martedì 20 giugno 2017

Concorso per reclutamento dei docenti di lingue straniere alla primaria le polemiche arrivano prima dei risultati

Non si conoscono ancora pienamente i risultati del concorso della Provincia di Trento per il reclutamento di 230 docenti per l'insegnamento delle scuole straniere della primaria svoltosi a giugno di cui ancora oggi si sa solo i risultati per la prova scritta di tedesco, ma la polemica sul test fornito è già attuale sui social.

Un insegnante anonima di cui Sara Ambrosi ha riportato la lettera sul suo profilo così scrive:

Sono solo una voce. Non ho un nome, ne ho centinaia.

Ho lavorato alacremente, sostenuto con fermezza e gioia il CLIL ed il Piano trilingue nelle classi che ho avuto la fortuna di incontrare durante mio percorso lavorativo.

Ho partecipato a tutti i seminari/workshops/aggiornamenti possibili trascurando spesso la mia famiglia ed i miei figli pur di essere un insegnante all'altezza della aspettative che la Provincia ci ha imposto.

Ho lavorato sui Lesson Plan a casa, sabati, domeniche, ponti e vacanze usando la mia stampante, il mio materiale, il tempo dei miei figli.

Ho studiato mille teorie diverse: TPR, Flipped Classroom, Silent Way, Story telling, Coding......

Ho imparato ad usare infinite applicazioni per rendere performanti le mie lezioni: Padlet, Popplet, Edpuzzle, Scratch....

Ho perfino imparato a creare siti internet senza usare quelli prefabbricati.

Ho fatto un corso sulla dislessia, mi sono occupata dei miei "bambini speciali" con amore, pazienza e tanta speranza.

Ho fatto tutto quello che le insegnanti come me hanno fatto, poi......

Arriva il concorso!

La mia chance, la nostra chance!

Vado, andiamo! Sono pronta, siamo pronti!

Centocinquanta posti! Sono i nostri!

Di noi tutti che abbiamo immolato le nostre vite, le nostre famiglie, il nostro lavoro sull'altare del Piano Trilingue e del CLIL. Ce li meritiamo questi posti, ce li siamo veramente guadagnati! Siamo felici di essere lì, pronti per l'esame, pronti a dimostrare il nostro valore!

Giriamo il foglio della traccia estratta e incominciamo a leggere. Man a mano che proseguiamo con il testo il nostro sorriso vittorioso si trasforma in un'espressione perplessa, tutti noi pensiamo di avere un attimo di panico da concorso, ci può stare, forse ci deve stare....... Alziamo gli occhi, respiriamo profondamente, rileggiamo ed aggiungiamo le domande alle quali dobbiamo rispondere: la perplessità diventa paura.

Oddio.... Non capisco! Non si riesce a mettere a fuoco il concetto, il testo è troppo complicato per il nostro livello linguistico (B2), l'argomento è sconosciuto, le domande non sono chiare e le varie opzioni sono discutibili….

È lo stesso, non possiamo mollare, si va avanti!

Magari sono solo io, magari sono troppo agitata, magari non sono all'altezza, magari......

Utilizzo ogni secondo del tempo a mia disposizione, non mollo, non posso mollare anche per rispetto alla mia famiglia che ha sopportato le mie assenze per studiare, non posso!

Consegno. La consapevolezza di averlo fatto male è di una chiarezza tale da essere dolorosa. Cosa mi è successo? Come mai?

Mi confido umiliata con alcune colleghe e anche loro stanno come me, poi se ne aggiungono altre e altre ancora. Solo allora capisco che non sono io, siamo tutti.

Ora, dopo aver pianto tutte le mie lacrime, dopo essermi scusata con la mia famiglia per tutto il tempo inutilmente rubato, rialzo la testa solo per fare una domanda a chi ha scelto la traccia per il concorso:

PERCHÉ?

La politica aveva bisogno di dire che i concorsi sono stati fatti ma gli insegnanti non sono all'altezza?

Ma, signori che siete a decidere queste cose, sapete che siamo persone? Siamo madri, padri, figli e siamo tutti senza lavoro?

Sapete che cosa ha voluto dire difendere il vostro piano trilingue, il CLIL? Sapete che noi ci credevamo?

Forse per voi è stato solo un calcolo di consensi e visibilità senza spendere molto, per noi era la nostra vita lavorativa, una certezza economica per noi ed i nostri figli.

Avete fatto i vostri calcoli, avete vinto, bravi.

Io pensavo però stessimo dalla stessa parte, da quella della buona scuola, dei bambini. Ora capisco che non era vero.

Alcuni commenti alla lettera postata su fb da Sara Ambrosi mettono in luce il punto come ad esempio Martina Rossi che sottolinea come molte si ritrovano nella lettera e come sebbene il testo era non difficile ma fatto male in quanto ad esempio dalla domanda 11 alla 18 del test inglese poteva rendere il tema difficile essendo le risposte tra il non detto e il falso chiedendosi poi se era necessario farlo così difficile. Sara Nones sottolinea che è umiliante esser valutati così un corso dovrebbe esser serio non volendo pensare a secondi fini e spesso il testo era un taglia e cuci e spesso le opzioni di risposta erano discutibili ed interpretabili.

I test scritti di tedesco ed inglese somministrati nel concorso in oggetto sono ottenibili qui. così tutti si possono fare un'idea compiuta senza filtri personalmente non sono in grado di valutare se tali testi dovessero esser somministrati così.

Nella lettera si fa riferimento ad un testo di difficoltà superiore a B2 e una insegnante che ha partecipato parla addirittura che il testo era da C2.

Cosa si può rispondere alla lettera scritta da un insegnante ad ai rilievi posti dalle altre insegnanti sull'interpretabilità delle risposte ritenute discutibili e sul livello del testo presentato? Perchè si sono scelti quei test? Sono in linea con ciò che era richiesto nel bando? Come mai si è ritenuto farlo così difficile? Cosa rispondono in merito l'assessore competente nonchè Presidente della Provincia Ugo Rossi e il Dipartimento della Conoscenza? Felice di ospitare le posizioni di chiarimento dell'assessore e del Dipartimento delle conoscenza che avranno le loro motivazioni se avete partecipato a tale concorso e avete qualcosa da dire usate i commenti per far pervenire le vostre impressioni.

mercoledì 18 gennaio 2017

Famiglia Cooperativa di Primiero: per la segretaria locale Lega Nord Trentino è l'ora delle responsabilità

La chiusura della Famiglia Cooperativa di Primiero avvenuta il 9 gennaio 2017, dopo l'ordinanza del sindaco del Comune di Primiero San Martino di Castrozza Daniele Depaoli deve far riflettere. Essa è la conclusione di un iter che ha portato all'annullamento delle concessioni edilizie e delle licenze commerciali in capo alla Famiglia Cooperativa di Primiero dopo la sentenza del Consiglio di Stato su ricorso della ditta Brocchetto.

Dalla chiusura della Famiglia Cooperativa di Primiero è tutto un interrogarsi su dove è il punto di caduta di tale situazione e dove si può trovare una via d'uscita che appare complicata.

Martina Loss

La segretaria della locale sezione della Lega Nord Trentino, Martina Loss, vuole offrire attraverso un comunicato luce ad un punto passato in secondo piano: le responsabilità. Si fa riferimento ad un politico locale, senza a dire il vero mai farne il nome, che all'epoca del rilascio delle concessione era sindaco e ora invece ha ricevuto un incarico politico di maggior rilievo; il quale nel rilasciare la concessione edilizia si è scostato dalle regole senza aver mai avuto intenzione ne ha mostrato la capacità di correggere i suoi errori .

L'amministratore che ha causato danni e non il cittadino che ricorre vittima di un danno è colpevole della situazione creata da atti amministrativi al limite della legalità. Tale situazione ha portato a danni sia diretti che di immagine che dureranno nel tempo.

Sempre la segretaria Martina Loss non assolve comunque neanche l'amministrazione comunale attuale che non si indigna o cerca di ridurre i danni, ma aspetta che la situazione venga risolta chissà da chi. Essendo questa la punta dell'iceberg serve una riflessione sia da parte degli amministratori sia dei cittadini. I primi sia quelli attuali che quelli di ieri devono prendere coscienza delle loro responsabilità, mentre i cittadini oltre a valutare come far cambiare rotta a chi amministra devono agire in difesa della valle. Il punto di partenza deve rimanere l'individuazione delle responsabilità di chi ha governato e di chi presente non ha detto o fatto nulla per evitare il peggio.

venerdì 2 dicembre 2016

Ultimo giorno della campagna referendaria: i dibattito organizzato da Acli a Canal San Bovo il 25 novembre 2016

dibattito Acli referendum Riforma Boschi Primiero 2016Ultimo giorno di campagna referendaria in vista del referendum costituzionale, sulla riforma Boschi, del 4 dicembre 2016 visto che domani è giornata di silenzio elettorale. Si presenta qui una delle 30 serate informative delle Acli sul referendum, quella tenuta a Canal San Bovo presso la sala della Cassa Rurale di Primiero e Vanoi, all'insegna della Buona Politica come afferma il presidente provinciale delle Acli Trentina Luca Orler. Lo stesso invita a votare per non perdere la possibilità di dare indicazioni a chi alla politica che altrimenti può fare ciò che vuole, ma per fare ciò si deve esser informati ed ecco le serate organizzate da Acli.

La serata di Canal San Bovo ha visto Italo Gilmozzi per il si (Assessore con delega per le materie dei lavori pubblici e bilanci al comune di Trento nonché segretario provinciale PD) al quale si contrapponeva per il no Antonia Romano (consigliera comunale a Trento per L'altra Trento a sinistra) moderati dal giornalista Zurlo Christian. Introducendo l'argomento Zurlo Cristian ha voluto sottolineare, 23 persone in sala, la voglia della gente di informarsi sulla riforma costituzionale, nonostante in TV spesso siano emerse posizione estremizzate che spesso fanno rimanere al margine il tema vera del referendum. Si va a referendum essendo che stato richiesto a norma dell'art.138 della Costituzione in quanto non si è raggiunta la maggioranza dei 2/3. La riforma tocca il titolo V parte II della Costituzione, il CNEL, il quorum per l'elezione del Presidente della repubblica, il superamento del bicameralismo paritario, la materia della partecipazione popolare.

Antonia Romano, oltre a far presente che è consigliera nel comune di Trento per la sinistra e non giurista, affronta una prima questione del confronto tra la Costituzione vigente e la riforma in termini di chiarezza dovendo la stessa esser accessibile a tutti. La consigliera denota che la riforma manomette le parole e fa presente che oltre ad una maggior condivisione tra i costituenti del 1948 nella scrittura si avvalsero del lavoro di linguisti compiuto nel 1947.

Nel merito della riforma la stessa fa presente che c'è un ritorno al centralismo dopo che le regioni con la riforma del 2001 avevano ottenuto autonomia. Sul tema del bicameralismo perfetto si sarebbe potuto risparmiare maggiormente arrivando anche a cancellare il Senato. Sul tema della maggior velocità di produzioni delle leggi afferma che è un falso problema, in quanto l'Italia produce 120 leggi contro una media europea di 88 sebbene poi tutto si blocchi in fase di attuazione. Il tema della rappresentanza dei territori nel Senato non viene, per la consigliera, risolta essendo che ci sarò un voto proporzionale tra consiglieri provinciali, regionali, sindaci che ripropone la divisione partitica.

Italo Gilmozzi esordisce che la democrazia è tale se riesce a dare risposte ai cittadini, i quali valuteranno l'operato del governo; ma perchè ciò sia possibile si deve mettere il governo nelle condizioni di governare e per questo va superato il bicameralismo. Sulla rappresentanza dei territori Italo cita Giorgio Tonini che affermo "il presidente Rossi rappresenta la provincia più di lui".

Si arriva al referendum perchè dopo l'elezione del Presidente della Repubblica Mattarella Forza Italia (PDL) si è smarcato dopo aver votato per 4 volte su 6 la riforma, mentre il M5S non ha mai partecipato alla riforma che comunque porta consistenti risparmi.

Il moderatore Zurlo a questo punto porta in discussione la composizione del Senato da 315 eletti a 100 tra i quali 95 rappresentanti territoriali ,dei quali 20 sindaci, e 5 nominati dal Presidente della Repubblica (i primi rimangono i carica per il periodo della carica, mentre i secondi per 7 anni). Collegato a questo tema è stato inserito il discorso dei rimborsi e la cancellazione delle indennità oltre che dell'immunità che permane. Altro tema la Carta di Udine firmata da Serrachiani, Rossi, Kompatscher, Pigliaru; ultimo tema affrontato in tale blocco i riflessi sull'Autonomia.

Gilmozzi si concentra sulla salvaguardia dell'autonomia che averebbe grazie all'intesa ed è per questo, a suo avviso, che Luca Zaia fa riferimento che alle Regioni a Statuto Speciali conviene votare si contraddicendo chi appartenendo all'opposizione in Trentino dice il contrario. E' difficile senza l'intesa la riforma statutaria e valorizzare l'autonomia col clima romano e che si respira negli altri territori. Infine la riforma costituzionale riprende la Carta di Udine per quanto concerne le autonomie speciali. Di converso Antonia Romano fa notare che è una riforma centralista che toglie competenze alle regioni che avevano ricevuto nel 2001 maggiore autonomia senza esser messe nelle condizioni di esercitare le competenze per mancata partenza del federalismo fiscale. E' per questo motivo che in Val d'Aosta l'Union Valdotein si schiera per il no.

Esiste poi per Antonia un altro problema che deriva dall'Art. 28 dello Statuto d'Autonomia il quale prevede le incompatibilità per consiglieri provinciali e regionali tra cui c'è il sedere in Parlamento, per il quale manca il tempo per una modifica in un Parlamento ostile.

Per quanto riguarda le competenze Antonia fa presente che viene sottratta la competenza ambientale potendo far passare senza consenso dei territori opere impattanti. La consigliera chiede di avere 5 minuti supplementari che vengono concessi dal moderatore chiedendo alla stessa di introdurre se possibile il tema del Presidente della Repubblica. Ciò non avverrà perchè la stessa torna sul tema della stabilità facendo una distinzione tra le due essendo la stabilità non legata al governo ma a indici economici come il PIL.

La consigliera sui senatori (sindaci, consiglieri provinciali di Trento e Bolzano e regionali) afferma che gli stessi avrebbero un ulteriore incarico senza indennità e inciderebbero su temi importanti potendo se 1/3 lo chiede chiede il riesame di una legge, la normativa sugli enti locali, la Costituzione etc.

Antonia poi sposta il discorso sul metodo a cui si è pervenuti alla riforma citando Calamandrei che afferma che il governo non deve entrare nella riforma costituzionale, mentre in questa riforma (Riforma Boschi) il governo la perfino proposta.

Il moderatore Zurlo chiede a Italo Gilmozzi di introdurre i temi del Presidente della Repubblica, l'iniziativa popolare e il referendum. Lo stesso introducendo l'argomento coi numeri (2/3 voti assemblea, dal quarto scrutinio 3/5 assemblea, dal settimo 3/5 votanti) mette le mani avanti dicendo che nessuna maggioranza di governo potrebbe da sola votare il Presidente della Repubblica. Esistono poi i contrappesi che rimangono intatti Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale, magistratura.

Italo Gilmozzi affronta poi il tema dell'iniziativa popolare che nella riforma richiede 150000 firme invece di 50000, ma affianca tempi certi di risposta. Sul referendum è stata introdotta la possibilità con 800 mila firme raccolte invece di 500 mila di poter avere un quorum di 50%+1 dei votanti alle politiche.

Ribattendo a Antonia Gilmozzi incassa la differenza tra governabilità e stabilità, ma afferma che la prima condizione per la seconda.

Il moderatore Zurlo porta sul tavolo il fatto che molti dei critici dicono c'è ci potrebbe esser caos istituzionale tra Camera e Senato, ma Gilmozzi declina tale problema essendo le materie su cui Camera e Senato legiferano contenute nell'art. 70 novellato della costituzione.

Antonia torna sul tema del Presidente della Repubblica e dell'elezione degli organi di garanzia che la maggioranza che esce dall'Italicum, che sono nelle promesse Renzi vuole cambiare, potrebbe arrivare a votare tali organi da sola. Non è un problema ora che c'è Renzi, ma se ci fosse un Presidente autoritario si. La consigliera poi sul tema dell'iniziativa popolare fa presente che alzare a 150 mila le firme da raccogliere sono proibitive; ma a ciò Gilmozzi ribatte che ci sarebbe la risposta certa che ora non c'è.

Sul tema della legalità, il vincolo dei mandato, l'immunità i contendenti glissano se non Gilmozzi sul fatto che i parlamentari sono specchio della società ed è responsabilità dei cittadini sceglierli e mandare a casa chi non adeguato. Sul tema del vincolo di mandato non c'è mai stato in quanto già nella Costituzione vigente si è evitato di inserirlo dopo esser usciti dal fascismo come garanzia di libertà.

Antonia è entrata sull'intesa della modifica dello statuto che non sarebbe facile inserirla nello stesso a garanzia di ulteriori modifiche in un Parlamento ostile. Gilmozzi sul punto fa presente che l'intesa è una garanzia, ma che poi come sarà lo statuto dipende da noi da come noi stessi ci approcciamo all'Autonomia.

In chiusura di serata gli appelli prima quello di Antonia per il no che fa valere che per il no ci sia il sostegno di 11 presidenti della Corte Costituzionale su 11 e che invece J.P. Morgan e Confidustria sostengono il si perchè temono la Costituzione vigente e questo è segno della qualità della riforma. Una riforma serve ma su altre basi.

Chiude poi Italo Gilmozzi con un appello al si come voto di speranza e di cambiamento per non rimanere nella palude. Se si guarda i sostenitori del si c'è anche Coldidretti, mentre per il no Casapound, Salvini e una diversità di sostenitori che nessuna riforma potranno riuscire a fare assieme.

giovedì 1 dicembre 2016

Serata dell'Autonomia organizzata dal PATT in Primiero: qualche considerazione referendaria

PATT dibattito referendum costituzionale 2016La campagna referendaria sta per concludersi e i cittadini voteranno al referendum confermativo della riforma della costituzione, riforma Boschi, il 4 dicembre. Non sempre i dibattiti hanno messo in chiaro tutti gli aspetti della riforma, a volte infatti sono stati parziali e a volte invece si è scaduti dichiarando il referendum su Renzi.

Il 28 ottobre 2016 alla sala Negrelli della Comunità di Valle di Primiero si è svolta un incontro sull'Autonomia organizzato dal PATT con presenti Marco Toffol (Segretario di zona del PATT), Lorenzo Baratter (consigliere provinciale PATT), Gianni Bellotto (sindaco di Imer) e il Nicola Fioretti (sindaco Aldeno). Una serata partecipata visto il numeroso pubblico.

Non poteva mancare oltre ai temi della revisione statutaria uno spazio dedicato all'appuntamento referendario concentrandosi sui temi più legati alla nostra autonomia motivando in tal modo il si. E' stato proprio il sindaco di Aldeno, Nicola Fioretti, ad introdurre la riforma costituzionale. Dopo aver messo in luce come si siano modificati molti articoli (una quartina) e fatto riferimento per sommi capi al superamento del bicameralismo perfetto a pochi altri aspetti si è concretato sugli articoli che più interessano la Regione e le Province Autonome di Trento e Bolzano.

L'art. 116 novellato della Costituzione descrive, come lo stesso Nicola Fioretti, descrive un impianto delle autonomie a geometria variabile in quanto prevede che le Regioni possano chiedere competenze ulteriori limitatamente agli aspetti indicati dal comma terza se alcune condizione poste dall'art. 119 novellato della Costituzione tra le quali è previsto l'equilibro di bilancio.

Il comma terzo non tocca le competenze attuali della Regione Trentino Alto Adige e mette dei principi di espansione della autonomia delle Regioni sopratutto ordinarie. Vengono inoltre cristallizzate le competenze dell'Autonomia della Regione Trentino Alto Adige e delle Provincie autonome di Trento e Bolzano chiedendo per la modifica delle competenze regionali l'intensa. Lorenzo Baratter torna sul tema dell'intesa, la quale semplifica la revisione dello statuto d'Autonomia sopratutto facendo presente che il clima romano non è favorevole al Trentino.

Effettivamente l'art. 117 novellato della Costituzione come anche fatto presente dai relatori semplifica l'individuazione delle competenze delle Regioni e dello Stato togliendo le competenze concorrenti mantenendo però al comma 4 il principio di supremazia dello Stato su materie anche non esclusive dello stesso in caso lo richieda l'unità giuridica della repubblica ovvero la tutela dell'interesse nazionale. Le Regioni e Province di Trento e Bolzano comunque vengono coinvolte, attraverso il comma 5 dell'art. 117 novellato della costituzione, sulle decisioni attinenti alla normativa europea e di sua attuazione, per le materie di competenza, prevedendo in caso di inadempimento il potere sostitutivo dello Stato.

Altro tema portato nella serata per quanto riguarda il tema referendario attiene all'art. 57 novellato della Costituzione il quale prevede che sia composto da 95 senatori in rappresentanza delle istituzioni territoriali e 5 nominati dal Capo dello Stato. I primi rimangono in carica fino alla decadenza dal ruolo ricoperto che da accesso al senato, mentre i senatori nominati dal Presidente della repubblica rimangono in carica 7 anni. I senatori rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano vengono eletti in modo proporzionale tra i suoi componenti con la riserva di un sindaco. La Regione Autonoma Trentino Alto Adige vedrebbe 6 senatori dei quali 3 eletti tra i sindaci. Un dubbio salito dal pubblico è se non sia a questo punto per la provincia di Trento deciso che il sindaco di Trento Alessandro Andreatta a rappresentare il Trentino nella quota dei sindaco e ciò a fatto storcere a qualcuno il naso. Il sindaco di Aldeno, Nicola Fioretti, ha fatto presente che ci sarebbe un elezione sebbene di secondo livello la persona eletta non è meno rappresentativa e contesta ciò.

Esiste però un problema anche nella composizione a mio avviso più grave ed a ciò si avviene se si mette assieme l'articolo della costituzione novellato sulla composizione del Senato e l'art. 28 dello Statuto d'Autonomia del Trentino Alto Adige nella versione in vigore. Tale articolo inserisce l'incompatibilità tra consigliere provinciale e regionale e parlamentare. Essendo la riforma già in vigore in caso di nuove elezioni senza esser arrivati ad un intesa è difficile che i consiglieri provinciali e regionali possano diventare senatori in quanto decadendo dalla carica che da la possibilità di esser votati decadrebbero da senatore. Non si può a mio avviso ritenere che la legge costituzionale entri e modifichi lo statuto in modo automatico tant'è che nel 2001 quando venne modificato l'art. 117 fu previsto all'art. 10 legge costituzionale 3/2001 che si potessero esercitare le competenze aggiuntive. Credo che per la sua natura di legge costituzionale che da un autonomia speciale lo statuto non possa esser modificato per quanto riguarda l'art. 28 in modo automatico.

Per questi motivi ulteriori motivazioni inerenti alla previsione di numerosi procedimenti legislativi che posso esser visti prelevando il testo di riforma qui, oppure nel libro dedicato di Zagrebelsky dedicato e cercherò anche domani di illustrare mi sento di invitare a votare no.

venerdì 11 novembre 2016

Nemmeno a Trento si sono superati i campi nomadi: una riflessione di Brosa.

Anche a Trento i campi nomadi non sono stati superati per lasciare spazio alle aree di comunità come già si documentava qui rispetto alla situazione di Rovereto nel settembre 2015 grazie alla Responsabile Ufficio Promozione Sociale del Comune Alda Maria Bianchi.

A Trento all'interno di un campo nomadi, nel luglio 2016, ci fu una sparatoria che non ha avuto per fortuna conseguenze letali. Da quel giorno ad oggi il consigliere comunale di Trento della Lega Nord Gianni Festini Brosa conferma che qualcosa è stato fatto. La prima azione portata a termine è stato togliere la vegetazione nelle aree dove i nomadi sostano in maniera illegale e abusiva. Si è inoltre cercato inoltre il dialogo con le componenti autodeterminatesi di origine trentina rincorrendo il rispetto delle regole per evitare la ghettizzazione degli stessi che i trentini non vogliono.

Il superamento dei campi nomadi è un obbiettivo che ad inizio legislatura l'attuale amministrazione provinciale si era data ma tutto si è arenato, a detta del consigliere comunale, quando la maggioranza provinciale si è accorta che le proposte della minoranza venivano accolto con più favore dai nomadi e l'assessore competenze da allora non convoca più. Esiste inoltre la difficoltà nel interpretazione di cosa è stanziale che nella nostra cultura e quella nomade è diversa nascendo l'uomo nomade. Il problema per questo è di difficile soluzione anche perché le soluzioni opposte sono, a quanto dice Gianni Festini Brosa, impercorribili. E' difficile procedere una verifica in merito ai requisiti di permanenza e non è possibile creare un paradiso che attirerebbe nuovi nomadi e le risorse a quel punto non potranno mai essere sufficienti ai bisogni.

martedì 8 novembre 2016

Senso unico sulla SP 80 - Tuunnel Totoga dal 9/11 al 11/11/2016 compresi

Dal 9 novembre al 11 novembre 2016 compresi è istituito dalla Provincia Autonoma di Trento, Servizio Gestione Strade, il senso unico nella SP 80 Tunnel Totoga dalle ore 8 alle 18. Durante l'orario di vigenza del senso unico sarà permessa la percorrenza alla velocità di 50 Km/h il tunnel in direzione Feltre, mentre chi dovrà tornare nella valle del Vanoi nell'orario del senso unico dovrà ad Imer prendere la SP79 e fare il Passo Gobbera.

Tale variazione alla viabilità è dovuta alla necessità di procedere all'asfaltatura del Tunnel e garantire l'incolumità puublica e lo svolgimento dei lavori.

martedì 18 ottobre 2016

Un patrimonio non valorizzato: la vecchia chiesa di Caoria

Vecchia chiesa Caoria

Arrivando dal paese di Canal San Bovo di Caoria e non prendendo la circonvallazione ci si imbatte nella vecchia chiesa di Caoria ora sconsacrata sostituita dalla chiesa nuova che è più avanti. Di questa chiesa vi vorrei parlare.

La cappella venne costruita nel 1742 dal conte Giovanni Bonaventura nell'agglomerato di Caoria di Fuori. Dagli atti visitali del 1769 la stessa cambio intilazione diventando San Nepomuceno abbandonando la precedente intitolazione la Santissima Trinita. In data 20 luglio 1780 su supplica degli abitanti al vescovo Andrea Minucci la cappella venne eretta a curazia della parrocchia di Canal San Bovo. Divenne una parrocchia indipendente l'11 maggio 1942. Tra il 1952 e il 1958 venne eretta la nuova chiesa in centro paese e poco dopo la vecchia chiesa venne sconsacrata.

Questo excursus storico per capire l'immobile di cui voglio parlare che attualmente è in comodato gratuito fino al 01/07/2027 all'ente Parco Paneveggio Pale di San Martino, il quale ha rifatto i tetti della chiesa e il campanile e non ha in programma altri lavori sullo stabile. Il comune ha eseguito in passato, su delega provinciale, lavori sull'intonaco esterno e altri piccoli lavori.

Da quanto si apprende si apprende dal direttore dell'ente Parco Paneveggio Pale San Martino, Vittorio Ducoli, nella chiesa sono contenuti affreschi che dovevano esser restaurati con gli ultimi lavori della Sopraintendenza dei beni culturali, ma difficoltà della ditta incaricata hanno portato alla sospensione degli stessi. Visto lo stato della chiesa e l'utilizzo a magazzino per il stoccaggio di oggetti etnografici pervenuti da privati (alcuni donati da da abitanti del luogo altri destinati a discarica) allo stato attuale è difficile pensare ad azioni di valorizzazione dell'immobile.