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sabato 9 febbraio 2013

Idee chiare sul lavoro per Rivoluzione Civile

Di rivoluzione civile e di Ingroia tutto si può dire e anche il contrario di tutto, ma ciò che non si può dire che non abbia chiaro cosa vuol fare sul lavoro.

Il lavoro che non c'è essendo 3 milioni di disoccupati o il lavoro precario essendoci 4 milioni di persone precarie o partime è ben scolpito nella mente di Ingroia. Da ciò lui parte per la sua idea di lavoro che deve dare dignità all'art.1 della Costituzione spesso dimenticato. Non è Ingroia che dice solo che tale articolo è stato dimenticato ma perfino una lettera di un 61 enne che quest'anno si è tolto la vita dopo 3 anni di disoccupazione dicendo proprio nella lettera ciò che Ingroia fa trasparire.

Un'emergenza quella lavorativa che sembra non aver fine. Serve far ripartire l'economia e dare dignità alle persone e questa può esser data con la stabilità. Sebbene io non sia d'accordo sull'articolo 18 posso condividere il pensiero sulla stabilità, la quale solo da la possibilità di guardare con meno patemi d'animo il futuro. Si sente tanto parlare di idee, ma poco del lavoro concretamente ed è bello sentirne parlare.

giovedì 6 dicembre 2012

Referendum sull'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori

Il prossimo anno è un anno elettorale e quindi non si potrà essere anno referendario, in quanto nell'anno in cui ci sono le elezioni politiche non si da luogo a referendum.

La riforma del lavoro del ministro Fornero a portato anche ad un cambiamento di tale articolo per circoscrivere la portata dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori che è lodevole, ma non è questa la tutela che serve ai lavoratori.

Il referendum dell'IDV porta delle modifiche a varie normative e tutte è vero su uno stesso argomento ma che vede sia da un punto di vista dello schema che delle delle procedure.

Una politica atttiva del lavoro. Non si può pensare che reintegrando in quasi ogni caso il lavoratore si possa difenderlo dai rovesci dell'economia o da un rapporto col datore del lavoro deteriorato. La vera tutela può essere più efficace se ci fosse una politica attiva del lavoro.

Il primo tema che a mio avviso sarebbe d'affrontare sarebbe creare un ambiente più attrattivo per le imprese e meno burocratico: assumere deve esser facile. Legato all'assunzione si deve rendere più facile l'incontro tra domanda ed offerta che in molte parti d'Italia si basa solo la conoscenza diretta e rendere più attraente trovare il proprio dipendente attraverso i collocamento, il quale deve funzionare meglio. Non è possibile che spesso anche un lavoratore non possa esser sicuro che le offerte proposte siano attuali e ci sia veramente qualcuno datore di lavoro che cerchi.

Bisogna inoltre potenziare la riqualificazione del personale evitando corsi che non possono aggiungere nulla e farne di veramente qualificanti e che per gradi possano portare anche a cambiare radicalmente professione.

Vanno previste indennità degne per tutti i lavoratori dipendenti che sostituiscano tutte le varie forme prevedendo anche delle indennità di mobilità. A seconda del tempo che una persona rimane disoccupata bisogna incentivarne oltre la riqualificazione lo spostamento in zone ove possa trovare lavoro. So che nessuno vorrebbe spostarsi da dove vive bene ma lo si deve fare. Le varie indennità vanno date se si vuole formarsi e magari spostarsi ove si può lavorare con aiuti per poter trasferire tutta la famiglia.

Il reintegro a mio avviso non ha più senso di esistere e sarei per un referendum per cancellare tutta la normativa relativa compreso l'articolo 18 in questione. Per tale motivo non posso firmare e votare no al referendum in questione quando si potrà votare sull'argomento.

La documentazione circa il testo del quesito referendario e i testi modificati con l'esito positivo del referendum potete trovarli qui.