domenica 9 dicembre 2012

Questito referendario 1 sui rimborsi elettorali

Il quesito referendario inerente i rimborsi elettorali è più esteso del quesito 2 ma nemmeno esso toglie tutti i privilegi in campo per i partiti politici. Non torno sulla Legge 3 giugno 1999 n. 157 in quanto il quesito è pari a 2 e al quale rimando qui.

E' apprezzabile la cancellazione dei rimborsi elettorali presenti nelle altri leggi mantenendo i controlli sulle campagne elettorali per quanto riguarda le spese. Non si può però dire che tutti i contributi siano tolti.

I contributi risultano ridotti in quanto si mantengono collegamenti a altre leggi che prevedono contributi e di cui non ho compiuto una valutazione degli effetti sugli stessi. Sembra però che si voglia tornare ai rimborsi degli anni 1980.

E' poi previsto nell'art. 16 comma 3 della Legge che chiama vendetta:

3. A titolo di concorso nelle spese per l'elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo e' stabilito un contributo in favore dei partiti e dei movimenti che abbiano ottenuto almeno un rappresentante. Il contributo e' corrisposto ripartendo tra gli aventi diritto un fondo il cui ammontare e' pari, in occasione delle prime elezioni per il Parlamento europeo che si svolgeranno in applicazione della presente legge, alla somma risultante dalla moltiplicazione dell'importo di lire 800 per il numero degli abitanti della Repubblica quale risulta dall'ultimo censimento generale. Il fondo viene ripartito tra i partiti e i movimenti aventi diritto al rimborso in proporzione ai voti ottenuti da ciascuno di essi sul pi- ano nazionale.

Mentre per i comitati referendari per i quali vedevo un minimo di utilità qui veramente si rasenta il ridicolo. Perchè mantenere i rimborsi per le elezioni al parlamento europeo?

Con le imprese che si arrabattano per sopravvivere mi sembra poi che le varie agevolazioni IVA e postali sebbene si possono si mantenere non siano più giustificabili. Apprezzabile poi il mantenimento di controlli.

Firmerò in comune e voterò per l'abrogazione quando la turnata referendaria verrà calendarizzata anche se a malincuore per un risultato che poteva esser di maggior impatto, ma che non si è voluto.

Le considerazioni sopra non inficiano però il piccolo passo che si fa. Meglio un passo piccolo che nulla.

Quesito e testi delle leggi modificate tranne che per la Legge 3 giugno 1999 n. 157 che è stata trattata già in un altro questito referendario.

sabato 8 dicembre 2012

Quesito referendario 2 sui rimborsi elettorali

Tale quesito referendario tratta un argomento già trattato nel quesito 1, sebbene ristretto a pezzi della legge 3 giugno 1999 n. 157.

Questo quesito poteva esser più esteso e far cadere parti maggiori della legge, ma è un buon inizio e per questo entro la settimana andrò a firmarlo e andrà a votare si qualora venisse calendarizzato; sebbene ciò non possa avvenire se non nel 2014.

Si va verso un sistema di finanziamento dei partiti basato sulle donazioni e su un regime fiscale di favore che ci può anche stare per la funzione che i partiti hanno.

A onor del vero non si può sottacere che una base di rimborso ancora viene prevista è riferita ai comitati promotori dei referendum in visioni limitata alle firme ricevute moltiplicate per un euro ma solo a condizione che il referendum raggiunga la validità e quindi il quorum, cosa che succede raramente in italia.

Il resto della legge rimane intatta anche per quanto riguarda i rimborsi di somme ricevute in esubero anche quando anche il partito sia chiuso. Tale normativa va cambiata per evitare nuovi casi Margherita e le ruberie che si possono ancora fare e andrebbe aumentata la responsabilità degli amministratori del partito.

Non sono simpatizzante IDV e altri sostenitori ma devo piegarmi all'evidenza che va verso un finanziamento privato dei partiti politici e ciò è quello che io vorrei avvenisse. Poi ovviamente va la materia regolamentata per rendere edotto l'elettorale su da che parti arrivano i soldi per il funzionamento del singolo partito. Risorse private e trasparenti e visibili a tutti come in America. Questo va regolamentato bene.

Per le motivazioni sopra esposte ribadisco che firmerò in settimana presso il Comune questo quesito e lo voterò quando calendarizzato. Invito i lettori a fare altrettanto.

Documentazione allegata:

Testo del quesito referendario

Legge 3 giugno 1999 n. 157 nel testo che ne esce dal referendum

giovedì 6 dicembre 2012

Abrogazione del sostegno alla contrattazione collettiva di prosssimità

Altro referendum sul tema del lavoro sostenuto anche dall'IDV. Il referendum tocca l'art. 8 del decreto legge 13 agosto 2011 n. 138:

I contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale ovvero dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda possono realizzare specifiche intese finalizzate alla maggiore occupazione, alla qualita' dei contratti di lavoro, alla emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitivita' e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all'avvio di nuove attivita'.

Le specifiche intese di cui al comma 1 possono riguardare la regolazione delle materie inerenti l'organizzazione del lavoro e della produzione incluse quelle relative: a) agli impianti audiovisivi e alla introduzione di nuove tecnologie; b) alle mansioni del lavoratore, alla classificazione e inquadramento del personale; c) ai contratti a termine, ai contratti a orario ridotto, modulato o flessibile, al regime della solidarieta' negli appalti e ai casi di ricorso alla somministrazione di lavoro; d) alla disciplina dell'orario di lavoro; e) alle modalita' di assunzione e disciplina del rapporto di lavoro, comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto e le partite IVA, alla trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e alle conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro, fatta eccezione per il licenziamento discriminatorio e il licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio.

Le disposizioni contenute in contratti collettivi aziendali vigenti, approvati e sottoscritti prima dell'accordo interconfederale del 28 giugno 2011 tra le parti sociali, sono efficaci nei confronti di tutto il personale delle unita' produttive cui il contratto stesso si riferisce a condizione che sia stato approvato con votazione a maggioranza dei lavoratori.

Quest'articolo con il referendum che si vuole portare ai cittadini in caso di accettazione porterebbe a cancellare tale articolo. Ancor oggi c'è scarsa decisione nei luoghi più vicini al lavoratore e molte decisioni vengono prese a livello centralizzato.

L'economia gira sempre più velocemente e le aziende devono avere sistemi snelli in cui si possa contrattare con i lavoratori e le rappresentanze sindacali aziendali anche diversi modi di gestire il lavoro. Le tematiche riportate nell'articolo sono sicuramente quelle che si posso passare alla contrattazione collettiva. Perchè allora cancellare tale norma?

Bisogna che gli imprenditori possano anche dire io posso riconoscere ai miei dipendenti un salario maggiore e magari ridurre se siamo meno competitivi? Questo ovviamente chiedendo ai dipendenti e alle rappresentanze sindacali aziendali in questo modo i lavorati diventerebbe realmente partner dell'imprenditore, cosa c'è di male in ciò?

Per questi motivi non firmerò e se chiamato a votare al referendum, che comunque non si terrà nel 2013 perchè hanno elettorale, voterò no a questo referendum.

QUESITO ABROGATIVO DELL'ARTICOLO 8 DEL DECRETO LEGGE 13 AGOSTO 2011, N. 138 CONCERNENTE IL SOSTEGNO ALLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA DI PROSSIMITA'

Referendum sull'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori

Il prossimo anno è un anno elettorale e quindi non si potrà essere anno referendario, in quanto nell'anno in cui ci sono le elezioni politiche non si da luogo a referendum.

La riforma del lavoro del ministro Fornero a portato anche ad un cambiamento di tale articolo per circoscrivere la portata dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori che è lodevole, ma non è questa la tutela che serve ai lavoratori.

Il referendum dell'IDV porta delle modifiche a varie normative e tutte è vero su uno stesso argomento ma che vede sia da un punto di vista dello schema che delle delle procedure.

Una politica atttiva del lavoro. Non si può pensare che reintegrando in quasi ogni caso il lavoratore si possa difenderlo dai rovesci dell'economia o da un rapporto col datore del lavoro deteriorato. La vera tutela può essere più efficace se ci fosse una politica attiva del lavoro.

Il primo tema che a mio avviso sarebbe d'affrontare sarebbe creare un ambiente più attrattivo per le imprese e meno burocratico: assumere deve esser facile. Legato all'assunzione si deve rendere più facile l'incontro tra domanda ed offerta che in molte parti d'Italia si basa solo la conoscenza diretta e rendere più attraente trovare il proprio dipendente attraverso i collocamento, il quale deve funzionare meglio. Non è possibile che spesso anche un lavoratore non possa esser sicuro che le offerte proposte siano attuali e ci sia veramente qualcuno datore di lavoro che cerchi.

Bisogna inoltre potenziare la riqualificazione del personale evitando corsi che non possono aggiungere nulla e farne di veramente qualificanti e che per gradi possano portare anche a cambiare radicalmente professione.

Vanno previste indennità degne per tutti i lavoratori dipendenti che sostituiscano tutte le varie forme prevedendo anche delle indennità di mobilità. A seconda del tempo che una persona rimane disoccupata bisogna incentivarne oltre la riqualificazione lo spostamento in zone ove possa trovare lavoro. So che nessuno vorrebbe spostarsi da dove vive bene ma lo si deve fare. Le varie indennità vanno date se si vuole formarsi e magari spostarsi ove si può lavorare con aiuti per poter trasferire tutta la famiglia.

Il reintegro a mio avviso non ha più senso di esistere e sarei per un referendum per cancellare tutta la normativa relativa compreso l'articolo 18 in questione. Per tale motivo non posso firmare e votare no al referendum in questione quando si potrà votare sull'argomento.

La documentazione circa il testo del quesito referendario e i testi modificati con l'esito positivo del referendum potete trovarli qui.

lunedì 3 dicembre 2012

Primarie un bella pagina politica

Si sono concluse e il clima caldo di alcuni giorni fa si è stemperato facendo vedere una faccia edificante di una politica che spesso non lo è. Anche il comportamento tenuto dai candidati è stato esemplare.

Pierluigi Bersani ha dato fiducia alla sua gente con quest'affermazione: "Dobbiamo avere fiducia nella nostra gente". Perfino Matteo Renzi ha detto:" Hai vinto, congratulazioni" e ammette: "Lui ha vinto, io ho perso e nessuna regola avrebbe potuto cambiare il risultato". " Sconfitta netta, saremo leali". Un tale comportamento non si è mai visto in un elezione politica e il segnale dato dalle primarie ha dato una lezione anche per le prossime elezioni su come si possa perdere con dignità.

Il segretario ha vinto col 60,8% contro il 39,1 dello sifdante Matteo Renzi e ha vinto un rapporto più stretto con la sinistra di Vendola nei confronti di una posizione più centrale. E' pur vero che i voti dei vendoliani non sarebbero bastati e probabilmente a strappato i voti anche di qualche renziano.

Motivazioni per la vittoria. Il fatto di non aver potuto aprire a nuovo elettorato ha pesato su Renzi ma nemmeno ciò sarebbe bastato per togliere il divario col segretario e come ho già detto ha pescato anche nel campo renziano.

Vendola può aver ceduto il voti a Bersani ma anche gli altri candidati possono aver lavorato per lui perchè ha dimostrato di rispettare ciò che dice e non voler regole a personam e ciò qualcosa nella sinistra pesa.

Poi la gente ha ricordato che lui lenzuolate di liberalizzazioni ne ha fatto e qualcosa ha fatto per cambiare il paese non è riuscito compiutamente nelle sue intenzioni per mancanza di forza.

Poi gli attacchi a renzi di non parlare di sinistra può averlo fatto associare alla destra forse anche per un comportamento forse un po' sbruffone che lo facevano associare al miglior Berlusconi.

Scenari. Ora inizia la vita dura per Bersani di dimostrare quello che diceva che è riformatore come o forse più di Renzi. Ora Bersani non ha alibi perfino Prodi dice:"Il segretario ora è fortissimo". La forza ora c'è ora si vorrà vedere se riesce a fare sintesi senza inchinarsi a nessuno ne renziani ne vendoliani. E' l'ultima chance per Bersani per dimostrare il suo valore. Un buon segnale è già arrivato non ricandida. Altri in quel partito devo fare questo passo. Ora il segretario ha la forza per portare a analighi passi altre persone.

Le idee di Renzi hanno perso come quelle di Vendola e gli altri candidati, ma se vogliamo sono quelle che dopo quelle del segretario hanno trovato più sostegno. Questo non lo si può nascondere.

La cosa peggiore che può capitare è uno scontro Bersani-Berlusconi che porti indietro le lancette al passato. Credo che stavolta Bersani forte della legittimazione ottenuta non voglia tornare a parlare di temi che non appassionano la gente.

Ha vinto il centrosinistra. Il centrosinistra ha vinto la sua battaglia e ha portato quasi 3 milioni di persone facendo della vittoria del centrosinistra una festa della democrazia.

Su questo il PDL che è il partito più grande nel panorama italiano assieme al PD deve fare tesoro. Gli elettorati sono diversi è vero, ma entrambi sono stanchi di vedersi tagliati fuori dalle decisioni. Il centrosinistra ha rivitalizzato l'elettoralo ora tocca al PDL fare la stessa cosa.

domenica 2 dicembre 2012

Riflessioni su Israele

Dopo che pochi giorni fa la Palestina è entrata come stato osservatore all'ONU dalle conseguenze ancora imprevedibili e che hanno portato gli USA ad allontanarsi, sebbene sostenga Israele, dall'edificazione di nuove colonie da parte dello stesso vorrei portare alla discussione il pensiero di un ex blogger di Repubblica. Un blogger che ha chiuso il rapporto con Repubblica dopo che questo post era stato eliminato.

Vorrei prima di portare integralmente lo stesso ringraziare la fonte che mi ha fatto conoscere tale situazione, Il fatto quotidiano.

Il tema non è facile da affrontare visto che l'Europa ha un eredità pesante del nazismo di Hitler e alcuni temi si vuole eliminarli anche da una discussione pacata. Nel pensiero dell'autore Piergiorgio Odifreddi si usa cifre di cui non mi sento all'altezza di dire che sono veritiere o meno ma centrano il problema.

La politica israeliana. Se Hamas non può trovare giustificazione per i lanci di missili e gli attentati suicidi, nemmeno Israele può esser esentato di responsabilità circa la guerra che è stata compiuta anche con azioni come Piombo Fuso e simili che oltre a toccare militari hanno coinvolto la popolazione inerme. Non che Hamas non l'abbia coinvolta, ma Israele ha sempre fatto seguire ad attacchi di Hamas rappresaglie militari.

Hamas e l'ANP hanno cambiato strategia e col riconoscimento tutto può cambiare e pure la strategia militare di ambo gli stati venir ridotta, infatti pure la Palestina potrebbe far valere l'imputazione per crimini di guerra dei vertici israeliani. La strada che verrà seguita e le mosse di ambo le parti sono ancora tutte da scoprire, ma su il punto dei crimini di guerra e crimini contro l'umanità potrebbe esser interessante valutare il pezzo che ora mi accingo a riportare.

Dieci volte peggio dei nazisti

Uno dei crimini più efferati dell’occupazione nazista in Italia fu la strage delle Fosse Ardeatine. Il 24 maggio 1944 i tedeschi “giustiziarono”, secondo il loro rudimentale concetto di giustizia, 335 italiani in rappresaglia per l’attentato di via Rasella compiuto dalla resistenza partigiana il 23 maggio, nel quale avevano perso la vita 32 militari delle truppe di occupazione. A istituire la versione moderna della “legge del taglione”, che sostituiva la proporzione uno a uno del motto “occhio per occhio, dente per dente” con una proporzione di dieci a uno, fu Hitler in persona.

Il feldmaresciallo Albert Kesselring trasmise l’ordine a Herbert Kappler, l’ufficiale delle SS che si era già messo in luce l’anno prima, nell’ottobre del 1943, con il rastrellamento del ghetto di Roma. E quest’ultimo lo eseguì con un eccesso di zelo, aggiungendo di sua sponte 15 vittime al numero di 320 stabilito dal Fuehrer. Dopo la guerra Kesselring fu condannato a morte per l’eccidio, ma la pena fu commutata in ergastolo e scontata fino al 1952, quando il detenuto fu scarcerato per “motivi di salute” (tra virgolette, perché sopravvisse altri otto anni). Anche Kappler e il suo aiutante Erich Priebke furono condannati all’ergastolo. Il primo riuscì a evadere nel 1977, e morì pochi mesi dopo in Germania. Il secondo, catturato ed estradato solo nel 1995 in Argentina, è tuttora detenuto in semilibertà a Roma, nonostante sia ormai quasi centenario.

In questi giorni si sta compiendo in Israele l’ennesima replica della logica nazista delle Fosse Ardeatine. Con la scusa di contrastare gli “atti terroristici” della resistenza palestinese contro gli occupanti israeliani, il governo Netanyahu sta bombardando la striscia di Gaza e si appresta a invaderla con decine di migliaia di truppe. Il che d’altronde aveva già minacciato e deciso di fare a freddo, per punire l’Autorità Nazionale Palestinese di un crimine terribile: aver chiesto alle Nazioni Unite di esservi ammessa come membro osservatore! Cosa succederà durante l’invasione, è facilmente prevedibile. Durante l’operazione Piombo Fuso di fine 2008 e inizio 2009, infatti, compiuta con le stesse scuse e gli stessi fini, sono stati uccisi almeno 1400 palestinesi, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, a fronte dei 15 morti israeliani provocati in otto anni (!) dai razzi di Hamas. Un rapporto di circa 241 cento a uno, dunque: dieci volte superiore a quello della strage delle Fosse Ardeatine. Naturalmente, l’eccidio di quattro anni fa non è che uno dei tanti perpetrati dal governo e dall’esercito di occupazione israeliani nei territori palestinesi.

Ma a far condannare all’ergastolo Kesserling, Kappler e Priebke ne è bastato uno solo, e molto meno efferato: a quando dunque un tribunale internazionale per processare e condannare anche Netanyahu e i suoi generali?

Piergiorgio Odifreddi

sabato 1 dicembre 2012

I liberali con Renzi per un doppio turno aperto

"L'atteggiamento dei vertici del PD in occasione del secondo turno di queste primarie colpisce molto" - affermano in una nota i Liberali italiani. "Colpiscono tutte queste resistenze ad allargare la platea degli elettori come sta cercando di fare Renzi. Forse andrebbe ricordato ai piani alti del PD - che queste primarie sono primarie di tutti e che si sta votando per il candidato Premier che dovrà avere la più ampia maggioranza possibile per governare. Il centro sinistra che vuole Renzi è un centro sinistra ampio, rappresentativo, aperto ai cittadini. E tra cittadini non esistono infiltrati. Proprio per questo i liberali sostengono Renzi al secondo turno e la sua battaglia contro le regole chiuse della nomenklatura PD."