Visualizzazione post con etichetta replica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta replica. Mostra tutti i post

lunedì 7 luglio 2014

Paolo Simion torna sul sondaggio di opinione sul Comune Unico

Paolo Simion torna con una nuova lettera alla stampa sul tema regolamentare e aggiunge oltre alle precedenti contestazioni anche l'art. 6 dello Statuto che parla della questione delle consultazioni popolare di qualsiasi tipo.

Alla questione però regolamentare però fa seguito delle considerazioni politiche sia interne al comune che più le legate al comune unico.

I rapporti tra maggioranza e minoranza. I rapporti tra maggioranza è minoranza sono la prima questione che si pone in rilievo e che passa più dalla stampa e che non nella normale dialettica maggioranza e minoranza di un comune.

Comune Unico. Sul Comune Unico già con deliberazione già nel verbale del Consiglio Comunale di Fiera di Primiero del 19 agosto 2013 le posizioni della minoranza e maggioranza erano chiare. La minoranza aveva chiesto di votare una mozione per il comune unico, essendone favorevole, bocciata in blocco dalla maggioranza. Le motivazioni addotte in tale dal sindaco Daniele Depaoli sono basate sul fatto che l'amministrazione 2010 non è stata votata con la premessa di fusioni men che meno del Comune Unico,ma che seguiva con interesse e la giusta vigilanza qualsiasi progetto che eventualmente proporrà alla popolazione in modo che si possa esprimere.

Il consigliere minoranza Paolo Simion sottolinea in tale contesto l'inopportunità della fuga in avanti in cui vede un modo per non far cambiare nulla mantenendo le rendite posizione che sarebbe annullate in un contesto più allargato. Nelle parole del consigliere non sfugge che un iniziativa di un espressione dei 5 Comuni Soprapieve infliggerebbe un colpo grave alla prospettiva del Comune Unico.

giovedì 18 aprile 2013

Riflessioni sulla non uscita del Sole 24 Ore di oggi

Oggi il sole 24 ore non uscirà e nemmeno il sito sarà aggiornato come nota del CDR e vorrei parlare da ex abbonato e da lettore oramai saltuario di tale giornale.

L'usabilità. Un giornale che ho apprezzato per i temi trattati e per la competenza di chi scriveva un po' meno per l'usabilità. Il formato grande è un retaggio del passato che al giorno d'oggi non regge più ancora meno dopo l'avvento del digitale.

Un formato di carta che risulta poco maneggevole e che spesso quando si apre porta ad occupare molto spazio e che anzi potrebbe essere un ponte se di piccolo formato tra la carta e il digitale per chi non ha ancora dimestichezza con il nuovo strumento.

Se guardiamo al digitale spesso non è all'altezza delle aspettative perchè se vuole catturare il lettore deve poter avere contenuti ricchi condivisibili, scaricabili magari in PDF tutti o solo alcuni. E poter costruire base per la condivisione. Si deve poter dire che il digitale è pronto per sostituire il fisico, ma per chi vuole il fisico c'è ancora.

La politica abbonamenti. Io sono un abbonato pentito del cartaceo perchè ricevendolo per posta per almeno una settimana non era arrivato o arrivava tramite parenti a cui era stato portato, sebbene l'indirizzo era giusto. Visto che le Poste Italiane non davano garanzia che ciò non potessi ripetere ho cancellato lo stesso chiedendo indietro le copie non sfruttate.

Mi era stato proposto di farmi l'abbonamento in edicola, ma cavolo e se poi in edicola ci vado poco? E se cambio zona. Non era quello che cercavo.

Ci sarebbe il digitale ma dovrebbe esser più flessibile e più fruibile. Deve esser possibile acquistare una copia e fare un abbonamento più lungo e poi si deve poter aver massima versatilità per poter utilizzarlo anche per una discussione con facilità di discussione della parte che si vuole.

Conclusioni. Non è quindi la qualità contenuti, ma la fruibilità degli stessi che va premiata. Capisco che i giornalisti e tutti i lavoratori del gruppo siano incavolati perchè non vedono cambiamenti e la dirigenza con i bonus.

Certo è che questo sciopero, in una giornata che poteva esser cruciale per le istituzioni del nostro paese e per il paese stesso, non porta a migliorare l'immagine di un giornale che in campo economico è stato al top in Italia. Se il piano per un miglioramento porta ad una ristrutturazione va fatta per rendere migliore la sua situazione reddituale. Bisogna dire alle persone che alcuni campi non hanno più senso di esistere e che in qualche caso bisogna riconvertire professionalmente anche il personale. Speriamo solo che gli azionisti vogliano investire e se gli stessi non vogliono non c'è nulla da fare.

domenica 17 marzo 2013

Alberto Filippi del M5S replica al direttore dell'Alto adige

Gentile Direttore,

abbiamo apprezzato il suo particolare interesse per capire il fenomeno dell'antipolitica che riguarda il nostro movimento. Il lungo intervento di Alexander Schuster, dal titolo: "Ho visto Grillo e ho capito" dubitiamo le abbia chiarito le idee, visto che non le aveva chiare nemmeno l'autore. Un suo commento a una lettera - con domande sul nostro programma - che sarebbe stato meglio rivolgere alle coalizioni che per più di vent'anni ci hanno governato - ha ricevuto la sua benedizione con l'aggiunta di una dose di demagogia e populismo rivolta a Beppe Grillo.

Se permette cercheremo di spiegarle meglio il senso della nostra attività in questo movimento. Chi non lo vive, non lo può capire.

ù

Max Weber sosteneva che nessun partito può fare massa senza ricorrere al populismo, ma che il peggiore dei populismi è quello di chi sta al potere. I due partiti di massa che ci hanno governato hanno abusato di populismo e demagogia ed ora, promettendo di fare, quello che non sono mai riusciti a fare, ne rappresentano la forma peggiore. Il movimento 5 Stelle raccoglie prevalentemente cittadini delusi dalla politica ambientale dei governi, delle loro promesse di sostenibilità. I nostri attivisti sono dotati di un'ottima cultura ambientale e sociale che forma la parte sostanziale del nostro programma. Dimensioni sempre ignorate per favorire il peggior affarismo.

Nella nostra città sempre più cittadini ci chiamano per porci problematiche, già rivolte ai partiti, dai quali non hanno ottenuto nessuna risposta. Noi possiamo chiedere le dimissioni dell'Assessore all'Urbanistica e denunciare la pessima tutela del territorio a livello comunale e provinciale con tanto di prove e documentazioni, frutto della collaborazione gratuita di tecnici e della nostra fatica. Ci temono e non sanno come prenderci, ma noi continueremo a scavare e a denunciare le cose che non vanno. Questo avrebbe dovuto fare l'opposizione, che è tragicamente venuta a mancare, lasciando il paese in balia di un cesarista miliardario paranoico che ci ha trascinato in questa situazione. Non lo ha potuto fare perché era ricattabile!

Vi sono dimensioni della realtà che dominano il senso della nostra vita. Una di queste è il lavoro, sempre più totalizzante e capace di condizionare altre dimensioni: la dignità personale, la salute, il territorio, l'ambiente, la stessa pace, il tempo libero, le relazioni con l'altro, gli affetti familiari, la cultura, ecc. Dimensioni dalle quali dipende il nostro benessere.

Il lavoro è sottomesso all'economia, da una mediazione sempre più svantaggiosa, che lo riduce e lo rende più faticoso, meno sicuro e retribuito. A sua volta quest'ultima è sottoposta alla finanza, la cui filosofia è quella di re Mida, trasformare in denaro tutto ciò che tocca.

I maggiori partiti sostengono le dimensioni dominanti, quelle degli affari, Il nostro Movimento quelle sottomesse, che rappresentano la possibilità di aumentare il benessere consumando meno, ma meglio. Per noi viene prima la salute e l'ambiente e poi l'economia e la finanza che usano il ricatto del lavoro per ricavare maggiori profitti. Prima il lavoro e poi tutto il resto. L'uomo si trasforma da soggetto - ontologico in oggetto - strumento, prodotto del suo lavoro. Se perde il lavoro perde tutto, anche se stesso. Il caso Ilva è un esempio lampante di questo insopportabile dominio.

Il nostro programma è orientato in questo senso. I veri artefici della distruzione sono coloro che ci hanno governato fino ad oggi e le rovine si vedono. Noi cerchiamo solo di contrastare riparare. Le sembra antipolitica?

Alberto Filippi - Movimento 5 Stelle - Bolzano