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lunedì 24 settembre 2012

Domani Savoi presenterà un'interrogazione sul caso Vanoi

E il caso Vanoi arriva nell'aula del consiglio provinciale grazie a Alessandro Savoi e le azioni dei dimissionari. A mio avviso però su base sbagliata.

Si continua a battere il tasto delle regole. Leggendo il comunicato dello stesso consigliere del consiglio provinciale si tocca il tasto già toccato dai dimissionari. Dire che non si sono seguite le regole e percorrere tale strada in un interrogazione è sbagliato perchè come ho dimostrato in questi due articoli: 1,2. Dopo l'ultimo consiglio ho rincottatato l'Ufficio enti locali e mi confermato che l'art. 37 del regolamento interno comunale che disciplina l'attività del consiglio è conforme a quello di Dimaro che ho già presentato. In uno degli articoli sopra riportati. Le regole sono quindi state rispettare. Puntare su questo punto in un'interrogazione al consiglio provinciale quando sono state rispettate tutte le regole porta solo ad una risposta sbrigativa e non discute il vero problema.

Il problema politico. Se veramente si vuole affrontare in consiglio provinciale la questione si deve partire dal discorso politico. Infatti solo per il fatto che i due dimessosi in data 18/9 dopo la convocazione della prima convocazione del consiglio di surroga ha portato a non poter conteggiare gli stessi assieme ai sei già dimessoosi in data 7/9 e quindi portare alle obbligatorie dimissioni del sindaco. Questo è avvenuto 11 giorni dopo le prime dimissioni e prima dei 20, ma dopo la prima convocazione. Dopo di ciò le regole sono state rispettate e si è trovato il modo di andare avanti: oggi dodici consiglieri. Se si vuole affrontare la questione, senza voler rivincite o magari ottenere risposte sbrigative, si dovrebbe porre la questione sul terreno della rappresentanza. Se oggi andiamo a vedere chi il consiglio rappresenta vediamo che la rappresentaza dei cittadini è debole (come già descritto qui). Quindi se vogliamo fare un'interrogazione in consiglio provinciale perchè non interrogarsi su:

  1. è' giusto avere una legge che prevede che, sebbene siano passati solo undici giorni, si possa convocare il consiglio vanificando le ulteriori dimissioni che vengono presentate entro i 20gg?
  2. è giusti avere un atteggiamento legislativo e regolamentare conservativo di amministrazioni comunali deboli?
  3. è oppurtono cambiare le regole?
  4. come si valuta il dato politico che vede un'amministrazione che rappresentata una percentuale bassa della comunità, ma che può rimanere in piedi grazie alle regole?

Se proprio vogliamo parlare di regole. Se vogliamo parlare di regole allora dovremmo andare qualche anno indietro alle elezioni 2010. In tali elezioni non c'era la corsa alla candidatura anche perchè c'era sentore che qualche candidatura forte arrivasse. In una serata all'Ecomuseo del Vanoi infatti si paventò la candidatura di Angelo Orsigher. Tale candidatura sfumo.

Nacque la lista Uniti per il Vanoi (qualche settimana prima delle elezioni) attraverso il lavoro in primis di Loss Corrado, Mariuccia Cemin, Gaspare Perotto. Era innegabile però che la paura di non riuscire a raggiungere il quorum. Si penso quindi di sdoppiare la lista in due mettendo a capo della seconda Gaspare Perotto. Lui formò la lista Caccia e Pesca senza pretese di vincere, infatti ad ogni comizio lui disse di votare per Uniti per il Vanoi e il sindaco Mariuccia Cemin. Si seppe, anche se solo per sentito dire durante la campagna, che lo stesso aveva già pronto l'assessorato. L'assessorato che ancora ricopre. Durante tale elezioni nessuno disse nulla nemmeno ovviamente i candidati delle varie liste. Tra gli stessi i dimissionari. Nessun organo di controllo nessun partito politico si interessò. Oggi i dimissionari parlano di regole che devono esser rispettate (e lo sono state) mentre quando si tratto di presentarsi alle elezioni non dissero nulla sulla frode in legge che essi stessi hanno compiuto. Perchè? Perchè non si affronta anche tale problema? Di cosa si ha paura? Forse tutti se si affontasse ciò perderebbero la faccia, ma è anche questo un tema che andrebbe affrontato.

Aspetto con attenzione l'interrogazione che se si focalizza sulle regole nell'ultimo periodo rischia di ottnere risposte, ma se affrontasse i temi ora rappresentati ne farebbe uscire veramente delle belle. La saga intanto continua.

Documenti:

  1. Risulati elezioni 2010
  2. Giunta
  3. Consiglio

mercoledì 19 settembre 2012

Perchè il sindaco non si è dimesso

Ora è l'ora di affrontare un tema spinoso il perchè non si è dimesso il sindaco. Molti parlano che si dovrebbe dimettere e il risultato politico è evidente: il sindaco dovrebbe dimettersi. E' altrettanto evidente che il sindaco atttuale, Mariuccia Cemin, non abbia intenzione di dimettersi e rispettare il dato politico e la legge è dalla sua parte.

Primo fattore favorevole le dimissioni ritardate di due consiglieri. Le dimissioni di Renato Fabbris e Daniele Furlan sono avvenute nei modi di legge e non richiedono prese d'atto del consiglio e sono immediatamente efficaci. Questo ha portato, oltre alla volontà dei consiglieri di partecipare al consiglio, alla presa d'atto da parte della sindaca della mancanza del numero legale.

L'articolo 85 del comma 1 punto 5 del DPReg. 1 febbraio 2005 n. 3/L però mette tra le condizioni che portano alle dimissioni questa:
5) dimissioni della metà più uno dei consiglieri assegnati, non computando a tal fine il sindaco, prodotte entro venti giorni, decorrenti dalla data di presentazione delle prime dimissioni e comunque entro la data in cui è effettuata la convocazione della seduta destinata alla surrogazione del primo dei dimissionari.

Tale punto è dirimente di buona parte delle dimissioni e i due dimissionari tardivi non possono sommarsi con i sei già dimessisi in data 07 settembre, in quanto in mezzo a loro esiste la cortina di ferro della convocazione. Ciò rende i primi consiglieri non assomabili con gli altri e ciò è stato previsto in modo da in quanto si vuole tutelare l'amministrazione da ricatti che potrebbero esserci con dimissione tra le più disparate. La mancanza del quorum costitutivo dell'assemblea permette di portare il tutto in una seconda convocazione.

La surroga quindi a norma dell'articolo 100 del DPReg. 1 febbraio 2005 n. 1/L era leggittima.

Lo scenario attuale. Lo scenario vede precludere l'unico strumento che i dimissionari avevano visto che non erano ancora abbastanza per chiedere le obbligatorie dimissioni: mozione di sfiducia. Tale strumento visto che si sarebbe arrivati a votarla a maggioranza avrebbe sortito gli effetti sperati. Anzi a portato ad una forza maggiore ad una sindaca priva di sensibilità politica, ma forte nelle sue conoscenze legislative. Il problema ora è che la stessa in seconda convocazione avra un quorum più basso a norma dello statuto del comune e del regolamento relativo al consiglio. E con ciò tornare ad una situazione quasi vergine, come nulla fosse successo.

Il dato politico è forte ma si sono bruciati i mezzi. Per impazienza e forse anche per non conoscenza si sono bruciati tutti gli strumenti e si ha dato campo libero alla sindaca che vista la nuova giunta e la relativa distribuzione delle deleghe ha accentrato su di se maggior potere. Si è andati quindi nella direzione non sperata, ma totalmente contraria. Nel nostro ordinamento ha si forza il consiglio dovuta alla sua leggittimità popolare, ma avendola anche il sindaco se non si mettono le cose in chiaro prima si possono avere molti problemi. Ora l'unico dato è che sembra scontata la sua permanenza sullo scranno a meno di sorprese ulteriori. L'unica forza politica che i consiglieri dimissionari possono avere è la gente. Visto il clima che si vive nel paese in merito a questa vicenda domani (tempo di organizzarmi) posterò sul mio blog la possibilità di compiere un sondaggio tra la popolazione per capire l'umore della stessa e valutare il peso politico di Mariuccia Cemin e dei dimissionari. Il fatto che Canal San Bovo da questa storia ne esce con le ossa rotte. Sarebbe bello più di parlare di una tale situazione parlare su come portare sviluppo nel nostro paese.

Ringraziamenti Vorrei ringraziare Paolo Franceschi dell' Ufficio Enti locali e competenze ordinamentali della Regione Autonoma Trentino - Alto Adige per i chiarimenti ai miei dubbi in merito alla normativa.