lunedì 31 marzo 2014

Nuova Transacqua presenta la lista completa per le elezioni comunali 2014

E' stata presentata la lista di Nuova Transacqua per le comunali del Comune di Transacqua. I nomi sono 19:

  1. ROBERTO PRADEL - Candidato Sindaco;
  2. UBERTO MENEGUZ;
  3. DANIELA SCALET;
  4. MARCO BETTEGA;
  5. NICOLO' SIMONI;
  6. LUCIA PRADEL;
  7. SILVIA SCALET;
  8. FRANCESCO TISSOT;
  9. CECILIA SIMION "MUSICA"
  10. SERGIO SCALET;
  11. DANIELE PRADEL;
  12. MICHELE PRADEL;
  13. SCALET CRISTIANO;
  14. DEBERTOLIS GIULIA "NOZENTI";
  15. CARLO BONINSEGNA;
  16. SCALET MANUELA.

Un gruppo che conta 6 donne su 16 candidati e vede a presenza di almeno un 25% di persone che hanno un'età inferiore o uguale a 30 anni.

Una squadra che si fonda su questi principi:

  1. l’unione fa la forza. Una visione sovracomunale per migliorare e potenziare i servizi.
  2. Il lavoro come priorità sociale.Chiarezza sulle priorità della valle per offrire nuove opportunità di lavoro.
  3. Meno politica, più senso civico. Revisione delle indennità e costante ascolto e confronto con i cittadini.
  4. Fare di più con meno. Oculata e responsabile gestione delle risorse.
  5. Vivere meglio.Curando gli spazi pubblici del paese, in centro e in periferia.
  6. Urbanistica ragionata e responsabile. Dando risposta a chi necessita della prima casa nel rispetto del territorio in cui viviamo.
  7. Meno grandi opere, più opere sociali. Completamento delle opere già avviate e concentrazione sulle necessità dei cittadini.

Entro il 4 maggio 2014 avremmo modo di conoscere meglio questa lista e come pensa di declinare tali principi.

Stop allo sfruttamento idroelettrico dell'Adige, dei suoi affluenti e dei principali fiumi

E' stata approvata proposta di mozione di Alessio Manica con un voto trasversale (29 si e un astenuto) che richiedeva di stoppare lo sviluppo idroelettrico dell'Adige, dei suoi affluenti. Si chiede che anche sul tema si cerchi una strategia comune con la Provincia di Bolzano e che si cerchi una programmazione sentendo i Comuni e le Comunità di Valle. E' stata inoltre estesa alle grandi e medie sospensioni ai maggiori corsi d'acqua trentini fino ad un nuovo piano.

Manica affronta la questione delle medie e grandi concessioni partendo dal casi della Dolomiti Energia e Acquafil Power e la richesta di interventi meno impattanti. Si mette in luce come il passaggio della Dolomiti Energia a Acquafil Power abbia portato ad un progetto che per rimanere all'interno dei max 3MW permessi si sia previsto di far funzionare l'impianto solo per 8 mesi. Si è messo il luce come la Giunta Provinciale abbia fatto portare avanti il progetto sebbene ci siano stati pareri negati dei tecnici e molte criticità soprattutto dovute al cambiamento del microclima e alla possibilità di aumento dell'allegamento di Nomi.

Bezzi ha messo in luce come serve una moratoria visto il fiorire di progetti di privati, di professionisti e di Comunità di Valle e come sempre più si vada ad uno sfruttamento idroelettrico più che turistico e come le micro-centraline siano patrimonio ma spesso oramai sono i privati a chiedere la concessione.

Civettini ha affermato che l'Adige non può diventare business di Acquafil e il Garda di Chicco testa. Inoltre sull'acqua che è risorsa comune non può decidere chi governa.

Silvano Grisenti ha richiesto che la moratoria si estenda a tutti i corsi d'acqua perché è mancata una politica dell'acqua.

Mauro Gilmozzi parte dal fatto che l'obbiettivo della PAT di energia autoprodotta da rinnovabili(idroelettrico, biomasse, rifiuta) sia del 40% e come la stessa si deve integrare con la paesaggistica non sollo sull'Adige. Si vuole un sfruttamento diversso e non si dice no secco e eviterebbe di estendere la mozione a tutti i fiumi ma all'Adige e ai suoi affluenti. Con l'Alto Adige è aperto un tavolo ma fino ad ora non ci sono state risposte.

Mosna è contrario perché si entra a gamba tesa su un progetto di un'azienda, che occupa centinaia di persone, e che va avanti da tempo.

Walter Kaswalder ha auspicato che i frutti delle concessioni vadano alle nostre comunità.

Borga auspica una direttiva per favorire le comunità locale nello sfruttamento dell'acqua.

Detomas ha raccomandato azioni rilanciare le forme cooperative anche in questo settore.

Le Province di Trento e Bolzano battute sul ricorso in materia di centrali idroelettriche

Il 24 febbraio 2014 è stata assunta la decisione della Corte Costituzionale, depositata il giorno dopo, in merito ai ricorsi 150 e 152 del 2012 presentati dalle Province di Trento e Bolzano.

La decisione assunta non verte su tutte le materie dei ricorsi, le quali verranno affrontate in altre sentenze, ma solo sul tema delle grandi derivazioni idroelettriche. Si è chiesta l'illegittimità costituzionale dell'art. 37 comma 4, 5, 6, 7, 8 del decreto legge n. 83 del 22/06/2012 come usciti dalla conversione avvenuta con l'art.1 comma 1 della Legge n. 134 del 07 agosto 2012. La questione è senz'altro complessa e coinvolge molte norme, rimandando al testo della sentenza per approfondimenti, qui si sintetizzano i motivi che sono stati addotti:

  1. violazione dei principi di leale collaborazione e dell'art. 1 comma della legge 2001 n. 443, questione sollevata dalla Province di Trento e Bolzano.
  2. violazione dei principi di ragionevolezza e certezza del diritto sollevato dalla sola Provincia di Trento.
  3. violazione di diverse norme costituzionali, statutarie della Regione Trentino Alto Adige e delle province anche se non sempre coincidenti.

Il ricorso è stato perso in quanto si è ritenuta fondata la questione non rientranti nelle materie riservate statutariamente alle Province Autonome di Trento e Bolzano come ad esempio l' di energia, ma si è ritenuta valida la tesi della Presidenza del Consiglio che la norma in questione vada vista in termini di concorrenza e di ordinamento civile.

Gli effetti. Non saranno pochi gli effetti che dalla norma statale che rimane in vigore provocherà, in quanto la norma in questione detta la disciplina in materia di concessione delle grandi derivazioni idroelettriche. La questione viene affrontata sia nei termini delle scadenze delle stesse minimo 20 anni fino ad un massimo di trenta fino a prevedere norme di trasparenza, non discriminazione e assenza di conflitto di interessi. Ovviamente ciò sempre che non si ravvisi un interesse pubblico superiore.

La gara va indetta cinque anni prima della scadenza e viene prevista una normativa transitoria per le concessioni già scadute o in essere ma che scadono entro il 31 dicembre 2017.

Oltre alle condizioni che sono necessarie per la pianificazione idrica va inserito anche il compenso che il concessionario uscente riceverà dal concessionario vincitori per il subentro nella titolarità dell'azienda e ne detta i tratti che vanno valutati.

Si riserva inoltre al decreto del Ministro dello sviluppo economico, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, regioni e province autonome dei valori massimi dei canoni delle concessioni per uso idroelettrico. Con lo stesso si fisseranno anche le modalità con le quali si può destinare un valore non inferiore al 20% del canone concessione pattuito alla riduzione del costo energia a beneficio dei clienti finali insistenti nelle zone ove sono afferenti le opere di concessione.

Nel territorio del trentino ci sono molte aziende municipalizzate e dove anche la provincia a quote. Basti pensare al ruolo di Tecnofin Trentina che fa capo alla Provincia Autonoma di Trento. Una partita certamente ingarbugliata quella delle concessione idroelettriche dopo la perdita del ricorso in questione e che dovrà portare a ripensamenti nei comportamenti sia della Provincia di Trento che Bolzano, ove si sono privilegiate le aziende pubbliche a volte partecipate direttamente o indirettamente dalle stesse.

venerdì 28 marzo 2014

Il bilancio di previsione 2014 in scena al consiglio comunale di Canal San Bovo del 03 aprile 2014

Fitto Consiglio comunale quello che andrà in scena il 03 aprile 2014 alle ore 20.30 nella Sala Consigliare del Comune di Canal San Bovo.

Molti i punti importanti dopo l'esame del verbale della seduta precedente, infatti al secondo punto si avrà l'esame del rendiconto dell'esercizio 2013 che illustrerà come si è chiuso l'anno passato.

Tasse. I punti dal 3 al 6 compreso saranno dedicati alla materia del fisco comunale.

Si procede come per cosa, ai sensi dell'art.14 del regolamento T.A.R.I (Tariffa sui rifiuti), all'approvazione delle agevolazioni per l'anno 2014.

La determinazione delle aliquote e delle detrazioni per l'anno 2014 del tributo su servizi indivisibili (T.A.S.I).

Analoga determinazione delle aliquote e delle detrazioni anche per l'imposta municipale propria (IMU).

Ultimo punto riguardante il fisco dedicato all'esame del regolamento dell'imposta unica comunale (I.M.U.P e T.A.S.I.).

Altri temi. Altri temi verranno però affrontati e non sono di basso profilo.

Al punto 7 viene esaminata la Convenzione tra Comunità di Primiero e i comuni relativa alla gestione associata dei vari servizi intercomunali. Si ricorderà il dibattito che c'è stato a livello di Comunità che ha portato ad avere un differenziato comportamento su tale punto.

Al punto seguente si esamina il bilancio di previsione esercizio 2014 dei Vigili del Fuoco.

Al punto 9 entra in scena il piatto forte l'esame del bilancio di previsione 2014 del Comune. Si mette con tale atto fine al periodo provvisorio. Si arriva a ciò dopo che la prima commissione permanente del consiglio provinciale ha approvato la bozza di bilancio di previsione provinciale 2014.

Al punto 10 viene approvato il disciplinare Family.

Il penultimo punto è meno gravo e si pone di apporre l'uso civico su varie particelle fondiarie facenti parte di una strada provinciale e in località refavaie.

Chiude il consiglio le comunicazioni del sindaco.

E' un consiglio fitto che visti i temi trattati forse avrebbe richiesto una divisione dei temi in modo da poterci dedicare il tempo che meritano. E' un consiglio importante che merita la partecipazione della popolazione, la quale spesso manca. Mi sento quindi di invitare tutta la popolazione ad esserci tra il pubblico.

giovedì 27 marzo 2014

Chiusura temporanea di Via Danoli a Canal San bovo

Da Lunedì 31 marzo 2014 al 19 aprile 2014 verrà chiusa a Canal San Bovo la Via Danoli dall'incrocio con via alle Grazie fino all'ingresso del garages della Casa di Riposo.

La chiusura si rende necessaria per eseguire i lavori di realizzazione del teleriscaldamento da parte della ditta Mari & Mazzaroli. Verrà sempre garantità al tunnel garages della Casa di Riposo.

domenica 23 marzo 2014

Il Comune Unico risveglia anche la voglia di fusione del Soprapieve

E' interessante leggere il comunicato che sul sito del Comune di Tondico è apparso il 21.03.2014. E' interessante perché si inserisce nel dibattito del Comune Unico sollevato dalla petizione sul tale argomento dai promotori di questo progetto, in quanto è la risposta del capogruppo di maggioranza in consiglio comunale a Tonadico, Alessandro Brunet.

Si fa riferimento all'ordine del giorno approvato con Deliberazione n. 9/2013. Nell'ordine del giorno si fa riferimento allo stallo istituzionale che rende preoccupati. Si evince però che in passato in altri ambiti la comunità, ad esempio nell'ambito della cooperazione, ha saputo trovare unità fino alla fusione.

L'unione è riuscita ad integrare la gestione dei servizi comunali, ma non è riuscita a pervenire alla fusione dei tre comuni partecipanti (Siror, Tonadico e Sagron Mis), ma si ritiene di rilanciare la fusione coinvolgendo anche Fiera di Primiero e Transaqua.

Le motivazioni che si portano per la fusione sono:

  1. territori vicini con tre centri abitati, Fiera, Tonadico e Transacqua, praticamente fusi in unico agglomerato urbano e Siror collegato in contiguità con Tonadico;
  2. la vicinanza territoriale e sociale fra Tonadico e Siror è un dato oggettivo oltre alla condivisione, sul piano amministrativo, di due abitati: San Martino di Castrozza e Tressane, con il primo che rappresenta il motore turistico ed economico dell’intera vallata;
  3. l’abitato di Fiera è, di fatto, un’enclave circondata da Tonadico e Transacqua. La frazione di Pieve è più direttamente collegata con Fiera che con Transacqua. Molte sono poi le zone condivise a due o tre comuni: zona Clarofonte, zona Fol, passo Cereda, Viale Piave, Sangrillà ed altre ancora. Vi è poi una vicinanza che traspare, soprattutto in questi ultimi decenni, nei momenti sociali e di vita che le cinque comunità promuovono e in particolare attraverso quei consorzi che ancora reggono al tempo e che sono radicati presso il comune di Fiera in qualità di capofila;
  4. con un comune di maggiori dimensioni si possono dare servizi efficienti a corsi ridotti, ma anche nuovi servizi (pensiamo al potenziale offerto dalla rete informatica e del teleriscaldamento) rispetto ai comuni più piccoli (personale più specializzato, possibilità di gestire in proprio alcune competenze che altrimenti si dovrebbero delegare);
  5. un comune con più abitanti significa anche, sul piano politico e amministrativo, poter contare su una maggiore preparazione e qualità della sua classe dirigente, allargando le idee e il confronto;
  6. infine un comune unico non andrà a togliere le proprie identità e specificità, ma saprà far emergere, forse anche meglio, le singole peculiarità.

L'Amministrazione comunale intende perseguire quanto contenuto nel documento richiamato, risalente ad un anno fa, redatto dai tre gruppi consiliare che impegnavano l’Amministrazione comunale di Tonadico di fare tutto il possibile per arrivare alla fusione delle cinque Amministrazioni comunali di Tonadico, Fiera di Primiero, Sagron Mis, Siror e Transacqua. La stessa, per raggiungere quest'obiettivo, sosterrà iniziative o gruppi che hanno la stessa finalità e fanno emergere fra la gente la volontà di voltare pagina.

La Amministrazione comunale ritiene la fusione la stessa l'unica scelta possibile, anche ripensando le strategie, se si vuole mantenere in vita l’amministrazione che i cittadini si attendono.

sabato 22 marzo 2014

La questione cervi a Caoria fa ancora discutere discutere dopo un anno e mezzo

Era il 2 agosto 2012 quando la terza variazione non venne approvata e richiese un dibattito che richiese un altra convocazione avvenuta in data 08 agosto 2012. La porto ad un settembre 2012 caldo che vide la fuoriuscita di 8 consiglieri, ma a norma di legge l'amministrazione potè continuare.

Ecco che il 20 marzo 2014 per merito per dell'Adige si la discussione si è riaperta con molti commenti sul gruppo Amanti del Vanoi, cuore verde nel trentino. Il titolo certo dato al pezzo dell'Adige "Primiero, sta arrivando la Disneyland dei cervi" rivolto ad opera che si vuole fare a Caoria di Canal San Bovo fa sobbalzare. Contattata la sindaca, Mariuccia Cemin, sebbene non ne sapeva nulla non sembra infastidita da ciò, in quanto il titolo fa capire l'intenzione turistica del recinto. Senza voler arrivare alla consistenza di Paneveggio si vuole ricalcarne lo stile. Si vuole dare un ricovero agli animali feriti in inverno e poter far conoscere quest'animale da vicino anche in chiave turistica. L'attività di cui è richiesto il supporto comunale ha avuto inizio dalla Proloco di Caoria col supporto dell'Associazione Cacciatori.

Il parlare di Dysnelad dei cervi è a mio avviso quasi dispregiativo altrimenti si dovrebbe utilizzare lo stesso termine anche per il recinto di Paneveggio.

Personalmente quello che dice come anche Renato Orsigher afferma in un so posto vorrei trovare gli animali nel suo habitat sulle montagne. Si potrebbe pensare di avvalersi dei forestali o di altre figure che conoscono la zona e che possono rendere più facile l'incontro.

Lo protesta nell'estate 2012 oltre che per la spesa era anche perché esiste un recinto simile a Cicona, magari più piccolo, di privati.

E pur vero che non so quanto si possa costruire una campagna sui cervi come alcuni scherzosamente mettono anche perché non si può ritenere l'ambiente immodificabile sebbene va rispettato. Si può inoltre vedere come provocazione la motivazione di trasferire la residenza per votare un sindaco che sostenga ciò, anche perché la residenza ha delle regole da rispettare per poter esser concessa.

Non si può pensare che tutto rimanga com'è Malghe non potendo dare ai residenti la possibilità di poter vivere della propria montagna. Una riflessione sullo sviluppo della zona va fatto e vanno date idee a 2 anni dalla decisione questa è quella dell'amministrazione.