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martedì 10 giugno 2014

Trasparenza in Sanità: il progetto DoveSalute del Ministero della Sanità

Il 2014 ha visto nascere un nuovo progetto per la pubblica amministrazione verso la trasparenza. Il progetto in questione è DoveSalute.gov.it. Tale portale ricalca il modello che già in ambito del consumo di prodotti, servizi si è affermato dando la possibilità di trovare ciò che serve potendo valutare gli stessi e potendo vedere le valutazione degli altri.

Il progetto Dove Dovesalute.gov.it è stato partito con le strutture ospedaliere riconosciute come Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. Allo stato sono state inserite 65 sedi operative collegate a 44 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) distribuiti sul territorio nazionale, direttamente vigilati dal Ministero della Salute.

Allo stato è possible ottenere indicazioni relative alle strutture che svolgono l’attività di assistenza e di ricerca, le quali sono direttamente inseriti dagli IRCSS di riferimento. Si possono inoltre valutare la struttura sanitaria lasciando un commento con la valutazione della stessa su tutti gli aspetti del servizio. Per fare ciò si deve inserire i propri dati la propria email e la data di visita della struttura. E' inoltre liberamente leggere le valutazioni di chi ha già visitata le strutture sanitarie potendo così compiere scelte consapevoli.

Progetti a breve. Il prossimo che il Ministero della Salute compirà è l'implementazione della "OncoGuida" che fornirà elementi utili ai cittadini interessati alla patologia.

La prospettiva. In prospettiva il Ministero guarda al portale come ad un servizio globale in cui il cittadino possa avere un informazione completa in campo sanitario implementando anche le informazioni relative all'attività sanitaria territoriale (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacie) previo accordo con le Regioni e le Province Autonome, con i policlinici, le aziende ospedaliere, gli ospedali e le case di cura convenzionate. Accordi che verranno pubblicizzati sul sito del portale.

I costi. Il costo di tale attività di trasparenza attraverso i portale è essenzialmente assorbito dalle mansioni quotidiane svolte dal personale operante nel Ministero.

sabato 19 ottobre 2013

Codice di comportamento dei consiglieri provinciali di Trento del Movimento 5 Stelle

I consiglieri provinciali del Movimento 5 Stelle Trentino diventeranno i PORTAVOCE dei loro elettori e si impegnano davanti alla popolazione a sottoscrivere un codice etico di comportamento che servirà da guida e da controllo durante il loro mandato elettorale.

La trasparenza è importante e tutte le votazione in aula verranno assunte a maggioranza del Movimento 5 Stelle. Le votazioni consiliare verranno motivate e spiegate settimanalmente con un video report pubblicato sul canale Youtube del sito www.trentino5stelle.it.

Ogni tre mesi si rendiconteranno le spese dell’attività consiliare sul sito www.trentino5stelle.it.

Se condannato, anche in primo grado, il consigliere deve dimettersi. I consiglieri devo attenere al limite di due mandati a qualsiasi livello istituzionale.

Le istanze e le proposte avanzate dai cittadini sul portale del M5S Trentino – nell'apposito link “La parola ai cittadini” – verranno prese in considerazione e discusse all’interno del Meetup Trentino, ed elaborate in forma di proposta di legge qualora votate da un numero congruo di cittadini.

L’indennità consiliare percepita dovrà essere di 5mila euro lordi contro i quasi 10mila previsti dalla normativa. L’eccedente verrà restituito e devoluto ad un fondo per il sostegno alle piccole imprese trentine in difficoltà. Tale fondo sarà istituito e normato da una apposita legge provinciale che i consiglieri M5S proporranno in Consiglio, in modo che venga gestito direttamente dagli uffici pubblici preposti senza alcuna intromissione da parte del Movimento 5 Stelle.

Gli eletti rinunceranno anche all'indennità di fine mandato (65mila euro).

Come in Parlamento e nei Consigli regionali, verrà interamente restituita la quota spettante al M5S come rimborso elettorale.

Essendo il Movimento 5 Stelle Trentino espressione dei Meetup del territorio, ognuno costituito da persone con le proprie specificità, questo programma è la sintesi del valore aggiunto che ogni individuo, partecipando, ha apportato finora. Tutti i Cittadini sono invitati a progettare insieme il Trentino del futuro.

Il codice di comportamento del Movimento 5 Stelle Trentino è ottimo, ma dovrebbe a mio avviso esser previsto un organo per la gestione dei conflitti che spesso sono stati gestiti male nel Movimento con accuse dei epurazione.

Per quanto riguarda il compenso più di Fondi per le imprese andrebbero lasciati i soldi al bilancio magari per diminuire le tasse a tutte. Meglio che niente il Fondo che si prevede di creare ma altre strade andrebbero tentate come leggi che abbassano le indennità. Ottima la previsione della rinuncia dell'indennità di fine mandato. Sul rimborso elettorale è condivisibile che venga restituito.

sabato 15 giugno 2013

Consiglio provinciale di Trento a funzioni ridotte

Il Consiglio Provinciale di Trento è la base più alta della democrazia nella provincia omonima. Una provincia con poteri forti, ma che vede un consiglio debole. Un consiglio che vede la sua azione più legata alla giunta che ad una sua autonoma iniziativa.

Esistono disegni di legge anche meritevoli come il 222 a firma di Margherita Cogo che rimangono abbandonati in commissioni e mai verranno discussi.

Il problema è però l'attività ispettiva che dimostra un arretrato spaventoso arretrato almeno da ciò che è messo in luce su Cronache del Consiglio provinciale che risale perfino al 2009. Un arretrato questo di cui non si conoscono le motivazione, ma che è una lesione del diritto di conoscere dei consiglieri sopratutto di minoranza. L'interrogazione è lo strumento principe dell'attività ispettiva e spesso non trova risposta in tempi congrui che a volte seguono eventi che modificano la situazione iniziale che ha portato all'interrogazione.

Temi lunghi anche di 4 anni sono lesa informazione dei consiglieri e della cittadinanza sui temi che si volevano approfondire. A volte viene riproposto da altri consiglieri di altri gruppi in modo magari diverso e si ottiene risposta. Come viene scelta la tempistica di risposta? Come mai ripresentata da altri sul tema si ottiene risposta prima di quella antecedentemente presentata?

La riposta data in tempo congruo sarebbe un segno di attenzione verso i consiglieri, sopratutto di minoranza, e della cittadinanza. La trasparenza e l'informazione sono valori forti della democrazia e ne sono le basi su cui la stessa si può costruire. Come portare ad avere risposte in temi congrui? Come recuperare un ruolo forte del consiglio? Vedremo se una riflessione in tal senso verrà fatta.

giovedì 7 febbraio 2013

Autonomie e publlica amministrazione

La pubblica amministrazione non deve essere la zavorra del paese, ma una chiave del suo sviluppo. E la stessa deve guardare al cittadino con volto nuovo diventando essa al servizio del cittadino, come già dovrebbe essere.

I compiti della politica. La politica deve sapere scegliere e non appiattirsi sulle posizione di un interesse particolare. La concertazione è importante ma alla fine la politica deve tirare le somme e decidere. La trasparenza poi è un altro fattore che una persona con incarico pubblico dovrebbe avere. Nel PD si prevede un Codice di responsabilità e trasparenza patrimoniale dando un segnale.

Tutte posizioni condivisibili e che si spera finalmente si vada in tale direzione. Il problema è che attualmente emergo già nel PD situazione poco chiare come MPS. Fin'ora nel senso dell'efficienza della pubblica amministrazione, nella trasparenza qualcosa si è fatto ma molto poco. Il Codice di responsabilità e trasparenza patrimoniale è ottima, ma chi l'ha visto?

Corruzione. Chi ricopre la carica di magistrato o avvocato dello stato vista la delicatezza di tali funzioni deve esser incompatibile con alcune cariche pubbliche. Agganciato a questo chi assume incarichi pubblici deve garantire trasparenza assoluta anche patrimoniale.

Le gestioni speciali e commissariali devono esser l'eccezione e non la regola e prevedere che i loro contratti vadino online. L'amministrazione deve poter svolgersi in modo ordinario se non esiste veramente una situazione d'emergenza evitando di dare eccessiva discrezionalità della pubblica amministrazione.

Gli arbitrati devono esser affidati ai funzionari della pubblica amministrazione nell'ambito dell'attività ordinaria.

Bisogna incentivare l'e-procurament e la gestione accentrata degli acquisti. Questo anche per un uniformità di costo e ciò porterebbe ottimi risparmi.

Ottime misure che però chiedono un governo forte che sembra non ci sarà. Il problema però è che si è dimenticata una misura che qui dovrebbe esser inserita ma non c'è: la semplificazione della gestione ordinaria. Le regole devono esser poche e chiare in modo che il cittadino possa muoversi in modo agevole. La burocrazia deve diminuire.

Pubblica amministrazione e riforma federale. Le autonomie locali vanno valorizzate anche attraverso una maggior chiarezza sulle competenze. La competenza concorrenza non è un male ma va bene congegnata. Potere agli enti locali e massima autonomia smuovendo le acqua sulla Carta delle autonomie. Si deve prevedere però una solidarietà tra pari per far crescere le realtà meno avanzate, spesso al sud. Se l'autonomia non va usata bene con mancanze gravi vanno previsti poteri sostitutivi del livello superiore. La Regione deve perdere ove li ha ancora potere gestionali per spostarsi sulla programmazione e la legislazione. Ovviamente ciò non vale se il servizio va fornito a tale livello perchè esso è l'ambito ottimale.

Ambito ottimale questa parole deve guidare la gestione dei servizi in modo che gli stessi possono esser forniti nel modo migliore e più economico ai cittadini.

I livelli di governo, sebbene si valorizzi l'autonomia degli enti, vanno ridotti non può rimanere tutto com'è con efficienze relative. Si deve fornire si i servizi e garantire le risorse per gli stessi si deve andare verso la sobrietà della politica e della pubblica amministrazione spostandosi verso gli standard europei e internazionali.

Lo stato deve dimagrire dando in tal senso l'esempio superando le strutture statali sul territorio se non relative a competenze statali. Si deve però razionalizzare a livello di Governo sia nella Presidenza che nei ministeri.

La mobilità del personale dall'amministrazione statale agli enti territoriali.

Una riforma questa non da poco con poteri forti nella politica e nella pubblicazione di scalfire. Forse un governo forte riesce a farlo, ma se non l'ha fatto il governo tecnico cosa può fare un governo politico debole?

Un altro dubbio mi viene dal fatto che il PD è vicino a Cgil uno dei sindacati più duro nel mantenere tutto com'è. Come si fa a spostare il personale dallo stato agli enti locali se nemmeno tra provincia e comunità di valle in oramai qualche anno non si è riusciti? Si deve inoltre prevedere che la mobilità tra amministrazioni locali e statali e tra le ammnistrazioni locali stesse non sia un cavallo di troia per far spostare personale da zone inefficienti ma che continuano ad assumere e zone parche ed efficienti. Che si assumi in zone che non hanno bisogno per spostare poi ove ci sarebbe bisogno violando gli strumenti trasparenti.

Rilancio del pubblico e rapporto col privato. La privatizzazione della gestione non è un tabù e se questo è per una gestione più consona al cittadino e all'impresa. Questo deve però avere un attenzione verso i beni pubblici. In primis il governo e il settore pubblico deve occuparsi della programmazione.

La sussidiarietà orizzontale deve esser favorita senza con ciò dire che la stessa mini gli interessi pubblici, i quali se necessario per garantirli devono vedere lo stato partecipare anche nel fornire servizi ove il privato non possa garantirli.

Questa sarebbe un ottima idea che il PD ha, ma sebbene io la condivida bisogna dire che il cittadino si è espresso con dei referendum. Si deve avere rispetto per il cittadino sopratutto per un partito che ha fatto le primarie aperte (un po' tradite) rispettando il risultato dei referendum.

Servizi qualità attraverso piani industriali. La riorganizzazione dei servizi pubblici e delle strutture amministrative va portato avanti con piani industriali sviluppati con la partecipazione di cittadini. Si devono inoltre prevedere più giovani e donne per poter usare risorse che possono favorire il cambiamento come la modernizzazione tecnico sta introducendo.

Valutazione indipendente ed effettiva. La valutazione è il sale del miglioramento e quindi si dare un organismo/autorità indipendente con poteri ispettivi e sanzionatori che faccia partecipare utenti-consumatori e regioni autonomie, ma indipendente dal controllo interno degli enti. Un modo sia per sanzionare comportamenti non consoni e per poter veramente studiare miglioramenti col contributo di tutti.

Ottima idea ma dove si trovano le risorse? E visto che il PD è vicino a Cgil saprà far accettare che ad una valutazione negativa possa esserci una sanzione?

Personale di qualità, giovani e merito. In merito ci si propone di tornare ad un concorso trasparente, come spesso non è stato, evitando sanatorie di precarie, e mettendo in prima posizione il merito. Si deve evitare contratti precari fino a che ci sono graduatorie di selezione e concorso valide.

Ne senso della trasparenza si vuole si valorizzare l'esperienza, ma senza premiabilità a chi ha lavorato nella stessa amministrazione o assunzioni non trasparente degli stessi.

La mobilità nelle carriere deve esser fatta in base al merito e prevedere test standard tra gli studenti dell'ultimo anno universitari per trovare le migliori risorse per inserirle in un percorso dirigenziali nella PA.

Tutte ottime idee, ma fallimentari se non si prevede una seria analisi dei fabbisogni: si deve assumere quando serve. Poi si deve assumere chi ha merito, ma prima di tutto si deve vedere di che tipo di risorse umane si ha bisogno.

Formazione continua. La formazione continua va resa meno parcellizzata e resa rispondente agli attuali bisogni: meno giuridici e più organizzativi/manageriali. Si deve valorizzare le risorse delle nostre università e non cercare docenze esterne.

Dirigenza responsabile e autonoma. La dirigenza deve esser sottratta alla politica e resa autonoma e responsabile dei risultati. Bisogna valorizzare entrambi i generi prevedendo che almeno 40% di uno dei due generi sia presente.

Trasparenza, class action e tempi dei pagamenti. Il cittadino deve poter accedere a tutti gli atti senza distinzione che devono esser anche pubblicati online. Devono esser resi conoscibili il termini della pubblica amministrazione circa i vari procedimenti. In tal senso va poi previsto indennizzi per i ritardi e inadempienze con la PA (class action). Bisogna recepire la direttiva UE sui pagamenti della PA.

La cittadinanza devono poter partecipare alle decisioni sulla pianificazione e programmazione di opere pubbliche.

Semplificazione delle procedure per le imprese. La semplificazione deve esser un obbiettivo che ci si deve dare verso le imprese. La previsione in tal senso dello sportello unico delle imprese va in tal senso. Bisogna prevedere i livelli essenziali di semplificazione in modo da avere un livello minino omogeneità del settore.

Divieto di nuovi adempimenti burocratici e ciò è coerente con la semplificazione. Non si può semplificare per complicare.

Per semplificare bisogna misurare la complessità degli adempimenti e dei tempi di attesa anche per poter fare confronti. Per i provvedimenti più critici e complessi va fatta un analisi delle regolamentazione anche prima di metterla in campo.

Interventi di innovazione per la trasparenza e lo sviluppo. Si pensa di investire almeno 100 milioni euro nell'ICT puntando sull'open source. Si vuole una regia unica nel settore in modo di fornire un sistema di e-governace interoperabile in ogni suo nodo.

Valutare attraverso un audit l'operato dei soggetti per arrivare ad un open government trasparente.

Adottare best pratices internazionali per fare tesoro dell'esperienza per semplificare la vita ai cittadini e imprese e contagiarli positivamente.

Tutte ottime mosse da prendere, ma ancor oggi anche per servizi non raffinati ci si scontra con un'amministrazione non pronta. Anche una PEC o una firma digitale crea problemi in quanto non riescono a spesso a validarla per scarsa conoscenza.

Conclusioni. Oltre le osservazioni alle singole previsioni c'è però il discorso delle risorse che sebbene non si fa riferimento a costi è difficile prevedere una riforma di tale entità senza risorse. In un caso inoltre si prevedono investimenti per 100 milione di euro senza dire come si finanzia.

Autonomia e pubblica amministrazione

Mappa del programma

domenica 14 ottobre 2012

Voglio poter votare anche un condannato

Mentre scrivevo il titolo mi interrogai su che reazioni potessero avere i lettori a tale titolo. Per sgombrare il campo dal fatto se io sono pazzo vorrei assicurare che non lo sono. Il titolo vuole esser una provacazione che parte dalla lettera scritta sull'Adige del 7 ottobre 2012 da Guido Bonucci.

La provocazione che si sottende tale titolo e che nella lettera dello stesso si estrapola è fino dove un politico può esser avvicinato. Tema questo che tiene banco anche in parlamento con i reati che si vorrebbero ascrivere circa le influenze.

Spesa e contributo. La spesa pubblica e la concessione è evidente che spesso sono stati come strumento di mantenimento del consenso sia al si che al nord. Mi permetto però di voler porre una differenziazione non tra nord e sud ma tra spese.

La spesa compiuta e i contributi dati non sono tutti uguali alcuni incentivano attività meritevoli, mentre altri incentivano solo aumento di spesa. Parlare quindi di voto di scambio in tutti i casi sembra a me fuorviante.

Perchè a volte si arriva a fare di tutta un erba un fascio? Non è una questione di malafede, ma di cultura. Una cultura la nostra che per troppo spesso ha portato a lasciare fuori dalle scelte compiute dalla politica e delle amministrazione la parole che tutti vorremmo associare a tali settori: trasparenza. La trasparenza il primo principio da valorizzare se si vuole dare pienamente attuazione all'articolo 97 della Costituzione:

I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione.
Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari.
Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.

La trasparenza va sia compiuta sia nel settore delle scelte del contraente e di cosa si vuole fare, ma anche dei rapporti che i vari amministratori e politici con la popolazione, le aziende, etc.. Un atto non trasparenza in tal senso è l'humus giusto per far crescere clientelismi, corruzione, sprechi.

La legge sulla corruzione e sull'innegibilità del condannato a mio avviso va fatta e non si può accettare che come qualcuno vorrebbe poter continuare col sistema attuale. E' pur vero che si eleggono ancora molti condannati per favori avuti, ma tale epoca deve finire. Poi non sempre si conosce la storia del parlamentare e a volte (come se ci sono liste bloccate) per votare il partito che è più congeniale si votano anche condannati. Ma una legge da sola non basta.

I finanziamenti dei partiti e trasparenza.

I partiti altro non sono che delle associazioni importantissime per la democrazia attuale che aggregrano persone con interessi comuni. Tuttavia non hanno personalità giuridica e mi sento di sostenere quello che c'è scritto qui. Va data personalità giuridica hai partiti anche per rendere non solo i parlamentari ma lo stesso partito responsabile delle proprie azioni. Va inoltre tolto il finanziamento in modo gli stessi debbano confrontarsi maggiormente con la popolazione. Infatti senza finanziamento pubblico il partito per sostenere le attività e le idee dello stesso dovrà cercare finanziamenti tra la popolazione. Visto il ruolo importante che i partiti rivestono nella democrazia si potrebbe prevedere la detrazione delle risorse fatte convogliare da persone, imprese, etc.. ai partiti. Ma ovviamente si potrebbe obbiettare che così facendo si potrebbero inserire anche influenze torbide.

Per eliminare le influenze malsane si potrebbe prevedere la trasparenza sia dei bilanci, ma anche dei nomi delle persone (con le somme devolute) che sostengono al paritito. In tal modo si potrebbe realmente misurare se i programmi sono veritieri e che interessi girano attorno al partito.

Conclusioni. Non vedo quindi di buon occhio, sebbene le rispetti, le idee di chi vorrebbe poter votare anche un condannato in nome della democrazia. Se si volesse mantenere tale impostazione si deve prevedere comunque la pubblicazione e non solo il deposito della fedina penale, come nel caso di innelegibilità di un candidato condannato. In questo modo gli elettori potrebbero decidere liberamente sapendo anche le condanne ricevute. Non si può parimenti vedere come corruzione ogni influenza su parlamentari e partiti, ma si deve regolamentare prevedendo trasparenza sulle infuenze come ho già avuto modo di descrivere. La società influenzerà sempre i partiti bisogna favorire un modo lecito. Cosa ne pensano i miei lettori?