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sabato 12 aprile 2014

Nessun padre per il progetto cervi di Caoria

A Caoria è stato portato avanti il progetto del recinto cervi che ha avuto nel settembre 2012 l'uscita di 8 consiglieri comunali. Dopo un periodo di attenzione tutto era tornato calmo.

Il 2014 ha portato però ad un ri-acuirsi della protesta al cui capo c'è Renato Orsingher. Una protesta che si è che è andata in scena sul gruppo Amanti del Vanoi...Cuore Verde del Trentino oltre che sui giornali (Trentino e L'Adige) cresciuta a volte con toni forti e altri volte apriva spazio ad altre critiche all'amministrazione comunale di Canal San Bovo. In qualche caso sembrava anche una campagna elettorale in primis per Renato Orsingher, ma ci si può sbagliare.

Oggi però è ufficiale nella protesta ci entra l'ENPA che dal suo profilo facebook e che invita ad un email bombing vero il comune i giornali e il presidente della Provincia di Trento. Tale forma di protesta è fatta con un testo che colpisce l'utilizzo commerciale degli animali liberi:

ATTENZIONE PROTESTIAMO TUTTI E SCRIVIAMO!!
TRENTINO. IL COMUNE DI CANAL SAN BOVO, CON L’OK DELLA PROVINCIA, VUOLE COSTRUIRE UN RECINTO DOVE RINCHIUDERE CERVI PER FINALITÀ’ LUDICO RICREATIVE, OVVERO PER ATTIRARE TURISTI. A NOI GLI ANIMALI P...Altro...
Foto: ATTENZIONE PROTESTIAMO TUTTI E SCRIVIAMO!!
TRENTINO. IL COMUNE DI CANAL SAN BOVO, CON L’OK DELLA PROVINCIA, VUOLE COSTRUIRE UN RECINTO DOVE RINCHIUDERE CERVI PER FINALITÀ’ LUDICO RICREATIVE, OVVERO PER ATTIRARE TURISTI. A NOI GLI ANIMALI PIACE VEDERLI LIBERI, NON ESPOSTI NE’ SFRUTTATI PER FINI “COMMERCIALI”. SI TRATTA DI UNA SCELTA ORRIBILE, TRA L’ALTRO CI TROVIAMO IN UNA REGIONE DOVE GLI ANIMALI CI SONO E POSSONO ESSERE FACILMENTE OSSERVABILI IN LIBERTÀ’. BASTA PRIGIONIE, BASTA AMMINISTRAZIONI INSENSIBILI ALLE RICHIESTE DEI CITTADINI ORMAI STANCHI DI ASSISTERE A QUESTI TRISTI SPETTACOLI! SCRIVIAMO TUTTI E PROTESTIAMO! INVIAMO ANCHE DUE RIGHE MA PERSONALI DI PROTESTA AI SEGUENTI INDIRIZZI, RIMANENDO GENERICI NELL'OGGETTO (AD ESEMPIO INDICARE “RICHIESTE”, “INFORMAZIONI” “MODULI” E NON CITANDO MAI “CERVI”, “ANIMALI”, “RECINTI” ALTRIMENTI VENGONO CESTINATE!). SI TRATTA VERAMENTE DI UNA BATTAGLIA DI CIVILTÀ’! W GLI ANIMALI LIBERI!!!
comune@pec.comune.canalsanbovo.tn.it; sindaco.canalsanbovo@gmail.com; segreteria@comune.canalsanbovo.tn.it; presidente@provincia.tn.it; attualita@ladige.it; cronaca@ladige.it; a.gelmi@ladige.it; trento@giornaletrentino.it; redazione@questotrentno.it; tgrtrento@rai.it; redazione@trentinotv.it;

Al momento sono state raggiunti 2011 mi piace e sta allargandosi fuori dal Vanoi. E' però singolare che non si faccia riferimento al recinto di Cicona (in versione più piccola) o di Paneveggio più grande. Nella lecita è stata fatta una decisione che, sebbene non condivido, porta a spendere 80 mila euro. Che io ne sappia per averne parlato tempo fa con la sindaca doveva esser un ricovero di animali malati o feriti a cui si prestava cure e in secondo luogo turistica, sebbene lo scopo turistico non è secondario. Si apprende da Elwis Loss di Caoria che il progetto si basa su cervi che già vivono in cattività.

Capisco la protesta che può portare anche a danni di immagini per la nostra zona, anche se non capisco perché è riesplosa dopo 2 anni. E' invece incomprensibile il silenzio dell'amministrazione comunale di Canal San Bovo, in primis la sindaca, e in secondo luogo la Proloco di Caoria per non aver visto che ci credono, sostenuto la propria idea difendendola anche con dati. Se un progetto è buono non si fa andare a mare, ma lo si difende. Si deve se no spiegare se lo si lascia andare a mare lo spreco di 14 mila euro, se non ricordo male, per l'acquisto del terreno ove viene fatto il recinto.

Non si è mai visto in Vanoi una protesta così forte e fatta anche con mezzi come mail bombing che può portare al blocco dei contatti per email con l'amministrazione. Si doveva da ambo le parti ascoltarsi ma non si è fatto. E' ora che l'amministrazione dia delle risposte perché non si può più tacere.

giovedì 28 marzo 2013

Malga Fosse azione di protesta e cambiamento di mentalità

Il progetto di ristrutturazione di Malga Fosse ha portato a molte proteste sebbene l'apertura del bando di progettazione a livello internazionale ha vincere una soluzione che tutto sembra tale che concorde al passaggio. I progetti che sono visibili qui.

Sul punto i consiglieri della Comunità di Valle Daniele Gubert e Enrico Turra hanno le idee chiare e ne riportiamo i passi e bocciano le decisioni della Provincia Autonomia di Trento sia sul piano del merito che del metodo.

Il metodo. Il punto del metodo che vede vede un progetto che stravolge Malga Fosse di Sopra in piena zona delle Pale di San Martino decretata in quanto facente parte delle Dolomiti Patrimonio naturale dell'Umanità.

Nel merito. Una costruzione quella prospettata che i consiglieri definiscono un astronave che rimpiazza con una nuovo struttura très chic, con centro benessere camerette con vista sui monti pallidi un'ex malga alpina a un tiro da Passo Rolle, a 2000 metri, ove gli aberghi soffrono e niente e nessuno sembra riuscirne a fermare il degrado.

Il concorso decreta vincitore un progetto alieno dal contesto paesaggistico, promuove intellettualizzazioni geometriche pretenziose evocanti le guglie dolomitiche ma assolutamente distanti dalla trama antropologica del luogo, dalle sue funzioni secolari legate all’alpeggio, all’agricoltura tradizionale di montagna.Un corpo estraneo conficcato a fianco di uno stallone in stridente conflitto non solo estetico-visuale, ma multisensoriale… la puzza di vacca sarà gradita ai clienti in doppiopetto rappresentati nei rendering di progetto?

I consiglieri tornano sul fatto che il progetto è nato da persone che dimostrano di conoscere la montagna o di avere un modo di concepirla basato su business aleatori (russi) per giustificare l'utilizzo dei pubblici poteri per poter dare legittimità invenzioni architettoniche strampalate e che il privato mai si potrebbe permettere. Se un privato si proponesse qualcosa di simile verrebbe bloccato dal Piano del Parco, dalle prescrizioni delle Commissioni Paesaggistiche, dai Manuali Tipologici, che a questo punto sembrano valere sono per lo stesso.

Bisogna dare una risposta fortemente negativa a ciò e far tornare un confronto proficuo tra gli attori del territorio di Primiero su un intervento volto a ricucire l’impianto tipologico originario e riassegnare al compendio di Malga Fosse di Sopra la sua vocazione agricola, con eventuale destinazione ricettiva agrituristica, e/o ad esperire nuove finalità di pubblico interesse connesse con la gestione dei beni ambientali di pertinenza dell’Ente Parco Paneveggio – Pale di San Martino e della Fondazione Dolomiti – Dolomiten – Dolomites – Dolomitis UNESCO.

Lunedì dell’Angelo 01 aprile 2013, ad ore 12.00 propongo alla popolazione siano essi cittadini, amministratori, gruppi e associazioni a Malga Fosse di Sopra per un pranzo al sacco. In tal modo oltre al ritrovarsi si potrà avere un idea del luogo di dove il progetto si va ad inserire e del perchè c'è una totale chiusura allo stesso.

La carta delle provinciali. Nel caso l'assessore provinciale Tiziano Mellarini e l’Agenzia provinciale delle foreste demaniali non aggiustano il tiro su Malga Fosse, toccherà a noi elettori “aggiustare il tiro” alle prossime elezioni provinciali concludono i consiglieri. Un modo questo per chiedere ai cittadini di riappropriarsi del bene pubblico di dimostrarsi attivi anche nelle prossime urne.

martedì 12 febbraio 2013

Grecia, la polizia ritocca le foto per nascondere le torture?

Riporto qui una notizia presa dal sito Amnesty (www.amnesty.it), pubblicata sul sito il 5 febbraio 2013, per la gravità che la stessa assume.

Amnesty International ha sollecitato le autorità greche a indagare sulle denunce di tortura di quattro presunti rapinatori di banca, le cui foto sono state ritoccate per nascondere le ferite sui loro volti.

I quattro erano stati arrestati il 1° febbraio 2013, perché sospettati di aver partecipato alla rapina di una banca di Kozani, nel nord della Grecia.

Due dei quattro detenuti sono accusati di far parte del gruppo armato Cospirazione delle celle di fuoco.

Secondo la polizia, i quattro sarebbero stati feriti nel corso dell'arresto e il ricorso alla forza si sarebbe limitato al necessario. Per i medici e i familiari, invece, il brutale pestaggio sarebbe avvenuto durante la detenzione.

Mentre i mezzi d'informazione greci hanno pubblicato video e foto che mostrano ampie ferite, la polizia ha diffuso fotografie grossolanamente ritoccate per ridurre o eliminare del tutto le ferite.

In un caso, il volto di uno dei quattro sospettati era ridimensionato in modo innaturale a seguito della cancellazione delle ferite. Un'altra foto era stata così schiarita che i capelli del soggetto ripreso, da castani, erano diventati biondi.

Il ministro per l'Ordine pubblico ha dichiarato che il ritocco delle foto si è reso necessario per consentire il riconoscimento dei sospetti.

"Le autorità greche non possono pensare di risolvere i loro problemi con Photoshop. Questa cultura dell'impunità dev'essere fermata. Su questa vicenda occorre indagare in modo efficace, imparziale e approfondito, in modo che i responsabili siano identificati e portati rapidamente di fronte alla giustizia" - ha dichiarato Amnesty International.

Nell'ottobre 2012, 15 manifestanti antifascisti avevano denunciato di essere stati torturati dalla polizia dopo aver preso parte a una protesta.