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mercoledì 21 febbraio 2024
Rogge di Gardolo: il problema dell'abbandono dei rifiuti e gli interventi del comune di Trento
venerdì 30 gennaio 2015
Abbandoni rifiuti e altri temi: quattro chiacchiere col direttore di Azienda Ambiente

La foto che qui è riportata mi è stata inviata a inizio gennaio 2015 e dimostra come a volte l'inciviltà esiste anche nei nostri paesi. Viene documentato un deposito di rifiuti presso le casette di raccolta rifiuti di Barbine probabilmente depositati nel periodo natalizio. Affrontiamo questo tema come altri col direttore di Azienda Ambiente Sergio Bancher.
L'abbandono di rifiuti. Il fenomeno dell'abbandono di rifiuti esiste anche da noi sia in Primiero che Vanoi. Non è l'unica area di quel tipo a subire tale trattamento e non avviene solo in aree isolate basti pensare che anche in campane messe nei paesi ciò avviene, un esempio vicino Casa di Riposo di Canal San Bovo. A volte nella zona foto l'abbandono è stato molto consistente richiedendo un intervento apposito. La tipologia di rifiuto fa pensare che non possono esser i turisti ma non solo. Si è tentato di mettere della segnaletica che avvisasse che c'è la videosorveglianza e si sono usate delle fototrappole. Nel 9/10 anche se presi in fragrante però i trasgressori la fanno franca visto la normativa presente. Si potrebbe pensare una collaborazione dei vigili urbani in borghese contestando la multa e in tal caso la stessa avrebbe scarse possibilità di ricorso. Le casette come quelle in foto erano pensate per i turisti che visitano il paese in modo da poter raccogliere i rifiuti di chi occasionalmente viene nelle nostre zone. Si potrebbe pensare a togliere e si toglierebbe il problema ma certo questa è la soluzione per i turisti occasionali. E' inoltre dimostrato da studi che esiste una quota del 5% trasversale per le categorie di persone di irriducibili. du C'è poi il fenomeno degli inceneritori nelle case, di chi brucia i rifiuti nelle stufe, e pure questo andrebbe arginato. Servirebbe più senso civico anche se nel Primiero-Vanoi si raggiunge una differenziata superiore 80% e lo scarto intorno al 14-15%.
La perdita di rifiuto in fase caricamento. E' effettivamente un problema difficile da risolvere e servirebbero 2 uomini sul camion e scope e spesso essendo i punti raccolta bordo strada si deve lasciare libera la stessa e diventa difficile poter pensare ad una pulizia migliore. Con campane nuove visti gli obblighi del 2017 di tipo semi-interrato e quindi sostituendo le gru per un apertura diversa stesse si potrebbe migliorare.
Miglioramento servizio e diminuzione costi. Allo stato l'attuale sistema è il massimo possibile anche per le quantità che si producono in alcune zone. Dal 2017 ci sarà l'obbligo di dividere il multimateriale con una campana dedicata la vetro e una al resto. E' poi da sottolineare che attualmente si potrebbero buttare nella campana solo rifiuto da imballaggio ma spesso c'è altro. Non si ha una differenziata basata sul reale mercato del materiale come in Germania, anche se nella stessa si è fermata al 50%. Da noi si risponde spesso ad obblighi normativi. L'obbligo di dividere il vetro dal multimateriale che partirà nel 20177 non porterà ad aumento del valore del materiale conferito e un abbassamento delle tariffe relative. Un'azione che avrebbe valore sarebbe la divisione del vetro a livello di colore improponibile per la quantità sopratutto nelle zone periferiche per la quantità. Si dovrebbe inoltre perchè un tale azione porti un risparmio si dovrebbe modificare il tipo di tariffa.
Gestione acquedotti tramite azienda ambiente. Attualmente si ha la gestione della potabilizzazione in Primiero degli acquedotti e nulla più. Si è conoscenza della proposta Cemin Mariuccia, sindaca di Canal San Bovo, di gestire attraverso Azienda Ambiente dell'acquedotto comunale di Canal San Bovo. C'è stata una proposta nel 2008 nel Primiero di arrivare ad un acquedotto unico gestito da un azienda dedicata. In questo periodo con aiuto di consulenti si sta facendo nei vari comuni il libretto acquedotto. Tale libretto va depositato in provincia e inserito in un archivio GIS. A quel punto una provincia attraverso una azienda provinciale potrebbe avere dati per poter gestire il servizio. Per assurdo si potrebbe trovarsi in futuro dopo aver fatto i libretti di acquedotto a contrattare in una posizione di debolezza la gestione servizio non essendo proprietari dei dati che vengono gestiti da altri. Allo stato però la gestione degli acquedotti a livello di un azienda municipalizzata a tale servizio dedicata non è matura.
venerdì 7 febbraio 2014
I rifiuti tema in discussione il 13 febbraio 2014 a Prade
Il tema rifiuti è un tema delicato che spesso porta a discussioni. Nella assemblea di frazione del 2013 c'è stata una discussione accesa per il posizionamento dell'area ecologica con una campana semi-interrata e che ha una capienza maggiore.
La campana semi-interrata non può rimanere dov'è pena lavori costosi di livellamento dell'area dove viene messa con lavori anche sulla piazza. Nell'assemblea frazionale era stato proposto dall'amministrazione di metterla nell'area piana davanti all'Hotel Vanoi con duplice proteste della proprietaria che minacciava di iniziare una guerra di raccomandate con queste motivazioni:
- una campana in quella zona portava odore e degrado davanti ad una struttura alberghiera della zona con ricadute negative su tutta la zona anche in termini di turismo;
- il posto davanti al locale sotto l'amministrazione comunale era stata data all'albergo da parte dell'amministrazione comunale di Luigi Zortea per avere tre parcheggi per i clienti, in modo che possano scaricare le valige senza andare lontano dall'albergo.
In quella serata l'amministrazione ha preso l'impegno di andare dalla popolazione della frazione per ridiscutere il tema per trovare la collocazione finale. L'impegno dell'amministrazione viene onorato il 13 febbraio 2014 ore 20.00 presso la sala dell'Alpini di Prade per discutere del tema della collocazione delle aree ecologiche a Prade. Non solo quella ove più rimostranze si sono avute ma tutte quelle di Prade. Tutta la popolazione è invitata a partecipare per poter avere una decisione più condivisa possibile con la stessa.
venerdì 6 dicembre 2013
Questioni cimiteriali all'assemblea frazionale di Caoria
Mariano mette in luce diverse questioni legate ai cimiteri la prima di tutte è l'applicazione del regolamento in merito ai rifiuti prodotti all'interno del cimitero e che andrebbero portati a casa. L'altra questione è l'art. 28 del regolamento cimiteriale punto 3 che da discrezionalità in capo al sindaco. Non condivide Mariano il fatto che una persona che ha dovuto lasciare il proprio paese non possa esser seppellito se non previa cremazione. La sindaca afferma che va messa una regola generale valida per tutti.
Mariano afferma che vanno tenute le particolarità per una questione di giustizia anche in connessione al fatto che la residenza a volte viene messa per convenienza fiscale. La sindaca fa riferimento alla difficoltà della gestione dei cimiteri. Spesso per postare un defunto ci sono ricorsi a commissariato del governo anche se lo si fa secondo legge. Sulle residenze c'è questo problema si stanno facendo controlli. Ci sono anche persone sposate, che per legge dovrebbe coabitare, e con residenze in luoghi diverse.
Mariano torna sull'ingiustizia di dover esser cremati per essere seppelliti ne proprio paese da parte degli immigrati. La sindaca risponde che la cremazione non pregiudica la sepoltura e per tale motivo si è permessa la sepoltura. Le future concessione regolarizzeranno la situazione dei cimiteri.
Mariano è favorevole a raggruppare le tombe di famiglia, ma per l'emigrato ciò, ma l'emigrante ciò è pregiudicato. dal pubblico si chiede quanto costa cremare. Dalla sindaca si da una approssimativa cifra di 1800 euro. Il marito della sindaca ribatte a Mariano dicendo che l'emigrato ha lasciato ok il posto a noi, ma non va enfatizzato. Mariano parla di vergogna verso gli emigrati.
giovedì 5 dicembre 2013
Le campane e la loro pulizia problema affrontato all'assemblea frazionale di Caoria
Mirco Caser porta all'attenzione il problema di pulizia che le campane portano nel contesto dove vengono inserite anche nei paesi.
Beccalli Stefano parla di un prelimare che si è predisposto sui vari punti di raccolta e le priorità. Allo stesso sono associati 150 mila euro. Tra gli interventi ci sono i Sperandii. Si spera di poter aggiungere altri 150 mila euro per sistemare il settore.
La sindaca illustra il progetto di accorpare in tre punti i punti di raccolta a Caoria. Si pensa di usare le campane esteticamente belle che si usano anche all'Albergo Alpin.
Beccalli Stefano spiega che spostare le campane è complesso. Si cerca la collaborazione della gente per trovare i posti più indicati.
mercoledì 23 ottobre 2013
Rifiuti: costo o risorsa?, L'Associazione Stella Verde di Trento oraganizza un incontro confronto con i candidati presidente
Oggi alle ore 14.00 presso la Sala Rosa della Regione, alla presenza terra di alcuni esperti di settore e rappresentanti di categoria, si terrà un incontro confronto con i candidati presidente dal titolo: " "Rifiuti: costo o risorsa?"
L'incontro è organizzato dall'Associazione Stella Verde di Trento iscritta nel registro provinciale delle Associazioni di Promozione Sociale per conoscere idee dei candidati presidente sulle soluzione su un problema importante anche in Trentino.
Ogni cittadino della Provincia di Trento è in qualche modo toccato dalla questione importante dei rifiuti. Come gestirli, come smaltirli, come riciclarli.
In questo momento di crisi, in cui è sempre più importante verificare quali sono le reali risorse del territorio dove viviamo, sta dunque all'amministratore lungimirante identificare la scelta migliore per sollevare il cittadino dal peso dei costi della vita odierna attraverso non solo l'uso oculato del patrimonio esistente, ma anche trovando il modo di trasformare (dove possibile) le fonti di costo (come i rifiuti, in questo caso) in risorse.
Ci auguriamo che i dibattito proposto per la giornata di domani potrà mostrare come i candidati presidente si propongono di fare ciò...
Siete dunque tutti invitati a partecipare ed intervenire nel dibattito: ad ogni cittadino poi starà la scelta!!!
domenica 14 aprile 2013
Parco Fluviale del Vanoi: quale gestione?
E' ufficialmente arrivata la primavera anche per il clima e anche le zone verdi iniziano ad essere usate. Una zona emblematica di tale uso è il Parco Fluviale. Un parco fluviale che trova al suo inizio un cartello di divieto d'accesso sbiadito se si arriva dal ponte tra Canale e Lausen e Canal San Bovo attraverso la strada sottostante. Ecco quindi che si può dare una motivazione al fatto che ci sono auto nel Parco Fluviale e pure camper.
Quest'area meriterebbe di esser valorizzata come un Parco Fluviale a servizio della comunità e dei turisti eppure andrebbe molto migliorata cercando anche di pulire il fiume dalle piante infestanti e sistemando magari come spiaggia la zona. Eppure il degrado sembra imperante.
Il degrado imperante. Prima di mettere in risalto alcuni punti che vanno migliorati va sottolineato che è stato falciato il prato e ciò è positivo. In questo quadro però risultano presenti delle criticità. In tale zona esistono delle tavole e delle panchine, quest'ultime non sempre in buona condizione. Una era spostata presso il barbecue con schienale divelto. Il barbecue era pieno di legno anche se era già stato utilizzato e se non usato da chi presente la sera non faceva bella presenza di se. Vicino allo stesso è presente un pezzo di metallo arruginito.
E' vero che la cartellonistica non è sempre chiara, ma è comunque visibile e ci si aspetterebbe un comportamento più consono di chi usa tale area. Ad esempio si dice di mettere i rifiuti negli appositi contenitori che sembrano non essere molto visibile se per l'immondizia è stata usata la fontana. E' vero non è aperta, ma si penserebbe che almeno non diventi un contenitore dei rifiuti.
I bagni risultato chiusi e senza serratura alcune porte, mentre fa bella vista di se una gomma di quelle per l'acqua attaccata ad un lavandino in pietra. E sotto lo stesso cosa ci si può trovare sotto? Immondizia e bottiglie di birra.
Il cartello di non accendere fuochi nella pineta è stato rispettato, ma nemmeno la pineta è stata risparmiata con immondizia presente e perfino un calzino. C'è poi una presenza di cui non si evince che utilità abbia nella pineta una specie di recinto in rete. Dentro non c'è nulla. Salendo verso la fine della camminata che ci porta presso la zona artigianale delle giare si nota un pezzo di staccionata a terra. In foto al pezzo troverete tutte le foto con entrata con un link che rinvia alla cartella con le foto.
L'appello. Non vuole essere una condanna per nessuno questo pezzo ma solo sollecitare maggiore attenzione. Non è solo le strutture ricettive che danno qualità, ma anche le strutture di svago come il Parco Fluviale. Mi accorgo che il solo comune non può farcela a gestire tutta l'area se non per lo sfalcio. E per questo che mi sento di fare una proposta.
Agli operatori economici, in particolare ai locali si potrebbe fare una proposta di gestione condivisa con diritti e doveri chiari. Per fare ciò si potrebbe fare un chiosco che possa offrire un servizio minimo alle numerose persone che sopratutto d'estate frequentano alla zona. Un esempio un bar che possa fornire gelati, bibite e anche magari prodotti per il pranzo. Magari con un affitto minimo il primo anno con aumenti in caso sia verificato che può funzionare.
In tal modo il gestore del chioso gestirebbe anche i bagni con la sorveglianza relativa segnalando chi non usa in modo adeguato i servizi. In tal modo si potrebbe dare allo stesso la gestione dei contenitori per l'immondizia.
Accanto a ciò si potrebbe modificare rendendo tale luogo fruibile in modo migliore come spiaggia la zona tra le due briglie oltre che all'area picnic. Migliorando anche la pulizia della zona.
Andrebbe regolamentato meglio e in tal modo si potrebbe l'utilizzo del barbecue presente garantendo che lo stesso sia sempre pulito per tutti.
Visti i costi di più di 40.000 euro dei vigili urbani si potrebbe far in modo che gli stessi portino ad un maggior rispetto del divieto d'accesso e delle regole.
La aree vanno fatte ma gestite anche adeguatamente e tale area esiste da prima di tale amministrazione e va presa in mano. Quando dico gestione con operatori economici è per escludere le associazioni, in quanto credo che un privato possa in parte gestire meglio l'area e collegarsi ad un attività già presente. Anche il maggiore utilizzo è estivo non escludendo che già in primavera e primo autunno possa esser utilizzata proficuamente. Un modo anche con feste e attività in Valle per rendere viva un area che sicuramente può esser importante anche per un rilancio turistico. Una proposta quindi turistica in più per tutta la valle.
Reportage Parco Fluviale 14 aprile 2013
venerdì 9 novembre 2012
Settimo appuntamento col sabato del Grillo (energia)
Eccoci all'ultimo appuntamento con il programma del Movimento 5 stelle. L'energia viene vista da MS5 basarsi su 2 temi il risparmio energentico e dell'innovazione nel campo della produzione di energia.
Risparmio energetico. L'applicazione rigorosa della Legge 10/91 che favorisce l’utilizzo di energie alternative e il risparmio energetico, non ancora adeguatamente applicata, guardando nel campo del risparmio energetico degli edifici alla Germania e alla Provincia di Bolzano. Quest’ultima ha messo in campo una legge che fissa a 7 litri gasolio il consumo massino a metro quadrato permesso per il riscaldamento degli utenti. Tale metodo dovuto al risparmio è teso anche ad evitare le sanzioni economiche previste dal trattato di Kyoto verso per chi sfora nelle emissioni di CO2. Per far ciò si vuole prevedere la classa C energetica fissata a Bolzano per le concessioni edilizie sia in caso di nuove costruzioni sia ristrutturazioni. Tali manovre sono sicuramente auspicabili, sebbene non nel breve in quanto esse potrebbero nel breve portare ad un appesantimento della situazione nel campo dell’edilizia visti i maggiori costi da sostenere per gli interventi richiesti.
Prevedere anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per le ristrutturazioni se esse vengono fatte con contratti di ristrutturazone esco (energy service company), ovvero effettuate a spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico che se ne ricava. Ma sono realmente vantaggiosi questi contratti? La gente riuscira realmente ad avere un idea del risparmio?
Non solo privato nel programma ma anche pubblico nel settore dell’energetico per quanto riguarda gli edifici pubblico con una previsione di riduzione del 10% degli stessi sanzionando gli enti inadempienti. Ma con quali risorse si potranno fare gli interventi?
Si prevede poi di elaborare una normativa rispettosa della direttiva europea 76/93 e andando verso il risparmio energetico ed una maggior efficienza delle centrali di cogenerazione che attualmente è sotto gli standard europei Si deve voler andare in tale direzione investendo parecchio. Si vuole veramente? Dove si vuole trovare risorse?.
Poduzione. Bisogna potenziare la produzione da parte delle nostre centralali termoelettriche riducendo l'impatto ambientale delle esistenti. Non è previsto un abbandono dell'energia prodotta da origine fossile, ma si cerca un produzione da tale fonte efficente partendo dalla co-generazione diffusa energia elettrica calore negli edifici più energivori. Potrebbe ciò portare investimenti cospicui, ma come incentivarli e con quali risorse?
Incentivi anche alla produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti rinnovabili e alla micro-cogenerazione diffusa la normativa del conto energia, vincolandola ai kW riversati in rete nelle ore di punta ed escludendo i chilowattora prodotti nelle ore vuote. In tale modo si vuole incentivare la produzione nei luoghi e nelle ore che più si ha bisogno di energia. Ottima idea, ma da verificarne l'applicabilità.
Un svolta verde con un'applicazione rigorosa della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica, anche in considerazione dell’incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che essi comportano; infatti l'energia più pulità è il risparmio. Va bene investimenti in tale settore, ma verificandone i risultati.
Le produzione distribuita di energia termica da fonti rinnovabili deve esser incentivata in particolare le biomasse vergini, in piccoli impianti finalizzati all’autoconsumo, con un controllo rigoroso del legno proveniente da raccolte differenziate ed escludendo dagli incentivi la distribuzione a distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impatto ambientale. E' un'azione sensata che porterebbe a rivalutare alcuni impianti a biomassa. Si guarda alla raccolta delle biomasse vergini di scarto recuperando un rifiuto sottoforma di energia. A mio avviso andrebbe previsto anche un utilizzo della produzione locale di biomassa e di ciò che proviene da raccolte differenziate senza ricerca di materiale proveniente da zone distanti.
Gli incentivi CIP6 alla combustione dei rifiuti in base al loro inserimento, privo di fondamento tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili deve esser eliminato. Credo che su questo punto si deve trovare una soluzione per i rifiuti che non possono esser differenziati. Se non si vogliono inceneritori a mio avviso si deve prevedere anche che ci possa esser un recupero energetico di tali rifiuti. Sicuramente sugli incentivi CIP6 a tale fonte energetica va fatta una riflessione, ma a mio avviso su essa non si deve avere preconcetti. Non so se il Movimento sul punto è contro solo agli incentivi o anche alla fonte in se?
Tutti i rifiuti devono diventare risorsa e credo che la previsione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici sia ottima, ma va coinvolta la popolazione in modo da dislocare le struttture dedicate in zone adeguate.
Il petrolio e la benzina la fanno ancora da padroni come combustibili per trazione (automobili e veicoli in genere) e la legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando all’incremento della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a ciò mi sembra un ottima idea. Unica perplessità è basata sul fatto se gli stessi possono esser utilizzati nei motori presenti nei nostri veicoli. Sono compatibili? Come si pensa eventualemente superare eventuali problemi?
L'estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli impianti di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW è un ottima idea in quanto si potrebbe sfruttare l'energia che si posso produrre nei micro impianti nelle case. E' a costo zero o quanti investimenti prevedono? Non si sa.
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martedì 10 luglio 2012
Considerazioni su proposta RIMETTIAMOCI IN MOTO! Qual'è l'idea e quale il ruolo delle nuove tecnologie applicate.
Il sito ripartenza e sviluppo vuole provare a dare un'idea di come far ripartire il paese in modo sostenibile.
L'idea di Pasquale Nesi è innovativa in quanto vuole inventare due tipi di autovolontariato che si legano tra loro.
Il primo tipo di volantariato. Il primo tipo di volontariato è legato alla produzione lasciando all'azienda delle ore in più di produzione in modo di far aumentare la ricchezza. La maggiore ricchezza crea maggior consumo e maggior quantità di rifiuti.
Il ciclo dei rifiuti. Ed eccoci quindi che il consumatore non sarà più consumatore, ma anche produttore di ricchezza anche attraverso la differenziata e il suo trattamento. La renumerazione avverrebbe in questi termini:
Il sistema remunerativo, per il lavoratore volontario, prevede un meccanismo VIRTUALE nell'immediato, REALE negli effetti di breve e di lungo periodo.
A seconda delle tariffe già esistenti, sul badge magnetico di cui ho parlato nella sezione "il ruolo fondamentale delle tecnologie elettroniche" saranno registrati gli importi maturati in valuta, al lordo di IRPEF naturalmente non dovuta, data la natura dell'attività volontaria svolta. I redditi "virtuali" così maturati saranno portati in deduzione dal reddito imponibile a fine anno.
Ma non basta. Il lavoratore volontario avrà diritto ad uno sconto sull'IVA SU QUALUNQUE TIPO DI ACQUISTO DI BENI O SERVIZI (l'unico limite imposto riguarda i beni di valore eccedente la somma di € 10.000,00 per i quali si richiede un'attività di volontariato continuativa di almeno 5 -cinque- anni) effettuati in un mese, proporzionalmente al numero di ore lavorate nel corso del mese precedente.
L'idea di per sarebbe malvagia nel far partecipare il consumatore ai frutti di una raccolta differenziata spinta, ma la retribuzione si baserebbe su uno sconto fiscale IRPEF e IVA essendo i ricavi del volontariato virtuali. Come si finanziano tali sgravi fiscali? Un bel dilemma.
Il problema del ciclo dei rifiuti. Nei termini della proposta poi sembra che tutti i rifiuti posso diventare risorsa, ma le attuali tecniche non consentono ciò. C'è poi il problema della normativa sui rifiuti il Dlgs 152/2006 che classifica il rifiuto in varie categorie, tra le quali la pericolosità. Tutti i rifiuti potrebbero esser differenziati e trattati da volontari? Si prevede un corso di formazione? La normativa in questione che ho avuto modo di leggere per un corcorso è veramente complessa senza contare la normativa SISTRI (per la verità quest'ultima sospesa) che oltre al trattamento e smaltimento. Va bene che verrebbe conferito tutto (non possibile) alle campane, ma come si fa la tracciabilità del rifiuto per evitare problemi ambientali?
Mi piacerebbe qualche risposta in merito da Pasquale Nesi.

