lunedì 18 marzo 2013

Riccardo Fraccaro sul richiamo al codice di comportamento M5S

Appurato che durante l'assemblea di ieri dei cittadini portavoce al Senato si era deciso a maggioranza di votare scheda bianca (salvo smentite) ed appurato che alcuni senatori del M5S hanno votato Grasso, il richiamo al codice di comportamento è non solo condivisibile, ma doveroso. Ciò non significa automaticamente l'espulsione come i giornalisti di regime o le televisioni superficiali vogliono far credere. Richiamare il codice significa in questa circostanza:

  1. Far applicare il principio di trasparenza chiedendo a tutti di palesare il voto;
  2. Far decidere all'Assemblea del M5S in seduta comune (Camera e Senato) se proporre o meno l'espulsione dei senatori che hanno votato Grasso. L'espulsione se proposta a maggioranza dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch'essa a maggioranza.

Quindi una concreta possibilità è che la proposta di espulsione, se ci sarà da parte di un eletto, non venga accolta. In caso contrario vi esprimerete voi cittadini, la vera nostra forza.

STATE SERENI....IL MOVIMENTO RIMARRA' FEDELE A SE STESSO

domenica 17 marzo 2013

Angelus del Papa:"perdono".

Perdono è stata la parola usata oggi dal Santo Padre Francesco per rivolgersi ai fedeli non prima di averli salutati con il "Buongiorno" e aver instaurato con i fedeli sia in piazza che raggiungibili coi media un dialgo.

Il senso della misericordia di Dio. Dio perdona ogni peccato tanto che attraverso il suo figlio Gesù perdona un adultera. Una donna che aveva commesso quindi sopratutto in passato era visto come qualcosa di molto disdicevole. Un atto di misericordia che vide il perdono di Gesù all'adultera chiedendo di non peccare.

Quante volte pecchiamo nella nostra vita come quell'adultera e Dio ci perdona sempre e non si stanca mai di perdonarci. Certo il perdono non è buon mercato ma richiede la nostra responsabilità il nostro riconoscere il nostro errore e volerlo chiedere. Una fatica quello di chiedere che spesso non vogliamo o siamo stanchi di fare, sebbene questo semplice atto ci porterebbe garantire la misericordia di Dio.

L'esperienza del papa in Argentina. L'esperienza argentina che entra nel discorso del pontefice quando ricorda di un celebrazione nel 1999 per la Madonna di Fatima, ove come confessore ottenne una risposta dopo che lui disse ad un'anziana: "lei non ha peccato." L'anziana disse lui: "tutti abbiamo peccato".

Anche il più nascosto e meno visibile figlio di Dio può insegnare qualcosa anche ad un prelato e perfino ad un futuro papa. Un insegnamento pare di legge tra le righe che pure la chiesa deve fare suo.

Spesso anche esponenti della chiesa hanno compiuto peccati e pure crimini ma Dio perdona sempre e se non perdonasse tutto il mondo sarebbe finito. Certo è che pure loro spesso non dimostrano quella responsabilità di riconoscere gli errori e di chiedere perdono. Una responsabilità che ci chiede e che se vogliamo c'è nel gesto del precedente papa Benedetto XVI che si è ritirato a vita privata.

Ecco questo dopo quello della povertà è stato un altro segnale di inizio Pontificato. Se ciò porterà a cambiamenti è presto dirlo, ma sembra che ciò sia un indirizzo forte alla chiesa e a tutti i cristiani per un cambiamento che si spera ci sarà.

Alberto Filippi del M5S replica al direttore dell'Alto adige

Gentile Direttore,

abbiamo apprezzato il suo particolare interesse per capire il fenomeno dell'antipolitica che riguarda il nostro movimento. Il lungo intervento di Alexander Schuster, dal titolo: "Ho visto Grillo e ho capito" dubitiamo le abbia chiarito le idee, visto che non le aveva chiare nemmeno l'autore. Un suo commento a una lettera - con domande sul nostro programma - che sarebbe stato meglio rivolgere alle coalizioni che per più di vent'anni ci hanno governato - ha ricevuto la sua benedizione con l'aggiunta di una dose di demagogia e populismo rivolta a Beppe Grillo.

Se permette cercheremo di spiegarle meglio il senso della nostra attività in questo movimento. Chi non lo vive, non lo può capire.

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Max Weber sosteneva che nessun partito può fare massa senza ricorrere al populismo, ma che il peggiore dei populismi è quello di chi sta al potere. I due partiti di massa che ci hanno governato hanno abusato di populismo e demagogia ed ora, promettendo di fare, quello che non sono mai riusciti a fare, ne rappresentano la forma peggiore. Il movimento 5 Stelle raccoglie prevalentemente cittadini delusi dalla politica ambientale dei governi, delle loro promesse di sostenibilità. I nostri attivisti sono dotati di un'ottima cultura ambientale e sociale che forma la parte sostanziale del nostro programma. Dimensioni sempre ignorate per favorire il peggior affarismo.

Nella nostra città sempre più cittadini ci chiamano per porci problematiche, già rivolte ai partiti, dai quali non hanno ottenuto nessuna risposta. Noi possiamo chiedere le dimissioni dell'Assessore all'Urbanistica e denunciare la pessima tutela del territorio a livello comunale e provinciale con tanto di prove e documentazioni, frutto della collaborazione gratuita di tecnici e della nostra fatica. Ci temono e non sanno come prenderci, ma noi continueremo a scavare e a denunciare le cose che non vanno. Questo avrebbe dovuto fare l'opposizione, che è tragicamente venuta a mancare, lasciando il paese in balia di un cesarista miliardario paranoico che ci ha trascinato in questa situazione. Non lo ha potuto fare perché era ricattabile!

Vi sono dimensioni della realtà che dominano il senso della nostra vita. Una di queste è il lavoro, sempre più totalizzante e capace di condizionare altre dimensioni: la dignità personale, la salute, il territorio, l'ambiente, la stessa pace, il tempo libero, le relazioni con l'altro, gli affetti familiari, la cultura, ecc. Dimensioni dalle quali dipende il nostro benessere.

Il lavoro è sottomesso all'economia, da una mediazione sempre più svantaggiosa, che lo riduce e lo rende più faticoso, meno sicuro e retribuito. A sua volta quest'ultima è sottoposta alla finanza, la cui filosofia è quella di re Mida, trasformare in denaro tutto ciò che tocca.

I maggiori partiti sostengono le dimensioni dominanti, quelle degli affari, Il nostro Movimento quelle sottomesse, che rappresentano la possibilità di aumentare il benessere consumando meno, ma meglio. Per noi viene prima la salute e l'ambiente e poi l'economia e la finanza che usano il ricatto del lavoro per ricavare maggiori profitti. Prima il lavoro e poi tutto il resto. L'uomo si trasforma da soggetto - ontologico in oggetto - strumento, prodotto del suo lavoro. Se perde il lavoro perde tutto, anche se stesso. Il caso Ilva è un esempio lampante di questo insopportabile dominio.

Il nostro programma è orientato in questo senso. I veri artefici della distruzione sono coloro che ci hanno governato fino ad oggi e le rovine si vedono. Noi cerchiamo solo di contrastare riparare. Le sembra antipolitica?

Alberto Filippi - Movimento 5 Stelle - Bolzano

Lo stile di gestione della bibilioteca di Elena Corona

Era ottobre quando Mansueto Sperandio responsabile della biblioteca comunale di Canal San Bovo andava un pensione, bibliotecario apprezzato da tutti.

Dopo qualche mese di gestione si può valutare lo stile della nuova bibliotecaria che ha preso in mano come responsabile la biblioteca, uno stile il suo che ricalca la biblioteca intercomunale di primiero.

L'inventario dei libri. Il patrimonio librario era gestito con le tessere cartacee dal precedente bibliotecario e ciò rende più difficile sapere in immediatezza i libri che sono usciti. Ciò è cambiato con la nuova bibliotecaria che ha sostituito le tessere cartacee con un sistema informatico che attraversa una tessera con codice a barre permette di tenere tracce in modo immediato dei libri presenti.

Questo sistema permette di accedere al prestito inter-bibliotecario e poter prestare i nostri libri dopo un pronto inventario di tutto il patrimonio librario e lo sfoltimento dei libri che non posso dare più un adeguato servizio.

Pure i quotidiani vengono marcati con il timbro della biblioteca per poter averne una percezione di presenza ed evitare che magari possano sparire.

Il servizio inter-bibliotecario. Con l'adozione della tessera a codice a barre si può entrare pienamente nel servizio inter-bibliotecario e poter fornire la possibilità di avere libri dalle altre biblioteche del circuito.

Ovviamente la sistemazione dell'archivio si potrà fornire alle altre biblioteca la possibilità di sfruttare i libri nella biblioteca con risparmio di risorse per tutti e la possibilità di un archivio più razionale.

Avvisi. Con la possibilità di avere visione dei libri prestati con immediatezza si potrà avvisare le persone della scadenza del prestito e ottenere così una migliore risposta dell'utenza nel riconsegnare i libri.

E' ottimo anche il servizio di sms che avvisa quando un libro di prestito bibliotecario arriva in biblioteca e lo si può ritirare.

Utilizzo pc e stampante. E' più razionale anche l'utilizzo degli strumenti informatici che è aperto solo a chi è in possesso della tessera responsabilizzando l'utente sul loro utilizzo.

Conclusioni. Una gestione questa più in linea con le regole e consuetudini utilizzate nelle altre biblioteche che perderà un po' di elasticità ma ne guadagna in servizio all'utenza rendendo sempre più fruibile anche in modo moderno ed adeguato ai tempi. Ciò permetterà di conoscere accedere ai servizi più moderni studiati a livello provinciale.

Tutto questo senza modificare la flessibilità d'orario precedente che rimane invariato:

  1. dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle 18;
  2. apertura serale dalle 20 alle 22 il lunedì, mercoledì e venerdi.

Un nuovo modo di usufruire la biblioteca portato dalla nuova responsabile Elena Corna che invito a provare.

venerdì 15 marzo 2013

Equitalia firma l’accordo con il ministero dell’Ambiente per ridurre la sua impronta ambientale

Roma – Sviluppare attività a basso impatto ambientale, tenendo sotto controllo le emissioni di gas a effetto serra con l’obiettivo di ridurle. Equitalia ha firmato oggi un accordo con il Ministero dell’Ambiente con cui si impegna a realizzare iniziative finalizzate al miglioramento dell’efficienza energetica, alla produzione di energia da fonti rinnovabili e alla riduzione di emissioni di CO2 nell'atmosfera.

La collaborazione si inserisce nell'ambito del programma che coinvolge oltre settanta aziende nell'analisi e riduzione dell’impronta ambientale, fortemente voluto dal ministro Corrado Clini, in coerenza con le politiche governative del “Protocollo di Kyoto” e del “Pacchetto Clima – energia” dell’Unione Europea.

“È interessante notare – ha dichiarato il ministro Corrado Clini – che nel programma per la valutazione dell’impronta ambientale il Ministero collabora con soggetti che appartengono a settori molto diversi tra loro e che questa sperimentazione sta portando dei risultati inaspettati, che dimostrano quanto sia possibile migliorare l’impatto ambientale di prodotti e servizi su base volontaria, oltre i limiti imposti dalla legge”.

“La tutela dell’ambiente e del clima rappresenta un obiettivo primario per le aziende e la pubblica amministrazione – ha commentato il presidente di Equitalia, Attilio Befera – Per questo motivo Equitalia ha voluto fortemente partecipare al programma del ministro Clini, con l’obiettivo di valorizzare tutte le attività e le iniziative interne che consentano di ridurre le emissioni nocive”.

Equitalia, in cooperazione con il ministero, intende condurre l’analisi e la contabilizzazione delle emissioni di CO2 (carbon footprint) derivanti dalle proprie attività di gestione del servizio di riscossione in alcune delle sue sedi.

La società, inoltre, sarà impegnata alla definizione di un sistema di gestione delle emissioni, specifico per il settore della riscossione. Per ciascuna delle attività oggetto di carbon footprint, saranno successivamente individuati gli interventi, economicamente efficienti, volti alla riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra e, una volta fatta una stima delle restanti emissioni, sarà possibile decidere per la loro neutralizzazione.

mercoledì 13 marzo 2013

Habemus papa Francesco I

Ebbene si oggi abbiamo al secondo giorno di conclave attraverso la fumata bianca delle 19 ma l'attesa per conoscere il nome del cardinale scelto e del nome che prenderà si è dovuto aspettare le ore 20.15

Un'attesa che si è sentita sia nelle case italiane che in piazza San Pietro ancora di più per lo straordinario momento che vede un papa, vescovo di Roma, in presenza del vescovo emerito Joseph Ratzinger.

Il nuovo papa. Ci sono stati in questi giorni molti nomi tra cui quello di Scola che sembravano più quotati. Dietro a questa elezione del Papa si sentiva che c'erano scommesse in tutto il mondo e si può dire che anche guardando a ciò è stato un outsider a Jorge Mario Bergoglio.

Un papa che proviene dall'America Latina e precisamente da Buenos Aires ed è nato nel 17 dicembre 1936. Non è un papa giovane, come in un primo tempo si pensava, ma proviene da un area che conosce la povertà uno dei temi che è stato trattato nelle Congregazioni Generali pre-conclave. Anche il nome che ha scelto è legato a questa tematica Francesco I, un nome che mai prima era stato scelto. Un nome pensante quello scelto che si rifà a san Francesco e alla povertà che è una caratteristica spiccata di tale santo.

Non solo però povertà ma servizio. Un servizio che si è notato dagli atteggiamenti e dalle parole. Si è inchinato ai fedeli ed ha parlato di essere il vescovo di Roma. Un ruolo di servizio per i fedeli.

Non si è dimenticato di Benedetto XVI per il quale ha chiesto di pregare e ha chiesto prima di benedire i fedeli di pregare pure per lui.

Le motivazione della sua scelta. Aldilà di caratteri personali che non conosco certo la geografia può aver contato. Lui proviene dal Sud America una zona che ha visto molto crescere i fedeli a dispetto dell'Europa.

Anche l'essere della Compagnia di Gesu che oltre che esser mendicati e guardare alla povertà guardano alla promozione della giustizia e del dialogo. Un dialogo basato sulla fede.

La compagnia è degli ordine dei gesuiti ed è la prima volta che un gesuita diventa papa. Potrebbe esser un segnale forte alla chiesa. I gesuiti hanno una particolarità sono legati al Papa da uno speciale voto di obbedienza. In tempi ove c'è stato lo scandalo Vatileaks credo che questo sia qualcosa che serra i ranghi della chiesa basta che non diventi omertà.

La forza dei valori. Si deve tornare più autentici e fare chiarezza sui comportamenti anche interni della chiesa come negli scandali pedofilia che sono scomparsi dalla discussione. Si deve aver coraggio di dire che chi si macchia di tali crimini non deve poter avere un ruolo pubblico nella chiesa o a contatto con persone che può danneggiare.

Compiti gravosi che spero a 77 anni il papa posso onorare per fare anche pulizia nella chiesa. Non resta quindi di augurare un buon lavoro al nuovo papa. Che possa dare lustro alla chiesa e riformarla per avvicinarla ai suoi valori. Che possa quindi fare ciò che l'età non ha consentito di fare a Benedetto XVI.

Progetto trentino verso elezioni provinciali

Domenica 10 marzo 2013 si è tenuta un assemblea storica di Progetto Trentino che da associazione diventa progetto politico. Un progetto politico che porta sulla scena politica di nuovo un uomo di peso come Silvano Grisenti. L'incontro ha visto il discorso di apertura del presidente Mauro Dorigoni che potete trovare qui.

Non entro nel merito dei punto presentati del programma nel discorso di apertura perché ci sarà tempo per analizzare un programma che costa di 100 pagine e che non si può ridurre in un discorso semplicistico. Nemmeno lo statuto a mio avviso può esser liquidato in poche parole. Vi voglio però portare su tre punti del discorso per poi invece concentrami su Silvano Grisenti, il leader che rinasce da questo movimento.

Un progetto che nasce dallo sdegno e dalla speranza. Nel discorso di Mauro Dorigoni si tocca tale punto che se vogliamo è stata la base dell'affermazione del Movimento 5 stelle: lo sdegno e la speranza. Lo sdegno per una gestione della cosa pubblica, che sebbene in trentino funziona, ha speso sprecato risorse pubbliche. Una politica autoreferenziale quindi che spesso ha fatto parlare della presenza di un principe più che di un Governatore, Lorenzo Dellai, e visto i suoi cittadini sudditi.

Un cittadino quello che Progetto Trentino che partecipa alla vita pubblica e per tale motivo il programma deve esser visto come un canovaccio che deve vedere il cittadino impegnato nelle istanze e del miglioramento dello stesso.

Un modo di fare politica quello da cui si vuole staccare di cui però il leader Silvano Grisenti fa parte basti pensare al fatto che lui è stato assessore sotto la Presidenza della Provincia di Trento guidata da Lorenzo Dellai dal 1999 al 2007. Si dimise nel 2007 per ricoprire la carica presidente dell'A22. Si vuole quindi estraniarsi da un mondo di cui si è fatto parte.

Sistema di valori. Nello statuto all'articolo 4 si fa riferimento ai valori a cui ci si ispira e ciò da forza agli stessi. Un sistema di valori di cui si parlerà più estensivamente quando si tratterà lo statuto. Invito comunque a leggerlo lo trovate qui.

Capacità di scegliere la classe dirigente. Una scelta della classe dirigente che eviti che la scelta di impegnarsi per Progetto trentino sia dovuta a motivazione di sistemazione di trombati della politica.

Non si può nondimeno osservare che il Progetto Trentino abbia una sua identità forte e che parta dal fatto che destra e sinistra non esistano più. Ecco quindi vedere tra le file di politici di Progetto Trentino esponenti di destra e sinistra. In tale convergenza di Progetto Trentino è da notare come vi vada a pescare nell'UPT e questo crei qualche malumore in quella parte politica che ha visto lo stesso Silvano Grisenti farne parte.

Alle prossime elezioni del 27 ottobre 2013 allo stato è difficile pensare ad una collaborazione UPT e PT anche se la politica ci ha dimostrato di saperci smentire, sebbene il presidente di Progetto Trentino vede tale movimento una novità che può esser vincente.

Giano Bifronte. Non poteva mancare la confessione di Silvano Grisenti però che passa tutto il suo periodo politico che l'ha visto affermare lo stesso e cadere. Una politica vissuta dallo stesso con passione, impegno e anche dolore. E interessante sentire dallo stesso Silvano Grisenti il racconto del suo periodo politico passato.

Un attacco a Dellai. L'attacco all'onorevole Lorenzo Dellai è forte perchè si vuole dire che la gente non è attaccata al cordone ombelicale della provincia. Infatti la gente è l'essenza per cui esistono le istituzione. Queste affermazioni fanno molto male anche a Silvano Grisenti. Non siamo altro da ciò.

Conclusioni. Un progetto trentino che vuole rompere gli equilibri della politica e portare freschezza andando verse le istanze della gente ed una autonomia diversa che valorizzi anche i comuni.

E stato un colpo d'occhio vedere il numero dei partecipanti a questo passaggio storico che sancisce il ritorno alla scena pubblica di Silvano Grisenti che ringrazia chi gli è stato vicino.

Rimangono incognite su chi si affiancherà a tale progetto visto che sembra che i rapporti con l'UPT non siano dei migliori; questo anche in considerazione dell'attacco frontale a Lorenzo Dellai e allo sue parole sul cordone ombelicale della Provincia sull'economia trentina. Un attacco che Silvano Grisenti fa non solo al ex presidente provinciale ma al sistema di gestione della cosa pubblica da lui messo in piedi.