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domenica 21 aprile 2013

Sevizio piccoli paesi e scelta personale

E' noto oramai a tutti della crisi che attraversa l'Italia e i piccoli paesi che spesso non fanno notizia sui giornali. Paesi i nostri dove tenere un servizio aperto spesso costa molta fatica e spesso porta a scelte dolorose. E' questo che emerge nella lettera scritta da Consiglio di Amministrazione dei soci della Cooperativa che da 120 anni grantisce un servizio commerciale importante nei nostri paesi.

La crisi commerciale. E' evidente che non si può limitare la libertà personale, ma i dati parlano chiaro dall'esercizio 2012 il risultato operativo è crollato da 42719 ad un -12269 e questo dimostra come i margini si assottigliano anche in connessione di abbassamento dei prezzi dovuto alla crisi in modo da tenere i volumi. Volumi che però si vedono in contrazione che dimostrano come clienti e i soci spesso si rivolgano altrove per vari motivi, magari anche per prezzi minori.

E' ora per di una riflessione perchè con tale andamento vista anche la perdita che il 2012 147525 e un futuro non roseo non si possa che richiamare tutti ad una riflessione. Una riflessione che urge e non può aspettare 5-10 anni quando magari ci si piange addosso per un servizio che non c'è più e non è più possibile salvare.

La partecipazione alla vita della società. Altro dato preoccupante di riflessione è la scarsa partecipazione dei soci all'assemblea della società se ciò non porta buoni omaggio o simili. Eppure l'assemblea è il giusto momento dove fare proposte per risollevare la società e eventualmente chiedere cambiamenti per andare incontro ai soci. E' troppo semplice votare coi i piedi andando verso le grandi strutture che mai in Vanoi verranno e non dire la propria all'interno degli organi societari. E' una battaglia tra piccolo e grande impari e che si può vincere solo con l'aiuto dei soci e la loro fedeltà sicuri che non si voglia poi rimpiangere il servizio dopo.

Non si tratta qui di obbligare nessuno a fare ciò che non vuole ma tutti ad un senso di responsabilità per poter scegliere il futuro di una società da 120 anni nel nostro e che si spera i soci trovino ancora utile.

domenica 10 marzo 2013

Rivoluzione civile smobilita

Antonio Ingroia appena dopo il risultato sottotono delle elezioni politiche 2013 diceva che non era importante il futuro dello stesso ma del progetto. Al di là del fatto se lo stesso rimarrà in magistratura o meno è evidente che il progetto ha fallito.

Il progetto stesso dopo l'abbandono dell'Italia dei Valori non riesce a ripartire e anzi anche i Verdi abbandonano lo stesso come confermato da Marco Ianes. Molti di voi avranno notato che si è spento anche l'account relativo a Rivoluzione civile del Trentino e questo è forse il segno visibile in rete di ciò.

Sebbene un progetto ha poco risultato, essendo pure giovane, si pensava che i promotori e chi lo seguiva pensassero che valesse la pena portarlo avanti. Se ciò non è successo vuol dire che l'aggregazione di più parti e l'ingresso di altri magistrati non ha creato valore aggiunti. Forse anche la comunicazione ha influito, ma sopratutto che si deve declinare il programma con argomenti e proposte che raggiungo lo stesso risultato in modo moderno e flessibile.

La divisione nelle parti che hanno costituito Rivoluzione civile oltre ad ammettere che ciò non ha creato valore mette in discussione una fusione di varie anime che ha fallito. E' un modo per valutare che le singole parti non fuse valgono di più. Questo però non può essere una scusa per non rinnovare e innovare i vari partiti.

La convinzione, forse giusta, che le singole parti valgano di più dell'insieme e che la fusione porta esternalità negative non può essere un alibi per non portare ad una riflessione interna forte alle vari partiti che componevano Rivoluzione Civile. Non si è in parlamento quindi temi su cui riflettere se si vuole rappresentare parte della nostra Italia va fatta. Sarebbe un grave errore non rinnovare e innovare il partiti che componevano Rivoluzione Civile perchè come il Movimento 5 stelle dimostra si deve capire come declinare i propri valori sul mondo attuale. Un lavoro complesso che auguro di poter fare a tutti i partiti partecipanti a Rivoluzione civile o che comunque sono fuori dal parlamento.