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sabato 10 maggio 2014

I lavori sulla Sp79 del Broccon partiranno in estate?

Qualcuno di voi si ricorderà quando 11 marzo 2014 riportai la risposta dell'assessore Gilmozzi alla consigliera Chiara Avanzo del Patt in merito alla interrogazione a risposta immediata del 28 febbraio 2014 sui lavori di messa in sicurezza della Sp79

Il 7 febbraio 2014 aveva presentato una interrogazione la nr. 170 anche il M5S, attraverso i consiglieri Bottamedi Manuela e Degasperi Filippo, che però ebbe risposta solo il 16 aprile 2014. La stessa chiedeva in merito ai lavori che si prevedeva per il completamento dell'opera e quanto ammontavo gli investimenti e la tempistica.

Ora dopo che con la Lega Nord si era risposto che si sarebbe f completato l'opera quando ci sarebbero state le risorse e dopo aver detto alla Chiara Avanzo si parlava dell'estate nella risposta al M5S arriva un altro segnale.

In risposta alla interrogazione del M55S si è parlato del primo lotto di lavori eseguiti nel 2003-2007 e di un secondo lotto di 2,5 che prevedeva di una galleria paravalanghe al Km 26 della SP79 e di reti paravalanghe sui versanti "Pizzo degli Uccelli" e Sasso Rosso. Alla stato i paravalanghe sono conclusi, mentre la galleria paravalanghe non è ultimata per fallimento delle due ditte che hanno lavorato.

Manca per concludere il prolungamento di 50 metri di galleria oltre una altro intervento con reti paravalaghe oltre che alcune opere di finitura.

Tali lavori ammontano a 1,8 milioni e serve un ulteriore finanziamento di 800 mila euro. L'attuale congiuntura economica pesante pone forti vincoli sul nuovo Piano delle opere 2013-2018 ma è intenzione finanziare l'opera nel prossimo aggiornamento del piano. In sede di bilancio di assestamento e quindi nel Nuovo Piano Generale della Viabilità 2014-2018 si darà corso alla progettazione e ai lavori per assicurare la messa in sicurezza nel più breve tempo possibile la tratta in parola.

Sono in questa risposta i contorni temporali più sfumati ma certo ci si augura che sia rispettati i tempi del periodo estivi della risposta all'interrogazione a risposta immediata della Chiara Avanzo.

mercoledì 5 marzo 2014

Qualche risposta sull'odissea di raggiungere il Broccon dal Vanoi

Oggi è stata una giornata che ha portato un po' di chiarezza sullo stato della messa in sicurezza della strada Sp79 tra il km 26 e 31,6 Km interessato da valanghe che hanno portato anche quest'anno ad una chiusura per molti giorni della strada a causa delle valanghe. L'occasione per la chiarezza è la risposta data dall'assessore Mauro Gilmozzi all'interrogazione della Lega Nord con primo Firmatario Maurizio Fugatti.

La storia. Su tale tratto sono stati compiuti interventi di messa in sicurezza con la realizzazione delle gallerie paravalanghe e la posa di fermaneve. I lavori sono stati divisi in due lotto Il primo lotto ha portato alla realizzazione della galleria di mezzo tra il 2003 e 2007 con una spesa di 6,5 milioni di euro in modo corretto come da progetto. Il responsabile della commissione valanghe del Tesino, già in fase di realizzazione l'ha ritenuta insufficiente.

Si è poi proceduto al secondo lotto per un costo di 2,5 milioni ad oggi non terminato per fallimento di ben 2 imprese appaltatrici. In corso d'opera si è ritenuto di fare una variante che prolungava la galleria di 34 metri per coprire la parte residua del canalone dove si sono verificati fenomeni valangativi. Dal 2012 la variante non è stata messa in opera per il fallimento della seconda impresa esecutrice.

Si è liquidata la parte eseguita dopo i controlli di contabili, tecnici e normativi. Per legge risulta possibile tutelare solo i subappaltatori, mentre per gli altri soggetti (fornitori, prestatori di serivizi, etc..). L'appalto tra l'altro è stato bandito dalla Comprensorio della Bassa Valsugana e Tesino.

Il progetto definitivo è stato redatto dall'ing. Giorgio Ceriani sia per il primo e secondo lotto ed è stato approvato dal Comitato Tecnico Amministrativo (23/01/2001) senza che la Conferenza di Servizi (23/03/2001) abbia sottolineato criticità sulla lunghezza.

Cosa si intende fare. L'amministrazione provinciale è intenzionata di finanziare, compatibilmente con le risorse, la riprogettazione dell'intervento con la copertura integrale del tratto tra le due galleria. Quest'intervento fa lievitare l'intervento per la messa in sicurezza di 800 mila euro. Una volta reperite le risorse si procederà con la progettazione, appalto per il completamento dell'opera nel minor tempo possibile.

giovedì 4 luglio 2013

Il Vanoi entra attraverso un'interrogazione di Rattin Giovanni in Comunità di Valle

Ieri alle 20.30 la Comunità di Valle ha dedicato uno spazio al Vanoi grazie all'interrogazione di Rattin Giovanni, PATT, che chiedeva lumi circa il progetto di recupero ambientale nella zona che va dal viadotto ponte di Ronco fino alla confluenza sul Vanoi.

Premessa. Tale interrogazione parte dalla costatazione che il piano territoriale prevede un turismo che vada oltre lo sci. Uno sci che vedeva un 45% di persone che lo vedevano parte della loro vacanza mentre oggi si è al 37%. E' anche evidente che non si può rimanere con stagioni corte, ma che la stagione turistica va allungata. Per fare ciò si deve dare esperienze uniche.

Il progetto di recupero ambientale. Il progetto di recupero ambientale va nella direzione di dare un miglior utilizzo turistico oltre che agricolo della zona interessata dall'intervento. Si chiede lumi su tale progetto di recupero in merito allo stato dell'arte. Ma non ci si ferma qui.

Si chiede inoltre di aprire il dibattito col coinvolgimento degli operatori pubblici nella definizione dello stesso.

In chiusura si chiede di poterne conoscere la tempistica e in tale occasione si precisa che per il Vanoi si investono 10.000 euro per l'area cerci e 20.000 per il parco fluviale che si ritengono "briciole per il Vanoi visto che si investono sui 195 mila euro per segnaletica delle Busarelle.

La risposta dell'assessore Giovanni Battista Fontana dopo aver ascoltato la lettura dell'interrogazione alla quale si è data risposta scritta legge la risposta.

Lo studio di fattibilità in oggetto è stato affidato a Silvio Grisotto che in data 9 maggio ha prodotto il documento di fattabilità per un recupero agricolo e di turismo leggero senza prevedere edificazione.

Il dibattito con altri operatori pubblici e privati è auspicabile e verrà fatto già nella riunione di stasera 4 luglio 2013 ore 20.30 presso l'Oratorio di Canal San Bovo, aperta a tutta la popolazione, alla quale ha invitato Rattin Giovanni a partecipare non avendo ieri il progetto sotto mano visto che lo stesso verrà presentato alla popolazione in tale occasione.

Non si possono usare i sovracanoni BIM che non fanno capo alla Comunità di Valle e non siston risorse per tale intervento e quindi non si può dare una tempistica.

Si è aperto una discussione sui canoni BIM brenta che sebbene in appendice a tale punto è giusto trattare con lo spazio che merita.

Rattin giovanni, ascoltata la risposta, dopo che Gubert Daniele fa notare al presidente che deve chiedere all'interrogante se soddisfatto, si dichiara non soddisfatto della risposta.

venerdì 31 maggio 2013

La Lega Nord risponde al gran rifiuto di Grisenti attraverso Alessandro Savoi

Apprendo con stupore le dichiarazioni apparse oggi sui quotidiani locali con cui il signor Silvano Grisenti, capo carismatico della nuova formazione politica Progetto Trentino, il cui programma è stato presentato sabato scorso a Riva del Garda, afferma che non intende fare alcuna alleanza con il centro destra trentino, rappresentato principalmente da Lega Nord e PDL. Stupore perché tale nuova formazione politica, con il suo relativo progetto si dichiara alternativa all'attuale centro sinistra autonomista che ormai da tanti anni governa la nostra provincia di Trento. Infatti il programma che ha presentato è esattamente quello proposto dal candidato presidente Divina cinque anni fa e sui temi cari alla Lega Nord sui quale si è battuta e si batte da ormai tantissimi anni (comunità di valle, ICEF, priorità ai trentini, ospedali periferici, eccetera).Stupore perché lo sanno anche i meno addetti ai lavori, che l’attuale centro sinistra autonomista li si può finalmente mettere nell'angolo e all'opposizione solo se ci si presenta all'elettorato trentino con una grande coalizione che quindi gioco forza deve comprendere le forze storiche del centro destra trentino (Lega Nord, PDL, Civica, eccetera).Pensare come ritiene il signor Grisenti di fare a meno di queste forze e di poter comunque ritenere di poter vincere le elezioni di ottobre è autentica follia.Piaccia o non piaccia al signor Grisenti, il blocco (il cui progetto è già in fase avanzata) composto da Lega Nord, PDL (in cui speriamo finiscano le fratture interne che fanno male in primis a loro, ma nel complesso penalizzano pesantemente il centro destra), Civica Eccher e autonomisti non più favorevoli a governare con la sinistra, vale almeno (in difetto) il 20% dei voti dei trentini, e quindi è evidente a tutti che senza tali voti, la riconferma dell'attuale maggioranza provinciale è ampiamente e drammaticamente scontata. Ribadisco quanto già espresso nei giorni scorsi, e cioè che questo blocco, che indica come possibile candidato presidente la figura di Maurizio Fugatti è pienamente disponibile a sedersi al tavolo con Progetto Trentino e altre forze che intendono contrapporsi all'attuale maggioranza e se ci si ritrova sul programma (e su questo mi sembra non ci dovrebbe essere alcun problema) è altresì disposto a fare uno o anche più passi indietro se si riesce a individuare un candidato presidente condiviso da tutte le forze di questa grande coalizione. Auspico di cuore che questa straordinaria concreta possibilità di poter finalmente voltare pagina anche in Trentino, da troppi anni governato dalle stesse forze politiche, vada a buon fine e non sia destinato alla sconfitta solo per pregiudizi ideologici, personalismi, presunzione o arroganza di qualcuno.La Lega Nord, con onestà e lealtà è pronta per la battaglia di ottobre per un Trentino diverso, più libero, migliore.

Alessandro Savoi

Presidente Lega Nord Trentino

martedì 30 aprile 2013

Parco Fluviale: cosa si sta facendo e cosa si può fare

In precedenza avevo parlato del Parco Fluviale del Vanoi e avevo messo delle foto circa il degrado. Torno sull'argomento per poter aprire un dibattito circa cosa poterci fare alla luce della risposta dei bacini montani.

Agli stessi risulta che il Comune di Canal San Bovo si stia interessando per la concessione di interventi sulla zona, ma che non ci sia allo stato una richiesta formale in merito.

Il servizio bacini montani non si occupa di manutenzione di panchine o altro e no ha risorse allocabili per la pulizia di piante infestanti nel fiume.

Utilizzo delle area. In merito alle concessioni di tale tipo non vengono generalmente rilasciate consentendo l'edificazioni di strutture fisse sul demanio; in ogni caso vanno considerate le limitazioni le limitazioni della Carta di Sintesi Geologica e del P.G.U.A.P.

La mappa in questione non sembra lasciare possibilità essendo la zona a elevato pericolo idrogeologico superiore al livello medio del PGUAP al quale prevale.

Per la presenza di camper e auto i bacini montani procederanno a rinnovare la cartellonistica di divieto di transito sulle piste e strade arginali richiedendo di aumentare la sorveglianza da parte della polizia municipale e della locale stazione forestale.

Allegato:

Risposta dei bacini montani.

mercoledì 10 ottobre 2012

La risposta del comitato Mamme notav Marco a Ugo Rossi

In data 14 settembre 2012 a Tonadico presso la Comunità di Primiero in sala Negrelli si è tenuta una serata del gruppo Patt. In tale serata si parlato di autonomia e futuro dei trentini. Tra gli argomenti trattati c’erano molte cose, ma a domanda sulla Tav si è risposto che la si appoggia convintamente.

Passata la relazione della serata al gruppo Mamme di marco si è chiesto un parere ad ampio spettro e sulla Tav in particolare. Proviamo a sintetizzarne la risposta.

Impiego di soldi e autonomia. Se si vuole parlare di autonomia come possibilità di scegliere l’utilizzo delle risorse, senza iprocrisia, si deve fare un tentativo serio di utilizzare in modo qualitativo le risorse. Per fare ciò bisogna verificare come state sepese le risorse fino ad oggi attraverso un bilancio serio sul quale basare le analisi. Impiegare bene i soldi pubblici non può essere solo uno slogan.

Clientelismo. Non sempre gli utilizzi sono fatti in modo produttivo, ma spesso si sono foraggiati interessi improdutttivi estranei al futuro che ci attende. In tale settore sono da ricordare:

  1. la valanga di milioni gettata al vento per implementare e sostenere aree sciabili a bassa quota senza alcuna prospettiva di sostenibilità economica;
  2. le spese per l’inceneritore a Trento, un progetto già vecchio alla nascita, così arretrato che per essere portato avanti ha bisogno che venga ostacolata la raccolta differenziata dei rifiuti;
  3. l’ostinata follia del Metroland, che andrebbe non ripensato ma semplicemente cancellato prima di disperdere altri soldi pubblici correndo dietro a un progetto centralista senza garanzia di domanda adeguata.

I finanziamenti delle opere. Le opere con velo propagandistico si afferma che possono contare su capitali privati: attraverso il project financing. Strumenti questi che per esser appettibili hanno come contraltare incentivi inauditi che portano a incrementare sia il debito pubblico trasparente che occulto. Questo perché project financing (finaza progetto) si sviluppo grazie a detrazioni fiscali, sterilizzazione dell’IVA e alle scorereie nel campo delle opere immobiliari di contorno (per esempio il NOT). Esistono però altre opere che hanno trucchi simili per rendere le stesse.

Le infrastutture. Le infrastrutture vedono opere che sono inutili ma che vengono finanziate. La prima opera in tal senso è il progetto della nuova ferrovia veloce del Brennero) finanziata con project bond aperti anche agli istituzionali sviando il risparmio privato. Ma non è l’unico caso.

Altra opera viabilistica che viene vista non abbastanza meritevole degli ingenti investimenti richiesti il tunnel Fiemme-Vanoi. Quest’altra opera potrebbe esser realizzata in deficit recuperando poi con i canoni d’affitto annuali che peseranno sui bilanci futuri a deterimento dei servizi sociali necessari.

Un Trentino questo che non ci piace. Un Trentino questo degli sprecchi e dei progetti tesi a riprodurre potere attraverso favori alle lobbies. Un Trentino al quale ci piacerebbe contrapporne un altro che impiega le risorse per garantire pari opportunità a tutti e servizi sociali ampi e migliori. Per fare ciò bisogna però andare oltre questi incontri-vetrina.