lunedì 9 settembre 2013

Il duro attacco di Daiana Boller al M5S

Le elezioni provinciali 2013 saranno le prime provinciali che faranno uso dei Social Network e proprio da Facebook domenica è arrivato un attacco ad un modo di fare politica, quello di fare costruire il programma agli elettori.

L'attacco arriva dall'esponente del PATT Daiana Boller che sembra dire che se il programma si fa costruire agli elettori su che basi si va a votare un candidato? Si parla di tante motivazioni per votarlo (aspetto, simpatia, visibilità mediatica) come si potrebbe votare un attore o un uomo di spettacolo.

Il rilievi di Daiana Boller possono esser in parte condivisibili, ma non si può dire che la scelta avvenga su tali basi in quanto sul sito ad esempio del M5S è messo il curriculum del candidato.

Se però si arriva a non fare le scelte prima di sottoporle agli elettori forse però è dovuto ad un fallimento dei partiti come luogo di discussione. Fin'ora la discussione maggiore è stata sulle persone e non sui vari temi che le stesse intendono portare avanti e questo è un limite forte.

Il paradosso del fallimento dei partiti politici è stato il PD del Trentino che ha messo in campo un candidato Alessandro Olivi pensando che potesse unire quando c'era chi come Luca Zeni (capogruppo PD i consiglio provinciale) faceva incontri sul programma come se fosse un leader.

Non è poi un farsi fare il programma, l'infortunio di Pergine sembra esser servito, ma una condivisione con la gente di proposte e un programma che può venire aperto ma con idee congrue ad una base. I partiti politici fanno la cosa internamente e non sempre sentendo in modo copioso gli iscritti. Certo le scelte vanno fatte da chi poi deve portare avanti il programma.

Il sistema della condivisione messa in campo attraverso la piattaforma documenti è un ottima fonte di marketing per il Movimento che prevede anche altri sistemi di discussione per il futuro con il suo popolo.

Spesso poi si sono visti cambiamenti di casacca e un forte inquadramento verso il popolo può essere un deterrente a ciò perchè non hai impegno solo col tuo partito ma col popolo stesso. I cambiamenti di casacca sono a mio avviso il più grosso problema dell'Italia vedi Bezzi che prima col PATT e ora a destra.

E' vero il M5S ha visto il congelarsi delle sue posizioni in parlamento e forse questo è stato il più grosso errore perchè forse anche del loro programma potevano portare avanti e questo può esser fonte di critica nel loro confronti.

Le elezioni si avvicinano è sarebbe interessante conoscere le idee dei vari partiti e candidati e a volte anche la critica a posizione altrui può essere un modo di capire le posizioni di un candidato.

Movimento 5 Stelle costruisce il consenso anche richiedendo la critica al suo programma

La campagna elettorale per le provinciali della Provincia di Trento è entrata nel vivo ma sebbene spesso sui giornali se ne parli non ha preso ancora il cerino che la riscaldi. Il Movimento 5 Stelle risulta essere a livello provinciale raccontato, ma non nel lavoro che si sta facendo.

Al di la dei Candidati che sono stati scelti e di cui si possono leggere i curriculum qui in modo che chiunque possa leggere la statura del curriculum degli stessi dal candidato Presidente della Provincia ad ogni singolo consigliere e farsi idea sulle persone è in progress il programma che si può leggere qui. Un programma commentabile da chiunque anche in modo anonimo anche se un commento non anonimo fa capire che chi l'ha messo in campo si vuole esporre. Per fare ciò ci si basa sull'applicazione Google Documenti. Dopo i vari commenti vengono valutati è c'è chi aggrega l'aggregabile al Programma. Un modo questo di fare il programma con la gente.

I principi. I principi del Movimento 5 Stelle sono contenuti nelle linee guida che fanno riferimento a Beni Comuni, Trasparenza, Gestione del Patrimonio Pubblico, Politiche Sociali.

I Beni Comuni nel Movimento 5 Stelle sono intesi come ogni servizio di valore sociale e questa definizione è dinamica e lascia troppo a mio avviso all'interpretazione. Tali bene devono avere un parlamentino di cittadini, amministratori dipendenti che vengono estratti a sorte ogni 6 mesi con compiti di controllo e trasparenza nei confronti dell'operato dei fornitori dei servizi. Questo senza compenso ne rimborsi.

La Trasparenza dei Palazzi sia provinciale che regionale e aperto ai cittadini e trasparenti agli stessi. Essi devono essere accessibili a tutti.

La gestione del patrimonio pubblico è molto importante in quanto in tale linea guida viene indicato il ruolo della Provincia. In tal senso si vuole una restrizione del ruolo della Provincia che spesso è diventato preminente anche nell'economia con una gestione spesso non trasparente al limite del personalismo e del clientelare. In tal modo si vuole evitare che aziende corrette e sane siano sottoposte ad una concorrenza sleale tornando al ruolo del settore pubblico i servizi al cittadino

Le Politiche Sociali sono il settore sui cui si deve lavorare per proteggere il lavoratore che perde lavoro. Su questo punto si vuole andare ad un Reddito di Cittadinanza che garantisca risorse a chi perde lavoro con una prospettiva di riqualificazione in prospettiva di creazione di nuovi lavori sani e produttivi. Una misura questa sicuramente meritevole basta che non sia la riproposizione di corsi che poco hanno a che fare con un ritorno al lavoro come spesso fin'ora è stato

Il tema del sostegno del lavoro e di un fisco meno oppressivo sono i pilastri di un agenda dalla quale devono uscire i finanziamenti degli amici.

Su queste basi è costruito il Programma del Movimento 5 Stelle del Trentino.

sabato 7 settembre 2013

Consiglio comunale di Canal San Bovo del 12 settembre 2013

Il 12 settembre alle ore 20.30 il consiglio comunale è riunito in seduta ordinaria presso la sede comunale a Canal San Bovo. L'ordine del Giorno vede 6 punti che verranno discussi e che sopratutto alcuni sono di importanza non secondaria.

  1. Esame verbale seduta precedente. Un punto questo che è come sempre dedicato alle osservazione e aggiunte dei consiglieri comunali su come è stata verbalizzata la seduta precedente e di agevole trattazione.
  2. Ratifica terza variazione al bilancio di previsione esercizio 2013 approvata con delibera di giunta n.133 del 25/07/2013. Questo punto merita un approfondimento in quanto mette 395.000 euro in manutenzione acquedotto, strade comunali e stabili comunali. E' una cifra cospicua che sarebbe utile che in consiglio venisse spiegato per quali interventi previsti. A maggior ragione che nella delibera si fa presente all'urgenza dell'adozione della stessa.
  3. Esame 4 variazione di bilancio di previsione del bilancio 2013. Anche questo punto che merita approfondimento in consiglio in modo che si possa capire che interventi vengo previsti. In tale solco ci sono interventi importanti che sono stati portati avanti Ostello, Nuova Caserma Vigili del Fuoco, etc.. che è interessante conoscere se verranno portati avanti. Per la Nuova Caserma dei Vigili del Fuoco sede anche della Croce Rossa sembra calato il silenzio sebbene a dicembre scade anche l'ultima proroga e 360.000 euro di Contributo Croce Rossa potrebbe dover esser restituito, con o senza interesse, alla sede nazionale. In tal senso sarà utile capire se si prevede tale scenario.
  4. Esame deroga urbanistica magazzino comunale P.ED. 2735 per ampliamento (Progetto Gruppo Alpini Caoria). Non ho elementi circa il progetto del Gruppo Alpini di Caoria e non posso valutare la congruità dell'ampliamento richiesto certo è che con tanti stabili comunali non se ne riesce a capirne la ragione. Si è pronti a venir smentiti sulla motivazione dell'ampliamento. Vista la corposa variazione di bilancio in manutenzione degli stabili, strade, acquedotti è tale ampliamento compreso nella terza variazione di bilancio approvata con delibera della giunta? Che intervento si prevede?
  5. Sdemanializzazione della neo formata p.fd 11408/3 di mq 6 sita in Gardellin per la vendita a privato richiedente. Sul punto non è possibile non conoscendo i contorni. Probabilmente una p.fd che non da utilità al comune che è corretto vendere.
  6. Comunicazioni del sindaco. Questo è un punto rituale nel quale vengono fatte comunicazioni che non si possono prevedere.

Invito come sempre la popolazione a partecipare per l'importanza che riveste per giudicare un'amministrazione l'informazione. Andare ai consigli è un ottimo modo per farsi un idea direttamente.

Renato Orsingher si appella all'amministrazione comunale di Canal San Bovo perchè la storia non venga persa

Dal gruppo di Canal San Bovo presente su Facebook vengono proposte che vanno a volte tenute in debito conto e questo appello di Renato Orsingher all'amministrazione comunale è certamente una di quelle.

Lo stesso parte con una interessente proposta di recupero di ciò che resta del ponte di Ronco che vede anche un bella, antica, interessante lapide commemorativa.

Non si richide un intervento con un esigua spesa si potrebbe farlo disboscare la zona coltivare un aiuola mettere una panchina con una bacheca con delle foto del vecchio ponte con breve storia.Questa è storia della nostra valle e va salvaguardata.

Inoltre ci sarebbe pure il bellissimo scudo sabaudo che era sul vecchio ponte di Ronco poi ritrovato da Giuliano ed esposto davanti alla biblioteca e ora nascosto sotto il tendone delle feste dove nessun turista quest'estate lo ha potuto vedere e lo stesso Renato Orsignher chiede alle autorità competenti di prendere nota affinchè la storia della valle non venga persa.

L'appello a mio avviso di Renato Orsigher va allargato pure ad altri siti che spesso non sono visitabili o poco conosciuti che andrebbero resi più aperti a tutti. Non per snaturare i siti stessi ma per renderli visibili a persone del luogo e ai turisti sfruttando anche un bene prezioso come la storia in chiave anche turistica.

In chiave 2014 mi chiedo poi cosa l'amministrazione comunale di Canal San Bovo, l'Ecomuseo Vanoi, il Consorzio Turistico abbiano organizzato per commemorare degnamente una parte dolorosa della storia e che ci ha visto entrare come Trentino in Italia. Come si pensa di rendere il 2014 un'anno della riscoperta storica della Grande Guerra del 1914-1918 facendo conoscere i vari siti ove la stessa si è combattuta sia alle persone del luogo e ai turisti? Perchè non riscoprire la storia in chiave turistica oltre che divulgativa?

domenica 1 settembre 2013

Quote rose soluzione definitiva o palliativo?

L'art. 3 della Costituzione enuncia che tutti sono uguali davanti la legge, ma a ciò non si ferma andando oltre affermando che la Repubblica deve tendere alla rimozione degli ostacoli all'effettiva uguaglianza. Un uguaglianza nelle condizioni di partenza che è garantita a tutti senza discriminazioni di sorta.

Se però andiamo nella realtà questa situazione è ancora un idealismo a cui tendere anche se molti passi avanti sono stati fatti. Oggi vorrei mettere in luce un problema a questa uguaglianza: la condizione femminile.

Molti passi avanti sono stati fatti, ma nel lavoro e nelle istituzioni sono spesso discriminate. Nel caso della politica e nelle posizioni manageriali sono state previste per legge delle quote rosa che però risulta essere si un passo, ma quasi un palliativo che nasconde le vere questioni. Questo forse è dovuto al fatto che affrontare le vere questioni è complicato in quanto richiedono interventi di diversa natura. Infatti per far emerge le donne e dare soluzione alla condizione femminile si dovrebbe:

  1. mettere in campo servizi sociali che aiutino la conciliazione del lavoro con gli impegni familiari;
  2. promuovere il merito;
  3. educare la popolazione sopratutto maschile ad assumersi doveri familiari e nella gestione della casa.

Investire in questi settori, sebbene non semplice in un periodo di risorse calanti, è nel solco del dettame costituzionale perchè tende ad eliminare le cause che speso bloccano l'ascesa delle donne sia nella conduzione delle imprese che istituzionali. Spesso ci si lamenta del fatto che le donne sono poco presenti ma sebbene le quote rosa qualcosa hanno fatto (sebbene io ritenga sia il modo sbagliato) e qualche donna è entrata nelle istituzioni segno che i temi forti non sono stati affrontati. Creare riserve simil-indiane non giova alla società ma nemmeno alle donne in quanto oltre a non affrontare le questioni sembra affermare una cosa che non è vera le donne sono meno meritevoli.

Il merito e la conciliazione del tempo famiglia e altri impegni sia politici che lavorativi è la strada da seguire svecchiando una società che vede ancora la donna relegata spesso nella gestione della casa e dei figli.

Visto che nel merito non hanno nulla da imparare le donne con una sua promozione avrebbero tutto da guadagnare come tutte le persone tra cui anche uomini e giovani meritevoli. Non sempre il merito è stata la stella polare per la scelta delle persone apicali e altri criteri si sono imposti.

Per la conciliazione dell'impegni politici, lavorativi e familiari la questione è più complessa perchè richiede investimenti cospicui in servizi sociali e in una cultura che lentamente cambia ma che spesso è ancora maschilista. Cambiare una cultura è complicato e richiede investire nella scuola che deve già dalle giovani generazione cambiare mentalità.

A volte i nostri politici però tra cui anche la rappresentanza politica femminile locale cerca la soluzione forse più semplice delle quote rose e di più immediato anche se esiguo impatto; invece di affrontare le cause che danno risultati in prospettiva e non immediati ma di maggiore impatto.

venerdì 30 agosto 2013

Femminicidio le leggi non bastano

Le violenza sulle donne è purtroppo è argomento di attualità per la frequenza che ha assunto. A volte si mette in luce molto la cronaca dei singoli casi e non si va alla radice del problema.

Il vero problema è che possiamo fare leggi sulla violenza di genere sullo stalking ma questo finisce per creare molte norme ma non affrontare veramente il fenomeno più globale: l'aumento della violenza della società.

Infatti sebbene i numerosi casi di violenza sulle donne fa sensazione esiste una violenza a tutto campo che va combattuta sia essa fisica o psicologica. Ecco perchè mi piacerebbe partire da una riflessione fatta nella lettera di Sara Benedetti sull'Adige del 24 agosto 2013 per l'input per cambiare veramente le cose. Nella sua riflessione la stessa parla di rilanciare la cultura dell'umano per l'umano. E' nella sua semplicità un idea sbalorditiva in quanto spesso si propongono molte culture ma non quella del rispetto dell'essere umano che risulta nella società attuale esser diventato spesso un mezzo per raggiungere altre cose. Non c'è quindi spesso una cultura della vera relazione ma di una relazione purchessia.

L'idea è semplice ed è educare alla relazione genuina tra essere umani tesa al rispetto dell'altro che spesso manca: si esso il vicino, la donna, lo straniero e a volte pure i bambini. L'educazione però sia nel campo adulto che nei bambini non è cosa semplice da portare avanti e richiede di investire molto sia nella scuola che nella famiglia. E' più facile spesso fermarsi alle leggi e vederla sotto un aspetto legale perchè per lo meno si toglie il problema (almeno momentaneamente) di un particolare caso, ma solo investendo nella cultura dell'essere unano per l'umano si può veramente cambiare in modo cospicuo le cose sia nel campo delle violenze di genere o di altro tipo sia nel rispetto della propria stessa persona.

Una sfida quella lanciata da Sara Bendetti che spero qualcuno che ricopre ruoli di responsabilità nella società voglia raccogliere.

giovedì 29 agosto 2013

La sfide per i cristiani e scelta libere in stato laico

Il 24 agosto appariva la lettera di don Carlo Meadri che affronta un tema importante per ogni cristiano: la difesa del Vangelo. Lo stesso prende l'Olanda come modello culturale europeo se non ci sarà una presa di coscienza e difesa dei valori cristiano da parte degli stessi. In tale paese lo stesso dice che pure le chiese sono stati riconvertite per utilizzi lontani dallo scopo originario.

Se su tale piano si può in parte condividere l'appello ai cristiani nella difesa dei valori e sull'impegno politico degli stessi anche se poi si prende più che altro di mira le leggi sull'omofobia e dei diritti delle coppie omosessuali. In tale campo lo stesso mette il luce che non ci può essere un'equiparazione nel campo del matrimonio e del'adozione da parte delle coppie gay. Vorrei in tal senso riportare l'art. 29 della Costituzione che così recita:

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come societa' naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio e' ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unita' familiare.

In tal senso il contratto costituzionale del 1948 sembra esser più avanti della legislazione e in tal senso lascia aperto a scelte che posso portare ad una equiparazione anche se gli articoli successivi gli articoli 30, 31 fanno riferimento alla paternità e maternità facendo riferimento a uomo e donna. Quest'impostazione mette in luce come sia più facile il discorso del matrimonio omosessuale che quello derivante all'adozione da parte coppie omosessuali.

Si evince quindi nella nostra costituzione già i germi di una direzione dei prossimi passi in tal senso e di come giustamente nel campo delle adozioni serva una ponderazione maggiore. Sembra una piccolezza ma mettere paternità e maternità nel campo costituzionale crea un freno a facili modifiche che in prima analisi porterà ad una riflessione sui termini e sull'attualità degli stessi e di come si gli stessi si conciliano con un eventuale diritto di famiglia e adozioni omosessuali.

Non solo però solo questo il tema, sebbene importante, su cui il mondo cristiano dovrà confrontarsi con altri mondi uno su tutti il fine vita sul testamento biologico oltre a molti altri. Un confronto franco e non prevalicatore come dalla lettera sembra evincere (sarei disposto cambiare idea se mi viene dimostrato che sbaglio) di una crociata per bloccare qualsiasi cambiamento. Il mondo cristiano è importante in italia ma non è l'unico e la politica deve essere anche la composizione di tutti le sensibilità mitigata dal volere dei cittadini attraverso le elezioni. Non si può in tal senso dare alla Chiesa una golden share essendo lo stato laico e lo Stato e la chiesa sono indipendenti nei rispettivi campi.

La Chiesa ha comunque un ruolo e se in tal senso lo sprono di don Carlo Meadri va in tale direzione è da ammirare. La Chiesa deve nel cristiano risvegliare i valori che spesso sono perduti solo ciò a mio avviso e non leggi può perpetrare anche in futuro i valori cristiani.

Sul tema del paesaggio e le chiese trasformate in cose molto lontane è interessante fare riferimento all'incontro del 20 giugno 2013 sul tema del Paesaggio avvenuto preso la Casa dell'Ecomuseo. In particolare è interessante l'intervento di Vittorio Ducoli in risposta a Alberto Cosner. Il paesaggio è mutevole e a parte fattori distintivi e le chiese sono anche parte della memoria storia del passato e in qualche caso anche di pregio artistico. Non è il cambiamento che si deve temere, ma bensì il non governarlo. Non governare il cambiamento prima o poi porta a contraddizioni enormi che portano a cambiamenti maggiori di quelli che si sarebbero tollerati. Questo è vero è sia a livello paesaggistico sia nei grandi temi sociali perchè quindi la Chiesa non si siede a far capire le sue posizioni senza pregiudizi per le posizioni altri per poi lasciare alle dinamiche politiche la composizione dei vari interessi? Perchè non torna al suo ruolo di sveglia in cui crede nelle persone?