domenica 14 aprile 2013

Parco Fluviale del Vanoi: quale gestione?

E' ufficialmente arrivata la primavera anche per il clima e anche le zone verdi iniziano ad essere usate. Una zona emblematica di tale uso è il Parco Fluviale. Un parco fluviale che trova al suo inizio un cartello di divieto d'accesso sbiadito se si arriva dal ponte tra Canale e Lausen e Canal San Bovo attraverso la strada sottostante. Ecco quindi che si può dare una motivazione al fatto che ci sono auto nel Parco Fluviale e pure camper.

Quest'area meriterebbe di esser valorizzata come un Parco Fluviale a servizio della comunità e dei turisti eppure andrebbe molto migliorata cercando anche di pulire il fiume dalle piante infestanti e sistemando magari come spiaggia la zona. Eppure il degrado sembra imperante.

Il degrado imperante. Prima di mettere in risalto alcuni punti che vanno migliorati va sottolineato che è stato falciato il prato e ciò è positivo. In questo quadro però risultano presenti delle criticità. In tale zona esistono delle tavole e delle panchine, quest'ultime non sempre in buona condizione. Una era spostata presso il barbecue con schienale divelto. Il barbecue era pieno di legno anche se era già stato utilizzato e se non usato da chi presente la sera non faceva bella presenza di se. Vicino allo stesso è presente un pezzo di metallo arruginito.

E' vero che la cartellonistica non è sempre chiara, ma è comunque visibile e ci si aspetterebbe un comportamento più consono di chi usa tale area. Ad esempio si dice di mettere i rifiuti negli appositi contenitori che sembrano non essere molto visibile se per l'immondizia è stata usata la fontana. E' vero non è aperta, ma si penserebbe che almeno non diventi un contenitore dei rifiuti.

I bagni risultato chiusi e senza serratura alcune porte, mentre fa bella vista di se una gomma di quelle per l'acqua attaccata ad un lavandino in pietra. E sotto lo stesso cosa ci si può trovare sotto? Immondizia e bottiglie di birra.

Il cartello di non accendere fuochi nella pineta è stato rispettato, ma nemmeno la pineta è stata risparmiata con immondizia presente e perfino un calzino. C'è poi una presenza di cui non si evince che utilità abbia nella pineta una specie di recinto in rete. Dentro non c'è nulla. Salendo verso la fine della camminata che ci porta presso la zona artigianale delle giare si nota un pezzo di staccionata a terra. In foto al pezzo troverete tutte le foto con entrata con un link che rinvia alla cartella con le foto.

L'appello. Non vuole essere una condanna per nessuno questo pezzo ma solo sollecitare maggiore attenzione. Non è solo le strutture ricettive che danno qualità, ma anche le strutture di svago come il Parco Fluviale. Mi accorgo che il solo comune non può farcela a gestire tutta l'area se non per lo sfalcio. E per questo che mi sento di fare una proposta.

Agli operatori economici, in particolare ai locali si potrebbe fare una proposta di gestione condivisa con diritti e doveri chiari. Per fare ciò si potrebbe fare un chiosco che possa offrire un servizio minimo alle numerose persone che sopratutto d'estate frequentano alla zona. Un esempio un bar che possa fornire gelati, bibite e anche magari prodotti per il pranzo. Magari con un affitto minimo il primo anno con aumenti in caso sia verificato che può funzionare.

In tal modo il gestore del chioso gestirebbe anche i bagni con la sorveglianza relativa segnalando chi non usa in modo adeguato i servizi. In tal modo si potrebbe dare allo stesso la gestione dei contenitori per l'immondizia.

Accanto a ciò si potrebbe modificare rendendo tale luogo fruibile in modo migliore come spiaggia la zona tra le due briglie oltre che all'area picnic. Migliorando anche la pulizia della zona.

Andrebbe regolamentato meglio e in tal modo si potrebbe l'utilizzo del barbecue presente garantendo che lo stesso sia sempre pulito per tutti.

Visti i costi di più di 40.000 euro dei vigili urbani si potrebbe far in modo che gli stessi portino ad un maggior rispetto del divieto d'accesso e delle regole.

La aree vanno fatte ma gestite anche adeguatamente e tale area esiste da prima di tale amministrazione e va presa in mano. Quando dico gestione con operatori economici è per escludere le associazioni, in quanto credo che un privato possa in parte gestire meglio l'area e collegarsi ad un attività già presente. Anche il maggiore utilizzo è estivo non escludendo che già in primavera e primo autunno possa esser utilizzata proficuamente. Un modo anche con feste e attività in Valle per rendere viva un area che sicuramente può esser importante anche per un rilancio turistico. Una proposta quindi turistica in più per tutta la valle.

Reportage Parco Fluviale 14 aprile 2013

giovedì 11 aprile 2013

Start! secondo appuntamento il 13 aprile 2013

Secondo appuntamento per Start! il 13 aprile 2013 alle ore 17.00 in via Brennero 113 Trento. E' questo il nuovo appuntamento del laboratorio voluto da Luca Zeni per disegnare il cambiamento che si vuole portare alla guida della Provincia di Trento come possibile candidato alle provinciali.

Il tema che si affronterà Trentino: la pubblica amministrazione come motore del territorio. Un tema attuale visto che le risorse continuano a diminuire anche in Trentino.

Un trentino con oltre 20.000 dipendenti, il ruolo della Pubblica Amministrazione é fondamentale. Com'é possibile valorizzarne tutte le energie e le competenze? Quali sono le funzioni che meglio si prestano ad un suo sviluppo? E questo il motto che nella locandina dell'appuntamento si porta avanti e al quale Sergio Mancuso, vice Direttore Generale, Responsabile area innovazione economica e sviluppo Comune di Milano, oltre che lo stesso Luca Zeni cercheranno di abbozzare qualche idea di lavoro.

Un tema quello dello motore dello sviluppo importante che qui si vuole vedere anche nella pubblica amministrazione trentina che ha tanti pregi, ma che ha anche i suoi difetti come ogni entità sociale.

La prolificazione degli enti. Un fattore da tenere sotto controllo è la prolificazione di molti enti in qualche caso in parte se non coincidenti nelle missioni in parte sovrapponibili. Sfoltire tale situazione non per far cadere gli investimenti, ma per una gestione più coerente degli enti. Questo in molti settori anche della ricerca.

E' in tale senso ricercata anche un gestione diversa delle società pubbliche che vanno mantenute solo se necessarie ad un interesse pubblico e non per fare concorrenza al privato e in tal senso vanno compiute delle scelte.

Va poi finalmente ripresa in mano la questione dei livelli di governo. Sono state create le Comunità di Valle per la gestione di funzioni in modo congiunto, ma le stesse non dimostrano spesso quel potere che ci si aspettava per una gestione comune del territorio superando la questione di frazionamento in piccoli comuni. E questo perchè non poteva essere affrontato nei termini affrontati visto che i comuni hanno riconoscimento costituzionale e le Comunità di Valle no. E' pur vero e si deve riconoscere che il regime dell'ordinamento dei comuni è in capo alla Regione della Trentino Alto Adige. La stessa da alle province il poter di dire quale funzioni devono essere gestite in modo associate.

Il problema non è se un gestione associata va fatta o meno ma favorire la riduzione dei comuni con un processo incentivato ma volontario. Molte cose si sono mosse e qualche fusione come i comuni della Valle di Ledro si sono fusi e altre fusioni sono state lanciate. Un'imposizione per la gestione associata porta a risultati a volte schizofrenici dove nell'Alto Primiero sono presenti sia la Comunità di Valle sia l'Unione Alto Primiero come enti sovra-comunali.

La trasparenza. La trasparenza deve essere il must di ogni livello di governo e di ogni settore che ha col pubblico rapporti. Una particolare attenzione va in questo senso messa sulle aziende a partecipazione pubblica visto lo scontro che si è avuto tra qualche esponente del Comune di Trento e A22 in merito alla gestione delle carte gratis fornite alla classe politica senza che ciò portasse a trasparenza sulle stesse.

Produttività. La produttività della pubblica amministrazione deve esser il must e in tale settore sicuramente in Trentino molto si è fatto, ma va fatto di più. Non per punire i dipendenti ma per metterli in grado di lavorare in modo più proficuo per dare risposte alla cittadinanza in modo efficace. Questo si può fare evitando conflitti di competenze o adempimenti che nulla aggiungono in termini di tutela interesse pubblico. In tal modo si potrebbe recuperare un immagine estremamente positiva alla pubblica amministrazione che spesso sebbene non trova ad un grande impegno un uguale riconoscimento, sebbene in Trentino la situazione sia migliore che in altre parti del paese. Aspettiamo ora di vedere le proposte di Start!

mercoledì 10 aprile 2013

Abrogazione del quorum referendario: modificazioni della legge sui referendum provinciali una bella illusione.

In data 22 giugno 2011 la consigliera Margherita Cogo come prima firmataria presenta il DDL 222 della XIV legislatura. A lei come firmatario si aggrega Bruno Firmiani.

Il disegno di legge 222 ha un testo semplice composto di solo 2 articoli e doveva innovare in materia referendaria la validità dei referendum togliendo il quorum con il primo ariticolo e portando col secondo a 9000 le firme che gli elettori dovevano elettori del Consiglio Provinciale o 20 consigli comunali. Il testo è visibile qui.

Una boccata di democrazia diretta. Sembrava che tale apertura avesse portato una ventata di novità anche nei referendum comunali con Trento e Rovereto che si erano mossi per poter modificare le norme in tal senso e dare spazio con più facilità ai cittadini poi tutto si è arenato. E' questo che ha portato molti a votare Grillo.

La lezione però non è bastata. Sembra proprio che la lezione non sia bastata e che spesso alcuni DDL vengano presentati e poi abbandonati nel limbo delle commissioni e questo è uno di questi. Allo stato per i prossimi tre mesi risulta non esser stato calendarizzato in consiglio e allora ci si chiede se non sarebbe stato meglio usare le commissioni meglio visto che i temi sul tappeto sono molti tra i quali una profonda crisi economica. Vista l'estate vicina e a novembre 2013 ci sono le elezioni non si capisce come tale DDL possa arrivare in aula visto quanto tempo è passato dal 05 luglio 2011, data in cui è entrato in commissione competente.

Sarebbe utile che il PD che vede tra le sue file la prima firmataria Margherita Cogo, consigliere PD, chiarisse i motivi che non anno visto lo stesso arrivare almeno alla discussione di un tema forse non il più sentito, ma sentito dalla gente. Infatti il sistema referendario come è attualmente disegnato anche per le materie provinciali non funziona. Dalla data di approvazione della legge provinciale n. 3 del 2003 ad oggi nessun referendum provinciale ha ottenuto il quorum di validità. Eppure le prospettive che la legge in questione dava erano interessanti anche nel rispetto della volontà popolare erano ottime.

Il rispetto dei risultati. Il rispetto dei risultati del referendum è sentito nella legge provinciale n. 3 del 2003, che disciplina i referendum provinciali, prevedendo (art. 16), con riferimento al referendum propositivo, che "Qualora il referendum abbia esito positivo la Giunta provinciale o il Consiglio provinciale, secondo la rispettiva competenza, adottano, entro tre mesi, le iniziative e i provvedimenti per l'attuazione dei risultati del referendum."

Nel referendum abrogativo, gli effetti sono ancora più immediati, in quanto in caso di esito favorevole all'abrogazione, il Presidente della Provincia dichiara, con proprio decreto, l'abrogazione della legge provinciale o delle singole disposizioni di legge sottoposte a referendum. Il decreto è pubblicato immediatamente nel Bollettino ufficiale della Regione e l'abrogazione ha effetto dal giorno successivo a quello di pubblicazione.

Lo strumento per eccellenza della democrazia diretta. Lo strumento per eccellenza il referendum sembra non funzionare nel sistema italiano e pure trentino non portando a nessun risultato. Nessun risultato in quanto il risultato del no viene ottenuto spesso non spiegando le ragioni del no, ma semplicemente facendo leva sull'astensionismo e quindi il non voto.

L'eliminare la quota referendaria anche aumentando le firme avrebbe portato benefici alla Comunità in quanto le persone erano costrette ad informarsi ed ad esprimersi. In un mondo sempre più stanco del voto e che ha scarsa considerazione politica o si rivitalizzava lo strumento o lo si cancella. Non è più tempo di mezze misure.

Non è che tutte le idee di tutti i consiglieri sono per forza buone leggi ma si deve avere il coraggio di dire non che si deve legiferare di più ma meglio. E' inutile usare risorse per DDL che non si sosteranno, ma non si può lasciare il cittadino che essi potranno avere seguito. Anche in queste piccolezze si vede la maturità politica. E quindi doverosa una risposta dal PD e dal suo capogruppo sullo stallo visto nella trattazione di questo disegno di legge che porta la firma di un proprio consigliere. Perchè si è abbandonato questo DDL sull'abrogazione del quorum referendario? Non si crede in tal modo di dare ancora più spazio a Movimento 5 stelle? Il PD ha un movimento corale sui temi?

sabato 6 aprile 2013

L'Ostello di Caoria si farà

L'Ostello a Caoria vede un nuovo tassello verso la realizzazione con l'approvazione del progetto definitivo redatto dal geometra Ratttin Luigi. L'approvazione è avvenuta all'unanimità il 2 aprile 2013 con l'uscita, comportamento corretto, di Rattin Giulia in quanto figlia del progettista.

Il progetto vede due lotti funzionali per una spesa complessiva di 1.972.657,28 cui € 1.145.423,00= per il lotto funzionale numero uno ed € 827.234,28= per il lotto funzionale numero due. Il progetto in due lotti era già stato discusso in preliminare nel Consiglio comunale di Canal San Bovo del 28/12/2012.

La ricerca di fondi. Inizia con l'approvazione di del progetto definitivo la ricerca dei fondi. Una ricerca che può iniziare subito grazie all'immediata esecutività della delibera. Verrà presentata domanda di contributo alla Provincia di Trento sulla legge di settore. Si dà mandato in tal senso al sindaco per la sottoscrizione della domanda di finanziamento su legge di settore presso il competente Servizio della Provincia Autonoma di Trento.

Le motivazioni. La motivazione è la volontà della Giunta Comunale di incentivare l’offerta turistica della zona e sostenere l’economia del settore.

Sicuramente una tipologia nuova di struttura come questa e come l'albergo diffuso può arricchire l'offerta ricettiva, sebbene esistono strutture che nei fatti non lavorano per tutto l'anno o sempre a pieno regime.

Il drammatico problema del nostro turismo. Il nostro turismo può avere bisogno in parte di nuove strutture e credo che le stesse vanno fatte dal privato imprenditore che deve trovare nel Vanoi un ambiente attrattivo per l'investimento.

E' inutile nasconderselo sebbene abbiamo un ambiente invidiabile non siamo attraenti per il turista, in quanto in termini di offerta di attività da fare sul nostro territorio siamo scarsi. Ci sono le Proloco, l'Ecomuseo, gli Animatori, gli Alpini, etc.. che rendono più vivo la nostra Valle; ma non basta. La nostra valle si presterebbe ad una riqualificazione complessiva con una migliore gestione e utilizzo in primis del torrente Vanoi e del nostro ambiente per il turismo attraverso anche gli sport che in molti casi si sposano bene col nostro ambiente. Un settore questo che potrebbe vedere una presenza maggiore del settore pubblico anche incentivando chi vuole sviluppare tale settore.

Si deve capire che se non attraiamo il turista con una gestione diversa del turismo attraverso proposte concrete e non basandoci solo sulla superiorità ambientale non andiamo da nessuna parte. Serve che il turista arrivi nella nostra Valle e oltre alla sua bellezza la senta viva e da poter vivere. Solo facendo riscoprire con diverse proposte e attività la nostra Valle potremmo pensare che un settore turistico si possa sviluppare. La bellezza guai toccarla, ma se è questa il solo motivo per cui viene un turista non si potrà mai fidelizzarlo. Sono passati in tal senso i tempi delle seconde case e del turismo facile oggi il turista te lo devi guadagnare.

Altro problema è la stagionalità del nostro turismo che si concentra in maggioranza sull'estate. Questo deve finire destagionalizzando il turismo creando offerte diverse per le diverse stagioni. Solo facendo così si potranno attirare investimenti privati preziosi per sviluppare il settore.

E' ambizioso uno sviluppo fatto in questo modo ma sarà possibile farlo solo se si fa comunità. Spesso invece anche con utilizzo di marchi differenziati si ha la sensazione che le varie frazioni si facciano la guerra, anche attraverso manifestazioni sovrapposte, dividendosi una torta che non cresce. Investiamo nella nostra zona senza doppioni ma valorizzando le caratteristiche di ogni zona e proponiamoci meglio assieme ne abbiamo da guadagnare tutti. Su questo punto mi piacerebbe sentire meglio le idee dell'amministrazione su questi punti e meno su nuove strutture ricettive.

venerdì 5 aprile 2013

Convocazione Assemblea annuale proloco per il giorno 5 aprile 2013

La S.V. è gentilmente invitata a partecipare alla riunione dell'ASSEMBLEA DEI SOCI della PROLOCO di CANAL SAN BOVO E GOBBERA, che si terrà presso la sala della Cassa Rurale il giorno 5 APRILE 2013 AD ORA 20,00 per discutere sul segentu ordine del giorno:

  1. TESSERAMENTO 2013
  2. ESAME APPROVAZIONE BILANCIO CONSUNTIVO ANNO 2012
  3. STESURA E APPROVAZIONE BILANCIO DI PREVISIONE ANNO 2013
  4. VARIE ED EVENTUALI

Al termine della riunione sarà offerto un piccolo rinfresco.

SI RINGRAZIA FIN D'ORA PER LA PARTECIPAZIONE, CHI NON FA ANCORA PARTE DELLA PROLOCO, PUO' ASSOCIARSI, SARA' IL BENVENUTO

giovedì 4 aprile 2013

La campagna elettorale per le provinciali sono iniziate in casa PD

Dopo che Progetto Trentino ha scoperto le carte anche in carta PD qualcuno scopre le parte Luca Zeni. Una generazione nuova del PD Trentino che apre con questa iniziativa del 06 aprile 2013 la stagione delle provinciali nel PD.

Sabato 6 aprile 2013 in via brennero, 113 a Trento alle ore 17.30 è questo l'appuntamento col cambiamento che Luca Zeni da a tutti per costruirlo assieme per mettere il trentino in moto. Tutto questo non nella continuità ma nell'ambizione di cambiare il Trentino scrivendo il miglior programma per la provincia con le energie migliori in campo Serve una visione comune: la consapevolezza che cambiare le cose è possibile.

Ecco quindi il significato di Start! partenza per il futuro. Un futuro che parte da "Start" un luogo di approfondimento e di elaborazione di proposte concrete con l'aiuto di tutti coloro che credono in un Trentino capace di rinnovarsi, di fungere da esempio per tutte le altre regioni, un Trentino innovativo, che valorizzi tutte le nostre potenzialità. Questo per creare una corrente di pensiero moderna, umile e realista. Ma per farlo abbiamo bisogno del contributo di tutti voi.

Il PD ha visto in parte come un'iniziativa che porta divisione, ma è pur vero che se il PD non vuole perdere alle provinciali deve inventarsi qualcosa. I problemi però sono anche di caolizione visto che l'UPT ha visto un ritorno di Silvano Grisenti che sembra coalizzare sia forze di quel mondo che di esperienze diverse, prendendo da destra a sinistra.

Non vorrei che nel PD prevalesse l'immobilismo in attesa di cosa succederà a livello nazionali con elezioni sempre più vicine magari a giugno. Vedremo se verrà tale esperienza valorizzata.

Non perdiamo tempo il paese è sempre più vicino al voto

Il Presidente della Repubblica ha preso atto il Venerdì Santo dell'infruttuosità del giro di consultazioni lampo dalla stesso compiuto. Le dimissioni di Napolitano sarebbero state un segnale forte che avrebbero indicato una strada, ma si è scelto altro.

La scelta irrituale. La scelta di Giorgio Napolitano è stata quella di indicare due gruppi di personalità che dovrebbero segnalare le priorità del paese. Un comportamento questo che hanno portato a critiche da parte di tutti con Beppe Grillo che parla di "badanti della democrazia".

Un effetto c'è stato in verità una apertura di Bersani che potrebbe esser troppo timida e tardiva verso il PDL dopo il fallimento della ricerca di un accordo con i gillini. Difficile trovare un alleanza PD-PDL visto che si parla in casa centrodestra di una richiesta di non occupare tutte le cariche in un ottima di nomina anche del futuro Presidente della Repubblica.

Stiamo perdendo tempo. Matteo Renzi parla apertamente di una perdita di tempo, anche rivolgendosi al suo segretario Bersani, interpretando il malessere di una paese che guarda ad una politica che dovrebbe prendere di petto i problemi. Problemi che sembrano l'ultimo pensiero di una classe politica che è scollegata dal paese.

Un Renzi che guarda ad un accordo col PDL come unica chance per evitare il voto.

L'impraticabilità di un accordo alternativo. Un accordo alternativo al PDL è impossibile vista la chiusura non da oggi del Movimento 5 stelle ad accordi di governo con chicchessia tranne per un governo a guida M5S. Ci potrebbero essere voti di dissenso all'interno dei partiti o con altri partiti presenti del parlamento che sostengono un governo ma ciò non darebbe che un governo debole ciò che non serve al paese.

M5S e ruolo di Grillo. Beppe Grillo non fa le considerazioni che propone a caso ma forte della sua leadership indiscussa e dell' art. 3 del Non Statuto del Movimento 5 stelle che sembrava di scarsa importanza, ma che alla luce del suo comportamento è importante. Beppe Grillo è il proprietario del contrassegno del partito e quindi l'unico che detta la linea.

Il voto. Giorgio Napolitano si affrettò a dire nella comunicazione della sua decisione che un governo esiste e sebbene dimissionario può operare. Certo ciò è vero ed è il governo di Mario Monti ma è sicuramente debole anche dopo la sfiducia allo stesso che da parte del segretario Angelino Alfano che ha portato alle elezioni anticipate.

I gruppi di "saggi" non posso essere un futuro governo e sul fatto di non voler interferire nelle dinamiche di scelta di un governo è stato rimarcato d Napolitano altrimenti avrebbe avvallato la teoria di golpe imputato allo stesso da Il Giornale ponendo dubbi sul fatto se tale atto non abbia trasformato la forma di governo da parlamentare a presidenziale.

Il tempo concesso dal Presidente della Repubblica sta scadendo e il 18 aprile si inizierà ad entrare nel vivo con convocazione della seduta comune di Camera e Senato a cercare il successore. A quel punto si capirà se un accordo PD-PDL sarà possibile e se alcune parole anche da parte di Bersani potranno essere rimangiate. Questo anche alla luce di altre parole che in passato lo stesso pronunciato che anche col 51% si sarebbe comportato come se avesse il 49% parlando con tutti. Un voto non condiviso, sul Presidente dell Repubblica, dal PDL potrebbe segnare la chiusura definitiva di qualsiasi accordo. Con un Movimento 5 stelle che chiude ogni porta solo raccogliendo qualche dissenso dai vari partiti che porti ad un governo debole; ciò di cui l'Italia non ha bisogno. Serve un governo forte che affronti i problemi del paese e che se non c'è accordo PD-PDL solo le elezioni può dare.

Le elezioni sarebbero quindi l'unico modo di uscire impasse se le forze politiche fossero responsabili. Su questo punto qualche dubbio permane. Certo è che di tempo anche per la mossa di Napolitano potrebbe in caso di fallimento di una ricerca di accordo perso molto tempo e forse le dimissioni di Giorgio Napolitano sarebbero state più dignitose.