mercoledì 3 marzo 2021

Verso le 20 mila dosi di vaccino anti Covid-19 effettuate nella Provincia di Belluno

Belluno. L'ULSS Dolomiti ha nel bollettino epidemiologico di oggi dati i dati delle vaccinazioni aggiornate a questa mattina.

A questa mattina in Ulss Dolomiti sono state effettuate 18.535 dosi di vaccino di cui 11.699 prime dosi e 6.836 seconde dosi.

martedì 2 marzo 2021

Peggiora ancora l'epidemia Covid-10 fuori degli ospedali in Provincia di Belluno. Stabile dentro gli stessi.

Belluno.  Oggi i nuovi positivi al Covid-19 in Provincia di Belluno sono 48 contro i 38 di ieri (+10) e gli attualmente nuovi positivi  sfiorano  i 700 (698).

A livello ospedaliero si nota un calo in area non critica, ove i ricoverati positivi al Covid-19 complessivamente sono 71 contro 75.  Non ci sono stati decessi mentre le dimissioni si sono avute all'Ospedale di Belluno (-2 ricoverati) e all'Ospedale di Comunità di Feltre (-2). 

In area non critica c'è un aumento di pazienti ricoverati all'Ospedale di Belluno (+2), portando i ricoverati totali a 10 da 8 di eri.

Nei dati si nota un peggioramento della situazione dell'epidemia di Covid-19  all'esterno degli ospedali ma a parte due casi gravi ricoverati in terapia intensiva la pressione ospedaliera diminuisce leggermente. Il fatto che la situazione negli ospedali sia stabile non deve fare abbassare le precauzioni che già conosciamo.



SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA

(dato alle ore 17.00 fonte: Azienda Zero)

nuovi positivi

nelle ultime 24 ore

48

ATTUALI POSITIVI

698

 

 

Ricoveri                                 

(dato alle ore 17.00 fonte: Azienda Zero)

Le persone attualmente POSITIVE ricoverate negli ospedali dell’Ulss Dolomiti sono:

 

Area NON CRITICA

Terapia Intensiva

Ospedale di Belluno

35

5

Ospedale di Feltre

16

5

 

Le persone attualmente POSITIVE ricoverate in Ospedale di Comunità sono:

 

pazienti attualmente positivi

Ospedale di Comunità di BELLUNO

10

Ospedale di Comunità di FELTRE

10

 

 

DECESSI (dato alle h 16.00 fonte: Ulss Dolomiti)

Nelle ultime 24 ore non sono stati registrati decessi di persone covid positive

Biblio a casa (tua) servizio delle biblioteche trentine arriva a Canal San Bovo

Canal San Bovo. E' partito da qualche settimana BIBLio a casa (tua), il servizio gratuito di prestito a domicilio che le biblioteche del Sistema Bibliotecario Trentino mettono in campo grazie alla collaborazione del volontariato di cittadini ed associazioni.

Far arrivare le storie di libri e film a chi, per ragioni diverse, non può recarsi di persona in Biblioteca è offrire opportunità di viaggiare con la mente, di vivere nel passato e nel futuro, di vestire i panni di molti personaggi per emozionarsi e riflettere.

Se anche tu vuoi usufruire di questa opportunità, rivolgiti alla Biblioteca comunale di Canal San Bovo per ricevere libri, film e riviste con consegna settimanale direttamente a casa!


Il servizio è rivolto a tutti i residenti nel Comune di Canal San Bovo in collaborazione con la Croce Rossa Italiana – Gruppo di Canal San Bovo.

Per tutte le informazioni contatta la Biblioteca:
 via telefono (0439 719990), 


Un anno di covid: intervista a Stefano Calabro, direttore della Pneumologia di Feltre

Feltre. Ad un'anno dall'inizio della pandemia l'ULSS Dolomiti ci regala un intervista ad un professionista dell'ULSS Dolomiti impegnato anche in questa battaglia: Stefano Calabro direttore della Pneumologia di Feltre. Eccovi l'intervista per la quale ringrazio Pamela d'Incà, dell'Ufficio Relazioni col pubblico  dell'ULSS Dolomiti.

Quali considerazioni a distanza di un anno dai primi casi di COVID-19 in Veneto? È stato un anno impegnativo. Il COVID-19 ha determinato rilevanti problemi sanitari, che hanno coinvolto, anche dolorosamente, molte persone.

Successivamente si sono aggiunte le importanti conseguenze economiche, che a tutt’oggi permangono e non dimentichiamo i rilevanti secondari impatti psicologici, che hanno coinvolto soprattutto, ma non solo, i giovani.

Il problema purtroppo permane ed ora dobbiamo anche affrontare le varianti del virus, ma con responsabilità,  resilienza ed impegno collettivo ritengo ne potremo senz’altro uscire.

Certo occorre che tutti facciano la propria parte; mi riferisco al mantenimento del distanziamento fisico, quando necessario, all’utilizzo delle mascherine e ovviamente all’adesione alla vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19.

Il sistema sanitario in questa fase, rispetto all’inizio della pandemia, è ben strutturato ed operativo; anche questo è un elemento importante che ci fa essere cautamente ottimisti.

La prima fase della pandemia è stata difficile e molto impegnativa.

E’ stato subito organizzato un percorso per il paziente COVID-19, che partendo dal Pronto Soccorso si articolava fino alla Terapia Intensiva.

In breve tempo abbiamo convertito la nostra Unità operativa di Pneumologia a Centro per l’assistenza ai pazienti con COVID-19, come da indirizzo regionale.

In seguito nell’Ospedale di Feltre si sono identificate aree di degenza diversificate in base alla gravità clinica dei pazienti con COVID-19.

Molti medici ed infermieri dell’area medica e anche chirurgica dell’ospedale  hanno collaborato per rendere possibile un’assistenza diversificata per questi pazienti.

Noi, come pneumologi, abbiamo assistito i casi gravi che richiedevano anche ventilazione meccanica non invasiva.

Devo ringraziare i medici, gli infermieri e gli operatori socio-sanitari della Pneumologia per il costante impegno assistenziale, che continuano a garantire con professionalità e umanità.

Quale è stata la soddisfazione più grande? Come direttore la soddisfazione più grande è stata verificare la capacità di risposta positiva della mia azienda socio-sanitaria e della mia struttura ad un improvviso stato emergenziale.

Altra soddisfazione è l’aver constatato la vicinanza della popolazione.

Sapevamo che fuori l’ospedale eravamo sostenuti; questo è stato importante nella prima fase, che è stata difficile e  impegnativa.

Sostegno che si è anche concretizzato con donazioni di apparecchi medicali. La popolazione ha espresso in questo periodo un chiaro sostegno a chi opera nel sistema sanitario sia ospedaliero, sia territoriale. È un segnale che ci ha aiutato molto.

Per me, che credo fortemente nel ruolo della assistenza sanitaria pubblica e del suo necessario legame con il territorio, questo è un aspetto molto importante.

 Cosa abbiamo imparato in questo anno?  Il sistema socio-sanitario veneto è efficiente, questo lo sappiamo.  Lo era anche prima del COVID-19.

È un sistema territorialmente diffuso, forte di professionalità e dotazioni strumentali; questo ha agevolato la capacità di gestione dell’emergenza, anche nelle situazioni critiche, che si sono comunque manifestate in alcune aree della regione.

L’attuale pandemia ha portato molti a riflettere su come sviluppare in futuro una innovazione migliorativa del sistema socio-sanitario.

A livello ospedaliero si è confermata la necessità di avere una diffusa e qualificata rete assistenziale.

Come specialisti pneumologi abbiamo da anni sostenuto la necessità di mantenere la rete pneumologica regionale e in questo la Regione del Veneto ci ha nel tempo sostenuto.

Nell’emergenza COVID-19 tale organizzazione è risultata utile e la presenza diffusa delle pneumologie nella regione ha fortemente contribuito all’assistenza dei pazienti con insufficienza respiratoria.

Questo è stato possibile grazie alla flessibilità organizzativa delle strutture pneumologiche ed è stata sostenuta da una consolidata esperienza medico-infermieristica nel trattamento nel paziente critico respiratorio.

In questo periodo emergenziale la maggior parte delle pneumologie ospedaliere, l'80-90% nel Nord Italia, si sono trasformate in reparti di subintensiva respiratoria.

Un altro punto di riflessione emerso nel corso della pandemia è il rapporto tra territorio e rete ospedaliera.

Ho constatato con piacere che nel nostro territorio questo non è stato un aspetto di criticità.

I consolidati rapporti locali tra ospedale e territorio hanno permesso di sviluppare una stretta sinergia assistenziale.  Nella prima fase il Distretto ha anche contribuito fortemente a mantenere in equilibrio il sistema, raccordando l’attività dell’Ospedale con quella degli Ospedali di Comunità.

È un’ulteriore evidenza di come occorra sviluppare con maggior incisività il raccordo di continuità funzionale tra ospedale e territorio.

La Sanità post COVID dovrà rinnovarsi.

Per quanto riguarda specificatamente il futuro della mia specialità ritengo che due dovranno essere le direttrici: da una parte la gestione diagnostico-terapeutica dei pazienti respiratori critici, dall'altra lo stretto rapporto con il territorio per creare una sanità di prossimità, come componenti di un sistema più complesso. Entrambi gli aspetti hanno bisogno di organizzazione e innovazione.

Ora siamo impegnati  nella prevenzione e nell’assistenza delle persone con COVID-19, stiamo però già programmando il dopo COVID.

Dobbiamo tutti impegnarci, comportandoci consapevolmente, per poi ripartire su basi diverse ed auspico che questo brutto periodo possa diventare l’occasione per migliorare.


Un anno di covid: riflessioni del dr. Renzo Scaggiante Direttore Malattie Infettive

Feltre. Ad un'anno dall'inizio della pandemia l'ULSS Dolomiti ci regala un intervista ad un professionista dell'ULSS Dolomiti impegnato anche in questa battaglia: dr. Renzo Scaggiante Direttore Malattie Infettive.  Eccovi l'intervista per la quale ringrazio Pamela d'Incà, dell'Ufficio Relazioni col pubblico  dell'ULSS Dolomiti

 Cosa è cambiato dal 21 febbraio 2020, inizio della pandemia in Italia, nel suo lavoro? Ricordo molto bene quel venerdi 21 febbraio 2020, era il mio turno di lavoro dalle 9.00 alle 21.00 presso la Divisione di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera di Padova, sembrava un giorno di lavoro come tanti altri ma all’improvviso nel pomeriggio una telefonata, è in arrivo dal vicino ospedale di Schiavonia il primo paziente con diagnosi accertata di Covid, era un anziano di Vo’ che di li a poco sarebbe stata la prima vittima italiana della pandemia.

Durante la notte e nei giorni successivi le ambulanze si susseguirono fino a riempire in poco tempo tutti i posti letto del reparto, era iniziata la pandemia, quello che fino al quel momento vedevamo solo nei notiziari era arrivato.

Molti sono stati i momenti di sconforto, all’inizio nessuno sapeva quale fosse il migliore approccio terapeutico, gli stessi organi internazionali diramavano indicazioni in continuo cambiamento e poi la impossibilità per i familiari, quasi sempre in isolamento domiciliare, nel poter assistere o per lo meno vedere i propri cari, una situazione di impotenza davanti ad una cosa che nessuno immaginava potesse succedere.

Con il tempo e le iniziali terapie efficaci ci sono state le prime dimissioni di persone guarite, persone che arrivavano gravi in terapia intensiva e che ne uscivano migliorate, fino a poter riabbracciare i propri cari, momenti di sconforto per chi non riusciva a farcela e momenti di gioia per chi poteva finalmente ritornare a casa, l’ottimismo della scorsa estate quando quasi tutti i reparti covid sono stati chiusi ed il risveglio autunnale con l’inizio di una nuova fase epidemica.

Cosa ci ha insegnato la pademia?  Dobbiamo imparare, ma forse bastava guardare la storia (la peste a Venezia nel 1630, la spagnola del 1915), che le epidemie e le pandemie sono sempre esistite e ciclicamente si ripresentano.

 

 


 


lunedì 1 marzo 2021

Infezioni intraospedaliere da Covid: i protocolli funzionano all'ULSS Dolomiti

Belluno. I protocolli attivi negli ospedali dell’Ulss Dolomiti per il contrasto dell’epidemia covid all’interno delle strutture sono efficaci e permettono una rapida individuazione e gestione di eventuali positività.

I pazienti, prima del ricovero per qualsiasi specialità, vengono sottoposti a tampone e ricoverati nelle aree covid o covid free in base all’esito.

Inoltre, i tamponi vengono ripetuti durante il ricovero a cadenza ravvicinata e ogni qualvolta vi sia un dubbio clinico o un trasferimento interno. I visitatori autorizzati sono contingentati ai casi di reale necessità, accedono previo tampone, con tutti i dispositivi di sicurezza previsti e per un tempo inferiore ai 15 minuti.

Tuttavia, l’evoluzione dell’infezione covid, che ha un tempo di incubazione fino a 14 giorni dal contatto con un positivo, rende possibile che un paziente si positivizzi durante il ricovero ospedaliero, magari asintomatico. In questo caso, i protocolli in atto prevedono da un lato la rapida intercettazione del positivo e dall’altro l’immediata attivazione delle azioni di isolamento, “contact tracing” e sanificazione a tutela di pazienti e operatori.

«Il sistema di identificazione dei soggetti COVID19 in ogni ospedale viene perfezionato quotidianamente, in relazione alle conoscenze sulla diffusione della malattia, con l’obiettivo di ridurre, per quanto possibile,  l’accesso di persone infette da SARS CoV2 nelle aree ospedaliere libere da COVID19 (COVID19 free).  La presenza di un paziente COVID19 può portare ad una rapida diffusione della malattia innanzitutto tra i pazienti che occupano la stessa stanza.

L’attuale situazione epidemiologica ospedaliera vede la possibilità di verificarsi di “focolai” di infezione in tutte le strutture di ricovero, non solo provinciali,  ma anche della stessa Regione Veneto, dell’Italia e del mondo. E’ dovuta alla elevata diffusione nella popolazione dell’infezione da SARS CoV2,  che solo ora ha una tendenza alla riduzione.

Con il coordinamento delle Direzioni Mediche Ospedaliere, tutto il personale sanitario è soggetto a controllo periodico come da protocollo regionale e secondo gli adattamenti alla nostra realtà e nella quasi totalità dei casi è già stato sottoposto alla vaccinazione specifica.  Anche i pazienti vengono sottoposti con cadenza ravvicinata al test. Questo con l’obiettivo di essere i più efficienti possibile nell’identificare ed isolare i portatori.  Sono attività definite attraverso l’esperienza maturata in quest’anno e devono avere la massima rapidità di esecuzione con  l’obiettivo di rendere il più sicuro possibile il ricovero nelle aree “COVID19 free”.  In queste, dove sono ospitati tutti i pazienti affetti da problematiche non legate a SARS CoV2,  si opera con elevatissima attenzione preventiva, impiegando tutti i presidi più attuali», commentano Livio Simioni, direttore del Dipartimento di area medica di Feltre, Massimiliano Mosca, Direttore del Dipartimento di area medica di Belluno e Renzo Scaggiante, Direttore delle Malattie Infettive.


 

Lieve aumento dei pazienti ricoverati positivi al Covid-19 in Provincia di Belluno. Aumentano i positivi nel territorio

Belluno. I nuovi contagiati da Covid-19   oggi sono oggi 38 in Provincia di Belluno e pur con una certa variabilità giornaliera, ad esempio nel weekend ove meno tamponi di norma vengo processati o ad esempio  della casistica, il totale di nuove positività rimane sotto i 50 casi al giorno consentendo la necessaria tempestività diagnostica e di presa in carico. I tamponi effettuati in Provincia di Belluno dall'inizio dell'epidemia di Covid-19 ad oggi alle 08    sono: 207  mila tamponi molecolari,  151 mila tamponi antigenici.

L’ultima settimana ha messo in evidenza piccoli focolai nell’area del Cadore e del Comelico, che meritano comunque attenzione in termini di incidenza. In particolare l'incidenza maggiore sulla popolazione calcolata su base settimanale  si è avuta nel comune di San Nicolò di Cadore.

Gli attuali positivi oggi sono 670 (+39) segno che il virus contagia più di quanto si negativizzi, anche se per tocca meno le persone più fragile  e la situazione dei ricoverati positivi al Covid-19 è stabile in Provincia di Belluno.

I due decessi che da giovedì sono stati registrati nei pazienti ricoverati positivi al Covid-19 sono avvenuti per un paziente a testa all'Ospedale di Belluno e Feltre in area non critica. Nell'Ospedale di Belluno si è avuto un aumento di 3 pazienti positivi al Covid-19 ricoverati, mentre all'Ospedale di Feltre l'aumento è di 1. I ricoverati da Covid-19 in area non critica sono 75 contro 71 di giovedì.

Le terapie intensive occupate da pazienti positivi al Covid-19 rimango invariate 8, ma se all'Ospedale di Belluno calano da 4 a 3 all'Ospedale di Feltre aumentano da 4 a 5.


 

SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA

(dato alle ore 17.00 fonte: Azienda Zero)

nuovi positivi

nelle ultime 24 ore

38

ATTUALI POSITIVI

670

 

 

Ricoveri                                 

(dato alle ore 17.00 fonte: Azienda Zero)

Le persone attualmente POSITIVE ricoverate negli ospedali dell’Ulss Dolomiti sono:

 

Area NON CRITICA

Terapia Intensiva

Ospedale di Belluno

37

3

Ospedale di Feltre

16

5

 

Le persone attualmente POSITIVE ricoverate in Ospedale di Comunità sono:

 

pazienti attualmente positivi

Ospedale di Comunità di BELLUNO

10

Ospedale di Comunità di FELTRE

12