
Belluno/Feltre. Vaccinati
contro il Covid i primi 40 operatori sanitari dell’Ulss Dolomiti: tutto si è
svolto con regolarità e con un po’ di
emozione per un traguardo, e insieme una partenza, che fa guardare con speranza
al futuro.
Le dosi di
vaccino sono arrivate poco dopo le 11 a Belluno e Feltre. Sono state quindi preparate
dai due team vaccinali composti da un medico e tre assistenti
sanitarie/infermiere esperte in vaccinazioni ciascuno, secondo i criteri di
allestimento definiti a livello internazionale e dettagliati dalla Farmacia
ospedaliera.
Le
vaccinazioni sono iniziate alle 12.00: a Belluno in modalità drive-in nella
postazione allestita all’ospedale San Martino (area San Gervasio) e a Feltre
nella sala convegni dell’ospedale. Le due location rispondono alle
raccomandazioni nazionali e regionali relative allo svolgimento delle
vaccinazioni in grandi spazi o all’aperto per ovvie ragioni di massima
sicurezza covid dei vaccinandi e dei vaccinatori . La modalità drive-in è stata
confermata alla luce degli eccellenti risultati nella campagna vaccinale estiva
TBE e della campagna autunnale antinfluenzale e antipneumococco, e si presenta,
anche per questo percorso vaccinale, particolarmente idonea in termini di
sicurezza covid e di fluidità operativa.
I primi 40
operatori vaccinati, 20 a Belluno e 20 a Feltre, sono stati individuati dalle
due direzioni mediche ospedaliere e dalle due direzioni di distretto su base
volontaria. Si tratta di professionisti (medici, infermieri e OSS) afferenti a
reparti o categorie direttamente coinvolte nell’assistenza a pazienti Covid
(Rianimazione, Pneumologia, Malattie Infettive, Medicina, Geriatria, Ospedale
di comunità, Pronto soccorso, Medicina di famiglia, USCA).
Tutti i
soggetti sono stati convocati a cadenza di 5 minuti dalle 12.00 in poi. Le
vaccinazioni si sono concluse verso le 13.30.
É stato
somministrato il vaccino Pfizer-BioNTech.
Questo vaccino utilizzano il RNA messaggero per “educare” il sistema immunitario
a riconoscere e neutralizzare molecole specifiche (antigeni) del SARS-CoV-2, in
particolare la proteina S.
Dopo la
vaccinazione, i soggetti vaccinati hanno aspettato, sorvegliati, nei pressi del
punto vaccinale 15 minuti, come da linee guida. Non sono stati registrati
effetti collaterali significativi.
Agli
stessi vaccinati oggi è già stata programmata la somministrazione della seconda
dose prevista per il 17 gennaio a 21 giorni dalla prima.
Erano
presenti per portare ancora una volta il ringraziamento al personale sanitario
l’Assessore regionale alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin e il presidente
della Provincia Roberto Padrin a Belluno e il presidente della Conferenza dei
Sindaci Paolo Perenzin a Feltre.
Domani
sarà perfezionato e comunicato in Regione il Piano Vaccinale di dettaglio con
la programmazione delle prossime settimane di lavoro in base alle dosi
assegnate (previste circa 2.000 dosi a settimana).
«Dopo mesi e mesi di preoccupazione per il
diffondersi dell’epidemia Covid, con numeri importanti, specie nella seconda
ondata, nel territorio delle Dolomiti, oggi si posa la prima pietra di una
strada che dovrebbe consentire l’uscita da questo drammatico periodo pandemico.
Abbiamo messo e metteremo in campo per questo percorso vaccinale destinato a
diventare” di massa”, le nostre migliori energie in piena continuità con
l’impegno profuso nella diagnostica, nel contact tracing e nella cura dei
malati, sul territorio e in ospedale», commenta il Direttore Generale dell’Ulss
Adriano Rasi Caldogno.
«Dopo questa
giornata simbolico presenteremo lunedì 28 alla Regione il programma vaccinale
Covid dei prossimi 1-2 mesi, tarato ovviamente sulle forniture settimanale. Le prime
dosi in arrivo saranno utilizzate per
continuare la vaccinazione degli operatori sanitari in prima linea
assistenziale e, a seguire, per operatori e ospiti delle case di riposo. I
passi successivi saranno a favore della popolazione generale con primo
interessamento dei soggetti più anziani e fragili in linea con l’ormai
consolidato programma antinfluenzale vaccinale», spiega
il Direttore Sanitario Giovanni Maria Pittoni.«Il vaccino che proponiamo oggi» sottolinea Sandro Cinquetti, Direttore
del Dipartimento di Prevenzione «è il frutto di uno sviluppo tecnologico unico
nella storia della vaccinologia. Di regola per mettere a punto un nuovo vaccino
sono serviti 3-5 anni. I vaccini Covid messi a punto dalle massime competenze
scientifiche e farmaceutiche attive nel mondo si presentano efficaci e sicuri,
utili quindi per ottenere elevati livelli di adesione e per contribuire,
assieme alle altre strategie di sanità pubblica in campo, al definitivo
appiattimento della curva epidemica covid».
Fabio
Bortot, Medico di Medicina Generale, fra i vaccinati a Belluno, commenta: «La
Medicina di Famiglia partecipa con entusiasmo a questa giornata di avvio della
campagna vaccinale anti-Covid. Io
e i miei colleghi metteremo a disposizione, come già sperimentato per la
vaccinazione antinfluenzale e per l'esecuzione dei tamponi, tempo ed energie, per garantire l’immunizzazione ai nostri assistiti, specialmente ai più anziani e a
coloro che risiedono in territori non centrali».
Liliana
D’Agostini, Caposala della Rianimazione di Feltre, vaccinata oggi, racconta: «dopo
giorni e giorni di impegno senza sosta ad assistere i malati critici nel mio
reparto voglio oggi mandare un messaggio di speranza a tutta la popolazione e
di raccomandazione ai colleghi affinchè si guardi con fiducia a questa nuova
fase di contrasto dell’epidemia covid».
Arianna
Pasquali, medico in servizio nella Geriatria Covid di Feltre, vaccinata oggi,
spiega: «dopo mesi d'impegno da parte di tutto il personale sanitario nella
gestione della pandemia, consapevole dell'imponente lavoro di ricerca che ha
condotto alla creazione del nuovo vaccino, mi auguro che questo sia colto come
possibilità concreta per dare una svolta al quadro pandemico e questo ci
permetta, quanto prima, di ridistribuire nuovamente tutte le risorse
disponibili nella cura delle altre patologie ».