni di servizio (es: prossima riunione il 10 marzo), informazioni organizzative (es: possibile anticipazione della proclamazione, possibile nostra partecipazione a corsi di procedura parlamentare), individuazione di alcune tematiche da discutere con urgenza (es: elezioni organi parlamentari come ufficio di presidenza, distribuzione nelle commissioni in base alle nostre competenze, modalità di rendicontazione indennità e spese sostenute).

Non si può dire che è una non organizzazione, perchè un'organizzazione c'è. Un organizzazione che va verso una visione più trasparente di ciò che è stato. Almeno come presentato. Si è organizzato inoltre il lavoro della prossima riunione.

Il ruolo di Beppe Grillo e Roberto Casaleggio. Dopo la nomina di Vito e Roberta a capogruppo Roberto Casaleggio e Beppe Grillo se ne sono andati dall'aula dicendoci che da quel momento era nostro compito prendere le decisioni, e dandoci come unico consiglio quello di rimanere uniti e coesi.

E' stato un vero e proprio passaggio di testimone: ora tocca a noi fare da portavoce, ora tocca a noi assumerci la responsabilità di questo MoVimento. Mentre si chiudeva la porta alle loro spalle ho sentito un brivido attraversare tutto il corpo e ho ammirato questi due uomini che hanno creduto in un sogno e lo hanno perseguito condividendolo con tutti noi. Chapeau!

C'è un'ammirazione per Beppe Grillo e Roberto Casaleggio e può anche starci ma ciò rasenta l'idolatria. Certo sono dei fondatori del movimento ma serve anche senso critico. Si dice che Beppe Grillo e Casaleggio passavano il testimoni agli eletti. Se scelgono loro dovrebbero esser loro che scelgono chi va alle consultazioni di Napolitano e invece sembra vada Beppe Grillo che non è stato votato.

L'art. 3 del non statuto parla del contrassegno del Movimento 5 stelle che è di proprietà di Beppe Grillo. Tale figura non sarà mai fuori dal Movimento. Anzi essendo un marchio di sua proprietà terrà a che abbia una immagine che lui sceglie.

Speriamo che ci sia responsabilità del Movimento 5 stelle anche se allo stato attuale vedo le urne. Vedo difficile collaborare il Movimento 5 stelle per un governo che non sia il suo. Il PD non apre al PDL e quindi come portare avanti le idee del Movimento che porta diritto alle elezioni. A quel punto è sicuro il Movimento di prendere più voti? Coerente si ma non potendo dire di aver raggiunto nulla come si spiega questo se un governo propone temi cari all'elettorato del M5S se non si sostiene? In attesa di sviluppi e vedere se sceglie il Movimento o tutto è filtrato da Beppe Grillo permane una forta instabilità.