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martedì 24 giugno 2014

Precisazioni di Pius Leitner su vari temi caldi del momento

Lo scandalo rimborsi ai gruppi consiliari del consiglio provinciale di Bolzano era stato battezzato da alcuni giornali come lo scandalo vibratore rendendo la questione molto suggestiva.

Pius Leitner dei Freiheitlichen, ai quali è stato attributo da alcuni giornali media il rimborso del vibratore, parla della questione e anche di altro mettono in luce la posizione del gruppo su due temi caldi del momento lo scandalo rimborsi e i vitalizi.

Lo scandalo rimborsi. In merito alla questione Pius Leitner parala di una questione che vede ancora la Guardia di Finanza controllare il finanziamento da parte del Consiglio Provinciale di tutti i gruppi consiliari per il periodo 2009-2013 . Allo stato odierno non si conosce l'esito degli accertamenti. Il gruppo dei Freiheitlichen ha sempre utilizzato i fondi messi a disposizione da parte del Consiglio in base ai criteri fissati a proposito. Non ha mai chiesto il rimborso delle spese per un vibratore. Nel bilancio figura invece un articolo di regalo scherzoso per un membro del gruppo.

Ammette l'errore affermando che tale scontrino non doveva comunque entrare nel bilancio, anche perche' pagato da Consiglieri e da collaboratori.

Allo stesso rimane però una domanda: chi poteva dare la notizia (inoltre falsa) ai giornali? In merito a ciò i Freiheitlichen stanno eventuali querele a diversi organi di stampa, radio e TV.

Vitalizi. Sui vitalizi Pius Leitner vede la questione arrivare in Consiglio Regionale nella prima settimana di luglio, il quale dovrebbe approvare la legge.

Lo stesso afferma che dal 2003 si viene eletti Consiglieri Provinciali e non più Consiglieri Regionali e quindi ritiene che la competenza sugli stipendi e vitalizi dovrebbe passare alle due Provincie Autonome.

Il Consiglio Provinciale di Bolzano ha approvato di recente una mozione dei Freiheitlichen che impegna la Giunta Provinciale ad attivarsi in questa direzione non appena venisse approvata la nuova legge in Consiglio Regionale.

Sul tema lo stesso rivendica, è stato eletto consigliere Regionale per la prima volta nel 1993, la richiesta i abolizione dei vitalizi per la prima volta già nel 1994.

martedì 17 giugno 2014

Intervista ad Alessandro Baglioni sullo scandalo Mose

Lo scandalo Mose ha travolto il sindaco, la sua giunta e i comune di Venezia dopo le accuse al sindaco Giorgio Orsoni e al segrtario organizzativo del partito Giampietro Marchese di finanziamento illecito ai partiti, mentre per altri indagati è scattata l'accusa di corruzione; una storia che che ha sconvolto l'Italia oltre che Venezia. Oggi vorrei proporvi un intervista a Alessandro Baglioni, Vicepresidente del Consiglio di Municipalità di Favaro Veneto e consigliere con incarico speciale sui tema della mobilità e delle politiche politiche giovanili che ringrazio per metterci la faccia.

Quale è la sua impressione sullo scandalo?Cio' che mi ha colpito maggiormente è quanto radicato fosse il malaffare, con il coinvolgimento della politica, delle imprese e degli organi che hanno il compito di vigilare. Dubbi intorno al MOSE ce n'erano tanti, a partire dalla procedura di affidamento dei vari lavori, mediante un concessionario unico (il Consorzio Venezia Nuova) e non le consuete procedure di gara; ma il numero dei soggetti coinvolti e le dimensioni della vicenda superano i miei timori più pessimistici.

Il MOSE è un progetto costato molto, quale il suo coinvolgimento nelle scelte?Nullo. Innanzitutto per motivi anagrafici: quando il Consorzio Venezia Nuova ha preso vita io dovevo ancora nascere; la mia attività politica inizia con la nascita del Partito Democratico, quando ormai tutte le decisioni risultano prese e l'opera è già in fase di realizzazione.

Altra motivazione è quella geografica: le scelte del MOSE sono avvenute principalmente a Roma. Vale la pena di ricordare che il PD veneziano ha sempre avuto una posizione assai critica su quest'opera, criticando la scelta di un concessionario unico e la ripartizione delle risorse destinate alla Legge Speciale, praticamente tutte dirottate sul MOSE lasciando a secco la manutenzione della Città.

Come viene scelto il candidato sindaco e che tipo di selezione si è fatta nel PD per le cariche pubbliche?Giorgio Orsoni era stato scelto attraverso le primarie di coalizione, aperte anche agli elettori del centrosinistra non iscritti ai partiti. Nel 2010 parteciparono in tre (Orsoni, Gianfranco Bettin e Laura Fincato) e Orsoni le vinse, con il 46% dei voti. Anche il prossimo candidato sindaco verrà individuato attraverso le primarie.

Quali mosse per recuperare la fiducia? Si pensa alle dimissioni del consiglio comunale che ha portato a tale situazione?Il tempo ha fornito la risposta: dopo le fortissime pressioni arrivate dal PD e dalla coalizione, che avevano minacciato le dimissioni in blocco dei consiglieri, il Sindaco venerdì scorso ha dapprima revocato la giunta, assumendo tutte le deleghe personalmente e ha poi presentato le dimissioni. Va ricordato che le dimissioni del Sindaco per legge diventano efficaci dopo 20 giorni. In questo periodo il Consiglio Comunale è operativo, e si cercherà di votare il bilancio consuntivo 2013, atto da approvare entro il 30 giugno per non incorrere nelle sanzioni previste dal patto di stabilità.

Una doverosa precisazione: l'intero Consiglio Comunale e gli Assessori sono del tutto estranei alla vicenda giudiziaria, e la Procura ha affermato che nessun atto dell'Amministrazione risulta viziato.

Che cambiamento nella politica locale si prevedono? Come evitare tali fenomeni di corruzione?La vicenda ha scosso profondamente il mondo politico. Il Partito Democratico veneziano sta gestendo, in costante collegamento con la segreteria nazionale, le delicate fasi di questi giorni, al fine di guidare il Consiglio Comunale negli ultimi giorni della consiliatura.

Coloro che saranno ritenuti responsabili dalla magistratura verranno ovviamente esclusi. Il Segretario Provinciale PD Marco Stradiotto ha inoltre avviato una commissione interna per verificare i bilanci degli ultimi anni.

Un altro obiettivo sarà quello di aumentare la trasparenza delle campagne elettorali, per evitare il ripetersi di finanziamenti anche leciti ma inopportuni.

Andrà fatta una profonda analisi dei fatti e andranno presi gli opportuni provvedimenti, affinché si impedisca il ripetersi di fatti simili, che oltretutto danneggiano il lavoro onesto della stragrande maggioranza delle persone e minano la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Non sono a conoscenza dei provvedimenti che intende prendere Forza Italia, che ha alcuni esponenti (Galan e l'ex assessore regionale Chisso) sui quali pendono accuse di corruzione per un periodo molto lungo.

sabato 19 ottobre 2013

L'assessore Beltrami accusata da Giorgio Giuliani per contributi dati alla Comunità di San Egidio (Roma)

Pubblichiamo le accuse di Gorgio Giuliani all'assessore Lia Giovanazzi Beltrami per contributi elargiti alla comunità di San Egidio dal sito di Progetto Trento. A voi lettori elettori il giudizio. Commentate o mandate un email a pierluigi.fabbris@email.it per dire la vostra. Chiedo la gentilezza di firmarsi.

Questa volta siamo riusciti a elargire 200.000 euro, per un progetto in Mozambico, alla comunità di Sant'Egidio (di Roma) guidata dall'ex ministro Riccardi, fondatore con Dellai di Scelta Civica.

L’assessore Beltrami anche in questo caso dimostra grande sensibilità e apertura nel sostenere associazioni addirittura della capitale.

Sarà perché il comune di Roma ha annunciato il default finanziario con una richiesta di contributo al governo di un miliardo di euro o sarà che anche il governo nazionale ha tagliato molti fondi alla solidarietà internazionale ?

Nello stesso giorno mi telefona l’assessore di un piccolo Comune della Valle di Non per dirmi che purtroppo non potrà dare un piccolo contributo di 1000 euro ai suoi ragazzi per poter partecipare al progetto che vede coinvolti 150 giovani della valle e che serve per far crescere una conoscenza e una sensibilità su tanti aspetti che riguardano le problematiche giovanili, come per esempio il tema dell’accoglienza e dei bisogni di tanti popoli in difficoltà.

Potrebbero essere in futuro proprio quegli stessi giovani a recarsi in quelle terre per vivere un’esperienza di volontariato.

E così succede per altri comuni costretti a tagliare simili iniziative per mancanza di fondi.

Da una parte si tolgono, giorno per giorno, risorse vitali ai nostri comuni soprattutto i più piccoli e dall'altra si continua ad investire in progetti autoreferenziali e poco compresi.

La sussidiarietà e la cooperazione hanno un grande valore se condivise da una comunità e se divengono strumento importante di crescita e non per creare divisioni o pericolose derive.

Sembra purtroppo che l’uso dei fondi per la solidarietà internazionale sia diventata ormai una questione personale dell’Assessore Beltrami e questo va a scapito dei vero valore della solidarietà trentina e di tutto il suo volontariato.

Non sarà il caso di pensare che in un tempo di difficoltà finanziaria serva anche in queste iniziative un po’ più di sobrietà?

Se poi certe iniziative hanno tutto un sapore di parte politica ed elettoralistica, il fastidio diventa ancora più grande.

Giorgio Giuliani