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venerdì 2 dicembre 2016

Ultimo giorno della campagna referendaria: i dibattito organizzato da Acli a Canal San Bovo il 25 novembre 2016

dibattito Acli referendum Riforma Boschi Primiero 2016Ultimo giorno di campagna referendaria in vista del referendum costituzionale, sulla riforma Boschi, del 4 dicembre 2016 visto che domani è giornata di silenzio elettorale. Si presenta qui una delle 30 serate informative delle Acli sul referendum, quella tenuta a Canal San Bovo presso la sala della Cassa Rurale di Primiero e Vanoi, all'insegna della Buona Politica come afferma il presidente provinciale delle Acli Trentina Luca Orler. Lo stesso invita a votare per non perdere la possibilità di dare indicazioni a chi alla politica che altrimenti può fare ciò che vuole, ma per fare ciò si deve esser informati ed ecco le serate organizzate da Acli.

La serata di Canal San Bovo ha visto Italo Gilmozzi per il si (Assessore con delega per le materie dei lavori pubblici e bilanci al comune di Trento nonché segretario provinciale PD) al quale si contrapponeva per il no Antonia Romano (consigliera comunale a Trento per L'altra Trento a sinistra) moderati dal giornalista Zurlo Christian. Introducendo l'argomento Zurlo Cristian ha voluto sottolineare, 23 persone in sala, la voglia della gente di informarsi sulla riforma costituzionale, nonostante in TV spesso siano emerse posizione estremizzate che spesso fanno rimanere al margine il tema vera del referendum. Si va a referendum essendo che stato richiesto a norma dell'art.138 della Costituzione in quanto non si è raggiunta la maggioranza dei 2/3. La riforma tocca il titolo V parte II della Costituzione, il CNEL, il quorum per l'elezione del Presidente della repubblica, il superamento del bicameralismo paritario, la materia della partecipazione popolare.

Antonia Romano, oltre a far presente che è consigliera nel comune di Trento per la sinistra e non giurista, affronta una prima questione del confronto tra la Costituzione vigente e la riforma in termini di chiarezza dovendo la stessa esser accessibile a tutti. La consigliera denota che la riforma manomette le parole e fa presente che oltre ad una maggior condivisione tra i costituenti del 1948 nella scrittura si avvalsero del lavoro di linguisti compiuto nel 1947.

Nel merito della riforma la stessa fa presente che c'è un ritorno al centralismo dopo che le regioni con la riforma del 2001 avevano ottenuto autonomia. Sul tema del bicameralismo perfetto si sarebbe potuto risparmiare maggiormente arrivando anche a cancellare il Senato. Sul tema della maggior velocità di produzioni delle leggi afferma che è un falso problema, in quanto l'Italia produce 120 leggi contro una media europea di 88 sebbene poi tutto si blocchi in fase di attuazione. Il tema della rappresentanza dei territori nel Senato non viene, per la consigliera, risolta essendo che ci sarò un voto proporzionale tra consiglieri provinciali, regionali, sindaci che ripropone la divisione partitica.

Italo Gilmozzi esordisce che la democrazia è tale se riesce a dare risposte ai cittadini, i quali valuteranno l'operato del governo; ma perchè ciò sia possibile si deve mettere il governo nelle condizioni di governare e per questo va superato il bicameralismo. Sulla rappresentanza dei territori Italo cita Giorgio Tonini che affermo "il presidente Rossi rappresenta la provincia più di lui".

Si arriva al referendum perchè dopo l'elezione del Presidente della Repubblica Mattarella Forza Italia (PDL) si è smarcato dopo aver votato per 4 volte su 6 la riforma, mentre il M5S non ha mai partecipato alla riforma che comunque porta consistenti risparmi.

Il moderatore Zurlo a questo punto porta in discussione la composizione del Senato da 315 eletti a 100 tra i quali 95 rappresentanti territoriali ,dei quali 20 sindaci, e 5 nominati dal Presidente della Repubblica (i primi rimangono i carica per il periodo della carica, mentre i secondi per 7 anni). Collegato a questo tema è stato inserito il discorso dei rimborsi e la cancellazione delle indennità oltre che dell'immunità che permane. Altro tema la Carta di Udine firmata da Serrachiani, Rossi, Kompatscher, Pigliaru; ultimo tema affrontato in tale blocco i riflessi sull'Autonomia.

Gilmozzi si concentra sulla salvaguardia dell'autonomia che averebbe grazie all'intesa ed è per questo, a suo avviso, che Luca Zaia fa riferimento che alle Regioni a Statuto Speciali conviene votare si contraddicendo chi appartenendo all'opposizione in Trentino dice il contrario. E' difficile senza l'intesa la riforma statutaria e valorizzare l'autonomia col clima romano e che si respira negli altri territori. Infine la riforma costituzionale riprende la Carta di Udine per quanto concerne le autonomie speciali. Di converso Antonia Romano fa notare che è una riforma centralista che toglie competenze alle regioni che avevano ricevuto nel 2001 maggiore autonomia senza esser messe nelle condizioni di esercitare le competenze per mancata partenza del federalismo fiscale. E' per questo motivo che in Val d'Aosta l'Union Valdotein si schiera per il no.

Esiste poi per Antonia un altro problema che deriva dall'Art. 28 dello Statuto d'Autonomia il quale prevede le incompatibilità per consiglieri provinciali e regionali tra cui c'è il sedere in Parlamento, per il quale manca il tempo per una modifica in un Parlamento ostile.

Per quanto riguarda le competenze Antonia fa presente che viene sottratta la competenza ambientale potendo far passare senza consenso dei territori opere impattanti. La consigliera chiede di avere 5 minuti supplementari che vengono concessi dal moderatore chiedendo alla stessa di introdurre se possibile il tema del Presidente della Repubblica. Ciò non avverrà perchè la stessa torna sul tema della stabilità facendo una distinzione tra le due essendo la stabilità non legata al governo ma a indici economici come il PIL.

La consigliera sui senatori (sindaci, consiglieri provinciali di Trento e Bolzano e regionali) afferma che gli stessi avrebbero un ulteriore incarico senza indennità e inciderebbero su temi importanti potendo se 1/3 lo chiede chiede il riesame di una legge, la normativa sugli enti locali, la Costituzione etc.

Antonia poi sposta il discorso sul metodo a cui si è pervenuti alla riforma citando Calamandrei che afferma che il governo non deve entrare nella riforma costituzionale, mentre in questa riforma (Riforma Boschi) il governo la perfino proposta.

Il moderatore Zurlo chiede a Italo Gilmozzi di introdurre i temi del Presidente della Repubblica, l'iniziativa popolare e il referendum. Lo stesso introducendo l'argomento coi numeri (2/3 voti assemblea, dal quarto scrutinio 3/5 assemblea, dal settimo 3/5 votanti) mette le mani avanti dicendo che nessuna maggioranza di governo potrebbe da sola votare il Presidente della Repubblica. Esistono poi i contrappesi che rimangono intatti Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale, magistratura.

Italo Gilmozzi affronta poi il tema dell'iniziativa popolare che nella riforma richiede 150000 firme invece di 50000, ma affianca tempi certi di risposta. Sul referendum è stata introdotta la possibilità con 800 mila firme raccolte invece di 500 mila di poter avere un quorum di 50%+1 dei votanti alle politiche.

Ribattendo a Antonia Gilmozzi incassa la differenza tra governabilità e stabilità, ma afferma che la prima condizione per la seconda.

Il moderatore Zurlo porta sul tavolo il fatto che molti dei critici dicono c'è ci potrebbe esser caos istituzionale tra Camera e Senato, ma Gilmozzi declina tale problema essendo le materie su cui Camera e Senato legiferano contenute nell'art. 70 novellato della costituzione.

Antonia torna sul tema del Presidente della Repubblica e dell'elezione degli organi di garanzia che la maggioranza che esce dall'Italicum, che sono nelle promesse Renzi vuole cambiare, potrebbe arrivare a votare tali organi da sola. Non è un problema ora che c'è Renzi, ma se ci fosse un Presidente autoritario si. La consigliera poi sul tema dell'iniziativa popolare fa presente che alzare a 150 mila le firme da raccogliere sono proibitive; ma a ciò Gilmozzi ribatte che ci sarebbe la risposta certa che ora non c'è.

Sul tema della legalità, il vincolo dei mandato, l'immunità i contendenti glissano se non Gilmozzi sul fatto che i parlamentari sono specchio della società ed è responsabilità dei cittadini sceglierli e mandare a casa chi non adeguato. Sul tema del vincolo di mandato non c'è mai stato in quanto già nella Costituzione vigente si è evitato di inserirlo dopo esser usciti dal fascismo come garanzia di libertà.

Antonia è entrata sull'intesa della modifica dello statuto che non sarebbe facile inserirla nello stesso a garanzia di ulteriori modifiche in un Parlamento ostile. Gilmozzi sul punto fa presente che l'intesa è una garanzia, ma che poi come sarà lo statuto dipende da noi da come noi stessi ci approcciamo all'Autonomia.

In chiusura di serata gli appelli prima quello di Antonia per il no che fa valere che per il no ci sia il sostegno di 11 presidenti della Corte Costituzionale su 11 e che invece J.P. Morgan e Confidustria sostengono il si perchè temono la Costituzione vigente e questo è segno della qualità della riforma. Una riforma serve ma su altre basi.

Chiude poi Italo Gilmozzi con un appello al si come voto di speranza e di cambiamento per non rimanere nella palude. Se si guarda i sostenitori del si c'è anche Coldidretti, mentre per il no Casapound, Salvini e una diversità di sostenitori che nessuna riforma potranno riuscire a fare assieme.

martedì 25 agosto 2015

Dibattito seguito alla variazione di bilancio del 20 agosto 2015

Il dibatto sulla variazione di bilancio del 20 agosto 2015 del consiglio comunale si apre con la capogruppo di minoranza, Mariuccia Cemin, ed inizia la parte corrente. La prima richiesta di chiarimenti in merito agli aumentati fitti attivi e le cause che hanno determinato ciò. Il segretario su richiesta risponde che si tratta di adeguamento e non ci sono nuovi fitti.

La stessa consigliera fa una considerazione sulle entrate da proventi su concessione edilizie che vengono usati in variazioni ed in passato sono sempre servite per lo sgombero neve.

Altro tema su cui Mariuccia Cemin chiede lumi è un progetto iniziato con lei in qualità di sindaca nella precente amministrazione: l'elettrificazione di Malga Fossernica di Dentro. Esso sfruttava un quadro agevole della normativa e della Agea, il quale permetteva per le strutture come quella indicava se entro i 2000 metri dalla linea permetteva di pagare un forfait che è stato quantificato con STET in 6700 euro contro i 110.000 euro. Si è fatto presente dal consigliere delegato Anger Ennio che la normativa è cambiata per la tipologia degli edifici e per la distanza ora solo 1400 metri. La stessa STET per rispondere alla normativa si è trovata a far fronte a contratti onerosi e sta cercando di evitare e per questo si vuole trovare pronto per portare a casa il risultato. Su tale tema si apre un siparietto in quanto Mariuccia Cemin chiede l'impegno a portare avanti che Anger non prima però di aver approfondito i contorni per evitare le situazioni già viste da un privato in una zona analoga nel nostro comune.

Altra informazione richiesta dalla è in merito ai 1800 euro messi in campo per il servizio nonno vigile circa la presenza nella somma anche dei costi. Il sindaco risponde che tale somma comprende tutto il necessario compresi i corsi spiegando che il servizio verrà attivato solo se da parte dei nonni si arriverà ad un minimo di adesioni.

La capogruppo di minoranza lamenta poi poco coraggio per la parte di investimenti che si ritiene povera sebbene la stessa ha lasciato con l'amministrazione precedente guidata dalla stessa 500-600 mila euro da gestire. La stessa chiede inoltre se nei 10000 euro messi nella lite Pislor comprendono la situazione venutasi a creare ai PIEROI. Il sindaco ammette che tale situazione non è contemplata nei 10000 euro.

Altro progetto che la capogruppo di minoranza vorrebbe che si portasse avanti una centralina di un progetto della passata amministrazione del costo di 28000 euro, della potenza di 1,3KW, per un guadagno di 2000 euro dall'energia prodotta.

Un tema più problematico è il tema del Fascicolo integrato di Acquedotto (FIAT) che la capogruppo di minoranza vorrebbe fosse affrontato attraverso i bandi BIM , come da delibera 24 luglio 2015, ha appaltato a New Energy mette 105 mila euro per dei monitoraggi e per un livello base della FIA dando un risparmio di 20000 euro. Il sindaco mette in luce che si è pensato di mettere a bilancio 55000 euro per evitare sanzioni visto che entro novembre deve esser preparato in modo completo. Afferma che non è vero che esiste una lista di comuni come Mariuccia Cemin vuole fare credere, ma che Canal San Bovo è l'unico comune che non ha ancora preparato lo stesso o comunque dato l'incarico. La capogruppo di minoranza afferma che non si è proceduto sotto l'amministrazione comunale precedente da lei guidata non si è fatto in quanto c'è quasi la certezza di dover chiudere le fontane per sforamento della concessione di derivazione dell'acqua e ciò crea problemi politici coi censiti.

Alla richiesta di chiarimenti sulle minori spesi per Vanoi Notizie per 5000 euro da parte di Mariuccia Cemin, il sindaco afferma che ciò è dovuto al fatto che la copia primaverile è saltata causa il periodo pre-elettorale.

Il consigliere di minoranza Gaspare Perotto chiede di portare avanti la pista iniziata sotto l'amministrazione precedente in cui lui è assessore alle foreste facendo presente che servirebbero 10000-12000 euro. L'assessore competente Renato Loss fa riferimento che la forestale sta facendo molti lavori nel comune che anche avendo soldi va valutata la priorità. Lo stesso afferma non essere contrario alle strade, ma che se c'è priorità per la posta del Totoga va dimostrato con valutazione a chi serve. Allo stato ci sono già molte strade a cui procedere alla manutenzione, tanto più che con lo scioglimento del consorzio miglioramento fondiario di Canal San Bovo anche tale strade passano nella competenza del comune.

lunedì 25 agosto 2014

Dibatto seguito alla serata a Canal San Bovo sul comune unico

Il dibatto seguito alla serata del 19 agosto 2014 sul comune unico è stato aperto da Renato Loss, ex facente funzione di sindaco nell'ultimo periodo nell'ultima amministrazione Zortea, il quale è voluto partire un immagine aerea che mettere in luce come il Primiero sia una realtà dove è difficile vedere un confine tra i vari comuni, mentre il Vanoi sia una realtà a parte di 221 Kmq di territorio diviso in 7 frazioni. Come all'avento della comunità non si sia voluto mettere il Vanoi nel nome come da lui proposto e come ha più senso la gestione associata di servizi. Non è sfavorevole al comune unico ma prima vorrebbe valutare l'esperienza di un Primiero fuso dopo 3 anni.

Corona Fabrizio, consigliere comunale a Canal San Bovo, mette in luce le difficoltà di una tale fusione visto il passsato e gli egoismi del Primiero.

Beccalli Stefano, vicesindaco di Canal San Bovo, presenta le sue perplessità sulla tempistica che vedrebbe a fine 2014 il referendum per arrivare nel 2015-2015 al comune unico per la difficoltà di spiegare anche la figura dei prosindaci oltre che trovare dei rappresntati sulla quale figura pone dubbi.

Paolo Forno invita a non focalizzarsi sulla figura prosindaci che è temporanea ma sul fatto che si avrebbe finalmente una visione comunale. A livello di riforma della comunità la stessa dovrebbe perdere il ruolo di soggetto politico.

Corona Antonia aggiunge alla discussione la questione che esistono 12 realtà nel comune che sono gestite in modo sovracomunale. Lei ammmette vivendo periodi sia in Vanoi sia in Primiero, che il Vanoi viene visto come un corpo estraneo.

Paolo Meneguz, ex consigliere in comunità di Valle di Primiero, afferma che l'esperienza della Comunità di Valle di Primiero è stata fallimentare. Partendo poi dall'obiezione che Canal San Bovo sarebbe la cenerentola per porre una domanda: ssoete sicuru che rimaendo fuori dal coune unico si riuscirà ad avere di più che non entrandoci?

Renato Loss porta l'entrata in Acsm che doveva mettere appossto la liena SET a Zortea e arrivare alla distribuzione come in Primiero, ma ciò non è stato ripettato perchè c'erano poche utenze e non conveniente.

Caser Andrea, consigliere Canal San Bovo, interviene su una delle realtà sovracomunali presenti in Vanoi l'APT sollecitato dal pubblico. Sulla stessa lui che è anche operatore turistico con l'Highlander stende un velo pietoso.

Angelo Orsingher fa un analisi dell'economia del Vanoi che per vede il 55% degli occupati esser nel settore pubblico. Un economia di sussistenza, la quale senza cambiamenti può solo peggiorare.

Beccalli Stefano fa capire che il cambiamento più urgente e dal pubblico si fa presente che serve discontinuità e cambiamento.

Paolo Forno torna sui 600 milla euro del legname che manterrà la gestione separata che potrà esser fatta anche tramite ASUC.

Maurizio Gaio, ex consigliere e assesore

Sulla sottolineatura, fatta da me, circa la mancanza di visione; Daniele Gubert, ex consigliere comunità di Valle di Primiero, fa presente che il comune unico è solo un inizio per dotarsi di uno strumento adeguato a costruire una visione comune.

Beccalli Stefano fa presente che il Vanoi ha sempre collaborato molto col primiero e che gli egoismi sono arrivati da alcuni comuni del Soprapieve che hanno affossato le gestione associate.

Loss Renato afferma che tutto si può dire tranne che il Vanoi non dimostra interesse per il tema del comune unico vista la folla presente.

Dal comitato "Per un primiero meno diviso" si fa presente che nel comune unico ci sarebbe un programma sovracomunale su cui si avrebbe la responsabilità di portarlo avanti. Ci sarebbe poi di selezionare meglio la classe dirigente.

Mauro Cecco parte dal fatto che le teste devono cambiare non guardando a cosa successo in passaato ma al futuro dei nostri figli e nipoti. Non condivide l'attendismo di 2-3 anni per la fusione, ma nessuna opzione è da scartare per poter arrivare all'obbiettivo.

Rattin Giovanni, consigliere della Comunità di Valle di Primiero, affer a che col coune unico le comunità non hanno senso di esistere. La realtà è variegata con un Vanoi da cui escono 18-20 mila mc di legname e nessuna segheria e con l'acqua sporca nei paessi alti e un sistea imprenditoriale debole. Il Vanoi è schiavo del Primiero, dal quale a ricevuto vincoli attraverso il Parco di Paneveggio Pale di San Martino.

Mariuccia Cemin, sindaca di Canal Sa Bovo, intende aspettare il sondaggio della cittadinanza per esprimersie eguirà ciò che la gente vorrà visto che spesso è stata tacciata di autoritarismo. Esistono tra Primiero e Vanoi diversità soggettive e oggettive che vanno tenute in considerazione. Nelle gestioni associate si sono viste molte difficoltà perchè alcuniu comuni Soprapieve si sono smarcati. Sui sovracanoni BIM si è arrivati ad una legge che per il Primiero e lega gli stessi alla partecipazione ACSM e non hai danni patiti dalle infrastrutture di sfruttamento idrico facendo passsare la quota dal 28% al 6% con un danno di 60 mila euro.

Rento Loss si acggancia a ciò per chiedersi perchè Fiera di Primiero ottiene sovracanoni BIM senza avere sfruttamento idrico sul suo territorio e nemmeno infrastrutture tese allo sfruttamento idrico. Ci si chiede anche perchè il comune picccolo di fiera abbia votato al 50% per la fusione.

Andreina Stefani vicepresidente della Comunità di Vallle di Primiero, fa presente che il comune unico deve esser visto come uno strumento e non la panacea di tutti i mali. Prerequisito per eprimersi è una informazione corretta . La comunità di valle non è stato tutto un fallimento in quanto a portato investimenti sovracomunali e almeno nel campo sociale ha ffunizionato anche se per altri servizi possono esserci stati dei problemi. Alla gente non interesssa da dove proviene il servizio. Senza persone capaci non c'è garanzia e si dovrebbe partire da ciò che funziona e non creare miraggi.

Daniele Gubert sul punto fa presente che il progetto del comune unico parte dal basso e non come le comunità di valle dall'alto. Il fallimento della visione comune attuale è dovuto al fatto che il comune non è responsabile su scelte sovacomunali, in quanto su quelle nel programma non si esprime nel chieddere il voto ai cittadini.

Paolo Meneguz aspicoa che ci si prenda dei rischi dal parte dei sindaci e si arrivi al comune unico e ad una visione sovracomunale.

Roberto Pradel, sindaco di Transacqua, nota una certa complessità di posizioni nel Vanoi e si potrebbe pensare anche a due ambiti. Certamente sulla comunità la riforma cambierà la stessa che sarà un ente di servizio e non politico. Un sistema meno frammentato è auspicabile e una riflessione a fatta i tempi sono maturi e Transacqua si è espressa con favore alle elezione per tale prospettiva. Si è annullato il concorso di segretario andando in convenzione con Fiera per lo stesso credendo in tale progetto.

Maurizio Gaio, ex sscosigiere e ex assessore Comunità Valle di Primiro, afferma che un sindaco dovrebbe espromersi e non aspettare il sondaggio in auquadno dovrebbe prendere una posizione spiegarla e guidare la cittadinanza assumendosene le responsabilità.

Mariuccia Cemin condivide che si deve stare in testa una volta presa decisione la si deve sostenere, ma va ascoltata prima la gente.

Paolo Forno dice che fare o non fare referedum non deve dipendere dal sondaggio ma l'amministrazione si deve esporre non dando troppa importanza perchè tra lo stesso ei il referendum c'è ancora informazione e si deve far esprimere la gente. Paolo Meneguz sconfessa Forno sul sondaggio che viene fatto in modo statificato su un campione di famiglie. L'errore è de 5%.

venerdì 23 maggio 2014

Il dibattito sul Progetto di Seggiovie e Funvie di San Martino

Il dibattito sul Progetto di riqualificazione degli impianti da parte di Seggiovie e Funivie San Martino dopo l'esposizione avvenuta da parte dell'ingegnere Andrea Gobber. Si è vista una popolazione molto favorevole allo stesso anche per la difficoltà che altrimenti diverse attività avrebbero.

L'azienda Seggiovie e Funivie San Martino. Tale azienda ha illustrato come il piano del Parco porta alcune criticità sebbene il progetto sia stato condiviso con lo stesso infatti ci sono problemi sull'attività sia sulla costruzione del bacino innevamento che le pratiche del Freeride, montain bike, fuoripista, etc.. Come i grandi assenti siano gli amministratori locali tranne il comune di Canal San Bovo, Transacqua Comunità di Valle. Si fa riferimento poi alla crisi che stata toccando anche il Primiero porti molta gente andare all'estero anche in Azerbaijan. Come venga difficile continuare se non ci sono garanzie di sviluppo sullo sci e come il parco sembra dare una nuova proposta turistica.

Il Parco Naturale di Paneveggio e Pale San Martino. Il direttore del Parco Vittorio Ducoli ci ha messo la faccia spiegando come si sia arrivati a esprimersi a novembre 2013 negativamente dopo aver dato positivo parere dopo osservazioni al progetto. Il parere negativo sul Bacino di Innevamento viene dopo che il progetto è stato modificato su prescrizione provinciale andando ad interessare la zona umida tutelata da Natura 2000.

Ha messo in luce come non si possa aprirsi ad una non regolamentazione per evitare situazioni come quella della Valcamonica. Si parla del fatto di come non sia così limitativo del fuoripista anche se ammette che c'è stata una riduzione. Si mette in luce come per il mountain bike ci siano 21 km ci sia la LP di Trento 11/2007 che regolamenti tale attività sui sentieri per i evitare conflitti ciclisti e pedoni. Per quanto riguarda Freeride fa riferimento alle limitazione per l'impatto sui tetraonidi. Nel caso la società dovesse avere problemi che lui non vede è disposto a dimettersi.

Il Presidente del Parco torna sui fatti e sulla non condivisione del progetto finale come è stato presentato. Come per alcune cose si possono fare ancora emendamenti e osservazione che verranno presentato e che si deve tornare alla condivisione.

Azienda Promozione Tustistica. Il vicedirettore APT, Manuel Corso, fa riferimento alle attività che sarebbero vietate e che loro pubblicizzano e come abbiano messono dei panelli informativi su dove sono permesse ma come sia di difficile la cartografia del parco. Come sebbene non si propongano alcuni percorsi essi vengano utilizzati.

Organizzazione Dolomites. Un rappresentante Dolomites ammette che alcune foto sono fate in zone vietate per l'attività praticata. Come ci sia stata richiesta anche da altre località per tale attività ma si voglia rimanere qui perchè la località ci crede. Sebbene si propongono altri percorsi quelli comunque vengono percorsi.

Il consigliere comunale di minoranza di Tonadico Ugo Bettega. Il consigliere Ugo Bettega mette in luce come a parte Canal San Bovo e Transacqua come gli altri siano assenti in particolare Tonadico e Siror. Come ciò sia segnale di lontananza della politica dalla gente con 600 disoccupati in Primiero.

Comune Canal San Bovo. Il vicesindaco di Canal San Bovo, Stefano Beccalli, parte col mettere in luce come sia inaccettabile sia l'assenza di molti amministratori e di come ci sia stata una richiesta già nel 2012. Non è comunque un fatto isolato perchè spesso gli incontri con la gente vengano disertati. E' disponibile per le cose di competenza ad essere al fianco del progetto.

Comunità di Valle. Il presidente della Comunità di valle ha osservato che si la politica è distante dalla gente ha ritenuto di partecipare perchè era doveroso parlando di sviluppo economico. E' da sottolineare che anche la conflittualità è alta e si deve tornare ad un rapporto meno conflittuale. Tale rapporto deve esser ricostruito dagli amministratori ma la gente deve dare una mano.

Raimondi. Raimondi che gestisce la società nata sulle ceneri della Siati fa presente che gli impianti fanno 25000 pasaggi giornalieri molti più del parco e come i sentieri spesso fanno schifo.

Il dibattito poi ha visto molta gente parlare a favore del progetto o come richiesta di chiarimenti certo è che per brevità ho 'pensato di riportare solo un sunto dei più significativi.

venerdì 20 dicembre 2013

Serata Porte Aperte all'Ecomuseo del Vanoi 2013: il dibattito (seconda parte)

Andreina Stefani come rappresentate della Comunità di Valle porta i saluti del presidente della Comunità di Valle Trotter Cristiano, il quale è pure socio dell'Ecomuseo ,a per impegni non ha potuto partecipare.

La Comunità di Valle crede nell'Ecomuseo ed è disponibile a sostenere progetti specifici. Il livello politico deve favorire la collaborazione tra territori. C'è apprezzamento per l'Ecomuseo in particolare per la Giornata sul Paesaggio.

Si deve fare l'attività con minor risorse.

E' favorevole all'allargamento al Primiero dell'Ecomuseo attraverso con progetti basati su obbiettivi specifici.

Il progetto di Santo è ottimo, ma vanno verificate le risorse.

Sulla Provincia di Trento ha fatto la legge per il riconoscimento degli ecomusei ma non l'ha mai finanziata. Con Mellarini bisogna arrivare ad una maggior comprensione degli stessi ed ad una normativa legislativa che pensi anche ai finanziamenti.

Angelo Orsingher parte dal fatto che sono 10 anni che è lontano dalla politica e permangono problemi. Si deve focalizzarsi sul merito.

Analizzando i bilanci comunali e delle Comunità di valle dell'ambito di Primiero investono 1-1,5% del PIL in cultura. sebbene rendano di più.

Se l'amministrazione chiede nell'Ecomuseo si deve impegnare. Si deve are risorse in modo che ci sia tranquillità.

Deve esserci la pressione della gente per preservare le scelte fatte. 90 eventi portati avanti dall'ecomuseo sono una realtà importante.

Va fatta un'apertura di credit da parte dell'Ecomuseo all'esterno verso i comuni limitrofi: Tesino, Mezzano, Imer Siror.

Alice Cecco parte dalla sua esperienza dove nel Museo del Buonconsiglio per ogni stanza, mentre qui si deve avere uno per 3 siti. C'è da riflettere. Ci sono diversi punti di vista, ma la tutela del territorio deve esser più attenta.

Ci sono stati dati interessanti nell'analisi su un territorio che non deve esser vissuto con chiusura.

I suoi coetanei sarebbero importanti per tale ente, ma ce ne sono pochi presenti ed è negativo. Ai giovani andrebbe riservato un occhio di riguardo come anche all'economia, ma è difficile.

Menguzzo Bruno afferma che è difficile dare risposta a tutte le domande poste da Daniele Gubert. Senza l'Ecomuseo comunque si sarebbe più poveri anche perchè è un supporto alle associazioni. Deve portare avanti la su specificità anche per i corsi che svolge. E' inoltre un luogo di apertura mentale.

Renato Loss appoggia l'idea di Menguzzo Bruno. Sulla strada di Caoria/Ponte Stel con l'assessore Grisenti se ne parlò nel 2006 Silvano Grisenti disse che se entro aprile si presentava il progetto il preliminare si finanziava. A gennaio ci fu il preliminare ma non si diede seguito. La forestale e il Demanio dicevano si faceva e non si è fatto. Si è parlato con Mellarini e tra giorni la forestale farà 3-3 lotti per aprile 2014 con parcheggio a monte serve però spingere. Arrivare a Ponte Stel è importante altrimenti le persone calano.

Dal pubblico un tecnico disse che i Masi di Tognola sono difficili da raggiungere e mane si deve fare leva su ciò per l'offerta turistica.

Cecco Mauro fa presente che effettivamente che a navetta bus è necessaria altrimenti 1/3 si perderebbe perchè salire da Caoria per il Sentiero Entografico ritengono che sia troppo lunga per arrivare a Ponte Stel. Un altro terzo si perderebbe per problemi che possiedono. Se si fosse a Madonna di Campiglio o Cortina d'Ampezzo si potrebbe fare ma a Caoria ove si arriva col bus alle 11,30 è improponibile. Se tutto funzionasse si triplicherebbe i visitatori. Il Sentiero Etnografico e l'Ecomuseo Vanoi sono abituati alle difficoltà che hanno sempre affrontate.

Adriana Stefani fa capire che anche gli altri ecomusei sono in difficoltà. La questione è politica. Si deve far capire l'importanza dell'ecomuseo per i territori anche con una raccolte firme, chi ci sta?

Daniele Gubert ha fatto capire che appena dopo le elezioni si è avuto un incontro.

Adriana Stefani spiega che va fatto capire all'assessore facendo anche vedere il territorio.

Vittorio Ducoli prende spunto da Adriana dicendo che si deve portare un progetto tutti insieme in provincia. Si deve far capire la bontà del progetto e riutilizzare gli immobili del Parco.

Daniela Gubert apprezza la voglia di lavorare assieme.

Serata Porte Aperte all'Ecomuseo del Vanoi 2013: il dibattito (prima parte)

Il dibattito è stato stimolato da alcune domande, non banali, poste dal presidente dell'Ecomuseo, Daniele Gubert:

  1. il 2014 sarà l'anno horribilis? Dove tagliamo? Quali dipendenti lasciamo a casa?
  2. Ci saranno mai fondi stabili su cui contare?
  3. quando sarà aperta al traffico veicolare la strada Caoria/Ponte Stel indispensabile per sostenere si a il bar alla Siega che gli altri importanti investimenti fatti?
  4. Chi siamo? L'ecomuso è un'associazione culturale, un'agenzia viaggi, un collocamento o un pozzo di San Patrizio?
  5. Dobbiamo all'allargarci al Primiero?
  6. Ci sarà mai un ricambio generazionale sopratutto proveniente dal Vanoi?

Vittorio Ducoli, direttore Parco, parte dal fatto che è un momento difficile e il parco ha dovuto fare un bilancio tecnico. Le risorse in bilancio sono solo quelle minime per la sopravvivenza con scarsa discrezionalità dopo che già c'erano stati tali del 21% alle stesse per le aree protette. Non c'è possibilità di assicurare sulle risorse che si possono fornire forse. Se possibile non si farà mancare sostegno ma è difficile oggi programmare.

C'è accordo per arrivare ad aprire la strada Caoria/Ponte Stel che potrebbe portare ad un flusso di 2-3 mila persone. E' però importante che tale flusso si traduca in un riversamento di risorse.

Si vede positivamente una sponsorizzazione della Fondazione Telecom e si deve andare ad un migliori autofinanziamento anche per il Sentiero Etnografico. Non basta solo avere un aumento di visitatori.

Ettori Sartori, ex direttore Parco, parla del '92 e dei primi interventi. Se il Sentiero Etnografico è fatto bene non dovrebbero esserci problemi di risorse. Nel bilancio provinciale le risorse ci sono infatti per il Muse si sono trovati 100 milioni euro. Sul bilancio del Parco e del Comune vanno trovate le risorse per la sopravvivenza anche perchè senza tali risorse i perderebbero 90 eventi. Vanno trovate anche fonti di finanziamento.

Ettore Sartori vede nella persona di Mauro Cecco, per la sua posizione al Museo degli Usi e Costumi, una possibilità di lobby a livello provinciale. Non si dovrebbe esser pessimisti e rivolgersi verso la Comunità locale.

Si dovrebbe avere un occhio di riguardo un occhio di riguardo per i rapporti tra Primiero e Vanoi.

Bene l'apertura della strada al traffico veicolare da Caoria e Ponte Stel se collegata alle attività.

Rattin Santo afferma che si deve credere nell'Ecomuseo e farsi sentire.

Cecco Mauro risponde a Ettore Sartori dicendo che la Provincia da 12 mila euro e il finanziamento della Rete degli Ecomusei. Nei prossimi giorni si avrà un incontro col nuovo assessore.

Beccalli Stefano, vicesindaco, afferma che nel prossimo bilancio di previsione che verrà fatto all'inizio 2014 di voler garantire i 30/35 mila euro sempre dati.

Per la strada Caoria/Ponte Stel parte dal patto stabilità che blocca 2,5 milioni di euro. Se la Provincia sblocca sblocca il patto di stabilità si potrebbe insieme alla stessa pensare di finanziare l'opera.

Rattin Santo fa i complimenti a Daniele Gubert per il bilancio sociale che è stato fatto.

Vede difficile avere risorse stabili. Condivide le parole di Ettore Sartori e pensa che il finanziamento va trovato all'interno della comunità Infatti nel settore tustico c'è buona redditività.

La strada del Caoria/Ponte Stel ha visto progetti molteplici e se ne parla dagli anni '70 parlando sempre di sistemazione.

Su dove si va si deve aprire una discussione.

Non ci deve allargare al Primiero che non ha legami con l'Ecomuseo.

Il ricambio generazionale non deve esserci e si dovrebbe invece fare un corso per capire il cambiamento, magari con la collaborazione di Angelo Orsingher.

domenica 6 ottobre 2013

Marco Toffol si presenta e presenta il PATT alle Sieghe di Imer

Venerdì 4 ottobre 2013 ore 20.30 presso le Sieghe di Imer, alla presenza di una cinquantina di persone, il candidato per il Primiero del PATT Marco Toffol ha presentato se stesso e il PATT ai cittadini. Erano presente alcuni amministratori tra i quali il presidente delle Comunità di Valle Trotter Cristiano e la sindaca di Canal San Bovo Mariuccia Cemin.

Dopo i ringraziamenti per la numerosa presenza della cittadinanza in un momento di lontananza dei cittadini dalla politica ha provato a spiegare tale interesse. Ha cercato di motivare la presenza di numerose persone con un riconoscimento del diverso modo di fare politica del PATT lontano dagli interessi personali e dal lavoro svolto dalla coalizione, dal partito, della sezione di Primiero.

Un partito il PATT che vanta una lunga storia (60 anni) senza cambiare mai simboli e modo di comportarsi e che può guardare al futuro in quanto conosce il passato che è condizione per avere diritto al futuro. Un partito questo che da stabilità in un mondo che non da certezze, ma che è aperto alle riforme che servono. Le alternative ci sono ma sono di squallore ideologico o bloccate su interessi personali.

Il candidato presidente Ugo Rossi è a capo di 7 forze politiche e nel suo carattere ha concretezza senza promesse irrealizzabili come sull'IRAP. Apre semmai ad una riduzione di tale tassa attraverso attraverso una forma di governo economico più razionale.

Spesso nel dibattito politico si parla di decisionismo come scelta per velocizzare le scelte. Per parlare di tale tema si parla dell'imprenditore che vuole fare scelte veloci passando sopra qualsiasi confronto con le persone, gruppi, etc.. Ugo Rossi vuole scelte veloci ma rispettando il dialogo, le normative e il quadro democratico. Ovvio il riferimento a Mosna al quale poi si mette in luce come avere successo in settori diversi non è garanzia di successo nella politica. Ugo Rossi ha dalla sua anche il fatto avere una vicinanza al Primiero e conoscere i nostri problemi.

La lista del PATT è una vita variegata più vicina ad una lista civica. Marco Toffol mette tra le sue carte anche l'esser vicino al presidente e con l'appartenenza politica ad una realtà che che si mossa da tempo sui programmi e poi sulle persone. Alcuni punti posso ancora trovare discussione e del programma ora si parlerà:

  1. Imprese trentine e prodotti trentini.
  2. I giovani.
  3. Turismo.
  4. Territorio.
  5. Comunità di Valle.
  6. L'Euregio.
  7. Sostegno al volontariato e all'associazionismo.
  8. Infrastrutture.

Il sostegno del PATT è un sostegno alla stabilità per andare avanti e avrebbe un occhio di riguardo al Primiero per il rapporto di Ugo Rossi col Primiero e col candidato Marco Toffol. E stata dopo l'ora della presentazione dei candidati. Gli stessi hanno fatto un breve intervento. Gli intervenuti sono stati:

Dibattito. Marco Toffol è il primo interlocutore che risponde ad una domanda di Daniele Gubert circa le accuse di voler gestire il rapporto con tra cittadino e l'amministratore provinciale in modo familistico e vecchio stile. A queste accuse Marco Toffol mette in luce come un rapporto di conoscenza reale, non per ricreare modelli passati, non è negativo. Un rappresentante vicino al Presidente può portare meglio le istanze del territorio senza voler con ciò scadere in logiche di appartenenza.

Lo stesso Toffol risponde inoltre a Gubert circa la politica di privilegiare i rapporti Nord/Sud del Brennero al Veneto. In risposta lo stesso fa riferimento al fatto che il rapporto con Feltre è buono e di collaborazione. Non esistono difficoltà nei rapporti commerciali con la provincia di Belluno e col Veneto. Esistono ottimo rapporto col Movimento Autonomia Belluno in ottica di un'autonomia dei questa provincia. Logiche economiche però portano a privilegiare i rapporti Nord-Sud del Brennero in quanto porta maggiori vantaggi per uscire della crisi rispetto a quelli con il Piave.

Su mia sollecitazione Michela Avanzo affronta il tema del Broccon di cui conosce i problemi essendo lei stata insegnante a Transacqua e usando tale strada. Questo problema non verrà dimenticato e gli amministratori locali del Comune sono invitati a sollecitare il referente. Si può fare sempre di più anche nella sponda del Vanoi anche se la manutenzione non è mai mancata. Certo ci si deve scontare con il calo delle risorse.

Su sollecitazione dal pubblico Michele Dallapiccola tratta la questione del miglioramento della SS47 e del suo raddoppio. Per quanto riguarda il tratto Borgo Valsugana e Veneto il costo ammonterebbe a 200-300 milioni di Euro. Il tunnel di Tenna costerebbe addirittura 500 milioni euro . E pura utopia il raddoppio della Valsugana. Il tunnel Mori/Arco atteso per dare risposta alla mobilità turistica costa in proporzione 200-300 milioni di Euro. Si sta ragionando sulla Valsugana a pedaggio e sulla Valdastico, ma l'obbiettivo è da liberarsi dal traffico. Il capitolo strade nel bilancio ammonta a 100 milioni euro e non si posso fare promosse di grandi opere. Si potrebbero contrarre altri debiti visto che i debiti ammontano a 2 miliardi euro. Il PIL è di 16,5 miliardi euro e altri debiti si potrebbero fare, ma esistono problemi dovuti ai rapporti con Roma e la definizione dei contributi regionali al debito statale che impattano sui 9/10 di tasse. I 9/10 inoltre dipendono dal PIL Trentino che va incrementato altrimenti diminuiscono. L'accordo di Milano ha visto sblocco della posta variabile di 4,5 miliardi euro in 8 anni a fronte di trasferimenti allo stato di 500 milioni. Dopo il 2017 non si avranno introiti dalla posta variabile ma si dovrà pagare 500 milioni euro. Questo porterà ad una spending review di 200 milioni di euro in 3 anni.Per questo prioritario è il TEN1 per il raddoppio della Ferrovia del Brennero del quale allo stato si è proceduto al tunnel di base di esplorazione. Attualmente sul Brennero passano 27 coppie di treni lentamente. Si vuole incentivare il trasporto ferroviario attraverso due Roll all'Isola della Scala ritenendo tale sistema di trasporto più salutare rendendo competitivo anche attraverso pedaggi stradali più alti.

Kaswalder Walter torna sul bilancio della Provincia di Trento. Il bilancio della stessa nel 2010 era di 4,7 miliardi di euro e oggi si attesta di 4,5 miliardi. Dal 2017 mancheranno 500 milioni. In un contesto di risorse calanti si è avuto una diminuzione di risorse dei comuni. Dal 2017 il prof. Cerea parla di una riduzione di 1 miliardo di Euro. Nel 2011 c'erano 2,111 miliardi di euro di debiti e non si ritiene di fare altri debiti che poi impatterebbero sull'economia. Si deve quindi procedere per progetti strategici. Si deve dare seguito alla viabilità tra Mori/ARCO per dare una risposta alla viabilità dell'Alto Garda che contribuisce molto al PIL Trentino.

Sulle Comunità di Valle Kaswalder fa presente i molti enti presenti per una popolazione di 500 mila abitanti che drenano molte risorse. Il comune è l'ente più vicino al cittadino e ritiene un errore un ente politico intermedio che a suo avviso doveva esser tecnico per studi che richiedono risorse sovracomunali affiancato da una conferenza dei sindaci. Quest'ente poteva gestire anche i servizi sovracomunali. Difficile motivare la scelta delle Comunità di Valle. . L'accordo di Milano ha ridotto le risorse e i 9/10 dipendono dall'andamento dell'economia. Sarà necessario modificare la macchina amministrativa e burocratica per creare un fondo di rotazione per aiutare le imprese e abbassare la tassazione per far funzionare il Trentino.

Il sindaco di Canal San Bovo pone una prospettiva diversa circa la presenza di quattro candidati nella coalizione di centrosinistra e con circa 5000 voti disponibili in Primiero nessuno a chance di entrare in consiglio. Il fatto che manchi una persona di sintesi nella coalizione nel Primiero ha fatto fuoriuscire dalla stessa la sindaca. A livello provinciale è stato fatto notare che non si ha l'attenzione che si riservano a zone come Fondo perchè manca una persona del luogo che conti. Il Primiero a espresso raramente un consigliere provinciale e anche quando la fatto (il riferimento a Depaoli a mio avviso si sottende) ha contato poco.

Kaswalder risponde invitando tutti a votare Marco Toffol. Lo stesso si inserisce nel tema parlando di opportunità perse per la mancanza di unione e partecipazione di cittadini alle alle istituzioni. Si augura che la campagna delle elezioni provinciali portti ad una svolta. Fa notare che la divisione si vede nella gestione del territorio parlando di auspicabile piano territoriale d'ambito o in modo nostalgico tornare al PUP.

Michele Dallapiccola invece nella risposta è più pratico e parla di circa 250000 voti utili e della frammentazione del panorama politico. Paradossalmente questa situazione abbassa i voti necessari: potrebbero bastare 475 voti. Essendo che esistono 4 candidati di centrosinistra con circa 1000 voti papabili a testa con buona probabilità di farcela. Fa presente poi che sono elezioni provinciali e si deve esser disposti a viaggiare e prendere voti da più zone. E' con questa strategia che alla precedente turnata Marco Depaoli ce la fece.

venerdì 5 luglio 2013

La Mia Valle: "che fone nonde o stone?"

La spiegazione delle motivazione da parte di Daniele Gubert e Flavio Taufer. Dal 2010, inizio del mandato, si sono dimessi sei consiglieri dell'Assemblea, alcuni dei quali non verranno sostituiti. Due assessori se ne sono andati, la lista civica sostenuta dal Partito Democratico ha tolto il sostegno alla maggioranza del presidente Trotter senza che questi se sia accorto.

Altri consiglieri non si vedono da più di un anno, le Commissioni non vengono convocate da mesi, la riunione dell'Assemblea si fa ogni morte di papa (tra una e l'altra cade un governo, si vota un paio di volte, si liquidano società strategiche, si perde il lavoro, gli alberi aggiungono anelli di crescita). Si sente dire che a breve ci saranno ulteriori defezioni.

Non si sa che fine stia facendo il lavoro preliminare al Piano Territoriale di Comunità sviluppato con tanto impegno e fatica dai portatori di interesse del territorio, non si viene a sapere che combina la Conferenza dei sindaci, organo della Comunità, che litiga decide e dispone facendosene un baffo dell'Assemblea.

Il Presidente rivendica la regia sulla soluzione dei problemi di sistema, ma non è capace di scendere quei due gradini che lo separano dai problemi della gente; invoca il dialogo con le amministrazioni comunali ma non è in grado di guardare negli occhi chi non la pensa come lui.

È iniziata la campagna elettorale per le elezioni provinciali e tutti si ingegnano a proporre ricette di depotenziamento / cancellazione dell'Ente, attribuendo le cause della stagnazione istituzionale e della mancanza di risultati alla rappresentanza diretta nell'Assemblea, invece che alla manifesta inadeguatezza della politica trentina (i partiti di governo in primis) a dare compimento e sostegno ad una riforma complessa e di per sé sensata e utile.

Cari amici, parenti, simpatizzanti, cinquecentocinquanta elettori... in questi anni ci siamo dati da fare, con i nostri limiti ma con buona volontà, per rappresentare un punto di vista indipendente e originale a favore di uno sviluppo equilibrato e consapevole delle nostre valli.

Oggi siamo sostanzialmente demoralizzati, avendo a che fare con interlocutori che di fronte alla necessità di trasparenza degli intenti e all'urgenza delle scelte spesso preferiscono attendere ordini dall'alto o nascondere la testa sotto la sabbia.

Vorremmo capire cosa fare, confrontarci con voi sul futuro del nostro impegno di minoranza creativa all'interno di un sistema in declino che forse merita altre forme di investimento... magari meno istituzionalizzate ma più focalizzate e propulsive di cambiamento.

A presto, Daniele Gubert e Flavio Taufer

sabato 22 giugno 2013

Il concetto di paesaggio sfida della pianificazione e della valorizzazione alla Casa Ecomuseo a Canal San Bovo

Si è aperto uno spazio di informazione dibattito promosso dall'Ecomuseo del Vanoi presso la sua sede a Canal San Bovo. Il presidente dell'Ecomuseo, Daniele Gubert, ha dato il via giovedì 20 giugno alle 20.30 davanti a 20-30 persone alla serata.

Lo stesso ha introdotto un concetto che spesso non da molta importanza: il paesaggio non è solo l'eccellenza, ma anche il degrado di una zona. E' innegabile che anche nelle nostre zone ci sono spazi da cartolina accanto a zone abbandonate anche vicino ai centri abitati.Per il recupero delle zone abbandonate molto si sta facendo anche se la riappropriazione dei fondi viene fatto con strumenti diversi nella comunità. A poi messo in luce il programma che si sarebbe seguito partendo dalle istituzione che incidono sul territorio: Comunità di Valle e Parco. E' stato poi portato il caso del comune Sagron Mis che ha fatto un lavoro particolare.

Cristiano Trotter. Lo stesso ha messo in luce come il tema paesaggio sia un tema di moda e se ne parla molto anche sulla stampa. La centralità dello stesso viene riconosciuta anche dalla Comunità di Valle che l'ha utilizzato nella redazione di un documento di sintesi e preliminare da sottoporre ai Comuni per arrivare a scelte nei territorio per il piano di comunità e il PUP. Tale approccio ha cambiato il modo di porsi alle popolazioni ed infatti a ciò si è arrivato attraverso un tavolo di concertazioni. Entro autunno si vorrebbe chiudere il procedimento.

Molto è cambiato dal 1992 ad oggi e oggi si parla di analisi di territorio sua area vasta e si esce dalla logica solo edilizia e urbanistica o solo estetico. In tal senso la definizione di paesaggio più corretta di paesaggio in chiave programmazione è per lo stesso:"il paesaggio non è materia singola ma permea la pianificazione." In tal senso quindi non è un fattore come gli altri il paesaggio ma un fattore centrale.

Giorgio Tecilla. Lo stesso riparte dalla visione europea data dalla convenzione dedicata e lo torna alla pervasività del paesaggio sulla pianificazione. La definizione che ne da tale relatore di paesaggio è: "parte del territorio come percepita dalla popolazioni e frutto di azioni, fattori umani e naturali e loro interrelazioni." Altro termine forte per sintetizzare teatro della vita, in quanto è dove noi viviamo e da noi viene influenzato. Le popolazioni anche col passaggio alle Comunità di Valle sono fondamentali perchè la pianificazione è un progetto collettivo nella visione che usa il paesaggio.

Il paesaggio è pure prodotto basta pensare al turismo e in tal senso ci sono due tipi di istanze che incidono anche sul prodotto: conservazione e trasformazione.

Il piano di Comunità definisce sotto profilo urbanistico e paesaggistico le strategie di gestione.

Il turismo va verso più la sostenibilità e chiede paesaggi integri e centri storici ben conservati. In tal senso vanno fatti dei ragionamenti anche visto che l'agricoltura è stata quella che in passato ha garantito un certo paesaggio e in tal senso ne va ripensato il ruolo.

Pure l'edilizia ne ha cambiato la fisionomia e sul punto va fatta una profonda riflessione. Una riflessione importante che vada verso la qualità dell'abitare anche moderno ma che cerchi di recuperare l'esistente. C'è un consumo di territorio ora che arriva in media a 300-350 mq a persona, ma che in qualche zona del trentino arriva se tutto l'edificabile previsto a 800-900 mq a persona. Tenendo conto che nell'ottocento era 50 mq è un esplosione.

Va inoltre messo in luce che va evitata confusione e che il paesaggio possa essere riconosciuto con limiti ai centri abitati, bosco, prato in un armonioso sviluppo.

Vittorio Ducoli. E' stato il momento del direttore del Parco che e ha messo in luce l'approccio del paesaggio come strumento per l'adozione della del Piano del Parco. Lo stesso è andato a vedere il paesaggio come "costruito comunità per uso funzionale delle risorse." Ne nasce una visione storica e che si evolve. Il paesaggio è entrato nel Piano Parco per poter avere una visione più ampia di ciò che insiste sul territorio prevedendo aree peaesaggio come sovrastruttura a ciò su cui si basa il piano la divisione in zone di riserva. Per quanto riguarda l'edificato è limitato se non per il tradizionale produttivo (maso) e il centri abitati di Val Canali, Paneveggio, Passo Rolle. Quest'ultima località merita molta attenzione in quanto verrà interessata da riqualificazione.

Cinzia Renon. L'assessore di Sagron Mis ha portato all'attenzione il progetto di costruzione delle case sugli alberi come architettura nuova che valorizza la località. Una sperimentazione che è possibile dopo la legge provinciale apposita. Non solo questo perchè in tale zona è stato fatto un atlante che riprende uno studio sulla zona sul suo passato e su cosa c'è in zona, ove comunque il problema è lo spopolamento. Uno studio che ha coinvolto alcuni studiosi e la partecipazione della popolazione.

Alberto Cosner. E' uno studioso che ha partecipato a tale studio che voleva sperimentare delle evidenze scientifiche e ha trovato Sagron Mis la disponibilità. Esso è stato alle interno del progetto strade Memoria trentino e ha portato a fare un opera attraverso botanico, fotografo, antropologo, storico uno studio sulla zona. Il materiale è stato poi raccolto in atlante: Un luogo in cui resistere (XVI- XXI). Ne sono nati dei manuali di buone pratiche.

Nicola Chiavarelli. E' stata la volta di Nicola Chiavarelli che ha messo in luce come su 70 tecnici pochi siano in sala, parlando di assenza del popolo tecnico. Ha messo in luce il suo modo di lavorare e del fatto che lui in tempi non sospetti usava le biotecnologie. Sarebbe per lo stesso perdere il recupero centri storici e ha messo in luce come nel nostro territorio sia possibile applicare anche l'architettura moderna con successo.

Non è entrato nel merito di Malga Fosse ma ha detto che sarebbe stato giusto coinvolgere maggiormente gli attori.

Il materiale finto è stato un tema dalla stesso messo in luce che non dovrebbe esser permesso per mantenere l'autenticità, ma forse è una guerra persa.

Per quanto riguarda la Torre T3 a cui lui ha lavorato è un inserimento forte e anomalo che vuole essere qualcosa che spicca con le costruzioni intorno.

Il dibattito a visto il pubblico intervenire. Mauro Cecco è intervenuto mettendo come tante belle parole e che sebbene la pianificazione ha almeno 45 anni e di come in pratica poco arrivi a compimento con i problemi sempre gli stessi.

Daniele Gubert ha risposto che ha detto che l'Ecomuseo si prodiga per risvegliare una coscienza sul tema e sulle buone pratiche e sul fatto che serve uno sfoltimento burocratico.

Io ho voluto tornare sul tema della pratica del prodotto finto e sulle costruzioni da forme avulse come Malga Fosse.

Nicola Chiavarelli ha messo in luce in risposta che il prodotto finto mina l'autenticità e che si deve tornare a non snaturare il paeasaggio. Torna sul fatto che è conscio che materiali nuovi nascono e che a volte sono meno costosi con un effetto estetico uguale o quasi.

Non entra, invece in merito a Malga Fosse, sul progetto e sulla scelta dello stesso , ma che ha invitato la provincia a spiegare i criteri.

Daniele Gubert ha parlato di un documento con Slow/Food per rivedere il bando non tanto solo il progetti per portare ad una vera discussione sullo stesso con la popolazione locale.

Si è inoltre il privato con i tempi di concessione non riuscirebbe a ammortizzare i costi del progetto che è in project financing.

Corona Antonia. Tanti studi vengono fatti ma verifiche ex post poche e spesso lo sviluppo va sempre in negativo. Quali cause?

Ne ha anche col Piano del Parco che mette molti vincoli che limitano troppo la proprietà che dovrebbe esser sacra.

Vittorio Ducoli ha risposto alla stessa che i casi di reale vincolo pesante sono pochi e dovuto a conservare una memoria per il valore dell'edificio e la sua ottima conservazione senza alterazioni. La proprietà viene ricordato che non è valore assoluto anche la Costituzione lo riconosce e che a volte esistono interessi pubblici preminenti.

Antonia ritorna in replica sul fatto che ne in passato ne ora il senso estetico non sia mai mancato alla popolazione del luogo e anche oggi la gente si mette dei limiti.

Mariuccia Cemin interviene che i bisogni delle persone cambiano e si deve permettere senza alterare permettere scatafasci di aggiornarsi alle nuove esigenze.

Alberto Cosner ha messo in luce che non si possono volere tutte le esigenze attuali in un edificio che aveva un suo ruolo. Si fa un affermazione forte se non ci fossero cristiani le chiese possono essere abbattute?

Stefani Adriana di Slow/Food interviene presa in ballo da Alberto nell'intervento precedente sul fatto che il documento redatto assieme Ecomuseo vuole andare direttamente bando richiamando la funzione dei luoghi e non sulla scelta del progetto.

Vittorio Zucoli è stimolato dalle affermazioni di Alberto e ne mette in luce un problema, in quanto se non si guarda alla funzionalità ci saranno contraddizioni insanabili come successo nella Pianura Padana veneta. Su Malga Fosse si dice che il problema è la funzione che è avulsa al territorio e che serve coinvolgere comunità per decidere funzione non è solo problema di forma.

Conclusioni. Una serata interessante che un pregio l'ha avuto mettere in risalto come il paesaggio è un tema complesso e che spesso si hanno visioni diverse. Da ciò si nota come spesso in pratica tradurre la teoria sia molto complesso sopratutto se non si coinvolge la popolazione e si ascoltano le sue istanze.