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venerdì 4 ottobre 2013

Processi di integrazione ed inclusione in ambito scolastico e bisogni educativi speciali: l'incremento di risorse della giunta provinciale di Trento

In provincia di Trento nell’anno scolastico 2013/2014, sono stati censiti tra istituzioni scolastiche e formative provinciali e paritarie, 2.171 studenti con disabilità certificata (ai sensi della L104/92) e 1.636 alunni con disturbi specifici di apprendimento.

Di questi risultano iscritti alle istituzioni scolastiche e formative provinciali 1.715 studenti con disabilità certificata (ai sensi della L104/92) e 1.261 alunni con disturbi specifici di apprendimento.

Rispetto all’inizio dell’anno scolastico 2012/2013 si registrano circa 195 casi aggiuntivi nelle istituzioni scolastiche pubbliche. Al fine di garantire l’adeguato supporto a tutte queste nuove esigenze, la Giunta Provinciale, anche attraverso la delibera di variazione di bilancio approvata lunedì 16 settembre 2013 ha stanziato per l’anno scolastico 2013/14 la somma di 650.000 euro in più rispetto all’anno precedente.

A proposito della questione della formazione degli insegnanti di sostegno il Decreto Ministeriale n. 706 del 9 agosto 2013 ha stabilito un contingente per la provincia di Trento pari a 45 posti. In accordo con l’Università di Trento, la Provincia ha già chiesto al Miur l’autorizzazione almeno al raddoppio di tale contingente, ponendo attenzione anche alle istituzioni del secondo ciclo.

sabato 15 giugno 2013

Consiglio provinciale di Trento a funzioni ridotte

Il Consiglio Provinciale di Trento è la base più alta della democrazia nella provincia omonima. Una provincia con poteri forti, ma che vede un consiglio debole. Un consiglio che vede la sua azione più legata alla giunta che ad una sua autonoma iniziativa.

Esistono disegni di legge anche meritevoli come il 222 a firma di Margherita Cogo che rimangono abbandonati in commissioni e mai verranno discussi.

Il problema è però l'attività ispettiva che dimostra un arretrato spaventoso arretrato almeno da ciò che è messo in luce su Cronache del Consiglio provinciale che risale perfino al 2009. Un arretrato questo di cui non si conoscono le motivazione, ma che è una lesione del diritto di conoscere dei consiglieri sopratutto di minoranza. L'interrogazione è lo strumento principe dell'attività ispettiva e spesso non trova risposta in tempi congrui che a volte seguono eventi che modificano la situazione iniziale che ha portato all'interrogazione.

Temi lunghi anche di 4 anni sono lesa informazione dei consiglieri e della cittadinanza sui temi che si volevano approfondire. A volte viene riproposto da altri consiglieri di altri gruppi in modo magari diverso e si ottiene risposta. Come viene scelta la tempistica di risposta? Come mai ripresentata da altri sul tema si ottiene risposta prima di quella antecedentemente presentata?

La riposta data in tempo congruo sarebbe un segno di attenzione verso i consiglieri, sopratutto di minoranza, e della cittadinanza. La trasparenza e l'informazione sono valori forti della democrazia e ne sono le basi su cui la stessa si può costruire. Come portare ad avere risposte in temi congrui? Come recuperare un ruolo forte del consiglio? Vedremo se una riflessione in tal senso verrà fatta.