giovedì 31 ottobre 2013

Il dicembre delle opportunità per le aziende novaresi grazie alla Camera di Commercio di Novara

La Camera di Commercio di Novara attraverso la sua società E.V.A.E.T ha raccolto a luglio le adesioni delle aziende novaresi che vogliono guardare all'Indonesia e alla Malesia. Le aziende partecipanti sono per la totalità piccole/medie imprese che hanno superato una preselezione.

Il 16 e 17 dicembre a Kuala Lumpur e poi il 19 e 20 dicembre a Jakarta saranno organizzati degli incontri di lavoro attraverso una agenda individuale personalizzata sull'azienda con locali operatori interessati. Un settimana prima degli incontri ai partecipanti la settimana prima degli incontri verrà data l'agenda personalizzata.

Una missione imprenditoriale multisettoriale quella questa che rientra nel Programma Promozionale 2013 e che mostra come in un Italia che sembra ferma ci sono casi positivi che riescono a supportare le nostre imprese piccole/medie nella ricerca di nuove opportunità. Opportunità che possono creare lavoro anche in Italia. Esempi questi a cui guardare e perchè no imitare.

mercoledì 30 ottobre 2013

Assemblee di frazione: la popolazione aspetta la sindaca per l'appuntamento annuale

E' sempre interessante scambiare idee con la sindaca Mariuccia Cemin e la sua giunta e credo che pure loro trovino nell'incontro con la gente stimoli nuovi.

Quest'anno non ci sono state a norma dell'art.7 comma 1 dello Statuto del Comune di Canal San Bovo le assemblee di frazione per motivi organizzativi. Il primo una riorganizzazione dell'amministrazione vista la crisi interna subita nell'autunno 2012 con l'uscita dei dissidenti. Quest'anno poi ci sono state le elezioni provinciali che, per stessa ammissione delle sindaca e dal vicesindaco Stefano Beccalli, vietano alle amministrazioni pubbliche di fare assemblee che possano dare sfogo alla gente, in quanto possono incidere sul voto.

Mi è stato assicurato da entrambi che comunque le assemblee si faranno tenendo fede all'articolo della Statuto citato e che non c'è nessuna volontà di sottrarsi al confronto. Non ho però ancora ricevuto le date in cui si terranno le assemblee e vorrei fare una proposta in merito. Eviterei dicembre ove si pensa già al Natale e ci sono poche date utili. Proporrei di fare le assemblee a novembre per poter illustrare le cose fatte, ricevere consigli e domande della popolazione e avere un dibattito franco con la stessa.

Non ho dubbi che l'amministrazione comunale e la sindaca vorranno tenere fede alla promessa e allo Statuto e che le assemblee frazionali si faranno. Sarò ben lieto di pubblicizzare le date se mi verranno date lasciando il mio contatto pierlugi.fabbris@email.it per eventuale invio delle stesse.

martedì 29 ottobre 2013

La politica che cambia: verso un nuovo soggetto politico che si misurerà la prima volta con le Europee per cambiare l'Italia e L'Europa

Alla Camera, giovedì 24 ottobre, è stata presentata la dichiarazione congiunta dei Liberali e Democratici in cammino per cambiare. L’hanno promossa sei gruppi: FARE per Fermare il Declino (Coordinatore Nazionale, Michele Boldrin, Partito Liberale Italiano (Segretario Nazionale, Stefano De Luca), Liberali Italiani (Presidente Nazionale, Raffaello Morelli), Progett’Azione (Coordinatore, Angelo Burzi), Uniti verso Nord (Presidente, Alessandro Cè), Partito Federalista Europeo (Presidente Nazionale, Stefania Schipani). La dichiarazione congiunta intende essere il catalizzatore di ampie adesioni di Associazioni e di persone fisiche.

Dichiarazione congiunta.

Questa Italia, di cui siamo innamorati, va nella direzione sbagliata e corre il rischio di continuare sul sentiero di un inesorabile declino al quale è stata avviata dalle politiche adottate negli ultimi decenni. Bisogna invertire rapidamente la rotta, ma i partiti che sostengono questo governo sono incapaci di farlo. L’ondata di antipolitica che questo stato di cose ha generato si è espressa sia con l’astensione dal voto che con il sostegno al M5S, il quale non sa indicare al paese una via di uscita credibile.

Una radicale svolta politica, istituzionale, economica ed anche culturale si può mettere in atto solo cambiando la struttura dello Stato sia a livello nazionale sia a livello europeo, modernizzando la struttura statale italiana e gettando le basi per costruire un’Europa Federale, che superi i limiti istituzionali dell’attuale Unione Europea. Italia ed Europa devono tornare ad assumere la posizione di protagonisti nei confronti del resto del mondo. L’Italia ha bisogno di vere riforme ma l’attuale classe politica non le vuole per perpetuare i privilegi di cui si è appropriata a danno dei cittadini che lavorano e producono.

L’Italia ha quindi bisogno di una grande formazione politica che rappresenti le componenti sociali più vive e produttive del paese per realizzare quella riforma liberale di cui si discute inutilmente da trent'anni. In Italia, questo soggetto politico non esiste: va costruito. Questo è l’obiettivo per cui abbiamo deciso di cooperare superando le non rilevanti differenze di visione che ci hanno sino ad ora tenuti divisi, per cercare invece di valorizzare quel patrimonio culturale e di idee che ci accomuna. Per questo facciamo appello a tutte le persone ed istanze sinceramente riformatrici perché si associno a noi, con spirito critico ma positivo, per costruire un’aggregazione politica alternativa sia al conservatorismo di PD e PdL che alla critica distruttiva del M5S.

La proposta che avanziamo è di costruire assieme tale formazione politica su un programma ben chiaro e definito, unificando e valorizzando in essa le esperienze politiche che rappresentiamo e quelle molte altre che esistono nel paese e che, da diversi punti di vista, hanno a cuore quegli stessi obiettivi di rinascita della nazione che ci ispirano.

Non stiamo proponendo di unificare soltanto tutti coloro che si rifanno ai principi del liberalismo italiano ed europeo: occorre andare al di là delle vecchie barriere ideologiche che abbiamo ereditato dalla storia nazionale – o di quelle organizzative e di partito – per parlare ai cittadini ed in particolare a quelle realtà che maggiormente patiscono la crisi. Il nuovo soggetto politico che intendiamo costruire vuole essere alternativo all'attuale sistema partitocratico: vogliamo ribaltare la società dei divieti e dei privilegi che uccide l’economia del paese e nega libertà ai cittadini.

Unirsi non significa mortificare l’identità delle organizzazioni e delle persone che a questo progetto partecipano, costringendoli a rinunciare alla propria storia ed imponendo loro di abbandonare i propri valori. Al contrario, per noi unirsi consiste nel valorizzare ed esaltare queste storie, questi valori, queste visioni strategiche, per costruire, insieme e con altri, una nuova aggiornata sintesi politico-programmatica.

Le elezioni europee sono la prima scadenza che non possiamo mancare. Occorre sia riportare l’Italia in Europa, da protagonista, che cambiare l’Europa sburocratizzandole entrambe. Vogliamo arrivare preparati alle elezioni europee del maggio 2014 come parte integrante di una forza politica di ispirazione liberal-democratica.

Per arrivare a questo vogliamo raccogliere attorno a tavoli di lavoro tematici tutti coloro che siano disposti a contribuire attivamente a tale processo costituente. I concreti punti fondanti del nostro progetto, in cui noi tutti ci riconosciamo, sono:

  1. Riduzione del debito statale, mediante dismissione del patrimonio pubblico;
  2. Riduzione della spesa pubblica, mediante riduzione del perimetro dell’intervento pubblico nell’economia, con conseguenti privatizzazioni ed eliminazione d’ingiusti sussidi;
  3. Riforma fiscale, che porti ad una drastica riduzione della pressione complessiva e tuteli i cittadini e le imprese dagli abusi della burocrazia pubblica;
  4. Riforma dello Stato in senso federale, con attribuzione di autonomia impositiva e finanziaria alle Regioni e agli Enti locali in modo da rendere i governi decentrati responsabili delle proprie scelte davanti agli elettori e con meccanismi di perequazione trasparenti a favore delle aree più deboli. Costruzione di un’Europa federale che si ponga come soggetto politico unitario internazionale;
  5. Riforma del diritto del lavoro, per assicurare l’elasticità in ingresso ed in uscita, garantendo i più deboli mediante l’introduzione di un sussidio di disoccupazione universale;
  6. Riforma della Pubblica Amministrazione, con drastico taglio delle strutture burocratiche e delle procedure amministrative, riducendone i costi esorbitanti. Rivedere la giustizia civile e rivisitare quella penale per fare sì che la certezza e celerità del diritto diventino una realtà per tutti i cittadini e non solo propaganda elettorale;
  7. Riforma del sistema creditizio e tutela del risparmiatore, liberandoli da protezioni e influenze estranee al sistema bancario e finanziario;
  8. Lotta all'illegalità, con particolare attenzione alla criminalità organizzata e alla corruzione;
  9. Riforma del sistema educativo, per ridare alla scuola e all'università il ruolo di volani dell’emancipazione civile e socio-economica delle nuove generazioni. Occorre spendere meglio e di più per creare il capitale umano delle nuove generazioni e per fare questo vanno introdotti cambiamenti sistemici. La concorrenza fra istituzioni scolastiche e la selezione meritocratica di docenti e studenti devono trasformarsi nelle linee guida di un rinnovato sistema educativo.
  10. Riforma del finanziamento della politica, abolendo quello statale e sostituendolo con quello dei cittadini, inquadrato in precise regole di trasparenza e democrazia civili unite a tetti antimonopoli di influenza; adozione di una legislazione adeguata ad eliminare i conflitti d’interesse nella vita politica ed amministrativa.

Tanto premesso e ritenuto, i soggetti firmatari della presente, per il tramite dei loro legali rappresentanti muniti dei necessari poteri di firma

dichiarano

di aderire al progetto di costituire insieme una nuova Formazione Politica, che si ponga lo scopo di far ripartire la crescita del paese per il tramite delle riforme specificate. Inoltre,

si impegnano

a collaborare tra di loro e, più in generale, a fare tutto ciò che è necessario perché il progetto possa essere realizzato nel più breve tempo possibile.

Italia, 24 ottobre 2013

lunedì 28 ottobre 2013

Ugo Rossi stravince ma tante valutazioni vanno fatte.

Un elezione quella delle provinciali che hanno visto un calo dell'affluenza forte del 10% sulle elezioni provinciali del 2008 e anche 20% delle politiche 2013 attestandosi sul 62,82%. Un segnale forte di disaffezione alla politica trentina che va valutata e che forse vede una difficoltà di cambiare che spesso la persona ritiene insensato votare. Questo è dovuto anche alle alternative a Ugo Rossi che non sono state all'altezza.

Come spiegare la vittoria di Ugo Rossi così schiacciante al 58,12% contro il primo sfidante Diego Mosna che si ferma al 19,28% sebbene gli scossoni e le accuse lanciate al centrosinistra.

Un fatto importante è che il PD è rimasto il primo partito con 22,07%, mentre è una sorpresa il superamento del PATT sul UPT.

Non è stata ritenuta valida la scelta data dalla coalizione di Mosna che col 19,28% dimostra la debolezza dell'offerta politica e porta a riflettere. Sicuramente ha pesato l'ingombrante presenza di Silvano Grisenti. Una persona che entra in consiglio con 7523 presenza.

La Lega Nord si presenta come 4 partito più votato davanti i grillini con circa il 6,22% portando in consiglio Maurizio Fugatti e Civettini Claudio.

La candidatura di Alessandro Olivi poteva essere a rischio visto il scoppiettante Luca Zeni che si era mosso quasi da candidato alle primarie quando Olivi ambiva alla candidatura a Presidente della Provincia. Le sue preferenze sono 13647 contro 4249 di Zeni. Bene anche la Borgonovo Re con 10453 preferenze.

Una delusione per la giovane Daiana Boller del Patt esclusa avendo 719 voti sebbene il suo modo di porvi aveva conquistato i giornali. Con 2106 voti è stata eletta Chiara Avanzo, la quale aveva preso 32 nella Comunità di Primiero e aveva avuto una strategia meno appariscente.

E' stata una campagna corretta con qualche punto un po' più forte in Vanoi. Lo scontro in primiero è stato tra Depaoli Marco e Simoni Marino che ha visto quest'ultimo spuntarla all'ultimo voto. In tutta la Comunità di Primiero a preso 1011 voti contro 1449 per Depaoli. L'asticella però era alta per non essere il primo dei non eletti con 2302 voti contro 2678 di Tonina Mario ultimo degli eletti. Compito più agevole per Marino Simoni che aveva un asticella meno alta e con 1569 voti ha potuto essere l'ultimo degli eletti di PT.

In Vanoi questo voto ha visto il sindaco di Canal San Bovo schierarsi con PT e Marino Simoni che ha preso 91 voto contro un 214 di Marco Depaoli. E' però da segnalare la lettera che qui potete vedere come pagina 1 e 2 a firma di Renato Loss, Daniela Sperandio, Cecco Gianfranco:

E' una lettera sicuramente di sostegno al candidato ma che entra anche nelle come comunali e non è tenera col sindaco che non sa rapportarsi con la Provincia e che se denigra gli altri non può pensare di essere accolta a braccia aperta. Sembra quasi esserci uno scontro tra un gruppo che si firma e l'attuale compagine pensando di poter esser un alternativa. E' forse questo l'inizio della campagna elettorale per le Comunali 2015? In campagna elettorale tutto è lecito ma mai mi sarei aspettato tali toni in un comune piccolo come i nostri. Certo nessuno viene offeso da tale lettera, ma certo è una critica forte di cui mi aspetto la risposta del sindaco.

E' importante conoscendo una versione conoscere anche quella dell'amministrazione anche per valutare con la sindaca Mariuccia Cemin il valore del voto del Vanoi in modo sereno.

venerdì 25 ottobre 2013

Il candidato Giacobbe Zortea incontra il Vanoi

Ieri sera, ore 20, il candidato del PD Giacobbe Zortea ha incontrato il Vanoi. Alla presenza di 10 persone e del sindaco Mariuccia cemin molto tempi sono stati trattati.

Comunità di Valle. Le Comunità di Valle vanno riviste e devono esser oltre che supporto in termini di risorse ai Comiuni per i servizi un luogo di regia per lo sviluppo territoriale. Esistono come la sindaca Mariuccia Cemin problemi da risolvere come la difficoltà di far sentire le proprie problematiche essendo che spesso si è 1 contro 8, ma ciò deve esser superato con le priorità da portare avanti. Non è possibile che esistono comuni senza urbanizzazione primaria in qualche frazione e altri molto più avanti.

Per quanto riguarda i comuni vanno ridotti attraverso fusioni dal basso e deve cambiare la filosofia sui referendum di fusione: non può capitare che 76 persone di un Comune blocchino anche le fusioni di chi si è espresso favorevolmente. I comuni anche se non tutti si sono espressi in modo favorevole devono poter andare avanti anche senza il comune che è rimasto contrario. Ovviamente chi è contrario rimane fuori.

La Comunità di Valle inoltre deve diventare quella provincia sul territorio che tanto servirebbe e che possa vedere risorse anche umane spostarsi dalla provincia. Un esempio il referente sulle politiche comunitarie in modo da poter attraverso la consulenza ai comuni che in tal modo assieme ad altri amministrazioni possono concorrere ai bandi europei.

Vanoi. Sul Vanoi si è sentito di tutto e di più, ma si deve esser realistici. Si deve mettere in sicurezza la viabilità e migliorare la viabilità interna sostenendo anche il Progetto Greenway. Si deve cambiare mobilità attraverso il bikesharig, auto elettriche pullman tecnologici.

Avere solo piste non porta molto lontano e si devono sfruttare anche le altre opportunità. Si deve dare oltre alle piste, che vanno ammodernate con un innevamento adeguato, va data qualità al territorio. Spesso si scia nel parco non sapendo nemmeno che si è nel parco. Si deve favorire anche pratiche meno impattanti come lo scialpinismo. In Europa il turista cerca non solo le piste ma la qualità di un territorio. La politica deve farsi carico di esser sintesi di un dibattito che va aperto sul tema con APT, Comuni, operatori.

Come dal pubblico richiesto si parla anche della sciovia tra Calaita e San Martino. E' una cosa annosa dice Giacobbe e è favorevole alla stessa. Certo ci sono problemi dovuti alla proprietà. Potrà essere solo un percorso escursionistico ma va portato avanti.

Il sindaca Mariuccia Cemin pone il problema del reperimento di risorse proprie e in tal senso mette la centralina sul Vanoi come un opportunità che però trova difficoltà in provincia. Sul punto Giacobbe è favorevole se serve per poter dare risorse al comune.

La sindaca solleva un altro problema quello dell'Acquedotto comunale che si voleva gestire come tutti in ACSM visto il blocco del turnover over nella pubblica amministrazione e la mancanza personale, ma ciò è stato rifiutato. Giacobbe sul punto si esprime per una maggior collaborazione che servirebbe anche dal Primiero.

Perchè si candida. Giacobbe Zortea si candida per dare una svolta ad una mentalità che deve cambiare che deve poter guardare ai veri problemi. Si candida col PD perchè lo stesso sta diventando in Trentino un partito territoriale e si candida come indipendente.

Solidarietà internazionale. Il settore della solidarietà internazionale va valutato come ogni settore e va portato avanti ciò che funziona.

Burocrazia. La burocrazia è stato il tema più sentito dal pubblico che ha portato molti esempi che rischiano di soffocare la voglia di fare. Uno su tutti quello della sindaca Mariuccia Cemin che porta il caso della presentazione di progetti che vengono sempre rallentati e a volte da burocrati che sono il vero potere. Servirebbe poi una semplificazione delle norme. Sul punto Giacobbe Zortea non può che trovarsi d'accordo dicendo che le procedure vanno semplificate, infatti spesso convivo norme nuove con vecchie non abrogate. Si deve poi passare ad un ruolo di consulenza del pubblico che sappia già prima che arrivi il progetto indirizzare verso ciò che si può fare. Si deve poi fare sistema e trovare appoggi da altre amministratore e dal rappresentante di zona. Si toglie poi Giacobbe Zortea sul fatto che in passato abbiamo avuto due rappresentati con cariche diverse (Marco Depaoli e Marino Simoni) che spesso non hanno molto inciso.

Il politico deve poter fare le scelte e il tecnico deve dire come. Si deve far girare i dirigenti provinciali perchè non non diventi un potere. Sul punto si apre alla scelta da parte del sindaco del segretario comunale.

Impianti di San Martino. Gli impianti di San Martino di Castrozza vanno salvati e in ciò parteciperà Trentino Sviluppo , Acsm, banche e la gestione verrà scelta dal privato e scissa dalla proprietà. Su dubbi circa la non imposizione di un cambio di amministratori condivide la preoccupazione ma saranno i privati a scegliere. Certo è che sembra tornerà la vecchia compagine.

L'illogicità dei finanziamenti. Spesso la provincia a capitoli di spesa che non possono esser variati e che però portano a fare opere (per non perdere contributi), per stessa ammissione della sindaca, che sono illogici. Come mettere apposto strade forestali di tipo A quando non si hanno le strade nei paesi o le forestali di tipo B ottime. Sul punto Giacobbe Zortea ritiene che si dovrebbero dare risorse ai territori che poi le gestiscono come meglio credono.

Il costo della politica. La sindaca Mariuccia solleva che agli amministratori si tolgono risorse mentre tutto rimane invariato per i consiglieri provinciali. Giacobbe Zortea afferma che qualcosa è stato fatto anche per i consiglieri ma molto si deve ancora fare in termini di riduzione dei costi.

giovedì 24 ottobre 2013

Domenica si vota per le elezioni Provinciali della Provincia di Trento: alcune cose da sapere.

Domenica 27 ottobre 2013 si vota e si hanno 23 liste e 11 Presidente della Provincia tra cui scegliere I giochi sono quasi fatti e lunedì si saprà il vincitore.

Si vota solo nel giorno di domenica dalle 7 alle 22 ed è importante conoscere alcune informazioni per evitare che il voto venga ritenuto nullo. Eccovi sotto un video, fornito da Trentino Informa, che chiarisce tutto sulla prossima turnata elettorale.

mercoledì 23 ottobre 2013

Progetti per il Prmiero, Vanoi dell'UPT:Sanità

La sanità è un settore importante per la qualità della vita dei cittadini. E' un settore che assorbe molte risorse del bilancio provinciale.

Tutti vogliono una a sanità di qualità perchè va ad incidere sulla salute e sulla qualità di vita delle persone. La salute va difesa anche con la prevenzione di comportamenti scorretti e su tale aspetto l'UPT vuole incidere garantendo la prevenzione attraverso la casa della salute. Allo stato però non è chiaro che modello si voglia far ruotare su una futura casa della salute e come la stessa possa aiutare la salute dei cittadini. Dovrebbe esser chiarito il punto dicendo in cosa consiste la casa della salute e i costi e i benefici legati alla stessa. Va benissimo le risorse investite in sanità, ma in un bilancio provinciale di risorse calanti vanno fatti investimenti che possano dare benefici ai cittadini adeguati ai costi che si sostengono. Altrimenti se non ci sono benefici consistenti perchè sottrarre risorse provinciali, che comunque vanno trovate, in un contesto di risorse scarse?