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martedì 10 luglio 2012

Considerazioni su proposta RIMETTIAMOCI IN MOTO! Qual'è l'idea e quale il ruolo delle nuove tecnologie applicate.

Il sito ripartenza e sviluppo vuole provare a dare un'idea di come far ripartire il paese in modo sostenibile.

L'idea di Pasquale Nesi è innovativa in quanto vuole inventare due tipi di autovolontariato che si legano tra loro.

Il primo tipo di volantariato. Il primo tipo di volontariato è legato alla produzione lasciando all'azienda delle ore in più di produzione in modo di far aumentare la ricchezza. La maggiore ricchezza crea maggior consumo e maggior quantità di rifiuti.

Il ciclo dei rifiuti. Ed eccoci quindi che il consumatore non sarà più consumatore, ma anche produttore di ricchezza anche attraverso la differenziata e il suo trattamento. La renumerazione avverrebbe in questi termini:

Il sistema remunerativo, per il lavoratore volontario, prevede un meccanismo VIRTUALE nell'immediato, REALE negli effetti di breve e di lungo periodo.

A seconda delle tariffe già esistenti, sul badge magnetico di cui ho parlato nella sezione "il ruolo fondamentale delle tecnologie elettroniche" saranno registrati gli importi maturati in valuta, al lordo di IRPEF naturalmente non dovuta, data la natura dell'attività volontaria svolta. I redditi "virtuali" così maturati saranno portati in deduzione dal reddito imponibile a fine anno. Ma non basta. Il lavoratore volontario avrà diritto ad uno sconto sull'IVA SU QUALUNQUE TIPO DI ACQUISTO DI BENI O SERVIZI (l'unico limite imposto riguarda i beni di valore eccedente la somma di € 10.000,00 per i quali si richiede un'attività di volontariato continuativa di almeno 5 -cinque- anni) effettuati in un mese, proporzionalmente al numero di ore lavorate nel corso del mese precedente.

L'idea di per sarebbe malvagia nel far partecipare il consumatore ai frutti di una raccolta differenziata spinta, ma la retribuzione si baserebbe su uno sconto fiscale IRPEF e IVA essendo i ricavi del volontariato virtuali. Come si finanziano tali sgravi fiscali? Un bel dilemma.

Il problema del ciclo dei rifiuti. Nei termini della proposta poi sembra che tutti i rifiuti posso diventare risorsa, ma le attuali tecniche non consentono ciò. C'è poi il problema della normativa sui rifiuti il Dlgs 152/2006 che classifica il rifiuto in varie categorie, tra le quali la pericolosità. Tutti i rifiuti potrebbero esser differenziati e trattati da volontari? Si prevede un corso di formazione? La normativa in questione che ho avuto modo di leggere per un corcorso è veramente complessa senza contare la normativa SISTRI (per la verità quest'ultima sospesa) che oltre al trattamento e smaltimento. Va bene che verrebbe conferito tutto (non possibile) alle campane, ma come si fa la tracciabilità del rifiuto per evitare problemi ambientali?
Mi piacerebbe qualche risposta in merito da Pasquale Nesi.