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venerdì 8 marzo 2013

Io faro nella nebbia

Il Presidente della Repubblica a risposta ai giornalisti sul suo ruolo e del fatto che lui è il faro ha fatto capire quanto difficile. Sebbene lui terrà fede alla sua carica e ai compiti ad essa assegnata ha parlato delle difficoltà che ci sono e che non si posso nascondere. Un faro il Presidente nella nebbia degli assetti usciti dalle urne.

Bersani dalla direzione del PD, la quale è stata seguita da 2.134.760 attraverso YodemTV, per una diretta di 8 ore di discussioni. Non ha nascosto che il suo compito è arduo ma rivendica per se l'onore e l'onere di fare la proposta. Una proposta la sua che necessariamente deve esser fatta a tutto il parlamento avendo si la maggioranza alla Camera senza però avere la maggioranza al Senato.

La chiusura al PDL. Dopo la campagna elettorale in cui si chiudeva alla collaborazione col PDL addirittura con toni come smacchiamo il giaguaro si tiene ora fede a quelle parole. Questo dopo aver lavorato per un anno sotto il governo Monti. Facendo ciò però si toglie la possibilità di collaborazione con la coalizione con più senatori dopo PD al Senato.

L'impraticabilità della collaborazione con Monti. La collaborazione è impraticabile perchè non darebbe governabilità per i risultati scarsi. Non basterebbe a garantire la maggioranza al Senato.

Una fiducia o collaborazione col Movimento 5 stelle. La fiducia ad un governo PD da parte del M5S è staa esclusa da Beppe Grillo leader del Movimento. In tal senso lo stesso a rilanciato proponendo un governo del Movimento 5 stelle. Proposta credo irricevibile da tutti gli altri.

La collaborazione ci potrebbe esser sul modello siciliano di Rosario Crocetta, ma il governo deve poter nascere e questo sta nelle valutazione del nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Un governo di minoranza. Bersani quando salirà al colle chiederà a Giorgio Napolitano per poter formare un governo di minoranza. Un governo questo che dovrebbe vedere al senato la non presenza di parte dei parlamentari in caso astensione in quanto sarebbe calcolato come negativo in tale camera. La vedo molto dura.

Verso Monti ha poco da sperare in quanto visto che oltre ai pochi voti che porterebbero hanno già detto che piuttosto di governo di minoranza meglio il voto.

Col Movimento 5 stelle sembra arduo e solo su leggi gradite allo stesso riceverebbero voto e mai la fiducia.

Il PDL credo che non possa dargli una mano e non perchè non voglia ma perchè Bersani almeno nei termini di una fiducia ad un governo che molti chiamano governissimo. Si è escluso di guardare a quest'area da parte di Bersani che ha rifiutato l'aiuto proveniente da Silvio Berlusconi.

Un governo tecnico non lo vedo possibile perchè in tal senso il Presidente della Repubblica condannerebbe ad una legislatura tecnica sconfessando gli elettori. Sarebbe un tradimento più forte che non un'accordo tra le forze in campo. Nessun governo tecnico o del presidente sarebbe agli occhi degli elettori non legittimato e verrebbe visto come tradire l'art.1 comma 2 della Costituzione: La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Certo è che forse Napolitano dovrebbe esser costretto dalle contingenze tenere conto del voto degli italiani in modo labile. Un compito quello del Presidente Napolitano, che forse pregustava la fine del settennato, mai così difficile e che qualsiasi decisione prenderà andrà bene. Monti parla di elezioni ma credo che Napolitano farà tutto per evitarle. Se almeno le forze politiche avessero almeno metà del suo senso di responsabilità.

Certo se prima o dopo l'estate presto si tornerà a votare e lì si misurerà la serietà delle forze e non solo se sono stati coerenti a non partecipare a governi altrui, ma se hanno almeno ne hanno la possibilità qualcosa che gli elettori hanno ritenuto importante. Alla gente non interessa se il governo è PD o di che colore ti vota se gli fai ottenere qualcosa dal programma. Ovvio se il governo è del tuo colore hai tanta forza in Parlamento e fai poco non va bene devi ottenere tutto o quasi.

Che punti propone Bersani per il suo governo di minoranza? Se si propone un governo di minoranza, ovvio che pure questo durerà poco, si deve aver in mente cosa si fare e per cosa si chiede la fiducia al governo.

Nel proporre un governo di minoranza ha mostrato umiltà Pierluigi Bersani e vorrei, prima di elencare i punti non sviscerarli per fare ciò c'è tempo e non posso fidarmi di tre slogan che li declinano, dedicare alle parole di Bersani un momento in modo che si possa capire direttamente da lui l'animo con cui si accinge ad andare al capo dello Stato e in Parlamento:

Cara elettrice, caro elettore,

il risultato elettorale ha fatto emergere con chiarezza quanto forti siano le ripercussioni della crisi più grave dal dopoguerra a oggi e quanto perentoria sia la richiesta di cambiamento.

Le primarie aperte per la premiership, con oltre tre milioni di votanti, e le primarie per la scelta dei parlamentari che hanno eletto moltissimi giovani e donne sono state il tentativo di dare una risposta nel segno della partecipazione, del civismo e del rinnovamento.

Il centrosinistra non ha ottenuto alle elezioni la possibilità di formare da solo il governo del Paese, ma è maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato.

Tocca dunque a noi la responsabilità di fare una proposta che sia all’altezza delle aspettative dei cittadini.

Per questa ragione proponiamo un programma di governo basato su otto punti che qualifichino e chiariscano il senso del cambiamento che vogliamo per l'Italia. Proposte di fronte alle quali ciascuno si assumerà la responsabilità di dire un sì o un no davanti al paese.

Sono progetti sui quali è bene che vi sia un pubblico dibattito, alla luce del sole ed è utile il contributo e la partecipazione di tutti. Allegato a questa lettera vi è la descrizione del primo provvedimento. Altri ne seguiranno. Vi chiedo di leggere le proposte, discuterle, commentarle, diffonderle, sostenerle e se lo ritenete opportuno contribuire a migliorarle con i vostri suggerimenti.

Vi chiedo di essere parte attiva del dibattito su queste proposte per un governo del cambiamento all'altezza della crisi sociale e politica che l'Italia sta attraversando. ll primo tema riguarda l’onestà, pubblica e privata. E’ il primo passo da fare: la ricostruzione dell’Italia onesta che tutti desideriamo, con norme più dure contro ogni forma di corruzione, il falso in bilancio e l’autoriciclaggio.

Ecco qui un Bersani che parla ai suoi elettori e spiega la situazione un senso di realismo e di responsabilità che si deve apprezzare. Un Bersani che alla luce del sole vuole trovare i sostegni ad un governo di minoranza aperto a tutti sui temi che lui ha presentato.

Ecco i punti che lui intende realizzare:

  1. fuori dalla gabbia dell'austerità;
  2. misure urgenti sul fronte sociale del lavoro;
  3. riforma della politica e della vita pubblica;
  4. voltare pagina sulla giustizia e l’equità;
  5. legge sui conflitti di interesse, sull’incandidabilità l’ineleggibilità e sui doppi incarichi;
  6. economia verde e sviluppo sostenibile;
  7. diritti;
  8. istruzione e ricerca;

martedì 26 febbraio 2013

L'Italia punisce la sua classe dirigente

L'elettorato ha votato in massa, sebbene con un calo del 5% circa dalle politiche precedenti, in ambo i lati del parlamento e l'affulenza si è attestata sul 75%. Una partecipazione massiccia dell'elettorato che ha voluto castigare la politica.

Dai dati ottenibili qui si denota una sconfitta per tutta la classe dirigente nazionale e perfino del professor Mario Monti che ha un risultato non positivo. Il Movimento 5 stelle ha ottenuto più del 20% arrivando al 25% alla Camera dimostrando la sua popolarità sopratutto fra i giovani. Si è però dimostrato che il Progetto Rivoluzione Civile è da rivalutare e che la gente non ama chi imbroglia vedi il flop di Fare Fermare il Declino di Oscar Giannino.

Il caos Senato. Se alla camera tutto sembra tranquillo con 340 seggi assegnati al centrosinistra con la legge elettorale e si può pensare ad una maggioranza solida (con 316 la si ha) per il senato le cose coso tremendamente complicate. Infatti i seggi sono assegnati così:

  • 113 Centrosinistra;
  • 116 Centrodestra;
  • 54 Movimento 5 stelle;
  • 18 Con Monti per l'Italia.

I risultati dimostrano che anche imbarcare Mario Monti sarebbe non sarebbe sufficiente per dare una maggioranza credibile solo inserendo il Movimento 5 stelle le coese andrebbero leggermente meglio. Certo il Movimento 5 Stelle sarebbe molto condizionante avendo circa la metà dei seggi di tutta la coalizione di centrosinistra.

Nuove elezioni e altri scenari. Nuove elezioni potrebbero essere come no risolutive e potrebbero portare il Movimento 5 stelle ad essere primo partito, in quanto l'andare alle elezioni sarebbe l'ennesimo fallimento della politica e delle due coalizioni maggiori. Con la legge attuale potrebbe aversi si esito chiaro ma forse non quello che le coalizioni maggiori si aspettano.

Altro scenario sarebbe se le coalizioni maggiori si coalizzassero lasciando fuori Mario Monti dai giochi. Questo sarebbe un segnale forte all'Europa al Mondo e ai Mercati. Sarebbe questa la degna chiusura al berlusconismo e a ciò che ha rappresentato con l'antiberusconimo che si tirava dietro. Sarebbe un disarmo delle coalizioni per il bene del paese.

Le parole di Fassina commentando le prime proiezioni su un non ritorno al voto, ma ad una riforma della legge elettorale è segno di maturità politica.

Angelino Alfano con la dichiarazione: VIMINALE NON UFFICIALIZZI DATI PROVVISORI SCARTO IRRISORIO, MINISTERO DICHIARI IL “TOO CLOSE TO CALL”, mostra di capire la situazione che va chiarita fino in fondo con tutti i dati definitivi.

Sono però le dichiarazioni riportate dal Sole 24 ore oggi a dare la quadra del cerchio: «E' presto per capire cosa fare, dovremo riflettere», spiega Berlusconi all'indomani delle Politiche che consegnano l'Italia alla ingovernabilità, che approfitta della prima uscita nel "day after" per sollecitare attenzione agli interessi nazionali: «Per il bene dell'italia tutti devono acconciarsi a fare qualche sacrificio: non credo che quest'italia possa non essere governata. Io sono tranquillo, ho la coscienza a posto».

Alle 14 Bersani farà una conferenza stampa, ma forse sarà la sua conferenza stampa più difficile perchè non potrà solo liquidare il centrodestra.Dovrà tenere conto dell'apertura del centrodestra e aprire come già sembra aver fatto Silvio Berlusconi. L'annuncio del ritorno urne visto che può farlo avendo 380 deputati sarebbe una sconfitta.

La sconfitta del PD. Il PD e il centrosinistra devono assumersi la responsabilità dei prossimi passi, ma lo dovrà fare con umiltà. E' innegabile che la ridiscesa in politica di Berlusconi abbia fatto recuperare il PDL certo è che Bersani non ha saputo capitalizzare la forza che aveva anche dopo le primarie.

Il segretario in primis ha dissipato il suo patrimonio e forse anche tenere qualche notabile dopo le primarie è stato per lui fatale. Credo che però gli errori sia molti di più come la chiusura a Rivoluzione Civile. Solo che le coalizioni maggiori posso dare stabilità. Tutti altri soluzioni sono traballanti. Credo il segretario Bersani debba mollare visto che ha fatto peggio di Prodi 2006.

La reazione mercato. Le uniche parole che Bersani deve dare è la coalizione con Berlusconi altre proposte sono instabili. Il mercato lo sa e non ci scommette molto su un governo che deve fare scelte difficili. Intanto però il mercato italiano perde più del 4% e lo spread va a 334 tra btp 10 anni e bund tedeschi. L'incertezza la fa da padrona perchè si ritiene che PD e PDL non possano lavorare assieme la speranza è di esser smentito.

Un segnale all'Europa. Un segnale forte Europa è arrivato dalle urne che l'Italia vota senza ingerenze europee e gli italiani sono prima italiani che europei.

L'Europa vuole gli italiani e allora deve cambiare, in quanto tale Europa non funziona e appare burocratica e bancaria più che dei cittadini. Il voto a Movimento 5 stelle ciò dice.