giovedì 16 gennaio 2020

Morte di Michele de Boni: l'Ospedale di Feltre si stringe alla famiglia e lo ricorda

Feltre. Nella mattinata di ieri, circondato dall'affetto della sua amatissima famiglia, è morto il dottor Michele De Boni, direttore del dipartimento di chirurgia oncologica gastrointestinale a valenza regionale, in seguito a una malattia che ha affrontato con grande coraggio e dignità. L’Ospedale di Feltre si è stretto attorno al ricordo del dottor De Boni, reagendo come una famiglia. Tanti i ricordi nati spontanei da ciascun dipendente dell’ospedale insieme a un sincero sentimento di gratitudine. Forte la determinazione a portare avanti i suoi principi.

Pillole di biografia.Nato il 24 dicembre 1952 a Feltre, Michele De Boni si è laureato in Medicina e Chirurgia a Padova nel 1979 dove successivamente si è specializzato in Gastroenterologia e endoscopia digestiva nel 1985. Ha iniziato il suo percorso lavorativo come medico proprio all'ospedale di Feltre fino a diventare responsabile del servizio di gastroenterologia nel 1995. Importanti esperienze all'estero gli hanno fatto acquisire un’esperienza e una professionalità di grande rilievo, sviluppando anche la cultura della ricerca tanto da poter essere uno dei protagonisti del panorama scientifico in tema della diagnosi e cura dei malt-linfomi. L’importante lavoro di ricerca svolto gli ha permesso di pubblicare sul Lancet nel 1994 un importante lavoro sul trattamento con terapia medica dei malt-linfomi helicobacter pylori correlati.

Grazie al suo operato, il servizio di Gastroenterologia è cresciuto negli anni fino ad essere riconosciuto come unità operativa complessa nel 2004. Nel 2009 è stato nominato direttore del Dipartimento di oncologia. Con le schede ospedaliere del 2013, l’ospedale di Feltre è stato riconosciuto Centro di riferimento regionale per la chirurgia oncologia gastrointestinale per i risultati scientifici e per l’ attività mossa da un gruppo di professionisti di cui il dottor De Boni era il fondatore e l’instancabile anima.

Con la nascita dell'Ulss Dolomiti, nel 2017, il dottor De Boni è stato confermato quale coordinatore di dipartimento e ha continuato a lavorare e a battersi per spingere ogni giorno tutto l’ospedale di Feltre a migliorarsi costantemente per il livello di assistenza e a ottimizzare i percorsi diagnostico terapeutici assistenziali.

Già in tempi non sospetti ha sostenuto sempre l’importanza del confronto tra specialisti ovvero dei gruppi multidisciplinari di patologia e la necessità di personalizzare le cure per ciascun paziente. Uno dei principali progetti fortemente voluti dal dottor De Boni è “One Day Care” con l’idea di porre una diagnosi clinico strumentale e istologica in un solo giorno all’interno un percorso di certificazione di qualità del Dipartimento di chirurgia oncologica gastroenterologia a valenza regionale. Sua anche l’idea e l’attivazione di un master universitario di primo livello per infermieri in endoscopia digestiva in collaborazione con l’Università degli studi di Padova.

Il ricordo del dottor De Boni «La morte di Michele De Boni ci tocca profondamente e ricorderemo per sempre un amico e un professionista competente, entusiasta del suo lavoro e sempre disponibile nei confronti dei pazienti. La sua capacità di associare una grande esperienza clinica maturata sempre nell'ospedale di Feltre con una intensa attività di ricerca in connessione con i più accreditati centri internazionali ha costituito un esempio per tutti : è possibile diventare un centro di riferimento di prim'ordine con l’impegno, la professionalità e il quotidiano riscontro dei positivi risultati. Questo deve spronare l’Azienda a continuare con grande determinazione il grande lavoro svolto finora » ricorda Adriano Rasi Caldogno, direttore Generale dell'Ulss Dolomiti.

Uno dei so motti era “Non c’è buona assistenza se non si fa buona ricerca”. L’Unità operativa di Gastroenterologia, infatti, oltre all'attività assistenziale si è costantemente impegnata nella ricerca clinica e traslazionale grazie al rapporto di collaborazione consolidato con numerose università italiane e straniere. Importante soprattutto il rapporto con l’Università di Padova che ha permesso anche l’avvio a Feltre del master per infermieri in endoscopia.

Importante anche l’impegno sul fronte della formazione, anche grazie al sostegno del volontariato, e sull'aggiornamento delle attrezzature biomediche con il supporto della Fondazione Cariverona. Non solo, per evitare che l’ospedale si riduca a una “officina di riparazione”, ma si qualifichi sempre più come “fabbrica della salute” il dottore De Boni ha sempre promosso metodi di prevenzione primaria direttamente sul territorio, come nel caso dell’intervento sulla popolazione trentina della Val Vanoi, che ha avuto riconoscimenti internazionali per la sua efficacia.

Ragguardevole gratificazione gli veniva data dall'attività di degenza e dall'attività endoscopica scelta da molte persone anche fuori Ulss. Grande attenzione, in virtù della valenza regionale del nostro Centro di Chirurgia Oncologica Gastrointestinale, è stata posta per le neoplasie dell’apparato digerente. Questa attenzione è testimoniata dai Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali multidisciplinari incentrati sempre sul paziente per una terapia più personalizzata. Negli ultimi anni aveva concentrato gli sforzi verso un avanzamento continuo di tipo culturale con al centro la persona assistita, che viene coinvolta attivamente nel percorso di cura. Perché la qualità non è solo professionale od organizzativa, ma anche quella percepita dall'utente in funzione delle sue aspettative. Consapevoli dell'insostenibilità dell'attuale approccio medico-sanitario, dove troppo spesso il medico fa una diagnosi e la affronta disgiuntamente dalla persona che ne è portatrice, ha sempre cercato di ricomporre il sapere medico, curando la malattia assieme alla persona in tutte le sue fasi.«In che modo? Quando ci si recherà in reparto perché si accusa un disturbo o per un periodico controllo, a prendersi cura del paziente sarà un'intera équipe di medici formata da gastroenterologi, chirurghi, oncologi, patologi, radiologi e anestesisti. La diagnosi verrà configurata ricorrendo all'impiego delle più sofisticate apparecchiature, con competenze mediche che non andranno mai disgiunte dall'umanità necessaria nel "trattare" una persona che soffre nella complessità dei suoi bisogni. In questo iter, i familiari, saranno opportunamente coinvolti e sostenuti dalle Associazioni di Volontariato» diceva.

Il saluto dei colleghi«Caro Michele, mi hai accolto nella “famiglia” feltrina a braccia aperte, sei stato per me una guida. grazie ai tuoi insegnamenti, consigli e supporto abbiamo lavorato concretamente per garantire ai pazienti i più alti standard di cure e per fare dell’ospedale di Feltre un riferimento regionale. Caro Michele, il tuo cuore si è fermato ma un cuore che ha toccato così tante vite rimarrà per sempre presente in tutti noi amici, colleghi, pazienti. Ciao», saluta Umberto Montin, direttore del dipartimento di area chirurgica dell’ospedale di Feltre.

«Il dottor Michele De Boni ci lascia un grande insegnamento: quello della ricerca del confronto tra i vari specialisti affinché il paziente resti sempre al centro delle scelte terapeutiche. Questo comporta un ulteriore impegno da parte di tutti noi nel continuare la strada che Lui ha tracciato», ricorda il direttore dell’oncologia Davide Pastorelli.

« Michele, ti ringrazio di cuore. Innanzitutto ti ringrazio per la tua vicinanza e sostegno all'Ospedale, agli operatori sanitari e ai pazienti, ti ringrazio per la tua capacità di fare gruppo con noi operatori sanitari, di coinvolgerci con emozione in ogni nuova iniziativa, di farci sentire sempre un profondo senso di appartenenza alla nostra Professione e al nostro Ospedale.Ti ringrazio per la motivazione che hai messo in ogni cosa, motivazione che hai sempre donato e trasmesso a tutti noi, ogni giorno, instancabilmente. Ti ringrazio per essere sempre stato accanto all'Ospedale, per la forza che hai trasmesso a tutti noi ogni giorno, per l'attenzione alle grandi e piccole cose, per i tuoi sorrisi, la tua amicizia e per averci ricordato ogni giorno che facciamo il lavoro più bello e appassionante di tutti. Con sentimento di gratitudine profonda, un caro abbraccio Michele, sei e sarai sempre parte del mio cammino e di quello dell'Ospedale di Feltre», conclude il direttore Medico Marianna Lorenzoni.

lunedì 6 gennaio 2020

La chirurgia mininvasiva del glaucoma: il punto di Francesco Sperti

Francesco Sperti, alla guida della unità operativa di oculistica di Belluno e, da alcuni mesi, facente funzioni di direttore anche a Feltre, fa il punto sulla chirurgia mininvasiva del Glaucoma.

Il glaucoma costituisce un rilevante problema di salute pubblica. Rappresenta la seconda causa di cecità nel mondo dopo la cataratta ma, a differenza di quest’ultima, la perdita visiva associata al glaucoma è irreversibile. Secondo recenti stime in Italia sono circa 800.000 i pazienti accertati. In termini percentuali ciò equivale al 2.5% della popolazione italiana sopra i 40 anni.

Da circa 2 anni l’Unità operativa di Oculistica di Belluno sta impiantando un dispositivo medico da inserire all'interno dell’occhio nei pazienti glaucomatosi. Tale dispositivo consente un deflusso dell'umore acqueo a livello dello spazio sottocongiuntivale in modo simile ad una trabeculectomia che è l’intervento standard nella chirurgia del glaucoma. La differenza consiste nel fatto che l’impianto del dispositivo con chirurgia mininvasiva non necessita di apertura della congiuntiva; inoltre consente un deflusso controllato dell’umore acqueo eliminando di fatto la complicanza maggiore della chirurgia tradizionale che è l’ipotonia spinta.

"Il dispositivo in uso a Belluno, Xen gel, è costituito da gelatina animale biocompatibile che grazie ad un trattamento crosslinkante presenta aumentata stabilità e durata nel tempo. E’ costituito da un tubicino di 6 mm con un diametro interno di 45 micron; tale calibro ridotto offre un’aumentata resistenza al deflusso di umore acqueo e previene fenomeni di ipotonia post-operatoria da eccessivo drenaggio dalla camera anteriore allo spazio sottocongiuntivale. Può essere inserito da solo o in associazione alla chirurgia della cataratta. Potenziali candidati sono tutti i pazienti affetti da glaucoma ad angolo aperto mal controllato dalla terapia o pazienti scarsamente tolleranti alla terapia. Tale procedura chirurgica non pregiudica la possibilità di eseguire una trabeculectomia in seconda battuta che si rende necessaria in circa il 10 % dei pazienti operati con questa tecnica. Si tratta di una metodica molto interessante, la più promettente nel campo del glaucoma tra i dispositivi attualmente sul mercato, mininvasiva, che apre importanti possibilità terapeutiche aggiuntive a quelle già presenti nella cura del glaucoma. I pazienti trattati con questa tecnica sono stati 20. Solo in un caso è stato necessario fare una trabeculectomia. Il vantaggio principale per i pazienti è l'aver eseguito l'intervento in anestesia topica e soprattutto il basso profilo di rischio di tale procedura (si evita completamente il rischio che l'occhio abbia pressioni troppo basse con collasso degli spazi interni», spiega l’oculista Marco Vaccaro.

sabato 4 gennaio 2020

Condoglianze alla dottoressa Casanova e famiglia per la scomparsa di Giulia

Belluno. La giornata di ieri è stata colpita dalla morte tragica e prematura della giovanissima Giulia.

L'Ulss Dolomiti tutta si stringe alla dottoressa Casanova, stimato medico in servizio al Pronto Soccorso di Belluno, e a tutta la sua famiglia per l'improvvisa perdita della piccola figlia. La direzione e tutta l'Azienda è profondamente colpita e addolorata per il grave lutto.

«Da genitore, non riesco a trovare le parole adeguate per esprimere fino in fondo lo sgomento ed il senso di angoscia che una perdita così repentina genera. Rimane la volontà di esprimere, a nome mio e dell’azienda ULSS Dolomiti, una profonda partecipazione a questo dolore che ha colpito la famiglia e scosso l’intera comunità», commenta il Direttore Generale Adriano Rasi Caldogno.

Mi associo alle parole del Direttore Generale e alla partecipazione dell'USSL Dolomiti tutta al dolore che colpisce la dottoressa Casanova e la sua famiglia.

2019: anno di soddisfazioni al Dipartimento Tasfusionale dell'USSL 1

Il 2019 si chiude con un ottimo risultato per la raccolta del Dipartimento Trasfusionale dell'Ulss Dolomiti diretto da Stefano Capelli. Superate le di 13500 di sacche di sangue intero e le 1000 di plasma raccolte dal dipartimento, frutto della generosità dei Bellunesi e dell'organizzazione del dipartimento stesso, con le quali si riesce a far fronte ai bisogni del territorio ed anche a cedere sangue ad altri Centri. Al 30 novembre le cessioni di sangue sono state 6.300 e, oltre al Veneto, sono state in Sardegna e Lazio.

Rispetto al 2018, la raccolta di sangue intero è in crescita sia a Belluno che a Agordo, Pieve di Cadore e Feltre; mentre la raccolta di plasma è stabile a Feltre e in deciso incremento a Belluno.

Ciò è stato possible grazie alla crescita degli aspiranti donatori, i u quali al 30 novembre erano già 1.146 rispetto ai 1.112 del 2018. Le donazioni su chiamata dei donatori hanno rappresentato l’8,5% delle donazioni totali.

Attività di consulenza di medicina generativa. Anche l'attività di consulenza di medicina generativa ha visto risultati in crescità: con 437 consulenze per la gestione di pazienti affetti da patologie degenerative osteo-artro-tendinee e ulcere cutanee di difficile guarigione (+28% rispetto allo scorso anno); l’attività di reclutamento di donatori di midollo osseo (+9%) e l’attività di consulenze per la gestione del patrimonio ematico di pazienti candidati a interventi chirurgici in elezione (+39%).

Attività scientifica. Per quanto riguarda tale attività ha visto la pubblicazione sulla rivista scientifica Nature di un articolo sulla medicina generativa firmato anche dai dottori Alessio Borean e Stefano Capelli. Un risultato di rilievo che da lustro anche in campo scientifico al dipartimento.

martedì 24 dicembre 2019

2019 anno di soddisfazioni per ginecologia dell'Ospedale Santa Maria del Prato

Il 2019 ha visto Ginecologia del Ospedale Santa Maria del prato mantenere un'offerta qualitativamente elevata con interventi nella maggior parte dei casi svolgersi con tecniche mininvasive. Quasi l’85% degli interventi addominali sono stati eseguiti con tecnica laparoscopica, modalità mininvasiva che si avvale dell’uso di una telecamera e consente di eseguire interventi anche complessi, come quelli per patologia tumorale, senza necessità di apertura dell’addome. In questo modo vengono ridotti i tempi di ricovero, mediamente 2 giorni, il dolore post operatorio è meglio controllabile ed il ritorno della paziente alla sua vita quotidiana è più rapido.

«Sempre nell’ottica di ridurre l’invasività chirurgica da dicembre di quest’anno siamo in grado di migliorare il trattamento dei tumori del corpo e del collo dell’utero attraverso l’acquisizione di una nuova tecnica che permette la ricerca del cosiddetto “linfonodo sentinella”: questa modalità, già impiegata per la mammella, permette di visualizzare, attraverso uno specifico colorante, il primo linfonodo interessato dalle cellule tumorali nei casi in cui vi sia diffusione della malattia al di fuori dell’organo malato. In questo modo si evitano gli effetti negativi collegati all'asportazione di tutti i linfonodi, come il gonfiore degli altri inferiori. D’altra parte conoscere se il linfonodo è interessato o meno dal tumore è cruciale per stabilire se sono necessari ulteriori trattamenti chemio o radioterapia», spiega il direttore dell’UOC di Ginecologia di Feltre Laura Favretti.

In ambito ostertico si è assistito un calo delle nascite in tutta la provincia con l'Ospedale Santa Maria del Prato attestarsi intorno al 2-3%. Il numero sempre minore dei parti è un segnale preoccupate dei problemi noti di invecchiamento e spolamento.

Per quanto riguarda la qualità Laurea Favretti, conclude con soddisfazione: «Siamo comunque riusciti a mantenere una buona qualità dell’ assistenza, rispettando gli standard prevista dalla Regione, con una percentuale di tagli cesarei inferiore al 15% e una percentuale di allattamento al seno esclusivo alla dimissione vicino al 90%. Questi dati sono considerati indicatori di qualità da parte di Agenzie di controllo delle buone pratiche sia regionali che nazionali».

sabato 21 dicembre 2019

Scelta del nuovo medico di medicina generale per gli assistiti di Mario Stefan di Alano

Dal 7 gennaio 2019 Mario Stefan, dottore di medicina generale di Alano cesserà il proprio incarico. Presso l'ambutorio nel comune di Alano di piave in via Moirans n.11 prenderà provvisoriamente servizio il dottor Donatello Carcione.

Donatello Carcione opererà nell'ambito territoriale dei Comuni di Feltre, Pedavena, Seren del Grappa, Alano di Piave, Quero-Vas e nel caso di mancata scelta di un medico generico diverso sarà assegnato agli assistiti del dottor Stefan dal 7 gennaio 2020. Non serve quindi recarsi presso gli uffici per la scelta di tale medico visto che in mancata scelta verrà assegnato comunque.

I 1440 assistiti del dottor Stefan, per continuare a fruire dell’assistenza medico generica in forma diretta e gratuita a carico del Servizio Sanitario Nazionale, potranno effettuare la scelta di uno dei medici con disponibilità di posti dell’ambito territoriale dei Comuni di Feltre, Pedavena, Seren del Grappa, Alano di Piave, Quero-Vas.

La disponibilità dei medici dell’ambito territoriale di residenza, è consultabile collegandosi al Portale salute della Regione Veneto attraverso il seguente link https://salute.regione.veneto.it/servizi/cerca-medici-e-pediatri. Dopo aver selezionato un medico, in corrispondenza della voce “Disponibilità assistiti illimitati” è indicato il numero di posti disponibili.

Per effettuare la scelta del nuovo medico gli assistiti potranno presentarsi, con la tessera sanitaria cartacea, presso gli uffici anagrafe sanitaria di Feltre- Via Bagnols Sur Céze n. 3 (Palazzina Fusaro) nelle giornate di lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12.00. Nel caso in cui si fosse impossibilitati a presentarsi personalmente, si potrà delegare una persona di fiducia alla quale consegnare la Tessera Sanitaria cartacea, una delega e la fotocopia del documento di identità del delegante e del delegato.

Si precisa che gli assistiti riceveranno a breve una nota informativa in merito alla scelta del nuovo medico di assistenza primaria.

Ospedale Santa Maria del Prato di Feltre arriva la conferma i 2 Bollini Rosa

L'11 dicembre l'Ospedale Santa Maria del Prato di Feltre ha ottenuto dalla Fondazione Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna, due Bollini Rosa su un massimo di tre per il biennio 2020-2021 confermando la valutazione precedente. Un riconoscimento quello ricevuto, che la Fondazione Onda da dal 2007 agli ospedali che si sono impegnati sulla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne.

Rispetto alla precedente edizione del bando gli ospedali premiati passano da da 306 a 335. Oltre a una crescita in termini di numeri, assistiamo a un miglioramento della qualità: gli ospedali che hanno ottenuto il massimo riconoscimento, tre bollini, sono infatti passati da 71 a 96. Inoltre, 167 strutture hanno conquistato due bollini e 72 un bollino.

Una particolare attenzione è rivolta al tema della depressione che riguarda 3 milioni di persone in Italia, tra cui più di 2 milioni di donne. Per questo, Fondazione Onda assegna una “menzione speciale” a 10 ospedali con i Bollini Rosa che si distinguono per l’impegno sul tema della “depressione in un’ottica di genere”.

“La 9a edizione dei Bollini Rosa, che ha visto la partecipazione di 344 ospedali italiani e il patrocinio di 23 società scientifiche – afferma Francesca Merzagora, Presidente Onda - rinnova l’impegno di Onda nella promozione di un approccio gender-oriented all'interno delle strutture ospedaliere riconoscendo l’importanza della sua promozione attraverso servizi e percorsi a misura di donna, in tutte le aree specialistiche. Qualità e appropriatezza delle prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale, elementi indispensabili per assicurare uniformità di accesso alle prestazioni, sono evidenziate dagli ospedali con i Bollini Rosa che vengono valutati e premiati mettendo in luce le specialità di maggior impatto epidemiologico nell’ambito della salute femminile, i servizi e i percorsi dedicati nonché l’accoglienza e l’accompagnamento alle donne. I 335 ospedali premiati costituiscono una rete di scambio di esperienze e di prassi virtuose, un canale di divulgazione scientifica per promuovere l’aggiornamento dei medici e degli operatori sanitari e per la popolazione rappresentano l’opportunità di poter scegliere il luogo di cura più idoneo alle proprie necessità, nonché di fruire di servizi gratuiti in occasione di giornate dedicate a specifiche patologie, con l’obbiettivo di sensibilizzare e avvicinare a diagnosi e cure appropriate”.

Come funziona. La valutazione delle strutture ospedaliere e l’assegnazione dei Bollini Rosa è avvenuta tramite un questionario di candidatura composto da quasi 500 domande suddivise in 18 aree specialistiche, due in più rispetto alla precedente edizione per l’introduzione di dermatologia e urologia. Un’apposita commissione multidisciplinare, presieduta da Walter Ricciardi, Direttore del Dipartimento di Scienze della Salute della Donna, del Bambino e di Sanità Pubblica del Policlinico Gemelli di Roma, ha validato i bollini conseguiti dagli ospedali nella candidatura considerando gli elementi qualitativi di particolare rilevanza e il risultato ottenuto nelle diverse aree specialistiche presentate.

Tre i criteri di valutazione con cui sono stati valutati gli ospedali candidati: la presenza di specialità cliniche che trattano problematiche di salute specificatamente femminili e patologie trasversali ai due generi che necessitano di percorsi differenziati, di percorsi diagnostico-terapeutici e di servizi clinico-assistenziali in grado di assicurare un approccio efficace ed efficiente in relazione alle esigenze e alle caratteristiche psico-fisiche della paziente e di ulteriori servizi volti a garantire un’adeguata accoglienza e degenza della donna tra cui il supporto di volontari, la mediazione culturale e l’assistenza sociale.

A partire dal 7 gennaio 2020 sul sito www.bollinirosa.it sarà possibile consultare le schede degli ospedali premiati, suddivisi per Regione, con l’elenco dei servizi valutati.