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mercoledì 7 aprile 2021

Alcuni chiarimenti sul nuovo regolamento erogazioni contributi del Comune di Canal San Bovo

Canal San Bovo. Il 10 febbraio 2021  è stato adottato con delibera del 10 del Consiglio Comunale il nuovo regolamento per l'erogazioni di  contributi,  sovenzioni ed altre agevolazioni del Comune di Canal San Bovo (qui). Su alcuni punti si è voluto porre delle domande e ringrazio l'assesore alla comunicazione Jessica Taufer e a la biblioteca di Canal San Bovo per le risposte.

All'art.2 è fatto un elenco dei settori in cui le associazioni, enti, etc. che vogliono accedere a sovvenzioni e contributi possono lavorare, come mai è previsto sotto attività culutali ed educative è previsto un concessione contributo Associazione Ecomuseo del Vanoi?  L'Ecomuseo del Vanoi compare nell'ambito delle attività culturali ed educative poiché la finalità principale dello stesso è quella della ricerca scientifica nel settore culturale. L'Ecomuseo viene citato nell'articolo 2 del Regolamento perchè svolge svariate attività per le quali necessita di ricevere contributi ad hoc. L'Associazione Ecomuseo del Vanoi ha una convenzione con il Comune in quanto i soggetti interessati sono molteplici.

In passato era previsto un contributo praticamente fisso diviso tra Ecomuseo e Consorzio turistico, come mai nei settori dell'art.2 non è stato previsto una concessione di un contributo al Consorzio Turistico del Vanoi?  Il Consorzio Turistico del Vanoi non viene citato nell'articolo 2 poiché, essendo considerato un'associazione, può richiedere contributi con le stesse modalità previste per gli altri enti, come previsto dall'articolo 4 del Regolamento. Diversamente agli anni precedenti, le Pro Loco che necessitano di contributi possono fare richiesta in modo autonomo senza dover passare tramite il Consorzio Turistico del Vanoi.

E  'prevista la documentazione sull'attività sia in caso di contributo per l'attività ordinaria sia per le singole manifestazioni, essendo due tipologie di contributi diversi; come mai? Come mai oltre alla documentazione è previsto per la concessione del contributo anche il fatto che nel caso dell'attività ordinaria esso possa esser limitato al disavanzo e nel caso delle manifestazione non venir concesso in caso si trovino altre risorse che coprono la totalità della spesa? Non si disincentiva in tal modo la ricerca di risorse da privati e altri enti?   Le associazioni, i comitati, gli enti pubblici ed i soggetti privati che richiedono la concessione di un contributo, qualora si verificasse la presenza di pareggio o di avanzo in cassa, non riceveranno il contributo da parte del Comune in quanto il necessario risulta già finanziato (vincolo di bilancio essendo denaro pubblico). Il soggetto è tenuto a richiedere, infatti, solo quanto necessario per lo svolgimento dell'attività in parola. Attraverso questa modalità contributiva gli enti o i privati sono maggiormente incentivati nella ricerca di nuovi progetti e idee innovative, anche persenguendo una collaborazione reciproca come più volte auspicato dall'Amministrazione comunale.

Come mai  si prevede una documentazione semplificata quando il contributo è concesso ad altro comune? L'operato di un Comune prevede una documentazione semplificata essendo già ente certificato e quindi soggetto a controlli (tracciabilità pubblica).

Come mai si è previsto il cordinamento delle eventi e manifestazioni in capo alla Biblioteca Comunale e non in capo al Consorzio Turistico? Quale la motivazione e i benefici di tale assegnazione di compiti? Il ruolo di coordinamento degli eventi è stato affidato alla Biblioteca comunale in quanto organo del Comune, con lo scopo di evitare sovrapposizioni di eventi e manifestazioni nell'ambito dello stesso territorio.


Regolamento per erogazione contribuito definitivo CANALSANBOVO

giovedì 29 maggio 2014

Viabilità in Trentino Orientale: Tesino e Vanoi

La viabilità del Trentino Orientale è stata una delle protagoniste della seduta del Consiglio Provinciale di Trento del 27 maggio 2014 e questo grazie alla mozione 104/XV presentata da Marino Simoni di Progetto Trentino che chiedeva la messa in sicurezza della Sp 78 del Tesino.

In sede di trattazione di tale mozione è stata trattata anche la mozione 109/XV presentata da Maurizio Fugatti Lega Nord e in merito la questione annosa della realizzazione della variante sulla Sp78 e del collegamento attraverso tunnel tra Caoria e Val di Fiemme.

In sede di esposizione della Mozione 104/XV Marino Simoni ha messo in luce come essa sia il principale collegamento stradale tra tesino e la Valsugana e come la stessa stia scivolando verso valle e mostra continue crepe a causa dei movimenti del sottostante terreno sabbioso. Si chiede quindi un impegno della Giunta per valutare le problematiche geologiche e infrastrutturali della strada provinciale, e a stanziare i fondi necessari per un intervento adeguato, completo e definitivo per la messa in sicurezza dell'infrastruttura e dei suoi percorritori. In tal modo si darebbe una seria viabilità ad una zona che non può essere ancora emarginata e tenuta in balìa degli eventi".

Maurizio Fugatti ha voluto evidenziare invece il problema politico e le promesse non mantenute che l'hanno portato alla mozione 109/XV. Infatti la Provincia avrebbe ha continuato a procrastinare l'intervento con il pretesto che sarebbe stata realizzata la cosiddetta "Variante del Tesino". Nulla oggi si sa di queste promesse, per cui il malcontento e la protesta dei residenti sono progressivamente cresciuti. La mozione della Lega chiede in particolare il finanziamento e la realizzazione della Variante del Tesino.

La Giunta si è espressa favorevolmente al dispositivo della mozione 104/XV accogliendo quindi la sollecitazione dell'intervento di messa in sicurezza della SP78 . L'assessore Gilmozzi e ha anticipato il sì della Giunta sul dispositivo ma non sulla premessa affermando: "Consegneremo una relazione che dimostra come la Provincia non abbia mai sottovalutato i problemi della SP 78, abbia elaborato un'approfondita analisi geologica per monitorare le frane e stabilito una strategia di intervento da cui emerge che occorre sostenere la strada a monte. C'è una strategia e un intervento che non è solo sulla carta, ma è finanziato e siamo molto più avanti di quanto richiesto".

Per quanto riguarda la mozione 109/XV di Maurizio Fugatti la Giunta Provinciale si è espressa negativamente. Il Tunnel Vanoi-Fiemme e la Variante del tesino costerebbero rispettivamente 534 milioni e un miliardo di euro e, come la Giunta ha già dichiarato, non risultano sostenibili dal bilancio provinciale. Sarebbe quindi da irresponsabile assumere impegni non realizzabili in questa direzione. La Variante del Tesino è inoltre fatta slittare dopo il 2018.

Rodolfo Borga di Civica Trentina ha ricordato che cospicue risorse del bilancio provinciale sono già vincolate e inutilizzabili nei prossimi anni, mentre altre non possono essere spese a causa del patto di stabilità. Il mancato appalto della sistemazione della SP78 sarebbe quindi della Giunta Provinciale che ha bloccato le risorse per la realizzazione delle opere pubbliche finanziate dal Fut impedendo ai Comuni di procedere con gli appalti. Così non è stata appaltata nessuna opera entro la fine della scorsa legislatura.

Giacomo Bezzi di Forza Italia è favorevole alla mozione della Lega osservando che il problema è il calo delle risorse per gli investimenti in opere pubbliche; in quanto si è privilegiato la spesa correte nell'ultimo assestamento di bilancio. Si sta indebolendo ulteriormente la condizione delle valli rispetto alle città.

Simoni accetta le critiche provenienti dall'assessore circa la premessa volendo portare a casa il dispositivo. Ci sarà quindi un voto disgiunto come chiesto da Gilmozzi tra premessa e dispositivo aspettandosi dalla Giunta la disponibilità ad affrontare nel suo complesso la questione del disagio derivante dalla transitabilità di questa e altre strade.

Fugatti prende atto che non ci sono soldi per la variante del Tesino chiedendo che "i rappresentanti locali del centrosinistra che vanno nelle valli a fare false promesse, devono smettere di dire che quest'opera si farà. Non si può prendere in giro la gente: prendetevi la responsabilità di dichiarare di aver fatto una promessa che non possiamo mantenere". La votazione viene richiesta per parti separate il voto separato dei tre punti del dispositivo.

Sulle risorse l'assessore Gilmozzi ha replicato ricordando che per le opere pubbliche la Provincia ha in cassa più di un miliardo e mezzo di euro e vanta crediti dallo Stato per più di tre miliardi di euro. La Provincia può permettersi di realizzare le opere annunciate, ma quest'anno sono intervenute riduzioni di spesa così significative per cui siamo passati da un programma di interventi da un miliardo e mezzo di euro a 900 milioni di euro. Per questo abbiamo detto con onestà le cose che si possono fare subito e le opere da spostare più avanti, tra le quali anche la Variante del Tesino, programmata tra il 2018 e il 2022. A Borga Gilmozzi ha ricordato che la Provincia non ha fatto mancare le risorse per le opere pubbliche locali (300 milioni) ma ha voluto responsabilizzare i Comuni perché indicassero le priorità. Vero invece che il patto di stabilità oggi impedisce investimenti.

Chiara Avanzo del Partito Autonomista Trentino Tirolese vota ad entrambe le mozioni in modo favorevole anche se quella di Marini Simoni non aggiunge nulla a ciò che è stato già chiesto da lei mesi fa. Ritiene inoltre l'intervento dello stesso un po' tardivo e più teso a cavalcare un facile populismo demagogico che a risolvere il problema". Avanzo critica la proposta di realizzare nuove strada, votando però favorevole anche alla proposta della Lega Nord. Esclude che si possano affidare a ditte locali i lavori per la realizzazione della Variante ("cosa auspicabile ma impossibile").

Kaswalder del Partito Autonomista Trentino Tirolese ricorda di non aver mai promesso niente a nessuno in campagna elettorale, ma di aver sempre fatto presente le difficoltà economiche della Provincia e degli enti locali. Afferma inoltre che "Non si può quindi indebitare l'ente pubblico perché qualcuno poi questi debiti li dovrà pagare Le risorse per la Variante del Tesino c'erano, ma purtroppo la popolazione si era opposta e oggi occorre assumersene la responsabilità".

Silvano Grisenti di Progetto Trentino si chiede come Chiara Avanzo possa tacciare di demagogia la mozione di Marino Simoni e poi votarla. Lui voterà ad entrambe facendo presente che lui sollecitò il presidente Ugo Rossi a precisare cosa si può e non si può fare, e anche cosa si deve fare. La spesa corrente inoltre è dove si deve agire anche se afferma "che Roma ci deve risorse (perché non ce le può dare)".

Rodolfo Borga ritiene le accuse della Avanzo rivolte a Simoni di demagogia ingiuste. La stessa inoltre aveva garantito prima delle elezioni che il centro diurno del Tesino sarebbe rimasto aperto e che la Variante sarebbe stata fatta. Il primo è stato chiuso e la Variante viene rinviata. Tuona inoltre con i Patt afermando che "Con le vostre clientele e promesse avete fatto dei trentini un popolo di schiavi". Chiede inotre Gimozzi:Quando è intervenuto il patto di stabilità che vi ha impedito di spendere questi soldi: il lunedì dopo le elezioni o il mese prima?"

Giacomo Bezzi parla apertamente di lobbu trentine che impediscono la realizzazione della variante del Tesino chiedendone la rottamazione come di quelle nazionali.

Maurizio Fugatti vista la posizione avanzo chiede al PATT di esprimersi. Rivolto poi a Gilmozzi sulle risorse segnala che forse si potevano trovare nei tre quattro anni ove si è spso molto per la solidarietà internazionale.

Nerio Giovanazzi di Ammistrare Trentino condivide le due mozioni. Sulla Variante del del Tesino è sicuro che non si farà e chiede ai consiglieri di maggioranza di dire la verità. Oltre a problemi finanziari esistono problemi geologici.

La mozione Simoni viene approvata all'unanimità senza la premessa che viene respinta con 17 voti contrari e 10 favorevoli. La premessa e i tre punti del dispositivo della mozione Fugatti vengono respinte con 17 voti contrari e 10 favorevoli.

domenica 22 dicembre 2013

La collocazione della Biblioteca di Ateneo: intervista alla rettrice dell'Università di Trento Daria de Pretis

All'incontro Università, Provincia e Comune di Trento del 3 ottobre è emerso che la Biblioteca di Ateneo poteva essere positivamente ospitata nell'edificio che dove doveva esser ospitato il Centro Congressi nel quartiere Le Albere. E' stato inoltre chiesto un collegamento diretto tra la città e la biblioteca all'altezza del CTE (Centro Fiere).

Si sono posti alcune domande alla rettrice dell'Università di Tento professoressa Daria de Pretis.

1. Dopo diversi anni in cui si prevedeva di realizzare la biblioteca a San Severino, quali motivazioni hanno portato a spostare la stessa alle Albere? Ragioni di spesa e di tempi. L'opera in corso di costruzione da parte della Provincia nella zona delle Albere è già finanziata, mentre la biblioteca di Sanseverino dovrebbe essere finanziata con un importo che non sarebbe al momento in alcun modo disponibile. Il lunghissimo iter per la realizzazione della biblioteca a Sanseverino, partito nel 2002, e il fatto che ad oggi il Comune non abbia ancora assunto nemmeno il primo atto di quella procedura (l'autorizzazione alla deroga), fa pensare che, anche a prescindere dalla questione della spesa, comunque non si riuscirebbe ad avviare la realizzazione dell'opera in tempi ragionevoli per corrispondere alle esigenze dell'Ateneo, che da troppo tempo attendono di essere soddisfatte.

2. Come si risponde alle accuse che si voglia coprire l'errore di un acquisto di uno stabile alle Albere come Centro Congressi da parte della Provincia di Trento? Che il tema è estraneo alle decisioni dell'Ateneo. La Provincia ci ha offerto una soluzione che a noi è sembrata da valutare e che si prospetta utile per gli interessi dell'Ateneo. Non è compito dell'Università fare il processo alle scelte della Provincia. In questo momento del resto, valutati tutti gli elementi noti, la decisione di convertire l'immobile a biblioteca di ateneo appare del tutto ragionevole, anche dal punto di vista della Provincia.

3. Sono stati realizzati diversi progetti che sono costati in merito alla biblioteca a San Severino, chi ha sbagliato pagherà?La valutazione sui comportamenti di chi ha preso le decisioni che hanno condotto alla situazione attuale non spetta agli organi dell'ateneo. Osserviamo solo che le condizioni sono cambiate nel tempo (e sono cambiate molto), come è noto a tutti, e che ogni valutazione va fatta tenendo conto del contesto nel quale fu assunta.

4. All'area in zona San Severino che sbocco si prevede?Sarà deciso in ragione delle esigenze e delle competenze dell'Università. In ogni caso insieme al Comune.

mercoledì 19 giugno 2013

Edilizia: discussione sugli interventi di sostegno in Comunità di Valle del Primiero

Domani, 20 giugno 2013, alle ore 20 si terrà presso la Comunità di Valle nella sala Negrelli un incontro importante per spiegare la Legge della Provincia di Trento n. 5 del 15 maggio 2013. Una legge che si prefigge di dare una boccata d'ossigeno ad un settore l'edilizia che paga duramente la crisi.

Alla serata di cui qui è possibile vedere la locandina parte dal titolo della legge "Ulteriori interventi a sostegno del settore economico e delle famiglie.

E' importante partecipare all'incontro sia da parte delle famiglie sia da parte degli operatori del settore per capire meglio la legge e di come la stessa possa dare respiro ad un settore in crisi e che tipo di interventi si possono fare sfruttando tali risorse. Sarà importante poi approfondire l'aspetto delle eventuale complementarietà con le risorse già messe in campo dal governo come le detrazioni che arrivo pure al 65% per interventi di tale tipo.

Le elezioni provinciali di quest'anno si avvicinano e c'è chi usa toni trionfalistici su questa legge, ma come apparso sull'Adige del 18 giugno 2013, a pagina 46 esistono anche chi riserva dubbi. Dubbi prima di tutto sulle risorse che sembrano poche. Talmente poche che possono sembrare fumo negli occhi dell'elettore. Tale lettera poi mette in luce come più che alle famiglie sia un modo per mettere in campo subito interventi per sollevare il settore edile spesso con difficoltà di accesso.

Personalmente allo stato dei fatti non posso dare un giudizio alla normativa ma solo rilevare che esistono punti critici che vanno approfonditi. Appena possibile approfondirà la materia e ne darò conto: il primo passo sarà l'incontro giovedì a cui invito a partecipare.

sabato 6 aprile 2013

L'Ostello di Caoria si farà

L'Ostello a Caoria vede un nuovo tassello verso la realizzazione con l'approvazione del progetto definitivo redatto dal geometra Ratttin Luigi. L'approvazione è avvenuta all'unanimità il 2 aprile 2013 con l'uscita, comportamento corretto, di Rattin Giulia in quanto figlia del progettista.

Il progetto vede due lotti funzionali per una spesa complessiva di 1.972.657,28 cui € 1.145.423,00= per il lotto funzionale numero uno ed € 827.234,28= per il lotto funzionale numero due. Il progetto in due lotti era già stato discusso in preliminare nel Consiglio comunale di Canal San Bovo del 28/12/2012.

La ricerca di fondi. Inizia con l'approvazione di del progetto definitivo la ricerca dei fondi. Una ricerca che può iniziare subito grazie all'immediata esecutività della delibera. Verrà presentata domanda di contributo alla Provincia di Trento sulla legge di settore. Si dà mandato in tal senso al sindaco per la sottoscrizione della domanda di finanziamento su legge di settore presso il competente Servizio della Provincia Autonoma di Trento.

Le motivazioni. La motivazione è la volontà della Giunta Comunale di incentivare l’offerta turistica della zona e sostenere l’economia del settore.

Sicuramente una tipologia nuova di struttura come questa e come l'albergo diffuso può arricchire l'offerta ricettiva, sebbene esistono strutture che nei fatti non lavorano per tutto l'anno o sempre a pieno regime.

Il drammatico problema del nostro turismo. Il nostro turismo può avere bisogno in parte di nuove strutture e credo che le stesse vanno fatte dal privato imprenditore che deve trovare nel Vanoi un ambiente attrattivo per l'investimento.

E' inutile nasconderselo sebbene abbiamo un ambiente invidiabile non siamo attraenti per il turista, in quanto in termini di offerta di attività da fare sul nostro territorio siamo scarsi. Ci sono le Proloco, l'Ecomuseo, gli Animatori, gli Alpini, etc.. che rendono più vivo la nostra Valle; ma non basta. La nostra valle si presterebbe ad una riqualificazione complessiva con una migliore gestione e utilizzo in primis del torrente Vanoi e del nostro ambiente per il turismo attraverso anche gli sport che in molti casi si sposano bene col nostro ambiente. Un settore questo che potrebbe vedere una presenza maggiore del settore pubblico anche incentivando chi vuole sviluppare tale settore.

Si deve capire che se non attraiamo il turista con una gestione diversa del turismo attraverso proposte concrete e non basandoci solo sulla superiorità ambientale non andiamo da nessuna parte. Serve che il turista arrivi nella nostra Valle e oltre alla sua bellezza la senta viva e da poter vivere. Solo facendo riscoprire con diverse proposte e attività la nostra Valle potremmo pensare che un settore turistico si possa sviluppare. La bellezza guai toccarla, ma se è questa il solo motivo per cui viene un turista non si potrà mai fidelizzarlo. Sono passati in tal senso i tempi delle seconde case e del turismo facile oggi il turista te lo devi guadagnare.

Altro problema è la stagionalità del nostro turismo che si concentra in maggioranza sull'estate. Questo deve finire destagionalizzando il turismo creando offerte diverse per le diverse stagioni. Solo facendo così si potranno attirare investimenti privati preziosi per sviluppare il settore.

E' ambizioso uno sviluppo fatto in questo modo ma sarà possibile farlo solo se si fa comunità. Spesso invece anche con utilizzo di marchi differenziati si ha la sensazione che le varie frazioni si facciano la guerra, anche attraverso manifestazioni sovrapposte, dividendosi una torta che non cresce. Investiamo nella nostra zona senza doppioni ma valorizzando le caratteristiche di ogni zona e proponiamoci meglio assieme ne abbiamo da guadagnare tutti. Su questo punto mi piacerebbe sentire meglio le idee dell'amministrazione su questi punti e meno su nuove strutture ricettive.

giovedì 4 aprile 2013

La campagna elettorale per le provinciali sono iniziate in casa PD

Dopo che Progetto Trentino ha scoperto le carte anche in carta PD qualcuno scopre le parte Luca Zeni. Una generazione nuova del PD Trentino che apre con questa iniziativa del 06 aprile 2013 la stagione delle provinciali nel PD.

Sabato 6 aprile 2013 in via brennero, 113 a Trento alle ore 17.30 è questo l'appuntamento col cambiamento che Luca Zeni da a tutti per costruirlo assieme per mettere il trentino in moto. Tutto questo non nella continuità ma nell'ambizione di cambiare il Trentino scrivendo il miglior programma per la provincia con le energie migliori in campo Serve una visione comune: la consapevolezza che cambiare le cose è possibile.

Ecco quindi il significato di Start! partenza per il futuro. Un futuro che parte da "Start" un luogo di approfondimento e di elaborazione di proposte concrete con l'aiuto di tutti coloro che credono in un Trentino capace di rinnovarsi, di fungere da esempio per tutte le altre regioni, un Trentino innovativo, che valorizzi tutte le nostre potenzialità. Questo per creare una corrente di pensiero moderna, umile e realista. Ma per farlo abbiamo bisogno del contributo di tutti voi.

Il PD ha visto in parte come un'iniziativa che porta divisione, ma è pur vero che se il PD non vuole perdere alle provinciali deve inventarsi qualcosa. I problemi però sono anche di caolizione visto che l'UPT ha visto un ritorno di Silvano Grisenti che sembra coalizzare sia forze di quel mondo che di esperienze diverse, prendendo da destra a sinistra.

Non vorrei che nel PD prevalesse l'immobilismo in attesa di cosa succederà a livello nazionali con elezioni sempre più vicine magari a giugno. Vedremo se verrà tale esperienza valorizzata.

sabato 22 dicembre 2012

Referendum per il passaggio della Provincia di Piacenza alla Lombardia

Dopo l'approvazione della legge 135/2012 che all'articolo 31 prevede il riordino delle province e ciò avrebbe toccato anche Piacenza. Senza entrare in leggi complesse sul referendum e sull'iter approfondiamo con il consigliere provinciale del PDL Filippo Bertolini i tratti che hanno portato prima alla richiesta del referendum per il passaggio della Provincia della Lombardia e poi alla rinuncia del referendum stesso.

Filippo Bertolini

Quando si è iniziato a parlare di referedum? La delibera del consiglio della Provincia è del 24 settembre 2012 e origina dal fatto che si voleva riorganizzare le Province con la Legge 135/2012 e che Piacenza sarebbe andata sotto Parma.

Ovviamente però le motivazioni presenti in delibera sono maggiori e fanno riferimento alle connessioni che sempre Piacenza ha con la Lombardia e che già nel 1947 veniva richiesto un referendum in tal senso.

E poi come mai siete arrivati a rinunciare al referendum. Il procedimento per svolgere un referendum è complesso e ciò ha portato il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto presidenziale , sottoscritto dal Presidente della Repubblica in data 10 dicembre 12, fissando la data dello stesso per il 10-11 febbraio 2013 e ciò non è favorevole. Infatti a parte di questioni ambientali non favorevoli si entra in un periodo elettorale caldo e si vuole evitare che il referendum venga strumentalizzato ad arte e condizioni la campagna elettorale. Ecco perchè in data 17 dicembre 2012 è stata presa la delibera consigliare di revoca.

Non si esclude più avanti se le condizioni lo permetteranno di riprendere in mano il discorso e fare il referendum in futuro.

mercoledì 19 dicembre 2012

Intervista a Enzo Raisi sul centro storico di Bologna

Trattiamo oggi il tema che sopratutto nelle grandi città ma anche nei piccoli paesi inizia ad esserci: l'utilizzo del centro storico e la mobilità nello stesso. La prospettiva è quella dell'on. Enzo Raisi di Fli che ringrazio per l'intervista sul centro storico di Bologna.

La chiusura del centro avviene anche in altri comuni italiani, come mai così contrario? In primo luogo io non sono contrario pregiudizialmente alla chiusura del centro storico di Bologna. Da assessore al commercio ho pedonalizzato alcune aree del centro storico a cominciare dal Quadrilatero. Detto ciò Bologna è l'unica città in italia ad avere un centro storico così ampio e così pieno di attività commerciali da essere definito un centro commerciale all'aperto. Se si desidera procedere a chiusure di questo tipo in primo luogo ci si deve dotare di mezzi di trasporto pubblico moderni, veloci e comodi. la tecnologia e la rete del trasporto pubblico di Bologna risalgono a 40 anni fa: improponibile. Una chiusura senza pianificazione e servizi significa desertificazione commerciale con il degrado che ne è la conseguenza.

Qual’è la sua proposta per rivitalizzare il commercio in centro storico? Non toccare i dehors, anzi dare maggior spazio a questo tipo di strutture, creare eventi che coinvolgono anche la fiera e l'aeroporto di Bologna per creare incoming con l'ausilio delle compagnie aeree low cost che operano su Bologna. Per attrarre persone verso il centro storico non espellerle.

Quali mobilità per le grandi città? Una citta' come Bologna merita una metropolitana che colleghi la provincia di Bologna nelle parti di pianura, il centro storico e le infrastrutture importanti: stazione ferroviaria, fiera e aereoporto.