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sabato 12 ottobre 2013

Agricoltura secondo il Movimento 5 Stelle

In questi anni l’agricoltura trentina si è trasformata in un reparto produttivo di livello industriale e seriale: hanno prevalso i concetti di monocoltura intensiva e di quantità.

Il Movimento 5 Stelle Trentino vuole riportare questo settore economico alla vocazione propria di un’agricoltura di montagna, che punta per sua natura alla diversificazione, alla qualità e all’eccellenza della produzione.

A tal fine si vuole promuovere le piccole aziende agricole che sviluppano prodotti qualitativamente elevati cambiando la politica provinciale che ha incentivato le grandi Cooperative a scapito della qualità e della responsabilità nella produzione.

Si vuole anche convertire la produzione verso quella biologica e/o biodinamica di tutte le aziende agricole trentine. Il Trentino dovrà gradualmente diventare un grande Distretto del biologico, appositamente normato e regolato da una legge provinciale che finora non ha mai visto la luce. Si deve investire sulle persone che operano nel settore agricolo in trentino incentivando (anche fiscalmente) le sole aziende che producono con il metodo biologico o biodinamico, o che si convertono a tali sistemi.

Va ricreato un forte collegamento tra agricoltura, ambiente e turismo, settori che possono e devono integrarsi nell’ottica di uno sviluppo economico sostenibile, rispettoso del fragile ambiente trentino, già provato da anni di cementificazione e saturo di strutture e infrastrutture.

E' un piano quello agricolo ambizioso che mette in discussione tutta la politica agricola attuale. E un percorso di lungo periodo che porterebbe ad una frammentazione del comparto che è da dimostrare che possa essere sostenibile sul mercato. Esistono eccellenze anche nel contesto attuale certo è il biologico/biodinamico è un scommessa. Certo è che sta crescendo il settore.

Il legame territorio agricoltura e territorio va ricostruito facendo i conti con una realtà che è molto diversa dal passato.

C'è poi il discorso delle risorse che allo stato non sono preventivabili, ma ancora meno la risposta degli attori ad un cambiamento che richiede di cambiare a tutti.

sabato 13 luglio 2013

Le contraddizioni delle primarie per la scelta del Presidente della Provincia di Trento

Le primarie stanno diventando un caso perchè sebbene i candidati dicono che sono gratuite e possono partecipare tutti non sembra esser così.

La gratuità è messa in dubbio dal telegiornale regionale del Trentino Alto Adige di Rai 3 delle 19.30 di ieri in cui si parla di un piccolo contributo che non viene quantificato. Questo sebbene sul sito di Ugo Rossi, qui, dove si parla di voto gratuito.

Nemmeno l'apertura a tutti sembra esserci visto che nel stesso Tg si mette in luce che si deve firmare un dichiarazione di essere elettore di sinistra. In questo caso si è sempre detto che bastava condividere il progetto, ma se devo fare una dichiarazione che sono elettore di sinistra non è tutto cambiato?

L'utilità. Le primarie sono utili per scegliere il candidato presidente del centrosinistra, ma ci sono dei fattori che a mio avviso disturbano le stesse.

Se il primo fattore è esterno e fa capo a Progetto Trentino con qualche elettore tentato a votare Rossi sapendo che non voterà Progetto Trentino magari per fare poi alleanze che vengono smentite in casa PATT ci sono anche fattori interni che mettono dubbi sulle stesse.

Il fattore UPT è un altro di turbolenza infatti tale partito si avvicina non convinto alle primarie e sebbene tutti fanno capire che rispetteranno qualsiasi voto non sono sicuro che ciò avverrà se i voti dovrebbero esser pochi. Cosa farà l'UPT in caso le primarie vedessero poca partecipazione?

Il fatto PD è più nascosto ma da valutare. Nel caso vincesse Alessandro Olivi il PD esulterebbe, ma dovrebbe chiedersi se l'operato di Luca Zeni, capogruppo in consiglio provnciale PD, è coerente con una eventuale elezione di Alessandro Olivi.

E' da tenere in considerazione che il progetto Start! è partito ancora quando lui è stato candidato alle primarie interne del PD che poi non si sono tenute. Fare incontri di questo tipo in un altro momento non avrebbero creato problemi, ma che senso ha farli in questo perido? E' un modo che non si condivide la candidatura di Olivi? Non so mi ci vedo tanto il comportamento del Matteo Renzi con Bersani e anche con Enrico Letta.

Sinceramente fino a poco tempo fa pensavo di andare a votare per le primarie del centrosinsitra, ma ora non dopo ulteriori valutazioni che superano l'opacità delle condizioni per votare non voterò.

Non ho la verità in tasca ma vi vorrei far riflettere su questi temi.