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sabato 29 ottobre 2022

Inaugurato giovedì l'appartamento di Bribano concesso da Unifarco all'ULSS Dolomiti per gli specializzandi

Direttore generale dell'Ulss Maria Grazia Carraro, il Presidente di Unifarco Ernesto Riva, la delegata dell'università di Padova Patrizia Burra e i due medici specializzandi che vivono nell'appartamento di Bribano




Direttore generale dell'Ulss Maria Grazia Carraro, il Presidente di Unifarco Ernesto Riva, la delegata dell'università di Padova Patrizia Burra e i due medici specializzandi che vivono nell'appartamento di Bribano.





Bribano. Giovedì è stato inaugurato l’appartamento concesso in comodato d’uso gratuito all’ULSS Dolomiti da Unifarco a Bribano per ospitare medici specializzandi dell’università di Padova che completano il loro percorso formativo nelle Dolomiti.


Un appartamento nuovissimo, arredato con gusto e funzionalità, a metà strada tra Feltre e Belluno: l’ideale per accogliere i medici in formazioni, come hanno raccontato le dottoresse Giorgia Corrà e Federica Bertellini, specializzande in gastroenterologia, che per prime in Veneto hanno usufruito di questa opportunità.

«Oltre alla rete professionale di valore e ad alta tecnologia, i medici specializzandi hanno un motivo in più per completare le loro formazione nelle Dolomiti: la casa!» ha spiegato il direttore generale dell’Ulss Dolomiti Maria Grazia Carraro.

Soddisfatta la professoressa Patrizia Burra, delegata dell’Università di Padova, che ha sottolineato come questo sia il primo esempio in Veneto di una visione “moderna e innovativa” del direttore generale dell’ULSS Dolomiti. “Dare una accoglienza agli specializzandi rappresenta non solo la dimostrazione di come il territorio possa dare un sostegno ma anche una visione concezione dell’integrazione tra ulss, università e impresa , significa che crediamo nella possibilità di far crescere i giovani medici” ha commentato.

Ernesto Riva, presidente di Unifarco, azienda radicata da 40 anni nel territorio, ha evidenziato come faccia parte della missione aziendale di occuparsi del benessere. L’azienda ha da tempo un appartamento per i propri stagisti che provengono da altri territori e ha mutuato l’esperienza a favore dell’ULSS. L’idea è che i giovani medici possano essere coinvolti nel territorio e ritornarvi nel futuro.

L’Ulss Dolomiti ringrazia Unifarco per l’opportunità, segno di grande lungimiranza e fermento di crescita sociale e culturale per il territorio.

domenica 6 dicembre 2020

Aperta la quinta edizione del Master in Prevenzione ed Emergenza in territorio montano a Feltre

inaugurazione Master in Prevenzione ed Emergenza in territorio montano 2020/2021 a Feltre

Feltre. Ha preso avvio venerdì, nella sede di Feltre, la 5° edizione del Master in prevenzione ed emergenza in territorio montano e d’alta quota: 16 gli studenti che hanno intrapreso il percorso, promosso dall’Università di Padova in collaborazione con l’Ulss Dolomiti, in presenza o online per le restrizioni legate all’emergenza Covid. Si conferma l’offerta formativa di valore per il territorio.

Nella giornata di apertura, dopo il saluto del Direttore Generale, Adriano Rasi Caldogno, è stato presentato agli studenti il percorso formativo: le tematiche non riguarderanno solo la gestione delle emergenze sanitarie ma si  approfondiranno anche la prevenzione sia nei luoghi di lavoro che nelle  pratiche sportive, la sicurezza del personale e degli infortunati e l’educazione dei frequentatori  della montagna. 

Gli studenti saranno impegnati in 200 ore di tirocinio e 300 ore di teoria.

 Il Master è unico in Italia per la tipologia di insegnamenti e raccoglie le necessita di chi opera in montagna. Gli studenti saranno accompagnati da gruppo di lavoro composto dal tutor Marco dal Pont, dai collaboratori Fabio Bergamin che seguirà la promozione, Andrea Piazzetta che seguirà l’organizzazione dei tirocini e Marzia Colmanet che gestirà la piattaforma on line e il supporto alla ricerca scientifica mentre la segreteria del Master è affidata a Barbara Colmanet.

 All’inaugurazione sono intervenuti il presidente dell’ OPI Luigi Pais De Mori e il Responsabile dell’ordine dei tecnici della  prevenzione nei luoghi di lavoro Giangiacomo Marchesan e il rappresentante Daniele Cibien che nei loro interventi hanno  sottolineato la valenza di competenze specialistiche che si possono acquisire attraverso un  master e che sono riconosciute anche a livello normativo.

Ha chiuso la giornata il Direttore Sanitario dell’Ulss Dolomiti Giovanni Maria Pittoni ha evidenziato l’importanza di avere personale sanitario debitamente formato per gli interventi preventivi/emergienziali nell’area montana.

La scorsa settimana, il 28 novembre, intanto, 10 gli studenti hanno completato con successo il loro percorso formativo del Master intrapreso lo scorso anno con la discussione della tesi avvenuta in modalità telematica.

Il Master, a seguito della pandemia sanitaria, ha dovuto adattarsi alle nuove disposizioni pur mantenendo sempre alto il livello di formazione, interesse ed attenzione da parte degli studenti. Nel corso dell’anno sono intervenuti al MAster anche l'alpinista Himalaista Marco Confortola ed il tecnico allenatore della squadra Svizzera di sci alpinismo Oscar Angeloni. 

Gli studenti hanno completato il percorso formativo dopo aver svolto 300 ore di teoria e 200 ore di tirocinio presso il Pronto Soccorso di Belluno, Agordo e Feltre, la Centrale Operativa di Pieve di Cadore, il Soccorso Alpino, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e la Federazione Italiana Soccorso Piste.

La commissione, presieduta dal Direttore del Master Prof. Vincenzo Baldo, dal Prof. Oriano Marin e dai Dott.ri Marco Dal Pont, Andrea Apollonio, e  Leonida Compostella è rimasta piacevolmente colpita dalle tesi presentate dai Professionisti Sanitari. Queste sono state tesi sperimentali e non semplici rielaborazioni della letteratura; dopo aver analizzato alcune delle principali problematiche legate alla frequentazione dell'ambiente montano, hanno proposto delle soluzioni. 

Congratulazioni agli studenti che hanno conseguito il titolo nell'anno accademico 2019-2020:

  • Bergamin Giulia
  • Colussi Elisa
  • Condotta Marco
  • Dal Farra Micol
  • De Luchi Levis
  • Garbari Paolo
  • Mazzarol Serena
  • Piva Chiara
  • Riccomi Federica
  • Zagallo Andrea

Si ringraziano il Presidente UNIFARCO Ernesto Riva che fin dalla prima edizione ha sostenuto  economicamente la realizzazione dei tirocini e Stefano Ivessa direttore filiale capofila di Belluno VOLKSBANK della filiale di Belluno per il contributo.

 


venerdì 26 giugno 2020

Inaugurazione della rianimazione e del blocco chirurgico all'Ospedale Santa Maria del Prato Feltre

Inagurazione rianimazione e blocco chirurgico discorso autorità 25 giugno 2020
Ieri si è tenuta l'inaugurazione della rianimazione e del blocco Chiurgico  che sono inseriti all'interno della nuova piastra dell'ospedale di Feltre, nella quale ha sede il Centro di riferimento regionale per la chirugia oncologica e gastrenterologia.  Un eccellenza quest'ultima giudata fino non molto tempo fa dal dott. Michele De Boni.
L'inaugurazione è avvenuta in tono minore per ovvi motivi dovuti all'emergenza coronavirus, la quale è in via di superamento. 
Soddisfazione è stata espressa in apertura dal direttore generale dell'ULSS Dolomiti, dott. Adriano Rasi Caldogno che ha messo in luce le difficoltà sostenuti e come nei 5 anni si sia riusciti a portare a compimento anche quest'ultime due opere rianimazione e blocco chirugico, completando i lavori sulla nuova piastra che sono costati 40,8  milioni. 40,8 milioni spesi in buona parte, 27 milioni, in attrezzature.  Per quanto le fonti di finanziamento: 

  •  la Regione  ha finanziato 19,7 milioni di euro (7 per opere civili, 12,7 milioni Attrezzature) dimostrando un forte impegno;
  • dall'articolo  l'articolo 20 sono arrivati 7 milioni euro usati tutti per opere civili;
  • l'UlSS Dolomiti ha assunto un mutuo di 11,9 milioni euro utilizzato per opere civili;
  • Cariverona  ha finanziato con 0,2 milioni euro  le attrezzture
  • Fondo ex ODI ha investito 2 milioni di euro per attrezzature. 
In quest'ultimo caso si è mostratala collaborazione coi i comuni dell'area nonché del Primiero che gravita su tale area per le cure. 
Ringraziando i finanziatori il direttore generale ha parlato della collaborazione che ha trovato negli enti locali.  Di questi  3,6 milioni di euro per la rianimazione, mentre 6,1 milioni euro per il bloccco chirugico.
Ha messo in luce l'eccellenza del Centro Regionale di Chirugia e di Gastroentologia guidata fino a non molto tempo fa da Michele De Boni, scomparso il 15 gennaio di quest’anno in seguito a una malattia che ha affrontato con grande coraggio e dignità. Ha inoltre sottolineato che si può e si deve fare buona sanità anche in montagna investendo e in tecnologie e competenze professionali degli operatori.
Una linea quella della collaborazione con le istituzione locali che ha visto il sindaco di Feltre, Paolo Perenzin, fare sua e di  come, già segnalato nel suo discorso il direttore generale, si possa investire avendo eccellenze e come se ci saranno investimenti ulteriori da fare i sindaci ci sono soprattutto se le tecnologie innovative.
A chiudere gli interventi Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto che ha voluto sottolineare la qualità della sanità del Veneto frutto del lavoro di questi 5 anni, dimostrata anche dalla tenuta del sistema nell'emergenza Covid. Se una questione ha messo in luce questa emergenza è la necessita di investire nel settore sia sulle persone che sulle tecnologie, particolarmente importanti quest'ultime in periodo dove è necessario il distanziamento sociale: due tecnologie su tutte sono state segnalate la telemedicina e l'intelligenza artificiale.

Inaugurazione rianimazione blocco chirurgico svelamento targa Michele Boni con Luca Zaia 25 giugno 2020
Il Presidente ha voluto inoltre segnalare come si debba investire in montagna, anche nella sanità, e come non si sia proceduto nei suoi anni a non chiudere nessun ospedale nella Provincia di Belluno.
Ha voluto più di altri mettere in risalto l'eccellenza del centro per chirugia oncologica e gastroentologia portato fino a poco tempo fa, da Michele De Boni, persona definita professionalmente  preparata e umana, sempre disponibile sopratutto per i pazienti. Un grande medico ma grande uomo a cui viene intitolato il blocco operatorio con strumentazione e tecnologie di primo-ordine. Una figura quella quella di Michele de Boni come un esempio per le nuove leve di medici e che andrebbe il suo esempio portato nelle università.
Il ricordo.Nato il 24 dicembre 1952 a Feltre, Michele De Boni si è laureato in Medicina e Chirurgia a Padova nel 1979 dove successivamente si è specializzato in Gastroenterologia e endoscopia digestiva nel 1985. Ha iniziato il suo percorso lavorativo come medico proprio all’ospedale di Feltre fino a diventare responsabile del servizio di gastroenterologia nel 1995. Importanti esperienze all’estero  gli hanno fatto acquisire un’esperienza e una professionalità di grande rilievo, sviluppando anche la cultura della ricerca tanto da poter essere uno dei protagonisti del panorama scientifico in tema della diagnosi e cura dei malt-linfomi. L’importante lavoro di ricerca svolto gli ha permesso di pubblicare sul Lancet nel 1994 un importante lavoro sul trattamento con terapia medica dei malt-linfomi helicobacter pylori correlati.
Grazie al suo operato, il servizio di Gastroenterologia è cresciuto negli anni fino ad essere riconosciuto come unità operativa complessa nel 2004. Nel 2009 è stato nominato direttore del Dipartimento di oncologia. Con le schede ospedaliere del 2013, l’ospedale di Feltre è stato riconosciuto Centro di riferimento regionale per la chirurgia oncologia gastrointestinale per i risultati scientifici e per l’ attività mossa da un gruppo di professionisti di cui il dottor De Boni era il fondatore e l’instancabile anima.
Con la nascita dell’Ulss Dolomiti, nel 2017, il dottor De Boni è stato confermato quale coordinatore di dipartimento e ha continuato a lavorare e a battersi per spingere ogni giorno tutto l’ospedale di Feltre a migliorarsi costantemente per il livello di assistenza e a ottimizzare i percorsi diagnostico terapeutici assistenziali.
Già in tempi non sospetti ha sostenuto sempre l’importanza del confronto tra specialisti ovvero dei gruppi multidisciplinari di patologia e la necessità di personalizzare le cure per ciascun paziente. Uno dei principali progetti fortemente voluti dal dottor De Boni è “One Day Care” con l’idea di porre una diagnosi clinico strumentale e istologica in un solo giorno all’interno un percorso di certificazione di qualità del Dipartimento di chirurgia oncologica gastroenterologia a valenza regionale. Sua anche l’idea e l’attivazione di un master universitario di primo livello per infermieri in endoscopia digestiva in collaborazione con l’Università degli studi di Padova.
Sempre combattivo e instancabile, il dottor De Boni è stato un punto di riferimento per tutta l’Azienda.  Sempre disponibile per i colleghi e soprattutto per i pazienti, la sua porta era sempre aperta. Ha fatto crescere l’ospedale spingendo a fare ricerca, a potenziare le attrezzature, a fare squadra non solo all’interno ma anche con il volontariato e la comunità tutta.
La scomparsa del dottor  Michele De Boni  aveva toccato profondamente tutta l’Ulss Dolomiti.
La sua capacità di associare una grande esperienza clinica maturata sempre nell’ospedale di Feltre con una intensa attività di ricerca in connessione con i più accreditati centri internazionali  ha costituito un esempio per tutti : è possibile diventare un centro di riferimento di prim’ordine con l’impegno, la professionalità e il quotidiano riscontro dei positivi risultati.
Continua con grande determinazione, con questo riconoscimento, il percorso tracciato dal dott. De Boni, impegno morale che tutta l’Ulss Dolomiti ha assunto.


martedì 9 giugno 2015

Inaugurazione della mostra "Un giorno lungo un anno" all'Ecomuseo del Vanoi visitabile fino al 20 giugno 2015

E' stata inaugurata alla presenza di quasi tutta la nuova giunta di Canal San Bovo, guidata dal sindaco Albert Rattin, la mostra "Un giorno lungo un anno" di Giancarlo Rado che si potrà visitare fino al 20 giugno 2015 presso la Casa dell'Ecomuseo del Vanoi a Canal San Bovo.

La mostra si inserisce nel weekend "Verso l'alpeggio dal Mare al Vanoi" che ha visto dal 5 al 7 giugno protagonisti i pastori. Ad aprire l'inaugurazione il 5 della mostra è stato Roberto Marcon referente del progetto Borghi Aperti promotori assieme all'Ecomuseo del Vanoi e alla Proloco di Canal San Bovo e Gobbera della manifestazione.

E' stato poi la volta del vicepresidente dell'Ecomuseo Mauro Cecco fare gli onori di casa ringraziando l'amministrazione comunale per la presenza. Ha vouto ringraziare però anche Mariuccia Cemin in qualità di ex sindaca per il supporto che l'amministrazione precedente ha dato all'Ecomuseo e quest'iniziativa. Lo stesso ha portato il saluto di altri enti in cui lo stesso è presente il primo fra tutti il Museo di Usi Costumi della Gente Trentina.

Dopo un piccolo saluto da parte del sindaco Albert Rattin è stata la volta della dell'assessore provinciale all'agricoltura e al turismo Michele piccola che ha voluto onorare anche quest'anno questa manifestazione della sua presenza in un località ove è sempre piacevole per lo stesso arrivare. Un passo del suo discorso è nel video.

L'assessore provinciale ha voluto parlare di sviluppo sia turistico sia agricolo, settori che possono lavorare assieme. Lo stesso però ha voluto sgombrare il campo da facili illusioni parlando che non basta ciò che l'Ecomuseo del Vanoi, la Proloco, l'Amministrazione Comunale e la Provincia di Trento; ma serve darsi da fare.

Anche in agricoltura ci possono essere possibilità di vivere grazie anche ad una Politica Agricola Comunitaria che da dei contributi, non solo al Trentino, che possono arrivare per un pastore che ha 100 pecore e qualche ettaro di prato anche a 20 mila euro, certo è che serve impegno. Altro discorso per la pastorizia transumante che richiede ancora più sacrifici.

I tempi anche in Provincia di Trento sono cambiati e ci si deve accontentare anche di attività minori e che intercettano un turismo di prossimità che viene anche solo per un giorno.

In chiusura del suo discorso Dallapiccola ha voluto ringraziare Giulia Rattin, ex assessore al turismo di Canal San Bovo e presidente della Proloco, che si è spesa anche andando nel suo ufficio di Trento diverse volte a perorare la causa della manifestazione.

Ha poi chiuso i discorsi Giancarlo Rado il fotografo che ha scattato le foto e che da tempo visita la nostra zona. I soggetti della sua mostra sono i pastori e il loro lavoro, soggetti che ha trovato interessanti. Un giorno in un anno vuole descrivere diversi momenti della giornata e del tempo. Salendo nella sala al primo piano della Casa dell'Ecomuseo dove è ospitata la mostra l'autore invita ad iniziare da sinistra in modo di poter inziare il cammino dalle prime ore del giorno fino al termine della giornata. Ovviamente coprendo un anno attraverso le immagine del giorno si passano diverse zone che via via nell'anno i pastori frequentano e si entra nella quotidianità di un lavoro sicuramente non facile.

martedì 5 agosto 2014

Inaugurata la Mostra il "Fronte di Fronte" presso la Stanza del Sacro di Zortea

Domenica sera è stata inaugurata la mostra Il fronte di Fronte che presenta in modo diverso la Prima Guerra Mondiale: un modo orginale sia dal punto di vista che si è scelto sia sopratutto per il mezzo che si è usato il fumetto.

E' stato presidente della Proloco di Prade, Cicona e Zortea Marco Felici ad avere il piacere di ringrazia tutte le persone che hanno voluto numerose partecipare all'inaugurazione della mostra nonchè chi ha collaborato anch'essi numerosi. In primis ha voluto ringraziare l'amministrazione comunale di Canal San Bovo, rappresentata dalla sindaca Mariuccia Cemin, che hanno creduto nell'iniziatia; la comunità di valle, rappresentata Trotter Cristiano, oltre che la Provincia di trento che l'hanno supportata. Si è poi ringraziato chi ha collaborato: l'autore del fumetto, Paolo Cossi, e il suo editore; nonchè la regista del documentario Il Fronte di Fronte, il quale vedrà la luce nei prossimi anni, Lucia Zanettini. Molti altri hanno colllaborato non meno di questi e sono stati ringraziati.

Discorsi quelli dell'amministrazioni locali che hanno messo in luce come si sia arrivati a tale progetto e come sia l'ammistrazione comunale e la Comunità di Valle oltre che la provincia hanno creduto nel progetto che però deve molto al presidente della Proloco che l'ha voluto. Tale progetto è stato scelto, anche le risorse in cale, essendo qualcosa i orginale. Un progetto questo che copre i annni in cui si è svolta la grande guerra.

Sia l'editore Hazard Edizione che l'autore Paolo Cossi hanno abbracciato entusiasticamente il progetto anche perchè in parte tocca la storia anche dei loro antenati. Un fumetto «1914, io mi rifiuto», acquistabile, di cui sono presenti alcune tavole nella sala della la Stanza del Sacro di Zortea. Dall'entrata si trovano le tavole dell'autore per poi passare a tavole di altri autori per fare un raffronto tra i diversi approcci nell'interprepare la guerra.

Alcuni punti sono stati tenuti fermi dall'autore per dare un una collocazione all'evento della guerra ma che vuole descrivere cosa significa ancora per noi.

Si parte partendo da un soggetto David Irving, un dissidente, che scrisse una lettera a Hitler per ammonirlo che col suo modo di fare si andava verso la guerra. Lo stesso viene capultato nel Vanoi che attraverso l'ambientazione che nasce anche dai racconti della storia di persone del luogo e da libri sull'evento che ha toccato anche da noi, anzi non ne eravamo un fronte. La storia è il terzo ingrediente che è quella dell Prima Guerra Mondiale.

La popolazione ha risposto in modo positivo riempiendo via via tutta la Stanza del sacro, dove chi voleva poteva comperare il fumetto E' stato un successo visto come ha risposto la gente, che ha potuto ammirare la mostra oltre che comperare il fumetto «1914 io mi rifiuto», Hazard Edizioni, potendo faselo autografare da Paolo Cossi.

Non si chiude però il progetto con la mostra in quanto basandosi su n libro di Adone Zortea vedrà la luce nei prossimi anni un documentario, grazie alla registra Lucia Zannettin, e di cui è stato mostrato oun trailer.

La mostra il Fronte di Fronte di Fronte rimmarà aperta presso la Stanza del Sacro di Zortea fino al 31 agosto con ingresso gratuito per poi girare come mostra intinerante per l'Italia. Per informazioni contattate l'Ecomuseo del Vanoi.

sabato 1 febbraio 2014

La voglia di rischiare in Vanoi

Oggi, primo febbraio 2014, è stata inaugurata una nuova attività in Vanoi. Si è potuto in tal modo avere una visione del locale che riaprirà dopo aver per lungo tempo aver servito con Olivella la comunità. Un locale ordinato che avrei voluto mostrare, ma la macchina fotografica non mi ha supportato.

Una giovane ha voluto riaprire l'attività di parrucchiera in Piazza Vittorio Emmanuele III al numero civico 4. Un atto coraggioso quello compiuto da Zortea Maria Antonietta, 30 anni, di Mezzano. Un opportunità quella lasciata da Olivella che ha voluto raccogliere questa giovane che in modo ufficiale, ma anche informale ha voluto festeggiare il suo inizio alla Casa dell'Ecomuseo tra molte persone intervenute anche dal sovramontino alle quali ha offerto un buffet.

Non ci sono stati discorsi di autorità anche perché non presenti. Unico discorso che c'è stato è stato quello della proprietaria che commesso dalla numerosa presenza a ringraziato tutti i presenti all'inaugurazione del Look Mery.

C'è chi si è già prenotato per usufruite dei suoi servizi.

In un tempo ove è sempre più difficile aprire un'attività soprattutto nel nostro Vanoi è sicuramente un atto di forte coraggio aprire, ciò che serve per uscire dalla crisi.

Prima di questa apertura un altra giovane ha apportato cambiamenti alla sua attività Claudia Fabbris che ha spostato il Negozietto Claudia in Via Roma, 5 di fronte all'ufficio postale.

Un augurio di tutto il bene alle due giovani imprenditrici che sia un risveglio per Canal San Bovo e la sua Piazza.

giovedì 25 luglio 2013

Inaugurazione e apertura della galleria Boal de Stona

Oggi alle 16.30 è avvenuta l'inaugurazione della Galleria del Boal di Stona alla presenza del rappresentante dell'impresa costruttrice del responsabile del procedimento, del sindaco Mariuccia Cemin e dell'assessore Mauro Gilmozzi. Erano presenti anche Depaoli Marco (consigliere provinciale di Trento), del presidente Cristiano Trotter e altri rappresentanti del comune di Canal San Bovo e della Comunità di Valle.

Mariuccia Cemin ha ringrazio la ditta, la giunta provinciale, l'allora assessore ai lavori pubblici Alberto Pacher, il consigliere Marco Depaoli, l'assessore Gilmozzi, i tecnici e tutti quelli che hanno permesso la costruzione della Galleria Boal de Stona al km 0,400 Km della Sp56 ha espresso l'auspicio che non ci si fermi a ciò ma che si vada avanti nella messa in sicurezza della frase e come in tal senso a volte le sue prese di sollecitazioni anche dure volevano proprio sollecitare ciò. Esso tale opera importante per collegare Caoria a Canal San Bovo.

A preso poi la parola il responsabile del procedimento che ha portato alla costruzione che ha messo in luce come l'opera sia sta costruita su due anni e che ha visto anche grazie all'azienda rispettati i tempi preventivati. Un opera che ha in primo luogo la sicurezza con un ancoraggio a nord per sopportare le sollecitazioni che una galleria di questo tipo richiede. L'ancoraggio del lato sud è stato costruito su micropali. Non solo però sicurezza anche un'attenzione nello stile nelle forme esterne. Una cosa che non dice la presenza di un guardarail tra la carreggiata e la struttura in cemento con terminazione del guardarail quasi ha lasciare uno spazio per la sicurezza di chi non va motorizzato nella strada.

L'opera è finita anche se mancano ancora le opere di abbellimento esterno come si può vedere da questa foto.

E' stato poi il turno dell'assessore provinciale Gilmozzi che ha espresso soddisfazione per l'opera che già ai sui tempi era partita e che ora vede completamento. Accetta il fatto che non si possa terminare qui e sebbene le risorse sono minori si deve andare al completamento di tutta la messa in sicurezza. Non si lasciano i lavori a metà.

Si è giunti poi alla benedizione della strada officiata da Don Nicola che ha voluto ricordare che andando in strada si deve avere la testa sulle spalle perchè non si può poi incolpare Dio se ci si fa male. Serve prudenza.

Alla presenza poi di 50 persone l'assessore provinciale Mauro Gilmozzi a tagliato il nastro.

Un ottimo rinfresco è stato allestito dall'Albergo Alpin di Caoria. Era presente lo Studio Archimedia per le riprese video e il giornalista Raffaele Bonaccorso.

Unica nota stonata uscendo dal luogo dell'inaugurazione la presenza del cartello di strada chiusa, ma che probabilmente veniva tolto quando gli operai provinciali uscivano dall'inaugurazione.

Book completo.

mercoledì 24 luglio 2013

Inaugurazione della Galleria Boal de Stona

Domani alle 16.30 si avrà l'inaugurazione e l'apertura della Galleria Boal de Stona sulla strada SP56 per Caoria. Tutta la popolazione è invitata sarà presente oltre alle autorità di rito, tra cui il sindaco Mariuccia Cemin, l'assessore provinciale Mauro Gilmozzi.

E' un passo ulteriore verso il miglioramento della viabilità tra Canal San Bovo e Caoria ed è gradita la presenza della popolazione.

lunedì 24 dicembre 2012

Inaugurazione dell'area feste a Canal San Bovo e spettacolo Vieni Emmanuel

Il 22 dicembre 2012 è stata una giornata di gioia per la comunità di Canal San Bovo che si è potuta avvicinare al natale attraverso lo spettacolo Vieni Emmanuel.

La giornata si è aperta verso le 17.30 con i saluti dell'assessore alla cultura alle attività economiche, progetto intervento 19, rapporti con Consorzio Turistico e Proloco, Ecomuseo del Vanoi (parte turistico, Volontariato Giulia Rattin. E' stato un saluto breve che ci ha introdotti allo spettacolo Vieni Emmanuel.

Vieni Emmanuel e stato uno spettacolo sostenuto dal Comune di Canal San Bovo, Proloco Canal San Bovo-Gobbera, Gruppo Animatori e patrocinato dal Consiglio Regionale.

Si potrebbe descrivere in modo pieno di particolari l'evento, ma solo un video potrebbe avvicinarsi alla bellezza. Tutto parte da Vieni Emmanuel che titola tale spettacolo. Vieni è senz'altro un segno di accoglienza di qualcuno ed è proprio quello che si pensa quando si dice vieni a qualche persona. Vieni non è solo un invito ma un avvicinarsi al Natale, ma un percorso che ci accompagna nella magia dell'Avvento con San Nicolò e con tutte le figure del Natale. Ecco sfruttando il Comune di Canal San Bovo si è creato attraverso le finestre i racconti dei narratori tutti e l'organizzazione tutta vivere proprio il cammino attraverso l'avvento. Un invito a far venire nel Natale non solo un momento di regali ma di accoglienza del Dio con noi.

Questo spettacolo è stato fruibile attraverso un teatro all'aperto con la scenografia basata sul comune e le sue stanze. Il gioco di luce e lo spegnimento della luce pubblica hanno reso ottimo lo spettacolo.

Anche il prete Don Nicola è stato coinvolto con i chierichetti che hanno chiuso lo spettacolo portando il simbolo dell'Avvento: la corona dell'Avvento.

Dopo lo spettacolo c'è stata l'inaugurazione con il primo discorso compiuto dalla sindaca Mariuccia Cemin. C'è stata poi la benedizione da parte del parroco, il quale poi col suo discorso ha messo in luce il tutto. Belle le strutture che vengono fatte, ma le persone poi le fanno vivere. Strutture belle e su questo l'amministrazione ha il suo merito vivono se la gente le fa vivere.

Le parole fatte da Micheli Attilio sono poi uno sfatare il fatto che il gruppo animatori sia chiuso, ma che anzi è aperto alla collaborazione di tutti, perchè tutti non siamo fautori della vita della nostra comunità.

Ne è seguito un rinfresco con delle leccornie salate e dolci e bevande di diversi tipi: tra cui il brulè classico di questi periodo.

Un ottimo modo di inaugurare una struttura richiesta dalla popolazione di Canal San Bovo e dove poter sentirsi veramente comunità.