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domenica 6 ottobre 2013

Marco Toffol si presenta e presenta il PATT alle Sieghe di Imer

Venerdì 4 ottobre 2013 ore 20.30 presso le Sieghe di Imer, alla presenza di una cinquantina di persone, il candidato per il Primiero del PATT Marco Toffol ha presentato se stesso e il PATT ai cittadini. Erano presente alcuni amministratori tra i quali il presidente delle Comunità di Valle Trotter Cristiano e la sindaca di Canal San Bovo Mariuccia Cemin.

Dopo i ringraziamenti per la numerosa presenza della cittadinanza in un momento di lontananza dei cittadini dalla politica ha provato a spiegare tale interesse. Ha cercato di motivare la presenza di numerose persone con un riconoscimento del diverso modo di fare politica del PATT lontano dagli interessi personali e dal lavoro svolto dalla coalizione, dal partito, della sezione di Primiero.

Un partito il PATT che vanta una lunga storia (60 anni) senza cambiare mai simboli e modo di comportarsi e che può guardare al futuro in quanto conosce il passato che è condizione per avere diritto al futuro. Un partito questo che da stabilità in un mondo che non da certezze, ma che è aperto alle riforme che servono. Le alternative ci sono ma sono di squallore ideologico o bloccate su interessi personali.

Il candidato presidente Ugo Rossi è a capo di 7 forze politiche e nel suo carattere ha concretezza senza promesse irrealizzabili come sull'IRAP. Apre semmai ad una riduzione di tale tassa attraverso attraverso una forma di governo economico più razionale.

Spesso nel dibattito politico si parla di decisionismo come scelta per velocizzare le scelte. Per parlare di tale tema si parla dell'imprenditore che vuole fare scelte veloci passando sopra qualsiasi confronto con le persone, gruppi, etc.. Ugo Rossi vuole scelte veloci ma rispettando il dialogo, le normative e il quadro democratico. Ovvio il riferimento a Mosna al quale poi si mette in luce come avere successo in settori diversi non è garanzia di successo nella politica. Ugo Rossi ha dalla sua anche il fatto avere una vicinanza al Primiero e conoscere i nostri problemi.

La lista del PATT è una vita variegata più vicina ad una lista civica. Marco Toffol mette tra le sue carte anche l'esser vicino al presidente e con l'appartenenza politica ad una realtà che che si mossa da tempo sui programmi e poi sulle persone. Alcuni punti posso ancora trovare discussione e del programma ora si parlerà:

  1. Imprese trentine e prodotti trentini.
  2. I giovani.
  3. Turismo.
  4. Territorio.
  5. Comunità di Valle.
  6. L'Euregio.
  7. Sostegno al volontariato e all'associazionismo.
  8. Infrastrutture.

Il sostegno del PATT è un sostegno alla stabilità per andare avanti e avrebbe un occhio di riguardo al Primiero per il rapporto di Ugo Rossi col Primiero e col candidato Marco Toffol. E stata dopo l'ora della presentazione dei candidati. Gli stessi hanno fatto un breve intervento. Gli intervenuti sono stati:

Dibattito. Marco Toffol è il primo interlocutore che risponde ad una domanda di Daniele Gubert circa le accuse di voler gestire il rapporto con tra cittadino e l'amministratore provinciale in modo familistico e vecchio stile. A queste accuse Marco Toffol mette in luce come un rapporto di conoscenza reale, non per ricreare modelli passati, non è negativo. Un rappresentante vicino al Presidente può portare meglio le istanze del territorio senza voler con ciò scadere in logiche di appartenenza.

Lo stesso Toffol risponde inoltre a Gubert circa la politica di privilegiare i rapporti Nord/Sud del Brennero al Veneto. In risposta lo stesso fa riferimento al fatto che il rapporto con Feltre è buono e di collaborazione. Non esistono difficoltà nei rapporti commerciali con la provincia di Belluno e col Veneto. Esistono ottimo rapporto col Movimento Autonomia Belluno in ottica di un'autonomia dei questa provincia. Logiche economiche però portano a privilegiare i rapporti Nord-Sud del Brennero in quanto porta maggiori vantaggi per uscire della crisi rispetto a quelli con il Piave.

Su mia sollecitazione Michela Avanzo affronta il tema del Broccon di cui conosce i problemi essendo lei stata insegnante a Transacqua e usando tale strada. Questo problema non verrà dimenticato e gli amministratori locali del Comune sono invitati a sollecitare il referente. Si può fare sempre di più anche nella sponda del Vanoi anche se la manutenzione non è mai mancata. Certo ci si deve scontare con il calo delle risorse.

Su sollecitazione dal pubblico Michele Dallapiccola tratta la questione del miglioramento della SS47 e del suo raddoppio. Per quanto riguarda il tratto Borgo Valsugana e Veneto il costo ammonterebbe a 200-300 milioni di Euro. Il tunnel di Tenna costerebbe addirittura 500 milioni euro . E pura utopia il raddoppio della Valsugana. Il tunnel Mori/Arco atteso per dare risposta alla mobilità turistica costa in proporzione 200-300 milioni di Euro. Si sta ragionando sulla Valsugana a pedaggio e sulla Valdastico, ma l'obbiettivo è da liberarsi dal traffico. Il capitolo strade nel bilancio ammonta a 100 milioni euro e non si posso fare promosse di grandi opere. Si potrebbero contrarre altri debiti visto che i debiti ammontano a 2 miliardi euro. Il PIL è di 16,5 miliardi euro e altri debiti si potrebbero fare, ma esistono problemi dovuti ai rapporti con Roma e la definizione dei contributi regionali al debito statale che impattano sui 9/10 di tasse. I 9/10 inoltre dipendono dal PIL Trentino che va incrementato altrimenti diminuiscono. L'accordo di Milano ha visto sblocco della posta variabile di 4,5 miliardi euro in 8 anni a fronte di trasferimenti allo stato di 500 milioni. Dopo il 2017 non si avranno introiti dalla posta variabile ma si dovrà pagare 500 milioni euro. Questo porterà ad una spending review di 200 milioni di euro in 3 anni.Per questo prioritario è il TEN1 per il raddoppio della Ferrovia del Brennero del quale allo stato si è proceduto al tunnel di base di esplorazione. Attualmente sul Brennero passano 27 coppie di treni lentamente. Si vuole incentivare il trasporto ferroviario attraverso due Roll all'Isola della Scala ritenendo tale sistema di trasporto più salutare rendendo competitivo anche attraverso pedaggi stradali più alti.

Kaswalder Walter torna sul bilancio della Provincia di Trento. Il bilancio della stessa nel 2010 era di 4,7 miliardi di euro e oggi si attesta di 4,5 miliardi. Dal 2017 mancheranno 500 milioni. In un contesto di risorse calanti si è avuto una diminuzione di risorse dei comuni. Dal 2017 il prof. Cerea parla di una riduzione di 1 miliardo di Euro. Nel 2011 c'erano 2,111 miliardi di euro di debiti e non si ritiene di fare altri debiti che poi impatterebbero sull'economia. Si deve quindi procedere per progetti strategici. Si deve dare seguito alla viabilità tra Mori/ARCO per dare una risposta alla viabilità dell'Alto Garda che contribuisce molto al PIL Trentino.

Sulle Comunità di Valle Kaswalder fa presente i molti enti presenti per una popolazione di 500 mila abitanti che drenano molte risorse. Il comune è l'ente più vicino al cittadino e ritiene un errore un ente politico intermedio che a suo avviso doveva esser tecnico per studi che richiedono risorse sovracomunali affiancato da una conferenza dei sindaci. Quest'ente poteva gestire anche i servizi sovracomunali. Difficile motivare la scelta delle Comunità di Valle. . L'accordo di Milano ha ridotto le risorse e i 9/10 dipendono dall'andamento dell'economia. Sarà necessario modificare la macchina amministrativa e burocratica per creare un fondo di rotazione per aiutare le imprese e abbassare la tassazione per far funzionare il Trentino.

Il sindaco di Canal San Bovo pone una prospettiva diversa circa la presenza di quattro candidati nella coalizione di centrosinistra e con circa 5000 voti disponibili in Primiero nessuno a chance di entrare in consiglio. Il fatto che manchi una persona di sintesi nella coalizione nel Primiero ha fatto fuoriuscire dalla stessa la sindaca. A livello provinciale è stato fatto notare che non si ha l'attenzione che si riservano a zone come Fondo perchè manca una persona del luogo che conti. Il Primiero a espresso raramente un consigliere provinciale e anche quando la fatto (il riferimento a Depaoli a mio avviso si sottende) ha contato poco.

Kaswalder risponde invitando tutti a votare Marco Toffol. Lo stesso si inserisce nel tema parlando di opportunità perse per la mancanza di unione e partecipazione di cittadini alle alle istituzioni. Si augura che la campagna delle elezioni provinciali portti ad una svolta. Fa notare che la divisione si vede nella gestione del territorio parlando di auspicabile piano territoriale d'ambito o in modo nostalgico tornare al PUP.

Michele Dallapiccola invece nella risposta è più pratico e parla di circa 250000 voti utili e della frammentazione del panorama politico. Paradossalmente questa situazione abbassa i voti necessari: potrebbero bastare 475 voti. Essendo che esistono 4 candidati di centrosinistra con circa 1000 voti papabili a testa con buona probabilità di farcela. Fa presente poi che sono elezioni provinciali e si deve esser disposti a viaggiare e prendere voti da più zone. E' con questa strategia che alla precedente turnata Marco Depaoli ce la fece.

Michele Dallapiccola.

Michele Dallapiccola è consigliere provinciale uscente e ricandida. Esso ringrazia e nota che se come dalla sala che vede 50 persone partecipare alla serata c'è un riavvicinamento della gente è anche per il riposizionamento fatto dal PATT. La provincia di Trento ha 4,5 miliardi euro di bilancio ed è fortunata a confronto della provincia di Belluno che ha 45 milioni euro di bilancio. Esistono però sentori che in Trentino, sebbene ha un modello da esportare anche altrove, ci sarebbero riduzioni di risorse.

Ad Agosto 2013 è stato creato un fondo nuove leggi per avere risorse per poter garantire l'amministrazione provinciale verso eventuali modifiche finanziare nella legge di stabilità.

sabato 15 settembre 2012

Autonomia e futuro del trentini

Autonomia e futuro dei trentini è il tema che ha tenuto banco all'incontro promosso dal Patt sezione locale il 14 settembre 2012. Un incontro che ha trovata buona partecipazione della gente che si è trovata alle 20.30 in sala Negrelli presso la sede della Comunità di Primiero.

La serata è stata aperta da Marco Toffol, presidente del coordinamento d'ambito di Primiero del Partito Autonomista Trentino Tirolese, che ha messo in luce come quest'incontro voglia assieme al precedente (dedicato alla storia autonomia) una riscoprire l'autonomia del Trentino e guardare al futuro.

Spesso si guarda all'autonomia Trentina come un privilegio, qualcosa che non ci spessa. Attachi provenire da regioni vicine e lontane e spesso anche dai turisti. Ma l'attacco proviene pure dai media e dai libri e dal governo stesso. A ciò si risponde dicendo che nonn l'autonomia l'abbiamo sempre richiesta, perchè anche prima di passare all'Italia siamo stati autonomi. Non siamo ovviamente contrari al fatto che il nostro modello si replichi anche in altre zone anche se i 9/10 sembrano impossibili da sostenere per tutte le regioni.

Intervento di Michele Dallapiccola. Tale intervento è stato una carellata per capire chi siamo e come stiamo cambiando. Un modo il nostro che vede 533.364 con una percentuale di stranieri del 9,1%. Interessante poi vedere come oramai l'agricoltura sia marginale (3% PIL) contro settore servizi molto cresciuto (70% PIL). Gli indici indicano ancora che il Trentino tiene e che la disoccupazione il rischio poverta sono ancora sotto il livello italiano, ma le previsioni sono in peggioramento. Molti settori tra i quali l'edile e l'estrattivo sono in crisi e si nota un a difficoltà di accesso al credito, anche da parte delle famiglie. Esse hanno poi abbassato i consumi, in quanto anche il mondo del lavoro è cambiato e sempre più precario.

Il bilancio della provincia. Il bilancio provinciale pareggia su 4,6 miliardi euro. Di questi 3,3 miliardi euro provengono da 9/10 delle tasse che possiamo trattenere. Le varie leggi statali, tra le quali l'accordo di milano e spending review, ci portano a guardare con preoccupazione ad una riduzione di risorse consistente che riduco le risorse utilizzabile a 4 miliardi euro. Si pensa di impugnare il decreto della spending review per riaffermare il principio dell'autonomia.

L'autonomia. L'autonomia non è solo il disporre di risorse ma poter scegliere come utilizzarle ed è questo principio che si ritiene violato sulla spendig review. Un'autonomia che ovviamente responsabilizza gli ammistratori provinciali e locali, perchè viste le risorse a cui possono attingere, vedono su essi ricadere le colpe di eventuali errori. Sebbene esista tale responsabilità rafforzata si vorrebbe passare ad un'autonomia integrale assuemendo nuove competenze (400 milioni euro di spese) pur di mantenere in 9/10 sulle tasse pagate. Oltre a ciò si contribuirebbe comunque con 1% al ripiano del debito che abbiamo contribuito a creare. Non possiamo sottrarci infatti ad assumerci parte del debito che abbiamo contribuito a creare sopratutto dal 1972-1990. Su tale proposta di autonomia integrale il discorso col governo è partito da poco.

Spendere meglio e meno risorse. Il let motiv deve essere spendere meglio e meno e in tal senso è da segnale la spending review in salsa trentina, la quale vede in essa anche il blocco del turnover (5 pensionati 1 assunto) e una revisione dell'impegno pubblico. Dove è possibile si deve attingere al paternariato tra settore pubblico e privato di cui il NOT è un esempio.

Ugo Rossi Ugo rossi è partito dal fatto che le critiche sui privilegi arrivino da zone che benificiano di privilegi maggiori, come nel caso della Sicilia. Loro sebbene hannno gli 11/10 non hanno utilizzato l'autonomia come il trentino, il quale accanto alle risorse è stato responsabile. L'autonomia è esercizio di democrazia in primo luogo e di responsabilità. Si è tornati sul fatto che le risorse saranno meno e si deve utilizzarle bene. Si deve recupare risorse facendo meglio con meno e investire nel settori che possono darci un futuro. Si portato ancora l'esempio del NOT e di come esso sia un esempio di come progetti passati a volte devono esser rivisti, perchè il mondo è cambiato. In questo caso si sono risparmiato 90 milioni. Servono cambiamenti organizzativi in modo da contenere l'aumento della spesa pubblica. Ma non solo contenimento anche partecipazione del privato nelle opere pubbliche come già successo al NOT.

Consapevolezza dei bisogni. Si è pur consapevoli che alcune spese sono incomprimibile e che con un a popolazione che invecchia (nel 2030 ci saranno 530000 persone anziane) si deve pensare ai reali bisogni e cercare anche alla contribuzione dell'utente. Le rette delle case riposo sono viste in aumento legandole anche al reddito. Ma deve cambiare anche il modo di dare servizi come questo. Serve ripensare il tutto e pensare magari a dare sussidi alle famiglie che si tengono il famigliare anziano a casa.

Economia. Bel capitolo l'economia perchè da esso ci si aspetta un cambiamento. Un cambiamento che deve vedere un maggior ruolo del privato e un ripensamento alla partecipazione in alcune aziende (es. Informatica Trentina) e lasciar spazio al privato. Molti sostegni congiunturali de sotto stati poi messi in campo negli ultimi anni, ma non sono questi che ci salveranno.

Serve più selettività dei contributi e promuovere il merito e l'innovazione e tornare alla cultura deò lavoro che si è un po' smarrita. Serve lavorare assieme e saper pure dire che il mondo è cambiato. Lo si vede in edilizia con la crisi che si è abbattuta, ma non si può più pensare di costruire sul nuovo (530000 abitanti per 300000 case), ma si deve innovare e cercare di utilizzare anche altri materiali come il legno. Si deve poi esser uniti e comperare prodotto trentino e prediligere le aziende trentine che producono in loco.

Rispetto per le regole. Tutti devo rispettare le regole e pure il governo italiano e ci deve rispetto anche per la nostra autonomia, la quale è incardinata nello statuto (legge costituzionale) nell'accordo Degasperi Gruber. Devono esser rispettati anche gli accordi che la Provincia fa col governo. Non si può fregarsene delle regole.

Il dibattito. L'ente regione è stato uno dei temi sentiti dalla gente. Essa viene vista della gente come un'ente senza competenze e che forse si potrebbe risparmiare sulla stessa. Si può rivedere la Regione come ente amministrativo, ma non si può attualmente rivedere l'ente in se con una revisione dello statuto. In tale senso si vede la volonta di restare come quadro ordinamentale come sede di collaborazione con Bolzano.

Si deve inoltre guardare a mantenere le persone nelle valli e cambiare modello di sviluppo città centrico e ripensare l'idea di Metroland, le cui risorse potrebbero essere utilizzate per mantere le persone nelle valli. Si pensi alla possibilità di poter telelavorare (in tal senso si pensi al CUP che potrebbe venir redistribuito sul territorio) grazie alla tecnologia.

Per quanto riguarda le elezioni nel caso delle politiche il quadro è ancora frammentato e si guarda ad accordi e portare in parlamento gente trentina che crede nell'autonomia. Si pensa ad un polo di centro. Per quanto riguarda le provinciali 2013 non c'è alternativa alla coalizione PD, UPT, PATT. Ovviamente cercando di migliorare la prppria rappresentività e perchè no con un presidente in quota patt. Tale presidente potrebbe esser Ugo Rossi.

Per risparmiare si pensa alla fusioni dei comuni senza il periodo di unione, il quale spesso è stato solo un modo per prendere temporaneamente maggiori contributi.Oltre a ciò una spinta forte sulle gestioni associate dei servizi.

Nel caso delle infrastrutture si crede alla messa in sicurezza, non potenziamento, della Valsugana e un no convinto alla Valdastico. L'A31 sarebbe una grandinata su Besenello. Si pensa invece al potenziamento dell'Alta Velocità e alla realizzazione BBT con molti tratti sotto terra, in modo da rispondere anche al Movimento no TAV di Marco. In tale solco si propone il dibattito con la popolazione, il movimento sull'opera.

Sul Tunnel dal Vanoi e Fiemme si può riflettere ma attualmente non ci sono risorse. Per il legno di cui il Vanoi è ricco c'è la promozione dello stesso, ma deve muoversi il privato.

Una nota polemica in chiusura da parte di Andrea Gadenz che sottolinea un problema. Spesso si parla di scarsa cultura del lavoro, ma se lo cerchi spesso trovi porte chiuse. Anche volendo raccogliere mele spesso ho devi esser sopra una certa età o sotto oppure immigrato per essere assunto con la formula del pagamento a voucher. Ugo Rossi a tale critica risponde che se vuole lavoro ce n'è e che in Val di Non lo trova, ma Andrea rifiuta non essendo con il sistema dei piazerot che si va avanti.